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 .. un aiuto dall'alto ..... di Lunadicarta
 
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Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma a causa di quelli che osservano senza dire nulla.

Albert Einstein
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Sonia Alfano (idv): Rinvio a giudizio Maniaci.

L'Ordine dei Giornalisti lancia un triste messaggio


"Resto esterrefatta davanti alla solerzia dell'ordine dei giornalisti nel costituirsi parte civile nel processo contro Pino Maniaci, il giornalista senza tesserino più volte minacciato dalla mafia e denunciato per esercizio abusivo della professione".

Così Sonia Alfano, candidata indipendente nelle liste di Italia dei Valori, che in una nota esprime il suo dissenso verso la decisione presa dall'ODG in merito al processo contro il fondatore di TeleJato.

"Mi domando - prosegue Alfano - perchè la costituzione di parte civile non è stata adottata per tutti i processi contro esecutori e mandanti dei delitti dei giornalisti uccisi dalla mafia. Tralasciando i dettagli del rinvio a giudizio di Maniaci, l'ODG, con questa decisione, lancia un triste messaggio.


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Di Loredana Morandi (del 29/04/2009 @ 10:35:54, in Magistratura, linkato 1493 volte)
Giustizia: Sì a 'nuovo' processo civile, cambia filtro Cassazione

Voto unanime sull'articolo, ma restano distinguo su riforma


Roma, 29 apr. (Apcom) - La Camera dei Deputati ha approvato oggi la parte del ddl manovra che contiene le nuove regole per il processo civile. Il testo, diverso da quello passato al Senato, deve tornare a palazzo Madama per la terza lettura ma, almeno sul filtro per l'accesso delle cause civili alla Corte di Cassazione, i nodi sono stati sciolti e l'articolo del ddl cosiddetto manovra che lo contiene è stato votato all'unanimità. Eppure, lo spirito bipartisan su questo specifico argomento non ha intaccato la contrarietà delle opposizioni alla riforma nel suo complesso.

Il Pd ha infatti sollevato numerose critiche soprattutto sulle deleghe per il riordino dei riti civili ottenuta dal Governo, mentre l'Idv ha annunciato, per bocca di Federico Palomba, un'opposizione dura a questa riforma, che ancora una volta svilisce la giustizia". Nel merito, il nuovo filtro per l'accesso alla Suprema Corte stabilisce soltanto due casi di ammissibilità del ricorso, mentre la 'vecchia' formulazione parlava di "ammissibilità del ricorso":

"Il ricorso è inammissibile - si legge nella nuova formulazione - quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l'esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l'orientamento della stessa; quando è manifestatamente infondata la censura relativa alla violazione dei principi regolatori del giusto processo". Inoltre, il filtro si baserà su principi oggettivi prestabiliti mentre prima - era la critica diffusa che arrivava anche dagli operatori della giustizia - era più discrezionale.

A decidere sull'inammissibilità inoltre non sarà più un collegio di tre magistrati, come previsto dalla vecchia formulazione, ma un'apposita sezione della Suprema Corte composta da magistrati appartenenti a tutte le sezioni. Invariate rispetto al testo di palazzo Madama le altre parte della riforma, che riguardano l'introduzione delle testimonianze scritte, la redazione da parte del giudice di un calendario del processo e sanzioni a chi introduce "procedure o tattiche" per allungare inutilmente i tempi della trattazione della causa in udienza. Infine, richiesta ai giudici di redigere sentenze sintetiche e quindi più rapide e riordino, delegato al governo, dei riti, che oggi sono oltre 27 e che il Guardasigilli Angelino Alfano vuole ridurre considerevolmente.

TESTIMONIANZA SCRITTA: Il giudice, su accordo delle parti e tenuto conto della natura della causa e di ogni altra circostanza, può disporre di assumere la deposizione chiedendo al testimone di fornire per iscritto e nel termine fissato, le risposte ai quesiti su cui deve essere interrogato. Se il testimone si astiene ha l'obbligo di sottoscrivere comunque il modello indicando generalità e motivi di astensione. Se non spedisce la testimonianza nel termine stabilito può essere condannato a pena pecuniaria. Esaminate le risposte, il magistrato può sempre disporre che il teste sia chiamato a deporre davanti a lui o davanti al giudice delegato.

