Immagine
 Miuu, la mia panterina..... di Lunadicarta
 
"
Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità: non andare fino in fondo e non iniziare.

Confucio
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:55:02, in Magistratura, linkato 1508 volte)

È l'ora dell'amnistia/1. «Il governo tecnico può darci una chance»


Giro di opinioni sulla proposta lanciata da Luigi Amicone e Marco Pannella. Ecco le adesioni entusiaste, i suggerimenti e le perplessità di Calvi, Boato, Nordio, Manconi, Nello Rossi, Armeni, Macaluso, Sansonetti, Introvigne, Loquenzi, Bellasio, Cascioli

«Sono d'accordo con questa proposta» dice a tempi.it Guido Calvi, membro del Consiglio superiore della magistratura. «L'amnistia per i reati minori alleggerisce la sofferenza delle persone detenute in carceri disumane e può servire per organizzare meglio le carceri. Non solo, alleggerisce anche il carico di lavoro dei magistrati che così possono concentrarsi sui processi più importanti».

Lunedì alle 12 il leader dei Radicali Marco Pannella e il direttore di Tempi Luigi Amicone, nel corso di una conferenza stampa pubblica a Milano nella sede di Tempi, che verrà trasmessa in diretta video da Radio Tempi e audio da Radio Radicale, chiederanno che venga votata dal Parlamento l'amnistia. "Per restituire umanità e legalità alle subumane e illegali condizioni in cui versano i detenuti. Per costituzionalizzare la fine di un ventennio di guerra civile strisciante".

«Non so come faccia la gente a non spaventarsi davanti ai dati delle carceri, ai numeri di detenuti, messi in ultima pagina dai giornali, relegati nelle stesse celle in situazioni disumane, per cui la gente si uccide. Oggi, di certo, tra le cose più gravi in Italia c'è questa e se davvero questo governo non vuole disattendere le speranze che ha suscitato serve che dia un segnale importante». La giornalista e opinionista Ritanna Armeni coglie subito il cuore del problema. Rincara la dose il giornalista del Sole 24 Ore Daniele Bellasio: «Quella delle carceri è un'emergenze nazionale, sociale e di giustizia. Come dice il capo dello Stato è di "prepotente urgenza". È sicuramente tra quelle cinque riforme che il nuovo governo, ora che ci dovrebbero essere un nuovo clima e una nuova maggioranza, deve fare partendo dagli ultimi». «In fondo» insiste Giancarlo Loquenzi, direttore dell'Occidentale, «se Monti può servire ai partiti per chiedere lacrime e sangue senza metterci la faccia, perché non affidargli anche il compito di risolvere il problema delle carceri salvando i partiti dalle pressioni delle loro componenti più forcaiole?».

«Sono entusiasta, favorevolissimo, anche se ho qualche dubbio sul fatto che si possa realizzare perché ho una pessima idea del governo che si è appena insediato. L'idea che sta dietro alla battaglia per l'amnistia è fondamentale, è quella del garantismo, volto a favorire quel principio di libertà su cui si deve basare la giustizia. Bisogna smetterla di pensare alla pena come soluzione di tutti i problemi sociali» commenta l'iniziativa il direttore de Gli Altri, Piero Sansonetti. È d'accordo anche Emanuele Macaluso, direttore de Il Riformista: «Sono favorevolissimo all'amnistia più che all'indulto. E mi pare che sia oggi l'unica soluzione per svuotare le carceri applicandola ai reati minori». «Ho constatato personalmente e in più occasioni» interviene il docente di Economia Michele Boato, «la situazione in cui versano le carceri italiane e nella maggior parte dei casi la parola migliore per identificarle è lager. Una soluzione come l’amnistia potrebbe prima di tutto salvaguardare la vita delle persone detenute, ridurre i suicidi ed evitare che la prigione rimanga la scuola di delinquenza che è oggi, priva di attività lavorative volte al reinserimento. Sono assolutamente d’accordo con l’iniziativa». Anche un esperto in materia come Luigi Manconi, del Pd, appoggia l'amnistia: «Sono incondizionatamente d’accordo. Nel 2006 sono stato coinvolto fino in fondo nell’indulto, un provvedimento sacrosanto, dai risultati positivi, ma avrei voluto anche l'amnistia. Un gesto così poi consentirebbe di porre mano a riforme strutturali. L'iniziativa è bella, opportuna e saggia».

Nessuno nasconde che l'amnistia sia un provvedimento destinato a far discutere e difficile da approvare. Come spiega il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi: «Conosco bene quanto sia complicata la situazione delle carceri italiane ma un provvedimento del genere richiede uno studio attento e accurato, un’analisi dei pregi e dei difetti. Non mi sento né di appoggiare né di criticare questa iniziativa». Anche l'opinionista, sociologo e storico Massimo Introvigne espone i suoi dubbi, pur infine avvallando la bontà di un provvedimento del genere: «Qui ci sono una serie di problemi di carattere pratico. Da sociologo dico che le amnistie non sono una buona cosa, perché danno l'idea che l'effetto penale sia inesistente. In questo momento, tuttavia, la teoria deve cedere il passo alla realtà: c'è un sovraffollamento delle carceri disumano, quindi penso che sia il momento di discutere di provvedimenti di sconto di pene per alcuni reati».

Alcuni non si fermano a questo provvedimento, ma chiedono di andare oltre: «Condivido l’idea dell’amnistia, però solo se inserita in un contesto più ampio. Deve passare attraverso la riforma del codice penale» spiega il magistrato Carlo Nordio. «Il carcere deve essere la soluzione estrema della pena, mentre dovrebbe esserci spazio per pene alternative. Più che svuotare le carceri, dobbiamo rendere più difficile l’ingresso. Ci vogliono pene più miti ma più certe». D'accordo Ritanna Armeni: «L'amnistia va bene ma non è sufficiente se i processi restano lenti e non si fa una riforma seria del sistema giudiziario. La riforma della giustizia sarebbe un passo da gigante». «È chiaro il problema carceri è da risolvere» spiega Riccardo Cascioli, direttore della Bussola Quotidiana. «Ma mi sembra difficile sia possibile risolverlo con l'amnistia. Il problema vero è la riforma della giustizia. Anche perché la carcerazione preventiva e il carcere in attesa di giudizio non fanno che alzare i numeri. Il sovraffollamento è tale che l'amnistia risolverebbe per qualche mese la questione, ma non nel lungo periodo».

Resta il problema dei due terzi dei consensi da trovare in Parlamento. È realistico? Risponde Manconi: «Certo non sarà facile, anzi è davvero difficile. Però c’è una chance: un governo tecnico può essere meno condizionabile dal clima ostile che forze giustizialiste potrebbero attizzare nella società».

http://www.tempi.it/lora-dellamnistia1-il-governo-tecnico-pu-darci-una-chance

***

È l'ora dell'amnistia/2 «Tutti consapevoli della crisi delle carceri. Forse è la volta buona»


Ancora interventi sulla proposta lanciata da Luigi Amicone e Marco Pannella. I pareri positivi, i dubbi e le critiche di Lucia Annunziata, Antonio Polito, Guido Brambilla, don Virginio Rigoldi, Franca Fossati, Yasha Reibman, Marco Follini, Giuseppe Cruciani, Riccardo Barenghi e Giuseppe Caldarola

Don Virginio Rigoldi, educatore e cappellano del carcere minorile Beccaria, accoglie con favore l'iniziativa di Tempi e Radio Radicale. Lunedì alle 12 il leader dei Radicali Marco Pannella e il direttore di Tempi Luigi Amicone, nel corso di una conferenza stampa pubblica a Milano nella sede di Tempi, che verrà trasmessa in diretta video da Radio Tempi e audio da Radio Radicale, faranno al Parlamento perché voti l'amnistia. "Per restituire umanità e legalità alle subumane e illegali condizioni in cui versano i detenuti. Per costituzionalizzare la fine di un ventennio di guerra civile strisciante".
Il sostegno di don Rigoldi non si limita a un "sì" all'iniziativa, ma guarda più in là, puntando sul reinserimento: «Un’amnistia ha il grande valore di togliere da situazioni francamente bestiali tanti detenuti, ma per non riportarli dentro altrettanto velocemente occorre affiancarla ad altre misure, a un paracadute. Svuotare le carceri è un dovere morale. Bisognerebbe accompagnare questa liberazione con un po’ di risorse, finalizzate al reinserimento sociale. Mi piacerebbe che sotto il cappello dell’amnistia si cominciassero a fare dei passaggi di traghettamento». 

