Immagine
 ... by Nakamura Daizaburo... di Admin
 
"
Io non posso nascondere reati.

Loredana Morandi
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Rilancio questo articolo, trovato su FB, del quale non posso identificare l'autore (scrivetemi per la correzione) ma che mi sembra ben documentato e rispondente ai perché fraudolenti del commercio sulla "violenza sulle donne". Peculiare ai "nostri criminogeni personaggi" è che l'autore della teoria sulla PAS non fosse neppure laureato. Infatti, la narrazione di queste storie e la popolarità fraudolenta di esse sono tali da creare fin troppo spesso pericolose emulazioni. Ed è quel che sta accadendo sulle pagine italiane di Facebook, con in più l'arma criminale della clonazione. L.M.

UN ORCO SI AGGIRA PER I TRIBUNALI DEI MINORENNI:

La Sindrome di Alienazione Genitoriale


pubblicata da Andrea Mazzeo
il giorno domenica 29 agosto 2010 alle ore 18.30

Com'è ben noto, il concetto di sindrome di alienazione genitoriale, o parentale, all'americana (PAS) è stato introdotto da Richard Gardner, uno psichiatra statunitense (Child Psychiatrist) nel 1985. La PAS è stata utilizzata da alcuni tribunali statunitensi per dirimere questioni sull'affidamento di minori nel caso di separazione dei genitori e disaccordo sull'affidamento dei figli. Dopo i primi tempi di applicazione sia gli psichiatrie gli psicologi, sia gli avvocati e i magistrati, cominciarono ad accorgersi che qualcosa non andava per il verso giusto, divenendo più cauti e rigettando le tautologie di Gardner (es. se un figlio non vuole stare con un genitore è perché l'altro gli ha causato la PAS).

Cominciò a venir fuori che Gardner non era affatto il professore universitario per cui si spacciava, ma solo frequentatore volontario di una clinica universitaria americana; aveva pubblicato il libro in cui proponeva la PAS non tramite un editore di testi scientifici ma in proprio; i suoi articoli non erano accettati dalle riviste scientifiche più accreditate e li pubblicava autonomamente; il tutto gli aveva procurato fama e quattrini (il suo onorario professionale si aggirava sui 500 dollari l'ora).

Per non parlare delle sue idee favorevoli verso la pedofilia, più volte espresse nei suoi scritti.

Nonostante le pressioni esercitate sull'Associazione Psichiatrica Americana, responsabile della stesura dei DSM, la PAS non è stata mai ammessa tra i disturbi mentali ufficialmente riconosciuti dalla comunità scientifica; né tanto meno è riconosciuta dall'ICD, l'altra classificazione internazionale della malattie, quella dell'OMS.

Gradualmente cominciarono a venir fuori critiche a questo concetto (Paul Fink, Past-President della American Psychiatric Association parla di “pseudo-science”), a volte anche feroci (per Carol  Bruch, Docente e Ricercatrice di Discipline giuridiche alla University of California, si tratta addirittura di “junk-science” - "scienza-sapazzatura").

Un recente articolo in lingua spagnola (http://scielo.isciii.es/scielo.php?pid=S0211-57352008000200004&script=sci_arttext&tlng=es) si è proposto di indagare la tenuta scientifica dei concetti di Gardner; la ricerca svolta dagli autori nelle principali banche dati degli articoli scientifici ha dato risultati deludenti. Il numero di pubblicazioni trovate sulla PAS è scarso, nessuna pubblicazione risulta in alcune banche dati (BMJ, Cochrane, SciELO).

Gli autori spagnoli concludono per l'inconsistenza scientifica della PAS e la sua pericolosità quando usata nei tribunali, poiché si presta ad essere utilizzata strumentalmente dal genitore violento o abusante, o come ricatto verso le madri quando c'è violenza di genere.

Questo lavoro ha portato l'Associazione Spagnola di Neuropsichiatria a prendere una posizione ufficiale contro la PAS ed il suo uso giudiziario, definendola un "castello in aria" (http://www.aen.es/docs/Pronunciamiento_SAP.pdf)

Recentemente si sono anche pronunciati ufficialmente contro la PAS due organismi giudiziari nord-americani, dove il problema è evidentemente più sentito.

Il Dipartimento (Ministero) di Giustizia Canadese suggerisce che "In contrasto con la nozione empiricamente non supportata di Sindrome di alienazione parentale, modelli più complessi multidimensionali hanno ricevuto un supporto preliminare di ricerca". (http://www.justice.gc.ca/eng/pi/fcy-fea/lib-bib/rep-rap/2006/2005_3/p4.html)

L'Istituto di Ricerca dei Procuratori di Giustizia degli USA, più drasticamente afferma: "La PAS è una teoria non dimostrata in grado di minacciare l'integrità del sistema di giustizia penale e la sicurezza dei bambini vittime di abusi". (http://www.ndaa.org/ncpca_update_v16_no7.html)

E l'Italia? Bè, noi italiani ci dobbiamo sempre far conoscere. Cosa c'è di meglio che farne una legge? Così non se ne parla più (dura lex sed lex). Ed eccola la legge, o meglio la proposta: DDL n° 957/2008, a firma degli Onorevoli Senatori della Repubblica, Valentino, Ciarrapico, Cossiga (buonanima), Tofani, Bevilacqua, Thaler Ausserhofer, Giai, Santini, Ramponi, Izzo, Amoruso, Nicola Paolo Di Girolamo, Di Giacomo, Saccomanno, Giancarlo Serafini, Asciutti, De Gregorio, Speziali, Stradiotto, De Lillo, Amato e Boldi (http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00326101.pdf).

Nella relazione introduttiva, i firmatari del DDL, si spendono calorosamente a favore della PAS, giungendo addirittura ad affermare, erronamente, che "La letteratura scientifica ha ormai ampiamente documentato sia l’esistenza di questa specifica sindrome che il principale suo rimedio, che consiste nel togliere potere al genitore condizionante, negandogli l’esercizio della potestà" sino a a prevedere, con l'art. 9 del DDL, che "Il comprovato condizionamento della volontà del minore, in particolare se mirato al rifiuto dell’altro genitore attivando la sindrome di alienazione genitoriale, costituisce inadempienza grave, che può comportare l’esclusione dall’affidamento".   La tautologia di Gardner (se rifiuti un genitore è perché l'altro ti ha condizionato) verrà santificata in una legge dello Stato Italiano.

Il DDL è in discussione alla Commissione Giustizia del Senato, per cui bisogna far sapere ai componenti della Commissione Giustizia che la PAS non esiste, come sindrome clinica, e che quindi è inopportuno prevederla addirittura in una legge dello Stato; darebbe luogo ad un contenzioso senza fine.

Bisogna fargli sapere che il sistema giudiziario statunitense la considera pericolosa per l'integrità della giustizia penale e la sicurezza dei bambini vittime di abusi.

Bisogna fargli sapere che un genitore che augura a suo figlio una malattia non è un buon genitore, si comporta contro natura; un genitore "sano" mai si mostrerebbe felice di una malattia del figlio, mai pagherebbe medici ed avvocati perchè dimostrino che suo figlio è malato. Un genitore che vuole i suoi figli malati dovrebbe essere escluso dall'affidamento e dalla patria potestà.

