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Quando il più famoso Ricattatore del tuo Paese dichiara che la Pedofilia non esiste, sappi che ha parlato per conto della Lobby.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Comitato Informatici ATU

La vergogna degli informatici esternalizzati precari degli Uffici Giudiziari.

Un pentolone da scoperchiare. Comitato Lavoratori ATU


- comunicato stampa –



Ai gentili Colleghi e alle Redazioni,



NAPOLI: INQUIETANTI LICENZIAMENTI DEL PERSONALE INFORMATICO ESTERNO,


LA PROTESTA DI 70 MAGISTRATI



E’ la vicenda di Giuseppe Di Spirito, esperto professionista dei sistemi informatici, che negli ultimi 7 anni ha lavorato fianco a fianco alla magistratura del settore Penale del Tribunale di Napoli per la gestione dei computer degli uffici, presso l’Ufficio UDA del Tribunale (Sezione informatica) in ruolo di dipendente a contratto delle società consorziate OIS.COM, ultima la TD-GROUP, ora in subappalto di Telecom Italia del servizio di assistenza informatica SPC.

Improvvisamente ed inspiegabilmente, 2 mesi fa, il Di Spirito ha ricevuto il diktat aziendale di “rimanere a casa” e lasciare il lavoro “di fiducia” presso la magistratura degli uffici. Il suo contratto di lavoro NON è stato rinnovato al 31/12/2008, unico caso in Campania.

Risultando l’azienda ancora sub appaltatrice al 2 gennaio 2009, circa 70 magistrati della Corte d’Assise, dell’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, della sezione Dibattimentale e del Riesame hanno rivolto alle autorità preposte ai sistemi informatici del Tribunale una formale protesta, richiedendo “indietro” il tecnico di “fiducia” allontanato improvvisamente ed in modo inquietante.

L’interrogativo dei 70 magistrati, anche famosissimi, è evidente: “Come mai una azienda privata si permette una tal gestione del “segreto d’Ufficio”, e lo fa in seno ad una struttura pubblica essenziale come il Tribunale di Napoli ?

L’affidabilità del tecnico informatico è fondamentale, ed è evidente che ogni sostituzione provocherà negli uffici penali del Tribunale di Napoli una ulteriore “paralisi” gestionale, costringendo i magistrati a “vigilare” per mesi (o forse anni) il nuovo personale tecnico impegnato su computer contenenti materiali di indagine su mafia, omicidi, furti e truffe.

“Come mai ?”, si domanda Giuseppe Di Spirito.

“Perché ?”, è la nostra domanda nel silenzio glaciale della Azienda subappaltata e della sua capofila.

Per il Comitato Informatici Atu

Loredana Morandi

Giuseppe Di Spirito


ALLEGATO 1: Le 4 missive firmate dei Magistrati della Corte d’Assise, della sez. GIP, del Dibattimento e del Riesame, per un totale di otto pagine in formato Pdf.

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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 08:21:05, in Sindacato, linkato 1057 volte)

INTERCETTAZIONI / In un video otto colleghi vi spiegano la legge

7 ottobre 2008

"Professione Riporter": un video spiega perché siamo contro la legge sulle intercettazioni di Senza Bavaglio

Nato da un’idea di gruppo, realizzato dalla caparbietà di Amelia Beltramini, messo in opera da Stefano De Felici, il video "Professione Riporter" cui hanno partecipato otto colleghi, spiega che cosa – tra l’altro - i cittadini avrebbero perso se la legge sulle intercettazioni fosse già in vigore.

Potete trovare il video QUI

Il breve spot anti-intercettazioni verrà presentato al Parlamento Europeo tra qualche giorno. Vi chiediamo di farlo circolare, diffonderlo a più persone possibile non solo giornalisti, ma anche cittadini comuni, amici parenti. Presentatelo nelle università, nei circoli culturali, nei club più diversi.

Dura 10 minuti e vi partecipano:

Massimo Alberizzi – Corriere della Sera
Guido Besana – Mediaset
Rosi Brandi – La Prealpina
Mimmo Lombezzi – Mediaset
Pino Nicotri – L’Espresso
Marco Travaglio – L’Unità e Repubblica
Laura Verlicchi – Il Giornale
Maxia Zandonai - Rai

Senza Bavaglio




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NAPOLI: MAGISTRATI IN CAMPO PER DIFENDERE PERITO INFORMATICO ESTERNO LICENZIATO

Napoli, 24 feb. (Adnkronos) - Magistrati in rivolta a Napoli contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro di uno dei tecnici informatici del personale esterno. A scatenare la protesta, a cui aderiscono circa 70 togati partenopei, il licenziamento in tronco di un professionista dei sistemi informatici che negli ultimi 7 anni ha lavorato fianco a fianco alla magistratura in settori delicati ma che due mesi fa non ha visto rinnovarsi il contratto dalla Td-Group, la societa' ora in subappalto di Telecom Italia del servizio di assistenza informatica Spc.

