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 sul ponte ... di Lunadicarta
 
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Io non credo al "Miracolo Staminali". In quanto cattolica sono inoltre contraria ad ogni tipo di progettazione genetica o sperimentazione umana.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
La Cassazione annulla l'ordinanza di custodia
cautelare per Carboni e Lombardi


La corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Flavio Carboni e Pasquale Lombardi con rinvio a una nuova decisione del tribunale del riesame. I giudici della suprema corte hanno infatti comunque rinviato gli atti al tribunale del riesame, facendo così rimanere in carcere i due indagati. L'avvocato Anselmo De Cataldo, difensore di Carboni, ha spiegato: «Siamo soddisfatti, evidentemente delle regioni le avevamo. La nostra battaglia continua. Attendiamo le motivazioni del provvedimento per capirne di più».

L'imprenditore sassarese e l'ex giudice tributario sono accusati dalla procura di Roma di aver fatto parte dell'associazione segreta, la cosiddetta P3, che avrebbe cercato di condizionare apparati amministrativi dello Stato e ambienti costituzionali per i propri affari.

Il 15 luglio scorso il tribunale della libertà di Roma aveva disposto il carcere sia per Carboni che per Pasquale Lombardi. Contro le ordinanze hanno fatto ricorso alla Suprema Corte le difese degli indagati. La Sezione Feriale Penale della Cassazione dopo più di quattro ore di camera di consiglio ha deciso che il tribunale del Riesame di Roma dovrà tornare a pronunciarsi sulla custodia cautelare in carcere disposta per entrambi annullando con rinvio l'ordinanza del tribunale del 15 luglio scorso.

Il sostituto procuratore generale della Cassazione Federico Sorrentino questa mattina si era pronunciato per la conferma del carcere per gli indagati. Carboni e Lombardi, detenuti dall'8 luglio scorso, sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla violazione della legge Anselmi (associazioni segrete) assieme all'imprenditore napoletano Angelo Martino.

Oggi le difese di Carboni e Lombardi avevano sostenuto l'insussistenza dell'accusa di associazione segreta e l'inutilizzabilità delle intercettazioni tra alcuni parlamentari e l'indagati. L'avvocato Renato Borzone, legale di Carboni, aveva inoltre anche depositato una documentazione medica che attesta l'aggravamento delle condizioni fisiche di Carboni, sofferente di cuore da quando è detenuto in carcere.

Il Sole 24 ore

La Rassegna


L'inchiesta sulla P3: Carboni resta in carcere

L'Unione Sarda - ‎4 ore fa‎
Flavio Carboni e Pasquale Lombardi per ora restano in carcere. La sezione feriale della Corte di Cassazione, presieduta da Riccardo Chieffi, ha però parzialmente accolto il ricorso dei difensori Renato Borzone e Corrado Oliviero, rinviando l'ordinanza ...

La Cassazione annulla l'ordinanza cautelare su Carboni e Lombardi

Libero-News.it - ‎10 ore fa‎
na piccola vittoria per Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, i due imprenditori al centro dell'inchiesta sulla cosiddetta loggia P3. Oggi, infatti, la sezione feriale penale della Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza con cui il tribunale del ...

P3, "rivedere carcere Carboni"

TGCOM - ‎10 ore fa‎
La Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, coinvolti nell'inchiesta sulla cosiddetta P3, con rinvio a una nuova decisione del tribunale del Riesame. Per questo motivo i due indagati ...

P3: CASSAZIONE, NUOVO RIESAME SU CARCERE A CARBONI E LOMBARDI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎9 ore fa‎
(AGI) - Roma, 9 set. - Il tribunale del Riesame di Roma dovra' tornare a pronunciarsi sulla custodia cautelare in carcere disposta per Flavio Carboni e Pasquale Lombardi nell'ambito dell'inchiesta sulla loggia P3. La sezione feriale penale della ...

La Cassazione annulla l'ordinanza di custodia cautelare per ...

Il Sole 24 Ore - ‎10 ore fa‎
La corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Flavio Carboni e Pasquale Lombardi con rinvio a una nuova decisione del tribunale del riesame. I giudici della suprema corte hanno infatti comunque rinviato gli atti ...

P3, CASSAZIONE ACCOGLIE RICORSO DI LOMBARDI E CARBONI. RESTANO IN ...

Clandestinoweb - ‎7 ore fa‎
Annullata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Flavio Carboni e Pasquale Lombardi indagati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per l'eolico in Sardegna. Lo ha stabilito dopo oltre quattro ore di camera di consiglio la Sezione Feriale ...

P3: Cassazione annulla ordinanza Ma Carboni resta in carcere

La Repubblica - ‎10 ore fa‎
La Cassazione rinvia gli atti sull'imprenditore e l'ex giudice coinvolti nell'inchiesta sulla loggia. Il tribunale dovrà esprimersi di nuovo sulla custodia dei due. Soddisfazione degli avvocati ROMA - La Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia ...

P3, pg Cassazione chiede conferma custodia cautelare per Carboni

Reuters Italia - ‎17 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Federico Sorrentino ha chiesto oggi la conferma della custodia cautelare nei confronti dell'imprenditore Flavio Carboni, arrestato a luglio con l'accusa di associazione a ...