CALENDARIO DEL PROCESSO Il giudice, quando provvede su richieste istruttorie, sentite le parti e tenuto conto della natura, dell'urgenza e della complessità della causa, fissa il calendario del processo indicando le udienze successive e gli incombenti che verranno espletati. I termini fissati nel calendario possono essere prorogati, anche d'ufficio, quando sussistono gravi motivi sopravvenuti. La proroga deve essere richiesta dalle parti prima della scadenza dei termini.

MISURE DI ACCELERAZIONE Sanzioni per chi allunga i processi con condotte dilatorie, si introduce il procedimento sommario di cognizione e la possibilità di pronunziare sentenze civili sintetiche.
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Dimissioni Italo Materia - Sonia Alfano (idv):
Poca trasparenza da parte mia? Io ho solo letto atti pubblici



"Non intendo commentare le dichiarazioni rilasciate da Italo Materia nè accettare i suoi ridicoli aut aut". Sono state queste le prime parole di Sonia Alfano, candidata indipendente alle elezioni europee nelle liste di Italia dei Valori, dopo la conferenza stampa di ieri del dimissionario procuratore capo di Reggio, Italo Materia.
"Senza entrare nel merito delle incomprensibili scelte personali del dott. Materia, ci tengo a precisare che il celeberrimo "banchetto informativo", più volte menzionato da Materia ed indicato come causa scatenante delle sue dimissioni, è un iniziativa non riconducibile a me  - ha spiegato Alfano - come è stato più volte spiegato dagli stessi promotori di quel banchetto:

"Al fine di porre fine a ricostruzioni e ipotesi "fantapolitiche" - afferma Giovanni Favia, candidato Sindaco di Bologna con la lista "Bologna a Cinque Stelle" - voglio chiarire che Sonia Alfano e gli Amici di Beppe Grillo di Reggio Emilia non sono responsabili dell’iniziativa-banchetto indetto a Bologna e poi ritirata (accettando le osservazioni della Procura di Bologna) sulla nota vicenda dell’elezione del Procuratore Generale della nostra città. Le mie intenzioni - prosegue ancora Favia - erano semplicemente informative".

"Dunque Materia ha mancato il bersaglio - chiosa Alfano - poichè io non ho alcuna responsabilità in merito a quell'iniziativa.

Sulla richiesta di "trasparenza" avanzatami dal dott. Materia - ha affermato Sonia Alfano rispondendo alle affermazioni del magistrato - posso solo affermare che di trasparenza ne ho usata a iosa: ho portato alla conoscenza degli emiliani fatti e vicende di ingente rilevanza quantomeno deontologica, relative al proprio Procuratore Capo che fino a quel momento erano sconosciute ai più. E, nel leggere le parole proferite da Materia, non c'è nulla di poco trasparente. Se qualcuno o se lo stesso Materia intravedono qualcosa di poco trasparente in tutta questa vicenda - afferma ancora Alfano - che vadano a ricercare il torbido nel contenuto di quelle parole piuttosto che in chi le ha lette".

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Di Loredana Morandi (del 29/04/2009 @ 11:01:00, in Osservatorio Famiglia, linkato 2468 volte)

Pedofilia, video con torture su bimbi di 4 anni: 4 arresti, 69 indagati

SIRACUSA (29 aprile) - Filmati su torture sadomaso su bambini di 4 e 5 anni scambiati su internet: per questo sono finiti in manette due operai del bergamasco di 49 e 57 anni, un uomo di 42 della provincia di Treviso e un medico sessantenne di Catanzaro. I quattro avrebbero acquistato, scaricato e conservato da Internet i filmati che sono stati trovati nei loro computer.

Dvd e video scaricati dal web. I due bergamaschi sono entrambi padri di famiglia incensurati residenti a Ponte San Pietro. F.B., 57 anni, sposato e con una figlia adolescente, è stato arrestato ieri mattina nella sua abitazione dove è stata trovata una quarantina di dvd contenenti almeno 200 film a contenuto pedopornografico e migliaia di immagini di bambini dai 5 ai 14 anni. Tutto il materiale sarebbe stato scaricato da internet attraverso siti web a pagamento. La perquisizione nel suo appartamento ha consentito ai carabinieri di risalire anche al secondo operaio, che è stato arrestato oggi all'alba. Si tratta di L.Q., 49 anni, anche lui sposato e padre di due figli di 11 e 17 anni. I due si conoscevano e pare che si scambiassero il materiale. In entrambe le abitazioni sono stati sequestrati computer, cd, dvd, pen drive e fotografie. I due operai devono ora rispondere della detenzione di materiale pedopornografico.

