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 Loredana Morandi ai microfoni Ansa e Adnkronos. Avvertenza, quando trovate questa foto su siti diver... di Loredana Morandi
 
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Un criminale è un orrore per i giusti, un uomo giusto è un orrore per i criminali.

Libro dei Proverbi 29:27
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 07:19:36, in Magistratura, linkato 1266 volte)
Un augurio di buon lavoro al dott. Pesci! L.M.

P3/ Procura di Roma apre inchiesta

sulla banca di Verdini


Si indaga contro ignoti. Deleghe alla Guardia di finanza

Roma, 19 ott. (Apcom) - Inchiesta sulla banca di Denis Verdini. Un fascicolo è stato aperto dalla Procura di Roma rispetto al Credito Cooperativo Fiorentino, istituto del quale è stato presidente per molti anni il coordinatore del Pdl. Gli accertamenti sono stati avviati per verificare eventuali iniziative di ostacolo all'attività di vigilanza della Banca d'Italia.

L'indagine, che è condotta dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Stefano Pesci, risulta contro ignoti. Le verifiche sono state aperte sulla base di una relazione fatta da Bankitalia e consegnata non solo alla procura di Firenze, dove sono in corso accertamenti su presunte irregolarità della banca, ma anche, sotto il profilo degli ostacoli alla vigilanza, agli inquirenti della Capitale. Deleghe investigative sono state date ai militari della Guardia di finanza, nucleo speciale di polizia valutaria.

La Rassegna

P3/ Procura di Roma apre inchiesta sulla banca di Verdini

APCOM - ‎13 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Apcom) - Inchiesta sulla banca di Denis Verdini. Un fascicolo è stato aperto dalla Procura di Roma rispetto al Credito Cooperativo Fiorentino ...

Credito Fiorentino, ostacolo a Bankitalia Indaga la procura di Roma

La Nazione - ‎13 ore fa‎
Firenze, 19 ottobre 2010 - La procura di Roma sta indagando per verificare se ci siano state iniziative di ostacolo all'attività di vigilanza di Bankitalia ...

Credito fiorentino, Procura Roma indaga su intralci a Bankitalia

Reuters Italia - ‎13 ore fa‎
ROMA (Reuters) - La Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per stabilire se iniziative del Credito cooperativo fiorentino abbiano ostacolato ...

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Quotidiano.net - ‎55 minuti fa‎
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Credito Fiorentino: Procura di Roma apre fascicolo su attivita'

La Repubblica Firenze.it - ‎13 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Adnkronos) - Un fascicolo di indagine e' stato aperto dalla Procura della Repubblica di Roma per accertare se l'attivita' di vigilanza della ...

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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 07:00:37, in Estero, linkato 1246 volte)
Giustizia Quotidiana ha riportato più volte la voce identica, che proviene dai francescani della Custodia di Terra Santa, picchiati, "sputati" e ingiuriati in strada solo in nome del sionismo. Loro sono religiosi, ma cosa accade ai civili cristiani in Palestina? E cosa accade agli arabi cristiani di Palestina? E' vero un sito web non può essere la posizione ufficiale della Chiesa, ma non trovo giusto sconfessare quello che altri Cristiani hanno scritto e ritengono giusto dichiarare in un appello. Neppure se è Israele a chiederlo. Ha ragione il Santo Padre: No alle nuove leggi razziali di Israele nel nostro ordinamento. L.M.

SINODO: DOCUMENTO CHIESE PALESTINA,

''LEGITTIMO RESISTERE A ISRAELE''
 

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 19 ott - Un ''grido'' di dolore dei cristiani di Palestina e di Israele; oppure un documento che contiene ''affermazioni false'' e che non giova alla causa dei palestinesi: il a dividere cosi' gli animi e' il documento Kairos Palesina, stilato e firmato da autorevoli rappresentanti delle Chiese cristiane di Terra Santa e presentato oggi a pochi passi dal Vaticano, a margine del Sinodo dei vescovi sul Medio Oriente, tra il malumore israeliano e le preoccupazioni della Segretaria di Stato vaticana.