Sullo stesso versante si trovano Franca Fossati, giornalista e storica voce dei movimenti femministi, e Yasha Reibman, portavoce della comunità ebraica di Milano. Secondo la prima, «nelle nostre carceri si verifica ogni giorno una gravissima violazione dei più basilari diritti: i detenuti, oltre alla pena, patiscono la tortura di condizioni disumane. Per avviare una qualsiasi riforma bisogna prima snellire i tribunali. E l’unico modo è l’amnistia». Il secondo afferma di essere «favorevolissimo a un’amnistia. Mi sembra vada incontro a varie necessità, sia a livello umano, sia rispetto alla legge del nostro paese. Le carceri sno in condizioni disumane, non assolvono al loro compito, e bisogna urgentemente tornare a un sistema penitenziario che possa permettere alle persone di cambiare. Iniziamo a fare un primo passo».

Lucia Annunziata
, giornalista e conduttrice di In mezz'ora, accoglie così l'idea di Amicone e Pannella: «Credo che il presente clima politico potrebbe accogliere e favorire un’amnistia. Però, poiché non ha a che fare solamente con le carceri, occorre capire come in questo governo verrà gestita la più generale questione giustizia. Il vero problema dell'amnistia è che oggi, più che essere vista come una salvaguardia dei diritti dei più deboli, viene percepita come una scappatoia per la classe dirigente corrotta».

Guido Brambilla, 
magistrato di sorveglianza presso il Tribunale di Milano, articola così il suo ragionamento: «Certamente siamo di fronte a una situazione disovraffollamento carceraio, e tutti, dai magistrati alle forze politiche, ne sono consapevoli. O si costruiscono più carceri, ma tocca capire se le risorse necessarie ci sono, oppure occorre affrontare il problema con l’amnistia. Che ha dei limiti: è una risposta al problema sintomatica, ma non risolutiva. E va necessariamente accompagnata da provvedimenti di inclusione sociale reinserimento lavorativo. Ora il sistema sanzionatorio si basa sulla reclusione e sulla pena pecuniaria, ma esistono delle misure alternative, come ad esempio gli strumenti di mediazione penale. Bisogna concepire il carcere come extrema ratio. Non so che durata avrà questo governo, però l’emergenza c’è. Forse è la volta buona».

Riccardo Barenghi,
giornalista della Stampa, si dichiara assolutamente a favore e aggiunge: «Credo che sia una buona idea da suggerire al premier Monti, visto che il suo è un governo sostenuto da tutti e in cui nessuno ha paura di perdere il consenso con una proposta così delicata».

Giuseppe Caldarola
, ex direttore dell'Unità, da anni appoggia la campagna di Pannella perché pone l'accento su due drammatici problemi della giustizia italiana: «La situazione penosa in cui versano le carceri e gli innumerevoli procedimenti in corso, che aggravano il sistema giudiziario italiano. Credo che i tempi siano maturi per una proposta di questo tipo, dato che il governo tecnico nasce anche con l’intento di modificare il clima politico del paese. È una battaglia di civiltà a cui accordo il mio pieno appoggio».

Antonio Polito
, editorialista del Corriere della Sera, pur non essendo «contrario di principio all'amnistia», ritiene che «l'argomento sia complicato e il momento estremamente delicato, troppo per un'iniziativa del genere che potrebbe far pensare a una scappatoia per i "colletti bianchi"».
Restano dubbiosi sull'utilità di un intervento di questo tipo il senatore Pd Marco Follini, secondo cui «ci sono priorità diverse in questo momento. Il governo dovrà affrontare altri problemi».
Anche il giornalista Giuseppe Cruciani, conduttore del programma radiofonico La zanzara, pur concordando sul fatto che «le condizioni delle carceri sono assurde», ritiene che «un’amnistia certifichi il fallimento di uno Stato e che sia più urgente un intervento legislativo che limiti l’ingresso in carcere delle persone».

http://www.tempi.it/e-lora-dellamnistia2-tutti-consapevoli-della-crisi-delle-carceri-forse-la-volta-buona

***

Giovanna Di Rosa (Csm): «Sì all'amnistia, e poi non lasciamoli in mezzo a una strada»

La responsabile per le carceri del Consiglio superiore della magistratura Giovanna Di Rosa aderisce all'iniziativa di Amicone e Pannella in favore dell'amnistia e dichiara a Tempi.it: «Questa misura va accompagnata alla costruzione di una rete sul territorio, perché in carcere ci sono i cittadini più poveri, e non devono trovarsi fuori, in mezzo a una strada, senza un soldo»

«È indispensabile intervenire, è un rimedio estremo, ma da adottare». Giovanna di Rosa, responsabile per le carceri del Consiglio superiore della magistratura, aderisce all'iniziativa di Amicone e Pannella, che lunedì 21 alle 12 lanceranno in diretta video su Radio Tempi e Radio Radicale un appello a favore dell'amnistia.

Di Rosa ha dichiarato a Tempi.it: «Sono assolutamente a favore dell'amnistia, perché l’emergenza è sotto gli occhi di tutti gli operatori tecnici e la situazione non è all’altezza delle nostre disposizioni costituzionali. È indispensabile intervenire, è un rimedio estremo, ma da adottare. Credo che potrebbe aiutare a decomprimere la fortissima pressione che i detenuti vivono quotidianamente. Certo, va accompagnata alla costruzione di una rete sul territorio, perché in carcere ci sono i cittadini più poveri, e non devono trovarsi fuori, improvvisamente, in mezzo a una strada, senza un soldo. Occorre accompagnare questo provvedimento immediato alla messa in piedi di una rete, altrettanto immediata. Un’azione che si ispira alla pacificazione nazionale ha il dovere di preparare anche questo percorso, allertando gli enti del territorio e le associazioni di volontariato. E ognuno dovrà fare la sua parte, proprio perché la solidarietà è un valore nazionale».

http://www.tempi.it/giovanna-di-rosa-csm-s-allamnistia-e-poi-non-lasciamoli-mezzo-una-strada
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:43:26, in Magistratura, linkato 1468 volte)

CSM, CAOS SU NOMINE. PIGNATONE A ROMA, INCERTEZZA SU NAPOLI

Napoli - Raffica di incontri per decidere gli equilibri del sistema giudiziario italiano. In ballo 4 Procure mentre per il post Lepore si fa strada uno dei suoi “vice”