''Ho inviato tramite il mio legale una lettera alla Td-Group, la societa' che non mi ha rinnovato il contratto'', spiega all'ADNKRONOS Giuseppe Di Spirito, il tecnico informatico protagonista della vicenda, attivo nel sindacato del Comitato Informatici Atu. ''A fine anno avevo ricevuto una telefonata a casa in cui mi comunicavano che avrebbero licenziato alcune persone perche' si rendevano necessari tagli del personale - prosegue Di Spirito - Di fatto pero' ho scoperto di essere l'unico a cui non hanno rinnovato il contratto''.

''La cosa scandalosa - spiega Di Spirito - e' che un compito cosi' delicato come quello del tecnico informatico venga gestito come merce di scambio da societa' appaltatrici esterne al tribunale, che assumono anche personale precario, che entrera' in contatto con dati sensibili ogni giorno e che magari dopo 6 mesi di lavoro viene mandato a casa". (segue)

Libero News - AdnKronos
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 08:32:01, in Sindacati Giustizia, linkato 1509 volte)

Dillo al Mattino/ Tribunale di Napoli,
il segreto d'ufficio affidato ai privati


Giuseppe Di Spirito, esperto professionista dei sistemi informatici, negli ultimi 7 anni ha lavorato fianco a fianco alla magistratura del settore Penale del Tribunale di Napoli per la gestione dei computer degli uffici, presso l’Ufficio UDA del Tribunale (Sezione informatica) in ruolo di dipendente a contratto delle società consorziate OIS.COM, ultima la TD-GROUP, ora in subappalto di Telecom Italia del servizio di assistenza informatica SPC.

Improvvisamente ed inspiegabilmente, 2 mesi fa, il Di Spirito ha ricevuto il diktat aziendale di “rimanere a casa” e lasciare il lavoro “di fiducia” presso la magistratura degli uffici. Il suo contratto di lavoro non è stato rinnovato al 31/12/2008, unico caso in Campania. Risultando l’azienda ancora sub appaltatrice al 2 gennaio 2009, circa 70 magistrati della Corte d’Assise, dell’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, della sezione Dibattimentale e del Riesame hanno rivolto alle autorità preposte ai sistemi informatici del Tribunale una formale protesta, richiedendo “indietro” il tecnico di “fiducia” allontanato improvvisamente e in modo inquietante.

L’interrogativo dei 70 magistrati, anche famosissimi, è evidente: come mai una azienda privata si permette una tal gestione del “segreto d’ufficio”, e lo fa in seno ad una struttura pubblica essenziale come il Tribunale di Napoli?

Loredana Morandi
(24 febbraio)

Le firme dei 70 magistrati

Nel documento consultabile qui, la raccolta di firme dei magistrati del Tribunale di Napoli.

Il Mattino di Napoli
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:12:51, in Magistratura, linkato 1175 volte)

Scontro procure, plenum Csm conferma trasferimento magistrati


Reuters

Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha confermato oggi i trasferimenti dei magistrati delle procure di Salerno e Catanzaro -- protagonisti di uno scontro senza precedenti tra le due procure sulle inchieste condotte da Luigi De Magistris -- e proposti dalla sezione disciplinare lo scorso gennaio.

Lo ha riferito oggi una fonte del Csm.

Lo scontro tra i due uffici si era aperto a dicembre, dopo che la procura di Salerno aveva disposto il sequestro degli atti dell'inchiesta "Why Not" e iscritto nel registro degli indagati diversi magistrati calabresi, che erano stati anche perquisiti.

Due giorni dopo, la procura di Catanzaro aveva proceduto a un atto di controsequestro e indagato sette pm salernitani per abuso d'ufficio.

L'indagine salernitana è scaturita da una denuncia dello stesso De Magistris su presunti illeciti nella procedura con la quale gli erano state avocate le inchieste "Why Not" e "Poseidone" su politica e affari in Calabria.

In particolare, lo scorso gennaio, la sezione disciplinare del Csm aveva trasferito d'ufficio il pg di Catanzaro Enzo Iannelli -- che andrà ora alla Corte d'Appello di Reggio Calabria come consigliere --, il suo sostituto Alfredo Garbati -- che andrà alla Corte d'Appello di Taranto come consigliere -- e due pm di Salerno, Gabriella Nuzzi -- trasferita come giudice a Latina -- e Dionigio Verasani -- trasferito come giudice a Cassino.

