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  ... ... di Loredana Morandi
 
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Chi spontaneamente, senz'esservi costretto, si comporta con giustizia, non sarà infelice, né mai lo coglierà totale rovina.

Eschilo
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Un’ennesima manovra…
“Non metteremo le mani in tasca agli Italiani!”




Dopo le ritenute sulle malattie, le varie riforme pensionistiche succedutesi nel tempo, il decreto Brunetta con le sue sanzioni disciplinari, le pagelle dei dipendenti e le mirabolanti perfomance ed eccellenze, i lavoratori dovranno prepararsi agli effetti del decreto legge 78/2010 convertito in legge oggi.

Questa O.S. domanda ai governanti per quanto tempo dobbiamo pagare la crisi non causata dai dipendenti pubblici, come pensano gli stessi di risollevare l’economia e l’occupazione se i tagli continueranno a gravare sui lavorator, come verrà tutelato il potere di acquisto dei salari dal caro vita e dall’inflazione di fronte ad un blocco degli aumenti contrattuali che cesserà a partire dal 2014!

Di seguito elenchiamo le misure più rilevanti:

Art. 6 (comma 12): eliminazione del rimborso del 1/5 del prezzo della benzina super in caso di trasferta di tutto il personale contrattualizzato. Resta il precedente trattamento per il personale di magistratura, forze dell’ordine etc.

Art. 6 (comma 13): dal 2011 riduzione del 50 % rispetto alla spesa del 2009 delle spese di formazione della pubblica amministrazione. Il personale sarà sempre più costretto a ricorrere all’autoformazione.

Art. 6 (comma 14): dal 2011 spese per le auto blu inferiori del 20 % rispetto a quelle sostenute nel 2009. Appena il 20 %, le comodità non si toccano!

Art. 8 (comma 12): slittamento dei termini al 31.12.2010 per l’applicazione della normativa in materia di rischio da stress di lavoro. Per il lavoratori giudiziari, categoria considerata più a rischio, la predetta normativa slitta invece di ben 12 mesi.

Art. 9 (comma 1): il trattamento economico ordinariamente spettante ai pubblici dipendenti negli anni dal 2011 al 2013 compreso, non potrà essere superiore a quello spettante per l’anno 2010; si tratta del blocco assoluto degli stipendi per ben tre anni. Non sarà possibile nemmeno recuperare l’inflazione programmata.

Art. 9 (comma 4): i rinnovi contrattuali dei lavoratori dipendenti per il biennio 2008-2009 non potrà determinare aumenti retributivi superiori al 3,2 %. Eventuali eccedenze saranno oggetto di recupero.

Art. 9 (comma 8): solo a decorrere dal 2015 si potrà procedere ad assumere personale a tempo indeterminato, ma per una spesa pari a quella del personale cessato nel 2014. Trattasi di un ennesimo durissimo blocco delle assunzioni. Il personale cessato tra il 2011 ed il 2013 non sarà più rimpiazzato.

Art. 9 (comma 17): blocco del procedure contrattuali nel triennio 2011-2013.

Art. 9 (comma 21): eventuali progressioni di carriera o passaggi tra le aree non daranno luoghi ad aumenti economici fino al 31 dicembre 2013.

Art. 9 (comma 28): a decorrere dal 2011 le pubbliche amministrazioni potranno avvalersi di personale a tempo determinato, e con contratti flessibili, per una spesa pari al 50 % di quella sostenuta nell’anno 2009. Quanti lavoratori perderanno il posto?

Art. 12 (comma 1): dall’anno 2011 il trattamento pensionistico dei lavoratori dipendenti decorrerà dal 12° mese dalla data di maturazione dei requisiti. In luogo del sistema delle finestre viene creata una finestra “mobile” con un aumento del termine per andare in pensione.

Art. 12 (comma 10): A decorrere dal 2011 cessa l’applicazione del trattamento di fine servizio (TFS) e si applica anche ai pubblici dipendenti il trattamento di fine rapporto (TFR). Si tratta di un ennesimo taglio sul trattamento economico spettanti ai pubblici dipendenti al momento in cui essi saranno collocati a riposo.

Art. 12 (comma 12 bis): a decorrere dal 2015 i requisiti di età e della somma tra età e anzianità contributiva vengono incrementati ogni tre anni in base all’aumento della vita media determinato dall’ISTAT.  Sostanzialmente, nel tempo, si potrà andare in pensione non prima di settanta anni.

Art. 12 (commi 12 septies – undicies) A decorrere dal 01 luglio 2010 tutte le ricongiunzioni pensionistiche saranno a pagamento.

In ultimo, per quanto concerne il Ministero della Giustizia, si segnala:

che al fine di procedere all’assunzione di 500 magistrati gli importi del contributo unificato vengono aumentati del 10 %;

che i fondi destinati al Ministero della Giustizia verranno ridotti come di seguito:

2011 - 47.830.000
2012 - 48.522.000
2013 - 48.550.000

Roma, 29.07.2010

Il Coordinamento Nazionale Giustizia


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Di Loredana Morandi (del 06/08/2010 @ 00:09:39, in Politica, linkato 1514 volte)
Ventura, da 25 anni in fuga
"Poteva dire la verità"

Dalla testimonianza di Lorenzon ai giudici Stiz e Calogero s'mboccò la pista dei neofascisti veneti per la strage di piazza Fontana. Ecco i 25 anni di fuga e latitanza di Giovanni Ventura

di Giorgio Cecchetti

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/giovanni_ventura.jpg

PADOVA. Per la sorella Mariangela meriterebbe tranquillità e oblio e non altri titoli sui giornali. Ma per la Corte di Cassazione Giovanni Ventura, morto lunedì scorso a 66 anni a Buenos Aires, e l’amico Franco Freda «capitanavano un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine nuovo» che progettò e organizzò la strage di Piazza Fontana. E i parenti di quei 17 morti e gli 84 feriti ancora vivi vogliono ricordare, anche perchè per quella strage nessuno è stato condannato. Ma loro - come tutti - sanno, perchè la storia ormai non ha più dubbi: quella strage - la prima - fu opera dei neofascisti veneziani e padovani capeggiati da Ventura e Freda. Per la giustizia italiana, invece, non ci sono responsabili: le prove e le dichiarazioni che inchiodano il trevigiano e il padovano, infatti, sono state raccolte dopo che i due sono stati definitivamente assolti e non più processabili per quel terribile attentato, che non solo provocò morte e dolore, ma che cambiò anche la storia d’Italia.

Ventura si rifugiò in Argentina oltre 25 anni fa, aprì un ristorante, uno dei locali italiani più frequentati, il «Filò». Da allora, nella sua Castelfranco Veneto, tornò una volta sola, per il funerale del fratello Angelo, morto in un incidente stradale in Austria nel maggio di tre fa. Era scappato perchè sulla sua testa pendeva un ergastolo (poi cancellato), quello della sentenza di primo grado della Corte d’Appello di Catanzaro del 1979. Anche Freda, come altri neofascisti in seguito anche perchè protetti e foraggiati dallo Stato, in carcere non rimase a lungo, riuscendo a nascondersi in Costa Rica.

A metterlo nei guai era stato un suo vecchio amico conosciuto al liceo, il trevigiano Guido Lorenzon, il quale fece imboccare la pista nera, dopo la prima ipotesi che aveva puntato su Pietro Valpreda e gli anarchici del Ponte della Ghisolfa. Lorenzon fu ascoltato: il giudice Giancarlo Stiz, ora in pensione, e il giovane pm Pietro Calogero, ora procuratore generale in laguna, gli credettero. Allora Ventura era un piccolo editore e libraio a Castelfranco, e a Lorenzon raccontava di collaborare con i servizi segreti e si lamentava di quanto erano costate le bombe sui treni - «Centomila lire l’una, miseria. Centomila!» - e gli chiedeva di ospitare armi ed esplosivi. E pochi giorni prima di piazza Fontana, gli sussurrava: «Vedrai, succederà qualcosa di grosso a Milano».

Il giudice di Milano Guido Salvini, che per anni ha indagato su piazza Fontana senza ottenere purtroppo una condanna, ieri ha sottolineato che aveva segnalato l’opportunità che Ventura fosse sentito (anche perchè gravemente malato), così come chiesto dal legale di parte civile dei famigliari delle vittime della strage. Ventura, secondo il giudice milanese, fu «figura cruciale», in quegli anni, nell’ambito dell’eversione di destra. Era lui, infatti, a «muoversi per conto dell’organizzazione per curare il piano eversivo» ed era sempre Ventura «a tenere i rapporti con Giannettini e il Sid a Roma». Ventura, però, fu anche una figura «fragile»: al processo di Catanzaro confessò di avere preso parte agli attentati preparatori del gruppo, ma di aver osservato da distante («come in un cannocchiale rovesciato») la preparazione della strage milanese. Un Ventura «velleitario»: si attendeva «importanti incarichi», una volta portato a termine il progetto eversivo.

Il Mattino di Padova - 05 agosto 2010

La Rassegna

L'altra vita di Giovanni Ventura in Argentina, spaghetti business ...

La Stampa - ‎8 ore fa‎
“Una persona dura e capricciosa, un carattere difficile. Non ha mai parlato del suo passato; secondo me neanche alla moglie ha detto la verità”. ...

Piazza Fontana, Ventura, Freda e quella chiave che apriva tutte le ...

Il Messaggero - ‎10 ore fa‎
ROMA (5 agosto) - Giovanni Ventura, io ricordo. Ricordo la requisitoria dei magistrati Emilio Alessandrini (poi ucciso dal terrorismo di sinistra) e Rocco ...

