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 Miuu significa "bellissima piuma"... di Lunadicarta
 
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Un criminale è un orrore per i giusti, un uomo giusto è un orrore per i criminali.

Libro dei Proverbi 29:27
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Notizie riservate a giornalisti, arrestato sottufficiale Gdf


lunedì 18 ottobre 2010 17:07

MILANO (Reuters) - Un sottufficiale della Guardia di Finanza di Pavia è stato arrestato nell'ambito di un'inchiesta della procura di Milano sull'accesso abusivo a sistemi informatici dati in uso al Corpo.

E' quanto riferito oggi dalle Fiamme Gialle di Pavia e da fonti giudiziarie che hanno precisato che per l'agente -- che ora si trova ai domiciliari -- l'accusa è accesso abusivo a sistema informatico con l'aggravante di essere pubblico ufficiale e di aver effettuato accessi a banche dati di interesse pubblico e militare.

Nella vicenda inoltre un giornalista del settimanale "Panorama" ha ricevuto un avviso di garanzia.

Secondo le fonti, l'agente della Gdf di Pavia --che avrebbe effettuato un migliaio di accessi tra il 2008 e il 2009 -- aveva raccolto e fornito informazioni al giornalista di "Panorama", Giacomo Amadori, su membri della famiglia Agnelli, su politici come il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, sul giudice Raimondo Mesiano, sul comico Beppe Grillo e sulla escort Patrizia D'Addario.

Attualmente gli inquirenti stanno verificando se le informazioni siano state cedute in cambio di denaro.

Il finanziere è stato scoperto dal comandante provinciale della Gdf di Pavia, insospettito da anomalie nel comportamento del collega.

 
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Di Loredana Morandi (del 19/10/2010 @ 08:01:09, in Magistratura, linkato 1426 volte)
In primo grado il Tribunale aveva escluso in toto le carte

Abu Omar, giudici di Milano:
sì ai verbali degli agenti del Sismi
ma con omissis


Milano - (Adnkronos) - I giudici della corte d'Appello di Milano hanno deciso di acquisire i verbali delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari dagli agenti del Sismi, imputati al processo per il sequestro dell'ex imam. No a Berlusconi e Prodi testimoni in aula . Rapimento Abu Omar nei file di Wikileaks, pubblicato nuovo documento della Cia. L'ex imam: "Con i soldi del processo fonderò un partito islamico"

Milano, 18 ott. (Adnkronos) - I giudici della corte d'Appello di Milano hanno deciso di acquisire i verbali delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari dagli agenti del Sismi, imputati al processo per il sequestro di Abu Omar, ma i documenti dovranno essere omissati.

La decisione dei giudici di secondo grado modifica parzialmente quella assunta dal Tribunale sullo stesso tema. In quella sede, infatti, il giudice Oscar Magi quelle carte le aveva escluse in toto. Per il resto la corte d'Appello ha confermato quanto accaduto al primo processo e ha ribadito il 'no' alla testimonianza in aula di Silvio Berlusconi ed il suo predecessore a Palazzo Chigi Romano Prodi.

La Rassegna

Giudici Milano, acquisibili verbali agenti Sismi su Abu Omar

ANSA.it - ‎18 ore fa‎
(ANSA) - MILANO, 18 OTT - Via libera dalla Corte d'Appello di Milano, alla acquisizione dei verbali degli agenti del Sismi imputati nel processo Abu Omar. ...

Abu Omar/ Giudici: sì a verbali agenti Sismi ma omissati

APCOM - ‎21 ore fa‎
... imputati al processo per il sequestro di Abu Omar, ma i documenti dovranno essere omissati togliendo le parti coperte secondo la sentenza della Corte ...

Appello Abu Omar, no del pg ad audizioni Berlusconi e Prodi

Reuters Italia - ‎12/ott/2010‎
MILANO (reuters) - Al processo d'appello in corso a Milano per la vicenda dell'imam egiziano Abu Omar, che sarebbe stato rapito nel 2003, trasferito in ...

Abu Omar/ Corte sospende risarcimento per due imputati Sismi

Virgilio - ‎28/set/2010‎
... del risarcimento danni per due uomini del Sismi, Luciano Sena e Pio Pompa, condannati in primo grado in relazione al rapimento dell'imam Abu Omar. ...

Caso Abu Omar: giudici Milano, si a verbali agenti Sismi ma con ...

Il Secolo XIX - ‎21 ore fa‎
... nel corso delle indagini preliminari dagli agenti del Sismi, imputati al processo per il sequestro di Abu Omar, ma i documenti dovranno essere omissati. ...

Rozzano, a tu per tu con Armando Spataro in biblioteca

Mi-Lorenteggio - ‎04/ott/2010‎
Il caso Tobagi e le Brigate Rosse, il sequestro di Abu Omar, la 'ndrangheta al Nord: sono alcune delle inchieste più scottanti dirette in prima persona e ...
Armando Spataro: "Ne valeva la pena" LeccoProvincia.it (Blog)

Spataro: "Riforme solo per Berlusconi"

La Provincia di Como - ‎11/ott/2010‎
Il libro inizia con la vicenda Abu Omar, l'imam di Milano rapito nel 2003 da agenti della Cia e del Sismi e portato in Egitto. ...