P3, Cassazione: Riesame riveda questione arresto Carboni

Reuters Italia - ‎10 ore fa‎
ROMA (Reuters) - La quinta sezione penale della Cassazione stasera ha annullato con rinvio il provvedimento con cui il Riesame aveva confermato gli arresti per l'imprenditore Flavio Carboni e per Pasquale Lombardi, coinvolti nell'inchiesta sulla ...

P3:Carboni e Lombardi restano in carcere

euronews - ‎10 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 9 SET – Restano in carcere Flavio Carboni ePasquale Lombardi, coinvolti nell'inchiesta sulla presuntaloggia P3. La Corte di Cassazione ha infatti annullato conrinvio la decisione del tribunale della liberta'. ...

P3, Cassazione: nuovo Riesame per Carboni

il Giornale - ‎9 ore fa‎
La Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza del tribunale del Riesame di Roma dello scorso 15 luglio che aveva convalidato la custodia cautelare per Carboni e Lombardi, arrestati con l'accusa di aver costituito un comitato d'affari segreto volto ...

Inchiesta eolico: pg Cassazione su loggia P3, Carboni resti in carcere

Adnkronos/IGN - ‎18 ore fa‎
Roma, 9 set. - (Adnkronos) - Deve essere confermata la custodia cautelare inflitta a Flavio Carboni, l'imprenditore faccendiere presunto organizzatore di una presunta associazione segreta in carcere da due mesi. Lo ha chiesto il sostituto procuratore ...

Inchiesta eolico, domani si decide

L'Unione Sarda - ‎08/set/2010‎
Saranno i giudici della Cassazione, al termine dell'udienza convocata per domattina alle 9, a decidere se il faccendiere sardo Flavio Carboni deve rimanere in carcere. L'imprenditore, quasi ottantenne, è stato arrestato lo scorso 8 luglio con l'accusa ...

P3:Carboni e Lombardi restano in carcere

ANSA.it - ‎10 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 9 SET - Restano in carcere Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, coinvolti nell'inchiesta sulla presunta loggia P3. La Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio la decisione del tribunale della liberta'. ...

P3: PG CASSAZIONE, CONFERMARE CARCERE PER LOMBARDI E CARBONI

Agenzia di Stampa Asca - ‎18 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 9 set - Durante l'udienza in Cassazione presso la V Sezione penale, il Pg, Federico Sorrentino, ha chiesto di rigettare i ricorsi di Pasquale Lombardi e Flavio Carboni, entrambi accusati di violazione della legge Anselmi per la ...

Inchiesta eolico, la Cassazione: "Nuovo riesame per Carboni"

La Nuova Sardegna - ‎10 ore fa‎
La sezione feriale penale della Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza con cui il tribunale del Riesame aveva confermato la custodia cautelare in carcere per l'imprenditore sardo, indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per l'eolico ...
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Di Loredana Morandi (del 09/09/2010 @ 18:31:50, in Osservatorio Famiglia, linkato 1528 volte)
Solidarietà al dott. Affronte per ogni possibile strumentalizzazione politica. Ai compagni del csoa Askatasuna predico la "nonviolenza" e ricordo che la disobbedienza è un reato. Basta dar ascolto agli avvocati ex rifondazione, perché pensano cmq al proprio portafoglio come tutti gli altri legulei.  Per tutti: il Sistema si combatte meglio da dentro ed ogni giorno, piuttosto che da fuori come state facendo. L.M.

Bonanni contestato, denunciata la figlia di un pm

Sarebbe stata lei a lanciare il fumogeno che ha raggiunto il giubbotto del leader della Cisl

TORINO 09 settembre, 15:50 - E' stata denunciata per lancio di oggetti pericolosi, danneggiamento aggravato e accensioni pericolose la giovane identificata ieri nel corso della contestazione al leader della Cisl, Raffaele Bonanni, alla Festa del Pd di Torino: sarebbe stata lei, anche secondo le immagini scattate durante il blitz, a lanciare il fumogeno che ha raggiunto il giubbotto di Bonanni poco prima che lasciasse il palco. Altre persone che hanno partecipato alla contestazione sono in via di identificazione.

La ragazza, Rubina Affronte, 24 anni fiorentina, come rileva la Stampa oggi, è figlia del pm Sergio Affronte, in servizio alla procura di Prato. La giovane, che farebbe riferimento al centro sociale Askatasuna, è già stata denunciata in passato per invasione di terreni ed edifici.

