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In generale la giustizia è uguale per tutti, perché è utile nei rapporti sociali; ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che la stessa cosa non è giusta per tutti.

Epicuro
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 05/05/2009 @ 11:59:27, in Osservatorio Famiglia, linkato 1404 volte)
E che Iddio ci protegga e liberi da un tal pericolo!

Signora Ministro, rammenti quel che rammento anche io: Don Di Noto ha sempre ragione! Anche perché su web non c'è da star tranquilli da nessuna parte, e finanche i forum che parlano di "cartoni animati" sono abitati da venditori e venditrici di pornografia.

Legga qui e sappia che l'autrice, raffigurata nella foto, è una residente a Pisa, e le sue foto pornografiche convivono sul medesimo forum con l'enciclopedia dei mecha (i robottoni dei cartoon made in Japan) dell'Anime Aura Battle Dunbine (corretto). Non è un caso infatti, che proprio quel forum sia frequentato anche dal gestore sardo di un sito della pornografia commerciale. Anche non volendo, la riflessione su di un caso simile è la seguente: "A qual fine la pornografia cerca spazi propri nel circuito dei cartoni animati? Googlare vuol dire non dover mai dire "mi dispiace".

Mi creda: i minori su web responsabilizzati sì, ma solo accompagnati!

Loredana Morandi

- Gli articoli -

Il Ministro

In occasione della Giornata nazionale contro questo reato

Pedofilia su internet, presto le 'ronde virtuali spontanee' dei minori sul web

Il ministro della Gioventù Meloni: ''Può capitare spesso di incappare sulla rete in questo genere di reati e di non denunciarli per paura, per ignoranza, per il timore di finire coinvolti o per semplice distrazione. Serve una grande campagna di sensibilizzazione e di responsabilizzazione dei giovani italiani''. E sottolinea: ''La normativa che prevede l'istituzione di un garante per l'infanzia e l'adolescenza può rappresentare un punto di arrivo importante''

Roma, 5 mag. - (Adnkronos) - 'Ronde' virtuali dei minori su internet per andare a combattere il fenomeno della pedopornografia sul web. E' quanto prefigura il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, intervenendo al Teatro 'Sala Umberto' di Roma all'iniziativa della Fondazione di Luca Barbareschi 'Parla con noi' in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia.

Mi riferisco - chiarisce la Meloni - a una sorta di 'ronde' virtuali: non di una realtà organizzata come quella che tante associazioni svolgono meritoriamente sul territorio, ma di una realtà molto più spontanea che può fare la differenza". Ricorda infatti il ministro: "Può capitare spesso di incappare sulla rete in questo genere di reati e di non denunciarli per paura, per ignoranza, per il timore di finire in qualche maniera coinvolti o per semplice distrazione. Un discorso che riguarda la pedopornografia come anche il contrabbando di organi. Su questa ipotesi - informa - abbiamo avuto un rapporto epistolare con la Polizia postale, su come utilizzare la grande energia rappresentata dai giovani italiani che navigano in internet, responsabilizzandoli rispetto alla possibilità di incontrare reati e di denunciarli".

Per il ministro, "serve una grande campagna di sensibilizzazione e di responsabilizzazione dei giovani italiani, creando una sorta di rete non organizzata ma spontanea, semplificando il messaggio sul come si fa a denunciare questi reati e sul fatto che non si corrano rischi a farlo. C'è chi incappa in certi messaggi e filmati magari scaricando un'immagine o una musica e non li denuncia perché in qualche maniera ha commesso anche lui un reato. Ma c'è un livello ben diverso di gravità del reato - sottolinea Meloni - per cui si deve trovare una formula per fare in modo che le persone comunque abbiano la libertà di denunciare un reato di una gravità tale come la pedopornografia".

Il ministro della Gioventù sottolinea, più in generale, che "la pedofilia si combatte anzitutto con la consapevolezza; con reti e strutture che offrano un'alternativa, lottando contro quelle sacche di degrado che ancora esistono in Italia, all'interno delle quali noi non siamo ancora in grado di garantire l'incolumità fisica e psichica dei nostri ragazzi". Giorgia Meloni esorta a "fare un lavoro di 'sistema'. Su questo punto il governo sta lavorando". In tal senso, "la normativa che prevede l'istituzione di un garante per l'infanzia e l'adolescenza può rappresentare un punto di arrivo importante, avendo finalmente un soggetto di riferimento che a 360 gradi può mettere in rete tutti gli altri che si occupano del tema della pedofilia".

Adnkronos

La replica di Don Di Noto

Don Di Noto alla Meloni: ronde virtuali dei minori? Pericoloso fai da te


CHE FINE HA FATTO L’OSSERVATORIO NAZIONALE CONTRO LA PEDOFILIA PREVISTO DALLA LEGGE 269/98?

Avola (Sr), 5 maggio 2009 – Le ronde virtuali di giovani proposte dalla ministro della Gioventù Giorgia Meloni? “Un fai da te che li espone direttamente al pericolo. Semmai devono esistere responsabilità e consapevolezza da parte dei cittadini della rete”.
A commentare l’idea della Meloni è don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore dell’Associazione Meter (www.associazionemeter.org), per il quale la proposta di “ronde virtuali” avanzata dal ministro suona azzardata: “Il ministro fa molto bene a parlare di sensibilizzazione e responsabilizzazione dei ragazzi, - dice – ma parlare di ronde significa suggerire un ‘fai da te’ quantomeno pericoloso. Parlare di ronde – continua il sacerdote – può spingere dei ragazzi a improvvisarsi cacciatori di pedofili. Questo non è il loro compito, né quello delle associazioni”, continua don Di Noto, per il quale “L’opera delle associazioni – e dei cittadini - è semplicemente quella di segnalare alla polizia postale, come invitiamo tutti a fare. Senza bisogno di organizzarsi in ronde”.