Kairos - reperibile su internet in 13 lingue al sito www.kairospalestine.ps - e' stato lanciato l'11 dicembre 2009, in seguito ll'operazione israeliana Piombo Fuso a Gaza - e' firmato da numerosi leader, non solo cattolici, tra cui il patriarca latino emerito di Gerusalemme, mons. Michel Sabbah, il vescovo luterano di Terra santa e Giordania, il Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, p. Rafiq Khoury, parroco a Betlemme. Definito, ''Un momento di verita'. Una parola di fede, speranza e amore dal cuore della sofferenza palestinese'', nel documento i ''Cristiani Palestinesi'' dichiarano che ''l'occupazione militare della nostra terra e' un peccato contro Dio e contro l'umanita', e che ogni teologia che legittima l'occupazione e' ben lungi dagli insegnamenti cristiani, perche' la vera teologia cristiana e' una teologia di amore e di solidarieta' con gli oppressi, un appello per la giustizia e l'uguaglianza tra i popoli''.

Kairos chiede ''alla comunita' internazionale di sostenere il popolo Palestinese, che ha affrontato oppressione, spostamenti forzati, sofferenza e l'apartheid chiara per oltre sei decenni'', facendo anche appello per ''l'avvio di un sistema di sanzioni economiche e di boicottaggio contro Israele''. Il documento condanna ''tutte le forme di razzismo, sia religioso sia etnico, compreso l'antisemitismo e l'islamofobia'' ma definisce la resistenza palestinese contro Israele ''legittima'': ''La resistenza e' un diritto e un dovere per il cristiano''. Per Kairos, ''la soluzione che portera' ad una pace giusta e duratura con la creazione di uno Stato palestinese indipendente con Al-Quds (Gerusalemme, ndr) come sua capitale''.

Il documento, che per alcuni e' un testo ''estremista'', e' stato appoggiato, in un messaggio, anche dall'attuale Patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal e dal custode di Terrasanta, p. Pierbattista Pizzaballa. ''Facciamo nostro il loro appello ai nostri fedeli'', si legge nel messaggio.

Tuttavia, durante una conferenza stampa durante il Sinodo, Pizzaballa ha sottolineato, rispondendo ad una domanda del Jerusalem Post, che ''nessuna firma e' stata apposta al documento'': ''Non si tratta di un documento ufficiale, e non e' stato sottoscritto dalle chiese cristiane di Terra Santa.

Non c'e' stata alcuna benedizione da parte delle Chiese di Terra santa, nessuno ha firmato, il segretariato ha solo mandato un messaggio di incoraggiamento a tutte queste iniziative''.

asp/mcc/ss

Il Documento in lingua italiana


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/KAIROS.Palestine.jpg


SINODO: P. LOMBARDI,
MEDIA PARLINO DI SITUAZIONE CRISTIANI IN M.O.
 

(ASCA) - Roma, 19 ott - ''I cristiani hanno bisogno di sentire la solidarieta' di tutte le Chiese e di far conoscere la loro reale situazione. Come comunicatori siamo, pertanto, chiamati a sostenere il loro impegno per la convivenza, la tolleranza ed il dialogo''. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della Radio Vaticana e portavoce vaticano, partecipando, questa mattina a ''Medio Oriente, la testimonianza cristiana al servizio della pace'', evento promosso dal Comune di Roma, in occasione del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente. ''Occorre solidarizzare per portare avanti una riflessione su qual e' il vero posto, in Medio Oriente, dell'esercizio della liberta' religiosa e della cittadinanza, in vista della costruzione di una societa' civile piu' giusta in cui vivere''. Padre Lombardi si e' detto colpito ''dalla vitalita', dalla speranza, dall'ottimismo'' mostrato dai padri sinodali nei loro interventi. ''I cristiani del Medio Oriente sono forti, vivi e dignitosi e guardano avanti con fiducia. Quello che ci inviano e' un grande messaggio - ha concluso - e ci incoraggiano nel proseguire l'impegno assunto nei confronti del dialogo''.