18/10/2010 - 11:26 Abu Omar: Corte Appello, si' verbali agenti Sismi

Regione Campania - ‎20 ore fa‎
(ANSA) - MILANO, 18 OTT - Saranno acquisiti i verbali degli agenti Sismi al processo di 2/o grado sulla vicenda del sequestro di Abu Omar: cosi' la Corte ...

Caramazza: in 34 anni le cause sono aumentate del 408%. Le forze ...

Il Sole 24 Ore - ‎14/ott/2010‎
... ha rappresentato la presidenza del Consiglio dei ministri in importanti cause davanti alla Corte costituzionale, quali quella sul caso Abu Omar, ...

Guardare ai fatti l'impegno per il buon Pm

Il Sole 24 Ore - ‎24/set/2010‎
Se Abu Omar fosse rimasto in Italia «le indagini della polizia sarebbero state ancora più penetranti e incisive». Per Spataro è indispensabile una modifica ...
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Non solo Avetrana,
molte le case meta
del turismo dell'orrore

ultimo aggiornamento: 18 ottobre, ore 15:43

Roma - Adnkronos) - Dalla strage di Erba al caso Carretta, sono molte le case bollate come 'maledette' che successivamente vengono vendute e neanche a distanza di troppo tempo, magari offerte a prezzi stracciati
Roma, 18 ott. - (Adnkronos) - Bollate come 'maledette', spesso meta di turismo macabro, successivamente vendute e neanche a distanza di troppo tempo, magari offerte a prezzi stracciati. La casa della famiglia Misseri ad Avetrana, al centro delle indagini per la morte di Sarah Scazzi, non sembra sfuggire al destino mediatico che ha accompagnato in passato altri luoghi di delitti, presi d'assalto da giornalisti, fotografi e curiosi che anche in queste ore, ininterrottamente, 'assediano' la casa di Avetrana in cui si è consumato il delitto di Sarah. Ecco il destino che hanno avuto le case degli orrori, le abitazioni nelle quali si e' scatenata la furia omicida in tanti casi di cronaca.

STRAGE ERBA - E' stata donata alla Caritas per essere trasformata in un rifugio accogliente, sicuro e gratuito la casa nella quale l'11 dicembre del 2006 vennero massacrati Raffaella Castagna, la madre Paola, il piccolo Youssef e Valeria Frigerio e ferito gravemente il marito di quest'ultima, Mario, ad opera di Olindo Romano e Rosa Bazzi.

CASO CARRETTA - Al centro di una vera e propria querelle giudiziaria, invece, finì la casa dei Carretta, la famiglia di Parma scomparsa dalla città emiliana nell'agosto 1989 del cui massacro si è autoaccusato il primogenito Ferdinando. L'uomo, rinchiuso in un ospedale psichiatrico e tornato in libertà, è entrato in possesso della casa, che fu comprata dal padre nel 1973 e che oggi ha un valore di circa 300 mila euro. La residenza è stata assegnata a Ferdinando in seguito ad un accordo firmato con le zie Paola Carretta, Adriana e Carla Ghezzi.

DUPLICE DELITTO DI FERRAZZANO - E' tuttora chiusa ed è stata messa recentemente in vendita la villetta nella campagna molisana, dove il 28 aprile del 2005 Angelo Izzo, il mostro del Circeo, tornò a colpire, massacrando due donne Maria Carmela e Valentina Maiorano. Madre e figlia, manette ai polsi, la bocca sigillata con nastro adesivo, avvolte in buste di plastica, vennero trovate sepolte nel giardino che circonda l'abitazione. Coperta da una fitta vegetazione la villetta dei nuovi orrori di Izzo, una costruzione modesta a due piani, è poco distante dal vicino centro abitato di Ferrazzano in provincia di Campobasso. E' di colore giallo pallido con un cancello rosso, simile ad altre cinque o sei, che si trovano nella stessa area. Il colpo d'occhio generale è quello di una zona isolata. La casa è circondata da una rigogliosa siepe e da alcuni alberi. Vi si accede per una strada privata.

MASSACRO DEL CIRCEO - Niente a che vedere, il villino giallo di Ferrazzano per dimensioni e lusso, con il primo atroce scenario sul quale si consumarono nel 1975 le atrocità di Izzo e dei suoi compagni, Gianni Guido e Andrea Ghira sul promontorio del Circeo. La residenza bianca e fastosa nelle cui stanze i tre giovani torturarono e massacrarono Rosaria Lopez, che ne morì, e violentarono Donatella Colasanti, miracolosamente scampata alla furia del branco dei suoi seviziatori (la donna è morta trent'anni più tardi, il 30 dicembre del 2005). La villa sorge oltre Punta Rossa, nella zona più incantevole di San Felice Circeo, in provincia di Latina, a 'Quarto Caldo', in via della Vasca Moresca. Resa completamente invisibile dalla vegetazione, come le altre storiche e sontuose abitazioni estive confinanti, è a picco sul promontorio con una vista mozzafiato. Ma da quella terribile e indimenticabile notte di settembre la casa è sempre rimasta chiusa. I famigliari di Ghira non vi hanno più messo piede. E qualche anno fa sono riusciti a venderla.

