Immagine
 ... la forza ... by Parkes... di Admin
 
"
Non cercare di seguire le orme dei savi di un tempo; cerca ciò che essi cercavano.

Basho
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/02/2009 @ 13:35:38, in Politica, linkato 1158 volte)

LA CRONOLOGIA

Eluana, un calvario lungo 17 anni


DICIASSETTE anni in coma vegetativo. Di seguito, le tappe che hanno segnato la lunga e drammatica vicenda di Eluana Englaro.

18 gennaio 1992
- Dopo un incidente d'auto, Eluana, vent'anni, entra in uno stato vegetativo. E' ricoverata a Lecco.

1993 - A un anno dall'incidente, la regione superiore del cervello di Eluana va incontro a una degenerazione definitiva. I medici non lasciano alcuna speranza di ripresa.

1994 - Eluana entra nella casa di cura di Lecco "Beato L. Talamoni", delle Suore Misericordine. Deve essere alimentata con un sondino nasogastrico e idratata.

1999 - Il padre di Eluana, Beppino Englaro, chiede al tribunale di Lecco di poter rifiutare l'alimentazione artificiale della figlia. Ma i giudici dicono no.

2000 - Englaro si rivolge anche al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e dice che Eluana aveva detto che non avrebbe mai accettato di vivere in quelle condizioni.

2003 - Viene ripresentata la richiesta di lasciar morire Eluana, ma tribunale e Corte d'Appello la respingono. E così accadrà ancora nel 2006.

2005 - Il 20 aprile la Corte di Cassazione avalla la decisione dei giudici milanesi presa nel 2003, ma apre uno spiraglio alla richiesta del padre, ritenendo che la stessa non poteva essere accolta perché, tra l'altro, mancavano "specifiche risultanze" sulle reali volontà della ragazza.

2007 - Il 16 ottobre la Cassazione rinvia di nuovo la decisione alla Corte d'Appello di Milano, sostenendo che il giudice può autorizzare l'interruzione in presenza di due circostanze concorrenti: lo stato vegetativo irreversibile del paziente e l'accertamento che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento.

9 luglio 2008 - La Corte d'appello di Milano riesamina la vicenda e autorizza la sospensione dell'alimentazione.

16 luglio 2008 - Camera e Senato sollevano un conflitto di attribuzione contro la Cassazione. Il caso finisce in Corte Costituzionale.

3 settembre 2008 - La famiglia chiede alla Regione Lombardia di indicare una struttura dove eseguire quanto stabilito dalla Corte d'appello, cioè interrompere definitivamente l'alimentazione artificiale e l'idratazione. Ma la Regione dice no.

8 ottobre 2008 - La Corte Costituzionale dà ragione a Cassazione e Corte d'Appello (che avevano stabilito le condizioni per l'interruzione dell'alimentazione).

11 ottobre 2008 - Le condizioni di Eluana si aggravano a causa di un'emorragia interna.

16 dicembre 2008 - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, firma un atto di indirizzo per le Regioni al fine di "garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e idratazione" in tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale, precisando che lo stop a tali trattamenti nelle strutture del Ssn è "illegale".

22 dicembre 2008 - La Corte europea per i diritti dell'uomo respinge, giudicandolo "irricevibile", il ricorso presentato da diverse associazione contro la sentenza della Corte d'appello di Milano che autorizza il distacco del sondino per l'alimentazione artificiale ad Eluana.

16 gennaio 2009 - La Clinica "Città di Udine" rinuncia ad accogliere Eluana a causa del "groviglio" di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni". Secondo la clinica, alla luce soprattutto dell'atto di indirizzo, il ministro potrebbe prendere iniziative che metterebbero a repentaglio l'operatività della struttura, e quindi il posto di lavoro di più di 300 persone.

17 gennaio 2009 - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è indagato dalla Procura di Roma con l'accusa di violenza privata, in merito al caso di Eluana Englaro. Gli atti sono predisposti in seguito a una denuncia dei radicali.

31 gennaio 2009 - L'appello della Procura di Milano all'apertura dell'Anno Giudiziario: "Le sentenze devono essere applicate".