Napoli - Telefoni di fuoco. Incontri veloci e riservati. Appuntamenti sull’asse Roma-Napoli. Lunghi colloqui con Reggio Calabria. Sono giorni roventi per la magistratura italiana, soprattutto per alcuni che presto potrebbero andare ad occupare posti di peso nelle gerarchie giudiziarie. Tra pochi mesi verranno infatti rinnovati i vertici giudiziari di Roma e Napoli. Nomine che daranno vita a un go down di altri incarichi. Partiamo dalla Capitale. Fonti accreditate riferiscono che viene oramai considerata come “quasi certa” la nomina a capo dei pm romani di Francesco Pignatone. Il nemico numero uno della 'ndrangheta aveva fatto richiesta anche per Napoli, ma per ora (al Csm tutto può sempre cambiare in pochi minuti) è destinato alla Procura di Roma. Lascerà libera dunque la poltrona a Reggio Calabria. Sarà questo un altro posto da mettere a concorso nei prossimi mesi, ma già oggi si tratta di una casella da occupare idealmente nel corso delle estenuanti trattative gestite dalle correnti della magistratura in queste settimane. Se infatti per Roma sembra chiara la designazione di Francesco Pignatone, alla luce della rinuncia di Piero Grasso che resterà alla guida della Direzione Nazionale Antimafia, è tutt’altro che in discesa la strada per scegliere il successore di Giandomenico Lepore a Napoli dove deve essere nominato tra l’altro anche un nuovo Procuratore Aggiunto. Il quadro è il seguente. Magistratura Democratica vuole valutare ogni posto singolarmente. Unicost, altra corrente di peso, preferisce mettere tutte le carte sul tavolo e discutere. A questo punto le soluzioni differiscono. Se si adottasse il metodo proposto da Md, tutto può succedere. Le alleanze sarebbero sottobanco e trasversali. Potrebbero non mancare dissidi tra i singoli e tra le varie componenti. Se si preferisse il metodo proposto da Unicost, allora ci sarebbe “una valutazione più generale che cercherebbe di accontentare tutti” dicono da Palazzo dei Marescialli. Del resto in ballo non ci sono solo Napoli e Roma, ma anche Reggio Calabria e infine ma non subito Palermo.

Il Pg Croce ha scelto di andare in pensione prima dei termini ed è pronto a sostituirlo il capo dei pm palermitani Francesco Messineo che lascerebbe Palazzo di Giustizia per il trasloco in Procura Generale. Alla luce di tutti questi elementi, la magistratura italiana è pronta a definire gli asset strategici del suo futuro Roma, Napoli, Reggio Calabria e Palermo. Più una serie di altri posti di rilievo, non ultimo l’Aggiunto nel capoluogo campano. La discussione inizierà la prossima settimana in quinta commissione Csm. Ma all’interno e fuori dal palazzo si discute, si tratta, si media. Nulla è scontato. Per la successione romana a Giovanni Ferrara in scadenza ad aprile, oltre a Pignatone, hanno presentato domanda anche Guido Lo Forte procuratore di Messina, Raffaele Guariniello capo dei pm di Torino (in corsa anche per Napoli). L’aggiunto di Milano Armando Spataro. Gli aggiunti capitolini Laviani e Capaldo. Per Napoli circola in queste ore, insistentemente, il profilo di uno degli attuali “vice” di Giandomenico Lepore. “Non dipende dall’età, ma dai meriti e da quale parametro di valutazione sarà adottato” riferisce un ben informato. In corsa ci sono tra gli altri Corrado Lembo, oggi procuratore della Repubblica a Santa Maria Capua Vetere Luigi Mastrominico avvocato generale a Napoli, un nome che nessuno immaginava di leggere nell'elenco così come quello dell’attuale Procuratore a Salerno Franco Roberti. Gli aggiunti Aldo De Chiara, Alessandro Pennasilico (recentemente nominato vicario) Federico Cafiero de Raho, Rosario Cantelmo, Franco Greco. E ancora Vincenzo Russo procuratore della repubblica a Foggia, Armando D’Alterio numero uno a Campobasso, Giovanni Colangelo da Potenza, Francesco De Leo procuratore a Livorno, Franco Dettori da Busto Arsizio, Amato Barile capo dei pm di Sala Consilina e Giuseppe Amato Procuratore a Pinerolo. “E’ presto per decidere, ma se si valutasse caso per caso, le prossime nomine, c’è da aspettarsi di tutto”. Con i relativi ricorsi alla Giustizia amministrativa.   (ilVelino/AGV)

http://www.ilvelino.it/agv/news/articolo.php?idArticolo=1480350t=Csm__caos_su_nomine__Pignatone_a_Roma__incertezza_su_Napoli
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:34:02, in Politica, linkato 2379 volte)
Dal convegno Unicost...

Giustizia: Vietti, troppi tre gradi di giudizio



Napoli, 19 nov. - (Adnkronos) - Per ridurre i tempi della giustizia "ci sono due alternative: modificare i criteri oggi vigenti per il ricorso in Cassazione, restringendo le fattispecie che lo consentono, oppure introdurre un filtro di ammissibilita' per gli appelli". Lo dichiara il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che ipotizza anche "un'ipotesi piu' delicata, cioe' eliminare direttamente l'appello". Vietti, a Napoli per partecipare al secondo giorno del convegno organizzato da Unicost, ribadisce che "tre gradi di giudizio, indipendentemente dalla natura e dal valore della controversia, sono un lusso che non ci possiamo piu' permettere". Nell'ipotesi di filtro, sottolinea, "uno degli elementi potrebbe essere il valore della controversia cosi' come avviene in tutti i Paesi in cui c'e' un filtro". "Non tutte le controversie - prosegue - meritano di essere valutate in tre gradi. Noi, anche per una contravvenzione stradale, facciamo tre gradi di giudizio". (19 novembre 2011 ore 13.32)


Giustizia: Vietti, scelte procuratori Roma Napoli e Genova vanno fatte rapidamente

Napoli, 19 nov. - (Adnkronos) - Le nomine dei capi degli uffici giudiziari di Roma, Napoli e Genova "sono scelte che vanno fatte rapidamente". Cosi' il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che aggiunge: "Una delle criticita' del sistema giudiziario e' proprio quella dell'eccesso di durata delle scoperture dei capi degli uffici giudiziari, tra chi lascia e chi subentra". L'ideale, sostiene Vietti, "sarebbe l'avvicendamento pressoche' contestuale, che permetta anche un passaggio di consegne come avviene in tutte le altre amministrazioni dello Stato". "Il mio impegno - prosegue - e quello di tutto il Csm e' ridurre il piu' possibile i tempi degli avvicendamenti", scegliendo personalita' che "come dice il nuovo ordinamento giudiziario, abbiano un profilo di bravi giuristi e bravi organizzatori". Vietti, a Napoli per partecipare a un convegno organizzato dalla corrente della magistratura Unicost, 'saluta' cosi' il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, che a breve lascera' l'incarico: "Un magistrato esperto che si e' impegnato fattivamente nella gestione di un ufficio molto delicato", spiega Vietti, aggiungendo che "un magistrato non si giudica mai sulla notorieta' delle indagini che segue". (19 novembre 2011 ore 14.32)


Giustizia: Vietti, impensabili 1.500 uffici giudiziari con risorse limitate

Napoli, 18 nov. - (Adnkronos) - "Sulla riforma della geografia giudiziaria si giochera' gran parte dello sforzo di razionalizzazione del sistema". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, intervenuto all'incontro 'I cambiamenti nella giustizia civile' organizzato dall'Universita' Federico II di Napoli.
"Le risorse - ha aggiunto Vietti - sono limitate ed e' impensabile usarle cosi', allo stesso modo e' impossibile mantenere 1.500 uffici giudiziari". I tribunali, ha ribadito, "sono sotto il minimo della sopravvivenza, con numeri risibili che contribuiscono all'inefficienza complessiva del sistema". Su questo, ha spiegato il vicepresidente del Csm, "il Governo e' chiamato a una prima prova".
Ai fini dell'elaborazione delle riforme necessarie al sistema giudiziario, ha spiegato Vietti, "il Csm puo' contribuire al fianco del Parlamento, del Governo e del ministro della Giustizia. Non e' stravagante che il Consiglio si occupi dell'efficacia del sistema ed e' tempo di finirla con le sterili polemiche secondo le quali deve parlare solo se interpellato". Il Csm, ha concluso Vietti, "non pretende di essere ascoltato quando parla, ma pretende di parlare nello spirito di collaborazione con gli altri poteri, in ragione delle proprie cognizioni". 18/11/2011

La Rassegna sulle dichiarazioni

GIUSTIZIA: VIETTI, CSM PROVVEDA A NOMINA CAPI PROCURA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎19/nov/2011‎
(AGI) Napoli - "Il Csm deve provvedere alla nomina di una serie di capi di uffici molto rilevanti, da Genova a Roma a Napoli. Sono personalmente convinto che queste scelte vadano fatte rapidamente". Lo ha detto il vicepresidente del Csm Michele Vietti ...