Nella stessa occasione, la sezione disciplinare aveva sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il procuratore di Salerno Luigi Apicella.

Sulla vicenda era intervenuto anche il Guardasigilli, Angelino Alfano, che che aveva chiesto il trasferimento di tutti i pm di Salerno e Catanzaro, protagonisti dello scontro.

In base alla procedura, dopo la proposta fatta a gennaio della sezione disciplinare, i trasferimenti erano stati decisi dalla III commissione dell'organo di autogoverno dei magistrati, competente per i trasferimenti, per poi essere confermati dal plenum oggi.

 
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:17:10, in Politica, linkato 998 volte)

Secondo i numeri forniti dal ministero dell'Interno
solo il 7% dei violentatori è romeno, il 6% marocchino

Stupri, i dati del Viminale
"Il 60% opera di italiani"

ROMA - Gli autori delle violenze sessuali sono italiani in più di sei casi su dieci. E' il dato reso noto dal Viminale durante un convegno dedicato alla violenza sulle donne, che si è tenuto oggi a Roma. Il ministero dell'Interno ha detto che gli autori di stupro sono di nazionalità italiana nel 60,9% casi. Solo il 7,8% dei violentatori, invece, è romeno, mentre il 6,3% è marocchino. Il ministero precisa poi che le vittime sono donne nella gran parte dei casi (85,3%) e che nel 68,9% dei casi sono di nazionalità italiana.

I numeri sono nazionali, ma ci sono anche dati relativi alle singole zone e città. "Vicino Roma il dato cambia", ha sottolineato il capo di gabinetto delle Pari opportunità, Simonetta Matone. Rimane la prevalenza degli italiani, ma nei dintorni della capitale la percentuale scende "al 48%", mentre quella dei romeni "sale al 28%".

Dalle informazioni a disposizione del Viminale si evidenzia anche che a Milano, ad esempio, le violenze sessuali sono diminuite nel triennio 2006-2008: si passa dai 526 episodi del 2006 ai 480 del 2008. Anche qui però prevalgono gli italiani tra gli autori del reato: nel 41% dei casi denunciati il responsabile è cittadino italiano, nell'11% romeno, nell'8% egiziano e nel 7% marocchino.

A Bologna il fenomeno ha fatto registrare un netto calo, passando da 179 episodi nel 2006 a 139 nel 2008. Con rifeimento alla nazionalità degli autori, risultano nel 47% dei casi italiani, nell11% dei casi marocchini e nel 10 % romeni.

Matone ha annunciato che il governo si appresta a lanciare il piano nazionale anti-stupri, con una serie di interventi nelle scuole e "corsi di formazione di base per tutti i corpi delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri e guardie di finanza, destinati a trattare la violenza sessuale e quella in famiglia".

(24 febbraio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:21:52, in Sindacato, linkato 1126 volte)

Intercettazioni: giornalisti, editori e magistrati contro il ddl


24 febbraio 2009

Sarà battaglia contro il disegno di legge sulle intercettazioni per impedire che passino le cosiddette norme-bavaglio per i giornalisti: è quanto promette la Federazione Nazionale della Stampa, oggi affiancata dalla Fieg in un affollato incontro - organizzato insieme all'Ordine dei giornalisti e all'Unci - che ha unito cronisti, politici, associazioni.

Un fronte ampio e agguerrito riunito nella sede del sindacato dove si sono alternati gli interventi con qualche momento di tensione, quando hanno preso la parola Maurizio Gasparri e il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Ad aprire i lavori, il presidente della Federazione Roberto Natale: «Vogliamo difendere gli interessi generali. E faremmo di tutto, compresi presidi davanti al Parlamento, per cambiare un testo contro l'opinione pubblica che ha il diritto a essere informata. Il giornalismo è unito in questa battaglia». A spiegare le ragioni degli editori Carlo Malinconico, presidente della Fieg: «In particolare, preoccupano due aspetti del lodo Alfano: uno riguarda la cronaca giudiziaria, l'altro l'organizzazione dell'impresa editoriale. Il diritto di cronaca viene intaccato fortemente quando si vieta la pubblicazione di atti non coperti da segreto. L'altro aspetto riguarda l'organizzazione. Se l'editore diventa persona giuridica finisce con il sovrapporsi alla figura del direttore responsabile, alterando gli equilibri all'interno dell'azienda».

