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 .. succulenta ..... di Lunadicarta
 
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I dati della pedofilia online: 522 organizzazioni operano per la rivendicazione dei diritti dei pedofili (di cui 12 italiane); di cui 3 associazioni pseudo religiose, 23 di donne pedofile; 500 agenzie giuridiche; 3 radio online per la pedofilia libera; 3 database di studi e ricerche; 6 libri pubblicati; 4 riviste pedofile internazionali; 2 siti per la produzione di magliette a sfondo pedofilo; 5 portali per iscrivere nuovi adepti; 5 siti per la produzione e divulgazione di cartoon e anime dedicati ai pedofili.

Don Fortunato Di Noto
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 


Riunione del 29 Luglio sul contratto Integrativo:


Volantino Unitario


Clicca e scarica il volantino unitario sulla convocazione del 29 Luglio per la sottoscrizione del contratto integrativo.

Il testo:

Giovedì pomeriggio l’Amministrazione della Giustizia, che sino ad oggi si è dimostrata disattenta e incurante di ciò che chiedono i lavoratori, firmerà in via definitiva il Contratto Integrativo da noi contestato negli ultimi 10 mesi.

Giovedì pomeriggio tre OO.SS che rappresentano la minoranza dei lavoratori si prenderanno la responsabilità della firma di un accordo che dequalifica, demansiona e mortifica i lavoratori della giustizia e che getterà gli uffici nel caos con la conseguenza del blocco del servizio, dimostrando ancora una volta arroganza e prepotenza.

Giovedì pomeriggio si firmerà un accordo sbagliato che viola il CCNL, il buon senso, farà saltare il precario equilibrio del “mondo giustizia” e cancellerà per sempre i F.U.A. .

Giovedì pomeriggio qualche sindacato firmerà un accordo sui criteri di distribuzione della produttività improntati alle norme inique della Legge 150 Brunetta, stabilendo diverse fasce di ‘merito’ e magari escludendo alcuni lavoratori.

Il 29 luglio sarà una brutta pagina per la democrazia, per la giustizia, per l’utenza e per tutti i colleghi.

Invitiamo tutti i lavoratori dall’entrata in vigore dell’Ordinamento ad attenersi scrupolosamente a quanto in esso stabilito; è finito il tempo della massima disponibilità e dello spirito di abnegazione da parte dei lavoratori della giustizia in cambio di nulla.

Se fino a ieri svolgevamo certe attività appena il nuovo Ordinamento sarà in vigore, non potremo più farle, ci saranno vietate: se ciò bloccherà il servizio in molti uffici la responsabilità sarà di chi ha firmato.

Noi continueremo ad opporci, noi continueremo a difendere i lavoratori mettendo a disposizione ogni mezzo utile per combattere l’ingiustizia di questo accordo.

Porteremo la battaglia dei Dipendenti dell’Amministrazione Giudiziaria fino in Parlamento, nonché davanti al Presidente della Repubblica e in tutte le sedi opportune.

Noi continueremo uniti a difendere la professionalità ed i diritti dei lavoratori della giustizia.

lunedì, 26 luglio 2010
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Di Loredana Morandi (del 26/07/2010 @ 10:39:46, in Magistratura, linkato 1764 volte)
Un pensiero di stima e solidarietà a Palamara, Cascini e Mancinetti, perché oggi è una giornata certo faticosa per loro..L.M.

Arresti di giudici e avvocati a Roma

Operazione dei carabinieri


PERUGIA, 26 luglio, 10:37 - Ci sono giudici ed avvocati di Roma tra i cinque arrestati dai carabinieri per corruzione, concussione ed altri reati. I particolare dell'operazione, svolta dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri di Perugia e della capitale, verranno forniti alle 11,30 in una conferenza stampa nella sede del comando provinciale di Perugia dell'Arma.

fonte ANSA

in manette 5 persone in tutto: un imprenditore, la moglie, i due figli avvocati e un giudice

Roma, arrestati un giudice e due avvocati

Indagine su un contenzioso riguardante appalti intercorsi tra la Difesa e una ditta

MILANO - Associazione a delinquere e corruzione. Per questo sono stati arrestati, su disposizione dell’autorità giudiziaria di Perugia, un imprenditore edile e un giudice onorario del tribunale civile di Roma, Giovanni Dionesalvi. Il libero professionista finito in manette si chiama Giampaolo Mascia. Insieme a lui, provvedimenti cautelari sono stati emessi nei confronti dei due figli avvocati, Vittorio e Gianmarco, e della moglie Piera Balconi.

L’inchiesta sarebbe nata da una denuncia prodotta dall’Avvocatura generale dello Stato su un contenzioso riguardante appalti tra il ministero della Difesa e la ditta dell’imprenditore arrestato. Mascia padre avrebbe insomma dato o promesso utilità al giudice in relazione ad alcune esecuzioni immobiliari e decreti ingiuntivi. Gli accertamenti sono stati istruiti a Roma e poi trasmessi nel capoluogo umbro per competenza territoriale.

GLI ARRESTI - Due persone sono state arrestate a Roma e sono state trasferite in carcere a Perugia, mentre altre tre sono state fermate in Sardegna e si trovano ora nel carcere di Tempio Pausania.

Redazione online Corriere Sera
26 luglio 2010

La Rassegna


Giudice, imprenditore e due avvocati
arrestati per corruzione nella Capitale


Operazione dei carabinieri. Le persone coinvolte sono accusate di corruzione, concussione ed altri reati


PERUGIA, 26 luglio, 14:59 - Un giudice, un ex imprenditore edile, sua moglie e i due figli, entrambi avvocati, tutti residenti a Roma: sono le cinque persone arrestate dai carabinieri nella Capitale.

L'indagine, condotta dai militari dell'Arma della sezione di polizia giudiziaria della procura di Perugia, sarebbe scaturita da una denuncia prodotta dall'Avvocatura generale dello Stato su un contenzioso riguardante appalti intercorsi tra il ministero della Difesa e la ditta dell'imprenditore arrestato.

Gli arrestati sono il giudice onorario della IV sezione bis civile del tribunale di Roma Giovanni Dionesalvi, l'imprenditore in pensione Giampaolo Mascia, la moglie Piera Balconi e i loro due figli, avvocati Vittorio e Giammarco.

L' accusa contestata a vario titolo è associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Gli atti d'indagine erano già stati vagliati dal procuratore di Roma, Giovanni Ferrara che poi li aveva trasmessi per competenza al capoluogo umbro.

Secondo quanto si è appreso, per gli inquirenti la famiglia Mascia avrebbe promesso e dato 'utilita'' al giudice onorario del tribunale capitolino in relazione alla gestione di alcune esecuzioni immobiliari affinché fossero ritardate o quantomeno non eseguite.

Il giudice avrebbe ottenuto l'esecuzione di lavori edili gratuiti nella sua villetta a Porto Cervo, in cambio della sua partecipazione alla presunta associazione a delinquere. E' quanto hanno potuto accertare fino ad ora gli investigatori, che stanno ancora svolgendo indagini anche per valutare altri eventuali vantaggi ottenuti dal giudice.

La ditta edile di Mascia - hanno ricostruito gli investigatori - negli anni '80 e '90 aveva eseguito lavori in strutture militari in Sardegna e, dopo circa 15-20 anni, aveva cominciato a presentare ricorsi (135 in tutto) alla magistratura civile per ottenere denaro dal ministero, facendo risultare (falsificando gli atti) l'esistenza di riserve legate a quei lavori. In molti casi i ricorsi erano stati trattati dallo stesso giudice arrestato, che aveva emesso i relativi decreti ingiuntivi alla Banca d'Italia, dando la possibilità all'imprenditore di riscuotere il denaro. In altri casi - sempre secondo la ricostruzione degli investigatori - il giudice avrebbe tentato di parlare con i suoi colleghi per agevolare le pratiche. I ricorsi sono stati presentati per cifre fino a un massimo di 2-300 mila euro.

(ANSA).