 Bisogna fargli sapere che la PAS viene di solito invocata proprio dal genitore violento e abusante, come argomento retorico per ottenere l'affidamento esclusivo del figlio che lo rifiuta e come arma di ricatto verso il coniuge quando nella coppia c'è violenza di genere. Dopo le leggi ad personam dobbiamo aspettarci pure le leggi "ad pedofilum"? Tanto vale chiudere prima e dichiarare il fallimento etico della Repubblica.

 I componenti della Commissione Giustizia del Senato si trovano qui:

http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Commissioni/0-00002.htm  

L'orco del terzo millennio, la PAS, sta cercando di entrare nei Tribunali dei Minorenni dalla porta principale, attraverso una legge dello Stato: chiudiamo quella porta e gettiamo via la chiave.

http://www.facebook.com/note.php?note_id=433286502759&id=1576015105

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Inizialmente la loro posizione era stata stralciata

Riciclaggio, giudizio immediato anche per
l'ex senatore Di Girolamo e Toseroni


Roma - (Adnkronos) - Salgono a quaranta gli imputati al processo del prossimo 2 novembre. Tra questi Gennaro Mokbel, l'ex presidente di Fastweb, Silvio Scaglia ai domiciliari e l'ex ad di Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli. Dovranno rispondere, tra l'altro, di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, evasione fiscale e reinvestimento di proventi illeciti. Scongiurato il pericolo commissariamento per l'azienda di telecomunicazioni

Roma, 30 ago. (Adnkronos) - Sono diventati 40 gli imputati dell'inchiesta sul riciclaggio di 2 miliardi di euro che saranno processati il 2 novembre prossimo con rito immediato secondo le decisioni del giudice Maria Luisa Paolicelli. All'iniziale elenco delle 38 persone tra le quali Gennaro Mokbel, l'ex presidente di Fastweb Silvio Scaglia e l'ex ad di Telecom Italia Sparkle Stefano Mazzitelli si sono aggiunti in questi giorni i nomi dell'ex senatore Nicola Di Girolamo e di Marco Toseroni, stretto collaboratore di Mokbel e considerato una delle menti dell'operazione di riciclaggio. La loro posizione era stata stralciata inizialmente considerata la 'collaborazione' offerta agli investigatori. Non è comunque escluso che i difensori nei prossimi giorni rinuncino al giudizio immediato e chiedano un rito alternativo come il patteggiamento o il rito abbreviato.

Associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, finalizzata al riciclaggio, evasione fiscale, reinvestimento di proventi illeciti ed altro sono i reati contestati agli imputati a seconda della loro posizione processuale. Non e' escluso che nei prossimi giorni l'ex senatore Di Girolamo possa essere riascoltato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo anche nell'ambito degli accertamenti riguardanti operazioni finite nel mirino dei magistrati come quelle connese alla Digint, una societa' partecipata di Finmeccanica.

La Rassegna


Frode telefonia, a giudizio immediato anche Di Girolamo

Reuters Italia - ‎1 ora fa‎
ROMA (Reuters) - Anche l'ex senatore del Pdl Nicola Di Girolamo sarà tra gli imputati al processo per la presunta frode e riciclaggio da 2 miliardi di euro, che vede coinvolti ex dirigenti di Telecom Italia Sparkle e l'ex AD di Fastweb Silvio Scaglia. ...

Riciclaggio/ Ex senatore Di Girolamo a processo il 2 novembre

APCOM - ‎1 ora fa‎
Roma, 30 ago. (Apcom) - Per l'ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, è stato disposto il giudizio immediato nell'ambito dell'inchiesta su un presunto riciclaggio da 2 miliardi di euro. Il processo a carico suo e del manager Marco Toseroni, ...

Riciclaggio, giudizio immediato anche per l'ex senatore Di ...

Adnkronos/IGN - ‎24 minuti fa‎
Roma - (Adnkronos) - Salgono a quaranta gli imputati dell'inchiesta sul riciclaggio di due miliardi di euro che saranno processati il 2 novembre prossimo. Tra questi Gennaro Mokbel, l'ex presidente di Fastweb, Silvio Scaglia ai domiciliari e l'ex ad di ...

RICICLAGGIO: A GIUDIZIO ANCHE EX SENATORE DI GIROLAMO E TOSERONI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Roma, 30 ago. - Si allunga la lista degli imputati che il 2 novembre prossimo compariranno davanti alla quarta sezione penale del tribunale di Roma per la prima udienza del processo su un presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro con il ...

RICICLAGGIO: GIUDIZIO IMMEDIATO PER DI GIROLAMO E TOSERONI

IMGpress - ‎1 ora fa‎
(30/08/2010) - Si aggiungono anche i nomi dell'ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, e di Marco Toseroni, alla lista delle 38 persone che il prossimo 2 novembre dovranno comparire davanti alla quarta sezione del tribunale di Roma per essere ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 30/08/2010 @ 15:51:20, in Osservatorio Famiglia, linkato 2020 volte)
Una pesante cortina fumogena sulla veridicità dei fatti. Magistrati non vi arrendete... L.M.

Delitto di garlasco, "C'è chi conosce il killer di Chiara"


Il legale di Stasi è convinto che un avvocato copra l'assassino: parli e scagioni Alberto innocente