Vietti, Csm: tre gradi di giudizio sono troppi

RaiNews24 - ‎19/nov/2011‎
"Tre gradi di giudizio indipendentemente dalla natura e dal valore della controversia, sono un lusso che non ci possiamo piu' permettere". Lo ha ribadito a Napoli, Michele Vietti, vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ...

Intercettazioni, Csm: "Basta parlare senza far nulla"

Quotidiano.net - ‎18/nov/2011‎
Napoli, 18 novembre 2011 - Governo e Parlamento valuteranno "se mettere mano alla riforma" della normativa sulle intercettazioni, ma "importante è che si smetta di parlarne ciclicamente senza fare nulla". E' questo il pensiero del vicepresidente del ...

Giustizia: Vietti, con accorpamento uffici piu' risorse

La Repubblica Napoli.it - ‎19/nov/2011‎
Napoli, 19 nov. - (Adnkronos) - "Con l'accorpamento degli uffici e la revisione delle circoscrizioni giudiziarie si potranno recuperare risorse materiali e umane". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Csm Michele Vietti, a Napoli per un convegno ...

Giustizia: Vietti, scelte procuratori Roma Napoli e Genova vanno ...

La Repubblica Napoli.it - ‎19/nov/2011‎
Napoli, 19 nov. - (Adnkronos) - Le nomine dei capi degli uffici giudiziari di Roma, Napoli e Genova "sono scelte che vanno fatte rapidamente". Cosi' il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che aggiunge: "Una delle criticita' del sistema giudiziario ...

Giustizia: Vietti, troppi tre gradi di giudizio

La Repubblica Napoli.it - ‎19/nov/2011‎
Napoli, 19 nov. - (Adnkronos) - Per ridurre i tempi della giustizia "ci sono due alternative: modificare i criteri oggi vigenti per il ricorso in Cassazione, restringendo le fattispecie che lo consentono, oppure introdurre un filtro di ammissibilita' ...

Giustizia, Vietti: Ingroia?Da capo Stato invito a riservatezza Pm

La Politica Italiana - ‎18/nov/2011‎
NAPOLI - Non entrando nel merito del caso del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, il vicepresidente del CSM Michele Vietti ha però ricordato che il capo dello Stato ha più volte richiamato i giudici alla discrezione. ...

Crisi, Vietti: Anche i magistrati faranno propria parte sacrifici

La Politica Italiana - ‎18/nov/2011‎
NAPOLI - In questo momento di crisi anche i magistrati sapranno fare la propria parte di sacrifici. E' quanto ha affermato il vicepresidente del CSM Michele Vietti, rispondendo a una domanda sul nuovo governo e sui possibili tagli al comparto della ...

LiveSicilia >> Politica > "Ingroia? Anche il Capo dello Stato ha ...

Live Sicilia - ‎18/nov/2011‎
“Ingroia ? Non parlo del caso specifico, perché quando il Consiglio lavora nelle sue articolazioni il vicepresidente tace, in quanto il CSM è un organo collegiale, ma certamente non posso non ricordare che il Presidente della Repubblica ha raccomandato ...

Intercettazioni: Vietti, basta parlarne senza fare nulla

La Repubblica Napoli.it - ‎18/nov/2011‎
Napoli, 18 nov. - (Adnkronos) - "Il governo e il Parlamento valuteranno se mettere mano alla riforma della legge sulle intercettazioni, l'importante e' che si smetta di parlarne ciclicamente senza fare nulla". Cosi' il vicepresidente del Csm, ...

INTERCETTAZIONI: VIETTI, VALUTEREMO SE FARE RIFORMA

Primaonline.it - ‎18/nov/2011‎
(AGI) - Napoli, 18 nov. - Governo e Parlamento valuteranno “se mettere mano alla riforma” della normativa sulle intercettazioni. A sottolinearlo, a Napoli, a margine di un'iniziativa sulla giustizia dell'ateneo Federico II, il vice presidente del Csm, ...

Intercettazioni, Vietti: Basta parole senza fare nulla

La Politica Italiana - ‎18/nov/2011‎
NAPOLI - Qualora la riforma sulle intercettazioni venisse inserita nell'agenda di Parlamento e governo, si smetta di parlare ma si agisca. Questo il monito del vicepresidente del CSM Michele Vietti interpellato dai giornalisti a Napoli a margine del ...

Giustizia: Vietti, impensabili 1.500 uffici giudiziari con risorse ...

Libero-News.it - ‎18/nov/2011‎
apoli, 18 nov. - (Adnkronos) - "Sulla riforma della geografia giudiziaria si giochera' gran parte dello sforzo di razionalizzazione del sistema". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, intervenuto all'incontro 'I cambiamenti nella ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Toghe Lucane (già de Magistris):
Chiamava i cartomanti dal telefono di servizio:
magistrato condannato per peculato

Si tratta di Claudia De Luca ex sostituto procuratore a Potenza. La sentenza emanata dal tribunale di Catanzaro.


Giovedì 17 Novembre 2011 - 19:57

Claudia De Luca, ex sostituto procuratore della Repubblica a Potenza ed ora in servizio in un'altra sede giudiziaria, e' stata condannata a un anno e sei mesi di reclusione per l'accusa di peculato, che gli era stata mossa nell'ambito dell'inchiesta conosciuta come "Toghe lucane". La sentenza e' stata emessa dal giudice dell'udienza preliminare di Catanzaro, Antonio Rizzuti, al termine del giudizio abbreviato che e' valso alla De Luca lo sconto di pena di un terzo, e nell'ambito del quale il pubblico ministero Gerardo Dominijanni aveva chiesto una condanna ad un anno e quattro mesi.

La contestazione di peculato fu mossa all'imputata dall'allora sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi de Magistris, titolare di "Toghe lucane", perche' lei avrebbe utilizzato il telefono di servizio per scopi personali. La De Luca, in particolare, secondo le accuse - del 2009 la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Vincenzo Capomolla che ha ereditato Toghe lucane dal collega de Magistris - avrebbe effettuato con il cellulare di servizio 65 telefonate, nel periodo tra maggio e ottobre del 2003, al numero telefonico 899 a pagamento per un servizio di cartomanzia.

Nell'inchiesta sarebbero emerse anche diverse telefonate effettuate dal magistrato allora in servizio a Potenza, sempre con il telefono del turno, su numeri strettamente personali e, in particolare, oltre 16.000 contatti nel periodo tra il 20 aprile 2005 e il 22 aprile 2007 sul numero di cellulare del marito. A queste, si aggiungerebbero altre telefonate, effettuate sempre con il cellulare del turno, ad altre persone vicine all'imputata. La De Luca e' attualmente tra le persone indagate nell'inchiesta denominata "Toghe lucane bis", e destinataria di uno degli avvisi a comparire emessi dalla Procura di Catanzaro che sta conducendo l'inchiesta, relativa a presunti gravi illeciti commessi tra gli altri da alcuni magistrati in servizio in Basilicata.