3 febbraio 2009 - In seguito alla richiesta del padre, Eluana viene dimessa dalla clinica di Lecco e trasportata nella struttura "La Quiete" di Udine.

6 febbraio 2009 - Viene attivato il protocollo previsto per la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata. Il Consiglio dei ministri decide di varare un decreto che impedisca lo stop alla nutrizione e alimentazione della donna, ma il presidente della Repubblica non firma l'atto. Si apre uno scontro istituzionale. L'esecutivo sceglie la via parlamentare con un disegno di legge da approvare a tappe forzate.

7 febbraio 2009 - Comincia la corsa contro il tempo del Parlamento per mettere a punto il disegno di legge. Si prefigurano le tappe forzate per arrivare a una votazione il prima possibile. Gli ispettori inviati dal ministro Sacconi visitano la clinica La Quiete.

9 febbraio 2009 - Alle 20.10 Eluana Englaro si spegne nella casa di cura di Udine.

La Repubblica

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 04:14:23, in Politica, linkato 1287 volte)
Riporto dalla diretta di Repubblica solo le dichiarazioni "giuridiche" sull'evidente anomalia per la morte in 4 giorni di una sanissima 37enne, il titolo accusatore del quotidiano L'Avvenire e le dichiarazioni Cei.

Anche per me si tratta di omicidio, ed il movente è semplice: la "quiete" della clinica.

Nota:
la vita di Eluana è stata spezzata per non far trapelare nulla delle reali condizioni, che l'avrebbero condotta alla morte. Proprio ieri mattina, infatti, era iniziato il processo involutivo della tonicità muscolare. Nei giorni seguenti, tutto il corpo della ragazza si sarebbe letteralmente "rattrappito", a causa degli spasmi muscolari e della contrazione dei tendini, fino ad assumere una anomala posizione fetale. Gli occhi avrebbero assunto grandi occhiaie, le guance si sarebbero incavate e le labbra stese a scoprire i denti, così da dare l'esatta immagine della sofferenza del corpo.

Troppo pericoloso far trapelare foto del genere.

Per questo è stata uccisa dal branco dei vigliacchi.


12.04        Avvocato Campesi: "Protocollo rispettato"

"Il protocollo steso sulla base del decreto della Corte di Appello di Milano è stato seguito alla lettera 'in collaborazione' con i due consulenti nominati dalla Procura": lo ha detto oggi l'avvocato Giuseppe Campeis che ha assistito la famiglia Englaro.

"Eluana non è morta da sola: è stata uccisa da chi l'ha privata del cibo e dell'acqua; la sua non è stata, certo, una morte naturale. Per questo chi ha compiuto o favorito questa fine ha una responsabilità grave davanti a Dio e alla società". Lo scrive il Servizio Informazione Religiosa della Cei. "Tutto questo - sottolinea la nota a firma del teologo Marco Doldi - è avvenuto in nome di una sentenza: occorre che lo Stato prenda posizione per evitare il ripetersi di situazioni analoghe".

"Per ora non abbiamo notizia della commissione di alcun reato": lo ha detto il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda, sugli sviluppi giudiziari della vicenda di Eluana Englaro.

L'autopsia sul corpo di Eluana Englaro potrebbe svolgersi già nel pomeriggio. Lo ha detto l'anatomopatologo Carlo Moreschi incaricato dalla Procura di Udine di effettuare gli esami.

Il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, ha disposto l'autopsia sul cadavere di Eluana Englaro per accertare le cause della morte.

Riguardo alla morte di Eluana Englaro, "siamo nella routine, non c'è una particolare situazione, diversa da altri ricoveri con decesso". Ad affermarlo, il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Trieste, Beniamino Deidda, che spiega che nelle prossime ore sarà seguita quella che è una prassi comune.