Il sacerdote precisa: “Vede, ministro Meloni: molto spesso dei pedofili sono stati colti con le mani nel sacco mentre acquistavano materiale pedopornografico. Si sono giustificati dicendo che ‘stavano facendo la lotta alla pedofilia come don Di Noto’. Per loro norma e regola – e perché tutti lo sappiano – quello che faccio io con Meter e tutte le associazioni coinvolte nella lotta alla pedofilia, è semplicemente segnalare gli indirizzi alla Polpost. Altro che comprare o scaricare del materiale. Quindi stiamo attenti ad avanzare certe proposte, sicuramente dettate dalla voglia di fare bene per i ragazzi, ma che rischiano di rivolgersi contro quei ragazzi che proprio lei rappresenta”, aggiunge.

Don Fortunato continua: “Vorrei ricordare al ministro Meloni (e alla sua collega Mara Carfagna) due cose: la prima è che in Italia il sistema costituito da Polizia Postale (presente nel territorio nazionale in tutte le regioni, e in Sicilia con due compartimenti) e dalle convenzioni ufficiali tra Ministero Interno e Associazioni accreditate è efficace, funziona da anni e contrastano egregiamente la pedopornografia. Quindi parlare di ‘ronde’ mi sembra un poco fuori luogo.”. “Piuttosto – si chiede – che fine ha fatto l’Osservatorio Nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, che coordinava istituzioni e associazioni previsto dalla legge 269/98? Perché tutto tace? Signor Ministro – continua don Di Noto, chiediamo che ci sia sempre più collaborazione da parte dei cittadini, una presa di coscienza del fatto che la pedopornografia è un grave reato, piuttosto che ipotizzare delle ronde”, conclude.

METER Associazione onlus di don Fortunato Di Noto
www.associazionemeter.org
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Di Loredana Morandi (del 06/05/2009 @ 01:14:44, in Magistratura, linkato 1586 volte)





Dalla realtà alle idee: le proposte delle magistrature, dei sindacati, dei dirigenti e dell'avvocatura per un servizio rapido ed efficiente


- Giornata nazionale per la giustizia organizzata dall'ANM -


Giornata nazionale per la giustizia organizzata dall'Associazione Nazionale Magistrati, unitamente alle associazioni delle magistrature contabili e amministrative, ai sindacati del personale e dei dirigenti della giustizia, e all'Organismo unitario dell'avvocatura italiana


Interventi


Guarda che giustizia! - Proiezione di documentari sullo stato della giustizia a cura dell'Anm e della FpCgil - organizzazione giudiziaria

Grafici, tabelle e commenti sulle risorse umane e finanziarie dal 2001 a cura delle oo.ss. (Giovanni Scialdone, Rdb-Cub Pubblico Impiego) (Proiezione primo documentario)
14:5023' 51"

Grafici, tabelle e commenti sugli affari civili e penali dal 2001 a cura dell'Anm (Gioacchino Natoli, vicepresidente Anm) (Proiezione secondo documentario)
15:1418' 55"


Introduzione


Luca Palamara

presidente della Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM
15:329' 50"


Dalla realtà alle idee - Tavole rotonde sulle riforme possibili


Dino Martirano

giornalista de " Corriere della Sera "
15:421' 41"

Coordina

Gioacchino Natoli
vice Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati
15:4412' 58"

Giovanni Scialdone
RdB Cub
15:576' 37"

Maurizio De Tilla
presidente OUA
16:046' 10"

Piero Piazza
coordinatore nazionale FlpGiustizia
16:104' 23"

Renato Romano
presidente dell'Associazione Nazionale dei Dirigenti del Ministero della Giustizia
16:147' 27"

Carlo Podda
segretario generale FpCGIL
16:229' 15"

Pina Todisco
membro della direzione nazionale Rdb-Cub Pubblico impiego
16:316' 43"

Antonio Nasone
segretario generale Uilpa-Uidag
16:387' 8"

Gioacchino Natoli
vice Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati
16:458' 13"

Maurizio De Tilla
presidente OUA
16:531' 15"

Renato Romano
presidente dell'Associazione Nazionale dei Dirigenti del Ministero della Giustizia
16:541' 53"

Carlo Podda
segretario generale FpCGIL
16:562' 52"


Intervento Emma Mercegaglia

Emma Marcegaglia
presidente nazionale di Confindustra
16:596' 35"

Luca Palamara
presidente della Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM
17:051' 41"

Emma Marcegaglia
presidente nazionale di Confindustra
17:073' 33"


Le altre giurisdizioni (amministrativa, contabile e militare). Grafici, tabelle e commenti sulle risorse umane e finanziarie dal 2001 a cura delle associazioni dei magistrati amministrativi


Antonello Cerchi
giornalista de "Il Sole-24 Ore"
17:112' 31"

Coordina

Fabio Viola
consigliere Associazione magistrati Corte dei Conti
17:139' 51"

Gabriella De Michele
consigliere Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi
17:235' 11"

Tiziana Giangiacomo
17:283' 40"

Massimo Bachetti
rappresentante Associazione avvocati e procuratori dello Stato
17:326' 0"

Carlo Magno
17:384' 52"

Paolo Pirani
segreatrio confederale UIL
17:432' 20"

Alfredo Garzi
segretario nazionale FpCGIL
17:453' 58"

Sandro Aureli
membro del gruppo coordinamento Conma
17:494' 36"

Filippo Patroni Griffi
presidente Associazione magistrati Consiglio di Stato
17:543' 4"

Massimo Bachetti
rappresentante Associazione avvocati e procuratori dello Stato
17:576' 27"

Fabio Viola
consigliere Associazione magistrati Corte dei Conti
18:035' 49"

Gabriella De Michele
consigliere Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi
18:094' 19"