Morto Ventura, l'uomo dei segreti di Piazza Fontana

il Giornale - ‎16 ore fa‎
MilanoGiovanni Ventura non è vissuto abbastanza per vedere la fine delle indagini sulla strage di piazza Fontana a Milano. L'editore padovano, fondatore di ...

Ex terrorista condannato e poi assolto

TGCOM - ‎04/ago/2010‎
E' morto a Buenos Aires dove viveva, Giovanni Ventura. L'ex terrorista, prima condannato e poi assolto per la strage di piazza Fontana, era malato da tre ...

PIAZZA FONTANA: MORTO VENTURA, PROTAGONISTA EVERSIONE NERA (SERVIZIO)

Agenzia di Stampa Asca - ‎04/ago/2010‎
(ASCA) - Roma, 4 ago - Giovanni Ventura, uno dei protagonisti dell'eversione nera degli anni sessanta e settanta e dei rapporti con i servizi segreti ...

E' morto Giovanni Ventura protagonista delle "trame nere"

La Repubblica - ‎04/ago/2010‎
L'ex terrorista si è spento a Buenos Aires, dove viveva. Era malato di distrofia muscolare. Condannato e poi assolto con Freda per la strage di Piazza ...

Piazza Fontana, Ventura è morto La conferma arriva dalla sorella

La Stampa - ‎04/ago/2010‎
Giovanni Ventura, l'uomo dei misteri coinvolto nella strage di Piazza Fontana del 12 dicembre del 1969 (ma definitivamente assolto con una sentenza della ...

"Giovanni Ventura è morto" Mistero a Buenos Aires

La Stampa - ‎04/ago/2010‎
E' stato uno dei protagonisti dei misteri d'Italia e la vicenda della sua morte non poteva essere diversa: un enigma pieno di smentite e lati oscuri. ...

Piazza Fontana: sorella, Ventura e'morto

ANSA.it - ‎04/ago/2010‎
(ANSA) - VENEZIA, 4 AGO - 'Neanche ora lo lasciano tranquillo, eppure se n'erano dimenticati tutti. Purtroppo e' vero'.Giovanni Ventura e' morto. ...

uomo dei misteri di piazza Fontana

Corriere della Sera - ‎04/ago/2010‎
Castelfranco, la sorella Mariangela conferma la morte del fratello coinvolto nella strage del dicembre 1969. «La malattia lo aveva minato nel fisico» ...

Morto a Buenos Aires Giovanni Ventura l'uomo dei misteri di piazza ...

La Repubblica - ‎04/ago/2010‎
Le prime notizie nella notte erano state smentite alle agenzie. Poi, in mattinata la conferma da parte della sorella della morte di Giovanni Ventura, ...

E' morto Giovanni Ventura, protagonista delle "trame nere"

Affaritaliani.it - ‎04/ago/2010‎
È spirato, nel letto della sua casa di Buenos Aires, in Argentina. Giovanni Ventura era stato prima condannato e poi assolto per la strage di piazza ...

La fine di Ventura, uomo dei misteri di piazza Fontana

Corriere della Sera - ‎04/ago/2010‎
MILANO - Aveva 66 anni, era malato da molto tempo. Giovanni Ventura è scomparso a Buenos Aires, in Argentina, la città che tanti anni fa aveva scelto per la ...

Piazza Fontana, voci morte Ventura.Ma un amico intimo smentisce

TGCOM - ‎03/ago/2010‎
Notizie contraddittorie si sono susseguite nelle ultime ore sullo stato di salute di Giovanni Ventura (65 anni), ex terrorista nero coinvolto nella vicenda ...

La verità su Ventura

L'Unità - ‎2 ore fa‎
Quasi tutti i giornali - compreso questo - nel dare la notizia della morte di Giovanni Ventura, uno dei protagonisti di alcuni dei cosiddetti “misteri ...

Muore Ventura, la verità si allontana

Il Manifesto (Abbonamento) - ‎6 ore fa‎
Muoveva solo gli occhi. Colpito da una distrofia muscolare che nel giro di tre anni ne aveva minato il fisico, ultimamente non poteva più comunicare se non ...

Ventura, da 25 anni in fuga

Mattino Padova - ‎11 ore fa‎
Dqlla testimonianza di Lorenzon ai giudici Stiz e Calogero s'mboccò la pista dei neofascisti veneti per la strage di piazza Fontana. ...

Un'ombra sulla democrazia

Mattino Padova - ‎11 ore fa‎
La morte di Giovanni Ventura, spirato l'altro giorno a Buenos Aires dopo una lunga malattia e dopo una lunghissima vicenda che incrocia la parte più buia ...

Strage, il silenzio di Ventura A Brescia solo i suoi verbali

Brescia Oggi - ‎14 ore fa‎
EVERSIONE. Malato da anni, si è spento a Buenos Aires dove gestiva un ristorante italiano. Era tra i testi chiamati dall'accusa. In aula al processo sentita ...

Muore Ventura, e con lui tante verità nascoste

Corriere Canadese - ‎16 ore fa‎
BUENOS AIRES - Da un angolo sperduto della “pampa” e dalle feroci prigioni della passata dittatura a un ristorante italiano alla moda, aperto 16 anni fa e ...

Piazza Fontana: morto Ventura

euronews - ‎04/ago/2010‎
(ANSA) – BUENOS AIRES, 4 AGO – Giovanni Ventura, 65 anni, exterrorista nero, coinvolto nell'inchiesta sulla strage di PiazzaFontana, e' deceduto a Buenos ...

INT - *Terrorismo/ Morto Ventura, nella tomba i segreti sulle ...

Il Velino - ‎04/ago/2010‎
Roma, 4 ago (Il Velino) - Dopo un'altalena di indiscrezioni, la conferma ufficiale della morte di Giovanni Ventura, avvenuta lunedì a Buenos Aires all'età ...

La strage di Piazza Fontana del dicembre 1969 e la morte di Ventura.

Notizie news (Blog) - ‎04/ago/2010‎
Giovanni Ventura è morto in Argentina e sarà sepolto nel cimitero cristiano a Buenos Aires: i giovani non lo conoscono, ma per moltissimi italiani il suo ...

Morto Giovanni Ventura, l'uomo delle 'trame nere' di Piazza Fontana

Dazebao l'informazione on line - ‎04/ago/2010‎
ROMA – È morto nella sua casa di Buenos Aires Giovanni Ventura, militante di Ordine Nuovo coinvolto nell'inchiesta sulla Strage di Piazza Fontana. ...

Piazza Fontana, e' morto Giovanni Ventura

La Voce d'Italia - ‎04/ago/2010‎
Venezia – Giovanni Ventura, uno dei sospettati coinvolti nell'inchiesta per la strage di Piazza Fontana nel dicembre del 1969, è morto pochi giorni fa dopo ...

Piazza Fontana: morto l'ex terrorista nero Ventura

Corrispondenti.net - ‎04/ago/2010‎
E' morto a 66 anni nella sua abitazione di Buenos Aires, in Argentina, l'ex terrorista nero Giovanni Ventura. Era ritenuto l'uomo dei misteri, ...

Piazza Fontana: strage senza colpevoli

Mattino Padova - ‎04/ago/2010‎
Le indagini dopo la strage e la verità processuale. Ecco un breve riassunto di 40 anni di processi, testimonianze e confronti sulla bomba che uccise 17 ...

E' morto Giovanni Ventura, uno dei protagonisti degli anni di piombo

Excite Italia - ‎04/ago/2010‎
Giovanni Ventura, coinvolto nell'inchiesta sulla strage di Piazza Fontana del dicembre 1969, è morto lunedì a Buenos Aires, dove è stato sepolto. ...

Strage di piazza Fontana: è morto Giovanni Ventura

Barimia - ‎04/ago/2010‎
A distanza di oltre 40 anni, l'eco della strage di piazza Fontana rimbomba ancora nelle nostre orecchie, sia che si parli dell'attentato e dei suoi mandanti ...

Piazza Fontana, è morto a Buenos Aires Giovanni Ventura

Tg1 - www.tg1.rai.it - ‎04/ago/2010‎
La sorella Mariangela ha confermato la notizia, dopo le smentite della moglie e di un amico, Ventura era stato protagonista di una lunga vicenda giudiziaria ...

Giovanni Ventura: vita e morte di un colpevole innocente

Giornalettismo - ‎04/ago/2010‎
E' deceduto oggi a Buenos Aires: insieme a Franco Freda è ritenuto responsabile della bomba di piazza Fontana. Ma per quella strage è anche stato ...

Padova. Morto Ventura: nella sua tomba il mistero della strage di ...

Il Gazzettino - ‎04/ago/2010‎
VENEZIA (4 agosto) - «Facendo el conto del casoin, come si dice da noi, ho pagato, e anche più di quanto mi sia stato assegnato...». ...

BUENOS AIRES: MORTO A 65 ANNI GIOVANNI VENTURA

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎04/ago/2010‎
Si trovava nella sua casa di Buenos Aires, dove, a fianco a lui, c'erano, ad assisterlo, la seconda moglie e il figlio. Si era trasferito in Argentina, ...

Castelfranco, sepoltura a Buenos Aires»

Il Gazzettino - ‎04/ago/2010‎
TREVISO (4 agosto) - «Mio fratello Giovanni Ventura è morto lunedì, nella "sua" amata Buenos Aires dove sarà anche sepolto nel cimitero cristiano». ...

Piazza Fontana: smentite voci su morte di Giovanni Ventura (ex ...

DirettaNews.it (Blog) - ‎03/ago/2010‎
Voci insistenti sulla morte di Giovanni Ventura (65 anni) sono nelle ultime ore rimbalzate tra l'Italia e l'Argentina, il paese scelto molti anni fa dall'ex ...

voci morte Giovanni Ventura

L'Unione Sarda - ‎03/ago/2010‎
Ècircolata oggi a Buenos Aires e in Italia la voce che l'ex terrorista nero Giovanni Ventura, coinvolto nella vicenda giudiziaria relativa alla strage di ...