'Non morta, ma uccisa'': questo il titolo dell'editoriale, firmato da Marco Tarquinio, che Avvenire, il quotidiano della Cei, dedica alla morte ieri sera di Eluana Englaro. Nell'articolo, Tarquinio chiede perdono ''per ogni singola persona che ha contribuito a fermare il respiro e il cuore di una giovane donna che per mesi era stata ostinatamente raccontata, anzi sentenziata, come 'gia' morta' e che morta non era''. Ma, prosegue, chiede perdono ''ai nostri figli e alle nostre figlie'', che da oggi ''rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli e' padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d'accusa e pubblico ministero e giudice e boia'': un'allusione chiara al ruolo di tutore e interprete delle volonta' della figlia svolto dal padre Beppino Englaro.

Questa mattina alle 9 l'incontro tra il procuratore Antonio Biancardi e l'anatomopatolo Carlo Moreschi per decidere l'autopsia sul cadavere di Eluana Englaro, deceduta ieri sera probabilmente a seguito di un arresto cardiocircolatorio intervento dopo un'insufficienza renale.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 04:49:13, in Sindacato, linkato 1240 volte)



10 Febbraio 2009
Non morta, ma uccisa

Adesso però vogliamo sapere tutto

Eluana è stata uccisa. Davanti alla morte le parole tornano nude. Non consentono menzogne, non tollerano mistificazioni. E se noi – oggi – non le scrivessimo, queste parole nude e vere, se noi – oggi – non chiamassimo le cose con il loro nome, se noi – oggi – non gridassimo questa tristissima verità, non avremmo più titolo morale per parlare ai nostri lettori, ai nostri concittadini, ai nostri figli. Non saremmo cronisti, e non saremmo nemmeno uomini.

Eluana è stata uccisa. Una settimana esatta dopo essere stata strappata all’affetto e alla «competenza di vita» delle sorelle che per 15 anni, a Lecco, si erano pienamente e teneramente occupate di lei. In un momento imprecisato e oscuro del «protocollo», orribile burocratico eufemismo con il quale si è cercato di sterilizzare invano l’idea di una «competenza di morte» messa in campo, a Udine, per porre fine artificialmente ai suoi giorni.

Eluana è stata uccisa. E noi osiamo chiedere perdono a Dio per chi ha voluto e favorito questa tragedia. Per ogni singola persona che ha contribuito a fermare il respiro e il cuore di una giovane donna che per mesi era stata ostinatamente raccontata, anzi <+corsivo>sentenziata<+tondo>, come «già morta» e che morta non era. Chiediamo perdono per ognuno di loro, ma anche per noi stessi. Per non aver saputo parlare e scrivere più forte. Per essere riusciti a scalfire solo quando era troppo tardi il muro omertoso della falsa pietà. Per aver trovato solo quando nessuno ha voluto più ascoltarle le voci per Eluana (le altre voci di Eluana) che erano state nascoste. Sì, chiediamo perdono per ogni singola persona che ha voluto e favorito questa tragedia. E per noi che non abbiamo saputo gridare ancora di più sui tetti della nostra Italia la scandalosa verità sul misfatto che si stava compiendo: senza umanità, senza legge e senza giustizia.

Eluana è stata uccisa. E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se possono, per questo Paese che oggi ci sembra pieno di frasi vuote e di un unico gesto terribile, che li scuote e nessuno saprà mai dire quanto. Con che occhi ci guarderanno? Misurando come le loro parole, le esclamazioni? Rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d’accusa e pubblico ministero e giudice e boia? Chi insegnerà, chi dimostrerà, loro che certe parole, che le benedette, apodittiche certezze dei vent’anni non sono necessariamente e sempre pietre che gli saranno fardello, che forse un giorno potrebbero silenziosamente lapidarli. Ci perdonino, se possono. Perché Eluana è stata uccisa.

Sì, Eluana è stata uccisa. E noi, oggi, abbiamo solo una povera tenace speranza, già assediata – se appena guardiamo nel recinto delle aule parlamentari – dalle solite cautelose sottigliezze, dalle solite sferraglianti polemiche. Eppure questa povera tenace speranza noi la rivendichiamo: che non ci sia più un altro caso così. Che Eluana non sia morta invano, e che non muoia mai più. Ci sia una legge, che la politica ci dia subito una legge. E che nessuno, almeno nel nostro Paese, sia più ucciso così: di fame e di sete.