Roma, arrestati un giudice e due avvocati

Corriere della Sera - ‎29 minuti fa‎
MILANO - Cinque persone sono state arrestate per corruzione, concussione ed altri reati. In manette sono finiti un giudice onorario di Roma, un imprenditore edile in pensione, la moglie ei due figli, entrambi avvocati, tutti residenti nella Capitale. ...

Arrestati per corruzione un giudice di Roma, avvocati e un ...

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Corruzione, inchiesta di Perugia, arrestati un giudice e due avvocati

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ROMA - Il giudice onorario della quarta sezione civile bis del tribunale di Roma, Giovanni Dionesalvi, l'imprenditore in pensione Giampaolo Mascia, la moglie Piera Balconi ei figli avvocati Vittorio e Giammarco Mascia sono stati arrestati per ...

Roma, manette per giudici e avvocati

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L'accusa è di concussione e corruzione. L'arresto è avvenuto per mano dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria di Perugia i sono 5 giudici e avvocati tra gli arresti effettuati dai Carabinieri: un giudice onorario del Tribunale Civile di ...

arrestati un giudice e due avvocati

Corriere della Sera - ‎30 minuti fa‎
MILANO - Associazione a delinquere e corruzione. Per questo sono stati arrestati, su disposizione dell'autorità giudiziaria di Perugia, un imprenditore edile e un giudice onorario del tribunale civile di Roma, Giovanni Dionesalvi. ...

CORRUZIONE: AVVOCATI E UN GIUDICE ONORARIO ARRESTATI DA CC PERUGIA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎44 minuti fa‎
(AGI) - Perugia, 26 lug. - Ci sono avvocati e un giudice onorario di Roma tra le cinque persone arrestate stamani dai carabinieri delle sezioni di polizia giudiziaria di Perugia e della capitale per diversi reati tra cui corruzione e concussione. ...

Concussione e corruzione arrestati giudici e avvocati a Roma

La Repubblica (Comunicati Stampa) - ‎42 minuti fa‎
ROMA - Ci sono giudici e avvocati di Roma tra i cinque arrestati dai carabinieri per corruzione, concussione e altri reati nel corso di un'operazione congiunta dei militari di Perugia e quelli della capitale. Quattro dei cinque arrestati sono un ex ...

Roma, corruzione: 5 arresti tra imprenditori, giudici e avvocati

Diario del Web - ‎46 minuti fa‎
Roma, 26 lug - Sono cinque le persone arrestate a Roma con l'accusa di corruzione, concussione e altri reati, tra loro tre imprenditori, un avvocato e un giudice onorario. Secondo le prime informazioni tutti e cinque sarebbero componenti di una stessa ..
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Di Loredana Morandi (del 25/07/2010 @ 20:02:06, in Sindacati Giustizia, linkato 1486 volte)
«La Giustizia non paga»
Agli stenotipisti di Bari la solidarietà dell'Anm


BARI - La giunta distrettuale di Bari dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) denuncia in una nota “la grave inadempienza” nei confronti dei dipendenti della cooperativa "Nuovi orizzonti", da anni impegnati nell’appalto di 'documentazione degli atti processuali e servizi correlatì garantendo il servizio di stenotipia, che non hanno ancora percepito gli stipendi di maggio e giugno. La cooperativa, è scritto nella nota, giustificherebbe l'inadempienza col fatto che il ministero della Giustizia non finanzierebbe il servizio.

Nell’esprimere solidarietà ai lavoratori della cooperativa, e sottolineando che il loro servizio garantisce il funzionamento del processo penale, la giunta distrettuale dell’Anm invita gli organi competenti “a porre tempestivamente riparo alla situazione”, ricordando che “la Costituzione affida al ministro per la Giustizia l’onere organizzativo degli uffici giudiziari”.

I dipendenti della cooperativa, che percepiscono 900-1000 euro al mese, hanno intanto indetto un’assemblea pubblica per domani alle 17 nel cortile del Palazzo di giustizia di Bari.

La Gazzetta del Mezzogiorno

***


Giustizia:stenotipisti senza salari,protesta giunta Anm Bari
Ministero non finanzia servizio, domani assemblea lavoratori



(ANSA) - BARI, 25 luglio, 14:18 - La giunta distrettuale di Bari dell'Anm denuncia in una nota che gli stenotipisti non percepiscono stipendio da due mesi. Gli stenotipisti appartengono alla cooperativa 'Nuovi orizzonti', che a sua volta lamenterebbe la mancata erogazione di fondi da parte del ministero della Giustizia. I magistrati sottolineano che il lavoro degli stenotipisti garantisce il funzionamento dei processi penali e invitano le autorita' competenti a risolvere il problema. Domani gli stenotipisti terranno un'assemblea al Palazzo di giustizia. (ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 25/07/2010 @ 07:28:07, in Indagini, linkato 1419 volte)
Guido Scorza e la Libertà dei Criminali in Rete


de "la Libertà di molestia ai cittadini per le finalità della Cricca"?


Guido Scorza è un avvocato che scrive con Punto Informatico, la testata giornalistica in rete famosa per aver dato corso in questi anni alla pubblicazione di centinaia di eventi dannosi occorsi ai siti web dell'associazionismo italiano, specie se seriamente impegnato sul fronte dell'antipedofilia, tramite i propri forum e i propri articoli.

Guido Scorza è anche un blogger della rete che ha contattato una associazione ebraica internazionale come Avaz e si è fatto pubblicizzare "nome e cognome" con i potenti mezzi del socialnetwork sulla presunta libertà della rete in Italia.

Ciò senza nessun altra rappresentanza che quella di un recente convegno a Roma, dove hanno partecipato alcuni "radicali emo" (membri delle associazioni radicali, dediti alla sofferenza e cultori del suicidio), più quella dei trombati e dei futuri trombati della politica italiota, più i Grandi Nomi di ogni nefandezza o reato per la produzione e distribuzione nostrana di pornografia mascherati dall'abito social di esponenti di spicco del peer to peer. I servi padroni del Monopolio di Pirate Bay in Europa, gentile omaggio economico dei pedofili nazifascisti che sostengono i tre della baia.

Avrei potuto intervenire presso Avaz con una solenne cazziata in forma di comunicato data in 4 - 5 - 6 lingue e sparata verso l'intero associazionismo internazionale, ma non l'ho fatto e dite grazie per questo. Ma la mia pazienza ha un limite.

Guido Scorza è un blogger avvocato e giornalista con mezzo metro di pelo sullo stomaco e si può battere perché è "forte di carattere", si veda la recente sentenza di Cassazione sulla moglie "forte" e non "intimorita" dalle violenze familiari, che nella fattispecie del personaggio corrispondono all'ambiente socio economico sopra descritto.

Alla luce di ciò l'ultimo articolo di Guido Scorza si adatta addirittura a quell'antico detto: "Batti tua moglie rientrando a casa, lei sa di averlo meritato". E chi c'è dietro.

Eh si, perché a nessun giornalista o giornalaro del web è permesso di manipolare l'informazione, come in quell'articolo in cui si definisce solo "blogger" il sociologo consulente di parte del pedofilo condannato per abusi  ai danni di minori a 9 anni di reclusione del processo di Reggio Emilia.

Il Giustiziere, infatti, non è un blogger comune ed è bene che Google non riattivi mai più il suo scrittoio telematico, ovvero una collezione di nefandezze scritte contro centinaia di magistrati, pubblici ministeri, giudici, gip, procuratori della repubblica, ufficiali di Finanza o Carabinieri che hanno lavorato a casi TUTTI VERI di pedofilia inneggiando al fior fior dei criminali psicopatici condannati fino al terzo grado di giudizio.

Allo stato mi risulta che egli sia indagato e non prosciolto per la tentata subornazione dei minori vittime di abusi sessuali, la cui testimonianza ha condotto alla sentenza dei 9 anni.

Così, in quell'articolo si tratta di una libertà che è indifferente alla libertà della rete, anzi che ne rappresenta la più grave, violenta e volgare sopraffazione.