Donatella Ferrante, capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, ha parlato di «oscurantismo totale», mentre Beppe Giulietti ha definito la legge «ineffabile e inefficace», bocciandola senza appello. E ha ipotizzato forme di obiezione di coscienza di massa. Concetto ripreso da Marco Travaglio che ha escluso ogni possibilità di mediazione: «Questa legge più lurida la fanno e maggiore è la possibilità che venga fulminata dalla Corte Costituzionale e dalla Corte Europea di Giustizia». Durissima la critica al testo fatta da Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm. «Una legge - ha detto - distante da ogni realtà. Mi chiedo quale mondo abbia immaginato chi l'ha scritta. Se passasse, i giornali sarebbero bianchi per il 70-80%. Pensate, non si potrebbe nemmeno scrivere su un necrologio: "barbaramente ucciso" perché sono parole estratte da atti». Cascini ha anche espresso preoccupazione per la riduzione degli spazi investigativi perché, di fatto, verrebbero abolite le intercettazioni. A questo punto è entrato in scena Gasparri secondo il quale sul diritto di cronaca e sul carcere per i giornalisti si può anche discutere ma sulle intercettazioni ha detto: «C'è stata una stagioni di abusi ed eccessi. Basta con questo carnevale».

Per Antonio Di Pietro, la legge è un attentato allo Stato di diritto, mentre il sottosegretario Caliendo ne ha difeso l'impianto. A chiudere il padrone di casa, Franco Siddi: «Questo convegno dimostra che un cambiamento importante c'è con il tavolo Fnsi-Fieg». «Ma - ha spiegato prendendo le distanze da Di Pietro e Travaglio - prima di ricorrere alla Corte Costituzionale si ha il dovere di dire che bisogna fermarsi a un passo prima dall'orrore. Noi chiediamo che sia espunta le parte contestata. Pensiamo che la battaglia si debba fare adesso».

Il Sole 24 ore
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:24:55, in Sindacato, linkato 1294 volte)
Intercettazioni: Fnsi-Fieg, battaglia contro norme-bavaglio
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L'Agenda News - 23 feb 2009
Si terrà domani, martedì 24 febbraio, l'annunciata manifestazione per difendere il diritto dei cittadini a essere informati dopo l'approvazione, ...
INTERCETTAZIONI: FAVA, SD ADERISCE A PROTESTA GIORNALISTI
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E’ una battaglia che possiamo vincere: perché poche altre volte le ragioni della categoria dei giornalisti hanno avuto la limpida coincidenza che oggi c’è ...
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INTERCETTAZIONI: FAVA (SD), ADERIAMO A MANIFESTAZIONE FNSI DI DOMANI
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale - 23 feb 2009
(ASCA) - Roma, 23 feb - Sinistra Democratica aderisce ''con piena convinzione'' alla manifestazione organizzata dalla Fnsi, assieme all'Ordine nazionale dei ...

Intercettazioni, giornalisti in rivolta

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Ipotesi numero uno: Giovanni Santini, amministratore di condominio di Roma, viene ucciso da Georgeta Nikita, 30 anni, tre figli e un quarto in arrivo. ...

Intercettazioni, c'è un fronte anti-governo

Aprile Online - ‎2 ore fa‎
Politica Giornalisti, editori, magistrati, più il Partito democratico, l'Italia dei valori e, sebbene con più disponibilità al dialogo, l'Udc. A chiedere la ...

POL - Intercettazioni: dubbi e aperture dal Pdl, opposizione scettica

Il Velino - ‎5 ore fa‎
Roma, 24 feb (Velino) - Nel giorno in cui giornalisti ed editori - spalleggiati da esponenti del Pd, dell’Italia dei valori e dell’Associazione nazionale ...

Lettera al direttore, on. Motta (Pd): "Legge sulle intercettazioni ...

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"Gentile Direttore, questa settimana segnerà un passaggio decisivo per il diritto di cronaca in Italia. Arriva infatti alla Camera il disegno di legge sulle ...

Intercettazioni, Pecorella: “Dubbi su costituzionalità della legge”

quinews - ‎7 ore fa‎
Il ddl sulle intercettazioni deve rispettare “il valore costituzionale della corretta e buona amministrazione della giustizia”, senza ostacolarne “il corso ...

Intercettazioni/ Pecorella: Dubbi su costituzionalità della legge

Virgilio Notizie - ‎11 ore fa‎
Roma, 24 feb. (Apcom) - Deputato del Pdl ed ex legale di Berlusconi, Gaetano Pecorella si chiede se il ddl sulle intercettazioni rispetti "il valore ...
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:29:55, in Politica, linkato 1057 volte)

In soffitta 29mila leggi.
Ecco tutte le «norme cassate»

di Valentina Melis

24 FEBBRAIO 2009

Depenna ufficialmente dall'ordinamento 29mila tra decreti regi e luogotenenziali emanati tra la fine dell'800 e il 1947 la legge di conversione 9/09 del Dl 200/08, il cosiddetto decreto taglia-leggi. Il provvedimento, in vigore da sabato 21 febbraio (e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 42 del 20 febbraio, supplemento ordinario 25) manda in pensione un lungo elenco - 983 pagine - di disposizioni varate dall'Unità d'Italia al varo della Costituzione repubblicana, tra cui le norme per la bonifica dell'Agro-pontino e i regi decreti sulla gestione del personale scolastico e amministrativo.