All'incontro ha partecipato anche padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa: ''Le chiese cristiane - ha detto - non sono ripiegate su se stesse, ma sono, nonostante le difficolta', impegnate a portare la loro testimonianza nel campo dell'istruzione, della sanita', dell'assistenza''. ''Siamo piccoli - ha aggiunto - ma radicati e convinti, vicini agli altri, alla maggioranza, con cui facciamo i conti in positivo.

In Terra Santa, dove vivo, non ci sono ostilita' reciproche, certo ci sono anche esperienze di dolore, ma vanno di pari passo con quelle di dialogo''. ''Ebrei e musulmani - ha sottolineato il Custode - attendono la testimonianza cristiana. Tra loro non ci sono solo estremisti ma anche moderati, che non fanno chiasso, ma che vogliono un incontro culturale''. La testimonianza di convivenza, di dialogo e di tolleranza dei cristiani, per quanto importante, ''da sola non puo' portare alla pace. Siamo un numero esiguo - ha dichiarato Pizzaballa - ma la testimonianza e' il nostro contributo alla pace, ad una visione di giustizia e di perdono''.

asp/mcc/bra
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Di Loredana Morandi (del 19/10/2010 @ 17:27:14, in Magistratura, linkato 1516 volte)
Il premier aveva definito "famigerato" il Pm del processo Mills

Il Csm difende De Pasquale
dopo gli attacchi di Berlusconi


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Fabio-De_Pasquale.jpg

La prima commissione ha dato il via libera all'apertura di una pratica a tutela del giudice

ROMA - La prima commissione del Csm ha dato il via libera, a maggioranza, all'apertura di una pratica a tutela del pm del processo Mills, Fabio De Pasquale, definito «famigerato» dal premier Silvio Berlusconi nel suo intervento alla festa del Pdl a Milano.

La commissione, presieduta da Guido Calvi (laico del Pd) si riunirà martedì per decidere se avviare richieste istruttorie sul caso De Pasquale. Calvi - secondo quanto si è appreso - conta di chiudere già la prossima settimana, quando la commissione deciderà se predisporre o meno un documento a tutela del pm da inviare alla discussione del plenum.

Corriere Sera - 18 ottobre 2010


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Di Loredana Morandi (del 19/10/2010 @ 17:18:58, in Magistratura, linkato 1389 volte)
Dalla crisi economica una ''perdita pemanente'' di 70 miliardi di entrate e 130 miliardi di pil

La denuncia della Corte dei Conti:

''Corruzione e sperpero nella P.A.''


Roma - (Adnkronos) - Il presidente Luigi Giampaolino, nel corso della cerimonia di insediamento parla di fenomeni che ''persistono e preoccupano i cittadini, ma anche le istituzioni, il cui prestigio e affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli''. Il neo presidente ha quindi evidenziato come ''non sono comprimibili le istanze di sostegno dei redditi più bassi'' ed è quindi difficile ''fissare obiettivi di riduzione della pressione fiscale''

Roma, 19 ott. - (Adnkronos) - Alle risorse pubbliche, talvolta comunitarie, sono legati ''fenomeni di corruzione e dissipazione''. Fenomeni che ''persistono e preoccupano i cittadini, ma anche le istituzioni, il cui prestigio ed affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli''. E' la denuncia del presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, nel corso della cerimonia del suo insediamento.

Giampaolino sottolinea poi come la prolungata bassa crescita rende difficile conservare obiettivi di spesa, soprattutto in condizioni socieconomiche che alimentano ''istanze non comprimibili di sostegno dei redditi più bassi e di garanzia delle prestazioni essenziali alla collettività''.

Il presidente sottolineando anche la difficoltà nel ''fissare obiettivi di riduzione della pressione fiscale aggregata''. In tale contesto, spiega, ''è essenziale non solo controllare la spesa pubblica ma, altresì, operare una corretta qualificazione, affinché si possa non tanto spendere poco o meno ma, soprattutto, spendere validamente ed oculatamente così da favorire la crescita e lo sviluppo, non solo economico del Paese''.