Le violenze. Al centro dell'inchiesta in cui sono indagate 69 persone, la realizzazione di film pedofili di genere sadico. Sono stati sequestrati dei filmati che sarebbero stati verosimilmente girati nell'ambito dei circuiti del turismo sessuale, con le riprese di violenze estreme su bambini e bambine di 4-5 anni imbavagliati e legati. Si vedono i volti degli stupratori, che non fanno parte dell'inchiesta, e tra loro c'è anche una donna. I filmati sarebbero stati scambiati su Internet tra gli indagati che non sarebbero però tra le persone riprese nei filmati.

Le regioni interessate dalle indagini sono Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia, Veneto, Lazio, Puglia, Toscana, Calabria, Piemonte, Liguria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Marche, Sardegna e Trentino. Le regioni maggiormente interessate dalle perquisizioni e con il maggior numero di indagati sono Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto.

Gli indagati sono per lo più professionisti di età compresa fra i 40 e i 60 anni. Sette di loro in passato sono stati già denunciati per reati sessuali nei confronti di minorenni.

Il Messaggero

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Abusi sessuali sulla figlia per dieci anni:
madre condannata a sei anni

MILANO (29 aprile) - Sei anni di reclusione: questa la condanna che la prima Corte d'appello ha inflitto a una donna di 44 anni, accusata di abusi sessuali sulla figlia. L'imputata non avrebbe compiuto materialmente i fatti, ma concesso, senza alcun compenso, la figlia ad amici da quando la bambina aveva otto anni fino alla maggiore età. Lo stesso reato era stato contestato al padre e al nonno della ragazzina che ora vive in una comunità, visto che il padre, condannato pure lui a sei anni in un processo separato, è morto per una grave malattia al cervello. La donna ha sempre negato l'addebito, ma ad accusarla è stata proprio la figlia.

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Salerno, minori girano video su violenze
a 13enne: legato al palo e preso a schiaffi

SALERNO (29 aprile) - Legato a un palo con una corda e poi schiaffeggiato. E' l'aggressione che ha dovuto subire un ragazzino di 13 anni e che i suoi due aguzzini (16 e 17 anni) hanno filmato con il cellulare. Le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Salerno sono partite dopo la denuncia a marzo della mamma del 13 anni. I militari hanno perquisito la casa di uno dei due ragazzi e trovato dentro a un computer il video incriminato. I due sono indagati in concorso dei reati di lesioni personali, sequestro di persona e minacce.

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Di Loredana Morandi (del 30/04/2009 @ 00:22:18, in Politica, linkato 2218 volte)

La mafia ringrazia ...

IL CASO. La modifica proposta dell'ex di An Contento ottiene il sì anche del Guardasigilli. Scontro con la Lega. L'ira del Viminale

Appalti, il Pdl cambia l'anti-racket
"No all'obbligo di denuncia"

di LIANA MILELLA 

 

ROMA - Maroni da una parte, Alfano dall'altra. Lega e Pdl divisi su appalti e mafia. Dopo la rottura su ronde, Cie, medici-spia, la manovra del governo sulla sicurezza segna lo scontro sull'obbligo per l'imprenditore titolare di appalti pubblici di denunciare un'estorsione pena la perdita della commessa e l'interdizione dalle gare per tre anni.

Succede alle due di notte, nelle commissione Giustizia e Affari costituzionali della Camera, all'ultimo rush per mandare il ddl oggi in aula. Il ministro dell'Interno leghista Roberto Maroni e il sottosegretario (ex An) Alfredo Mantovano hanno raccolto gli appelli di Ivan Lo Bello, il presidente di Confindustria in Sicilia, della collega campana Cristiana Coppola, delle associazioni antiracket, e insistono per l'obbligo di denuncia nella versione del Senato. Ma una modifica dell'ex aennino Manlio Contento lo fa cadere e raccoglie il sì del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, che ha approfondito la questione col Guardasigilli Angelino Alfano, e dei due relatori ex forzisti Jole Santelli e Francesco Paolo Sisto. La Lega protesta, Mantovano spiega che "il testo è frutto di un accordo tra Interno, Giustizia, Economia e Sviluppo economico, con il via libera di palazzo Chigi". Ma la Giustizia fa dietro front. In aula si fronteggia la sola maggioranza perché Pd e Idv se ne sono andati per protesta. Si vota: vince il Pdl. Se fosse stata presente l'opposizione forse avrebbe prevalso il Viminale.