Libero-news.it di Cristiana Lodi -

«È verosimile pensare che un avvocato sappia chi è il vero assassino di Chiara Poggi. Questo professionista, di conseguenza, sa anche che Alberto Stasi è innocente. Lo liberi dall’incubo».
Professore Angelo Giarda, il delitto di Garlasco è un mistero buio al centro della cronaca italiana, ormai da tre anni. Giornali e televisioni hanno dedicato e dedicano titoli a nove colonne e dibattiti. Per il suo assistito è arrivata la sentenza di assoluzione in primo grado lo scorso 17 dicembre, ma adesso ci sono tre appelli depositati per la Corte d’assise d’appello di Milano. L’assassino non è ancora stato scovato. Questa sua dichiarazione è molto rilevante oggi.
«Anzitutto una premessa necessaria e doverosa. La difesa di Alberto Stasi: ossia il sottoscritto e i colleghi avvocati Giuseppe e Giulio Colli, prende atto dei tre atti d’appello presentati dai pubblici ministeri di Vigevano, dal difensore della famiglia Poggi che si è costituita parte civile e dal sostituto procuratore generale di Milano, dottoressa Laura Barbaini. Questa difesa ne rispetta i contenuti e le intenzioni che saranno affrontati durante il processo, però…».
Però?
«Anche noi in tutto questo tempo abbiamo scrupolosamente esaminato la dinamica dei fatti. E ci siamo convinti che a uccidere Chiara non sia stato Alberto. Ho difeso dei colpevoli, sa? Ma mai e poi mai, sapendo che il mio cliente era responsabile, ho chiesto l’assoluzione. Qui, oggi, abbiamo di più: esiste la certezza che il nostro assistito  era a casa nei momenti in cui veniva consumato l’omicidio. Siamo convinti che questo ragazzo sia innocente, perciò davanti alla Corte d’assise d’appello di Milano motiveremo il nostro rispettoso ma fermo dissenso agli appellanti. E faremo anche di più».
Cosa significa “faremo di più”? Lei è un famoso avvocato, ordinario di diritto processuale penale all’Università Cattolica. Professore, è il maestro di almeno due generazioni di addetti ai lavori. Un padre del diritto. Chi la conosce sa bene che lei è pronto a tutto pur di salvare un innocente, anche se non è un suo cliente. Quando sferra l’attacco della difesa e in aula si alza bonario e solenne, incute soggezione perfino ai giudici. E alla fine vince. Cosa vuol dire adesso, con questo “ faremo di più”?
«Dico che l’estraneità di Alberto Stasi all’omicidio di Chiara Poggi è provata».
Da cosa è provata?
«Dalla condotta da lui tenuta la mattina del 13 agosto 2007, quando era a casa a scrivere la tesi di laurea al computer e/o a guardare per pochissimi istanti quelle foto di signorine seminude. E ancora: la sua innocenza si evince da lui che telefonava sul telefono fisso di casa Poggi e sul cellulare della fidanzata, senza muoversi mai da casa fino alle 13, 24. Solo a quell’ora va da Chiara e trova quel che ha sempre detto di avere trovato. Questa sua condotta non viene minimamente intaccata dagli argomenti esposti finora dagli appellanti. Sono stati portati solo  dati di contorno. Oltre a essere contraddittori e opinabili, essi non fanno perdere di rilievo alle prove con le quali è stato accertato il comportamento tenuto da Stasi quella mattina. Il suo alibi resta inscalfibile. Ma non finisce qui, perché si potrebbe fare di più, dicevamo».
In che senso?
«Dato l’enorme clamore giornalistico e la risonanza mediatica innescati da questo fatto delittuoso, dato che Chiara quella mattina ha aperto (in pigiama) la porta a una persona che conosceva, è verosimile credere che chi ha commesso il delitto si sia rivolto a un professionista per avere una consulenza, un aiuto. Succede. Ed è comprensibile che accada in casi come questi. Plausibile, dunque, pensare che qualche professionista, a conoscenza di fatti precisi, sia oggi nelle condizioni di fornire indicazioni utili al caso».
Cioè fare il nome dell’assassino?
«Non l’ho detto. Questa difesa sa benissimo che l’avvocato è tenuto al segreto professionale. Ma sottolinea anche che il superamento del segreto stesso non integra l’articolo 622 del Codice penale tutte le volte in cui questo avvenga per giusta causa: cioè per evitare la condanna a un innocente».
Intende dire che un avvocato, essendo a conoscenza del vero autore dell’omicidio di Chiara, potrebbe essere in grado di giurare sull’innocenza di Alberto Stasi, senza però incolpare qualcuno?
«Dico che non si può arrivare al punto di sollecitare il professionista a violare il segreto e a rivelare chi è stato, anche se ciò non costituirebbe reato; però si può chiedere di parlare a chi è a conoscenza di fatti che escludono la responsabilità di un imputato. Lanciamo dunque l’appello: chi è in grado di evitare la condanna a un innocente si decida a uscire dal riserbo. Esistono precedenti illustri nella storia della cronaca giudiziaria».
Quali?
«Mi viene in mente l’avvocato professore Giandomenico Pisapia. È stato uno dei più autorevoli e famosi professionisti italiani, praticamente il Padre del nuovo processo. Il prof era pronto a tutto pur di salvare un innocente. E un giorno piombò in aula davanti alla Corte d’assise di Milano: capitò 35 anni fa. “Un caso senza precedenti negli annali della giustizia”, ricordo che titolava così il Corriere della Sera. Pisapia telegrafò al presidente della Corte, annunciando il suo intervento. Il caso, famoso all’epoca, era l’omicidio del benzinaio di Piazzale Lotto (Milano). Per il delitto, a scopo di rapina, si giudicava tale Pasquale Virgilio: “Fermate il processo, state condannando un innocente”, tuonò il penalista. E poi  testimoniò in aula, sotto giuramento, di avere ricevuto la confessione del vero colpevole. Non poteva rivelarne il nome, senza mancare al segreto professionale. Ma sottolineò: «Mi ha rivelato fatti e circostanze tali da escludere che l’attuale imputato sia colpevole”. Fu creduto sulla parola e nemmeno il pubblico ministero osò chiedere la condanna per Pasquale Virgilio. Due anni più tardi, i responsabili dell’omicidio di piazzale Lotto furono catturati e confessarono davanti al magistrato Gerardo D’Ambrosio. Un precedente esemplare e illustre. Invitiamo dunque chi sa a fare la stessa cosa, oggi, per Alberto Stasi innocente».

Il 21 dicembre si torna in aula. Il fidanzato di Chiara è rinviato a giudizio per la detenzione di video pedopornografici. Quando comincerà invece l’altro procedimento per l’omicidio?

«Ancora non è stata fissata l’udienza. Il processo sarà celebrato davanti alla Corte d’assise  d’appello di Milano e ci saranno sei giudici polari più due togati. Si farà in camera di consiglio secondo la previsione di legge». E a porte chiuse.

30/08/2010
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 30/08/2010 @ 11:26:58, in Politica, linkato 1961 volte)
Processo breve: ecco il testo su cui punta governo

Alfano, uno 5 punti qualificanti verifica; Anm, non è priorità

Ansa di Paolo Cucchiarelli
28 agosto, 18:21


(ANSA) ROMA - Sono passati oltre sette mesi dal primo varo in Senato, tra molte polemiche, del processo breve. Ora il ministro della Giustizia Angelino Alfano fa proprio il testo su cui Palazzo Madama ha detto si' e lo inserisce, nel quadro del pacchetto giustizia, tra i punti qualificanti della verifica nella maggioranza. L'Anm promette una dura battaglia perche' il provvedimento non e' una priorita' - dice Luca Palamara - dato che ''nulla ha a che vedere con l'esigenza di affrontare le vere priorita' del sistema giustizia e con l'urgenza di contrastare piu' efficacemente la criminalita' organizzata''.

Il responsabile del dicastero di via Arenula prepara anche un piano straordinario di spesa da concordare con la magistratura. Un piano che mira a rendere attuabile lo ''sfoltimento'' previsto dal testo che mette dei ''paletti'' alla durata dei processi. Il cuore del provvedimento e' infatti questo: i processi 'lumaca' saranno rimborsati (anche se poi l'ultima parola spettera' al ministero dell'Economia) e potranno estinguersi dopo un periodo ben preciso che sara' di tre anni in primo grado, due in appello e un anno e sei mesi per la Cassazione. La 'tagliola' scatta pero' - secondo il testo approvato a palazzo Madama - dopo due anni per i processi in corso su reati commessi prima del maggio 2006. Ecco in dettaglio i punti qualificanti del provvedimento.

- EQUA RIPARAZIONE - La domanda di equa riparazione per il ritardo 'subito' con il processo dovra' essere presentata dalla parte interessata al presidente della Corte d'Appello del distretto in cui ha sede il magistrato competente. Ed entro quattro mesi, la Corte D'Appello dovra' pronunciarsi sul ricorso con decreto motivato. Se viene accolto il pagamento del rimborso questo dovra' avvenire entro 120 giorni. L'opposizione contro il ricorso dovra' essere presentata entro 60 giorni. La Corte d'Appello puo' sospendere il pagamento ''per gravi motivi''.

- PRESCRIZIONE PROCESSUALE ANCHE PER PROCEDIMENTI DAVANTI CORTE CONTI - Il processo dovra' considerarsi estinto se il giudizio di primo grado non sara' concluso entro tre anni (dall'esercizio dell'azione penale da parte del Pm); entro due per l'appello ed entro un anno e sei mesi per il giudizio in Cassazione. Ma questo riguardera' solo i processi relativi a reati con pene inferiori nel massimo a 10 anni. In caso di annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ogni grado di giudizio che dovra' celebrarsi di nuovo non dovra' durare piu' di un anno.