E' morto Ventura, protagonista delle trame nere

Rainews24 - ‎04/ago/2010‎
Venne condannato e poi assolto con Franco Freda per la strage di piazza Fontana a Milano e ritenuto responsabile per una lunga serie di bombe sui treni. ...

Strage di Piazza Fontana: è morto Giovanni Ventura

Libero-News.it - ‎04/ago/2010‎
Si è spento all'età di 66 anni, a Buenos Aires. Da quattro anni combatteva contro un'artrite deformante che lo aveva condannato sulla sedia a rotelle veva ...

Morto Ventura? Un amico smentisce: «Sta male, vive col respiratore ...

Il Messaggero - ‎03/ago/2010‎
ROMA (3 agosto) - A Buenos Aires e in Italia è circolata oggi insistente la voce della morte dell'ex terrorista nero Giovanni Ventura, 65 anni il 2 novembre ...

Fare chiarezza? Ora sarà dura

Il Manifesto (Abbonamento) - ‎16 ore fa‎
«Sotto il profilo privato esprimo tutto il cordoglio per questa perdita. Sul piano pubblico invece devo riconoscere che si perdono forse le ultime ...
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Anche sulla scia del caso bolognese della bambina finita nelle mani del giro dei pedofili, a mio avviso, su questi casi ci sono veri e propri peccati mortali di superficialità, se non addirittura ignoranza. L.M.

GIALLI IRRISOLTI


Legami col caso Orlandi, i pm prelevano
il dna della sorella di Mirella Gregori


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/orlandi_gregori.jpg

In Procura Maria Antonietta, amici e parenti. Indagini per trovare possibili connessioni tra le scomparse delle 2 ragazze avvenute nel 1983 a distanza di 40 giorni

ROMA - Gli inquirenti romani che indagano sulla scomparsa di Mirella Gregori, avvenuta il 7 maggio 1983, sono alla ricerca di eventuali legami con la sparizione di Emanuela Orlandi (per la quale si segue la pista della Banda della Magliana), ed intanto hanno deciso di prelevare dna dei familiari della ragazza per eventuali comparazioni che dovessero prospettarsi. Il prelievo del dna (agli atti c'è già quello dei familiari della Orlandi) è legato alla necessità di esami di laboratorio che dovessero prospettarsi nel caso venissero trovati reperti o luoghi in cui la ragazza potrebbe essere stata tenuta prigioniera.

DUE ELEMENTI CHIAVE - La vicinanza temporale della scomparsa delle due giovani ed una telefonata ricevuta dalla famiglia di Mirella in un bar di via Volturno da un uomo la cui voce assomiglia a quella che aveva chiamato casa Orlandi 22 giugno 1983 sono gli elementi che hanno indotto il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e del sostituto Simona Maisto,ad avviare verifiche su un'ipotesi che, in verità, non era mai stata trascurata in passato.

FOTO - Nel frattempo prosegue l'attività istruttoria della Procura. Maria Antonietta Gregori, sorella di Mirella, la ragazzina di 15 anni scomparsa a Roma il 7 maggio del 1983, è stata ascoltata da Capaldo. Della Gregori si sono perse le tracce 40 giorni prima di Emanuela Orlandi e nel corso degli anni le due vicende sono spesso state messe in relazione. Oltre alla sorella, gli inquirenti hanno ascoltato la testimonianza di amici e altri parenti della Gregori per verificare ci siano davvero collegamenti con la scomparsa della Orlandi. Secondo quanto si è appreso, ai testimoni sono state mostrate delle foto proprio al fine di verificare se sussistano collegamenti tra le due sparizioni

IL DNA DEL BOSS - Agli atti dell'inchiesta sono già stati depositati i dna della Orlandi e del boss della Magliana Renatino De Pedis, quest'ultimo ritenuto coinvolto nella scomparsa della ragazza. Chi indaga nei prossimi mesi ha intenzione di far prelevare anche i dna dei familiari della Gregori in vista di eventuali comparazioni. Nel corso delle audizioni sono state mostrate foto e documenti proprio per cercare possibili collegamenti tra le due scomparse.

MIRELLA SVANITA NEL NULLA - Mirella Gregori scomparve in circostanze misteriose il 7 maggio 1983. Secondo la ricostruzione fatta allora da sua madre, la studentessa romana, che viveva in via Nomentana con i suoi genitori, fu chiamata al citofono del palazzo dove abitava da un giovane che si qualificò come suo compagno di scuola e che le chiese di scendere. Mirella avvertì la madre dicendole che sarebbe tornata poco dopo, ma di lei da quel momento si persero le tracce.

40 GIORNI DOPO - Emanuela Orlandi sparì esattamente 40 giorni dopo Mirella. Gli inquirenti non hanno mai abbandonato l'ipotesi di un legame tra le due sparizioni, sia per la congiuntura temporale che per le similitudini tra le vittime oltre che per due missive inviate subito dopo la sparizione della Orlandi. Nella prima, firmata da un sedicente Fronte liberazione turco anticristiano - Turkesh, si parlava di Mirella a proposito delle condizioni per la liberazione di Emanuela Orlandi. La seconda, una rivendicazione che giunse all' allora giudice istruttore Ilario Martella che indagava sul caso Orlandi. La lettera, conservata dall'ex giudice, rivendicava sia il rapimento della Orlandi che quello di Mirella. Ma furono le due famiglie a supporre per prime che le due sparizioni fossero collegate, tanto che la famiglia Orlandi assunse come proprio portavoce e legale lo stesso avvocato.

Corriere Sera Redazione online

05 agosto 2010




La Rassegna

21:28 Emanuela Orlandi/ Sentita da pm la sorella di Mirella Gregori

APCOM - ‎2 ore fa‎
Roma, 5 ago. (Apcom) - La sorella di Mirella Gregori, Maria Antonietta, è stata ascoltata dagli inquirenti della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Oggi, nell'ufficio del procuratore aggiunto Giancarlo ...

Mirella Gregori: prelevato dna familiari

ANSA.it - ‎2 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 5 AGO - E' stato prelevato il dna dei familiari di Mirella Gregori, scomparsa a Roma il 7 maggio 1983, 40 giorni prima di Emanuela Orlandi. Il provvedimento deciso dagli inquirenti e' legato alla necessita' di esami di laboratorio che ...

Emanuela Orlandi (Ap)ROMA - Gli inquirenti romani che indagano ...

Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎
In Procura Maria Antonietta, amici e parenti. Indagini per trovare possibili connessioni tra le scomparse In Procura Maria Antonietta, amici e parenti. Indagini per trovare possibili connessioni tra le scomparse ROMA - Gli inquirenti romani che ...

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Riciclaggio, i pm romani chiedono
il giudizio immediato per Scaglia, Mokbel e altri 35


Roma, 5 agosto 2010 - Si conclude con la richiesta di giudizio immediato per 37 persone la prima tranche dell'inchiesta della procura di Roma incentrata su un presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro. Per il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed i sostituti Francesca Passaniti, Giovanni Bombardieri e Giovanni Di Leo ci sono elementi di prova sufficienti per mandare sotto processo, saltando l'udienza preliminare, l'imprenditore Gennaro Mokbel, l'ex presidente di Fastweb, Silvio Scaglia, l'ex ad di Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli ed altre 34 persone.

Sulla richiesta dovrà pronunciarsi il gip Maria Luisa Paolicelli, ma agli indagati sarà riservata la possilità del ricorso ai riti alternativi, come l'abbreviato.

Associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata finalizzata al riciclaggio all'intestazione fittizia di beni, evasione fiscale, reinvestimento di proventi illeciti e delitti contro la pubblica amministrazione i reati contestati a seconda delle posizioni processuali. Destinatari della richiesta di giudizio immediato, per evasione fiscale, oltre a Scaglia, gli ex vertici di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle in carica tra il 2003 e il 2007.

L'inchiesta della procura di Roma conta un'ottantina di persone. Cinquantasei di loro, alla fine dello scorso febbraio si videro notificare ordinanze di custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari. La richiesta di giudizio immediato riguarda soprattutto i destinatari di quelle misure con l'eccezione, tra gli altri, dell'ex senatore Nicola Di Girolamo e di Marco Toseroni, braccio destro di Mokbel e mente finanziaria, per l'accusa, della maxi-truffa ai danni del fisco. Le loro posizioni sono state stralciate e rimangono nel filone di indagine che prende in esame anche un'ipotesi di riciclaggio legata all'acquisizione di quote della società Digint, partecipata nella misura del 49 percento da Finmeccanica.

Tra gli indagati per i quali è stato sollecitato il giudizio immediato figurano l'ex responsabile dell'Area regioni europee di Telekom Sparkle, Massimo Comito, il responsabile grandi aziende di Fastweb, Bruno Zito, il membro del comitato direttivo, Roberto Contin, e l'ex membro del cda, Mario Rossetti. La vicenda fu definita «una delle frodi più colossali mai poste in essere nella storia nazionale», dal gip Aldo Morgigni, magistrato che firmò le ordinanze di custodia cautelare.
Il Sole 24 ore

La Rassegna

Riciclaggio, i pm romani chiedono il giudizio immediato per ...

Il Sole 24 Ore - ‎1 ora fa‎
Si conclude con la richiesta di giudizio immediato per 37 persone la prima tranche dell'inchiesta della procura di Roma incentrata su un presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro. Per il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed i sostituti ...

Riciclaggio di 2 miliardi, chiesto giudizio immediato per Mokbel e ...