Che fa pesare l'accaduto. Dice Maroni: "Questa notte alcune votazioni hanno confermato le mie preoccupazioni. Una norma fortemente voluta dal ministero è stata emendata e svuotata di significato". E oggi, in consiglio dei ministri, chiederà a Berlusconi di mettere la fiducia sul ddl perché teme che la coalizione si sfaldi su ronde, Cie, reato di clandestinità che obbligherà gli incaricati di pubblico servizio a denunciare gli stranieri. Tant'è che l'intersindacale medica chiede "una specifica e precisa esenzione dall'obbligo di denuncia".

La divisione sugli appalti porta acqua a Maroni. Il conflitto è pesante. Da una parte c'è la norma esistente, contestata alla Camera dall'Ance, che tra le cause di esclusione da una gara inserisce la mancata denuncia dell'estorsione che il pm scopre in un'indagine su terzi. L'imprenditore non è indagato, ma il pm dovrà segnalare l'anomalia all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. Manlio Contento dice no: "È una procedura di dubbia costituzionalità perché l'imprenditore non è direttamente sotto inchiesta". Con la correzione il pm segnalerà solo imputati di falsa testimonianza o favoreggiamento. Caliendo è d'accordo: "Se un imprenditore è minacciato dell'uccisione del figlio e non la denuncia per paura di perderlo, poi non può perdere l'azienda. Se vieni chiamato da polizia e pm e non collabori è diverso". Mantovano è sul fronte opposto: al Senato si è battuto per una norma che obbliga a un maggior dovere di lealtà chi lavora con lo Stato. Norma vantata da Maroni all'Antimafia come strumento per costringere gli imprenditori alla denuncia. Prevale la linea garantista. Al Viminale sono in collera: "Evidentemente sono tutti contenti che la Salerno-Reggio sia un'autostrada a una corsia" dicono alludendo al peso della mafia sulle gare.

(30 aprile 2009)

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Di Loredana Morandi (del 30/04/2009 @ 10:48:54, in Magistratura, linkato 2451 volte)
GIUSTIZIA: FORLEO, COMMOSSA E CONTENTA PER DECISIONE TAR

Milano, 30 apr. (Adnkronos) - "Sono commossa e contenta". Cosi' Clementina Forleo commenta all'ADNKRONOS la decisione del Tar del Lazio che ha accolto il suo ricorso contro il trasferimento d'ufficio da Milano a Cremona per incompatibilita' ambientale.

Il giudice definisce la decisione del Tribunale amministrativo un "trionfo della giustizia" piu' che di un successo personale.

"E' un trionfo del cittadino -aggiunge- che non deve mai sentirsi isolato". Il provvedimento, in teoria, e' immediatamente esecutivo: Clementina Forleo, quindi, potrebbe decidere di rientrare a Milano. Ma e' presto per dirlo: "sto ancora valutando" dice.
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Di Loredana Morandi (del 30/04/2009 @ 10:52:20, in Magistratura, linkato 2280 volte)
Anche questa è una guerra ...

CSM ATTENDE SENTENZA FORLEO, VERSO RICORSO A CONSIGLIO STATO



Roma, 30 apr. - (Adnkronos) - Il Csm quasi sicuramente fara' ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di accoglimento del ricorso dell'ex gip di Milano Clementina Forleo contro il trasferimento a Cremona deciso da Palazzo dei Marescialli. Intanto il Csm attende la notifica della sentenza del Tar e dovra' essere la Forleo a notificarla. La questione sara' al vaglio della prima commissione di Palazzo dei Marescialli che dopo avere esaminato le motivazioni della sentenza del Tar decidera' come muoversi; ma e' quasi scontato il ricorso al Consiglio di Stato.

La sezione disciplinare dell'organo di autogoverno della magistratura aveva deciso a luglio scorso di trasferire la Forleo da Milano a Cremona; al centro del processo le dichiarazioni dell'ex gip milanese fatte alla stampa su presunte interferenze di 'poteri forti' mentre conduceva le inchieste sulle scalate bancarie. Poi il ricorso della Forleo al Tar del Lazio per ottenere l'annullamento della decisione di Palazzo dei Marescialli sottolineando che il Csm si era accanito nei suoi confronti.