I termini si allungano in presenza di reati piu' gravi: 4 anni per il primo grado; due per l'Appello; un anno e sei mesi per il giudizio di merito. Fino ad arrivare ai reati di mafia e terrorismo per i quali il primo grado dovra' durare cinque anni: tre per l'appello e due per la Cassazione. Il giudice puo' poi aumentare tali termini fino ad un terzo se il processo e' particolarmente complesso o se ci sono molti imputati. Il Pm deve esercitare l'azione penale entro tre mesi dalla fine delle indagini preliminari. Il corso dei termini e' sospeso in caso di autorizzazione a procedere; se c'e' impedimento dell'imputato o del difensore; per conseguire la presenza dell'imputato che deve essere estradato. Dal giorno in cui cessa la causa di sospensione i termini tornano a decorrere. Se si estingue il processo la parte civile trasferisce l'azione in sede civile e la sua azione dovra' avere priorita'. L'imputato puo' anche non avvalersi del cosiddetto processo breve. Le norme saranno applicabili anche ai processi in corso davanti alla Corte dei Conti.

- NORMA TRANSITORIA - L'estinzione processuale si applica ai processi in corso solo se sono relativi a reati indultati o indultabili, commessi cioe' prima del maggio 2006, e se hanno pene inferiori a 10 anni. Ma sara' piu' breve di quella per i processi futuri: la 'tagliola' scattera' dopo due anni e non dopo tre. In questo modo, aveva ricordato l'opposizione lo scorso gennaio, salteranno i processi Mediaset e Mills in cui e' imputato il premier. Il tetto dei due anni varra' anche per i processi in corso davanti alla magistratura contabile purche' siano ancora in primo grado e questo non si sia concluso in cinque anni. Non varra' invece se il giudizio contabile e' gia' in appello.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
.. una lunga estate calda.

Il processo breve agita
maggioranza e opposizione.
No dai finiani e da Casini



di Celestina Dominelli
29 agosto 2010

Nella maggioranza non si spengono le polemiche dopo la durissima contrapposizione registrata ieri sul processo breve tra il guardasigilli Angelino Alfano e l'Anm. Contro cui oggi si è scagliato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha definito «inaccettabile» la posizione dei magistrati. «A fronte dell'impegno preso dal ministro Alfano per mobilitare risorse allo scopo di dare sostanza alla legge impropriamente detta del "processo breve", o meglio sulla ragionevole durata del processo, adesso l'Anm fa le barricate confermando la sua politicizzazione e la volontà di essere la controparte del governo e del Parlamento senza il cui assenso nulla si potrebbe fare sul terreno della giustizia».

Cicchitto ha quindi riassunto la linea del Pdl e la volontà di non fare passi indietro rispetto all'annuncio dato ieri da Alfano. Che ha indicato il processo breve come una delle priorità dell'esecutivo. «È indispensabile che, all'interno dei 5 punti programmatici, sul terreno della giustizia e del cosiddetto "processo breve" - avverte Cicchitto - vengano assunti impegni precisi e non si giochi a ripetere ciò che è avvenuto per il disegno di legge sulle intercettazioni. L'eccesso di furbizia può provocare disastri». Mentre il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha chiamato in causa anche il Quirinale ricordando come nel 2006 il Pd, di cui Giorgio Napolitano era un esponente, «propose un'ampia amnistia a causa della quale si rischia di celebrare molti processi che poi non porteranno a condanne». Quindi, aggiunge, «sicuramente il presidente Napolitano ricorderà quelle scelte e saprà valutare con equilibrio le decisioni del Parlamento di oggi».

Un riferimento nemmeno troppo velato ai fedelissimi di Gianfranco Fini che hanno già fatto sapere di non essere disponibili ad accettare aut aut sul provvedimento. Il capogruppo alla Camera di Futuro e libertà, Italo Bocchino, lo aveva detto ieri (ricordando le perplessità del Colle sul ddl) e lo ha ribadito anche oggi dalle pagine di Repubblica. «Il testo approvato dal Senato è un'amnistia mascherata e dovrà essere corretto a Montecitorio». Affermazioni puntellate oggi anche da un altro falco finiano, Carmelo Briguglio, che ha confermato il suo no al provvedimento. «Così come è formulato, io non lo voto», ha detto l'esponente di Fli. «Il ministro Alfano, voglio sperare in buona fede, al tempo del voto in aula al Senato ci fornì delle cifre sui processi che sarebbero andati in prescrizione con l'approvazione del processo breve. Dati che si sono poi rivelati fortemente inesatti».

Lo stop dei finiani agita naturalmente il Pdl che risponde ai legionari dell'ex leader di An. Per il vicepresidente dei deputati, Osvaldo Napoli, «Bocchino sa che su questo terreno non ci sono riflessioni o approfondimenti da fare. Insistetre su questo punto significa sbarrare la strada alla legislatura». Mentre il ministro Gianfranco Rotondi prova a riportare la calma. «Più che di processo breve si potrebbe parlare di processo giusto cioè di una legge che punta a una durata ragionevole dell'iter processuale. L'auspicio è che la tensione di questi giorni tra politica e magistratura trovi un punto di equilibrio in una mediazione possibile».

Ma sul processo breve si appuntano anche le critiche dell'opposizione. A cominciare da quelle di Pierferdinando Casini che, in una intervista al Corriere della sera, ha ribadito il no dei centristi al ddl. «L'Udc non voterà quel testo. Se vogliamo pensare a una tutela per le alte cariche, siamo disponibili. Ma cancellare centinaia di processi per farne finire uno o due sarebbe una follia. Di tutto il Paese sente il bisogno, tranne che di un'amnistia». E anche il Pd è tornato a ribadire oggi, con il vicepresidente dei deputati Alessandro Maran, la sua netta contrarietà al provvedimento. Ieri era stato il segretario dei democratici, Pierluigi Bersani, a promettere una durissima battaglia parlamentare aprendo la festa democratica a Torino. Mentre il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, si dice pronto a occupare il Parlamento per impedire il via libera al ddl. «Sarà la nostra rivoluzione d'autunno - scrive l'ex pm sul suo blog - per la cacciata del Re Sola».

Il Sole 24 ore

Leggi anche:

È scontro tra il guardasigilli Alfano e l'Anm sul processo breve

È di nuovo polemica tra il guardasigilli Angelino Alfano e l'Anm, il sindacato delle toghe.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 29/08/2010 @ 07:24:50, in Indagini, linkato 2711 volte)

Commercio, non è possibile definire con altro termine  la "frode" in corso sui gruppi sedicenti "Contro la Violenza sulle Donne". Tutti gestiti da uomini, intenzionati, più o meno, a far girare quattrini, organizzare convegni o altro, fino alla "vendetta personale":

Onnipresente e tentacolare Sissimo Neuro, al secolo probabilmente Gianni Furlanetto e/o un suo partner o collaboratore,  anche a pagamento (probabilmente il webmaster), personaggio presente su Facebook e su web H24 con dozzine e dozzine di pagine e gruppi, finanche personali, tra i quali mi limito a mostrare il link di quelli con la medesima "grafica" ed impostazione.