La crisi economica ha provocato una ''perdita pemanente'', rispetto alle proiezioni di inizio legislatura - sottolinea ancora Giampaolino - pari a 70 miliardi di entrate e 130 miliardi di pil. E dunque ''pone problemi di attenta riflessione''. Con una crescita delle prestazioni essenziali, spiega il presidente, ''si comprende come sia obbligatoria una linea di attenta gestione della finanza pubblica''.

Con la proposta del semestre europeo, che dovrebbe prendere avvio all'inizio del 2016, si darà il via "ad un coordinamento ex ante delle politiche economiche" che porrebbe ad un "potenziamento della fase di prevenzione", sottolinea Giampaolino. Le vicende della crisi, insiste, "hanno posto in chiara evidenza come l'integrazione e l'interdipedenza dei mercati richiedano una riforma della governance economica europea, quando non addirittura mondiale, e in particolare un rafforzamento degli strumenti di coordinamento delle politiche economiche dell'area".

Sono state proprio queste le ragioni, ricorda il neo presidente, che hanno spinto la Corte europea "a porre una modifica sostanziale nelle regole e nelle procedure di bilancio, pur nella consapevolezza che la sola disciplina di bilancio non è sufficiente a garantire la stabilita' economica e finanziaria". In sostanza, prosegue il presidente, da una procedura europea "che verifica le politiche economiche e di bilancio solo a consuntivo (Patto di stabilità e crescita), si passerebbe ad un potenziamento della fase di prevenzione, con un'attenzione al monitoraggio in corso d'anno e alla verifica della sostenibilità dei conti del medio periodo".

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RSU NEL PUBBLICO IMPIEGO,
VOTO SUBITO,
MA CON REGOLE DEMOCRATICHE:
RACCOLTA FIRMA




L'andamento della trattativa sulla definizione dei comparti all'Aran, dimostra in maniera inequivocabile che, al di là delle posizioni "dichiarate", non c'è alcun interesse a far esprimere i lavoratori attraverso il voto per il rinnovo delle RSU. Č evidente che se si dovesse arrivare al voto in tempi più o meno rapidi, interesse prevalente è quello di continuare a relegare le RSU e gli RLS in un ruolo marginale, accentuato dalla riforma Brunetta che toglie alla contrattazione importanti materie quali, ad esempio, l'organizzazione del lavoro e dalla manovra economica del governo che blocca per quattro anni la contrattazione nella Pubblica Amministrazione. Č necessario che i lavoratori riaffermino il loro diritto ad avere un ruolo protagonista e decisionale all'interno dei posti di lavoro, riappropriandosi di tutti gli spazi che nel corso del tempo gli sono stati man mano negati.

Per questo è indispensabile che il regolamento per le elezioni delle nuove RSU sia basato su principi realmente democratici e che preveda:
o Diritto di assemblea, contrattazione, informazione e indizione di referendum per ciascun eletto RSU; o Diritto di voto e candidatura per tutti i lavoratori precari indipendentemente dalla tipologia contrattuale; o Elezione delle RSU per ogni livello di contrattazione, compreso quello regionale e nazionale;
o Diritto di assemblea e permessi durante la campagna elettorale per tutte le associazioni sindacali presentatrici di liste. 

Lanciamo un appello a tutti i componenti RSU ed a tutti i lavoratori per riaprire spazi reali di democrazia e di potere contrattuale nei posti di lavoro, a partire dalle regole per le prossime elezioni.
 

Saluto tutti
Pina Todisco
Rappresentanze di Base - Pubblico Impiego

***

Il testo del Volantino

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/rdb_usb.jpg

R.S.U. : QUAL’E’ LA VERA POSTA IN GIOCO ??


La trattativa all’Aran sulla composizione dei comparti del Pubblico Impiego ha ormai lo stesso valore di un biglietto della lotteria il giorno dopo l’estrazione, pura rappresentazione formale di un gioco che si svolge altrove dal quale i lavoratori escono sicuramente perdenti. Del resto se il problema fosse solo il salvataggio degli apparati sindacali di settore o i loro  rapporti interni,  CGIL CISL UIL lo avrebbero già risolto spostando, come in parte stanno facendo, i settori da un comparto all’altro, come figurine di un loro album privato.