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Di Loredana Morandi (del 30/04/2009 @ 10:55:37, in Magistratura, linkato 2405 volte)
Giustizia/ Csm nomina nuovi procuratori a Bari e Lamezia Terme

Bando per due posti di giudice Aquila, 3 nuovi aggiunti a Napoli


Roma, 30 apr. (Apcom) - Antonio Laudati è stato nominato questa mattina dal plenum del Csm, all'unamità, nuovo procuratore della Repubblica di Bari. Nomina anche per il pm romano Salvatore Vitello, promosso procuratore capo di Lamezia Terme.

Il plenum di Palazzo dei Marescialli, inoltre, ha nominato tre nuovi procuratori aggiunti a Napoli: si tratta di Luciana Izzo, attualmente procuratore capo presso il Tribunale dei minorenni dell'ufficio campano, e di Fausto Zuccarelli e Giovanni Pio Luciano Melillo, fino ad oggi pm alla Direzione nazionale antimafia.

Infine, il Csm ha deliberato una pubblicazione straordinaria del bando per due posti, uno di pm e l'altro di giudice, presso il Tribunale dei minori, negli uffici giudiziari dell'Aquila.
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Di Loredana Morandi (del 30/04/2009 @ 11:00:22, in Politica, linkato 3224 volte)
Mafia/ Napolitano e Fini commemorano Pio La Torre alla Camera

Scoperta una targa in memoria del parlamentare ucciso nel 1982

Roma, 30 apr. (Apcom) - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e quello della Camera, Gianfranco Fini, hanno commemorato insieme il deputato siciliano Pio La Torre, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1982. I due presidenti, durante una breve cerimonia, hanno scoperto una targa commemorativa all'ingresso di Montecitorio. Alla breve cerimonia hanno partecipato, oltre a una folta rappresentanza di parlamentari, anche la vedova di La Torre, Giuseppina Zacco, e i due figli. In rappresentanza del governo c'era invece il ministro dell'Interno Roberto Maroni.


MAFIA: LUMIA, LA TORRE HA TRACCIATO STRADA MA FU CAPITO TROPPO TARDI

"Pio La Torre e Rosario Di Salvo: due storie esemplari di un'Italia che vuole liberarsi dalle mafie e dalla cattiva e mediocre politica". Lo afferma il senatore del Pd Giuseppe Lumia della commissione Antimafia ricordando la scomparsa delle due vittime di mafia.
"Sono stati uccisi - prosegue - mentre stavano avviando un percorso senza precedenti di legalità, sviluppo e rinnovamento della politica. Ricordo bene, allora io giovane impegnato nel mondo associativo e del volontariato, il grande entusiasmo che Pio La Torre aveva suscitato nel dire chiaramente che bisognava liberarsi dalla mafia. Organizzò una raccolta firme per risolvere il problema dell'acqua in Sicilia, ma soprattutto organizzò una mobilitazione popolare contro la base missilistica voluta dagli USA a Comiso".

"La Torre aveva un progetto, delle proposte - aggiunge -  Sapeva costruire alleanze, alimentare alte idealità e tradurle in cittadinanza concreta. La mafia capì che bisognava eliminarlo e così fece. Purtroppo allora la politica non capì sino in fondo il valore della testimonianza di Pio La Torre che proponeva con una legge l'introduzione del reato di associazione mafiosa, il 416 bis, come reato che finalmente riconosceva la mafia come un male in sé. Inoltre proponeva misure normative per colpire i patrimoni mafiosi".
"Ebbene - sottolinea Lumia - la legge da lui proposta non fu approvata neanche dopo la sua morte. È dovuto cadere il prefetto generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, suo grande amico conosciuto a Corleone quando alla fine degli anni 40 si ritrovarono il primo come sindacalista, il secondo come capitano dei carabinieri per combattere la mafia di Luciano Liggio e dei rampanti Totò Riina e Bernardo Provenzano. Dalla Chiesa fu assassinato il 3 settembre 1982. La legge, ad entrambi così cara, fu approvata solo il 12 settembre".
"Da allora - conclude il senatore del Pd - il Paese ha fatto molti passi in avanti. Siamo diventati bravi nell'antimafia del giorno dopo. Dobbiamo arrivare all'antimafia del giorno prima. Pio La Torre ha tracciato una strada per un'antimafia moderna che sappia legare insieme legalità e sviluppo e cambiare la politica e la società tutta".