Gianni FurlanettoIl papa' è sempre il papa'! , Orfani di Stato  ; Riconosci la violenza , IL CORAGGIO DI ESSERE ONESTI , Gianni Furlanetto, Il Bagno di Notte , NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE , L'origine della vita non ha sesso.Affido Condiviso: un diritto dei figli e non dei genitori , ... A FARSI LE StrEGHE (femministe) SI DIVENTA CIECHI! ahahah )) , S.O.S. EMERGENZA SEPARAZIONI - Serve una legge che FERMI GLI AVVOLTOI! , BASTA ALLA VIOLENZA DELLE DONNE SU UOMINI E BAMBINI! ,

Non mancano gli autori pro pedofilia come la pagina al testo Presunto Colpevole e i gruppi falsamente intitolati all'antipedofilia e quelli che mirano a mostrare come "pedofile" solo le donne, come questo:  Chi NEGA la PAS opera con la STESSA MENTALITA’ DEL PEDOFILO: COMBATTIAMOLO! , No alla violenza delle donne sui BAMBINI - Foresta volutamente inesplorata Bollettino delle violenze femminili contro uomini e bambini 

L'odio più grande è poi riservato alla Giustizia e ai Magistrati dove questi sgradevoli personaggi si esprimono con simili gruppi:  Violenza Giudiziaria......... NO!COSTITUZIONE stravolta dalle LEGGI per L'INVERSIONE DELL'ONERE DELLA PROVA! , Inversione dell'onere della prova. Come è potuto accadere? , LA MAGISTRATURA APRA INCHIESTA SU DATI ISTAT VIOLENZA DONNE  , STOP alle SEPARAZIONI PREDATORIE: le denunce strumentali sono atti criminali! , Garanzie costituzionali violate da prassi giudiziarie "femministe" Affidamento Condiviso = Mantenimento Diretto dei Figli ,

Onnipresente il gruppo criminale noto come la versione facebook del famigerato I Falsi Abusi e Le False Accuse .

Tutti questi gruppi sono gestiti dalla GESEF (ass. genitori separati e figli http://www.gesef.org/) e sono un ampio stralcio della cd "campagna del fiocco azzurro". E devo dire che molti anni fa, io stessa firmai un documento di queste organizzazioni a me proposto dalla squisita persona dell'avv. Massimiliano Fiorin di Bologna. Oggi ho fondatissimi dubbi che lo stesso Fiorin possa tollerare una tale rivoltante deriva, ed il modus operandi predatorio di questi signori. Tutta la mia solidarietà alla ex signora Furlanetto sofferente perché, visto il cyberstalking, non aveva il reato di stalking cui appellarsi.

Poi c'è l'ultimo gruppo fondato dalla Strada per la vendita del libro dei tipi della Aliberti Editore (Gruppo Informativo su Loredana Morandi), che però nasce solo dopo il primo e più numeroso gruppo ancora esistente ma svuotato degli iscritti e dei contenuti a questo LINK e la pagina che fu proprio di Sissimo dai contenuti a ricalco del sito SessoChannel.it (tra i moderatori Sergio Murolo).

In ultimo su Facebook sono presenti organizzazioni nazionali ed internazionali che creano "contatti" per lo scambio di materiale pedopornografico ed incontri. Per primi i gruppi di Massimo Piscopo (già visto su Macchianera.net anno 2004 ed attivo sui gruppi contro Morandi) ed il suo amico Andrea Andy Vita. Poi i famosissimi italiani - internazionali dei gruppi del gay child.

Certamente io avevo tutti i requisiti per essere odiata da questi inquietanti personaggi: a) sono donna; b) combatto contro la pedopornografia in rete; c) sostengo la magistratura; d) sono una persona valida e capace di "scavalcare" le carenze anche gravi di Polizia Postale come nel caso del de-link di UNINA che non poteva essere sconosciuto al corpo amministrato da Domenico Vulpiani per otto lunghi anni e che, grazie a me, non ha rischiato di girare negli studios romani la propria pubblicità con Giannini e le chat da adescamento via brigde IRC unina.azzurra.org.

Naturalmente a questo personaggio non poteva che piacere l'iniziativa promossa dalla società Promotux in nome collettivo di Selargius Cagliari, titolare del dominio SessoChannel.it e la pagina falsa sul cyberbullismo della sottoscritta, che ritiene a ragione di avere ineludibili doti di investigatrice della rete.

Per delineare l'incontro tra l'organizzazione sarda del porno, nata per la distribuzione web del materiale prodotto a Campidano (Questura anno 2006 - stessa data di tutti i domini della Promotux), e questi signori la cui attività web ho appena illuminato è necessario ritornare indietro nel passato.

Precisamente è necessario ritornare indietro all'agosto 2008, quando l'interessamento del clone del prof. Massimiliano Frassi (MaxiFasso - http://maxifasso.wordpress.com) favorì l'incontro tra le "porno chat" di Pirate Bay e il gruppo Falsi Abusi, cioè gli inquilini stabili dei blog "il-giustiziere-lafabbricadeimostri" di Stefano Zanetti e "giustiziaintelligente" il blog di Ugo, al secolo Miraglia avv. Francesco.

(qui nella foto sono tutti insieme sul blog del clone di Frassi della Prometeo Onlus - da notare la mia foto e quella di Don Fortunato Di Noto sul blog filo pedofilo)



Questo è certamente lavoro per la Guardia di Finanza, per via dei molti volti noti del file sharing illegale (GdF sequestro ItaliaZip - anno 2004) e il fatto che personaggi come Sissimo Neuro siano di fatto anche sulla scrivania di pubblici ministeri del calibro del dott. Mancusi e della d.ssa Pantano aiuterà certamente me nel collaborare con la magistratura romana incaricata delle indagini.

Sono e resto sempre a disposizione come testimone per le indagini seguite dai due stimatissimi pubblici ministeri, in particolar modo per i reati accessori alle vicende della baia.

Gli avvocati e i consulenti tecnici abilitati presso i Tribunali denunciati nel caso Morandi. La loro posizione è gravissima, perché sono i responsabili nei miei confronti anche dell'istigazione e "procurato allarme"  a discapito della buona amministrazione della Giustizia suscitato nelle fasce psicologicamente e culturalmente deboli dell'utenza del web. Spiego il tecnicismo: per ogni denuncia ricevuta da animatrici di chat hard e user della pornografia, io scriverò una integrazione di denuncia nei confronti di questi consulenti da consegnare solo nella stanza del pm, con richiesta di inoltro alle Procure interessate, fornendo lumi e documenti provanti sui denuncianti le cui figure hanno allertato la mia attenzione.

E giusto qui ribadire che io e la mia famiglia tutta, allargata agli anziani, viviamo costantemente sotto minaccia e oggetti di violenza privata e stalking. Alla pubblicazione del nome di mia madre sul blog di Duna, corrisponde con esattezza un duplice intervento della PS a causa di un italiano con pronuncia del nord e di un rumeno (identificato Questura di Roma).

Dato che le minacce, tutte reali, e le molestie anche telefoniche hanno origine da oltre trenta clonazioni del mio nome e dalle attuali attività criminose poste in essere dal "gruppo dei prezzolati del Porno" e dall'ATU responsabile della appropriazione indebita del database email del Ministero di Giustizia (un totale di altri 5 o 6 blog su piattaforma Google):

SONO su WEB: parte delle indagini cui sono costretta da 24 mesi. Si trovano sul blog che è divenuto la mia Agenda ANTI - Stalking, a seguito del più recente orientamento promosso da illustrissimi membri uscenti del Consiglio Superiore della Magistratura, e tutti i dati ivi pubblicati sono a completa disposizione della A.G.