Ma che si faccia, ora, davvero giustizia. Che s’indaghi fino in fondo, adesso che il «protocollo» è compiuto e il mistero di questa fine mortalmente c’inquieta. Non ci si risparmi nessuna domanda, signori giudici. Ci sia trasparenza finalmente, dopo l’opacità che ci è stata imposta fino a colmare la misura della sopportazione. E si risponda presto, si risponda subito, si risponda totalmente. Come è stata uccisa Eluana?

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 04:54:58, in Sindacati Giustizia, linkato 1329 volte)
Gli interpreti del Tribunale non vedono lo stipendio da 7 mesi e sono pronti a scioperare

Palazzo di Giustizia, la protesta dei traduttori:
«Non ci pagano da mesi»


MILANO 10/02/2009 - A Milano da oltre 7 mesi i traduttori giudiziari non vengono pagati. E gli interpreti, che traducono intercettazioni e dichiarazioni degli stranieri nei numerosi processi ora minacciano di scioperare. C’è chi infatti non riesce più a pagare la rata del mutuo della casa, chi ha problemi con le bollette, chi non riesce più a far fronte alle varie spese. Anche perché i traduttori giudiziari non hanno un contratto sindacale e per ogni servizio prestato devono presentare la fattura, e spesso si trovano a dover pagare l’Iva su somme che non hanno ancora percepito. Tutto questo tenendo conto che i loro compensi sono tutt’altro che lauti: in pratica 4, 70 euro all’ora.

“In questa situazione - hanno spiegato ieri durante una protesta - non possiamo andare avanti e saremo costretti a sospendere la nostra attività col rischio di vedere chiamare altre persone al nostro posto». Di più. “Faremo anche una mani­festazione per richiamare l’attenzione su una cate­goria di lavoratori che hanno una reperibilità di 24 su 24 ore e possono essere chiamati in qualsiasi momento della giornata, soprattutto per le intercet­tazioni”. Sono mesi che i traduttori protestano per i mancati pagamenti, ma nulla finora è cambiato. Ed ora gli interpreti sono pronti a scioperare, con conseguenze che potrebbero paralizzare il Palazzo di giustizia milanese. A Roma la categoria dopo essere stata ricevuta dal ministro guarda sigilli Alfano, ha ottenuto il pagamento degli arretrati. A Milano il ministro non c’è, e i traduttori conti­nuano a lavorare senza stipendio.

Annibale Carenzo per Cronaca Qui
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 04:58:29, in Magistratura, linkato 1299 volte)

09/02/2009

Queste le principali evidenze emerse dal convegno sul secondo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia

Riti alternativi al processo triplicati in tre anni ma la diffusione potrebbe essere maggiore

Negli ultimi tre anni il numero globale delle domande inerenti il ricorso agli strumenti di giustizia alternativa (conciliazione, arbitrati amministrati) in Italia è più che triplicato, passando dalle 15.916 del 2005, alle 26.896 del 2006 fino alle 50.808 del 2007. Una crescita importante, che senza dubbio conferma come la domanda di giustizia in Italia non passi solo dai tribunali e come i riti alternativi, assolutamente competitivi sotto il profilo dei tempi e dei costi delle decisioni, abbiano sempre più successo.

Ma questa crescita è sufficiente a soddisfare la domanda di giustizia degli italiani? Quali sono gli ostacoli che ancora frenano un ulteriore diffusione delle forme alternative di giustizia? Che cosa devono fare le autorità per semplificare e incoraggiare l’accesso a queste procedure?

Questi i risultati ed i principali temi trattati nel Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia presentato stamattina presso la Camera di Commercio di Milano nel corso di un convegno organizzato da ISDACI (istituto per lo studio e la diffusione dell’arbitrato e del diritto commerciale internazionale), che cura il rapporto, con la partecipazione di Unioncamere, Camera di Commercio di Milano, Camera Arbitrale di Milano e il patrocinio della Camera dei Deputati e dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

Il Secondo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia (unica fonte di documentazione su questo tema in Italia) è stato realizzato da Unioncamere, Camera di Commercio di Milano, Camera Arbitrale di Milano insieme a ISDACI, che ne ha curato il coordinamento. Il Rapporto definisce il numero e la tipologia di tutte le forme di giustizia alternativa rilevabili (gli arbitrati ad hoc non sono rilevabili) relative al 2007.