L'OMICIDIO COGNE - Resta ancora in cima alla classifica del turismo dell'orrore la casa di Cogne dove il 30 gennaio 2001 veniva massacrato il piccolo Samuele Lorenzi. Fotografata, sequestrata, dissequestrata, messa nuovamente sotto sequestro, l'abitazione anche a distanza di anni, non ha mai smesso di essere meta di veri e propri pellegrinaggi del turismo macabro. Luogo di un delitto tanto efferato, non è però mai stata abbandonata a se stessa, tantomeno messa in vendita.

NOVI LIGURE - Solo, senza più l'affetto dei suoi cari, Francesco De Nardo, il padre di Erika, la ragazzina che il 21 febbraio 2001 massacrò, insieme al fidanzatino Omar, la madre Susy e il fratellino di 11 anni Gianluca, non ha mai abbandonato la casa degli orrori, in via don Beniamino Dacatra, 12 a Novi Ligure. Tutto ''casa e lavoro'', così lo descrivono i suoi dirimpettai, l'ingegner De Nardo ha deciso di continuare a vivere nella villetta a schiera dove i Ris di Parma, pochi giorni dopo il massacro, trovarono ''una realta' da incubo''.

VIA POMA - E' stato venduto l'appartamento di via Carlo Poma 2, al rione Prati, dove nella serata del 7 agosto 1990 venne trovato il cadavere di Simonetta Cesaroni martoriato da 29 coltellate. L'abitazione che ospitava gli uffici dell'Associazione Italiana degli Alberghi della Gioventù è stato venduto e completamente ristrutturato. Per cancellare il ricordo di quello che avvenne, sono state abbattute pareti, cambiati i pavimenti. L'appartamento è molto grande ed era diviso al momento del delitto in sette stanze più accessori: un ingresso con un lungo corridoio sul quale si affacciavano tutte le porte e in fondo al quale c'era la stanza dove è stato trovato il corpo seminudo di Simonetta. Un giallo non ha mai trovato soluzione.

DELITTO MEREDITH KERCHER - A Perugia in una villetta in via della Pergola, il primo novembre 2007 venne assassinata la studentesse britannica Meredith Kercher. Un omicidio che ha visto sul banco degli imputati Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Rudy Guede (i primi due condannati in primo grado rispettivamente a 25 e 26 anni, mentre Guede sta scontando una condanna in appello a 16 anni). La casa, a lungo sotto sequestro, e' ora nuovamente stata data in affitto.

OMICIDIO DELL'OLGIATA - Il 10 luglio 1991 la scia di sangue che macchia la capitale arriva invece in una villa del comprensorio dell'Olgiata. E' quella dove abitano la contessa Alberico Filo della Torre e la sua famiglia. La nobildonna muore alle 8.45 del mattino nella sua camera da letto, chiusa a chiave, dove l'assassino la strangola e la finisce colpendola più volte alla testa con uno zoccolo. Al momento del delitto si trovano i due figli piccoli della vittima, le due domestiche , una governante e alcuni operai che stavano montando gli allestimenti per un party previsto per la serata stessa di quel giorno. Anche in questo caso l'omicida non è mai stato identificato. L'abitazione, circondata da un grande giardino, è stata acquistata da una società un anno dopo l'omicidio ed è attualmente abitata.

DELITTO TALENTI - L'altra casa del mistero è quella della commercialista Antonella Di Veroli, assassinata nella sua abitazione in via Oliva, a Talenti, il 10 aprile 1994. Il corpo della professionista, però, viene rinvenuto soltanto due giorni dopo: il killer lo ha sigillato nell'armadio in camera da letto dopo aver sparato alla donna due colpi di pistola alla testa. Anche in questo caso, le piste investigative seguite non hanno portato ai frutti sperati. Ma la casa non fa paura. Ha trovato un nuovo inquilino, è stata riaperta, ristrutturata ed è tuttora abitata. -

VILLA MASO - E' stata venduta Villa Maso, la villetta che si staglia sullo scenario rassicurante delle colline di Montecchia di Crosara, in provincia di Verona. E' qui che Pietro Maso uccise il padre e la madre con altri complici per impossessarsi dei loro risparmi. E' una casa come ce ne sono tante in quella zona, frutto di anni di lavoro di Antonio e Rosa, le vittime di Pietro. Nell'aprile del 1991 il giovane si apposta nella cucina dell'abitazione, che diviene teatro del massacro, e commette il duplice omicidio. La casa e' stata venduta e il nuovo proprietario ha diviso la casa in due appartamenti , entrambi affittati.