Marco De paolis
presidente Ammi
18:135' 22"

Guglielmo Epifani
segretario generale (CGIL)
18:1916' 2"

Luca Palamara
presidente della Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM
18:355' 4"

Giuseppe Cascini
segretario generale dell'Associazione Nazionale Magistrati
18:405' 32"

Pietro Grasso
procuratore capo della Repubblica presso la Direzione Nazionale Antimafia
18:453' 0"

Pietro Adami
Giuristi Democratici
18:485' 4"

Crediti

Radio Radicale
Scheda: Delfina Steri

Organizzatori: Associazione Nazionale Magistrati
www.associazionemagistrati.it

Licenza Creative Commons
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Di Loredana Morandi (del 06/05/2009 @ 02:33:44, in Magistratura, linkato 1425 volte)

Giornata della Giustizia


alcune foto



Epifani con Palamara, Cascini e il giornalista Cerchi del Sole 24H



Gioacchino Natoli durante il suo incisivo intervento



Pina Todisco fotografata dal maxi schermo



Fabio Viola con Cerchi e Patroni Griffi



Emma Mercegaglia presidente Confindustria e Luca Palamara, presidente ANM





Il procuratore antimafia Grasso con Palamara, Epifani, Cascini e Adami

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Di Loredana Morandi (del 06/05/2009 @ 04:45:15, in Magistratura, linkato 1287 volte)


Giornata Nazionale della Giustizia:


Comunicato Stampa di Carlo Podda Segretario Generale FP CGIL Nazionale

Il Segretario Generale della Funzione Pubblica Cgil, Carlo Podda, in occasione della Giornata Nazionale della Giustizia ha lanciato un appello a tutti gli operatori del settore ed alle loro organizzazioni di rappresentanza

(Anm, Anma, Conma, Associazione Magistrati Consiglio di Stato, Associzione Magistrati Corte dei Conti, Associazione unitaria Avvocati e Procuratori dello Stato, Ammi, Uilpa-Uidag, Flp-Coordinamento Nazionale Giustizia, Rdb-Cub, Associazione Dirigenti Giustizia, Organismo Unitario dell'Avvocatura)

affinché si sancisca un "patto per la giustizia" che chieda unitariamente un tavolo di confronto al Ministro Alfano, per puntare sull'efficacia delle istituzioni, sul garantire tempi certi per lo svolgimento dei processi civili e penali, sulla difesa del ruolo di avvocati e magistrati, ma soprattutto per garantire al sistema giudiziario investimenti adeguati.

Roma, 5 Maggio 2009
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Appello al Presidente Napolitano dai lavoratori milanesi del comparto Giustizia

 - in edicola su Leggo il 27 maggio -

Ricevo e trasmetto, l'appello dei Cancellieri degli Uffici Giudiziari al Presidente Napolitano.


Il gruppo nasce con l'indizione di una prima grande assemblea presso gli Uffici Giudiziari milanesi, ed ha deliberato l'acquisto di uno spazio a pagamento sul quotidiano "Leggo", per far finalmente udire la propria voce e rispondere agli epiteti del Ministro Brunetta. Si tratta di una iniziativa super partes, mi dicono gli organizzatori, che interesserà molti altri uffici giudiziari in Italia, presso i quali sta passando in queste ore l'appello dei colleghi milanesi.

Napolitano ha già ricevuto in via privata il testo dei lavoratori milanesi, ma noi e il mondo della politica italiana lo leggeremo sulle pagine del quotidiano romano "Leggo" il 27 maggio prossimo.

Il comunicato:

"Vi trasmettiamo in allegato la lettera al Presidente della Repubblica che abbiamo già provveduto ad inoltrare materialmente al Capo dello Stato, firmata da centinaia di lavoratori.
A voi chiediamo gentilmente di dar risalto alla nostra iniziativa che riteniamo possa presentare tratti di unicita' tali da meritare una attenta valutazione.
Infatti per la prima volta, noi lavoratori giudiziari, dopo una assemblea autoconvocata, al di la' delle divisioni sindacali e delle appartenenze politiche, decidiamo di autotassarci per acquistare uno spazio su di un quotidiano come "Leggo" edizione romana che pubblichera questa lettera in edizione integrale il giorno 27 maggio 2009.

Leggendo la nostra lettera potrete capire il messaggio della stessa. Per la prima volta non chiediamo soldi ma DIGNITA' E CI RIVOLGIAMO AL CAPO DELLO STATO QUALE CUSTODE DELLA CARTA COSTITUZIONALE E CAPO DEL CSM affinche' ci ascolti.

Noi vogliamo riconquistare la fiducia dei cittadini e se possibile instaurare un dialogo con tutti gli operatori di giustizia perche' è importante che tutti capiscano che la Giustizia è un servizio essenziale, oltre ad essere un diritto del Cittadino che non assolutamente essere relegato in secondo piano in una Repubblica degna di questo nome. Esistono delle regole da rispettare, dei codici, ecc. se la macchina non funziona ci sono dei motivi specifici, è lecito chiedersi il perche'.
Il nostro approccio è di tipo propositivo, mai distruttivo, per cui chi volesse dare il suo apporto alla discussione oppure sia in grado sensibilizzare gli organi di stampa per darci voce ci fara' sicuramente cosa gradita.

Cordiali saluti

Lavoratori Uffici Giudiziari di Milano
Lettera firmata da centinaia di lavoratori


LA LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Signor Presidente della Repubblica,

Siamo i lavoratori degli Uffici giudiziari di Milano e, come tutti, stiamo attraversando enormi difficoltà alle quali si aggiunge un profondo malessere per il modo nel quale veniamo presentati all’opinione pubblica ( dipendente statale = fannullone ).

Ci siamo autoconvocati e “autotassati” perché, di questi tempi, chi non conquista uno spazio mediatico rimane senza voce.