“I consumatori, così come gli imprenditori, – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano – hanno bisogno di norme in grado di offrire soluzioni veloci e flessibili delle controversie. Una necessità che oggi la giustizia civile fatica a soddisfare e che trova invece una risposta nell’arbitrato e nella conciliazione. Il rapporto che presentiamo oggi conferma l’utilità di questi due strumenti, sempre più diffusi sul nostro territorio perché in grado di raccogliere dal basso e regolare i rapporti nel mercato, a beneficio delle imprese così come dei consumatori”.

“La crisi della giustizia civile” ha dichiarato Francesco Bettoni, Vice Presidente di Unioncamere “ha un costo elevato sulla competitività delle imprese italiane e incide fortemente sull’attrazione degli investimenti. In questa fase delicata dell’economia è ancora più importante rafforzare gli strumenti di giustizia alternativa che possono contribuire a recuperare la certezza del diritto. Questo è lo spirito con cui tutte le Camere di commercio, da oltre 10 anni, hanno investito sullo sviluppo della conciliazione e dell’arbitrato. E’ necessario però un impegno ancora maggiore da parte di tutti. I risultati di un recente sondaggio mostrano infatti che imprese, famiglie e professionisti attribuiscono molta importanza ai servizi di conciliazione, ma l’utilizzano poco perché non sanno a chi rivolgersi e non ne conoscono il funzionamento”.

“Il rapporto che viene oggi presentato e discusso” ha dichiarato Giovanni Deodato, Presidente di ISDACI, “ conferma l’impegno dei promotori di alimentare un vero e proprio processo culturale dando voce alle istanze di giustizia dei cittadini e delle imprese. Il positivo trend di crescita degli strumenti di giustizia alternativa evidenziato dal Rapporto è indubbiamente un risultato lusinghiero ma siamo ancora davanti ad una goccia d’acqua nel mare della conflittualità. In particolare, l’informazione resa possibile dal Rapporto si rivolge innanzitutto al Parlamento e al Governo e poi alle associazioni imprenditoriali, dei consumatori, nonché all’opinione pubblica affinché sia conosciuta l’offerta delle modalità di accesso alla giustizia privata. L’offerta dei servizi di arbitrato, mediazione e conciliazione, infatti, adempie ad un ruolo che forse non dobbiamo più definire soltanto alternativo, bensì anche complementare alla amministrazione della giustizia”.

Le principali evidenze del Rapporto:

• negli ultimi tre anni è più che triplicato il numero globale delle domande inerenti il ricorso agli strumenti di giustizia alternativa, proveniente sia dal mondo delle Camere di commercio, sia da tutti gli altri operatori che non fanno capo ad esse, passando da 15.916 del 2005, a 26.896 del 2006 e 50.808 del 2007;

• durata dei procedimenti: 70 giorni in media per una conciliazione, 138 giorni in media per un arbitrato amministrato;

• costi: quasi tutte le tipologie di conciliazione, nel 2007, sono risultate gratuite. Arbitrato e rassegnazione nomi a dominio sono offerti in base a costi più contenuti di quelli previsti dalle tariffe professionali per gli arbitrati ad hoc (che si svolgono negli studi professionali);

• valore dei procedimenti: per le conciliazioni quello medio è di 17.555 euro (per le conciliazioni presso i Corecom è di 340 euro). Per gli arbitrati è di 132.300 euro (ma per la Camera dei Lavori Pubblici e la Camera Arbitrale di Milano il valore medio supera i tre milioni di euro).

• Nel 2007 le domande di conciliazione rappresentano il 98% di tutte le domande di giustizia alternativa, quelle di arbitrato solo l’1%. In particolare, c’è una preferenza per la conciliazione presso i Corecom (33.167 domande) e presso le Camere di commercio (che dal 2005 al 2007 hanno più che raddoppiato il volume delle conciliazioni gestite, passando da 6.034 a 14.183).