BRUNETTA: AGGRESSIONE MOSTRA ANIMA SQUADRISTA PD - L'aggressione subita ieri dal segretario generale dela Cisl, Raffaele Bonanni, intervenuto alla festa del Pd, mostra che ''dentro la cultura e l'anima vera del Pd si mantiene una componente squadrista, reazionaria, estremista e conservatrice''. Lo ha affermato il ministro della Pubblica Amministrazione ed Innovazione, Renato Brunetta, intervenendo ad Atreju 2010.
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Di Loredana Morandi (del 09/09/2010 @ 18:29:05, in Magistratura, linkato 1508 volte)
Pd incontra Anm, fare processi
Associazione magistrati contro processo breve

(ANSA) - ROMA, 9 SET - ''Risorse, mezzi e strutture per fare i processi non per cancellarli''. Cosi' il presidente dell'Anm Luca Palamara. Al termine dell'incontro con il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando, Palamara ha ribadito le priorita' della magistratura e la contrarieta' chiara e netta contro il processo breve. Posizione che converge con i democratici perche', sostiene Orlando, la politica dovrebbe occuparsi delle vere emergenze del pianeta giustizia e non di mostri giuridici.


Giustizia/ Pd incontra Anm: Convergenza su emergenze da affrontare
Priorità sono risorse, organizzazione e settore civile

Roma, 9 set. (Apcom) - Il Pd e l'Anm convergono sulla necessità di intervenire per rendere più efficiente il servizio giustizia. E' quanto emerge da un incontro avvenuto oggi a Largo del Nazareno tra il presidente dell'Anm, Luca Palamara, e il responsabile Giustizia del partito, Andrea Orlando. "E' stato un incontro utile e proficuo - ha spiegato Orlando - dal quale emerge una sostanziale convergenza sull'agenda che proponiamo e che purtroppo è molto distante da quella del governo. Al di là delle soluzioni tecniche infatti le emergenze sono il degrado della strutture amministrative e il servizio sul territorio, le difficoltà della giustizia civile e la situazione esplosiva delle carceri. La politica dovrebbe riavvicinare l'agenda alla realtà ma oggi invece parliamo di tutto tranne che dei problemi più urgenti".

"Ci sono delle convergenze su alcuni punti - ha aggiunto Palamara - che riteniamo prioritari e che è necessario rilanciare in materia di giustizia, e cioè l'organizzazione giudiziaria per snellire le procedure e mettere al centro dell'attenzione un piano per la giustizia civile".

Quanto alla calendarizzazione in commissione alla Camera del testo sul processo breve, Palamara ha ribadito: "La nostra posizione è netta. Oggi abbiamo parlato di come trovare i mezzi e le strutture per fare i processi e non di come non farli". Sul processo breve anche l'esponente del Pd si è augurato che "alcuni mostri giuridici che aleggiano possano scomparire ma temiamo che continueranno a incombere sull'attività parlamentare".


GIUSTIZIA: ORLANDO (PD),
RINVIARE ENTRATA VIGORE CODICE AMMINISTRATIVO
 
(ASCA) - Roma, 9 set - ''Il Pd e' nettamente contrario all'entrata in vigore, il 16 settembre, del nuovo codice di diritto amministrativo e ne ha chiesto il rinvio al governo''. Lo ha affermato Andrea Orlando, responsabile del forum Giustizia, al termine dell'incontro tra i rappresentanti del Pd e i dirigenti dell'Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi. Incontro svoltosi nell'ambito dell'iniziativa avviata dal Pd per confrontare le proprie posizioni e proposte con tutti i rappresentanti delle categorie interessate, come ieri e' avvenuto con l'Oua e l'Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi e oggi con l'Anm.

L'incontro con l'Associazione nazionale magistrati amministrativi - continua la nota - ha fatto registrare una significativa convergenza sulla necessita' di un'azione legislativa in grado di coordinare le giurisdizioni e di rafforzare l'autonomia della magistratura amministrativa a garanzia dei diritti dei cittadini e della trasparenza della pubblica amministrazione. Inoltre e' stata affrontata la questione della imminente entrata in vigore del nuovo codice del processo amministrativo. A tal proposito Andrea Orlando ha dichiarato la piena contrarieta' del PD a che il 16 settembre entri in vigore il nuovo codice e contestualmente ha chiesto al Governo il rinvio.

''La nostra contrarieta' - ha spiegato Orlando - matura alla luce delle disposizioni contenute nella manovra economica di fine luglio relative ai pensionamenti anticipati dei magistrati, alle nuove competenze assegnate ai Tar dalla direttiva ricorsi e dalla class action, alle ben note carenze d'organico del personale di magistratura e di quello amministrativo. Il rinvio e' ancor piu' necessario - ha concluso Orlando - poiche' il 15 settembre e' stata convocata la Commissione di studio per le modifiche al codice stesso, cambiamenti che appaiono evidentemente necessari a causa del frettoloso esame con il quale si e' giunti all'approvazione del testo legislativo''.

com-vlm/mcc/rob
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Di Loredana Morandi (del 09/09/2010 @ 13:25:34, in Magistratura, linkato 1441 volte)
L’Anm  a  Reggio Calabria
dopo l’attentato al procuratore Di Landro
 
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg


Ieri a Reggio Calabria, alla presenza di una delegazione della Gec composta da Luca Palamara, Gioacchino Natoli, Anna Canepa e Antonio Balsamo e della Giunta distrettuale dell'Anm, si è svolta l'assemblea indetta dall’Associazione nazionale magistrati per discutere dell’attentato compiuto il  26 agosto scorso contro il Procuratore generale Salvatore Di Landro e della grave situazione di disagio degli uffici giudiziari, in particolare di quelli del distretto di corte d’appello di Reggio Calabria.