Chi scrive, minacciata efficacemente di morte da un blog di Google aderente al circuito del porno peer to peer che sfruttava Unina, ha denunciato quell'uomo in quanto vittima dei reati "accessori" e dell'esperimentazione posta in essere dal noto sociologo in rete, che si trovò come partner dei "commerciali" esperti in "clonazioni",  avendo già istigato la clonazione di Frassi e rendendosi partecipe della operazione di dossieraggio ai danni di Morandi, onde contribuire alla subornazione della sua testimonianza sullo scandalo del Server Unina, di proprietà dello Stato presso Università Federico II di Napoli utilizzato per la creazione dei gruppi di power share delle reti edonkey e torrent.

Così domando: vogliamo parlare di libertà o di commercio e mero clientelismo?

E' per questo e per evitare ogni tipo di futuro rapporto clientelare con il porno stalker collocato sulle mie spalle da un avvocatuccio sardo del porno, che ho avvisato il "giurista telematico". L'omesso controllo è un reato e certo lo Scorza, con le conoscenze che ha, ne è perfettamente informato. Mentre io, per perfezionare l'identificazione dello stalker violento, consegnerò all'Autorità Giudiziaria lo scritto presente sul sito di Scorza come quello presente sul sito di Mantellini con i dovuti riscontri sul blog delle minacce di morte rivolte alla mia persona.

Avviso: Scorza, per le affermazioni dello stalker criminale, lei è già efficace testimone della mia tentata subornazione in merito ai reati connessi con lo sfruttamento del Centro Elettronico di Università di Napoli ad opera di 3 società commerciali.

E' con grande delusione che devo dire come negli anni, io abbia dovuto vedere quanto di più volgare e violento sia divenuto ciò che è reale prodotto di una antica "netiquette" gestita da giuristi, durante la conversione  degli stessi al web  2.porno (si legge: due punto porno).

Non sono l'unica a dire che di Libertà si parla troppo,  c'è una ammissione storica della Federazione Nazionale della Stampa a supportarmi, ma quelli che gridano più forte e in modo più volgare hanno a cuore il soldo per il soldo e non la democrazia o la civiltà.

Loredana Morandi

Allegato: la pagina contenente il commento dello stalker

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-25_072511_guido_scorza.jpg

Alle 7:14 di oggi 26 luglio 2010 il post sul sito del dott. Scorza ha assunto codesta peculiare caratteristica:

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-26_070510_guido_scorza_5.jpg

E contiene di fatto:

a) una parte cospicua del dossieraggio ai miei danni;
b) il porno attore che si presta come stalker ufficiale ai miei danni e ai danni della mia famiglia e degli Artisti che rappresento:
c) il clone in violazione art. 494 cp e seguenti del dott. Massimiliano Frassi;
d) l'ennesima diffamazione nei confronti di un pubblico ministero che personalmente ritengo essere una persona eccezionale;
e) la violenta e volgare violazione delle mie libertà personali ad opera della Editrice De Andreis Srl, come visibile in immagine.

Si tratta di 5 anni di violazioni al DL 196/2003 e alla mia privacy, date a mezzo efficace pubblicazione su testata giornalistica registrata al numero 31/96 Tribunale di Roma in violazione Legge 47 - 8 febbraio 1948 (sue modifiche ed integrazioni) e, trattandosi di esercizio commerciale in rete, sono evidenti le violazioni DL 70/2003 ai danni di un cittadino privato.

E' stata Ri - richiesta l'immediata cancellazione al giornalista referente per la testata Punto Informatico a titolo esecutivo con forza di Legge in forma scritta.

L'uso fatto di quello scritto dalla criminalità ad opera della quale sono da 2 anni oggetto di stalking, a seguito dell'aver io sottratto il server Unina da un uso in peculato ai danni dello Stato a settembre 2008, in caso di mancata cancellazione evidenzierà una precisa volontà al dolo da parte della editrice.

Per la cronaca: i banner realizzati da Neri oggi campeggiano sul sito di un pedofilo dichiarato. Alcuni dei pedofili tra i commentatori di quei post si sono palesati tramite facebook ove gestiscono siti e gruppi inneggianti contro la Legge che innalza l'età del consenso per i minori. Il materiale pubblicato dal blogger è stato giudicato falso e non attendibile dal Tribunale di Milano.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-25_181107_deandreis.jpg


L'evidenza dell'utilizzo ai fini del dossieraggio e dell'istigazione a delinquere degli scritti risalenti al 2005 è nella rinnovata distribuzione del link al sito facebook fondato dal gruppo porno peer to peer. L'autrice della pubblicazione è nota e mi risulta iscritta fin dalla creazione del primo gruppo FB.

Quello attualmente utilizzato è stato fondato dalla  Maria Strada per la Cinzia Lacalamita, entrambe le donne sono denunciate a Roma ed è attivo il fascicolo cui è confluita la denuncia  di Pescara a seguito della sottrazione del pacchetto dei 27.000 utenti del Gruppo Staminali.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-26_075346_helene_benedetti.jpg

Update alle ore 13:39 : l'organizzazione si completa con il "raccomandato della "Cricca", sedicente "Comitato Informatici ATU". Esatto: la "Cricca" sulla quale sta indagando il Procuratore Aggiunto in Roma dott. Giancarlo Capaldo.

.http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-07-26_131629_guido_scorza_dispirito.jpg
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Di Loredana Morandi (del 24/07/2010 @ 17:39:11, in Sindacato, linkato 1307 volte)
Riprendo questi due articoli dal sito di Gianni Cipriani, che ringrazio per avergli donato una ulteriore "memoria". Sono lieta che la Garambois si esprima nei termini della "truffa", anche io mi sono espressa in questi termini perché in tutto ciò che è "social" il giornalismo vero è impossibile e nessuno prenderà mai la tessera dell'ordine se non "pagando" di tasca propria come nella più becera translitterazione italiota dei termini "citizen journalism". Facebook rappresenta di ciò l'intero Inferno dantesco, ed ho potuto vedere con i miei occhi gente copia incollare gli articoli da Il Fatto e spacciasi per "Reporter", termine questo che ha una specifica paternità in rete che qui non cito. L.M.

La truffa del giornalismo "amatoriale"



di Silvia Garambois

Lo chiamavano citizen journalism. Una bufala. Nell'ansia irrefrenabile di modernismo si è addirittura parlato di una rivoluzione dell'informazione “dal basso”, invece era una meteora svanita all'aurora. Non proprio ovunque... in Italia riaffiora, e con una veste bizzarra: “giornalismo amatoriale”... Salvo che poi, con gli “amatori”, ci confezionano giornali che di amatoriale non hanno niente, tanto meno gli uffici amministrativi e quelli pubblicitari.

Per intenderci, i “citizen journalist” ci sono sempre stati, se si intende il giornalaio del paese che nel secolo scorso era incaricato dal quotidiano di città di segnalare gli “avvenimenti”. Al mio paese – negli anni Sessanta - era compito del tabaccaio, perché era lui ad avere il telefono pubblico: in dieci anni avrà passato si e no due notizie finite nella cronaca della provincia. Non ci guadagnava manco da pagarsi un toscano, lui che le sigarette le vendeva, ma godeva del generale rispetto per quel filo rosso col giornale. Come dire: il prete, il sindaco, il medico e lui.

Ora il ruolo è nobilitato dall'etichetta anglofona e da un fiume di parole. Ma per quelli che... il giornalismo è quello delle cinque W (non “World Wide Web”, ma “Who, What, When, Where & Why?), l'esercizio di stile della casalinga del Massachusset che nelle sue opinioni affoga qualche episodio vissuto, fa accapponare la pelle. Altro, tutt'altro (ovvio), i dieci secondi ripresi col telefonino da un fronte di guerra! Ma quelli finiscono nei tg di mezzo mondo...

C'è un'altra cosa però che del citizen journalist non convince: cui prodest? Anzi: chi paga? Sarà certo un'ottica sindacale, ma se con gli scritti dei volenterosi cittadini si compilano siti internet che incassano in pubblicità, o addirittura giornali di carta, il giro di denaro c'è. E c'è tanto che il fenomeno del citizen journalism è entrato in crisi (anche) proprio quando i più “gettonati” cittadini-commentatori hanno incominciato a batter cassa.