L’università, per esempio, un giorno sta nel comparto ministeri e un giorno nella scuola, con annessi i policlinici universitari che, fino a prova contraria sono ospedali. 

In realtà CGIL CISL UIL stanno solo tentando di ridefinire il proprio ruolo nelle nuove relazioni sindacali, recuperando pezzi di potere nella cogestione complice di ogni pur piccola o ridicola proposta di riforma o riformetta.

Unica preoccupazione impedire ogni forma di opposizione da parte di altre, non allineate organizzazioni sindacali, siano esse autonome o, peggio, alternative come la nostra e allontanare ogni possibilità di confronto con i lavoratori attraverso le elezioni rsu, unico organismo sindacale ad elezione diretta.. Il tutto giocato sulla vanità di un ministro che vuole realizzare, attraverso i nuovi comparti, i brandelli della sua riforma della pubblica amministrazione che in realtà è la semplice copertura ideologica dello smantellamento della funzione pubblica in questo paese.

Con il suo sistema di valutazione che fascia attribuirebbe alla trattativa all’Aran, signor ministro ?

Tutto questo è possibile perché :

E’ FUNZIONALE AL PROGETTO STRATEGICO DI RIDUZIONE DELLA DEMOCRAZIA SINDACALE, DELLA FUNZIONE DEL SINDACATO E DEL POTERE CONTRATTUALE DEI LAVORATORI, SOPRATTUTTO SE ESPRESSO DA ORGANIZZAZIONI SINDACALI NON CONCERTATIVE.

E’ IL PASSAGGIO DALLA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA ALLA DEMOCRAZIA INDUSTRIALE O DI IMPRESA.

La difesa degli spazi di democrazia sindacale nel nostro paese è una priorità per i lavoratori i cui diritti rischiano di essere cancellati in nome di una crisi gestita mediaticamente a seconda delle esigenze. Il funzionamento non sempre adeguato delle rsu non va confuso con la loro funzione di unico organismo sindacale ad elezione diretta e quindi di partecipazione democratica. Difenderle oggi rimandando a domani il problema del loro funzionamento è indispensabile, per questo la raccolta di firme assume valore di pronunciamento democratico dei lavoratori.

TRASFORMIAMO LA RACCOLTA DI FIRME PER LE ELEZIONI RSU IN UNA POMIGLIANO ALLA ROVESCIA
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Un fatto di eccezionale gravità. L.M.

'Ndrangheta, uccisa e sciolta nell'acido
collaboratrice di giustizia scomparsa



Lea Garofalo era sparita a febbraio 2010. Ordinanza di custodia cautelare in carcere per sei persone. Il gip: una vera "esecuzione". La donna, 35 anni, aveva fatto dichiarazioni sulle cosche di Crotone ma non era sotto protezione. Sequestrata mentre si trovava in visita ai parenti a Milano. Il mandante è l'ex convinvente e padre di sua figlia

MILANO - Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia scomparsa a Milano circa un anno fa, è stata uccisa e sciolta nell'acido in un terreno a San Fruttuoso, vicino a Monza. E' quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip milanese Giuseppe Gennari e notificata in queste ore dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano a sei persone. Nel provvedimento del giudice si ritiene che l'omicidio della donna sia stato una vera e propria "esecuzione".

Le ordinanze di custodia cautelare sono state chieste dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dai pm Marcello Tatangelo (dda) e Letizia Mannella. Gli arresti sono stati eseguiti tra Lombardia, Calabria e Molise e sono in corso perquisizioni. In base agli accertamenti e alle dichiarazioni di un paio di pentiti, Lea Garofalo, 35 anni, alla quale nel febbraio del 2006 era stato revocato il programma di protezione, tra il 24 e il 25 novembre scorsi, prima di essere assassinata e sciolta nell'acido in un terreno nell'hinterland milanese, sarebbe stata anche interrogata dai suoi assassini.