Adnkronos
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Di Loredana Morandi (del 18/10/2010 @ 21:06:40, in Magistratura, linkato 1406 volte)
Palamara (Anm) ad Affaritaliani.it:
"Il processo breve non è una priorità"


Martedí 12.10.2010 12:00
Di Ulisse Spinnato Vega

Pubblici ministeri che cercano fama da star prendendo di mira i vip? "Magari qualcuno ci sarà pure, ma noi preferiamo riconoscerci nei tantissimi magistrati che nell'ombra fanno un lavoro certosino per il sano funzionamento della giustizia". Nessun riferimento diretto a Henry John Woodcock da parte di Luca Palamara, presidente dell'Anm, che naturalmente non entra nel merito dell'indagine di Napoli sul presunto ricatto ai danni di Emma Marcegaglia e sulle perquisizioni alle sedi del Giornale. Però il senso della battuta è chiaro: per le toghe conta più la foresta che cresce silenziosa rispetto al singolo albero che cade con fragore.

Il presidente dell'Anm anticipa ad Affaritaliani.it i nodi che la sua organizzazione tratterà nel congresso di fine novembre: "Daremo grande importanza alle questioni della riforma e dell'autoriforma del sistema giudiziario. Siamo impegnati anche sul fronte etico e vogliamo far conoscere ai cittadini queste tematiche". Il governo ha promesso ancora una volta risorse fresche per la giustizia, ma questo non rende digeribile ai magistrati l'eventuale provvedimento sul processo breve. "Ben vengano più fondi - dice Palamara - però ci vogliono interventi strutturali che consentano di fare i processi anziché cancellarli. Parliamo allora di revisione delle circoscrizioni, informatizzazione, snellimento delle procedure. E poi discuteremo anche di processo breve".

A proposito del ridisegno delle sedi giudiziarie, l'Anm resta fedele al progetto di tagliare quelle con meno di 20 magistrati tra giudicanti e requirenti (una sessantina su oltre 160). Ma il 'niet' delle toghe risuona forte e chiaro sul tema della separazione delle carriere annunciata dal governo. E Palamara spiega: "Noi vogliamo che il pubblico ministero resti nella cultura della giurisdizione, deve mantenere il profilo del giudice. Non vogliamo il pm-poliziotto. Quello della contiguità tra pubblico ministero e giudice è un argomento vecchio, eppure sempre di attualità. Basta però vedere i numeri per capire che la contiguità non esiste: infatti circa il 40% delle richieste di condanna da parte dell'accusa, ad esempio, viene rifiutato".

Il presidente dell'Anm glissa ("sono materie che attengono alla politica") quando si parla della 'leggina' che potrebbe accompagnare il premier Berlusconi verso il lodo Alfano costituzionale, neutralizzando così il pericolo di una bocciatura del legittimo impedimento da parte della Consulta. Ma poi ribadisce: "Per noi vale sempre il principio che la legge è uguale per tutti". Invece sulle intercettazioni, che forse il Parlamento si accinge a tirare fuori dal congelatore, Palamara chiarisce: "E' uno strumento che va soltanto disciplinato per arginare la diffusione di materiale irrilevante. Serve un'udienza stralcio che faccia da filtro e impedisca il propalarsi di notizie che riguardano la sfera privata delle persone e sono inessenziali ai fini dell'indagine".

Affari Italiani.it

***

«Sì ai controlli, ma senza
sostituire il disciplinare»


17 ottobre 2010 alle ore 06:37.

MILANO - Dottor Luca Palamara, lei è alla guida di un'associazione nazionale magistrati, che è stata spesso accusata di arroccamento corporativo anche di fronte a un principio elementare come il «chi sbaglia paga».

Nessun arroccamento. Anzi, una delle battaglie di questa Anm è proprio quella di rafforzare la professionalità di tutti i magistrati. Questa sì che è una vera garanzia per il cittadino. Per questo siamo tutti impegnati per fare funzionare quel meccanismo di valutazione del profilo del magistrato da effettuare ogni quattro anni da parte del Csm per poi consentire la progressione in carriera. Un ridimensionamento dello storico requisito dell'anzianità che non ci vede certo ostili.

Però il cittadino deve potere contare su un sistema che permetta la sanzione del magistrato che commette uno sbaglio...

Senza dubbio. Però non serve un sistema di responsabilità paradisciplinare introdotto in maniera surrettizia. La legge Vassalli non può essere utilizzata o riformata nella sola prospettiva di una sua supplenza rispetto a un inefficiente sistema disciplinare. La volontà espressa nel referendum Tortora va rispettata, ma credo che cedere alla tentazione di scorciatoie, in una materia tanto delicata, sarebbe una strada pericolosa anche per i cittadini.

Ma la giustizia domestica non si è dimostrata troppo compiacente, tanto da rafforzare le ipotesi di una sezione disciplinare esterna al Csm?