• il maggior numero di domande di conciliazione rilevate nel 2007 riguarda controversie sorte tra un’impresa e un consumatore, generalmente promosse da quest’ultimo;

• nazionalità: la quasi totalità delle conciliazioni avviene fra soggetti di nazionalità italiana. Il 10% degli arbitrati amministrati riguarda un soggetto estero. Oltre il 40% degli arbitrati con un soggetto estero sono stati gestiti dalla Camera Arbitrale di Milano,

• In genere le Camere Arbitrali attive gestiscono in media 8 arbitrati all’anno (ad eccezione della Camera Arbitrale di Milano – 99 domande nel 2007- e la Camera Arbitrale dei Lavori pubblici – 53 domande-). L’86% degli arbitrati ha visto contrapporsi due imprese, al contrario delle conciliazioni, promosse in maggioranza da singoli consumatori. Gli arbitrati di ingente valore economico, tra società di capitali e spesso con elementi di internazionalità, vengono probabilmente gestiti al di fuori delle Camere arbitrali e, quindi, direttamente dai professionisti attraverso le forme dell’arbitrato ad hoc.

• Iniziano anche in Italia a comparire i primi casi conciliazione on line. Questo servizio è offerto anche dalla Camera Arbitrale di Milano che, tra le prime Camere di Commercio, si è attivata per l’offerta di questo servizio. In particolare, nel 2007 le domande di conciliazione online sono quasi quadruplicate e circa la metà di esse sono di natura internazionale.


L'Avvenire

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 05:06:37, in Redazionale, linkato 1141 volte)
Mi attanaglia una domanda:

Quanto sta guadagnando la famiglia Englaro con la cessione delle fotografie della figlia?

Gallerie fotografiche da Repubblica:

La morte sulla Stampa Estera

Il caso Eluana Englaro su Stampa Estera

La storia fotografica di Eluana
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 09:45:44, in Osservatorio Famiglia, linkato 1198 volte)

PEDOFILIA: ABUSI DEL BRANCO SU UNA BIMBA, 6 ARRESTI A PALERMO


ultimo aggiornamento: 10 febbraio, ore 17:18
Palermo, 10 feb. (Adnkronos) - I carabinieri e gli uomini della Guardia di Finanza di Palermo hanno notificato oggi 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere a 4 minori e 2 maggiorenni accusati di avere abusato, in branco, di una bambina di appena 9 anni. Le violenze sarebbero avvenute nel capoluogo siciliano tra l'aprile e il giugno 2007.

1 anno e mezzo dopo è davvero tantissimo tempo ... troppo.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 09:49:14, in Osservatorio Famiglia, linkato 1291 volte)
Non soltanto il bullismo, ma anche tanta micro e macro criminalità in un web in cui neppure i grandi provider rispettano la privacy o le leggi italiane. Tiscali, per esempio...
Inoltre in rete se il più "debole" è il perseguitato, nel web degli adulti possono accadere vicende simili alla mia con Neri, che mi fece hackerare tutti i blog a 12 giorni da un evento nazionale, il primo della Rete Artisti.
O quel che ho subito quest'anno per aver detto la verità, niente altro che la verità, denunciando i reati sul server di Università di Napoli, l'uso fatto dagli sporcaccioni di Selargius e il loro ingresso nella community nichilista. L'articolo ...

In aumento community e blog

Boom di baby navigatori, in chat un under 11 su tre.

Save the children: il bullismo è on line

Telefono Azzurro traccia l'identikit della gioventù digitale, facendo il punto sui social network. Internet è un'opportunità ma attenzione ai rischi. E in rete i più deboli sono oggetto di persecuzioni

ultimo aggiornamento: 10 febbraio, ore 16:53
Roma, 10 feb. - (Adnkronos) - E' boom di baby navigatori, tanto che ormai un bambino su tre al di sotto degli 11 anni chatta regolarmente. A tracciare l'identikit completo della "gioventù digitale", è Telefono Azzurro che, in occasione del 'Safer Internet Day', giornata mondiale della sicurezza su internet, istituita dalla Commissione Europea e Insafe, la rete europea per la sicurezza in internet, fa il punto sui social network, straordinari strumenti di innovazione sociale, presentando una ricerca dedicata realizzata in collaborazione con Eurispes.