Dei sei provvedimenti, due sono stati notificati in cella a Carlo Cosco, ex convivente della donna - dalla relazione è nata una figlia ora maggiorenne - e a Massimo Sabatino. I due erano già stati arrestati a febbraio per un precedente tentativo di sequestro, avvenuto a Campobasso nel maggio dell'anno scorso, con lo scopo di uccidere la Garofalo per vendicarsi delle dichiarazioni da lei rese agli inquirenti, a partire dal 2002, contro alcuni affiliati alle cosche della 'ndrangheta di Petilia Policastro (Crotone).

Gli altri quattro destinatari del provvedimento del giudice Gennari sono i fratelli di Carlo Cosco, Giuseppe detto Smith (gli e' stato contestato anche lo spaccio di stupefacenti) e Vito detto Sergio, e altre due persone, una delle quali accusata solo di distruzione di cadavere.

Secondo l'indagine, Carlo Cosco ha organizzato l'agguato teso a Lea Garofalo proprio mentre questa si trovava a Milano con la figlia. Proprio con il pretesto di mantenere i rapporti con la ragazza, legatissima alla madre, Cosco ha attirato la sua ex nel capoluogo lombardo. Almeno quattro giorni prima del rapimento, ha predisposto un piano, contattando i complici, assicurandosi sia il furgone dove è stata caricata a forza, sia la pistola per ammazzarla "con un colpo", sia il magazzino o il deposito dove interrogarla, e infine l'appezzamento dove si ritiene sia stata sciolta nell'acido.

La distruzione del cadavere, per inquirenti e investigatori, ha avuto lo scopo di "simulare la scomparsa volontaria" della collaboratrice e assicurare l'impunità degli autori materiali dell'esecuzione.

Autori che inquirenti e investigatori hanno identificato in Vito e Giuseppe Cosco, ai quali Lea Garofalo è stata consegnata dagli altri due complici destinatari dell'ordinanza e indicati come i rapitori. L'accusa di omicidio è stata ipotizzata con le aggravanti della premeditazione. A dare l'allarme per prima per la sparizione della donna era stata proprio la figlia della Garofalo e di Cosco.

Milano - La Repubblica
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Di Loredana Morandi (del 19/10/2010 @ 09:10:57, in Magistratura, linkato 1311 volte)

Articolo poco lusinghiero per la Procura di Roma ma, conoscendo il web e l'archivio citato dai giornalisti, lo ritengo attendibile in merito alle stime sugli immobili. L.M.

Montecarlo, la perizia dei pm inchioda Fini



La perizia dei pm monegaschi confermerebbe che la casa nel 2008 valeva un milione, tre volte di più della cifra a cui An l'ha venduta. E ora per Fini l’archiviazione si fa più difficile. Il Secolo si vergogna di essere di destra

Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica

Ok, il prezzo (non) è giusto. Incuriositi dal modo di fare della procura di Roma che dopo aver ricevuto, per rogatoria, le carte sul noto appartamento di Montecarlo è riuscita a «tradurre» dal francese all’italiano solo il dato che non importava a nessuno (la stima fiscale all’atto del passaggio di proprietà del 1999) anziché il valore degli immobili monegaschi nell’anno (il 2008) in cui Alleanza nazionale vendette alla società off-shore Printemps, siamo andati a chiedere direttamente alla casa madre. Com’era previsto, però, le autorità monegasche si sono chiuse a riccio non appena abbiamo sollevato l’interrogativo sull’esito delle investigazioni svolte in relazione alla congruità del prezzo di vendita della casa in Boulevard Princess Charlotte 14. «La richiesta della procura di Roma – fa sapere una fonte del Principato interpellata dal Giornale – è stata esaudita. Tutto quel che avevamo da dire su questa cosa è nelle carte in possesso dei magistrati romani».