I dati raccontano una storia diversa. Oltre il 10% dei magistrati è stato sottoposto a procedimento disciplinare e il 3% è stato condannato. Bisogna però tenere fermo un doppio principio: da una parte va conservata la garanzia di indipendenza della magistratura e dall'altra affermata la sua responsabilità. Siamo ben lontani dal credere che l'autonomia debba essere accompagnata dall'irresponsabilità, ma le riforme non devono essere avanzate con intenzioni punitive e effetti sostitutivi.

il Sole 24 ore
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Giornata Europea della Giustizia Civile
Trattato di Lisbona e Costituzione Italiana:
i valori che ci uniscono.


A Rimini la terza edizione della “Giornata Europea della Giustizia Civile”

Sabato 23 ottobre 2010, presso il Tribunale di Rimini, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa 11, si svolgerà la Giornata Europea della Giustizia Civile, istituita dalla Commissione Europea e dal Consiglio d'Europa nel 2003, alla sua terza edizione riminese.

Dopo aver affrontato i temi della famiglia e della sicurezza sul lavoro, quest'anno la giornata sarà dedicata al tema: "Trattato di Lisbona e Costituzione Europea: i valori che ci uniscono".

Cittadini e studenti delle scuole medie e superiori (di questi ultimi ne sono attesi oltre 400) troveranno dalle 8.30 alle 13 al Palazzo di Giustizia un percorso guidato, che si snoderà attraverso simulazioni di processi civili, penali e del lavoro. Inoltre in cinque aule normalmente dedicate alle udienze giudiziarie si svolgeranno altrettanti momenti di incontro e confronto fra esperti del settore ed il pubblico su temi di attualità: Il Trattato di Lisbona ad un anno dall’entrata in vigore, la Costituzione italiana, il diritto di famiglia, i principi contabili internazionali, il bullismo e i pericoli del web.

Promossa dal Presidente del Tribunale di Rimini, dott.ssa Rossella Talia, la Giornata Europea della Giustizia Civile vede la collaborazione di avvocati (Ordine degli Avvocati di Rimini, Fondazione Forense Riminese, Camera Civile e Camera Penale), magistrati (Sottosezione dell'ANM), Commercialisti (Fondazione dei Dottori Commercialisti), della Questura (Ufficio Minori e Polizia Postale) e degli enti locali (Comune e Provincia).

Per informazioni: Segreteria del Tribunale di Rimini

Informazione.it
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Di Loredana Morandi (del 18/10/2010 @ 20:42:52, in Magistratura, linkato 1266 volte)
GIUSTIZIA: ANM CASSAZIONE,
ASSURDE ACCUSE BERLUSCONI
CONTRO MAGISTRATI
 


(ASCA) - Roma, 18 ott - ''La Giunta dell'Associazione Nazionale Magistrati, sezione della Corte di Cassazione, manifesta la propria convinta adesione al comunicato del 1* ottobre 2010 della Giunta nazionale dell'A.N.M. con il quale si denunziava l'assurdita' delle accuse che il Presidente del Consiglio dei ministri ha lanciato, per l'ennesima volta, nei confronti della magistratura. Esprime il proprio sgomento per i ripetuti tentativi di delegittimazione del ruolo dei magistrati da parte di chi, portatore di un personale interesse nei procedimenti civili o penali ma al tempo stesso titolare di un'altissima carica istituzionale, finisce con il mettere in discussione il principio costituzionale di autonomia e di indipendenza connaturato alla separazione dei poteri''. Lo si apprende da un comunicato approvato, all'unanimita', dalla giunta della sezione Cassazione dell'Anm.

Nella nota si sottolinea poi ''che le stesse critiche, che di regola sarebbero legittima espressione di liberta', vengono peraltro formulate in termini generici e strumentalmente allusivi, quando non perfino distorti, senza neppure tener conto degli elementi oggettivi del giudizio''.

''Cio' e' avvenuto in particolare a proposito della recente sentenza (caso Mills) pronunziata dalle sezioni unite di questa Corte, che non afferma affatto un principio del tenore corrispondente alla ironica esposizione pubblica del Presidente (nel senso che il reato di corruzione si consumerebbe quando il corrotto ''spende'' il danaro ottenuto) ed anzi formula una soluzione giuridica, in materia di prescrizione, piu' favorevole all'imputato rispetto a precedenti arresti giurisprudenziali'', continua la nota.