L'ex pm avrebbe dovuto essere sentita dai magistrati catanzaresi lo scorso 3 novembre, ma impegni del suo difensore, l'avvocato Salvatore Staiano, hanno reso necessario un rinvio dell'interrogatorio. Nell'inchiesta "Toghe lucane bis" sono ipotizzati, complessivamente, la violazione della legge sulle associazioni segrete, l'associazione a delinquere, la corruzione in atti giudiziari, l'abuso di ufficio. "Toghe lucane bis" ha preso le mosse da un presunto complotto finalizzato a calunniare l'allora sostituto procuratore di Potenza Henry John Woodcock (oggi pm a Napoli) che, insieme al suo collega Vincenzo Montemurro, ora in servizio alla Procura di Salerno, indagavano sugli intrecci tra politici e criminalita' lucana.

http://www.catanzaroinforma.it/pgn/news.php?id=36671
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:19:26, in Magistratura, linkato 1148 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Anm_Oro.jpg


Solidarietà alla collega Lia Sava


La Giunta Esecutiva Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati esprime una forte solidarietà alla collega Lia Sava, impegnata con coraggiosa determinazione nel contrasto delle attività delle organizzazioni criminali di stampo mafioso, la quale è stata destinataria di un grave episodio di intrusione nel suo ufficio presso la Procura di Palermo.

All'inquietante vicenda verificatasi deve fare seguito l'adozione di efficaci misure volte ad elevare i livelli di sicurezza degli uffici giudiziari, spesso vistosamente inadeguati anche nelle realtà più esposte all'intervento della criminalità organizzata. Su questo, l'ANM sollecita con forza un impegno comune di tutte le istituzioni.

Roma, 17 novembre 2011

La Giunta esecutiva centrale
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:14:06, in Magistratura, linkato 1365 volte)

Palermo, giallo sull'incursione notturna nell'ufficio del pm Sava

 

E' giallo al Palazzo di giustizia di Palermo per l'incursione notturna negli uffici blindatissimi del Procuratore aggiunto Antonio Ingroia e del pm della Dda Lia Sava. A quanto apprende l'Adnkronos, ignoti sarebbero entrati, forse nottetempo, nelle stanze dei due magistrati ma senza portare via nulla.

Gli investigatori che si occupano del caso non escludono che qualcuno sia entrato nelle due stanze, al secondo piano del Palazzo di giustizia di Palermo e superblindate, per togliere o sistemare delle microspie. Sulla vicenda vige il massimo riserbo. Proprio oggi il Csm ha aperto un fascicolo sul pm Ingroia per il suo intervento lo scorso 30 ottobre al congresso del Pdci.

La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo contro ignoti, e l'ha inviato, per competenza, alla Procura di Caltanissetta dopo l'incursione notturna nella stanza del pm antimafia Lia Sava, che fino a poco tempo fa era quella del procuratore aggiunto Antonio Ingroia.

Questa mattina, la donna delle pulizie, entrando nell'ufficio ha trovato dei fili tagliati a terra ma anche un congegno elettronico. Gli investigatori non escludono che si possa trattare del tentativo di installare una microspia oppure di rimuoverla. La stanza del pm, che si occupa di molte inchieste antimafia, e' stata ispezionata dai carabinieri del Ros che conducono l'indagine.

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/135641/palermo-giallo-sullincursione-notturna-negli-uffici-ingroia-sava.htm

La Rassegna

Scoperti fili in stanza Pm Dda Palermo, forse microspia

ANSA.it - ‎16/nov/2011‎
(ANSA) - PALERMO, 16 NOV - Fili tagliati e una centralina smontata sono stati trovati nell'ufficio del Pm della Dda di Palermo Lia Sava. Per gli investigatori potrebbe trattarsi di un tentativo non riuscito di piazzare una microspia nella stanza del ...

Palermo, tornano le talpe all'antimafia?

InfoOggi - ‎17/nov/2011‎
PALERMO, 17 NOVEMBRE 2011 – Brutto risveglio, ieri mattina, per Lia Sava (nella foto), pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia palermitana, che ha trovato fili tagliati ed una centralina smontata nel suo ufficio. ...

Sospetto di cimici in procura a Palermo

Il Fatto Quotidiano - ‎17/nov/2011‎
Attualmente la stanza è occupata dal sostituto procuratore Lia Sava, uno dei magistrati della Dda più esposti. Solo poche settimane fa in quell'ufficio lavorava Antonio Ingroia il magistrato che indaga sulla trattativa tra Stato e mafia La centralina ...

PALERMO: SCOPERTO CONGEGNO ELETTRONICO IN STANZA PM ANTIMAFIA

Sicilia Online - ‎16/nov/2011‎
PALERMO Incursione notturna nella stanza del pm della Dda, Lia Sava, nel Palazzo di Giustizia di Palermo. A lanciare l'allarme é stato il personale delle pulizie che ha trovato un congegno elettronico smontato, con dei fili elettrici tagliati, ...

Palermo, giallo sull'incursione notturna nell'ufficio del pm Sava

SiciliaInformazioni.com - ‎16/nov/2011‎
E' giallo al Palazzo di giustizia di Palermo per l'incursione notturna negli uffici blindatissimi del Procuratore aggiunto Antonio Ingroia e del pm della Dda Lia Sava. A quanto apprende l'Adnkronos, ignoti sarebbero entrati, forse nottetempo, ...

Sospetto di cimici in procura a Palermo Manomessa centralina negli ...

Il giornale di Pachino - ‎17/nov/2011‎
La centralina telefonica manomessa, il coperchio del congegno aperto, alcuni fili sul pavimento recisi di netto ei collegamenti interni ripristinati alla buona con il nastro adesivo. E' l'inquietante scoperta fatta ieri mattina al Palazzo di Giustizia ...

Palermo: aperto fascicolo su incursione stanza pm Sava

Antimafia Duemila - ‎16/nov/2011‎
Palermo. La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo contro ignoti, e l'ha inviato, per competenza, alla Procura di Caltanissetta dopo l'incursione notturna nella stanza del pm antimafia Lia Sava, che fino a poco tempo fa era quella del procuratore ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:08:46, in Magistratura, linkato 1409 volte)

L'Anm lancia l'allarme
"I giudici fuggono da Gomorra"

Secondo il "sindacato" delle toghe: "Nessuno vuole sostituire quelli che se ne vanno, processi di camorra a rischio". A Santa Maria Capua Vetere lasciano in sette. "Minacciati e poco protetti"

 CONCHITA SANNINO

SANTA MARIA CAPUA VETERE - C'è un Palazzo di giustizia nel casertano che sembra la Caltanissetta dei primi anni Novanta. Dove i giudici lasciano, mentre gli imputati di Gomorra di ogni livello continuano ad aumentare: compresi colletti bianchi, imprese e politici. Dove sette toghe, cinque giudici e due pm, si lasciano l'agro-aversano alle spalle e nessuno colma quei vuoti. Il primo allarme, cronologicamente, che atterra sul tavolo del neo ministro alla Giustizia Paola Severino riguarda gli uffici di Santa Maria Capua Vetere, la "capitale" dei processi al gotha dei casalesi. È il Tribunale dove rischiano di arrestarsi clamorosamente, dopo gli ergastoli del maxiprocesso Spartacus e le catture degli stragisti come Giuseppe Setola, centinaia di procedimenti seguiti anche al lavoro d'intelligence del pool antimafia che ha colpito duramente, ma non sconfitto, il cuore dell'Antistato. Per questo, i magistrati scrivono a Roma.