E perché poi, a ben vedere, sotto le mentite spoglie del “citizen”, assai spesso si cela l'aspirante “journalist”, disposto a tutto per poter finalmente applicare la regola delle cinque W! Quanti sono i giovani disposti a pagare (non a esser pagati...) per vedere la loro firma sul giornale (“Non si sa mai, magari, un giorno, qualcuno...”)? Vaglielo a spiegare che non è quella la porta d'accesso al mestiere, vaglielo a dire che li stanno solo sfruttando e resteranno con un pugno di mosche in mano.

La novità, assoluta, l'ha raccontata però Antonio Cipriani nel suo editoriale “Amatori giornalisti nella Fuffonia editoriale”: adesso, ha spiegato, l'editore del perugino 7News – al di là della complessa situazione proprietaria – si è inventato un contratto che prevede che il lavoro giornalistico possa essere “frutto di una collaborazione elettiva non onerosa, finalizzata allo scopo di favorire le inclinazioni amatoriali". Insomma, dove l'italico citizen journalist trova le notizie, le scrive e poi ossequiosamente ringrazia l'editore se le pubblica.

Alla fantasia burocratese non c'è fine.
E sì che non c'è tanto da inventare: per chi fa il giornalista esiste un corposo contratto, con forza di legge, che prevede anche la figura del collaboratore; chi invece non è giornalista, ma vuole dire la sua su un giornale, ha tutta la libertà sancita dall'articolo 21 della Costituzione (e teniamocelo stretto).

Le “inclinazioni amatoriali”, invece, non stanno manco sul vocabolario.

Gianni Cipriani

***

Amatori giornalisti nella Fuffonia editoriale


di Antonio Cipriani

Nell'Italia dei misteri, delle logge segrete e delle cricche per ogni cosa, l'informazione si muove, lontano dai riflettori, sul terreno sconnesso dei diritti elementari e democratici.
Pochi sanno che in Umbria, a Perugia, esiste 7News, un giornale particolare. Per dirla con un eufemismo. La grafica è innegabilmente clonata da quella di Sergio Juan per DNews; il sistema editoriale si appoggia su un server su cui risiedono Metro e DNews, e all'inizio usciva in accoppiata con DNews Roma e aveva distributori che portavano la scritta 7DNews Perugia (fase della mutazione...).
Quante volte ho scritto DNews eh. Beh, diciamo che la conosco bene, ma bene bene questa storia... Eppure 7eccetera non ha niente a che fare, dicono, con il free di proprietà della Mag editoriale dello stampatore Mario Farina. Anzi il titolare di Bcm Periodici srl, rispondendo all'Associazione stampa umbra, evidentemente preoccupata di quel tipo di fungo spuntato all'improvviso nell'accidentato terreno dell'editoria umbra, spiegava che non esisteva collegamento con mezzi e contenuti editoriali con DNews e la Mag. Sottolineando come 7News fosse una iniziativa sperimentale legata a un progetto che non ha ancora definito "né la dimensione, né l'estensione, né in quale territorio radicarlo".
Verrebbe da dire: ma che vuol dire? Un qualcosa a cazzo di cane? E soprattutto: un locale che non si sa dove si debba radicare? Ma di questo spirito "creativo", diciamo creativo ehm, è piena la vicenda. Così come di verità farlocche o a scadenza. Perché 7News, con il nome DNews Perugia è sempre stato nei server di Mag. E, come porta scritta una sentenza del tribunale di Roma che dichiara antisindacale il comportamento della Mag editoriale: " ...il signor Farina ha acquisito partecipazioni in un altro quotidiano denominato 7News Perugia".
In modo che, alla fine dei conti, dopo aver messo in stato di crisi DNews e aver risparmiato bei soldoni (pagati dalla collettività) lo stampatore Farina ha praticamente acquistato Metro da tale Puzzo e quelle partecipazioni di cui si parla nella sentenza. (Non è che a Bcm non è stato detto niente? Un po' sul modello "all'insaputa" Scajola-style?)

Comunque in mezzo al dedalo dei misteri e delle cose strane, compare però l'innegabile chicca creativa: il primo contratto nazionale di giornalismo amatoriale. Avete presente le gare degli amatori? Adesso nella fuffonia editoriale è nata la figura del giornalista che per interesse amatoriale chiede umilmente di poter scrivere di politica all'editore di Bcm. Il quale mostra magnanima disponibilità e risponde alla richiesta, confermando al povero pretendente "di considerare questo suo lavoro come frutto di una collaborazione elettiva non operosa, finalizzata allo scopo di favorire le sue inclinazioni amatoriali".
Perbacco che linguista questo Bcm Periodici; la butta sulle affinità elettive che mettono insieme, non operosamente, il concetto banale di lavoro a vantaggio di qualcuno, con l'inclinazione a donarsi amatorialmente. Che deve essere proprio un piano inclinato a novanta gradi per permettere una simile collaborazione elettiva.
In sintesi: se fosse stato DNews Perugia questo piano non ci sarebbe stato. Se c'è è perché è scattato il 7 al posto della D.
A proposito, per concludere l'esempio: Bcm al 15 luglio non risultava aver presentato bilancio. Ops, in verità non lo presenta dal 2005. Che dimenticanze in queste scatole... E, giacché ci siamo, l'amministratore della Bcm è tale Massimo Rossi. Sulle lettere non compare mai con nome e cognome, ma con un autografo stile "medico della mutua". Mah...

Ed è solo un esempio. Tanti ce ne sono in giro. Tante cose ancora ci sono da dire su questo specifico e strano caso. E tante ne diremo, cari lettori e cari colleghi. A presto.

Gianni Cipriani
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Di Loredana Morandi (del 24/07/2010 @ 16:58:46, in Osservatorio Famiglia, linkato 1259 volte)
Troppo povera, sottratto
a madre dopo parto


20/07/2010 18:48

TRENTO - Subito dopo il parto, una giovane madre in difficoltà economiche si è vista sottrarre il figlio dal Tribunale per i minori di Trento in esecuzione di una procedura di adottabilità. Il caso è stato reso noto ieri dallo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Raspadori, consulente tecnico di parte del Tribunale, che in una conferenza stampa ha criticato il meccanismo con cui i giudici dei minori applicano la sospensione della potestà genitoriale.

«La giovane, senza problemi di tossicodipendenza e con un reddito mensile di 500 euro, aveva scelto di tenere il figlio chiedendo un affido condiviso per il bimbo che momentaneamente non era in grado di mantenere», ha detto Raspadori. «A questo punto però il Tribunale, senza interpellarla, ha dato avvio alla procedura di adottabilità, levandole il figlio alla nascita».

Solo dopo un mese la giovane si è potuta incontrare con il giudice, il quale ha deciso di avviare una perizia sulle "capacità genitoriali" della madre. «Una beffa, perché in questo modo la ragazza, cui è stato sottratto il diritto di essere madre dal primo momento, rivedrà il proprio figlio solo dopo otto mesi, con buona pace della fase primaria dell'attaccamento e della giustizia per il minore».

Il caso citato da Raspadori è stato solo lo spunto per lanciare un J'accuse non tanto contro il Tribunale di Trento in particolare, ma più in generale contro un sistema dai tratti mostruosi, che può sottrarre ad una madre un figlio senza che questa abbia quasi diritto di parola, dove spesso tutto si valuta su un concetto labile come quello di "capacità genitoriale", dove lo strapotere è in mano alle assistenti sociali, e dove i genitori hanno un ruolo da comparse. Solo in una ristretta minoranza di casi, meno del 5%, i figli vengono sottratti ai genitori per abusi e violenze conclamate.