La Giunta dell'Associazione Nazionale Magistrati, sezione della Corte di Cassazione ''esprime pertanto la piu' incondizionata solidarieta' ai colleghi che formavano il collegio delle sezioni unite e riafferma che tutti i magistrati continueranno nel loro silenzioso lavoro al servizio della collettivita' senza che critiche ingiustificate o tentativi di intimidazione possano distogliere dall'obiettivo di un indipendente esercizio della giurisdizione a tutela dei principi di terzieta' voluti dalla Costituzione''.

com-jan/sam/alf
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Di Loredana Morandi (del 18/10/2010 @ 13:12:54, in Magistratura, linkato 1260 volte)
Giustizia/ Allarme Csm:
Causa tagli, molti magistrati in pensione


Di Rosa: "Domani a plenum parleremo ad Alfano, speriamo capisca"

Roma, 17 ott. (Apcom) - I tagli alle retribuzioni e, soprattutto, al sistema delle liquidazioni e delle pensioni previsti dalla finanziaria dell'anno scorso hanno portato a un picco nelle richieste di pensionamento dei magistrati, tanto che dall'inizio del 2010 sono già 350 e sono destinate a salire ancora entro il 30 novembre, termine ultimo per farne richiesta nel 2010. E' un campanello d'allarme che la presidente della IV commissione del Csm (deputata proprio ai ruoli in magistratura) non ha potuto non udire e che porterà domani a palazzo dei Marescialli anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che si confronterà con l'organismo di autogoverno della magistratura.
"La situazione - dice Di Rosa - è molto preoccupante. A fronte di una carenza di organico di 1187 magistrati (840 giudicanti e 347 requirenti) già in essere, avremo sicuramente un'impennata nelle richieste di pensionamento. Se consideriamo poi che, per andare in pensione, sono necessari almeno 65 anni di età e 40 di servizio, oppure il compimento del 70esimo anno di età, si vede bene come 'a rischio' siano soprattutto gli uffici direttivi, semidirettivi, le corti d'appello e le procure generali, presidiati dai magistrati più anziani".


Giustizia/ Allarme Csm: Causa tagli, molti magistrati in pensione-2
"Dovremo costruire un ragionamento complessivo con il ministro"

APCOM - Un esempio: alla procura generale di Milano, su 20 sostituti procuratori, 2 sono già andati in pensione quest'anno e altri 5 sono in predicato per farlo; alla procura generale di Roma, invece, è già stato necessario applicare 4 sostituti esterni per coprire le carenze di organico lasciate da chi ha preferito la pensione alle decurtazioni previste di indennità e liquidazione. Secondo i dati forniti da Di Rosa, quindi, al momento, senza contare i prossimi pensionamenti, mancano all'appello già 14,29% dei magistrati requirenti e l'11,73% di quelli giudicanti, ovvero il 12,38% dei 9591 previsti. "Domani - annuncia quindi di Rosa - dovremo cercare di costruire un ragionamento complessivo con il ministro, perchè in realtà la situazione è peggio di quel che avevamo previsto. Rappresentermo ad Alfano la situazione per quello che è e speriamo che ci possa essere un intervento per risolvere questo problema". I tagli contenuti nella finanziaria dell'anno scorso, vale la pena ricordarlo, portarono già l'Anm a proclamare una serie di iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza e di lotta, che culminarono in una giornata di astensione dalle udienze.
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Di Loredana Morandi (del 18/10/2010 @ 12:19:59, in Osservatorio Famiglia, linkato 1249 volte)

Un titolo forte il mio, per questa rassegna dalla prima pagina odierna di Ansa. Un titolo forte per ricondurre alla ragione una Italia completamente impazzita, vittima di uno sfruttamento commerciale senza pari costruito sull'involuzione al terrore e sul disastro sociale, che determina oggi nel nostro paese più che in altri gli efferati crimini commessi da giovanissimi, al di sotto dei 30 anni, contro donne e coetanei.

Media: fermate l'Italia... L.M.

Sabrina in carcere ed il suo clone libero su Facebook

Famiglia con Sabrina La madre: è innocente

-- Cronaca --

Sms della sorella Valentina: così papà uccide anche lei. Oggi lo sfogo con i giornalisti: l'avete rovinata. L'amica Mariangela: se Sabrina è omicida paghi. La ragazza dal carcere insiste per il confronto con il padre: mi accusi guardandomi negli occhi. E' disperata, sorvegliata a vista 24 ore su 24. Per il pm, Sabrina trascinò la cugina in cantina e la bloccò mentre Michele Misseri la strangolava. Il legale: faremo ricorso in caso di convalida del fermo



L'efferata reclusa: Amanda e il suo libro dal carcere
-- Cronaca --

"Qui ho amici che sono come fratelli e sorelle ma io voglio vivere". La studentessa americana sta scontando la condanna a 26 anni in primo grado per l'omicidio di Meredith Kercher


L'omicida sereno

Romena morta, aggressore è sereno

-- Cronaca --

Alessio Burtone è "sereno e pronto a rispettare la decisione del Gip", ha detto l'avvocato del ragazzo

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Di Loredana Morandi (del 18/10/2010 @ 09:11:09, in Indagini, linkato 1499 volte)
Facebook e lo sfruttamento
commerciale dei nomi famosi


La vicenda di cui mi accingo a narrare è un "antibufala" ed ha evidenti riscontri penalistici, non intendo farne mistero, perché coinvolge gli ATU per i quali il mio lavoro ha prodotto l'interrogazione parlamentare dei senatori campani Armato, Incostante e De Luca nel febbraio 2009.