Le chiediamo di essere la nostra voce, come cittadini e come lavoratori che rendono concreto l’operare del Potere Giudiziario, uno dei tre pilastri su cui poggia la Costituzione di cui Lei, Signor Presidente, è custode e garante.

In primo luogo è necessario che venga chiarito un enorme equivoco: non è nelle aule dei Tribunali che si decide cosa è giusto o cosa è sbagliato, né si stabilisce come punire i reati. Ciò viene deciso legittimamente dal Parlamento, che è il luogo dove si esercita la sovranità dei cittadini e a noi, tali decisioni, giungono attraverso i Codici.

E’ nel Codice che sta scritto se lo stupro deve essere punito più duramente del furto di una mela e in che proporzione, se il colpevole colto in flagranza di reato debba attendere in carcere la sua condanna o possa andare libero, quanto sia ampio il tempo per indagare prima che il reato si prescriva e non sia più possibile alcuna punizione o come il processo possa essere agevolato o bloccato.

Il Legislatore e la Politica individuano la massa delle azioni da punire, la quantità delle persone che devono cooperare perché ciò avvenga e la razionalità delle procedure da applicare: se vi è saggezza in questa proporzione il risultato sarà positivo, altrimenti insorgeranno problemi. E’ una regola elementare, quella del vincolo di bilancio, nota alle Multinazionali e ai buoni padri di famiglia.

Non è l’inefficienza o la negligenza dei lavoratori della Giustizia che determinano le lungaggini del processo, ma i Codici che regolano le procedure – spesso molto complesse – di tutta la macchina della giustizia.
Perché nessuno lo dice? Perché nessuno ha informato l’opinione pubblica che negli ultimi anni sono state più volte cambiate dette procedure con un esponenziale aumento degli adempimenti a nostro carico, il tutto a fronte di:

• nessuna formazione che, specie in un settore così delicato, ciascuno di noi è costretto ad acquisire anche per non incorrere in sanzioni disciplinari o più gravi;

• una continua riduzione delle risorse umane e finanziarie che, al contrario, vanno proporzionalmente aumentate;

• nessuna crescita professionale - sebbene una sempre maggiore competenza acquisita nel corso degli anni - per noi lavoratori della Giustizia, gli unici nel settore pubblico a non avere avuto un processo di riqualificazione nonostante questo fosse previsto da un contratto firmato il lontano 5 aprile 2000?

Signor Presidente, in questo momento di generali incertezze e sacrifici, sentiamo il dovere di richiamare la sua autorevole attenzione a un’ impellente necessità di verità, nel timore che lasciar radicare nei cittadini una convinzione errata sulle nostre responsabilità possa offrire lo spazio a frettolosi revisionismi che – invocando aspirazione di efficienza e di eccellenza che noi per primi auspichiamo – stravolgano di fatto la visione etica con la quale la Costituzione ha disegnato il Potere Giudiziario, ove chi indaga e chi giudica è soggetto solo alla Legge, tutti i reati vanno evidenziati e puniti e ogni cittadino è uguale per diritti e doveri.

In democrazia ogni cambiamento è legittimo, ma vuole verità, chiarezza e trasparenza.

La nostra tristezza e la nostra indignazione ora, ove sempre più spesso la valutazione superficiale e poco obiettiva del nostro operare induce qualcuno a ritenere di poter ledere pubblicamente e ingiustificatamente anche il nostro onore e la nostra dignità, cede il passo a questo senso di responsabilità verso la Casa comune in cui ci riconosciamo e che Lei, anche come uomo, ha fortemente voluto, certi che lo saprà cogliere e fare Suo.

Con rispetto ed affetto.

Milano, 27 marzo 2009

I lavoratori degli Uffici Giudiziari di Milano


La Rassegna Stampa

Corriere Sera

Newslinet.it

Panorama


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Di Loredana Morandi (del 06/05/2009 @ 09:02:14, in Magistratura, linkato 1457 volte)
GIUSTIZIA: MARCEGAGLIA CON ANM, VA CAMBIATA NORMA SU PROCURE

(ANSA) - ROMA, 5 MAG - La norma che impedisce ai giovani magistrati di andare a lavorare nelle procure ''va cambiata''. La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia assicura all'Associazione nazionale magistrati che e' pronta a lavorare insieme per questa battaglia. Lo fa intervenendo alla giornata nazionale della giustizia e raccogliendo la sfida che poco prima le aveva rivolto il leader del sindacato delle toghe Luca Palamara: ''il problema delle desertificazione delle procure - aveva detto Palamara - non sia solo nostro, ma deve diventare comune. Anche perche' se la norma non sara' cambiata non avrete piu' Pm che raccoglieranno la denuncia dell'imprenditore che subisce il pizzo. La risposta della leader di Confindustria e' stata immediata: ''e' nel nostro interesse che questa norma venga rivista e dunque colgo l'invito a lavorare insieme per cambiarla''.(SEGUE). FH-MRG/SCN 05-MAG-09 17:46 NNNN


GIUSTIZIA: MARCEGAGLIA CON ANM, VA CAMBIATA NORMA SU PROCURE(2)

(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Con l'Associazione Magistrati Confindustria e' anche pronta a collaborare per una maggiore funzionalita' della Giustizia, soprattutto nel settore civile. ''E' essenziale lavorare tutti insieme - ha detto Marcegaglia - come Confindustria siamo estremamente interessati a una risposta piu' tempestiva della Giustizia, che e' essenziale per la stessa competitivita' delle imprese''. (ANSA). FH-MRG/SAF 05-MAG-09 17:59 NNNN