La maggior parte dei procedimenti procedono su terreni più labili, dove secondo Raspadori la discrezionalità regna sovrana. «E quando la discrezionalità delle valutazioni psicologiche si accompagna al potere di irrogare il massimo della pena - sostiene - la perdita di tuo figlio e la negazione di te stessa, il rischio di passare dalla discrezionalità all'arbitrio è enorme e foriero di drammi e danni di molto maggiori di quelli che astrattamente si dichiara di voler evitare». Secondo Raspadori «i procedimenti con cui si separano i bambini dalle madri in nome dell'incapacità genitoriale, facendo risalire questa capacità/incapacità ad una caratteristica psicologica, ad un tratto di personalità cioè, sono un abuso anche scientifico. Non esiste in nessun manuale di psicologia o psichiatria la categoria o la sindrome di incapacità genitoriale».

Eppure sono numerosi ogni anni i bambini, di tutte le età, che in nome di presunte incapacità di madri e padri vengono sottratti ai loro genitori. «A volte - dice Raspadori - dovremmo riflettere che il genitore che a noi non piace è forse il miglior genitore accanto a cui può crescere un figlio. E che forse c'è un eccesso nella sostituzione di un genitore con l'assistente sociale». Assistenti che sono «il vero braccio operativo del Tribunale», ma «a volte addirittura sembra il contrario: che le assistenti siano la mente e il Tribunale il braccio esecutivo». Il Tribunale per i minori «in nome della sacra difesa dei diritti di minori toglie qualsiasi diritto e garanzia agli adulti, ovvero ai genitori». Spesso «in modo aprioristico e preconcetto, la voce del genitore viene disattesa e neppure ascoltata. Persino i loro avvocati diventano «zimbello». Insomma, secondo Raspadori «il Tribunale per i minori se lo conosci lo eviti».

L'Adige
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Di Loredana Morandi (del 24/07/2010 @ 16:49:49, in Magistratura, linkato 1515 volte)
Bimbo tolto alla madre,
la posizione dei magistrati

23/07/2010 16:45

TRENTO - Ecco il comunicato stampa inoltrato ai mezzi d'informazione dall'Associazione Italiana dei Magistrati
 per i Minorenni e per la Famiglia Sezione di Trento e Bolzano.

«Troppo povera e il figlio viene sottratto alla madre» titola un quotidiano della nostra Provincia nel tentativo di accreditare falsamente  che il TM avrebbe allontanato dalla madre il figlio solo per “povertà”. L’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia denuncia la totale disinformazione che scaturisce dall’articolo che riferisce informazioni provenienti solo da un consulente di parte dei genitori, il quale  non esita a screditare tutto il sistema della giustizia minorile, senza fornire una informazione reale e completa sulla vicenda che riguarda il minore, preoccupato solo di sollecitare l’onda emotiva dell’opinione pubblica su di un caso di allontanamento di un figlio dalla madre. L’articolo rappresenta un totale e acritico attacco non tanto nei confronti di possibili errori giudiziari, ma all’intero sistema di protezione giudiziaria dei cittadini minorenni, con la conseguente delegittimazione della magistratura minorile e dell’operato di tutti i servizi coinvolti, senza prendere in considerazione le ragioni dell’intervento di protezione giudiziaria del  minore, tra le quali non c’è e non ci può essere la condizione economica dei genitori (v. legge 149/2001). Non sembra infine casuale che l’attacco avvenga in un momento di più generale delegittimazione della magistratura, nell’ambito della quale il settore minorile appare più “facile” da contestare per suscitare nell’opinione pubblica reazioni puramente emotive che vengono acriticamente riprese  dai mezzi di comunicazione locali e nazionali, nonché dallo stesso Ministro delle Pari Opportunità.

Comunicato gruppo Mamme BioNike Trentino a l'associazione di tate e assistenti domiciliari post-parto Euriclea

Il gruppo Mamme BioNike Trentino a l'associazione di tate e assistenti domiciliari post-parto Euriclea, dopo aver sentito e valutato la questione della madre a cui è stato tolto il figlio perchè "rea" di guadagnare soltanto 500 euro al mese, si mettono a disposizione della stessa per aiutarla a risolvere la situazione e trovare una sistemazione adeguata e un impiego. In particolare, l'ass. Euriclea potrebbe mettere a disposizione di mamma e bimbo per due anni un appartamento con utenze pagate e attrezzatura x l'infanzia (culla, passeggino...), e le sue tate sono pronte a fare da garanti accompagnando mamma e bimbo e verificando l'evolversi della situazione, l'idoneità della madre e la serenità del bimbo. Ferma restando la necessità di verificare direttamente la situazione, ed invitando questa madre o il suo avvocato a mettersi in contatto con loro attraverso la mail mammebionike@live.it, Euriclea e Mamme BioNike auspicano che la coppia madre-figlio possa ri-formarsi in tempi rapidssimi, convinte dell'assoluta e fondamentale importanza dei primi mesi per la formazione di un corretto legame. Stigmatizzano altresì il danno inferto al neonato togliendogli la possibilità di essere allattato al seno da sua madre. Dalle poche informazioni in loro possesso, non credono che questa donna abbia problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti o alcool. Chiedono dunque che - pur nel rispetto della privacy - siano rese note le reali motivazioni di questa separazione.

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Di Loredana Morandi (del 24/07/2010 @ 07:58:12, in Magistratura, linkato 1346 volte)
Anm/ Palamara: Impasse rapporti con politica ci danneggia
Spesso costretti a difenderci trascuriamo autoriforma


Roma, 23 lug. (Apcom) - Il difficile rapporto tra magistratura e politica "rischia di offrire al paese un'immagine distorta dei magistrati" che spesso sono costretti a "indossare l'elmetto" per difendersi dalle accuse che la politica gli rivolge, un impegno che porta a volte "a trascurare gli aspetti interni come quello della necessità di una autoriforma". Lo ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, intervenendo a un convegno sul tema "Giurisdizione, giustizia e politica".

Rispondendo agli interlocutori della tavola rotonda che hanno sollevato il problema di una magistratura che si concentra a volte più sul suo rapporto con il potere politico trascurando ciò che interessa ai cittadini, Palamara ha osservato: "E' vero che ai cittadini interessa di più un tribunale che funzioni ma purtroppo la realtà a volte non permette di discutere di questo perché il rapporto tra politica e giustizia è preponderante. L'Anm tante volte deve difendersi dall'accusa di essere un sindacato di sinistra che ha dei pregiudizi sulle leggi e la necessità di 'indossare l'elmetto' per difenderci, sia dal fuoco nemico che da quello amico delle correnti interne, ci fa trascurare gli aspetti interni come quello di un'autoriforma e un rinnovamento interno alla magistratura".

Secondo Palamara, insomma, "l'impasse nel rapporto magistratura-politica rischia di offrire al paese un immagine distorta del magistrato" che però a suo avviso non può tacere quando "si arriva a mettere in discussione anche il più alto organo costituzionale come la Consulta". L'invito del presidente dell'Anm è però quello di "avere il coraggio al nostro interno di riproporre con forza quei temi che sono fuori dalla logica dello scontro come l'organizzazione degli uffici, una ragionata depenalizzazione, il problema delle carceri, dell'informatizzazione, della funzionalità dei tribunali che spesso non sono degni di un paese civile".

***

Csm/ Lega: Bene Palamara ma cosa fa Anm contro il correntismo?
Brigandì: Vertice rappresentanza toghe come lo combatte?


Roma, 23 lug. (Apcom) - "Bene il Presidente Palamara, siamo perfettamente d'accordo che nel Csm e più in generale nei vertici della magistratura occorre superare la logica delle correnti e del correntismo e valorizzare il merito attraverso la selezione dal basso. È da capire ora, come è riuscito fino a questo momento ad esercitare il suo ruolo di Presidente dell'Anm pur essendo a conoscenza ti tali correnti." Lo afferma Matteo Brigandì, responsabile Giustizia della Lega.

***

Csm/ Palamara: Superare logiche correnti e valorizzare merito.
Solo così la magistratura può rispondere alle accuse


Roma, 23 lug. (Apcom) – Nel Csm e più in generale nei vertici della magistratura occorre superare la logica delle correnti e del correntismo e valorizzare il merito attraverso la selezione dal basso. Lo ha detto il presidente dell’Anm, Luca Palamara, intervenendo ad un convegno sul tema ‘Giurisdizione, giustizia e politica’, presso l’università Roma Tre.