Corriere della Sera - ‎2 ore fa‎
La richiesta vale anche per l'ex ad di Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli. Ora decide il gip La richiesta vale anche per l'ex ad di Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli. Ora decide il gip ROMA - La Procura di Roma ha chiesto il giudizio ...

Pm, rito immediato per Mokbel e Scaglia

ANSA.it - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - ROMA, 5 AGO - Inchiesta sul riciclaggio: chiesto dalla Procura di Roma il giudizio immediato per l'imprenditore Gennaro Mokbel, Silvio Scaglia e altri 35. I reati contestati vanno dall'associazione a delinquere transnazionale pluriaggravata ...
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Di Loredana Morandi (del 05/08/2010 @ 23:33:08, in Magistratura, linkato 1535 volte)

P3, interrogato il giudice Marconi:
«Estraneo a dossier contro Caldoro»


ROMA (5 agosto) - I pm romani che indagano sulla P3 hanno ascoltato oggi come testimone l'ex presidente della corte di appello di appello di Salerno Umberto Marconi, ora in servizio al tribunale di Napoli. Marconi è stato sentito per alcune ore sul falso dossier contro Stefano Caldoro. I magistrati gli hanno chiesto anche dei rapporti con altri giudici coinvolti nella inchiesta, come ad esempio Arcibaldo Miller, capo dell'ispettorato del dicastero della Giustizia, ascoltato a Roma, martedì scorso, come testimone. Marconi avrebbe affermato di conoscere Miller, in quanto magistrato napoletano, ma di non avere con lui una frequentazione abituale.

Marconi ha sostenuto di essere stato vittima di un «equivoco» e di essere in «buoni rapporti» con il presidente della Giunta campana. Marconi ha inoltre spiegato la natura del rapporto con Sica, ex assessore di Caldoro, che gli avrebbe chiesto sporadicamente dei consigli per le sua carriera politica, fidandosi della esperienza del magistrato, maturata nel sindacato. Sica avrebbe addirittura voluto candidarsi alla presidenza della Regione, una ipotesi a cui il giudice, che ne avrebbe mitigato le intenzioni, non aveva però mai creduto. L'ex assessore della giunta Caldoro non avrebbe mai accennato, invece, al dossier oggetto della indagine, e alla attività di screditamento cui il giudice si è detto estraneo. L'incontro con Martino, oggetto della telefonata intercettata dagli inquirenti, serviva, secondo la testimonianza resa da Marconi ai pm, a verificare l'attendibilità dell'imprenditore campano sulle eventuali entrature nell'entourage romano di Berlusconi, che avrebbe dovuto spingere lo stesso Sica.

Marconi ha ammesso di conoscere Pasquale Lombardi, il giudice tributario detenuto nell'ambito dell'inchiesta sulla P3, Ernesto Sica, ex assessore all'avvocatura della Regione Campania, ed Arcangelo Martino, imprenditore. Tutti sono coinvolti nell'inchiesta con riferimento al dossier che sarebbe servito a screditare Stefano Caldoro.

«Ho ribadito ai pm di essere estraneo a ogni attività di dossieraggio - ha detto Marconi all'Ansa - Ho dato tutte le spiegazioni del caso e risposto a tutte le domande che mi sono state rivolte». Marconi era stato tirato in ballo, in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche, a proposito della preparazione del dossier contro Caldoro.

Il Messaggero

La Rassegna

P3, interrogato il giudice Marconi: «Estraneo a dossier contro ...

Il Messaggero - ‎5 ore fa‎
ROMA (5 agosto) - I pm romani che indagano sulla P3 hanno ascoltato oggi come testimone l'ex presidente della corte di appello di appello di Salerno Umberto Marconi, ora in servizio al tribunale di Napoli. Marconi è stato sentito per alcune ore sul ...

P3/ Marconi a pm Roma: conoscevo Lombardi, Martino e Sica

APCOM - ‎2 ore fa‎
Roma, 5 ago. (Apcom) - Ha ammesso di conoscere Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, così come Ettore Sica, ed ha negato di essere estraneo ad ogni possibile 'dossieraggio' compiuto ai danni del governatore della Campania Stefano Caldoro. ...

P3, ascoltato dai pm il giudice Marconi

Rainews24 - ‎5 ore fa‎
Ascoltato come testimone, Marconi era stato tirato in ballo, in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche, a proposito della preparazione del dossier che avrebbe dovuto screditare e travolgere Stefano Caldoro prima delle elezioni. ...

Marconi: «Nessun dossier, lo ribadisco»

Corriere della Sera - ‎5 ore fa‎
MILANO - Nuova audizione nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma sulla cosiddetta P3. Come «persona informata dei fatti» è stato sentito Umberto Marconi, ex presidente della corte d'appello di Salerno, attualmente in servizio al tribunale di ...

P3: Marconi ribadisce,estraneo a dossier

ANSA.it - ‎4 ore fa‎
(ANSA) - NAPOLI, 5 AGO - L'ex presidente della Corte di appello di Salerno, Umberto Marconi, ha ribadito ''di essere estraneo a ogni attivita' di dossieraggio''. Ascoltato a Roma dai pm come testimone nell'ambito della inchiesta sulla P3, ...

P3/ Sentito da pm l'ex presidente corte appello di Salerno

Virgilio - ‎5 ore fa‎
Nuova audizione nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma sulla cosiddetta P3. Continuano gli accertamenti degli inquirenti. Oggi è stato ascoltato come "persona informata dei fatti" l'ex presidente della corte d'appello di Salerno, ...

Caldoro, il complotto e la P3 il suo racconto in 3 ore ai pm

La Repubblica - ‎15 ore fa‎
Il governatore della Campania sentito ieri nel pomeriggio e fino a sera, per circa tre ore, dai pubblici ministeri romani nell'ambito dell'inchiesta sull'attività di dossieraggio a suo danno. Si è dichiarato vittima di un gioco sporco ai suoi danni Tre ...

P3/ Ascoltato da pm Roma governatore Campania Caldoro -2-

Virgilio - ‎04/ago/2010‎
Roma, 4 ago. (Apcom) - Stefano Caldoro fu oggetto di una campagna di diffamazione da parte della cosiddetta P3. Il passaggio è più volte ribadito nell'ordinanza di custodia cautelare che riguarda Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi. ...

Inchiesta eolico: sentito in Procura a Roma governatore Campania

Adnkronos/IGN - ‎04/ago/2010‎
Roma, 4 ago. (Adnkronos) - Il governatore della Campania eletto alle ultime elezioni regionali, Stefano Caldoro, e' stato sentito dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli come testimone nell'ambito dell'inchiesta sulla ...

Loggia P3, Caldoro ascoltato dai pm di Roma: "Io vittima di un ...

www.lunaset.it - ‎11 ore fa‎
(5 Agosto) - Si è definito vittima di un complotto e, per oltre due ore, è stato ascoltato dai pm della Procura di Roma. Tappa capitolina per il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che, durante un lungo colloquio con il procuratore ...

Inchiesta 'P3': Stefano Caldoro ascoltato come teste

Archivio Radiocor - ‎12 ore fa‎
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 04 ago - Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, e' stato ascoltato questa sera come teste dai pm che indagano sulla cosiddetta P3. Caldoro e' stato sentito per circa due ore come persona offesa in relazione ...

dossier, Caldoro in Procura: conoscevo Martino, non Sica

Corriere del Mezzogiorno - ‎13 ore fa‎
NAPOLI — Stefano Caldoro è stato ascoltato per due ore a Roma dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli, titolari dell'inchiesta sulla presunta loggia P3. In particolare, per quanto riguarda il filone relativo ...

P3, inchiesta: sentito in procura a Roma il Presidente della ...

DirettaNews.it (Blog) - ‎04/ago/2010‎
ROMA, 4 AGO – Il governatore della Campania Stefano Caldoro è stato sentito nel pomeriggio come testimone dai pm romani che indagano sulla cosiddetta P3. L'esponente politico, al centro di una attività di dossieraggio finalizzata a screditarne ..
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"Oh Signur! Or ora lo dicevo che le lotterie scion tutte truccate! L.M.

Dopo le rivelazioni de Il Giornale


Macché nullatenente,
la Tulliani aveva vinto all'Enalotto



Roma, 03-08-2010 - I beni mobili e immobili della signora Elisabetta Tulliani sono stati acquistati "con i ricavi di una vincita all'Enalotto" e con i risparmi della sua famiglia. La replica di Elisabetta Tulliani, compagna del Presidente della Camera Gianfranco Fini, all'articolo de Il Giornale, è affidata ai legali Carlo Guglielmo Izzo e Adriano Izzo. Ma non per questo è meno aspra e dura nei toni: al quotidiano è chiesta una rettifica e all'orizzonte Feltri si troverà l'immancabile battaglia legale e un ricorso dinanzi all'Autorità Garante della Privacy.

Rettifica in prima pagina
"Non risponde assolutamente a verità l'affermazione secondo la quale la Sig.ra Tulliani sarebbe stata denunciata dall'imprenditore Luciano Gaucci per appropriazione indebita", sostengono gli avvocati della Tulliani, come sostenuto oggi sulla prima pagina del Giornale  nel pezzo a firma del condirettore del quotidiano Allessandro Sallusti. "Trattandosi di affermazioni non veritiere e lesive della reputazione della Sig.ra Tulliani - scrivono gli avvocati - si chiede cortesemente di pubblicare la seguente rettifica, dandole il medesimo risalto grafico e collocazione nell'ambito del prossimo numero del quotidiano 'il Giornale' ". Insomma, la prima pagina.