Amplissima la partecipazione all’assemblea, che ha addirittura registrato il numero di circa 800 presenti tra cui magistrati, avvocati, rappresentanti sindacali, autorità politiche, associazioni e cittadini.

Ampio risalto hanno avuto gli interventi del Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, dei parlamentari Angela Napoli, Andrea Orlando, Luigi Li Gotti, Roberto Occhiuto e dei magistrati Piero Grasso, Procuratore nazionale antimafia, Salvatore Di Landro, Procuratore Generale di Reggio Calabria, Luciano Gerardis, Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Creazzo, Procuratore della Repubblica di Palmi e dei componenti del CSM Francesco Vigorito, Alberto Liguori, Mariano Sciacca oltre al segretario della giunta distrettuale Anm di Reggio Calabria, Tommasina Cotroneo.

Il presidente della giunta distrettuale Anm di Reggio Calabria, Rodolfo Palermo ha dato, altresì, lettura dei messaggi inviati al presidente dell’Anm da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Senato Renato Schifani, del Presidente della Camera Gianfranco Fini e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.

Tutti gli interventi hanno rappresento le carenze organiche e strutturali degli uffici giudiziari del territorio e la pericolosità dei fenomeni delinquenziali di criminalità organizzata.

«Perderemmo tutti se continuassimo a ritenere l’episodio del 26 agosto riferibile soltanto al procuratore Di Landro - ha dichiarato il presidente dell’Anm Luca Palamara -. I fatti accaduti colpiscono tutta la magistratura italiana . Ecco perché l’Anm ha voluto affrontare il problema non isolatamente, ma pubblicamente e collettivamente, convocando un’assemblea aperta al confronto e alla partecipazione di tutti.

L’assemblea di oggi non è un momento di scontro, ma un’occasione per lo Stato di affermare la sua presenza. C’è il rischio, però, che incontri come questo si riducano soltanto a una passerella. Per troppo tempo, infatti, questi uffici sono caduti nel dimenticatoio. Noi, invece, vogliamo che il problema della Calabria non venga trattato in una logica emergenziale, ma di normalità».

Palamara ha invitato la politica - il Governo e l’opposizione - a fare gioco di squadra per combattere insieme la ‘ndrangheta e ogni forma di collusione con essa attraverso la coerenza tra affermazioni, comportamenti e fatti.

«Abbiamo bisogno - ha continuato - di interventi seri e mirati che non mettano in secondo piano le priorità del servizio giustizia. Abbiamo bisogno di non essere delegittimati nel nostro lavoro. Occorre, inoltre, che non vengano introdotti provvedimenti che privano i magistrati di strumenti indispensabili per le indagini come quello delle intercettazioni».

Il presidente dell’Anm ha sottolineato che i magistrati vittime di vili atti intimidatori non saranno mai lasciati soli, precisando, tuttavia, che l’Associazione offrirà solidarietà e sostegno soltanto a una magistratura non docile e che non piega la testa anche davanti a indagini che sfiorano il potere.

«La nostra azione – ha concluso Palamara – sarà ispirata sempre alla tutela dell’autonomia e dell’indipendenza, intese non come privilegio dei magistrati, ma come condizione indispensabile per garantire il servizio giustizia ai cittadini per i quali, ogni giorno, svolgiamo la nostra opera».

Ha concluso i lavori il Vice presidente dell’Anm, Gioacchino Natoli, il quale, dopo aver ringraziato i componenti della giunta distrettuale di Reggio Calabria per l’impegno profuso nell’organizzazione della così partecipata assemblea, ha voluto ribadire e sottolineare l’importanza dell’incontro, che, per l’elevato livello degli interventi, ha assunto il carattere di una vera e propria “agenda di lavoro”.

Ha rilevato, altresì, l’importanza dei dati e delle indicazioni offerti dai dirigenti degli uffici, che costituiranno la base del rinnovato impegno dell’Anm nella vicinanza ai colleghi del distretto calabrese, al fine di rappresentare in tutte le sedi istituzionali le loro oggettive esigenze per potere dare –al pari degli altri magistrati italiani– le doverose risposte alla domanda di giustizia che il Paese attende, in termini di efficienza e di ragionevole durata dei processi.

Roma, 8 settembre 2010
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Riforme Giustizia, incontro Alfano-Alpa:
presto la legge professionale forense e lotta all’arretrato

08/09/2010 - Il presidente Guido Alpa ha incontrato oggi il ministro della giustizia Angelino Alfano


Roma. Oggi il presidente del Consiglio nazionale forense ha incontrato il ministro della giustizia Angelino Alfano. Al centro del colloquio le prospettive in tema di riforma della giustizia e di legge professionale forense, la revisione dei decreti sulla conciliazione, l'aggiornamento delle tariffe forensi puntando su trasparenza e qualificazione.