GIUSTIZIA: EPIFANI UN TAVOLO DI CONFRONTO COL GOVERNO CON TUTTE LE PARTI

Roma, 5 mag. (Adnkronos) - Chiedere al Governo un tavolo di confronto sulle questioni riguardanti la giustizia con Cgil, Cisl, Uil, l'Associazione nazionale magistrati e Confindustria. E' quanto proposto dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani intervenuto oggi alla giornata nazionale per la giustizia che si e' svolta al centro congressi Frentani di Roma. Una proposta che e' stata accolta dal presidente dell'Anm, Luca Palamara, che ha replicato: "sottoscriviamo con entusiasmo l'idea di chiedere insieme un incontro al governo"


Le agenzie sulla contestazione delle Camere Penali


GIUSTIZIA: PENALISTI A MARCEGAGLIA, NO ABROGAZIONE NORMA TOGHE PRIMA NOMINA
Roma, 5 mag. - (Adnkronos) -
"La posizione espressa dalla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia in adesione alle richieste della Associazione Nazionale Magistrati non tiene affatto conto della circostanza che i magistrati di prima nomina non sono minimamente adeguati a svolgere funzioni che impongono una professionalita' gia' acquisita, come quelle da lei invocate concernenti indagini su reati di grave allarme sociale, quali usura ed estorsione coltivate entro contesti di criminalita' organizzata". E' la replica dei penalisti dell'Ucpi (Unione delle Camere Penali Italiane) alle affermazoni del presidente di Confindustria fatte nel corso della Giornata della Giustizia sulla possibilita' di rivedere la norma che impedisce ai magistrati di prima nomina di svolgere le funzioni monocratiche. "La Presidente Marcegaglia non si rende verosimilmente conto - scrive l'Ucpi in una nota - che la posizione dell'Anm sul punto mira non certo a garantire efficienza al sistema, ma al contrario esclusivamente a consentire ai magistrati piu' anziani di continuare a prestare servizio presso le loro sedi preferite". Per i penalisti, quella norma di cui "pretestuosamente si chiede l'eliminazione garantisce in realta' efficienza e qualita' della giurisdizione e non va abrogata. Ben altri - concludono i penalisti - sono gli strumenti che nell'immediato potrebbero essere reperiti per far fronte ai vuoti di organico e nel contempo garantire un reale servizio ai cittadini ed alle imprese: si potrebbero ad esempio richiamare alle proprie funzioni originarie tutti quei magistrati fuori ruolo che oggi operano presso ministeri, ambasciate ed altre istituzioni, cosi' contribuendo alla carenza di organico della Magistratura". (Mrg/Ct/Adnkronos) 05-MAG-09 20:39 NNNN

GIUSTIZIA:PENALISTI A MARCEGAGLIA,SBAGLIA A SPOSARE TESI ANM (V. 'GIUSTIZIA: MARCEGALIA CON ANM, VA...' DELLE 17.45)
(ANSA) - ROMA, 5 MAG -
Il presidente della Confindustria sbaglia ad appoggiare la richiesta dell'Associazione nazionale magistrati di cambiare la norma che impedisce alle giovani 'toghe' di andare a lavorare nelle procure. A sostenerlo e' l'Unione delle camere penali che, in una nota, ritengono che cosi' dicendo Marcegaglia ''non tiene affatto conto della circostanza che i magistrati di prima nomina non sono minimamente adeguati a svolgere funzioni che impongono una professionalita' gia' acquisita'', come quelle invocate dal presidente di Confindustria soprattutto per quanto riguarda le indagini su reati di grave allarme sociale, quali usura ed estorsione coltivate entro contesti di criminalita' organizzata. Secondo gli avvocati penalisti Marcegaglia ''non si rende verosimilmente conto che la posizione dell'Anm sul punto mira non certo a garantire efficienza al sistema, ma al contrario esclusivamente a consentire ai magistrati piu' anziani di continuare a prestare servizio presso le loro sedi 'preferite' anche oltre i limiti di legge, con cio' pregiudicando ancor piu' l'efficacia della risposta giudiziaria sul territorio''. ''Quella norma di cui pretestuosamente si chiede l'eliminazione garantisce in realta' efficienza e qualita' della giurisdizione e non va abrogata. Ben altri - concludono i penalisti - sono gli strumenti che nell'immediato potrebbero essere reperiti per far fronte ai vuoti di organico e nel contempo garantire un reale servizio ai cittadini ed alle imprese: si potrebbero ad esempio richiamare alle proprie funzioni originarie tutti quei magistrati fuori ruolo che oggi operano presso ministeri, ambasciate ed altre istituzioni''. (ANSA). COM-BAO 05-MAG-09 20:30 NNN

GIUSTIZIA: PENALISTI A MARCEGAGLIA, RESTI LA NORMA CONTESTATA
(AGI) - Roma, 5 mag. -
'La posizione espressa dalla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia in adesione alle richieste della Associazione Nazionale Magistrati non tiene affatto conto della circostanza che i magistrati di prima nomina non sono minimamente adeguati a svolgere funzioni che impongono una professionalita' gia' acquisita, come quelle da lei invocate concernenti indagini su reati di grave allarme sociale, quali usura ed estorsione coltivate entro contesti di criminalita' organizzata'. In questo modo i penalisti aderenti all'Ucpi (Unione delle Camere Penali Italiane) replicano alle affermazoni fatte dal presidente di Confindustria circa la possibilita' di rivedere la norma che impedisce ai magistrati di prima nomina di svolgere le funzioni monocratiche. 'La Presidente Marcegaglia non si rende verosimilmente conto - insiste la nota dell'Ucpi - che la posizione dell'Anm sul punto mira non certo a garantire efficienza al sistema, ma al contrario esclusivamente a consentire ai magistrati piu' anziani di continuare a prestare servizio presso le loro sedi preferite" anche oltre i limiti di legge, con cio' pregiudicando ancor piu' l'efficacia della risposta giudiziaria sul territorio. Quella norma di cui pretestuosamente si chiede l'eliminazione garantisce in realta' efficienza e qualita' della giurisdizione e non va abrogata'. 'Ben altri - concludono i penalisti - sono gli strumenti che nell'immediato potrebbero essere reperiti per far fronte ai vuoti di organico e nel contempo garantire un reale servizio ai cittadini ed alle imprese: si potrebbero ad esempio richiamare alle proprie funzioni originarie tutti quei magistrati fuori ruolo che oggi operano presso ministeri, ambasciate ed altre istituzioni, cosi' contribuendo alla carenza di organico della Magistratura'. (AGI) Red 051955 MAG 09 NNNN


Così il Ministro Alfano ...