Nessun passaggio di proprietà frettoloso
Per i due legali "altrettanto falsa e diffamatoria è l'affermazione secondo la quale il Gaucci, poco prima di fallire e di partire per Santo Domingo, avrebbe intestato una ingente quantità di beni immobili e mobili (case, appartamenti, quadri di valore e auto di lusso) alla Sig.ra Tulliani e ai suoi familiari".

Beni contesi
In primo luogo, prosegue la nota dei due legali, "tra la Sig.ra Tulliani ed il Sig. Gaucci è pendente soltanto una controversia civile dinanzi al Tribunale Ordinario di Roma per l'accertamento della titolarita' di un complesso di beni immobili e mobili. Nessuna denuncia per appropriazione indebita e' stata proposta dal Sig. Gaucci nei confronti della Sig.ra Tulliani, né è pendente altro procedimento penale a carico di
quest'ultima per i fatti in questione".

Enalotto e risparmi
In secondo luogo, "l'articolo pubblicato su 'il Giornale' di domenica scorsa, contenente ampi stralci dell'atto di citazione dell'imprenditore Gaucci nei confronti della Sig.ra Tulliani, è incompleto e non imparziale, perché riporta soltanto la versione dei fatti fornita dall'imprenditore Gaucci, senza menzionare le argomentazioni addotte dalla Sig.ra Tulliani nel medesimo giudizio a sostegno delle sue ragioni". Per questo - scrivono gli avvocati Carlo Guglielmo Izzo e Adriano Izzo - Elisabetta Tulliani vuole che si sappia che "i beni mobili e immobili indicati dal Sig. Gaucci nell'atto di citazione sono stati acquistati con denaro proprio della Sig.ra Tulliani e della sua famiglia. In particolare, l'acquisto dei suddetti beni è avvenuto con i ricavi di una vincita all'Enalotto e con gli ulteriori risparmi dei genitori della Sig.ra Tulliani. Di tale circostanza la nostra assistita ha fornito ampia prova documentale, dimostrando, in particolare, che la vincita all'Enalotto era di sua esclusiva pertinenza e che, addirittura, dopo l'incasso della somma, una parte cospicua di essa, esattamente Lire 1.100.000.000 (un miliardo e cento milioni di lire), è stata messa a disposizione del Sig. Gaucci con l'espresso incarico di provvedere a gestirla in proficui investimenti nell'interesse della medesima".
  
Altroché nullatenente
"Tale somma - proseguono gli avvocati - non è mai stata restituita dal Sig. Gaucci, con la conseguenza che la Sig.ra Tulliani si è trovata costretta a svolgere apposita domanda di restituzione nel giudizio civile in corso". Per questi motivi "appaiono del tutto offensivi, diffamatori e lesivi della reputazione della Sig.ra Tulliani, il riferimento a inesistenti procedimenti penali a carico di quest'ultima, la sua rappresentazione come una 'nullatenente' all'epoca dei fatti e la diffusione incompleta di notizie relative a vicende giudiziarie in corso con il Sig. Gaucci".

Tesi di parte
Per i legali, quindi, "appare gravissimo che il quotidiano 'il Giornale', in maniera superficiale ed impropria, veicoli notizie fornite da terzi senza premurarsi di accertare la loro veridicità e fondatezza e senza interpellare i diretti interessati. La Sig.ra Tulliani non è tenuta a restituire alcunche' al Sig. Gaucci, né tanto meno ai creditori di quest'ultimo o al fisco italiano, come falsamente affermato dall'autore dell'articolo, in quanto legittima proprietaria, unitamente ai suoi familiari, dei beni mobili e immobili indebitamente richiesti dal Sig. Gaucci".


.. e la Procura di Roma indaga
per Truffa Aggravata



I pm stanno acquisendo i documenti dell'appartamento
Casa a Montecarlo, la procura di Roma indaga per truffa aggravata

Roma, 05-08-2010

La procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla vicenda dell'appartamento di Montecarlo lasciato in donazione ad Alleanza Nazionale e in seguito venduto ad una società off shore. Ipotizzato il reato di truffa aggravata, al momento contro ignoti. I pm hanno disposto l'acquisizione di tutta la documentazione relativa alla vendita dell'immobile, portata alla luce nei giorni scorsi da Il Giornale, Libero e Il Fatto.

Il fascicolo è stato affidato al procuratore aggiunto Pier Filippo Lariani. Si tratta, spiega la procura, di un atto dovuto che segue la pronuncia presentata nei giorni scorsi da due esponenti locali del gruppo La Destra.

Il Giornale continua a sostenere il coinvolgimento del presidente della Camera. Si chiede chi ci sia dietro la società off shore che acquistò la casa, lasciata in eredità al partito, per soli 300mila euro. E perché l’utilizzatore finale risulti essere il fratello della sua compagna Elisabetta Tulliani.

Gianfranco Fini, alla luce di quanto riportato dal quotidiano diretto da Vittorio Feltri, pochi giorni fa aveva reso noto di aver presentato denuncia per diffamazione. “Il presidente Fini non è titolare dell’appartamento, e non sono a lui riconducibili le società che hanno acquistato l’immobile - si sottolineava in un comunicato - Del pari è falsa la notizia relativa alla cifra versata quale corrispettivo. Sarà l’autorità giudiziaria ad acclarare la totale infondatezza di quanto divulgato e ad accertare la condotta diffamatoria”.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=143708

La Rassegna

Casa Montecarlo,aperta un'inchiesta Roma, indagini su ...

TGCOM - ‎1 ora fa‎
Arriva in Procura la vicenda della casa di Montecarlo donata ad An dalla vedova Colleoni e diventata la residenza del "cognato" di Gianfranco Fini, Giancarlo Tulliani. Dopo lo scoop de "Il Giornale", il tribunale di Roma ha aperto un'inchiesta sulla ...

Casa a Montecarlo, la procura si muove

Corriere della Sera - ‎2 ore fa‎
L'immobile era di proprietà di An. L'ipotesi di reato è quella di truffa aggravata L'immobile era di proprietà di An. L'ipotesi di reato è quella di truffa aggravata ROMA - Truffa aggravata. Per questa ipotesi di reato la Procura di Roma ha aperto un ...

Casa a Montecarlo, la procura di Roma indaga per truffa aggravata

Rainews24 - ‎1 ora fa‎
La casa è stata lasciato in eredità ad Alleanza Nazionale. Poi sarebbe stata venduta ad una società off shore. Ora, secondo "Il Giornale", vi abita il cognato di Fini. L'indagine "un atto dovuto" dopo l'esposto presentato da due esponenti del partito ...

La procura di Roma apre un fascicolo sulla casa che fu di ...

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
L'atto dovuto segue la pronuncia presentata nei giorni scorsi da due esponenti locali del gruppo La Destra. Gianfranco Fini ha già annunciato di aver presentato alcune denunce per diffamazione ROMA - La procura di Roma ha aperto un fascicolo ...

Procura Roma indaga su cessione casa Montecarlo da parte di An

Reuters Italia - ‎1 ora fa‎
ROMA (Reuters) - La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sulla cessione da parte di An di un appartamento a Montecarlo in cui abiterebbe il cognato del presidente della Camera Gianfranco Fini. Nei giorni scorsi alcuni giornali, tra cui "Il Giornale" ...

Procura Roma apre inchiesta casa ex An a Montecarlo

ANSA.it - ‎1 ora fa‎
ROMA, 5 AGO - La procura di Roma ha aperto un'inchiesta sulla cessione da parte di Alleanza Nazionale di un immobile ubicato a Montecarlo. I Pm, a quanto si e' appreso, hanno disposto l'acquisizione di documenti riguardante l'appartamento. ...

Casa di An a Montecarlo, aperta inchiesta. Il Giornale: "Fini trema"

PUPIA - ‎13 minuti fa‎
ROMA. Sulla vicenda della casa di An a Montecarlo, pubblicata da Il Giornale e per la quale Gianfranco Fini ha annunciato querela, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo d'inchiesta. L'appartamento, secondo il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, ...

Casa ex An a Montecarlo, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo

Adnkronos/IGN - ‎1 ora fa‎
Roma - (Adnkronos) - L'apertura dell'inchiesta fa seguito alla denuncia presentata nei giorni scorsi dai due esponenti locali de La Destra. Fini querela il 'Giornale': "Notizie false e diffamatorie" Roma, 5 ago. (Adnkronos) - La Procura di Roma ha ...

Elisabetta Tulliani: su Repubblica il video rimosso da youtube!

Newnotizie - ‎1 ora fa‎
Il video in questione, di qualche anno fa, mostra Luciano Gaucci (ex Presidente del Perugia Calcio) insieme con Elisabetta Tulliani, l'attuale compagna del Presidente della Camera Gianfranco Fini. In rete, il filmato è stato molto cliccato, ...

CASA MONTECARLO: PROCURA ROMA APRE FASCICOLO PER TRUFFA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Roma, 5 ago. - La procura di Roma ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di truffa al momento contro ignoti in merito alla vicenda dell'appartamento di Montecarlo lasciato in donazione ad Alleanza Nazionale e in seguito venduto ad una ...

La procura indaga, Fini trema

il Giornale - ‎1 ora fa‎
I fatti portati alla luce dal Giornale sull'imbarazzante vicenda della casa di Montecarlo in cui risiede il «cognato» di Gianfranco Fini sono ormai sotto gli occhi di tutti e permettono a chiunque, nella loro solare evidenza, di farsi una precisa ...

Casa a Montecarlo, inchiesta per truffa

L'Essenziale - ‎58 minuti fa‎
La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sulla cessione da parte di An di un appartamento a Montecarlo, in cui abiterebbe il cognato del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Nei giorni scorsi "Il Giornale" - di proprietà della famiglia Berlusconi ...