La riunione è durata circa un’ora, presenti anche il capo dell’ufficio legislativo, Augusta Iannini, e il capo dipartimento dell’amministrazione giudiziaria, del personale e dei servizi, Luigi Birritteri. “E’ stato un incontro franco e proficuo”, ha commentato al termine il presidente del Cnf Alpa, “in cui sono stati affrontati tutti i dossier che stanno a cuore all’avvocatura”. Il presidente Cnf fa sapere che sulla riforma forense il ministro ha confermato il suo impegno a portare a compimento la riforma (in attesa di essere ricalendarizzata in aula al Senato), di cui ha dichiarato di condividere l’impianto, facendosi tramite con il presidente del senato Renato Schifani per discutere delle modalità per accelerarne l’iter.

Sul fronte della tariffe, Alpa sottolinea che il ministro ha apprezzato l’ipotesi di revisione alla quale sta lavorando il Cnf che, avendo come obiettivi la trasparenza e la semplificazione, mira a individuare i criteri di valutazione del compenso dell’avvocato per fasi procedimentali anziché per numero delle udienze o durata del processo. “Il ministro, pur preso atto delle obiezioni avanzate dalla rappresentanze imprenditoriali, ci ha assicurato che terrà conto della necessità di contemperarle con le esigenze di qualità della prestazione e di adeguato compenso degli avvocati” ha riferito Alpa.

Sulla legge sulla mediazione, in merito alla quale il Cnf chiede da tempo uno slittamento dell’entrata in vigore (oggi fissata al marzo 2011) funzionale ad una revisione del testo e della obbligatorietà, ma anche alla preparazione di avvocati-conciliatori e alla istituzione di organismi di conciliazione da parte degli Ordini forensi, il guardasigilli si è detto pronto a “a valutarlo”, assicurando che vigilerà affinché gli enti formatori operino in modo rigoroso e affidabile. Alpa ha anche rappresentato al ministro l’intenzione di iscrivere proprio il Cnf e la Scuola superiore dell’avvocatura tra gli enti formatori.

Sullo scottante tema della riforma della giustizia, Alpa fa sapere che Alfano ha assicurato che terrà conto delle proposte dell’avvocatura (a partire dall’istituzione di un ufficio del giudice) e che è sua ferma intenzione risolvere al più presto il problema dell’arretrato. Il presidente del Cnf Alpa ha garantito l’impegno a individuare, insieme anche con gli uffici del ministero, proposte efficaci ma alternative alla contestata figura dell’ausiliario del giudice (originariamente inserita nella manovra estiva e poi soppressa), sulla quale il ministro ha preso atto delle critiche avanzate dai legali.

http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/AreaStampa/Comunicatistampa/articolo6529.html
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Di Loredana Morandi (del 09/09/2010 @ 06:10:39, in Politica, linkato 1457 volte)



Io consiglio di ascoltare la registrazione, tutto lo scoop è nei primi 3 minuti iniziali di questo video. La domanda trappola si incunea nel discorso con l'introduzione ad un intervento del convegno di Mirabello in cui un "amministrativo", a quanto afferma Davi, ha segnalato lo stato di malessere generale determinato dalle candidature di veline, letterine, ecc..

La Napoli cade nella trappola con tutte le scarpe, ma risponde essenzialmente "personalizzando" i concetti in un miscuglio sconfusionato tra onestà e presunzione personale, stimolato anche dal giornalista con opportuni interventi fino allo stop del "onorevole, ma lei non c'entra niente". E chi c'entra allora Klaus?

I fischi e  le "insurrezioni" delle deputate dello schieramento di centro destra sono pienamente giustificati, perché il political incorrect di Davi ha disvelato, ancora una volta, l'ignoranza congenita dei parlamentari italiani. Come se ciò non fosse già adeguatamente di dominio pubblico.

Ciò che non rammentano la Napoli e Davi è che noi siamo anche il paese in cui l'elezione di Miss Italia viene accompagnata dalla documentazione in video, atta a dimostrare che non sono solo "cosce lunghe" le giovanissime candidate. Si tratta infatti di dozzine di "ragazze della porta accanto" impegnate in studi e altre attività professionali della più varia natura. Da questo deduco che anche le selezioni di Mediaset seguano il nuovo trend, perché se la bellezza non è accompagnata dalle buone maniere e dal bel dire il risultato è avere assunto uno sfolgorante asino che raglia. E non mi sembra che la natura abbia predisposto delle controindicazioni nella libera associazione intelligenza e cervello.

Con questo non giustifico affatto la mercificazione commerciale della Donna e del suo Corpo data in tutte le salse attraverso ogni media. Piuttosto mi rattristo perché la Napoli, donna in gamba e ben centrata in tutte le sue attività, è apparsa per un momento alla stregua della teodem Rosy Bindi accanto alla "prostituta" Daddario nell'atto di rinnegare duemila di anni di cristianesimo e tutto il femminismo. Una vecchia e obsoleta carampana, che per un attimo di successo è disposta a svendere la propria dignità.

Klaus Davi mirava ovviamente a far dire alla Napoli che alcune ministre sono ex veline, ma ciò che dovrebbe veramente stupire è l'arretratezza del pensiero unico antiberlusconiano di sinistra che induce la massa a credere che il parlamento italiano, ancor prima delle puttane di Berlusconi, non abbia già visto le "puttane di tutti" con l'elezione radicale di sinistra dell'onorevole Cicciolina.