GIUSTIZIA: ALFANO, SEDI GIUDIZIARIE SCOPERTE PROBLEMA DA RISOLVERE

(ASCA) - Roma, 6 mag - ''Il governo ha molto a cuore'' il problema della 'scopertura' dei posti requirenti in molte sedi giudiziarie e intende accelerare il piu' possibile le misure che sono in corso di approvazione.

Lo ha detto il ministro di Giustizia Angelina Alfano intervenendo alla Camera al question time e rispondendo ad una interrogazione del Pd sul problema delle cosiddette sedi disagiate.

Lanfranco Tenaglia, illustrando l'interrogazione, ha parlato di ''oggettiva emergenza organizzativa'' che ha assunto l'aspetto di una ''vera e propria desertificazione delle procure italiane'' visto che dei 206 posti a disposizione 132 rimarranno scoperti perche' privi di aspiranti.

''Le sedi disagiate -ha detto il ministro nella sua risposta - non sono tali perche' sul pizzo di una montagna o su un'isola irraggiungibile, ma peche' nessun magistrato vi fa domanda di andare a lavorare''.

Alfano ha quindi ricordato il decreto convertito in legge che ha rivisto il sistema di incentivi per i magistrati che accettano di trasferirsi in queste sedi. Modificati anche i criteri per la definizione di sedi disagiate e fissati nuovi criteri per la copertura del posto. Il ministro ha altresi' ricordato le nuove norme per i trasferimenti d'ufficio per magistrati che svolgono analoghe funzioni da dieci anni.

Alfano ha poi richiamato le ''nuove disposizioni'' con particolare riferimento al Mezzogiorno, che sono state inserite all'interno del ddl di riforma del processo penale attualmente in discussione nella commissione Giustizia al Senato che prevede la possibilita' di trasferimento anche per i magistrati che hanno ottenuto la prima valutazione di professionalita' da non oltre quattro anni. ''Si e' anche cercato di accelerare i tempi di attuazione della norma conternuta nell ddl sul processo penale, proponendola in altri ambitio legislativi, ma e' stato dichiarato improponibile -ha detto Alfano- per ragioni di estraneita''' al contesto legislativo in cui si volevano inserire.

''Posso annunciare con soddisfazione -ha concluso Alfano- che dopo la verifica delle sedi secondo i criteri oggettivi di carichi di lavoro e delle realta' criminali dei territori, si provvedera' nelle prossime 48 ore alla richiesta di pubblicazione. Nell'elenco saranno comprese le sedi con scoperture al 100% e all'80%, del 75 e del 60%. E sulla base dei dati avuti dal Csm il numero delle sedi disagiate e dei magistrati incentivabili risulta sufficiente a coprire i posti vacanti''.

Gli interventi annunciati dal ministro, ha replicato Tenaglia, non bastano e andrebbero bene solo a regime ma non ''per questioni immediate da risolvere'' e tra queste ha indicato la ''revisione delle circoscrizioni giudiziarie''.

min/sam/ss


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Di Loredana Morandi (del 06/05/2009 @ 09:25:08, in Sindacati Giustizia, linkato 1016 volte)

SICUREZZA: ANFP, VEDREMO ALLA FINE I SOLDI CHE CI SONO IN CASSA


(ASCA) - Roma, 6 mag - ''Righello e penna rossa''. Sono gli strumenti che l'Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) consiglia al sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano che, contestando i dati forniti dai sindacati di polizia, era tornato a ribadire che fondi per la sicurezza ci sono e che per le ronde non e' previsto alcun tipo di esborso economico.

''I nostri conti sono giusti - ha risposto oggi il segretario nazionale dell'Anfp, Enzo Letizia - e le nostre critiche sono precise e fondate''. Invitando a confrontare le previsioni di spesa del 2008 con il 2009 dello stesso Dipartimento della Pubblica sicurezza, l'Anfp sottolinea che se ''e' vero che le ronde non prenderanno soldi dallo Stato, li prenderanno, pero', dai Comuni finanziati dal Governo. Tra l'altro i Comuni di Verona e Milano hanno gia' annunciato d'aver stanziato per le ronde rispettivamente 100 mila e 300 mila euro'', ha detto Letizia aggiungendo che ''il precedente Governo andava da Comuni, Regioni e Province ottenendo fondi (vedi Patti sicurezza Torino, Reggio Calabria, e Milano) per soddisfare le esigenze di funzionamento della polizia, oggi, invece, si prendono i soldi della polizia per darli ai comuni per far controllare il territorio a dei comuni cittadini''.

gc/sam/ss
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Di Loredana Morandi (del 06/05/2009 @ 09:28:34, in Politica, linkato 1068 volte)
Giustizia: Tenaglia (Pd), governo elude problema sedi disagiate

Ormai siamo alla desertificazione ma da ministro risposta evasiva durante il Question time

“Il governo continua ad eludere la persistente difficoltà di copertura degli organici di numerose sedi giudiziarie”.