Non contenti della risposta, abbiamo battuto altre strade. E a forza di bussare agli indirizzi ritenuti utili abbiamo provato anche all’ufficio di Luciano Garzelli, il più importante costruttore locale, ai vertici del colosso Engeco in società con alcuni membri della famiglia del principe, l’imprenditore che rivelò d’aver seguito inizialmente i lavori di restauro dell’appartamento abitato da Giancarlo Tulliani e di aver parlato personalmente con la sorella Elisabetta, compagna di Gianfranco Fini. A sorpresa Garzelli ci ha aperto rivelandoci quanto sospettavamo. E cioè che la perizia sulla stima dell’immobile richiesta a fine settembre dalla magistratura monegasca al presidente dell’associazione delle agenzie immobiliari del Principato, Michel Dotta, confermerebbe la disparità tra il valore reale dell’immobile e il prezzo registrato a luglio 2008, ovvero i 300mila euro liquidati dal partito di Fini alla società off-shore dell’isola di Saint Lucia. Una difformità importante pari a tre volte il valore vero dell’immobile: siamo «intorno al milione di euro», a ragionare per difetto.

«Che cosa mi ha detto Michel (Dotta, ndr)? – si chiede Garzelli - Che ha riferito al procuratore di Monaco, interessato a sua volta a trasferire l’informazione a Roma, che nel ’99 il prezzo della casa era un po’ sottostimato ma tutto sommato poteva anche andare, mentre per il 2008 il valore dell’appartamento era minimo minimo di un milione di euro (...). Io ho ribattuto che secondo me era almeno quattro volte di più, e non tre volte di più come diceva lui (...). Ma Dotta è il presidente di tutte le agenzie di Monaco, meglio di lui non può sapere nessuno il valore esatto».

Stando così le cose il prezzo di 300mila equivarrebbe a 5mila euro al metro quadro, una follia se si considera che oggi, due anni dopo, al metro quadro gli appartamenti a Montecarlo si vendono a 25/30mila euro. La stessa agenzia immobiliare di Michel Dotta, come scoperto dal Giornale nell’archivio di internet che mensilmente memorizza le istantanee dei siti web e le conserva all’indirizzo http://www.archive.org/web/web.php, nel luglio del 2008 dimostrava come immobili della stessa metratura costavano «ben oltre» il milione di euro.

Per ulteriori dettagli abbiamo provato a scomodare direttamente Dotta, che al telefono ci ha però liquidati così: «Non posso dire niente su quanto da me riferito. Contattate direttamente il procuratore, arrivederci». Il prezzo giusto, dunque, sarebbe «intorno al milione» di euro. Stando così le cose, per una procura come quella di Roma che sin dall’apertura del fascicolo su denuncia della Destra di Storace ha proceduto fra mille cautele e col freno a mano tirato (tant’è che non ha mai voluto ascoltare il dominus dell’affaire immobiliare, Giancarlo Tulliani) la paventata archiviazione si fa più difficile. Fino ad oggi i magistrati romani ci hanno detto e ripetuto che l’inchiesta per truffa aggravata ruotava solo intorno alla verifica della congruità del prezzo di vendita e che, di conseguenza, aveva poca importanza quanto il Giornale ha scoperto sui giochi di società off-shore nei Caraibi, su Giancarlo Tulliani che propone l’operazione immobiliare e poi diventa inquilino, sulle firme identiche di proprietario e affittuario nell’atto di registrazione della locazione dell’immobile, sui lavori di ristrutturazione pagati da quella stessa società che il governo dell’isola di Saint Lucia ritiene faccia riferimento al giovanotto che girava in Ferrari fra i tornanti di Montecarlo.

Anche sulle prove «a tema» scovate dal Giornale in relazione alla non congruità del prezzo di vendita (coinquilini di Tulliani negli anni avrebbero avanzato offerte più vantaggiose, parlamentari di An hanno ricevuto un no secco dal partito di fronte a richieste sostanziose inoltrate per conto terzi, l’immobiliarista Apolloni Ghetti, consulente di fiducia di Fini, nel 2002 stimò il valore dell’immobile ben oltre il milione di euro) la procura di Roma ha nicchiato.