Casa a Montecarlo, la visita della segretaria di Fini

Corriere della Sera - ‎5 ore fa‎
ROMA - «Ormai questa casa è diventata una telenovela», esclama Rita Marino, storica segretaria personale di Gianfranco Fini e membro del comitato di gestione dell'ex partito di An. Lei pure, qualche anno fa, andò a visitare, insieme a Donato Lamorte, ...

An e la casa di Montecarlo

Corriere della Sera - ‎03/ago/2010‎
ROMA — Trecentomila euro netti: ecco quanto davvero incassò Alleanza nazionale, nel luglio 2008, dalla società offshore «Printemps Ltd» con sede ai Caraibi e capitale sociale di mille dollari. Il contratto ufficiale di compravendita dell'appartamento ...

I legali della Tulliani: «Da Il Giornale affermazioni false e ...

Corriere della Sera - ‎03/ago/2010‎
MILANO - Con una lettera dei suoi legali alla direzione del quotidiano diretto da Vittorio Feltri, Elisabetta Tulliani, compagna del Presidente della Camera Gianfranco Fini, definisce «false, inesistenti e diffamatorie» le notizie riportate in questi ...

Il tesoriere di An: «Tulliani

Corriere della Sera - ‎04/ago/2010‎
ROMA — L'olandese Bastiaan Anthonie Izelaar, amministratore delegato della società offshore «Printemps Ltd», con capitale di appena mille dollari e sede in un paradiso fiscale ai Caraibi, che acquistò l'11 luglio 2008 la casa di Montecarlo ora abitata ...

Fini querela Il Giornale. E La Russa invita ad abbassare i toni

Il Sole 24 Ore - ‎03/ago/2010‎
Gianfranco Fini decide le vie legali contro Il Giornale di Vittorio Feltri. «Per aver pubblicato negli ultimi giorni una serie di notizie false e diffamatorie riguardo alla cessione da parte di Alleanza nazionale di un immobile ubicato a Montecarlo». ...

Casa a Montecarlo a Tulliani jr: An l'ha venduta a metà prezzo

Quotidiano Nazionale - ‎3 ore fa‎
I condomini: "Ceduta per 300mila euro? Incredibile, sul mercato è quotata almeno 700mila. Il silenzio di Fini e delle autorità è da Medioevo" "Mesi di trambusto per i lavori di ristrutturazione" Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente ...

Macché nullatenente, la Tulliani aveva vinto all'Enalotto

Rainews24 - ‎03/ago/2010‎
La replica di Elisabetta Tulliani, compagna del Presidente della Camera Gianfranco Fini, all'articolo de Il Giornale, è affidata ai legali Carlo Guglielmo Izzo e Adriano Izzo. Ma non per questo è meno aspra e dura nei toni: al quotidiano è chiesta una ...

Casa a Montecarlo, Fini si difende

Corriere della Sera - ‎02/ago/2010‎
MILANO - Gianfranco Fini querela Il Giornale. Oggetto del contendere la casa a Montecarlo che, stando alla ricostruzione del quotidiano diretto da Vittorio Feltri, sarebbe stata lasciata in eredità ad Alleanza Nazionale, venduta dieci anni più tardi ad ...

Fini, si complica il giallo della casa a Montecarlo

Libero-News.it - ‎03/ago/2010‎
Una carta stima il valore dell'appartamento a 250mila euro. Ma l'immobile vale circa 3milioni. E la Tulliani smentisce Il Giornale i parla di 322.980,24 euro. Sarebbe questo il prezzo a cui la casa di Montecarlo dove oggi alloggia il fratello della ...

Casa a Montecarlo, il Giornale: "La procura sta indagando"

SKY.it - ‎2 ore fa‎
Secondo il quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, i magistrati capitolini avrebbero aperto un'inchiesta sulla cessione dell'appartamento lasciato in eredità ad Alleanza nazionale. Nei giorni scorsi, Gianfranco Fini ha annunciato querela "La ...

Fini-Giornale, scendono in campo gli avvocati di Gaucci e Tulliani

Il Messaggero - ‎03/ago/2010‎
ROMA (3 agosto) - Nella guerra tra Gianfranco Fini e il Giornale scendono ora in campo i legali di Elisabetta Tulliani, compagna del presidente della Camera, e del suo ex, l'imprenditore Luciano Gaucci, che smentiscono quanto pubblicato dal quotidiano. ...

Fini contro "il Giornale": false notizie su casa a Montecarlo

Reuters Italia - ‎02/ago/2010‎
ROMA (Reuters) - Il presidente della Camera Gianfranco Fini smentisce le notizie di stampa riguardo a una casa a Montecarlo che gli sarebbe stata ceduta da Alleanza Nazionale e adisce le vie legali contro il qiotidiano "Il Giornale", di proprietà della ...

Truffa aggravata,si indaga sulla casa di An a Monaco

Giornale Radio Rai - ‎1 ora fa‎
Per questa ipotesi di reato i Pm hanno aperto un fascicolo d'inchiesta rispetto all'appartamento di Montecarlo lasciato in eredità negli anni scorsi da una nobildonna ad Alleanza nazionale. L'avvio degli accertamenti, si spiega a Piazzale Clodio, ...

Elisabetta Tulliani querela Libero e Il Giornale

Il Messaggero - ‎01/ago/2010‎
ROMA (1° agosto) - Gli avvocati Michele Giordano e Carlo Guglielmo Izzo hanno reso noto di aver «ricevuto mandato dalla sig.ra Avv. Elisabetta Tulliani di querelare Libero ed il Giornale e, con essi, gli autori degli articoli che hanno inteso muoverle ...

An, tra gli ex è scontro per la divisione del patrimonio. Intanto ...

Tiscali Europa - ‎1 ora fa‎
“Quando andammo a visitare la casa ci dicemmo subito che sarebbe stato più conveniente venderla che ristrutturarla: era ridotta malissimo”. Ebbe questa impressione Rita Marino, storica segretaria di Gianfranco Fini, quando si recò per la prima volta in ...

Fini contro 'Giornale', mi diffama

ANSA.it - ‎02/ago/2010‎
(ANSA) - ROMA, 2 AGO - Gianfranco Fini ha incaricato i suoi legali di agire contro il Giornale e il direttore Feltri per le notizie relative a una casa a Montecarlo. Le notizie, definite dal portavoce di Fini, Fabrizio Alfano, 'false e diffamatorie', ...

Casa a Montecarlo, Fini querela 'Il Giornale'

RomagnaOggi.it - ‎02/ago/2010‎
Gianfranco Fini ha deciso di querelare "Il Giornale", diretto da Vittorio Feltri, in merito all'articolo relativo ad casa a Montecarlo, intestata al fratello della sua compagna, ma donata da una militante di An al partito quasi 10 anni fa. ...

Gli ex An divisi dalla cassaforte

La Stampa - ‎03/ago/2010‎
Tiene sempre banco la storia dell'appartamento di Montecarlo, finito fortunosamente nelle proprietà di Alleanza nazionale nel 1999 e venduto dieci anni dopo a una società off-shore che l'ha affittato, guarda caso, a Gian Carlo Tulliani, ...

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Di Loredana Morandi (del 05/08/2010 @ 09:39:13, in Magistratura, linkato 1400 volte)
Gip Potenza archivia denuncia
Fitto contro i magistrati


La denuncia ipotizzava una presunta divulgazione di notizie riservate compiuta da Dinapoli quando questi era procuratore aggiunto a Bari e coordinava il pool di magistrati che indagava sui reati contro la pubblica amministrazione

Il Gip presso il Tribunale di Potenza ha disposto l'archiviazione della denunzia presentata dal ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, contro l'attuale procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli, per violazione del segreto d'ufficio. La denuncia ipotizzava una presunta divulgazione di notizie riservate compiuta da Dinapoli quando questi era procuratore aggiunto a Bari e coordinava il pool di magistrati che indagava sui reati contro la pubblica amministrazione. L'ipotesi di violazione del segreto riguardava anche gli altri tre magistrati del pool barese (Roberto Rossi, Lorenzo Nicastro e Renato Nitti), che ha indagato su Fitto per fatti che risalgono a quando il ministro era presidente della Regione Puglia.

L'archiviazione, disposta con ordinanza il 23 luglio scorso, è stata notificata ieri. A darne notizia è il difensore di Dinapoli, Ettore Gorini. Fitto aveva lamentato che ''la diffusione alla stampa di notizie riservate costituisca la regola seguita dai predetti magistrati'' sostenendo inoltre la sussistenza di ''una vera e propria emorragia di notizie dalla Procura di Bari verso alcuni organi di stampa".

L'avvocato Gorini riferisce che il Gip di Potenza, su richiesta del pm e nonostante l'opposizione della difesa del ministro, ''ha ritenuto quest'ultimo non legittimato a proporre opposizione non essendo persona offesa dal reato e, nel merito, ha escluso la sussistenza del reato di violazione del segreto di ufficio, in quanto quasi tutte le notizie oggetto di pubblicazione non erano coperte da alcun segreto e, limitatamente ad un'unica notizia illecitamente divulgata, ha escluso ogni e qualsiasi coinvolgimento di Dinapoli e degli altri pm denunziati rigettando le richieste di ulteriori indagini sollecitate dal denunciante''.

L'avvocato Gorini riferisce, inoltre, che Fitto ''aveva presentato molteplici esposti diretti a varie autorita', nei confronti dei magistrati in servizio presso la Procura di Bari, tra cui il dott. Dinapoli, che lo avevano inquisito''. ''Nel marzo 2009 aveva anche ottenuto dal ministro della giustizia l'apertura di una inchiesta amministrativa sull'operato dei predetti magistrati con l'invio a Bari di un gruppo di ispettori, fra cui il vicecapo dell'ispettorato generale''. Gorini rileva, inoltre, che nessun rilievo formale é stato mai fatto dal ministro della giustizia in seguito a quella ispezione né nei confronti di Dinapoli né degli altri magistrati.