Premessa:  personalmente aborro ogni tipo di pubblicità e non ne troverete su queste pagine. A meno che non si voglia considerare pubblicità il link al feed rss del blog di Bruno Tinti (che conservo per uso personale) e i link al blog "Uguale per Tutti" e all'associazione contro la mafia "Ammazzateci tutti".

Altri, ed entro nel vivo del contendere, come il professor Fabio Bravo sembrano cultori del mio medesimo pensiero e contrari alla pubblicità fine a se stessa.

Oggi, dalla mia rapidissima navigazione del socialnetwork Facebook, è uscito questo strano orpello:


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_085454_COPIONE.jpg

clicca sull'immagine per ingrandire

Così ho voluto approfondire e, sorpresa, l'articolo è pubblicato su un sito gratuito, installato in un circuito altrettanto gratuito quanto commerciale su Altervista. E, rullo di tamburi, il sito che ripubblica lo scritto del prof. Bravo è pieno di pubblicità: dalla adsl Fastweb ai viaggi Alpitour.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_090207_COPIA.jpg

clicca sull'immagine per ingrandire

Per completezza pubblico il link all'articolo originale, che come potete vedere appare ordinato, professionalmente composto e soprattutto privo di pubblicità. Il link per leggere il commento del prof Fabio Bravo, che investiga con occhi nuovi lo strumento di morte e stalking denominato Facebook, è QUI. Niente link ai siti dello sfruttamento commerciale e nessuna citazione leggibile ai motori di ricerca su questo sito per certa gente.

Peculiare al voler far quattrini sulla pelle di un giurista è che il copia incollatore ricopi il reato e anche la punizione. Scrive infatti il professor Bravo:

Va tenuto presente che:

a) tecnicamente è relativamente facile risalire all’identità del soggetto che ha posto in essere tale condotta, salvo l’uso di accorgimenti tecnici volti ad anonimizzare la navigazione in rete o, come in caso di utilizzo di server proxy, a far apparire un ip diverso da quello effettivamente usato;

b) la condotta, ove effettivamente sia stata posta in essere da un soggetto diverso da Sabrina Misseri, potrebbe ricadere nel reato previsto e punito dall’art. 494 c.p., rubricato “Sostituzione di persona”:


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_085840_PUNIZIONE.jpg

clicca il link o l'immagine per allargare

Sorge d'obbligo l'invito al professor Fabio Bravo, ad approfondire le sue investigazioni sul mondo dei media gratuiti e dei socialnetwork, con il conoscere alcuni elementi del suo essere in corso di commercializzazione.

In merito all'articolo 494 del Codice Penale, caro professore, ella può seduta stante visionare quanto è pubblicato nel corso di ben 25 mesi ai miei danni su "biagioquotidiano" il blog che mi minaccia di morte, o sui blog della clonatrice dell'unico soprannome che uso nel web cioè "Lunadicarta"  (link 1 e link 2). La invito inoltre a visionare, Sessochannel.it,  un sito del porno commerciale sardo che si indicizza sul mio "buon nome". Una volta sul sito riceverà l'invito "Hai già visto il nostro blog ?", accetti e avrà idea di come la Legge sulla Privacy è rispettata in Italia.

Tranquillo. Io con questi non ho nulla a che fare, sono cattolica e non frequento siti pornografici. L'unica colpa e contestuale successo è stato l'aver strappato i server dell'Università Federico II di Napoli dalle mani della criminalità organizzata del file sharing illegale (articolo).  Tutto quello che vede è l'operazione di dossieraggio, stalking, minaccia e diffamazione a mezzo pubblicazione su web, posta in essere per imbavagliarmi.

L'avverto però che l'imposizione e lo sfruttamento commerciale che ella subisce è intimamente legata a questo circuito. L'autore del sito pieno di pubblicità è anche autore di due cloni "malefici" del mio sito: questo e quest'altro.

Avrà inoltre agio di notare che lo scritto "La vera storia dei rapporti tra Loredana Morandi e il comitato Atu", reca i link alle violazioni art. 494 cp di cui sopra. Segno questo degli affettuosi e solidali rapporti personali con gli autori di un sito che mi minaccia di morte dal 23 ottobre 2008.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-01-05_070713_RITAGLIO.jpg


clicca sull'immagine per ingrandire

Come giustamente rilevava ella stesso: "è relativamente facile risalire all'identità del soggetto". Infatti nel caso che le sottopongo non sussiste il minimo dubbio: colui che sfrutta commercialmente lei e colui che diffama e stalkizza me sono la stessa identica persona. Questo nel web, ma certo più evidente quanto accaduto su Facebook. Un consiglio, se ne liberi! Nella foto l'oggetto del presente studio con  il suo account principale.

Concludendo. E' complesso stabilire un proprio giudizio sui fenomeni che accadono nel web, io avevo predetto con esattezza un subitaneo trasloco di certe manovalanze alle schiere della criminalità comune del web. Nonostante ciò non potevo neppur lontanamente immaginare allora, che la prima vittima sarei stata proprio io, dopo aver lavorato tanto, per tutti, inoltre vedendomi sottrarre il minimo frutto del lavoro da una  ragazzetta bionda sbucata dal nulla e nota solo per i miei comunicati alla stampa.