È severo ed argomentato l'sos lanciato dalla sottosezione dell'Associazione nazionale magistrati: presidente Anna Rita Motti, segretario Ilaria Sasso del Verme. Dodici pagine. Corredate di schede e statistiche. Documento indirizzato al Csm, al Ministro della Giustizia e alle giunte, centrale e distrettuale: per interventi "decisivi". "L'ultimo bollettino per i tramutamenti - scrivono Motti e Sasso del Verme - è andato del tutto deserto. E, davvero, occorre che su questo dato ci si ponga delle serie domande nel tentativo di fornire altrettanto
serie risposte. Il Tribunale perderà ulteriori cinque unità, e la Procura due: senza che alcuno venga a colmare i vuoti. D'altro canto, dalla lettura dei flussi degli uffici sammaritani emerge con evidenza come nel corso degli ultimi anni il numero degli affari, civili e penali, sia esponenzialmente cresciuto, anche sotto il profilo qualitativo, in maniera inversamente proporzionale allo stanziamento di risorse per la giustizia".

È l'altra faccia del "modello Caserta", il dispositivo che coordinava la prevenzione con il lavoro di repressione e di intelligence, predisposto dall'ex ministro Maroni con il capo della polizia Antonio Manganelli, in costante contatto con i vertici delle Procure di Napoli e Santa Maria. Un modello che aveva vibrato duri colpi. Innalzando, d'altro canto, il pericolo di attentati. È in questo clima che, solo negli ultimi mesi, polizia di Caserta e Dda hanno scoperto mitragliatori da guerra capaci di perforare auto blindate, un poligono di tiro segreto e due bunker, l'ultimo ieri. I magistrati, così come le forze dell'ordine sul terreno, sono esposti ad alto rischio. Anche questo è il nodo.

"Sotto il profilo della sicurezza dei magistrati - prosegue il dossier - appare assolutamente insufficiente, sia nelle sedi centrali sia in quelle distaccate, il personale delle forze dell'ordine impegnato nella sorveglianza delle udienze, che spesso si prolungano fino ad ora tarda per la celebrazione di processi anche di camorra, che espongono magistrati e testimoni ad atti intimidatori. Negli scorsi anni un magistrato addetto al settore dell'esecuzione civile ha subito gravi e odiose minacce. Analogo episodio nei confronti del giudice dell'esecuzione: la collega ha ricevuto una lettera di minacce direttamente sulla sua scrivania". La conclusione è perentoria: "La situazione allarmante che si è cercato di descrivere richiede interventi urgenti per assicurare una risposta adeguata alla crescente domanda di giustizia nel territorio sammaritano". Un tema che sarà affrontato, da domani, a Napoli, anche dinanzi al vicepresidente del Csm, Michele Vietti, al seminario organizzato dall'Anm con la corrente Unicost. Titolo evocativo: "L'efficienza del "servizio giustizia" nel tempo dell'assunzione delle responsabilità nazionali". (17 novembre 2011)

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/11/17/news/magistrati_via_gomorra-25136860/

La Rassegna

Tribunale di Gomorra, è fuga di giudici

Quotidiano.net - ‎17/nov/2011‎
Santa Maria Capua Vetere, 17 novembre - Subito un caso emblematico per il nuovo ministro della giustizia, Paola Severino. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si sta progressivamente svuotando e fare i processi ai criminali di Gomorra si annuncia ...

L'Anm lancia l'allarme "I giudici fuggono da Gomorra"

La Repubblica - ‎16/nov/2011‎
Secondo il "sindacato" delle toghe: "Nessuno vuole sostituire quelli che se ne vanno, processi di camorra a rischio". A Santa Maria Capua Vetere lasciano in sette. "Minacciati e poco protetti" SANTA MARIA CAPUA VETERE - C'è un Palazzo di giustizia nel ...

L'Anm: "Impossibile lavorare nella terra di Gomorra"

La Repubblica - ‎16/nov/2011‎
Cinque giudici lasciano il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Documento dei magistrati: "Nessuno verrà a sostituirli" Cinque giudici e due pm lasciano il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, mentre nessun magistrato chiede il trasferimento nella ...

"Nessuno vuole lavorare da noi". L'appello ad Affari del Tribunale ...

Libero News - ‎18/nov/2011‎
L'hanno definita "terra di Gomorra". E' la zona dove opera il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta. "E a Caserta uno non ce n'è, siamo noi il tribunale del capoluogo", spiega Anna Rita Motti, presidente della sottosezione locale ...

Santa Maria Capua Vetere: il tribunale è ridotto all'osso

Altopascio.info - ‎17/nov/2011‎
Il neo ministro della Giustizia, Paola Soverino, dovrà sicuramente occuparsi della problematica esistente nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere. A quanto pare in tale tribunale i magistrati sono pochi e risulta sempre più arduo sostenere i processi ...

Giustizia, Picierno (Pd): "Garantire funzionamento Tribunale”

Caserta News - ‎17/nov/2011‎
- "L'Associazione Nazionale Magistrati, come si apprende da numerosi organi di stampa in questi giorni, ha lanciato un allarme sulla carenza di organico nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha oltrepassato i limiti sostenibili e sta ...

Nessuno vuol fare il magistrato in terra di Gomorra. Alto rischio ...

Paperblog - ‎17/nov/2011‎
Poco più di un anno fa nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, Andrea Selva, presidente del tribunale fu costretto a ridurre il numero di udienze ordinarie al fine di evitare che si bloccasse il flusso dei processi contro la ...

Santa Maria Capua Vetere, lasciano in 7 magistrati in fuga dalla ...

Il Mattino - ‎17/nov/2011‎
SANTA MARIA CAPUTA VETERE - Molti stanno lasciando, nessuno vuole andarci: il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si svuota, fare i processi ai criminali di Gomorra diventa sempre più difficile. Proprio in un momento in cui sarebbe necessario il ...

GOMORRA resta senza magistrati

Il Fatto Quotidiano - ‎16/nov/2011‎
Nessuno vuole venire a fare il magistrato a Gomorra. Cinque giudici e due pm lasciano Santa Maria Capua Vetere (Caserta) mentre il Csm mette a... Inviando questo form dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di ...

Santa Maria Capua Vetere - Aperti altri due centri per la raccolta ...

AttivaMentenews.it - ‎16/nov/2011‎
Oltre a Palazzo Lucarelli, potranno essere consegnati in Via Galatina e in Piazza Coniugi Di Monaco. Il Comune di Santa Maria Capua Vetere ha attivato altri due sportelli per la raccolta dei questionari del censimento ISTAT 2011. ...

Santa Maria Capua Vetere - Fuga di magistrati dal Tribunale.

AttivaMentenews.it - ‎16/nov/2011‎
Vi è ormai una fuga dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Cinque giudici e due pubblici ministeri lasceranno il Tribunale, mentre nessun magistrato ha fatto richiesta di essere trasferito a Santa Maria Capua Vetere. Negli ultimi anni, il carico di ...

Si svuota il tribunale di S. Maria Capua Vetere

Lettera43 - ‎16/nov/2011‎
Nella giornata in cui è venuto alla luce un altro bunker utilizzato dai latitanti del clan dei casalesi è arrivata la notizia dell'addio di sette magistrati al tribunale di Santa Maria Capua Vetere: si tratta di di cinque giudici e due pubblici ...

5 giudici e 2 pm lasciano il Tribunale: allarme Anm

Caserta News - ‎16/nov/2011‎
- Cinque giudici e due pm lasciano il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, mentre nessun magistrato chiede il trasferimento nella terra di Gomorra. L'Anm lancia l'allarme: diventa impossibile garantire lo svolgimento dei processi. ...

Fuga dei magistrati da Gomorra. I processi sono a rischio

Linkiesta.it - ‎16/nov/2011‎
Cinque giudici e due pubblici ministeri lasciano il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Zero, invece, le domande di trasferimento lì. Lo denuncia l'associazione nazionale magistrati che sottolinea, in un documento, le difficoltà di far fronte agli ...