Attenzione, significa attenzione. E googlare vuol dire non dover mai dire "mi dispiace". Se la Napoli lo avesse fatto avrebbe scoperto, che Klaus Davi ha un anima di incisiva natura misogina. Ancora una volta è il trend del momento e per cavalcare l'onda del successo il già destrorso metodo del klauscondicio, in cui solo Klaus comanda per il bene e il male della vittima, si tinge platealmente della propria vera natura maschilista omosessuale pur di far passare per "cretina" una deputata o una donna.

Niente paura. La Napoli si rimetterà presto, anche con la consapevolezza che l'intero orpello mostruoso del commercio della Donna anche contro la Donna per privileggiare il "maschio" è il segno più evidente della grande involuzione e del mortale arretramento dell'Umanità in un mondo che muore. Muore per l'incapacità  di rinnovamento della specie e per l'infertile violenza intellettuale del maschio. Ogni giorno.

Loredana Morandi


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Di Loredana Morandi (del 09/09/2010 @ 05:37:51, in Giuristi, linkato 1354 volte)


GIUSTIZIA, L’OUA HA INCONTRATO IL MINISTRO ALFANO

MAURIZIO DE TILLA, OUA: “GRANDE ATTENZIONE AL DECALOGO SULLA GIUSTIZIA, APERTURE ALLE RAGIONI DELL’OUA SULLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA”
 

Oggi alle 15 una delegazione dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana-Oua composta dal presidente, Maurizio de Tilla, dai vice presidenti, Antonio Giorgino e Luca Saldarelli, dal segretario Giuseppe Lepore, ha incontrato il ministro di Giustizia, Angelino Alfano. L’Oua ha presentato il Decalogo di proposte per la riforma della giustizia (civile e penale), illustrato il progetto sull’avvocatura “soggetto costituzionale” e per il giudice laico. Tra i temi trattati anche le ragioni di opposizione alla media conciliazione obbligatoria.

«Grande attenzione dal ministro Alfano alle ragioni dell’avvocatura – ha spiegato de Tilla – Il Decalogo di proposte presentato dall’Oua può diventare la “road map” del confronto per una riforma condivisa della giustizia. Abbiamo esposto al ministro che bisogna puntare su innovazione tecnologica, modernizzazione, managerialità e sulla centralità dei diritti del cittadino. Le principali richieste sono un aumento delle risorse economiche e materiali da gestire e un impegno contro gli sprechi negli apparati amministrativi delle sedi giudiziarie; l ’ assunzione di manager in ciascuno dei medi e grandi uffici giudiziari per gestire con efficienza “l’Azienda giustizia”. L ’applicazione generalizzata di modelli di riorganizzazione, best practices, come nel tribunale di Torino (guidato dal dott. Barbuto), che hanno dato concreti risultati negli uffici giudiziari dove sono stati applicati. È inoltre utile un incremento della produttività del lavoro dei giudici, accompagnato da un numero maggiore di magistrati togati e dall’istituzione della figura dell’assistente del giudice (da individuare tra gli idonei al concorso in magistratura e i giovani avvocati che hanno conseguito a livello distrettuale i primi venti posti in una ideale graduatoria degli esami di avvocato). Da ridefinire la figura di giudice laico, da valutare con un accesso rigoroso e selettivo. È importante, inoltre, potenziare la diffusione su tutto il territorio nazionale dell’informatizzazione degli uffici giudiziari e del processo telematico. Infine è necessaria una drastica riduzione dei riti, unificandoli in due, massimo tre modelli procedurali».

« Ma abbiamo chiesto – ha continuato  - anche un ripensamento su alcune iniziative legislative che invece vanno nella direzione sbagliata, come la mediaconciliazione obbligatoria, la rottamazione del pendente civile attraverso l’istituzione di figure come l’ausiliario del giudice o il filtro in Cassazione, che come conferma una sentenza di ieri, della stessa Corte, è da abrogare ed, con tutta evidenza, è da sostituire con una norma costituzionale che riduca l’ipotesi di ricorso. Su tutte queste questioni il ministro ha mostrato disponibilità al confronto e attenzione alle osservazioni dell’Oua».

«Abbiamo ricordato al Ministro Alfano – ha aggiunto - che su un suo stesso invito, a suo tempo abbiamo prospettato un progetto condiviso di riforma dell’ordinamento forense  che giace per inerzia nell’Aula del Senato senza fissazione del prosieguo della discussione. Abbiamo auspicato che il ddl mantenga quei requisiti di rigore, fondamentali per rilanciare la professione, con la previsione di rigidi requisiti nell’accesso e di flussi programmati all’università».

«Abbiamo chiesto – ha concluso il presidente Oua - che si dia un impulso al disegno di legge presentato alla Camera sulla esplicita costituzionalizzazione del “Soggetto Avvocatura” nella Giurisdizione insieme al “Soggetto Magistratura” già presente nella Carta costituzionale. Serve quindi una riforma dell’ordinamento che dia parità di ruolo ad avvocati e magistrati, che separi le carriere e che inserisca gli avvocati nei consigli giudiziari».