Avviso e modi d'uso per i pm: "Protestate sensibilmente, se un mio articolo dovesse esservi presentato senza gli allegati documenti", avete appena subito un raggiro. Loredana Morandi è, soprattutto, la scoperta dei reati sul Centro Elettronico dell'Università di Napoli, e tutti sanno che ha fatto lei il de-link del server universitario e chi sono coloro che invece hanno tollerato per quattro anni quattro.

Io, qui a Roma, devo già pulire una bocca e chiedere la punizione di un infedele dello Stato. Perché alla magistratura impegnata si scrive con maggiore rispetto, ed io sono intenzionata a far valere le mie ragioni anche a tutela della libertà di giurisdizione.

Loredana Morandi





Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 28/08/2010 @ 18:52:45, in Varie, linkato 2290 volte)

L'avvocato Sarzana non poteva certo saperlo, quando mi ha risposto dal suo blog, ma quella foto con l'uomo iracheno imbavagliato con il nastro adesivo io l'ho pubblicata forse per prima in Italia a novembre del 2004 e ancora il 6 dicembre dello stesso anno, con lo sdegno di veder utilizzato comune materiale di imballaggio per legare ed imbavagliare i prigionieri iracheni ad opera dei soldati americani della Dod.

Con codesta, irrispettosa, trovata "pubblicitaria".

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/naziscotch.jpg


Che che ne dicano personaggi uggiosi come quelli di Punto Informatico, oppure come la delinquenza web promossa dai legali di Pirate Bay: Loredana Morandi, portavoce nazionale di Artists Against War Italia ha scritto centinaia e centinaia di slogan attualmente ancora in voga. Ripresi in molti casi anche all'estero.

Come questa gif animata che realizzò un nostro artista e alla quale io, che scrissi anche per la liberazione di Giuliana Sgrena e delle due Simone coinvolgendo i blogger internazionali e quelli islamici, ho fatto fare il "giro del mondo".

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/civilta.gif

L' articolo dove può vedere in originale la foto è questo che segue in immagine (clicca per ingrandire), ma può esser letto dal web a questo link. Allegata al mio post "Un nuovo prodotto commerciale ... il NAZI-SCOTCH di Sabato, 27 Novembre 2004", può trovare un altra foto in cui è celebrata dall'esercito americano la medesima gravissima violazione dei diritti umani.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-08-28_185726.jpg


Non resta molto da dire all'avvocato Sarzana se non che, nel messaggio lasciato sul suo blog gli avevo consigliato di non sporcarsi le mani con gente legata all'agenzia pro pedofili "Falsi Abusi". Lui invece, con una certa dose di "coda di paglia", mi ha "censurata" proprio in fondo ad uno scritto con il quale egli intendeva difendere la "libertà di espressione" e il blog dell'apologia dell'apologia dei reati degli orchi e della diffamazione della magistratura impegnata su casi di pedofilia.

Per carità, la verità fa male, ma comportamenti simili sono poco razionali. Come di persone che non hanno la minima idea di cosa sia la vera "libertà di espressione", così come sancita dall'art. 21 della Costituzione della Repubblica.

Ribadisco: avvocato Sarzana non è da lei sporcarsi con questo genere di personaggi. La loro modernità è inesistente e a queste condizioni una persona per bene può tranquillamente rifiutare anche l'invito di Padellaro e Travaglio (io l'ho fatto con un personaggio al Parlamento europeo, perché si può divenire ex brigatisti ma non ex assassini), infatti prima o poi anche loro saranno costretti a "scaricare" tutta la feccia "pro pedofilia", che hanno accumulato nei mesi dal primo numero. Meglio attendere occasioni più favorevoli alle relazioni sociali.

Faccia come me, che attendo il fato comune della vita per veder finire asfittici tutti i professionisti dell'antiberlusconismo. Il Fatto lo leggo solo se per sbaglio vien pubblicato un articolo di pugno di un magistrato milanese. E ogni volta che capita prego che non accada più affatto.

Figurarsi poi se val la pena di regger lo strascico a fanciulle da marito, che fanno di Brunetta il "gigante dell'Innovazione". Il ministro, che ci stia simpatico o no, ha "carattere" e lo stile "radicale" di mostrar i "panni sporchi nazionali" anche al cittadino comune. La sposa invece è solita far la spesa "giù al ghetto" in quel delle botteghe di Trastevere e fa la lobby con le matrone madri raccomandate e le figlie popolane che fan gli affari di nascosto.

Cordialità

Loredana Morandi

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 28/08/2010 @ 18:19:48, in Magistratura, linkato 2129 volte)
Bomba a Di Landro,
assemblea generale ANM





Reggio Calabria - Una tempestiva risposta di solidarietà e vicinanza, un modo anche per esprimere la propria indignazione, l’ANM (Associazione Nazionale Magistrati) l’ha data convocando un’assemblea straordinaria al Ce.Dir. per riflettere sul gravissimo fatto di terrorismo mafioso compiuto ai danni del Procuratore Generale Salvatore Di Landro. L’incontro ha dato modo di discutere sulla situazione dell’ordine pubblico a Reggio e provincia. Si è invocata una precisa e decisa presa di posizione da parte di tutti e, in primis, delle istituzioni, chiamate ad assumere iniziative concrete ed efficaci per contrastare la ‘ndrangheta. “E’ ora di fare quadrato e dimostrare unità e compattezza, non servono sterili dichiarazioni di solidarietà fini a se stesse, ma fatti visibili e concreti”: è questo il coro unanime dei rappresentanti della giustizia reggina. Le tante personalità intervenute hanno tuonato: “non bisogna aspettare che uno di noi venga ammazzato!”. Affermazione, a dirla tutta, che fa pensare… come, del resto, fa pensare che l’organo di giustizia si trovi ad affrontare una situazione d’emergenza economica e normativa. È continua e ascendente, infatti, la richiesta agli altri organi istituzionalmente competenti di strumenti normativi e materiali per proseguire l’azione di contrasto ai poteri criminali organizzati e non. Durante l’assemblea dell’ANM è stato ribadito più volte: “no ai tagli esasperati alle spese!”. Come anche, costante, è stata l’affermazione di una compattezza fin qui mai vista all’interno del distretto magistratuale, a detta degli intervenuti e anche del PG oggetto dell’ultima intimidazione.

Tuttavia, l’impressione di un innalzamento spaventoso dello scontro tra forze della giustizia e criminalità è ormai consolidata. “Fare il proprio dovere a Reggio Calabria sta diventando sempre più difficile” ha dichiarato lo stesso Di Landro, che non si spiega l’innescarsi di tanta violenza: “Che cosa è successo alla Procura di Reggio?” ripete più volte nel suo emotivo “discorso a braccio”. Facendo riferimento agli altri tentativi di intimidazione, il PG ha detto: “Secondo le logiche mafiose doveva chiudersi lì la vicenda. E, invece, si è proseguito su quel solco”. Cosa avrà voluto dire Di Landro? Quello che è certo è che il procuratore originario di Bivongi ha tutta l’intenzione di continuare a fare bene il proprio lavoro. Come altrettanto certo, a detta di Enzo Macrì, ex Procuratore aggiunto della Dna, attualmente PG di Ancona, è che “vanno trovati rimedi più seri oltre alla solidarietà ed alle parole… vanno recisi i collegamenti con i poteri occulti, che tengono in vita la ‘ndrangheta! Altro che “bestia morente”, la ferocia è in crescendo! Attenzione a non cadere in errore!” ha tuonato ancora Macrì. Luciano Gerardis, Presidente del tribunale reggino, ha invece concentrato il suo intervento più che altro su un’analisi della situazione magistratuale, potendo contare in pianta organica “solo un terzo della dotazione normale”. Di alta rilevanza pure l’intervento del Procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo: che ha sottolineato ai colleghi l’importanza, “al di là delle contingenze estive, di contarsi e capire se il grado di torpore, di sottovalutazione dei segnali, tutti inquietanti e univoci, il grado di negazione dell’evidenza che purtroppo serpeggia non solo all’esterno, ma addirittura all’interno delle istituzioni ed anche della magistratura, è finalmente diminuito”. L’atmosfera sicuramente è pesante ed il pericolo è vero, “bisogna rendersi conto – ha chiuso Creazzo – che stiamo andando dritti verso una deriva di tipo palermitano, della Palermo anni 80 e 90, per intenderci”.