Giustizia - Processi a rischio nel napoletano

OggiNotizie (Comunicati Stampa) (Blog) - ‎16/nov/2011‎
Sono ben cinque i magistrati e due pm che hanno deciso di lasciare il tribunale di S.Maria Capua Vetere (Caserta), ma il problema è che non è stato comunicato nessun rimpiazzo o sostituzione. A comunicare la notizia ea lanciare l'allarme è la ...

Giustizia: Anm casertana, in troppi lasciano Tribunale e nessuno ...

La Repubblica Napoli.it - ‎16/nov/2011‎
Napoli, 16 nov. - (Adnkronos) - Organico ridotto e carico di lavoro aumentato, in un Tribunale impegnato in processi contro la criminalita' organizzata come quello di Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta. E' l'allarme lanciato dalla ...

Allarme Anm. A rischio i processi in terra di Gomorra.

MNews.IT - ‎16/nov/2011‎
NAPOLI, 16 Novembre 2011 – Cinque giudici e due pm lasciano il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), mentre nessun magistrato chiede il trasferimento nella terra di Gomorra. L'Anm lancia l'allarme: diventa impossibile garantire lo ...

Santa Maria Capua Vetere - avviata la raccolta delle firme contro ...

AttivaMentenews.it - ‎14/nov/2011‎
Santa Maria Capua Vetere - avviata la raccolta delle firme contro la realizzazione del Digestore Anaerobico. Sabato c'è stato il primo incontro della Consulta per l'Ambiente con la cittadinanza. Sabato 13 novembre, vi è stato il primo incontro con la ...

CAMERA PENALE S. MARIA CV (CASERTA): DA OGGI SCIOPERO PER 5 GIORNI

CasertaSette.com - ‎14/nov/2011‎
SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta), 14 novembre 2011 (Casertasette) - Aderirà anche la Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere allo sciopero nazionale indetto per cinque giorni, dal 14 al 18 novembre prossimi, dall'Unione Camere Penali Italiane che ...

Santa Maria Capua Vetere, al via i corsi presso l'università delle ...

l'eco di caserta (Blog) - ‎13/nov/2011‎
SANTA MARIA CAPUA VETERE (CASERTA) – Voi lo sapete che a Santa Maria Capua Vetere c'è l'Università delle Tre Età? Proprio così. Si chiama Unitre, in questi giorni ha inaugurato il sesto anno di attività e rappresenta un momento di incontro tra la ...

LiberoReporter - ‎17/nov/2011‎
Si assottiglia sempre di più la schiera di magistrati impegnati nella lotta alla criminalità organizzata nel casertano. In un lungo ed articolato documento la sottosezione di S. Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, dell'Associazione nazionale ...


Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 

Nuove tabelle degli uffici giudiziari, l’Avvocatura è pronta a dire la sua. Il 19 novembre incontro a Roma dei rappresentanti nei Consigli giudiziari

Riunione plenaria a Roma, il 19 novembre, dei rappresentanti avvocati nei Consigli giudiziari, aperta anche ai componenti del Consiglio superiore della magistratura.
L’ha convocata la commissione Consigli giudiziari del Cnf, coordinata da Ettore Tacchini, con la circolare 27-C- 2011, con l’obiettivo di analizzare la nuova circolare tabelle del Csm (prot. N. 19199/2011 del 27 luglio 2011) per la organizzazione del lavoro negli uffici giudiziari per il triennio 2012-2014 e studiare le novità in tema, introdotte dal decreto legge 98/2011 (manovra di luglio) convertito in legge n. 111/2011.
In particolare, quest’ultimo provvedimento all’art. 37 (commi 1-4) , prevede la definizione da parte dei capi degli uffici giudiziari di Programmi annuali per la gestione dei procedimenti civili, amministrativi e penali pendenti, per la cui redazione sarà necessaria una nuova tipologia di interlocuzione obbligatoria tra Capi degli Uffici Giudiziari e Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Tali Programmi diventeranno parte integrante della proposta tabellare. Dunque, rileva il Cnf “all’ Avvocatura è offerta un’ulteriore possibilità di intervenire direttamente e in modo concreto nella gestione ed organizzazione del lavoro degli uffici giudiziari”.
La circolare 27-C-2011 segnala che con riferimento alla formazione delle nuove tabelle degli uffici del giudice di pace, il CSM non ha reso obbligatoria l’interlocuzione tra i dirigenti degli Uffici del Giudice di Pace ed i Consigli dell’Ordine prima della formazione delle proposte tabellari, cosicché le proposte tabellari perverranno (in molti distretti risulta che siano già pervenute) attraverso il Presidente della Corte per consentire ai Consigli degli Ordini di far pervenire eventuali osservazioni prima dell’esame delle proposte in seno ai Consigli Giudiziari.
Alcune novità sono state introdotte in materia di formazione delle proposte tabellari degli uffici giudicanti ordinari. Tra tutte se ne segnalano due, di particolare rilievo. La prima stabilisce l’obbligatorietà per i Dirigenti degli Uffici di interpellare la Commissione Flussi prima della redazione del Documento Organizzativo Generale (DOG) e della conseguente proposta tabellare. “Ciò comporterà un aggravio di lavoro per le Commissioni Flussi (e per tutti i Consiglieri Giudiziari che ne fanno parte) ma costituirà, attraverso la radiografia dei flussi degli affari, un importantissimo strumento per “tentare” di riequilibrare il lavoro dei singoli uffici giudicanti”, rileva il Cnf.
La seconda elimina, nell’adozione della variazione tabellare urgente immediatamente esecutiva relativa all’assegnazione degli affari, la condizione ostativa costituita dalla presentazione di osservazioni da parte degli interessati, ferma mantenendo tuttavia la necessità del parere favorevole unanime del Consiglio Giudiziario.
Con riferimento poi alla sezioni distaccate, la circolare Csm ribadisce che le proposte tabellari devono indicare i criteri ai quali il Presidente del Tribunale si attiene nell’adozione del provvedimento in cui sposta la trattazione di una o più udienze civili o penali da distaccata a centrale o altra distaccata e viceversa. Il provvedimento, se relativo a singoli procedimenti, va adottato successivamente all’instaurazione del procedimento, dopo avere sentito il giudice designato per la trattazione.
Il termine per il deposito delle proposte tabellari (ordinarie) è stato unificato per tutti gli uffici e fissato al 31.12.2011, salva possibilità di differimento motivato al 31.03.2012. Il termine per eventuali osservazioni alla proposta tabellare da parte dei Consigli dell’Ordine rimane fissato in giorni 10, decorrenti dal giorno di comunicazione della proposta tabellare in forma cartacea da parte del Presidente della Corte d’Appello.
Altra scadenza importante è il rinnovo della composizione dei Consigli giudiziari: il quadriennio di durata in carica degli attuali Consiglieri Giudiziari scadrà il prossimo aprile 2012. Il Cnf ha invitato dunque i Consigli dell’Ordine a individuare tempestivamente i nominativi degli Avvocati da sottoporre al Consiglio Nazionale Forense per la designazione nei Consigli Giudiziari, attesa la non rinnovabilità immediata del mandato.
Vai alla Circolare 25-C-2011

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=43874
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/11/2011 @ 16:11:25, in Indagini, linkato 1647 volte)
Padri separati: Falso "Caritas"
la nuova "affittopoli" romana




E' più di un anno che l'utenza del web e il popolo televisivo da casa ascoltano la bufala sugli "uomini separati" in fila alle mense dei poveri e della Caritas.

LEGGI IL RAPPORTO CARITAS

E' un fatto, invece, che il rapporto Caritas 2010 e l'ultimo, pubblicato nel 2011, abbiano smentito categoricamente la bufala, dichiarando "Veri Poveri" soltanto le Donne e i Giovani. Inoltre, per tema di essere in errore, facendo una ricerca sul sito della Caritas italiana non c'è nessuna menzione al capitolo "padri separati", anche considerando che la parola "padri" in ambito cattolico può essere destinata ad identificare qualsiasi ordine monastico maschile (i padri comboniani, ad esempio).