Roma, 8 settembre 2010
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Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 17:24:25, in Estero, linkato 1277 volte)
P2P SEQUESTRI IN 14 PAESI EUROPEI


Prendo la notizia un po' qua e là, perché non la trovo ancora sulle agenzie ed in particolare da un paio di articoli di Wired, che linkano ad un post da torrentfreek.

Questa mattina le polizie di mezza Europa hanno operato il sequestro di server dedicati al file sharing illegale in 14 stati europei.

L'operazione promossa dalla polizia Belga e annunciata oggi dal pubblico ministero svedese Frederick Ingblad ha colpito il p2p in Germania, Inghilterra, Olanda, Ungheria, Norvegia, Svezia e anche in Italia, tanto che sarei curiosa di sapere se han fatto visita al palazzo delle Generali a Milano. 

Raid e sequestri hanno colpito anche l'Università svedese di Umea e sembra siano stati chiusi diversi siti di Malmoe e Eslov.

A beneficio di quelli del Partito Pirata italiota dichiaro: "Soltanto in Italia poteva accadere che ci fosse necessità di un intervento di Loredana Morandi per ottenere il delink del server Unina, di proprietà dello Stato Italiano presso l'Università Federico II di Napoli.

Non mi sembra inoltre neppur confacente l'atto di nominare un eccellente magistrato, ferrato soprattutto nel campo dei diritti umani, come Gennaro Francione, che ha assolto 4 schiavi dello sfruttamento commerciale del peer to peer e non gli schiavisti.

Soprattutto perché la citazione viene dagli schiavisti e dai colletti bianchi della malavita del web, gente capace di denunciare la Guardia di Finanza e l'ottimo magistrato del sequestro Pirate Bay per la mera finalità economica dell'operazione.

Per la cronaca, ma il fatto è arcinoto basta googlare, io, gravata oggi da ben 24 mesi di stalking in associazione per delinquere a copertura dello scandalo UniNapoli, fui costretta a prendere per la collottola l'avvocato dei sequestrati della  Baia e a consegnarlo nelle mani  di un eccezionale magistrato ambientalista il cui nome era speso a titolo di millantato credito nelle chat hard di un sito sardo del porno commerciale.

Taccia Gualazzi sulla magistratura, per sempre. Perché sa perfettamente che in Italia il peer to peer è rappresentato soltanto da ex o attuali venditori di pornografia e dai loro avvocati dalle mani sporche.

Uno schifo che riguarda l'intero pianeta del p2p, non solo gli italioti del sedicente partito pirata, basta dare una occhiata ai server e ai nomi dei server: da Lunatic Fringe, alla dozzina di server che si spartiscono Sharing Kindom e Storm Share, salvo poi arrivare senza alcuna censura a nomi come Sex Free Sex. Informatevi su Peerates.net.

Tutti gli articoli che ho letto recano l'intervista a Mikael Viberg della società provider PRQ, che narra di aver visto giungere alla sua porta la polizia di buon mattino. "Volevano sapere a chi appartenessero due particolari indirizzi IP, dal 2009 in poi. Il punto è che noi non raccogliamo dati sui nostri clienti: l'unica cosa che abbiamo sono indirizzi email e raramente si tratta di indirizzi tracciabili".

Affermazioni che danno adito alla domanda: "Ma che mestiere fa questo tizio?" Probabilmente solo l'elettricista, perché è intollerabile che detenga in casa propria i computer server senza sapere di che roba si tratti. Evidentemente il tizio deve essere stato credibile altrimenti sarebbe stato arrestato.

Wired infatti riporta la voce di 4 arresti e contestuali sequestri di computer personali.

Peculiare ai giorni precedenti al maxi sequestro su questo sito la rilettura di articoli vecchissimi che narrano la vicenda di UNINA, lo scandalo italiano per eccellenza.

I conti si fanno sulla punta delle dita: la polizia belga ha monitorato i server di 14 paesi per due anni prima dell'odierno sequestro.

In Italia, dopo un anomalo sonno lungo 4 anni 4, sono stati necessari 45 giorni di sciopero della fame di Loredana Morandi e l'articolo del 10 settembre 2010 sul quotidiano Epolis, per fare quel che non aveva fatto Domenico Vulpiani in precedenza. E quella gente è stata talmente tranquilla da creare una società a responsabilità limitata del settore hosting, che conta ben 40.000 domini e un capitale (derubato ai contribuenti) interamente versato.

In quale parte non è chiara la frase: "quattro anni di peculato d'uso ai danni di beni di proprietà dello Stato Italiano e in danno alla popolazione studentesta partenopea"?

Per perdere un bel titolo a 4 colonne sui quotidiani locali e nazionali, considerato che si trattava di dottorandi e altri a stipendio universitario, vuol dire che: A) la magistratura non è mai stata informata dalla postale; B) che qualcuno tra Roma e Napoli intrattiene rapporti di natura economica con la delinquenza comune del web.