Chat, community, blog, sono in incredibile aumento non solo tra gli adolescenti ma anche tra i bambini al di sotto degli 11 anni. Se nel 2005, evidenzia Telefono Azzurro, solo il 37,9% chattava, questa percentuale è salita, nel 2008 al 69,4%.

Similmente, se nel 2005 la percentuale di bambini navigatori che chattavano superava di poco il 13%, nel 2008 il 33,1%, dunque un bambino su tre utilizza internet per chattare. E ancora, se nel 2007 frequentava chat-community per conoscere altre persone il 36,3% degli adolescenti navigatori intervistati, nel 2008 questa percentuale sale al 42,9%, e se sempre nel 2007 il 65,3% dei navigatori adolescenti guardava Youtube, questa percentuale nel 2008 sale al 73,8%.

Formidabile mezzo di comunicazione, fonte inesauribile di informazioni ma soprattuto contenitore per il tempo libero, internet, avverte Telefono Azzurro, offre grandi opportunità rispetto al passato ma come ogni medaglia ha il suo rovescio, così un uso sbagliato della rete rischia di far approdare gli utenti, soprattutto minorenni in situazioni pericolose e piene di insidie.

E' vero, infatti, che nell'indagine del 2008 non aumenta significaticamente il numero di adolescenti che dichiara di diffondere messaggi foto o video minacciosi (5,4%), ma aumentano gli adolescenti che dichiarano di aver diffuso false informazioni su una persona (13,2%) e che ammettono di aver utilizzato la rete per escludere volontariamente una persona da un gruppo on line.

Infine, il fenomeno del millennio, Facebook: i giovanissimi (18-24 anni) sono, al contrario di quello che si poteva pensare, quelli meno suggestionabili da potenzialità vere o presunte di Facebook. Sono infatti coloro che credono, in misura maggiore rispetto agli altri, che Facebook sia uno strumento utile per ritrovare vecchi conoscenti (72,1%) e passare il tempo (49,6%) ma al contrario sono i meno propensi a credere che esso consenta di stringere nuove amicizie (56,6%): fra i più grandi questa percentuale è più bassa e oscilla tra il 46 e il 52%.

Adnkronos

*****

Save the Children, il bullismo ha traslocato on line

Neri: ''In Internet come nella vita reale il ragazzo più debole è oggetto di una vera e propria persecuzione''. I ragazzi chiedono ai provider un ''tavolo di autoregolamentazione''

ultimo aggiornamento: 10 febbraio, ore 17:22
Roma, 10 feb. – (Ign) – Gli atti di bullismo spopolano on line. A lanciare l’allarme è il direttore generale di Save The Children Italia, Valerio Neri in occasione della presentazione oggi a Roma della ricerca ‘Servizi web 2.0 e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’, condotta con Adiconsum, in occasione del Safer Internet Day, giornata mondiale della sicurezza in internet della Commissione Europea. “In internet - spiega Neri – come nella vita reale il ragazzo più debole è oggetto di una vera e propria persecuzione. Dal più semplice squillo ripetuto su messenger fino al furto della password e a casi di ragazzi più grandi che ‘postano’ foto delle loro vittime senza essere autorizzati”.

Diventa quindi sempre più necessario stabilire delle regole. Un’esigenza condivisa sia dai giovani che dal mondo degli adulti. Per il segretario generale dell’Adiconsum, Paolo Landi “navigare in internet è come imboccare un’autostrada”. Per questo serve “un codice della strada con indicazioni chiare”. Regole di comportamento sia per i ragazzi che per i genitori. Il Capo Dipartimento delle Pari Opportunità Isabella Rauti mette l’accento sul “problema del gap generazionale” e, ammette, di “essere una mamma terrorizzata dai pericoli che può incontrare il figlio quattordicenne su internet”.