Federico Lamberti
Reggio TV - venerdì 27 agosto 2010  ore 19:41
http://www.reggiotv.it/news.php?id=15961
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 28/08/2010 @ 18:07:20, in Magistratura, linkato 1383 volte)
Anm, processo breve non e' priorita'

Palamara, siamo al collasso e non si puo' perdere tempo


(ANSA) - ROMA, 28 AGO - Il ddl sul processo breve e' una perdita di tempo in un momento in cui la giustizia italiana e' al collasso. Lo ribadisce l'Anm.
Provvedimenti come quello sul processo breve, dice il presidente dell'associazione, Luca Palamara commentando l'intervista del ministro Alfano al Corriere, 'nulla hanno a che vedere con l'esigenza di affrontare le vere priorita' del sistema giustizia e con l'urgenza di contrastare piu' efficacemente la criminalita' organizzata'.

***

GIUSTIZIA: ANM, PROCESSO BREVE NON E' VERA PRIORITA'

17:51 28 AGO 2010 (AGI) Roma - L'Anm replica al guardasigilli Alfano: il processo breve - dice il sindacato delle toghe - non e' una vera priorita'. "E' grave e non piu' tollerabile - secondo il presidente Luca Palamara - che in un momento nel quale la giustizia e' al collasso e si verificano allarmanti episodi di violenza e minacce si continui a perdere tempo con disegni di legge come quello sul processo breve che nulla ha a che vedere con l'esigenza di affrontare le vere priorita' del sistema giustizia" .

***

GIUSTIZIA

Processo breve, l'Anm attacca Alfano
"Noi minacciati e il governo perde tempo"

Dura presa di posizione dei magistrati dopo l'intervista nella quale il Guardasigilli ribadiva la necessità di approvare velocemente il ddl: "I tribunali sono al collasso, i procuratori oggetto di violenze, e l'esecutivo pensa a provvedimenti inutili"

ROMA - "E' grave e non più tollerabile che in un momento nel quale la giustizia è al collasso e si verificano allarmanti episodi di violenza e minacce si continui a perdere tempo con disegni di legge come quello sul processo breve che nulla ha a che vedere con l'esigenza di affrontare le vere priorità del sistema giustizia e con l'urgenza di contrastare più efficacemente la criminalità organizzata". Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, risponde così al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che in un'intervista al Corriere della Sera aveva parlato della necessità di arrivare ad un rapida approvazione del testo sul processo breve.

"Il governo - sottolinea Palamara - non può non farsi carico delle reali emergenze che oggi sono rappresentate dalla corruzione, dalla criminalità organizzata, dalla situazione carceraria, dalla carenza di mezzi e risorse, dalla necessità di informatizzare e snellire le procedure. L'Anm, che rappresenta la quasi totalità dei magistrati italiani, piaccia o non piaccia al ministro Alfano, è stata, è e sarà interlocutore ineludibile di ogni governo e, nell'interesse di tutti i cittadini, continuerà a formulare proposte serie, concrete e precise".

"Se è vero - conclude il presidente dell'Anm - che il ministro Alfano vuole parlare direttamente con i capi degli uffici giudiziari, non si faccia sfuggire l'occasione di partecipare all'assemblea convocata a Reggio Calabria per il prossimo 7 settembre per sapere da loro se effettivamente la priorità è costituita dal processo breve o, invece, dalle drammatiche situazioni in cui quegli stessi uffici si trovano".

fonte La Repubblica - 28 agosto 2010

***

IL PRECEDENTE

Ministro: "Subito confronto con i magistrati"
Alfano: "Più fondi". E i finiani aprono sul processo breve



Roma, 28-08-2010 - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano promette "investimenti straordinari nel sistema giustizia per adeguare la macchina alle nuove esigenze del processo breve": sembra essere questa l'ultima ipotesi di lavoro per superare il 'niet' dei finiani sul contestatissimo disegno di legge del centrodestra, fermo da mesi alla Camera dopo l'ok del Senato.

Il Guardasigilli la propone in un colloquio con il Corriere della Sera, e dalle pagine del Giornale gli fa eco Silvano Moffa, considerato uno delle 'colombe' di Futuro e Libertà, spiegando che "più soldi" ai magistrati renderebbero possibile un sì condiviso al provvedimento.

Il ministro assicura: "Siamo pronti a incontrare i magistrati dei principali uffici giudiziari per concordare le scelte organizzative più efficaci" e "questi incontri si avvieranno immediatamente, in parallelo all'esame del disegno di legge". Resta da stabilire la reale entità dei fondi disponibili e la tempistica con la quale potranno essere utilizzati. Per Alfano, scrive il Corriere, i soldi si potranno ricavare da quelli "risparmiati" sui risarcimenti che l'Europa impone all'Italia a causa elle lungaggini della giustizia.

Il finiano moderato Moffa ha la stessa idea, in contemporanea, sul Giornale più antifinano che c'è, quello diretto da Vittorio Feltri: "Nessuno - premette - intende logorare il Governo. Sarebbe una forma di autodistruzione". E quanto al processo breve, andrebbe legato "alla questione fondamentale: la Corte dei diritti dell'uomo ha condannato ripetutamente il nostro paese per i processi lumaca. Ma bisogna creare le condizioni perch‚ i processi si possano fare". Più soldi alla magistratura? Chiede l'intervistatore. "Esatto", replica Moffa. "Quello che bisogna evitare è lo spacchettamento dei provvedimenti. Il processo breve sciolto dal resto verrebbe percepito come una legge ad personam".

L'ipotesi di mediazione basata su un aumento dei finanziamenti al comparto giustizia, però, non convince l'opposizione.

Sventagliata di dichiarazioni dall'Idv: per Massimo Donadi Alfano è un "ministro ad personam"; Luigi Li Gotti parla di "pupi e pupari"; per Leoluca Orlando Alfano è "il ministro dell`Ingiustizia", che "trova i fondi per l`amministrazione giudiziaria soltanto a condizione che si approvino le norme che di fatto condonano i reati commessi dai criminali dal colletto bianco, dalla cricca e dalla casta". Dal canto suo, Stefano Fassina, della segreteria Pd, mette l'accento sul fatto che "mentre in Europa e negli Usa i governi agiscono per contrastare le prospettive di stagnazione e l`aumento della disoccupazione", in Italia "il governo Berlusconi è paralizzato da uno scontro interno senza precedenti e impegnato, come al solito, nello stilare misure a tutela del presidente del Consiglio".