Come mai dalla ferita aperta il Ministero dell'Istruzione, che non ha fondi da destinare all'impiego degli insegnanti precari, fuoriescono migliaia di euro per mantenere FTP Unina e costringere dozzine di società cinematografiche e musicali internazionali a scaricarsi ogni settimana l'intero database?

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 13:57:48, in Osservatorio Famiglia, linkato 1222 volte)
Pedofilia: un bambino su cinque subisce violenze

Consiglio d'Europa, piu' prevenzione, monitorare anche internet


(ANSA) - ROMA, 7SET -'Non abbiamo la certezza delle cifre ma sappiamo che almeno un bimbo su 5 in Europa subisce violenze sessuali', sostiene il Consiglio d'Europa A rendere noto il 'terribile' dato e' Maud De Boer-Buquicchio, vicesegretario generale del Consiglio d'Europa, a Roma per una riunione dei vertici dell'organizzazione internazionale, che si terra' domani a Montecitorio.

Per De Boer, serve 'un impegno di prevenzione a livello statale e regionale attraverso anche un monitoraggio della rete internet'. E soprattutto, 'bisogna rendere consapevoli gli stessi bambini dei rischi che corrono'.

La violenza sui minori e' al centro di una collaborazione tra De Boer e il ministro delle Pari Opportunita' Mara Carfagna con l'obiettivo, in primo luogo, 'di rendere visibile all'opinione pubblica il fenomeno'. '

Stiamo preparando un grande convegno per fine settembre a Roma', ha annunciato De Boer augurandosi che per quell'epoca l'Italia 'annunci la ratifica della Convenzione di Lanzarote' firmata da 33 Stati e finora ratificata da 8 Paesi membri. 'L'Italia e' stata importante per l'elaborazione del testo.

La proposta di ratifica e' pronta dal novembre 2009, spero che il procedimento venga ultimato', ha concluso De Boer.

http://www3.varesenews.it/italia/articolo_ansa.php?id=33124
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Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 13:50:03, in Magistratura, linkato 1286 volte)
L’Anm a Reggio Calabria
dopo l’attentato al procuratore Di Landro

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

Palamara: servono interventi seri e mirati


Oggi a Reggio Calabria, alla presenza di una delegazione della Gec composta da Luca Palamara, Gioacchino Natoli, Anna Canepa e Antonio Balsamo e della Giunta distrettuale dell'Anm, si è svolta l'assemblea indetta dall’Associazione nazionale magistrati per discutere dell’attentato compiuto il  26 agosto scorso contro il procuratore generale Salvatore Di Landro e della grave situazione di disagio degli uffici giudiziari, in particolare di quelli del distretto di corte d’appello di Reggio Calabria.

Amplissima partecipazione all’assemblea da parte di magistrati, avvocati, rappresentanze sindacali, autorità politiche, associazioni, cittadini.

Numerosi gli intervenuti che hanno rappresentato le carenze organiche e strutturali degli uffici giudiziari del territorio e la pericolosità dei fenomeni delinquenziali.

«Perderemmo tutti se continuassimo a ritenere l’episodio del 26 agosto riferibile soltanto al procuratore Di Landro - ha dichiarato il presidente dell’Anm Luca Palamara -. I fatti accaduti colpiscono tutta la magistratura italiana . Ecco perché l’Anm ha voluto affrontare il problema non isolatamente, ma pubblicamente e collettivamente, convocando un’assemblea aperta al confronto e alla partecipazione di tutti.

L’assemblea di oggi non è un momento di scontro, ma un’occasione per lo Stato di affermare la sua presenza. C’è il rischio, però, che incontri come questo si riducano soltanto a una passerella. Per troppo tempo, infatti, questi uffici sono caduti nel dimenticatoio. Noi, invece, vogliamo che il problema della Calabria non venga trattato in una logica emergenziale, ma di normalità».

Palamara ha invitato la politica - il Governo e l’opposizione - a fare gioco di squadra per combattere insieme la ‘ndrangheta e ogni forma di collusione con essa attraverso la coerenza tra affermazioni, comportamenti e fatti.

«Abbiamo bisogno - ha continuato - di interventi seri e mirati che non mettano in secondo piano le priorità del servizio giustizia. Abbiamo bisogno di non essere delegittimati nel nostro lavoro. Occorre, inoltre, che non vengano introdotti provvedimenti che privano i magistrati di strumenti indispensabili per le indagini come quello delle intercettazioni».

Il presidente dell’Anm ha sottolineato che i magistrati vittime di vili atti intimidatori non saranno mai lasciati soli, precisando, tuttavia, che l’Associazione offrirà solidarietà e sostegno soltanto a una magistratura non docile e che non piega la testa anche davanti a indagini che sfiorano il potere.

«La nostra azione – ha concluso Palamara – sarà ispirata sempre alla tutela dell’autonomia e dell’indipendenza, intese non come privilegio dei magistrati, ma come condizione indispensabile per garantire il servizio giustizia ai cittadini per i quali ogni giorno svolgiamo la nostra opera».

Roma, 7 settembre 2010
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