Una maggiore protezione della privacy, più informazioni su come proteggere la propria password e, soprattutto, la possibilità di visualizzare il profilo prima di accettarlo. Sono le richieste dei ragazzi degli Istituti ‘A.Rosmini’, ‘D.R.Chiodi’ e del Centro di Aggregazione ‘Il muretto’ di Roma. I protagonisti dell’indagine ‘Servizi web 2.0 e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’ chiedono ai provider “un tavolo di autoregolamentazione”.

La proposta di riunirsi attorno a un tavolo per creare delle regole piace anche ai gestori. “Siamo favorevoli a riunirci per creare un ambiente di rete sicuro” dice Cristian Perrella, responsabile sicurezza MySpace Italia. Mentre Marco Pancini, European Policy Counsel Google Italia annuncia che hanno messo a disposizione la piattaforma per “fare informazioni sui pericoli della rete” e con il servizio Teach to day si rivolgono direttamente agli insegnanti. Per rendere YouTube più sicuro, spiega Pancini, vogliamo creare un “centro unico”, dove gli utenti potranno segnalare i video sospetti.

Insomma provider e istituzioni si stanno muovendo per colmare il ‘vuoto di regole’. Un problema sempre più sentito da famiglia e scuola. La rete è sempre più diffusa tra i minori italiani con ben l’86% dei ragazzi italiani che navigano su internet. Più della metà, il 51,8%, utilizza i servizi web 2.0 tutti i giorni. Il servizio più utilizzato è la messaggistica istantanea (50,9%), seguito dalla visualizzazione video (48%) e dai social network (32,5%). Percentuale che scende al 9%, per chi accede occasionalmente a servizi rivolti esclusivamente a maggiorenni.

Adnkronos
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 10:52:02, in Sindacato, linkato 1276 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 10 febbraio 2009
Prot n. 27/C

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Associazione della Stampa dell’Emilia Romagna comunicano:

Il Segretario Generale della Fnsi Franco Siddi  ed il Presidente dell’Aser Camillo Galba, dopo l’odiosa aggressione del collega Carlo Raggi de Il Resto del Carlino avvenuta ieri negli Uffici Giudiziari, hanno inviato al Procuratore Capo della Procura di Ravenna ed al Presidente del Tribunale della città la seguente lettera.

“Ieri, come certamente già saprete, il collega Carlo Raggi, storico cronista di giudiziaria della redazione locale de “il Resto del Carlino” è stato oggetto di una brutale aggressione nei locali del Tribunale di Ravenna da parte di una persona che ha inteso così vendicarsi per quello che il collega aveva scritto svolgendo il proprio lavoro di giornalista.
La Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) e l’Aser (Associazione Stampa dell’Emilia-Romagna) chiedono alle Signorie Vostre di adottare tutti i provvedimenti necessari e utili per scongiurare che tali episodi si ripetano in futuro. Un’aggressione che rappresenta un odioso attacco alla libertà d’informazione, tra i cardini di uno Stato democratico e civile. Ringraziando per l’attenzione e per le misure che intenderete adottare,”
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 10:54:04, in Sindacato, linkato 1234 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 10 febbraio 2009
Prot n. 26/C

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:


“La Federazione Nazionale della Stampa esprime grande apprezzamento per le motivazioni che hanno portato alla decisione annunciata da Enrico Mentana e condivide integralmente la presa di posizione del Comitato di Redazione del Tg5. Il rispetto che Canale 5 ha mostrato per il Grande Fratello e per la logica dell’audience era ieri sera insensato e stridente anche per una tv commerciale. La decisione aziendale suona ancor più incredibile e mortificante viste le risorse giornalistiche a disposizione. Canale 5 ha perso una importante occasione per una competizione sul terreno della qualità, del pluralismo informativo, della sensibilità civile. La decisione di Mentana non può essere ridotta alle consuete, e talvolta banali, baruffe tra conduttori. Quello che stavolta c’è da discutere è il ruolo di responsabilità che compete alla tv, pubblica e privata. E nessuno può essere così spregiudicato da chiudere la discussione a colpi di Auditel, cioè di spot.”
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










23/08/2019 @ 21.49.53
script eseguito in 469 ms