Non basterà però la pubblicazione in Gazzetta a cancellare definitivamente le disposizioni finite sotto la scure del taglia leggi. Entro il 30 giugno, il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, dovrà trasmettere alle Camere una relazione motivata sull'impatto delle abrogazioni nell'ordinamento vigente, la cui decadenza definitiva scatterà il 16 dicembre prossimo.
L'approvazione della legge apre, inoltre, la strada alla creazione di una banca pubblica della legislazione: un archivio informatizzato e gratuito di tutte le leggi vigenti. La banca dati – che si chiamerà "normattiva" - sarà realizzata dal ministero per la Semplificazione.

Il Sole 24 ore


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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:48:11, in Estero, linkato 1106 volte)
Intanto ....

24/02/2009

La giustizia europea cerca un sistema per intercettare le telefonate via internet

L'Unione europea ha incaricato la sua Unità di cooperazione giudiziaria (Eurojust) di indagare su come intercettare le comunicazioni telefoniche realizzate attraverso la rete Internet. Eurojust ritiene infatti 'essenziale per la sicurezza del continente poter intercettare le telefonate effettuate via Skype, spesso usate dai gruppi criminali per aggirare i controlli della polizia.

La direzione antimafia. Secondo quanto annunciato da Eurojust in un comunicato, sarà il magistrato italiano, già procuratore a Vigevano, Carmen Manfredda a guidare il gruppo di ricerca per l'intercettazione delle chiamate via Skype per assicurare che venga rispettato il diritto alla privacy degli utenti. L'Italia, infatti, è il paese europeo che più si è interessato ai rischi derivanti dall'uso delle nuove tecnologie da parte di organizzazioni criminali. Skype, da parte sua, si è detta disponibile a cooperare con le autorità comunitarie malgrado nessun rappresentante di Eurojust si sia ancora messo in contatto con la compagnia per un'eventuale collaborazione. La decisione di affrontare la delicata questione fa seguito alle richieste della Direzione nazionale antimafia, che lo scorso venerdì aveva invitato le autorità competenti, nazionali e comunitarie, a trovare soluzioni per tracciare anche le comunicazioni vocali via internet.

A guida italiana. L'obiettivo del coordinamento è quello di superare gli ostacoli tecnici e giudiziari che si frappongono all'intercettazione dei sistemi telefonici su internet, «tenendo nella dovuta considerazione le regole di protezione dei dati e i diritti civili». Il crimine organizzato, dai trafficanti di droga e di armi a quelli che sfruttano la prostituzione, in Italia - rileva Eurojust - stanno usando sempre più la telefonia su internet per evitare di essere intercettati dagli investigatori. Infatti, si spiega, il sistema di crittografia usato da Skype resta un segreto che la compagnia rifiuta di condividere con le autorità. "La possibilità di intercettare le comunicazioni telefoniche via internet - ha sottolineato Carmen Manfredda, componente italiano di Eurojust - sarà uno strumento essenziale nella lotta contro il crimine internazionale e organizzato in Europa e fuori. Il nostro obiettivo - ha aggiunto - non è quello di limitare i vantaggi della telefonia su internet, ma di prevenire i criminali dall'uso di Skype e altri sistemi per pianificare le loro azioni illegali".

Superblindato.
Skype è un sistema messo a punto da due giovani estoni, gli stessi che avevavo creato uno dei primi e più famosi programmi "peer-to-peer", letteralmente 'da pari a pari': ci si riferisce a software gratuiti per consentire a milioni di persone di ritrovarsi online e scambiarsi gratis musica ed altri contenuti protetti da copywrite. Il programma in questione era il mitico KaZaa. Ora Skype permette di parlare, inviare e ricevere files, chat, videochiamate. Il tutto è crittografato in maniera superblindata. Inoltre, ad ogni utente Skype, ad ogni chiamata, viene cambiata ed assegnata in automatico una nuova password, senza il minimo intervento o consapevolezza dell'utente. La società creata dagli inventori di Skype è domiciliata in Lussemburgo è quindi coperta dal punto di vista legale da una corazza imperforabile.

PeaceReporter
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