Secondo Palamara “sulla dirigenza degli organi della magistratura bisogna superare le logiche di appartenenza, la magistratura non se lo può permettere e questo presuppone anche di superare giochetti interni che non possono appartenerci, è una sfida che va iniziata dal basso per sfatare il tabù di una logica di potere tra vertice e base e favorire una selezione dal basso come avevamo già chiesto per il Csm e come riproporremo” anche sulle altre scelte di vertice.

Nella giornata in cui il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto un richiamo in vista dell’elezione dei membri laici del Consiglio superiore della magistratura alla quale seguirà quella del vicepresidente, Palamara ha sottolineato che “solo valorizzando il merito potremo dare una risposta forte anche alle accuse che ci vengono rivolte” e del resto “anche l’elezione dell’ultimo Consiglio ha dato un segnale in questa direzione, ora dobbiamo continuare”.
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Di Loredana Morandi (del 24/07/2010 @ 07:47:37, in Magistratura, linkato 1584 volte)
Ma la legge fa ancora schifo


di Mauro Munafò
(21 luglio 2010)

La retromarcia del governo è migliorativa sul diritto di cronaca, ma continua a impedire le indagini e a favorire la malavita organizzata. Parla Luca Palamara, presidente dell'associazione magistrati

"Bisogna togliere di mezzo tutte le disposizioni previste dal ddl intercettazioni. Questo emendamento non basta". Luca Palamara, presidente dell'associazione nazionale Magistrati (ANM), non si accontenta della pezza messa dal Governo sulla legge Bavaglio e chiede un passo indietro anche sul resto del provvedimento. Se l'emendamento governativo elimina alcune delle limitazioni previste per la stampa, non altrettanto fa con le indagini, che continuano ad essere ostacolate da lungaggini burocratiche e provvedimenti "devastanti per il funzionamento della giustizia".

Non siete soddisfatti di questo emendamento?
"Siamo scontenti a metà. Prendiamo atto del fatto che il Governo ha recepito un'istanza da noi sollevata sin dalla prima ora. L'introduzione dell'udienza-filtro (in cui il Gip e le parti stabiliscono quali conversazioni possono essere pubblicate e quali devono essere secretate ndr), peraltro già prevista dal Codice, era una delle modifiche che avevamo chiesto da tempo. Quello che si è visto oggi è di certo un passo avanti, ma è un passo che non basta affatto".

Il bavaglio non c'è più?
"E' importante che si sia raggiunto un punto di equilibrio sul diritto di cronaca. Però le limitazioni all'azione dei magistrati e all'uso delle intercettazioni rimangono. La disposizione che prevede la competenza del tribunale collegiale per le intercettazioni, ad esempio, produrrà effetti devastanti sul funzionamento della giustizia".

Restano i dubbi sui tempi dell'udienza-filtro. L'opposizione lamenta la mancanza di tempi certi.
"Nella nostra proposta chiedevamo l'introduzione di un termine perentorio che doveva essere specificato e invece non c'è. Ma già la previsione di un'udienza-filtro è un passo in avanti da non sottovalutare".

Che emendamento servirebbe allora a questa legge sulle intercettazioni?
"Non ci sono emendamenti da fare. Bisogna avere il coraggio di prendere le disposizioni fino ad ora approvate e metterle da parte definitivamente. Anche se questo emendamento ha migliorato la formula, l'aspetto di fondo dell'intera legge rimane intatto. Se il Parlamento ha trovato una posizione di equilibrio sulla libertà di cronaca, temo invece che questa sintesi tra le posizioni non sia possibile per quanto riguarda le indagini".

Come si muoverà adesso l'Anm?
"Abbiamo partecipato e promosso diverse iniziative contro questa legge e continueremo a dare il nostro contributo, soprattutto fornendo pareri di carattere tecnico. Continueremo a far sentire la nostra voce, con un occhio sull'evoluzione del dibattito parlamentare".

L'Espresso

La Rassegna

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Mentre Gianfranco Fini dal podio difende l'emendamento anti-bavaglio alla legge sulle intercettazioni come «la prova della centralità del Parlamento che ha ...

Intercettazioni, duello sui tempi Alfano: si approvi prima delle ...

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Il Messaggero - ‎21/lug/2010‎
Berlusconi non ha dubbi: vuole il ddl sulle intercettazioni prima della pausa. Preoccupazione per calo di consensi Pdl ROMA (21 luglio) - Ancora tensione ...

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Il presidente della Camera prende spunto dalla Cerimonia del Ventaglio che precede la pausa estiva dei lavori per fare il punto della situazione: «Spero che ...

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P3, Alfano: comportamento Caliendo pienamente corretto

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POL - *"P3", Alfano: Dimissioni Caliendo? Ipotesi neppure in ...

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Roma, 21 lug (Il Velino) - Il Guardasigilli Angelino Alfano ribadisce la “piena correttezza di comportamento” del sottosegretario alla Giustizia Giacomo ...

Intercettazioni, da governo ok a modifiche Udc. Ostruzionismo Pd?

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Fini: L'intesa segna una pagina importante. Ok entro le vacanze estive? L'estate finisce il 21 settembre Roma, 21 lug (Il Velino) - Il Pd si prepara a dare ...

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Alfano alla Camera: nessuno tocchi Caliendo

Newnotizie - ‎21/lug/2010‎
E' toccato al ministro Angelino Alfano prendere oggi le difese di un altro pezzo di governo che rischia di capitolare al cospetto della legge. ...

Intercettazioni, Fini: Camera lavorerà in prima settimana agosto

Reuters Italia - ‎21/lug/2010‎
ROMA (Reuters) - Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto oggi di prevedere che la Camera lavorerà al disegno di legge sulle intercettazioni ...

Intercettazioni, emendamento del governo allenta il bavaglio

NanoPress (Blog) - ‎21/lug/2010‎
Il governo allenta il bavaglio sulle intercettazioni. Ieri in commissione Giustizia l'esecutivo ha presentato un emendamento che prevede l'instaurazione ...

INTERCETTAZIONI: ALFANO, APPROVARE DDL PRIMA DELLA PAUSA ESTIVA

Agenzia di Stampa Asca - ‎21/lug/2010‎
(ASCA) - Roma, 21 lug - Prima della pausa estiva. Questo il termine indicato dal guardasigilli Angelino Alfano per l'approvazione del ddl intercettazioni. ...

Intercettazioni/ Alfano: Ok alla Camera prima delle vacanze

APCOM - ‎21/lug/2010‎
Roma, 21 lug. (Apcom) - "Noi siamo per approvare il ddl intercettazioni alla Camera prima delle vacanze estive". Lo ha detto il ministro della Giustizia, ...

Fini: "Intercettazioni, correzioni giuste. Intransigenza sulla ...

Dire (Abbonamento) - ‎21/lug/2010‎
ROMA - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, spiega di "non aver perso la speranza che le riforme tornino nell'agenda della politica e che questa ...

Alfano su Caliendo: comportamento del tutto corretto

Julie News - ‎21/lug/2010‎
ROMA - Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, presumibilmente coinvolto nella spinosa inchiesta legata alla cosiddetta P3, avrebbe tenuto un ...

INTERCETTAZIONI: ALFANO, OK CAMERA PRIMA VACANZE ESTIVE

Stato-oggi - ‎21/lug/2010‎
(AGI) - Roma, 21 lug. - “Siamo per approvare il ddl intercettazioni alla Camera prima delle vacanze estive”. Lo afferma il ministro della Giustizia, ...

Intercettazioni, il governo non molla: voto prima delle vacanze

Blitz quotidiano - ‎21/lug/2010‎
Il governo non torna indietro e ribadisce con più forza l'intenzione di approvare il disegno di legge sulle intercettazioni alla Camera prima della pausa ...