Di tutt'altro tenore le dichiarazioni che vengono dal Pdl: secondo il portavoce azzurro Daniele Capezzone "le critiche che l'Idv rivolge contro il ministro Alfano sono surreali o in malafede". Il senatore Stefano De Lillo invece replica con una battuta in linguaggio giuridico all'Idv: "Più che ministro 'ad personam', come dichiarato dall'onorevole Donadi, Alfano - dice - si conferma un ministro 'Erga Omnes'. Bene ha fatto quindi il ministro Alfano ad annunciare l'impegno del Governo per reperire le risorse necessarie per l'introduzione del processo certo. Una riforma utile al Paese". Una riforma, avverte Enrico Costa, capogruppo del Pdl in commissione Giustizia alla Camera, che "è un`esigenza che tutti gli italiani sentono come indifferibile".

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=144529

***

Il presidente Palamara invita il ministro:
venga all'assemble dell'8 settembre

Anm ad Alfano: il processo breve non è una priorità



Roma, 28-08-2010 - "E' grave e non piu' tollerabile che in un momento nel quale la giustizia e' al collasso e si verificano allarmanti episodi di violenza e minacce si continui a perdere tempo con disegni di legge come quello sul processo breve che nulla ha a che vedere con l'esigenza di affrontare le vere priorita' del sistema giustizia e con l'urgenza di contrastare piu' efficacemente la criminalita' organizzata".

Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, risponde cosi' al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che in un'intervista al "Corriere della Sera" aveva parlato della necessita' di arrivare ad un rapida approvazione del testo sul processo breve.

"Il governo - sottolinea Palamara - non puo' non farsi carico delle reali emergenze che oggi sono rappresentate dalla corruzione, dalla criminalita' organizzata, dalla situazione carceraria, dalla carenza di mezzi e risorse, dalla necessita' di informatizzare e snellire le procedure. L'Anm, che rappresenta la quasi totalita' dei magistrati italiani, piaccia o non piaccia al ministro Alfano, e' stata, e' e sara' interlocutore ineludibile di ogni governo e, nell'interesse di tutti i cittadini, continuera' a formulare proposte serie, concrete e precise".

"Se e' vero - conclude il presidente dell'Anm - che il ministro Alfano vuole parlare direttamente con i capi degli uffici giudiziari, non si faccia sfuggire l'occasione di partecipare all'assemblea convocata a Reggio Calabria per il prossimo 7 settembre (non piu' per l'8, come era stato in un primo momento annunciato, ndr) per sapere da loro se effettivamente la priorita' e' costituita dal processo breve o, invece, dalle drammatiche situazioni in cui quegli stessi uffici si trovano".

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=144540
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 28/08/2010 @ 09:40:31, in Magistratura, linkato 1505 volte)
Sostegno pieno al dott. Aldo Aceto! L.M.

Gardaland, giostra negata a una bambina down


Il padre, magistrato e presidente di un'associazione per la tutela delle persone affette dalla sindrome di down, denuncia: «Mia figlia discriminata»


di Paola M.S. Toro

PESCARA. Nel parco giochi più importante d'Italia il divertimento non è uguale per tutti. Una famiglia pescarese è stata discriminata. È successo a Gardaland: a una bambina down di 8 anni è stato vietato di salire su una giostra. La famiglia è quella di Aldo Aceto, sostituto procuratore a Pescara dal 1990 al 2008 e oggi giudice penale e del lavoro al tribunale di Larino. La gita nel parco divertimenti si è trasformata in un dispiacere per una decisione del personale della struttura.

«La bambina non può salire su questa giostra», hanno detto gli addetti di Gardaland all'ingresso dell'attrazione Monorotaia. Il motivo del divieto, per gli operatori, è stato lo stato di disabilità della bambina. Ma sulla stessa giostra la bambina ci era già salita una volta, appena qualche ora prima.

La monorotaia è un trenino sopraelevato che, lentamente, percorre tutto il perimetro del parco divertimenti: «A mia figlia è stato impedito di salire perché down», commenta Aceto.

Dopo la fila per salire a bordo, al magistrato è stato riferito che alcune persone, tra cui i disabili, non possono andare sul trenino: «Ma come fanno gli operatori a stabilire se una persona è cardiopatica o claustrofobica? Chiedono il certificato medico?» continua il giudice che è anche presidente di un'associazione a tutela delle persone affette dalla stessa sindrome della bambina, Pianeta Down. «Mia figlia», dice Aceto, «è stata discriminata perché la sua patologia invalidante è visibile rispetto ad altre e questo è vergognoso».

L'impedimento è risultato talmente strano alla famiglia che, alla presenza delle tante persone in attesa di salire sulla stessa attrazione, Aceto ha chiesto di parlare con i responsabili della struttura privata: «È venuta la sorveglianza, nonostante noi tutti ci fossimo qualificati ampiamente», prosegue il magistrato, «ha ribadito il concetto e ci ha messo in contatto con una dei referenti».

La responsabile, poi, ha riferito che la prassi prevede che gli accompagnatori di disabili debbano ricevere all'ingresso una brochure di colore verde che elencherebbe, nel percorso del parco, le strutture accessibili o non accessibili, non essendovi in prossimità delle attrazioni cartelloni di informazioni.

«A me non hanno dato nessuna brochure, sebbene i disabili abbiano un ingresso diverso dagli altri, e già questa è un'ingiustizia», puntualizza Aceto, «nessuno ci ha detto nulla, il ticket è stato pagato regolarmente e il personale, essendo la struttura privata, dovrebbe limitarsi a dare indicazioni all'utenza, ma non può impedire a nessuno di salire o meno su una giostra».

Oltre al danno, poi, anche la beffa. Uscendo dal parco, la famiglia ha chiesto che gli venisse fornita la famosa brochure di colore verde: in base a quanto c'è scrito, sulla Monorotaia la bambina sarebbe potuta salire.

«Davanti a molte persone incredule la nostra famiglia ha subito un'ingiustizia assurda», dice Aceto. Il rammarico del giudice non è solo quello di un padre, ma anche quello di chi combatte contro il pregiudizio ogni giorno per sé e per gli altri. L'associazione Pianeta Down è nata nel 2003 con questo obiettivo: rimuovere le barriere ideologiche che ostacolano la crescita culturale delle persone affette dalla sindrome di Down e ha tra i suoi soci onorari anche papa Benedetto XVI.

Gardaland, però, non sembra essere nuovo a certi tipi di trattamento nei confronti dell'utenza: «A un socio della nostra organizzazione, 18 anni e campione olimpionico di nuoto, è stato impedito di salire sulle montagne russe con gli amici. Discriminazioni di questo tipo», continua Aceto, «sono anche state oggetto di un'interrogazione parlamentare. La nostra associazione vuole gridare che i down non sono soggetti da mettere agli angoli. Il loro futuro dipende dalla nostra capacità di credere in loro. Se oggi queste persone hanno la possibilità di fare tante cose è perché è cambiato nel tempo l'approccio culturale».

Il magistrato sulla questione procederà per vie legali perché non si verifichino più situazioni di questo tipo: «La mia è una battaglia in difesa dei principi fondanti la Repubblica italiana, solidarietà e uguaglianza effettiva, sul cui rispetto dovremmo conformare tutti i nostri comportamenti. Su questa vicenda andrò a fondo», conclude, «anche in sede civile in modo da indurre a eliminare il pregiudizio, fonte di odiose discriminazioni. E questo a beneficio di tutti, non solo di mia figlia».

Il Centro - Pescara
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










22/08/2019 @ 19.56.24
script eseguito in 578 ms