Nel maggio 2009 il tribunale civile di Lecce aveva rigettato una richiesta di risarcimento danni (per un milione di euro) proposta da Fitto sempre nei confronti di Dinapoli, per il contenuto dell'intervista rilasciata dal magistrato al quotidiano 'la Repubblica'. Il Tribunale aveva ritenuto ''del tutto infondata'' la richiesta e condannato Fitto al pagamento delle spese processuali.

Bari - La Repubblica


La Rassegna

POL - *Bari, archiviata denuncia di Fitto per violazione segreto d ...

Il Velino - ‎13 ore fa‎
Bari, 4 ago (Il Velino) - Il Gip presso il Tribunale di Potenza ha disposto l'archiviazione della denuncia per violazione del segreto di ufficio presentata dal ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, contro Marco Dinapoli, ...

Gip Potenza archivia denuncia Fitto contro magistrati baresi

ANSA.it - ‎17 ore fa‎
(ANSA) - BARI, 4 AGO - Archiviazione della denunzia presentata da Raffaele Fitto contro l'attuale procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli. La denuncia ipotizzava la violazione del segreto d'ufficio per una presunta divulgazione di ...

Archiviata denuncia Fitto: legale ministro,muro gomma stampa

ANSA.it - ‎16 ore fa‎
(ANSA) - BARI, 4 AGO - "Il gip, pur individuando precise responsabilità penali, si è dovuto arrendere dinanzi al muro di gomma innalzato dal silenzio dei giornalisti". Lo afferma l'avv.Francesco Paolo Sisto, difensore del ministro per i Rapporti con le ...

Gip Potenza archivia denuncia Fitto contro i magistrati

La Repubblica - ‎22 ore fa‎
Il Gip presso il Tribunale di Potenza ha disposto l'archiviazione della denunzia presentata dal ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, contro l'attuale procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli, per violazione del segreto ...

Gip di Potenza archivia denuncia di Fitto per violazione segreto d ...

Barimia - ‎45 minuti fa‎
Il gip di Potenza, con ordinanza del 23 luglio 2010, notificata mercoledì 3 agosto, ha disposto l'archiviazione della denuncia presentata dall'onorevole Raffaele Fitto (Pdl) nei confronti dell'attuale procuratore capo della Repubblica presso il ...

Potenza, legale di Fitto su archiviazione denuncia per fuga ...

Adnkronos/IGN - ‎15 ore fa‎
Roma, 4 ago. - (Adnkronos) - ''In seguito alla pubblicazione di notizie riservate di carattere penale, erano stati chiesti accertamenti per scoprire gli autori di tali rivelazioni. Il gip, pur individuando precise responsabilita' penali per la ...

Violazione segreto ufficio: gip archivia la denuncia del ministro ...

il Paese Nuovo - ‎22 ore fa‎
Bari - Il gip di Potenza, con ordinanza del 23 luglio 2010, notificata ieri, ha disposto l'archiviazione della denuncia presentata dall'onorevole Raffaele Fitto nei confronti del dottor Marco Dinapoli per l'ipotizzato reato di violazione del segreto di ...

ARCHIVIATA LA DENUNCIA DI FITTO CONTRO IL PM DINAPOLI

Lecceprima.it - ‎19 ore fa‎
La denuncia del ministro agli Affari regionali, il magliese Raffaele Fitto, finisce con un nulla di fatto. Dal Tribunale di Potenza è arrivata la risposta del gip: archiviazione. Atto notificato ieri BARI – La denuncia del ministro agli Affari ...

04/08/2010: Brindisi : archiata denunciza di Fitto contro il dr ...

Puglia TV - ‎13 ore fa‎
IL gip di Potenza, con ordinanza del 23 luglio 2010, notificata ieri, ha disposto l'archiviazione della denunzia presentata dall'on. Raffaele Fitto nei confronti del dott. Marco Dinapoli, e degli altri Pubblici Ministeri gia' componenti del Pool "reati ...

TG 04.08.10 Potenza, archiviata la denuncia di Fitto contro alcuni ...

ANTENNA SUD - ‎15 ore fa‎
Il gip del tribunale di Potenza archivia la denuncia del ministro Raffaele Fitto contro l'ex procuratore aggiunto di Bari, Marco Dinapoli, per violazione di segreto d'ufficio. La denuncia si riferisce al periodo in cui Dinapoli coordinava il pool di ...
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Di Loredana Morandi (del 04/08/2010 @ 18:54:13, in Politica, linkato 1229 volte)
Per poco che valga esprimo tutta la mia solidarietà al dott. Capaldo, perché la P3 è forse una trovata un po' mediatica per descrivere la "Cricca", cioè uno stato di cose permanente in una certa area politica e di governo. La massoneria c'è, si vede e purtroppo è sempre trasversale. L.M.

4/8/2010 (16:22) - GIUSTIZIA - NERVI TESI NELLA MAGGIORANZA


"Sui principi non ci si può astenere"
Alfano: la P3 è un'invenzione dei pm


La Camera respinge la mozione di sfiducia Pd-Idv per Caliendo
Il Guardasigilli attacca i finiani - Bossi: "Il terzo polo si farà male"
ROMA - La Camera ha respinto la mozione di sfiducia contro il sottosegretario Caliendo sotto inchiesta per la presunta P3 con 299 voti contrari da Pdl e Lega, 229 a favore da Pd e Idv, 75 astensioni da Fli, Udc e Api. Un banco di prova che il governo può ritenere superato, dopo la settimana di tensione per lo strappo interno alla maggioranza. Il ministro della Giustizia Alfano ha fatto scudo al sottosegretario indagato. «Noi difendiamo Caliendo, difendendo con lui un principio, quello della non colpevolezza, e un valore scritto nella Costituzione, quello della legalità. E consapevoli che oggi alcuni tra i colleghi, molti lo faranno per disciplina di partito, non voteranno secondo la propria coscienza ma piegheranno all’utilità parlamentare di un giorno, al tatticismo parlamentare di un giorno, un alto e nobile principio», dice il ministro della Giustizia. Il ministro della Giustizia ha spiegato di non voler entrare nel merito ma ha smontato il lavoro delle toghe, derubricando la P3 a «costruzione di taluni pm» e stavolta rende chiaro il destinatario dell’ammonimento sulle conseguenze politiche del voto sulla sfiducia a Caliendo. È ai banchi del Pd che Alfano si è rivolto per ricordare che questo legame indagato-dimissioni «in futuro vi tornerà indietro». Alfano prende la parola spiegando che Caliendo «deve continuare a svolgere il suo lavoro, perchè lo consideriamo un uomo del governo che mai si è sottratto ai doveri del proprio ufficio e che mai ha agito contrariamente ad essi». Il Guardasigilli osserva che «in questa vicenda tutto è noto, tutto è stato pubblicato sui giornali e ciò che non è noto e non è chiaro è esattamente ciò che in violazione dei doveri del proprio ufficio, della legge, di codici anche rigorosi di natura etica, il sottosegretario Caliendo avrebbe fatto».

L'articolo segue su La Stampa

All’interno della maggioranza, nonostante le rassicurazioni di Fini, il clima è ancora rovente. Astenersi sul voto di sfiducia «è una scelta senza senso, un grave errore politico», ha detto Silvio Berlusconi, durante una cena con le deputate del Pdl: «O si vota la sfiducia a Caliendo e non si capisce il motivo, oppure se si sostiene il governo si vota la fiducia e basta», il ragionamento del premier. Alla Camera succede di tutto. A quanto riferiscono diversi deputati, mentre parlava il capogruppo leghista Marco Reguzzoni, un gesto di sgarbo ha innescato la miccia, dopo giorni di tensione tra ex colleghi di partito. Tra i protagonisti Marco Martinelli (Pdl) e Aldo Di Biagio (Fli), che dopo un diverbio si sono dati appuntamento nei corridoi alle spalle dell’aula per proseguire il “chiarimento”. A sedare quella che stava diventando una vera e propria rissa alcuni commessi e alcuni colleghi dei due gruppi, tra cui Fabio Granata ed Enzo Raisi. L’intervento più atteso è quello del finiano Della Vedova, che deve giustificare l’astensione. «Non sussistono i presupposti per chiedere le dimissioni del sottosegretario Caliendo, ma d’altra parte non può essere irrilevante che proprio il sottosegretario alla Giustizia sia sotto inchiesta», dice il portavoce dei finiani. Quanto alla convergenza sul voto di astensione tra Fli, Udc, Api ed Mpa, Della Vedova ha precisato: «Non è un partito nuovo, non è terzo polo, ma una novità importante nell’interesse della Repubblica. Siamo in maggioranza e sosterremo lealmente l’esecutivo - ha precisato - lavorando per migliorare e accelerare programma governo».

Fuori, intanto, Umberto Bossi spara a zero contro i finiani. «Il Terzo Polo? Mi sembra che qualcuno si farà male e senza avere risultati. Non avrà nessun vantaggio», dice il Senatùr. «Il governo non cade». Porte chiuse anche al Pd, che per bocca di Bersani ha aperto ad un governo Tremonti. «Prima tutto quello che diceva era sbagliato, ora lo propongono...», punge il ministro delle Riforme.
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Di Loredana Morandi (del 04/08/2010 @ 18:47:32, in Politica, linkato 1279 volte)
Caliendo
Da Anm a lotta su intercettazioni,

40 anni in prima linea

17:20 - POLITICA- 04 AGO 2010

Ex magistrato, ex membro del Csm, dal 2008 sottosegretario

Roma, 4 ago. (Apcom) - Giacomo Caliendo, 68 anni, originario della provincia di Napoli, ex magistrato, attuale sottosegretario alla Giustizia, è accusato dalla Procura di Roma per violazione della legge Anselmi sulle società segrete. Per questo motivo il sottosegretario è al centro della mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni alla Camera.