Intercettazioni/ Rao (Udc): Ddl migliora, non faremo ostruzionismo

Virgilio - ‎21/lug/2010‎
Roma, 21 lug. (Apcom) - L'Udc esprime soddisfazione per il parere favorevole del governo e della maggioranza a tre subemendamenti centristi al ddl ..
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Questa notizia è un arretrato di circa 1 mese fa. La notizia è stata data in modo confusionario, ma si evince che: a) la denuncia è partita di autorità dai medici dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma e non dalla madre; b) che si tratti di un atto dovuto l'istruzione del fascicolo a Perugia. L.M.


Roma, l'ex pg Vecchione indagato
per atti sessuali su una bimba di 6 anni
         
di Massimo Martinelli

ROMA (24 giugno 2010) - Dicono che quando gli è arrivato il fascicolo sul tavolo, il procuratore di Roma Giovanni Ferrara abbia preso carta e penna per evocare la ultratrentennale amicizia con l’indagato e abbia chiesto alla Procura Generale di astenersi. Dicono che lo stesso riverente imbarazzo lo abbiano provato alla Procura Generale, anche se alla fine hanno deciso di spedire l’incartamento a Perugia.

Perché all’epoca dei fatti contestati l’indagato era una toga della capitale. Forse la più potente di Roma: Salvatore Vecchione, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello e, prima ancora, capo della Procura della Repubblica di Piazzale Clodio. Ad iscrivere il suo nome nel registro indagati a Perugia sono stati il procuratore facente funzioni Federico Centrone e il sostituto ”anziano” Giuliano Mignini. Che poi è quello che ha condotto l’indagine su questa vicenda delicatissima, che vista l’età delle persone coinvolte può essere raccontata solo con moltissime cautele e qualche obbligata omissione.

L’ipotesi sulla quale si indaga è che l’ormai ex procuratore Vecchione (in pensione dallo scorso settembre) abbia compiuto atti sessuali su una bambina di sei anni. Gli episodi sui quali la procura di Perugia sta cercando di fare luce si sarebbero verificati nell’arco di alcuni mesi, fino allo scorso settembre. La bambina è figlia di una coppia che aveva una frequentazione assidua con la famiglia Vecchione; e il tenore dei rapporti era tale da consentire che molto spesso la piccola restasse sola con l’ex alto magistrato.

Proprio ieri, a Roma, nei locali protetti della Questura di San Vitale, si è svolta un’udienza forse importante per il prosieguo dell’indagine: il pm Giuliano Mignini e il gip Paolo Micheli sono venuti da Perugia per ascoltare con il rito dell’incidente probatorio la testimonianza della piccola. Oltre ad esperti in psicologia infantile, all’udienza hanno partecipato anche la mamma della bambina accompagnata dal suo legale, Francesco Caroleo Grimaldi, e il difensore di fiducia di Salvatore Vecchione, l’avvocato Giuseppe La Greca. Su quello che è accaduto nel corso dell’udienza è calato il segreto investigativo; anche l’avvocato Caroleo Grimaldi, che rappresenta gli interessi dalla bambina e della sua famiglia, si è trincerato dietro il più assoluto riserbo, limitandosi soltanto a confermare la pendenza del procedimento penale. Impossibile, invece, rintracciare l’avvocato Giuseppe La Greca, seppure informato indirettamente attraverso una sua collaboratrice.

Il procedimento è stato aperto d’ufficio, dopo l’invio a settembre scorso di un rapporto alla Procura di Roma che raccontava gli esiti di una visita effettuata sulla bambina all’ospedale Bambin Gesù. Le circostanze precise le ha raccontate la mamma della piccola nel corso di un interrogatorio reso al pm Mignini alcune settimane dopo quel controllo in ospedale. La donna riferì di aver notato già in passato che l’ex magistrato proponeva alla piccola giochi che comportavano contatti fisici che potevano essere equivocati. E che ne aveva parlato con il marito e con i suoi genitori. Fino a che, in quel giorno di settembre, dopo aver trascorso alcune ore in casa dell’ex magistrato, la bambina fu riconsegnata piangente alla madre. Più tardi, tornata nella sua abitazione, la piccola avrebbe fatto riferimento ad alcuni toccamenti che le provocavano dolore nelle parti intime. Di qui la decisione di condurla in ospedale, dove le furono riscontrati arrossamenti ma nessuna lacerazione. Nel corso dell’interrogatorio la mamma della piccola ha preferito non sporgere querela, lasciando che l’indagine facesse il proprio corso in maniera autonoma.

Da parte sua, l’ex Pg Vecchione ha inviato ai pm inquirenti alcune memorie difensive in cui respinge categoricamente tutte le accusa, addebitandole all’intento calunniatore della mamma della piccola. Secondo Vecchione, all’origine della vicenda ci sarebbe un rancore personale nei suoi confronti da parte della madre della bambina e da parte della sua famiglia. E anche la facile impressionabilità della piccola che soffrirebbe per la sua movimentata situazione familiare.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=107974&sez=HOME_ROMA&ctc=0

La Rassegna

***

Tribunale di Roma, indagato l’ex pg di Roma
per presunti abusi. Lui: "è tutto falso"


Presunti abusi sessuali nei confronti di una bambina di sei anni. Salvatore Vecchione, ex procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma, e ancora prima al vertice della Procura della Repubblica di piazzale Clodio, è stato iscritto a Perugia nel registro degli indagati dal procuratore facente funzioni Federico Centrone e dal sostituto «anziano» Giuliano Mignini.

Il fascicolo è stato spedito in Umbria perché il procuratore di Roma Giovanni Ferrara non se l’è sentita di procedere nei confronti dell’ex pg, in pensione da settembre, al quale è legato da trentennale amicizia. Vecchione, inoltre, all’epoca dei fatti che gli vengono contestati, non era solo in servizio, ma era ancora una delle toghe più potenti della capitale. L’ipotesi sulla quale si indaga, dopo un esposto della madre della bambina, sua nipote, è che l’ex pg abbia compiuto atti sessuali sulla piccola.

La procura di Perugia deve far luce su alcuni episodi, iniziati nel dicembre 2007 e finiti nel settembre 2009, quando la nipote che aveva cinque anni e mezzo, su iniziativa della madre, è stata visitata dai medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che hanno rilevato arrossamenti nelle parti intime ma nessuna lacerazione. Il referto medico, finito prima in Procura a Roma e quindi a Perugia, è stato supportato dalle parole della parente della bambina.

Al pm Mignini ha raccontato che i rapporti con l’ex magistrato erano tali da consentire che spesso la nipote restasse sola con lui. Ma in più di una circostanza la donna aveva notato che Vecchione faceva giochi equivoci, che comportavano contatto fisico con la piccola. Tali, da spingerla a parlarne con il marito, dal quale era separata, e con i suoi genitori. L’ultimo fatto, quello che ha dato il via alle indagini, sarebbe avvenuto a settembre quando la figlia, dopo aver passato qualche ora con i coniugi Vecchione, era tornata a casa in lacrime. Alla mamma, qualche ora dopo, aveva raccontato di palpeggiamenti nelle parti intime, che le avevano causato dolore.

E due giorni fa nei locali protetti della questura romana si è svolto l’incidente probatorio. I pm di Perugia, alla presenza di esperti in psicologia, hanno ascoltato la piccola. In aula erano presenti anche l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, che rappresenta la bambina nel procedimento, e l’avvocato Giuseppe La Greca, legale dell’ex pg. Vecchione nega ogni responsabilità e parla di una vicenda «falsa e frutto di tensioni familiari». Nelle scorse settimane ha inviato ai pm inquirenti alcune memorie difensive, nelle quali respingeva tutte le accuse addebitandole a un intento calunniatorio della mamma della piccola e dei suoi genitori.