Nonostante l'evidente mistificazione, spiegata in tutte le salse da Caritas perché il dato "padri separati dalle famiglie" si riferisce "solo" agli internazionali e agli extracomunitari che tentano la sorte in Italia, che si trovano nel nostro paese e sono di fatto separati fisicamente dai figli, il solito gruppetto di associazioni ha monopolizzato fondi pubblici per confezionare una "affittopoli" di partito per uomini separati.

Le donne, stante venga affidata a loro in giudizio la cd "casa coniugale" (la quale spesso è solo in affitto), non hanno mai visto affitti calmierati a 200 euro/mese o il diritto ad accedere alle case popolari.

Sto parlando di una affittopoli grave e già in cancrena, come quella in Roma dove il sindaco di destra premia lo "scenografo" televisivo (ex Rai) con villetta premio a soli 200 euro al mese, in un grazioso residence della capitale. Così, dopo l'affittopoli come finanziamento illecito agli esponenti di partito, il traffico di escort pro parlamentari e la casa alle Olgettine, la destra ci ha regalato "le villette a schiera" per la residenza dei quadri di partito.


Casualmente ho appena scoperto che l'account Youtube "matrimonialisti", che viste anche le pubblicazioni è immediatamente riconducibile alla Associazione Matrimonialisti italiani, è sempre gestito dalla Geobox.IT Srl di Firenze. Lo scopro perché l'amministratore del profilo youtube linka l'intervento dell'avvocato Gassani, presidente AMI, al sito mobbing.giudiziario.info.  (vedere in immagine qui sopra)
Il sito è registrato dalla medesima società che gestisce l'intero pacchetto delle oltre 500 pagine facebook, che mistificano i contenuti sulla violenza alle donne, in cui il dominio è "giudiziario.info", mentre la parola mobbing prima del punto rappresenta il dominio di terzo livello. (già visto...)

La domanda, lecita a mio avviso, è come mai l'Associazione Matrimonialisti, il cui Presidente sovente è stato ascoltato perorare la "triste" causa degli uomini separati, si avvalga della collaborazione di questa società responsabile di numerosi casi di abuso della credulità popolare, di falso e di centinaia di clonazioni personali o associative. Si veda per tutti:  Feminazi Leaks e relative pagine facebook (No alla violenza sulle donne, Diario di una femminista + 500), tutte, immancabilmente, gestite da uomini.

Di seguito la rassegna in merito alla nuova affittopoli capitolina.

Loredana Morandi

***

LA PRIMA è IN VIA DI TORRE DI PRATO LUNGO

Un'altra casa per i padri separati

Inaugurata all'Infernetto: 10 appartamenti dove i papà in difficoltà economiche potranno accogliere i figli


ROMA - Si chiama «Casa dei papà 2» e accoglierà, per ulteriori 12 mesi, quei padri che non sono riusciti a riconquistare l'autonomia economica e sociale dopo il primo anno di soggiorno nella casa dei papà di Torre di Prato Lungo. Obiettivo è quello di dare la possibilità, anche ai genitori separati che non vivono con i figli, di poterli ospitare in un clima familiare.

LA NUOVA STRUTTURA - Ad inaugurare la struttura e consegnare le prime case a 10 papà è stata il vice sindaco Sveva Belviso che ha visitato la casa gestita dalla cooperativa 'Un sorrisò che si trova all'Infernetto in via degli Strauss. All'interno del comprensorio ci sono 10 appartamenti di circa 65 metri quadri dotati di ogni confort: dal terrazzo alla lavatrice, impianto di condizionamento, forno a microonde e scalda salviette. Ogni appartamento è composto da soggiorno con angolo cottura, camera matrimoniale e divano letto in salotto, bagno e terrazzo. Inoltre a disposizione degli ospiti c'è un giardino interno e una villa adibita a spazio comune per attività ludico-ricreative per i bambini e di supporto familiare, legale e psicologico.

DIFFICOLTA' ECONOMICHE - Per poter accedere alla casa i papà devono possedere una serie di requisiti: essere separati avere uno o più figli e un reddito Isee non superiore ai 7 mila euro nel primo caso e ai 9 mila con due o più figli. Dopo un primo colloquio nel municipio di residenza sarà il dipartimento per le politiche sociali ad effettuare un'ulteriore verifica: il papà entrerà prima nella struttura in via della Torre di Prato Lungo dove potrà rimanere per 12 mesi pagando un affitto di 200 euro e poi, se non riesce a riacquistare l'autonomia economica, sarà ospitato per un altro anno nella casa di Papà 2 pagando 300 euro al mese. «Grazie a questa nuova struttura - ha spiegato Belviso - offriamo un ulteriore aiuto a quei padri separati che, anche a causa della grave crisi economica mondiale, non riescono in un anno a ricostruire la propria autonomia economica e sociale. Inoltre, all'interno del nuovo piano regolatore sociale, abbiamo modificato la delibera numero 163 che regola l'emergenza abitativa equiparando a questa situazione il coniuge separato non affidatario». (fonte Ansa)

18 novembre 2011 (modifica il 20 novembre 2011)
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_novembre_18/casa-padri-divorziati-2-1902226437669.shtml

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 17/11/2011 @ 20:22:03, in Giuristi, linkato 2312 volte)
La conversazione tra Ucpi e Anm ha raggiunto il punto di incomunicabilità. Il comunicato di ucpi ripreso da Agi sembra in alcuni punti una richiesta di impunità, quando probabilmente vuol essere una richiesta di riconoscimento in clima di reprocità. Una richiesta che purtroppo perde a monte il requisito di reciprocità proprio nella enorme massa totale degli avvocati in Italia. L.M.

GIUSTIZIA: PENALISTI, ANM FINGE

DI NON CAPIRE MOTIVI SCIOPERO


(AGI) - Roma, 16 nov. - L’Anm “fa finta di non capire e interpreta le ragioni dell’astensione dei penalisti sul piano dei rapporti personali tra pm e giudici, mentre invece la questione che poniamo attiene all’equilibrio tra poteri e all’attuazione del precetto costituzionale della terzieta’ del giudice. Cio’ fa torto alla intelligenza nostra quanto a quella di chi critica il manifesto che abbiamo rivolto ai cittadini”.

L’Unione delle camere penali replica cosi’ alle critiche dell’Associazione nazionale magistrati sullo ’sciopero’ attualmente in corso: “La mancata separazione delle carriere e del relativo Csm - insiste l’Ucpi in una nota - fa si’ che il giudice condivida la carriera con il pm, e questo sia in termini di progressione sia in termini di disciplina. Se cio’ e’ offensivo, lo e’ per la terzieta’ del giudice, non altro”.

Dunque, avvertono i penalisti, “smetta l’Anm di assumere contegni sdegnati, espressione di una demagogia cui purtroppo sempre piu’ spesso quel sindacato indulge, e si confronti con la serieta’ che l’importanza del tema merita. E visto che ci siamo, risponda qualcosa sui temi oggetto dell’astensione: niente da dire sulle intercettazioni tra assistiti e avvocati? E sugli arresti nello studio di un avvocato di un assistito che si poteva fermare anche al portone? E sul segreto professionale?”.

Conclude l’Unione delle camere penali: “Chi difende la giurisdizione e la legalita’ dovrebbe essere in prima linea quando viene compulsato il diritto di difesa, perche’ dovrebbe sapere che soltanto nel pieno e libero esercizio di tale diritto puo’ celebrarsi un processo giusto e puo’ giungersi a un accertamento del fatto corretto. Strano che non ci sia nulla da dire”. (AGI) Pgi
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










19/08/2019 @ 18.23.36
script eseguito in 468 ms