Cordialmente

Loredana Morandi
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Cassazione, ex primo presidente Carbone
sotto inchiesta a Roma per corruzione

L'accusa: promessa di incarichi futuri in cambio di pressioni sulle cause Mondadori e Cosentino

di Valentina Errante

ROMA (15 ottobre) - Adesso Vincenzo Carbone è formalmente indagato per corruzione. Quell’intercettazione in cui chiedeva a Pasquale Lombardi, geometra ”prestato” alla magistratura e finito in manette nell’ambito dell’inchiesta sull’eolico e sulla P3, un aiuto per ottenere incarichi dopo la pensione, quando avrebbe lasciato la poltrona di primo presidente della Cassazione, l’aveva già messo nei guai. Coinvolgendo in pieno l’alto magistrato nell’inchiesta sulla P3. Soprattutto a fronte dello ”spostamento” ingiustificato della causa Mondadori, tanto cara agli uomini dell’organizzazione, dalla sezione Tributaria alle Sezioni Unite della Suprema Corte.

Ma agli atti c’era anche la girandola di intercettazioni sul caso di Nicola Cosentino, il sottosegretario che i pm di Napoli volevano arrestare per rapporti con i casalesi. E le rassicurazioni di Pasquale Lombardi sull’intervento di Carbone, che avrebbe anticipato in Cassazione l’udienza per la discussione dell’ordinanza, impugnata dai legali del sottosegretario. E’ Carboni a comunicare al telefono a Lombardi la data stabilita.

A chiudere il cerchio sono arrivate poi le conferme di Arcangelo Martino, l’unico indagato che ha deciso di collaborare. E adesso la procura ha iscritto il nome di Vincenzo Carbone sul registro degli indagati. Secondo il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli, Carbone «accettava da Lombardi la promessa di futuri incarichi da ricoprire al tempo del suo collocamento a riposo, previsto a luglio 2010. Incarichi che egli stesso sollecitava in vista dei quali il Lombardi si adoperava presso terzi e ciò al fine di favorire una parte in un processo civile, attraverso il rinvio della causa Mondadori contro Agenzia delle Entrate e in un processo penale mediante la sollecita fissazione del ricorso Nicola Cosentino».

Sin da luglio, quando il faccendiere Flavio Carboni, il geometra Pasquale Lombardi e l’imprenditore Arcangelo Martino erano finiti in manette, sui rapporti tra Carboni e Lombardi non c’erano stati dubbi. Le intercettazioni agli atti parlavano chiaro. A gennaio scorso i carabinieri registrano una conversazione: «Stai in Cassazione stamattina? - chiede Lombardi a Carbone - Allora ti raggiungo verso le undici e mezzo, mezzogiorno». Dopo poche ore è Carbone a chiamare Lombardi per informarlo che l’udienza Cosentino è fissata per il 28 gennaio. «E n’a putimmo fa’ nu poco prima e ve?», dice Lombardi. Il Primo presidente replica: «Statte buono...». Ed è in questo contesto che Carbone chiede: «E io cosa faccio dopo?». Lombardi lo rassicura: «Stai tranquillo, Giacomino ha già pensato a tutto, gli ho fatto prevedere i tre anni...». Giacomino, per la procura, è Giacomo Caliendo, sottosegretario alla Giustizia. E in effetti la legge per alzare l’età della pensione dei magistrati viene varata poco dopo. Il 26 gennaio un’altra telefonata di Lombardi a Carbone: «Stammi a sentire io mi sò fatto portare l’olio e te lo porto domani mattina. Ci vediamo in Cassazione e facciamo il trasbordo...».

Questa mattina, i legali di Carbone, Paola Balducci e Antonio Fiorella concorderanno con Capaldo la data dell’interrogatorio dell’alto magistrato, da luglio in pensione.

Il Messaggero


La Rassegna

P3, indagato ex presidente Cassazione Carbone, a breve dai pm

Reuters Italia - ‎15/ott/2010‎
ROMA (Reuters) - L'ex presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone è indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3, ...

Cassazione, ex primo presidente Carbone sotto inchiesta a Roma per ...

Il Messaggero - ‎15/ott/2010‎
ROMA (15 ottobre) - Adesso Vincenzo Carbone è formalmente indagato per corruzione. Quell'intercettazione in cui chiedeva a Pasquale Lombardi, ...

P3/ Interrogatorio a breve per altro indagato, Vincenzo Carbone

Virgilio - ‎15/ott/2010‎
Sarà interrogato quasi certamente la settimana prossima l'ex primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone indagato per corruzione nell'ambito ...

P3, Vincenzo Carbone indagato per corruzione

SKY.it - ‎15/ott/2010‎
Vincenzo Carbone, ex primo presidente della Corte di Cassazione, è indagato per corruzione a Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta nuova loggia P3 ...
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