Nei giorni scorsi, rifiutando a più riprese la possibilità di un passo indietro per evitare la 'conta' in aula, molto rischiosa in questo momento politico, Caliendo ha ribadito di "non aver fatto assolutamente niente: se ci fosse anche solo l'ipotesi - ha detto - di un mio comportamento non solo illegale ma appena scorretto mi dimetterei. Ma non è così". Prima dell'esperienza politica Caliendo è stato magistrato, membro del Consiglio superiore della magistratura e ha contributo a fondare, negli anni Settanta, la corrente moderata di Unicost (Unità per la Costituzione).

Nella carriera da 'togato' ha esordito nel 1971 come uditore giudiziario presso il tribunale di Napoli, di lì a poco, nel 1976, è entrato nel Csm. Nel 1991, dopo aver ricoperto vari ruoli di vertice nel 'sindacato' delle toghe, diventa presidente dell'Associazione nazionale magistrati. Dal 2005 è sostituto procuratore presso la Corte di Cassazione. La politica 'militante' resta a lungo fuori dalla sua vita anche se tutti, da opposte sponde politiche, gli riconoscono doti di 'mediatore'. Con l'associazionismo di stampo cattolico ha un rapporto decennale che inizia nel 1961 quando viene nominato responsabile del movimento studenti dell'Azione Cattolica della Diocesi di Nola e lì fonda e dirige per circa tre anni, il giornale "l'Eco della Scuola".

Molti anni più tardi la politica nazionale. Nel 2008 l'elezione al Senato con l'incarico di sottosegretario alla Giustizia, ruolo che l'ha visto protagonista come relatore del ddl intercettazioni e, in precedenza, sempre 'in prima linea' con provvedimenti al centro di una lunga battaglia parlamentare come il legittimo impedimento e il Lodo Alfano. Tra le accuse che gli vengono contestate proprio il suo presunto interessamento per far passare il Lodo al vaglio della Corte costituzionale e per riammettere alle elezioni della scorsa primavera la lista Formigoni.
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Di Loredana Morandi (del 04/08/2010 @ 18:36:50, in Politica, linkato 1323 volte)

Caliendo, respinta la sfiducia


Roma - (Adnkronos/Ign) - Fini si astiene con Udc e Rutelli. Bossi ironizza sul terzo polo: ''Qualcuno si farà male''. Il Guardasigilli: P3 costruzione di pm e certa sinistra. Tensione in aula tra Pdl e finiani. Bocchino capogruppo Fli Camera, Della Vedova e Conte vice. Finiani in cerca del 'posto' in aula. 'Tecnico', 'balneare', 'di transizione': le molte facce del governo. Maroni: "Se cade il governo si vota in autunno"

Roma, 4 ago. (Adnkronos/Ign) - Il caso Caliendo oggi alla Camera. Si è svolta in Aula la discussione generale sulla mozione con la quale Pd e Idv chiedono le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia. Alle 17, in diretta tv, il voto.
Si profila l'astensione di finiani, Udc, Mpa e Api che ieri si sono incontrati per definire una posizione comune.

Nel suo intervento in Aula, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha rimarcato che "sui principi non ci si può astenere". Per il Guardasigilli, infatti, "questo Parlamento oggi non vota solo sul sottosegretario Caliendo, vota su un principio: il principio di non colpevolezza, la possibilità di individuare un punto di equilibrio tra il principio di non colpevolezza e il grande principio di legalità''. La mozione, sulla quale Alfano ha espresso parere contrario, ''c'è perché c'è l'inchiesta''. "Non posso occuparmi del merito di questa indagine - ha poi aggiunto -. Ho ascoltato però con attenzione quanto ha detto l'onorevole Contento poc'anzi e credo che con efficacia abbia voluto affermare che non c'è niente, non c'è niente, non c'è niente e che financonon riteniamo che il garantismo equivalga a impunità''.

Annunciando il voto a favore della sfiducia, il leader Idv Antonio Di Pietro - omissis.

Per Dario Franceschini (Pd), "la politica non può attendere l'accertamento delle responsabilità penali" e quando si determina una situazione come quella che coinvolge il sottosegretario alla Giustizia "in un qualsiasi Paese normale ci si dimette subito".

Come annunciato si astengono centristi e finiani. ''Non decapitiamo gli uomini per qualche manciata di voti in più'', ha detto Pier Ferdinando Casini, in aula alla Camera. ''Chi rappresenta il governo del paese - ha però aggiunto - dovrebbe astenersi dal frequentare piccoli intrallazzatori o pluricondannati faccendieri''.

Anche Fli contesta a Caliendo ''una grave imprudenza e un'eccessiva confidenza con personaggi che non meritavano né ascolto né credito''. Per Benedetto Della Vedova, "tocca al presidente del Consiglio, al ministro della Giustizia, ma innanzi tutto al sottosegretario Caliendo valutare serenamente se una sospensione delle sue deleghe fino al chiarimento definitivo della sua posizione non sarebbe la cosa migliore da fare".

Voto contrario di Pdl e Lega. La mozione, per il Carroccio, è solo ''un pretesto per un attacco al governo. E' una mozione strumentale per far mostrare ad alcuni deputati il proprio malumore. Vogliono impedire il prosieguo dell'azione di governo. Noi andiamo avanti'', ha detto Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega Nord alla Camera.

Sull'ipotesi di un terzo polo ironizza il leader leghista Umberto Bossi. "Mi sembra che qualcuno si farà male e senza avere risultati. Non avrà nessun vantaggio". ''Mi sembra che qualcuno - ha proseguito parlando con i cronisti il leader della Lega - voglia farsi male da solo''. E non sarà l'esecutivo. "Il governo non cade", ha detto il Senatur.
 
La Rassegna

Caliendo, respinta la mozione di sfiducia

Libero-News.it - ‎14 minuti fa‎
"La P3? Un'invenzione di giudici e sinistra - dice Alfano in aula - vorrebbero condannare il sottosegretario per una fumisteria". Per Landolfi (Pdl) "se il governo non ha almeno 316 voti, inevitabile la crisi" ' arrivato il giorno del voto della ...

Respinta la sfiducia a Caliendo

Il Secolo XIX - ‎11 minuti fa‎
La Camera ha respinto la mozione di sfiducia al sottosegretario alla giustizia Caliendo. La mozione era stata presentata da Pd e Idv. Leggi le dichiarazione di voto Il Pd, con la deputata Sesa Amici, ha illustrato in aula alla Camera la mozione di ...

CALIENDO: IL DIBATTITO ALLA CAMERA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎36 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 4 ago. - E' in corso in Aula alla Camera la discussione sulla mozione di sfiducia per il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo. Si tratta di un primo test per la maggioranza all'indomani della fuoriuscita dei finiani dal Pdl. ...

Voto di sfiducia a Caliendo: prime dichiarazioni

La Voce d'Italia - ‎1 ora fa‎
Roma – Manca pochissimo alla votazione che riguarda la mozione di sfiducia presentata per Giacomo Caliendo, prevista per le 17. Attualmente in Aula si sta discutendo sulla mozione odierna: hanno parlato quasi tutti i principali protagonisti delle ...

Mozione sfiducia di Caliendo alla Camera: le dichiarazioni di voto ...

Iamm e-press - ‎20 minuti fa‎
(IAMM) Di seguito le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari della Camera sulla mozione di sfiducia del sottosegretario Giacomo Caliendo. Italia dei Valori (24 deputati) vota a favore: Antonio Di Pietro spiega le ragioni della mozione ...

Governo/ Al via lavori Camera su mozione sfiducia Caliendo -2-

Virgilio - ‎3 ore fa‎
Roma, 4 ago. (Apcom) - Il voto finale, che saraà espresso in modo palese, è atteso dopo le 19. A faVore della s sono i gruppi di opposizione Idv e Pd, contro Pdl e Lega. Hanno annnuciato astensione i neonati gruppi finiano Fli, l'Udc i deputati ...

Caliendo: dibattito a Camera, poi voto

ANSA.it - ‎4 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 4 AGO - Dibattito alla Camera sulla mozione di sfiducia a Caliendo. Assente il sottosegretario, in aula il ministro Alfano. Voto in serata. Il sottosegretario alla giustizia seguira' il dibattito e il voto sulla mozione presentata da Pd ...

Il Sussidiario.net - ‎31 minuti fa‎
DIRETTA VOTO DI SFIDUCIA A CALIENDO (INTERVENTO DI ALFANO) – Il ministro della Giustizia Angelino Alfano si appella al senso di onore e agli ideali riformatori degli onorevoli che, alla Camera, stanno valutando la mozione di sfiducia al sottosegretario ...

Il Parlamento vota sul caso Caliendo: segui il Liveblogging

Giornalettismo - ‎1 ora fa‎
La Camera alla prova della mozione di sfiducia contro sottosegretario alla Giustizia. Mozione respinta salvo sorprese, ma il fronte dell'astensione, composto dai centristi e dai finiani, esce allo scoperto per la prima volta. ...

Segui la diretta live del dibattito alla Camera sulla mozione di ...

Blitz quotidiano - ‎3 ore fa‎
Giornata cruciale, alla Camera, e primo banco di prova per la tenuta della maggioranza. Oggi si discute e si vota la mozione di sfiducia presentata da Pd e Idv contro il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Calinedo, coinvolto nell'inchiesta sulla ...
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