L’avvocato La Greca, invece, ha sottolineato che l’episodio in questione sarebbe avvenuto intorno alle ore 14 del 27 settembre 2009 in una utilitaria nel percorso tra Roma e l’aeroporto di Fiumicino. Difficile, quindi, credere che possa essere accaduto qualcosa, anche perché Vecchione non era solo con la bambina. «Fuorviante è anche l’affermazione secondo cui il procedimento sarebbe dovuto a un’iniziativa del Bambino Gesù - aggiunge l’avvocato -. Trattasi invece di insistite iniziative della madre della bambina, causate dalla condizione personale e psicologica della donna. Una perizia psichiatrica disposta dall’autorità giudiziaria di Perugia ha, tra l’altro, sostenuto che sussistono dinamiche di sollecitazione psicologica da parte della madre in merito a quanto raccontato dalla figlia». Motivo per il quale l’ex pg ha denunciato per calunnia la donna. «La madre della bambina persegue l’unico fine dell’accertamento della verità - taglia corto l’avvocato Grimaldi - e la vicenda non è nata da una denuncia della mia assistita, ma da segnalazione dell’ospedale».

Fonte: Il Giornale.it - 25/06/2010 - 14.56

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Vecchione, in pensione da qualche mese,
avrebbe molestato la figlia di amici


Libero-news.it

Avrebbe commesso abusi sessuali su una bambina di 4 anni. Sul fascicolo aperto dagli inquirenti di Perugia c'è un nome pesante, quello di Salvatore Vecchione. Ex procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma, e ancora prima al vertice della Procura della Repubblica, Vecchione è stato una delle toghe più importanti della capitale, protagonista di una carriera dorata conclusasi con la pensione qualche mese fa. Secondo le prime ricostruzioni della vicenda - vista l'età della presunta vittima trapelano pochissimi dettagli - l'ex procuratore avrebbe molestato la figlioletta di una coppia di suoi amici, la quale spesso si trovava sola con l'uomo proprio in virtù del rapporto di estrema fiducia tra lui e i genitori. Ma un giorno, dopo esser stata in macchina con Vecchione, la piccina avrebbe accusato dei dolori alle parti intime. I racconti della bambina sembrerebbero inequivocabili e una perizia medica avrebbe confermato l'ipotesi delle molestie. La denuncia che ha innescato l'inchiesta non è partita direttamente dalla famiglia (la bambina ha informato la madre) ma è stata avviata d'ufficio, come da prassi, direttamente dall'ospedale dove la minore è stata visitata. 25/06/2010

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Indagato per abusi sulla nipote l’ex PG di Roma
che “si difende: Tutte falsità di tensioni familiari”.

Un intero sistema che adesso sembra in “corto circuito”.

di Diana Alfieri
Il Giornale.it del 25 giugno 2010

Ad accusarlo la madre della piccola che all’epoca aveva cinque anni. Ma Vecchione si difende: “Tutte falsità frutto di tensioni familiari”. I medici avrebbero rilevato degli arrossamenti nelle parti intime della bimba.

Presunti abusi sessuali nei confronti di una bambina di sei anni. Salvatore Vecchione, ex procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma, e ancora prima al vertice della Procura della Repubblica di piazzale Clodio, è stato iscritto sa Perugia nel registro degli indagati dal procuratore facente funzioni Federico Centrone e dal sostituto “anziano” Giuliano Mignini.

Il fascicolo è stato spedito in Umbria perché il procuratore di Roma Giovanni Ferrara non se l’è sentita di procedere nei confronti dell’ex pg, in pensione da settembre, al quale è legato da trentennale amicizia.

Vecchione, inoltre, all’epoca dei fatti che gli vengono contestati, non era solo in servizio, ma era ancora una delle toghe più potenti della capitale. L’ipotesi sulla quale si indaga, dopo un esposto della madre della bambina, sua nipote, è che l’ex pg abbia compiuto atti sessuali sulla piccola.

La procura di Perugia deve far luce su alcuni episodi, iniziati nel dicembre 2007 e finiti nel settembre 2009, quando la nipote che aveva cinque anni e mezzo, su iniziativa della madre, è stata visitata dai medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che hanno rilevato arrossamenti nelle parti intime ma nessuna lacerazione.

Il referto medico, finito prima in Procura a Roma e quindi a Perugia, è stato supportato dalle parole della parente della bambina. Al pm Mignini ha raccontato che i rapporti con l’ex magistrato erano tali da consentire che spesso la nipote restasse sola con lui. Ma in più di una circostanza la donna aveva notato che Vecchione faceva giochi equivoci, che comportavano contatto fisico con la piccola. Tali, da spingerla a parlarne con il marito, dal quale era separata, e con i suoi genitori. L’ultimo fatto, quello che ha dato il via alle indagini, sarebbe avvenuto a settembre quando la figlia, dopo aver passato qualche ora con i coniugi Vecchione, era tornata a casa in lacrime.

Alla mamma, qualche ora dopo, aveva raccontato di palpeggiamenti nelle parti intime, che le avevano causato dolore.

E due giorni fa nei locali protetti della questura romana si è svolto l’incidente probatorio.

I pm di Perugia, alla presenza di esperti in psicologia, hanno ascoltato la piccola. In aula erano presenti anche l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, che rappresenta la bambina nel procedimento, e l’avvocato Giuseppe La Greca, legale dell’ex pg., Vecchione nega ogni responsabilità e parla di una vicenda «falsa e frutto di tensioni familiari».

Nelle scorse settimane ha inviato ai pm inquirenti alcune memorie difensive, nelle quali respingeva tutte le accuse addebitandole a un intento calunniatorio della mamma della piccola e dei suoi genitori.

L’avvocato La Greca, invece, ha sottolineato che l’episodio in questione sarebbe avvenuto intorno alle ore 14 del 27 settembre 2009 in una utilitaria nel percorso tra Roma e l’aeroporto di Fiumicino. Difficile, quindi, credere che possa essere accaduto qualcosa, anche perché Vecchione non era solo con la bambina. «Fuorviante è anche l’affermazione secondo cui il procedimento sarebbe dovuto a un’iniziativa del Bambino Gesù - aggiunge l’avvocato -. Trattasi invece di insistite iniziative della madre della bambina, causate dalla condizione personale e psicologica della donna. Una perizia psichiatrica disposta dall’autorità giudiziaria di Perugia ha, tra l’altro, sostenuto che sussistono dinamiche di sollecitazione psicologica da parte della madre in merito a quanto raccontato dalla figlia». Motivo per il quale l’ex pg ha denunciato per calunnia la donna. «La madre della bambina persegue l’unico fine dell’accertamento della verità - taglia corto l’avvocato Grimaldi - e la vicenda non è nata da una denuncia della mia assistita, ma da segnalazione dell’ospedale».

http://www.ilgiornale.it/interni/abusi_nipote_indagato_lex_pg_roma/25-06-2010

 ***

Tribunale - E' stato procuratore della Repubblica di Viterbo
Atti sessuali su bimba,
indagato Salvatore Vecchione



Viterbo - 25 giugno 2010 - ore 13,00 Tusciaweb

Indagato l'ex procuratore della Repubblica Salvatore Vecchione.

Salvatore Vecchione, procuratore generale presso la corte d’appello e, prima ancora, capo della procura della repubblica di piazzale Clodio, sarebbe stato iscritto nel registro indagati a Perugia dal procuratore Federico Centrone e dal sostituto Giuliano Mignini.

L’ipotesi sulla quale si indaga è che l’ormai ex procuratore Vecchione, in pensione dallo scorso settembre, abbia compiuto atti sessuali su una bambina di sei anni. Episodi che si sarebbero verificati nell’arco di alcuni mesi, iniziati nel dicembre 2007 e finiti nel settembre 2009.

Da quanto si apprende, la bambina sarebbe la figlia di una coppia che frequentava la famiglia Vecchione. Spesso la piccola sarebbe rimasta sola con il magistrato.

Ieri, a Roma, nei locali protetti della questura di San Vitale, si è svolta un’udienza utile ai fini dell’indagine: il pubblico ministero Giuliano Mignini e il gip Paolo Micheli sono arrivati da Perugia per ascoltare con il rito dell’incidente probatorio la testimonianza della piccola.

Erano presenti in aula esperti di psicologia infantile, oltre i genitori della bambina accompagnati dal legale Francesco Caroleo Grimaldi. C'era anche il difensore di fiducia di Salvatore Vecchione, l’avvocato Giuseppe La Greca.

http://www.tusciaweb.it/notizie/2010/giugno/25_23vecchione.htm

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