Lo denuncia il responsabile Giustizia del Partito Democratico, Lanfranco Tenaglia, il quale sottolinea che “durante il Question time alla Camera il ministro Alfano ha dato solo risposte evasive al problema sollevato dall’interrogazione del gruppo dei Democratici e che riguarda prevalentemente regioni con i più alti tassi di criminalità organizzata.

Le cifre sottolineano l’oggettiva emergenza organizzativa degli uffici giudiziari, tanto che – insiste Tenaglia - si può parlare di desertificazione delle Procure italiane. In Sicilia, su 61 posti messi a concorso, 56 risultano senza aspiranti; in Calabria, su 27 posti pubblicati, 25 sono vacanti; in Sardegna, la scopertura che si avrà negli uffici di Procura sarà del 24% (12 posti su 50 in pianta organica), in Basilicata, dove molte delle sedi pubblicate sono rimaste prive di aspiranti, l’indice di scopertura sarà del 27,2%. Nel complesso, le procure italiane continueranno a scontare rilevanti vuoti di organico: su 1.737 posti di procura (esclusi Bolzano e i posti di magistrato distrettuale), continueranno a rimanere scoperti 206 posti (l’indice di scopertura nazionale si attesterà intorno al 12%).

Di fronte a questo dati, è molto preoccupante che il governo non sia in grado di assumere iniziative immediate in grado di far fronte all’emergenza”.

Roma, 6 maggio 2009
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Di Loredana Morandi (del 06/05/2009 @ 09:33:01, in Politica, linkato 1424 volte)
Giustizia: Pd: Question time su sedi giudiziarie disagiate

“Occorrono interventi immediati per fronteggiare criminalità organizzata”

Nel Question time di oggi alla Camera il gruppo del Pd, primi firmatari Lanfranco Tenaglia, Donatella Ferranti e Marco Minniti, ha presentato una interrogazione a risposta immediata  per sapere in che modo il governo intende fronteggiare la persistente difficoltà nella copertura degli organici delle sedi giudiziarie ubicate nelle regioni con più alto tasso di criminalità organizzata. 

In particolare, si chiede come il Governo intenda contrastare la profonda crisi della mobilità trasversale dei magistrati (passaggio dalla funzione giudicante alla requirente) che sta azzerando gli organici di interi uffici giudiziari requirenti anche attraverso la sospensione del divieto di destinazione dei magistrati in tirocinio alle funzioni monocratiche giudicanti penali e requirenti, nonché attraverso l’indifferibile revisione delle circoscrizioni giudiziarie.


Roma, 6 maggio 2009


 
Il testo integrale del Question time


Al Ministro della giustizia - per sapere - premesso che:

 

            si è recentemente concluso presso la III Commissione (Commissione per i trasferimenti) del Consiglio Superiore della Magistratura l’esame del “bollettone” per la copertura dei posti requirenti di I grado, dopo che, in precedenza, in data 14 gennaio 2009, il CSM aveva pubblicato il concorso per il trasferimento alle sedi vacanti di procura, invitando a parteciparvi i magistrati giudicanti ed inquirenti interessati, con esclusione di quelli di prima nomina;

l’esame del “bollettone” ha evidenziato, in maniera drammatica, la persistente difficoltà di copertura degli organici di numerose sedi giudiziarie (ubicate prevalentemente nelle regioni con più alto tasso di criminalità organizzata);

le cifre, ancor più delle parole, sottolineano l’oggettiva emergenza organizzativa in materia di funzionamento degli uffici giudiziari, un’emergenza che ha assunto i contorni di una vera e propria desertificazione delle Procure italiane. Nel dettaglio, sono stati pubblicati 206 posti e, di questi, 132 rimarranno scoperti poiché privi di aspiranti e soltanto 74 saranno coperti (di questi ultimi soltanto 3 saranno attribuiti a magistrati che attualmente svolgono funzioni giudicanti).


I dati disaggregati rappresentano una realtà particolarmente grave in alcune regioni:

-    in Sicilia, su 61 posti messi a concorso, 56 risultano senza aspiranti. Dei 5 posti che saranno coperti, solo uno sarà attribuito ad un magistrato proveniente da altra regione. Dagli uffici siciliani, invece, andranno via 9 colleghi, tutti pubblici ministeri, con l’effetto che le scoperture negli uffici requirenti saliranno da 61 a 69. L’indice di scopertura, alla fine del concorso, sarà in Sicilia del 30%;

-   in Calabria, su 27 posti pubblicati, 25 sono senza aspiranti. I 2 soli posti che verranno coperti saranno attribuiti a colleghi già in servizio presso altri uffici calabresi. Dalla regione andranno via in 15, con l’effetto che da 27 scoperture si salirà a 42. L’indice di scopertura, alla fine del concorso, sarà del 39,6%.

-   in Sardegna, la scopertura che si avrà negli uffici di Procura sarà del 24% (12 posti su 50 in pianta organica).

-   in Basilicata, dove molte delle sedi pubblicate sono rimaste prive di aspiranti, l’indice di scopertura sarà del 27,2%.

 

Disaggregando ulteriormente il dato, si rileva che ben 5 uffici avranno una scopertura del 100% (Lanusei, Voghera, Saluzzo, le procure minorenni di Caltanissetta e Reggio Calabria); 3 dell’80% o più (Vibo Valentia, Gela, Palmi); 3 del 75% (Enna, Patti, Locri), 9 del 60% o più (Nicosia, Ragusa, Crotone, Termini Imerese, Biella, Nuoro, Lamezia Terme, Barcellona Pozzo di Gotto, Gorizia).

Altri 19 uffici registreranno una scopertura del 50% o più. Nel distretto di Brescia, per esempio, la procura e la procura minorenni per la terza volta consecutiva resteranno senza aspiranti; anzi, la procura ordinaria perde un altro magistrato, con l’effetto che la scopertura finale sarà del 50% ai minorenni e del 47,6% alla procura ordinaria.