30 aprile 2009
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Di Loredana Morandi (del 30/04/2009 @ 11:04:55, in Politica, linkato 2330 volte)
Sicurezza: Minniti (Pd), “gravissimo errore su norme antiracket”


Dichiarazione di Marco Minniti, responsabile Sicurezza del Partito democratico. Sarebbe un gravissimo errore sopprimere di fatto le norme antiracket dal DDL “sicurezza” come voluto dalla maggioranza ed avallato dai relatori e dal governo in commissione.
Il principio contenuto nel testo licenziato dal Senato era ed è in sintonia con le iniziative fatte in questi mesi dalle associazioni antiracket e dalla stessa Confindustria ed era frutto anche del lavoro del PD. L’obiettivo era ed è di rafforzare il sostegno a quegli imprenditori che non intendono soggiacere alle prepotenze del racket e delle mafie.
Il testo del Senato poteva e può essere migliorato, come da noi proposto in Commissione alla Camera. L’emendamento della maggioranza esprime invece un netto segnale di arretramento ed insieme di isolamento per quegli imprenditori che si sono impegnati in prima fila in una grande battaglia per
la libertà d’impresa e per un mercato aperto e concorrenziale.
Ci batteremo nella discussione in aula affinché le misure di contrasto al racket vengano reinserite.
Mi auguro che la maggioranza sia consapevole che su questo tema si gioca una partita fondamentale nella lotta contro la mafia.

Roma, 30 aprile 2009


Sicurezza: Ferranti (Pd), lavoreremo in aula per migliorare norme antiracket

In merito alle norme antiracket  del Ddl sicurezza, la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti dichiara:

“Avremmo voluto migliorare il testo del Senato, salvaguardando l’obiettivo di favorire le denunce degli imprenditori nei confronti dei loro estorsori, ma lavoreremo in aula con lo stesso obiettivo sperando che il governo sia più collaborativo di quanto non sia stato in commissione, costringendoci ad abbandonare i lavori dopo che tutte le nostre proposte per correggere le assurde norme sull’immigrazione contenute nel provvedimento sono state respinte. Le nuove norme sugli appalti - prosegue Ferranti - dovranno essere uno strumento perché gli imprenditori possano uscire dall’omertà e, nello stesso tempo, fare in modo che non possano diventare vittime di strumentalizzazioni della stessa criminalità organizzata”.

Roma, 30 aprile 2009


DDL SICUREZZA: LUMIA, CENTRODESTRA DISTRUGGE LE NORME ANTIMAFIA

"Alla Camera franano le norme antimafia. Non è possibile, cose da non crederci". Lo dice stupito il senatore del Pd della commissione Antimafia Giuseppe Lumia spiegando che nel ddl Sicurezza "al Senato, tra mille difficoltà, avevamo raggiunto in commissione e in aula alcuni importanti punti fermi per fare passi in avanti nella lotta alle mafie. Alla Camera tutto rischia di franare".
"Vengono colpiti innanzitutto - aggiunge - i maggiori poteri introdotti per la Procura nazionale antimafia in modo da colpire meglio le attività economiche e di riciclaggio. Si parla di colpire la potenza economica delle mafie ma poi in Parlamento non si è avuto il coraggio di proseguire sulla strada che Falcone aveva indicato con l'istituzione della Procura nazionale. Altro disastro riguarda l'antiracket. Il Pd continuerà a proporre la denuncia obbligatoria per tutti gli operatori economici per scatenare una reazione di milioni di imprese contro le organizzazioni mafiose che fanno del racket la loro prima ragione di vita per controllare il territorio, distruggere la libertà di mercato e autofinanziarsi".
"Al Senato - prosegue Lumia - si era giunti a una mediazione. Al Senato il centrodestra si era limitato ad accettare la proposta che riguarda la denuncia per le imprese che operano negli appalti pubblici. Alla Camera il governo si è diviso dando due pareri diversi da parte del ministro dell'Interno e di quello della Giustizia. Il risultato finale è un danno clamoroso per la lotta alla mafia".
"Infine - insiste - ancora una volta sui testimoni di giustizia la maggioranza ha fatto quadrato bloccando la nostra proposta che aiuta alcuni di loro, che sono onesti e che hanno avuto il coraggio di stravolgere la propria vita per combattere la mafia, a reinserirsi nel mondo della lavoro senza correre rischi. Addirittura questa proposta è stata dichiarata inammissibile nelle Commissioni".
"Insomma, come la mettiamo? - conclude Lumia - Che idea ci siamo fatti dell'unità della lotta alla mafia? Adesso chiediamo pubblicamente che si torni al  testo approvato al Senato e semmai si abbia il coraggio di migliorarlo e non di distruggerlo".

30 aprile 2009
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