Nel complesso, le procure italiane continueranno a scontare rilevanti vuoti di organico: su 1.737 posti di procura (esclusi Bolzano e i posti di magistrato distrettuale), continueranno a rimanere scoperti 206 posti (l’indice di scopertura nazionale si attesterà intorno al 12%);

salvo sporadiche eccezioni, non vi è un numero sufficiente di giudici interessati alle funzioni requirenti. Infatti, il numero delle domande avanzate da chi finora ha fatto il giudice per ricoprire posti di sostituto procuratore è ridottissimo: come suddetto, dei 74 posti coperti, solo 3 saranno attribuiti a magistrati che attualmente svolgono funzioni giudicanti;

le domande per il trasferimento alle sedi vacanti di procura sono state avanzate solo da magistrati che già facevano i pubblici ministeri, e pertanto non si è colmato alcun vuoto, ma si è operato soltanto uno spostamento territoriale di magistrati, che occupano un posto in una procura per lasciarne scoperto un altro in un’altra procura;

i vuoti nella copertura degli organici delle procure si concentrano in talune regioni e distretti, che presentano un indice di scopertura di gran lunga superiore a quello nazionale. Dal momento che queste aree sono caratterizzate dai più consistenti movimenti di magistrati “in uscita”, è innegabile affermare che il trend è quello della desertificazione degli uffici di procura;

i consistenti e progressivi vuoti di organico delle procure riguardano soprattutto, anche se non esclusivamente, regioni e distretti con i più elevati indici di diffusione della criminalità organizzata;

spesso i magistrati che hanno funzioni giudicanti non sono propensi a diventare pubblici ministeri perché, in caso di ripensamento, non possono tornare sui propri passi se non dopo cinque anni trascorsi in una regione diversa da quella di provenienza professionale e talvolta neppure confinante. Perdippiù, la mobilità trasversale e territoriale dei magistrati è penalizzata dalla carenza di mezzi tecnici e investigativi in molte aree del Sud e dalla recente norma approvata in sede di riforma dell’ordinamento giudiziario che impedisce di assegnare alla Procura della Repubblica magistrati di prima nomina, un tempo vero bacino a cui attingevano le Procure meridionali per far fronte alle carenze di organico;

quindi, ad aggravare il problema della copertura delle sedi vacanti, ha concorso in modo rilevante il divieto di destinazione al termine del tirocinio ed anteriormente al conseguimento della prima valutazione di professionalità (id est, prima di quattro anni dalla data di nomina), di nuovi magistrati ordinari allo svolgimento di funzioni inquirenti (oltre che di funzioni giudicanti monocratiche penali e funzioni di gip – gup); tale soluzione in passato ha assicurato una costante immissione di nuovi magistrati negli uffici di procura consentendo la trattazione degli affari ordinari e garantendo che i magistrati con maggiore esperienza, nell'ambito delle Direzioni Distrettusali Antimafia, allegeriti dall'onere di gestire i procedimenti per reati ordinari, potessero dedicare le proprie energie professionali alla trattazione dei reati più gravi, soprattutto  quelli collegati alla criminalità organizzata;

la legge di conversione 13 novembre 2008, n. 181, ha determinato una serie di parametri oggettivi, al fine di rendere immediatamente operativo il trasferimento d’ufficio dei magistrati per la copertura immediata delle sedi disagiate, da realizzarsi attraverso incentivi economici e di carriera, rivolti a magistrati più anziani. Sulla base di questa recente normativa, alle sedi disagiate potranno essere destinati d'ufficio al massimo un centinaio di magistrati provenienti da sedi non disagiate, i quali abbiano conseguito almeno la prima valutazione di professionalità;

il recente rimedio legislativo che, peraltro, non ha avuto ancora attuazione come ampiamente dimostrato dai dati, non sarà risolutivo. In primo luogo, i posti vacanti sono ben più di cento e basterebbero a stento a soddisfare le esigenze di copertura delle regioni meridionali;

sulla base dei dati e delle considerazioni esposte è incontrovertibile che la combinazione di limiti al passaggio e divieto di assegnazione dei nuovi magistrati alle procure stia portando verso una intollerabile paralisi dell’attività d’indagine, a partire dalle sedi del sud e delle isole ma anche di alcune del nord. Siamo sostanzialmente in presenza di carriere di fatto;

proprio in ragione della consapevolezza della drammaticità della situazione degli organici e della inidoneità della soluzione rappresentata dalla nuova disciplina del trasferimento d’ufficio dei magistrati contenuta nel DL 143/08, il PD ha presentato e sostenuto in Commissione Giustizia e in Aula uno specifico emendamento, che non è stato approvato, secondo cui l'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 13, comma 2, del decreto legislativo 23 febbraio  2006, n.  109  è  sospesa  fino  alla  riforma di riordino della geografia giudiziaria e comunque non oltre il 31 dicembre 2010- :

Tenaglia, Ferranti, Minniti, Sereni, Bressa, Quartiani, Giachetti, Capano, Cavallaro, Ciriello, Concia, Cuperlo, Gianni Farina, Melis, Rossomando, Samperi, Tidei, Touadi, Vaccaro.
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Di Loredana Morandi (del 07/05/2009 @ 04:06:47, in Magistratura, linkato 1162 volte)

Documenti illustrati durante la Giornata nazionale per la giustizia


Associazione Nazionale Magistrati








La Corte dei Conti









Le Organizzazioni Sindacali








La pubblicazione di testi e documenti è a cura del sito della Associazione Nazionale Magistrati, vedi articolo/pagina 1874 del sito.

I file dei documenti, ovvero le presentazioni statistiche realizzate con Power Point, sono linkati direttamente dal sito www.associazionemagistrati.it .

Per il download dei file, cliccare il  tasto destro del mouse e dal menù scegliere "salva oggetto".
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