Ha aspettato la rogatoria. E quando le carte del Principato sono finalmente arrivate ha addotto un problema di traduzione. Che riguardava, però, il solo dato del 2008 (quello che preoccupa Fini) e non quello del 1999, che non interessava a nessuno, tranne a un signore che poco sportivamente ha esultato per aver vinto una partita quando la toga arbitrale non s’è ancora fatta sentire col suo triplice fischio finale.

(ha collaborato Melina Molinari)
Il Giornale
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Volontariato in Procura,
convenzione a Foggia tra Polizia,
Finanza e carabinieri



Pubblicato il 18 ottobre, 2010

Foggia – SOTTOSCRITTA stamani dal presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe, e dal Procuratore Capo della Repubblica di Foggia, Vincenzo Russo, la convenzione finalizzata a sviluppare un’azione di sinergia utile ad affrontare i problemi del ‘comparto giustizia’ e che permette agli iscritti delle Associazioni Nazionali dei Carabinieri, Polizia di Stato e Finanzieri d’Italia di effettuare attività di volontariato presso le segreterie della Procura della Repubblica. Presenti alla stipula dell’atto, a dimostrazione della rilevanza dell’intervento, il Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Antonio Diomeda, il Questore di Foggia, Maria Rosaria Maiorino, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Riccardo Brandizzi, ed i presidenti delle associazioni coinvolte nell’iniziativa. Presenti alla firma, inoltre, i referenti che dovranno dare seguito al contenuto della convenzione: il cancelliere Carmine De Leo per la Procura della Repubblica di Foggia ed il dirigente del Settore Affari Generali Micky de Finis per la Provincia di Foggia.

Nello specifico la convenzione – che avrà attuazione dopo l’eventuale presa d’atto da parte del Ministero della Giustizia e del Consiglio Superiore della Magistratura – disciplina la possibilità per il personale in quiescenza delle sezioni provinciali delle associazioni Nazionali dei Carabinieri, Polizia di Stato e Finanzieri d’Italia di effettuare un servizio di volontariato – di durata annuale e tacitamente rinnovabile – tramite una collaborazione lavorativa completamente gratuita con gli addetti alle segreterie della Procura della Repubblica di Foggia, secondo le indicazioni del capo dell’Ufficio Giudiziario. Nell’ambito della convenzione l’Amministrazione provinciale, per parte sua, si impegna ad assicurare presso l’INAIL i volontari contro gli infortuni sul lavoro.

“Quello che sigliamo oggi – ha commentato il presidente della Provincia – è un atto importante, un’azione che si colloca all’interno della comune e unanime consapevolezza dell’opera fondamentale svolta dalla magistratura e dalle Forze dell’Ordine a favore della difesa della sicurezza dei nostri cittadini. Voglio ringraziare in modo sincero la Procura della Repubblica di Foggia e più in generale tutti i magistrati quotidianamente impegnati nella trincea della legalità, il Prefetto di Foggia Antonio Nunziante e tutti gli agenti della Polizia, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza ed i loro vertici, punti di riferimento per la comunità e le istituzioni”. L’accordo interistituzionale segna dunque il rafforzamento di una collaborazione sinergica tra Provincia di Foggia e Procura della Repubblica che si muove nell’ambito di molteplici iniziative, come ad esempio l’organizzazione di stage formativi presso gli uffici del tribunale e rivolti ai giovani. “Siamo orgogliosi di questa intesa – ha proseguito il presidente Pepe – perché ci consente di far fronte alle carenze di organico di una delle Procure italiane più efficienti in termini di produttività, come attestato proprio oggi dal quotidiano ‘Il Sole 24 Ore’. Un’opera che sarà svolta da servitori dello Stato, personalità esperte che continueranno attraverso questa iniziativa a dare il loro determinante contribuito alla società”. “Voglio esprimere un ringraziamento al presidente Pepe e all’Amministrazione provinciale per la sensibilità dimostrata nei confronti della grande battaglia per la legalità – ha aggiunto il Procuratore Russo –. È di tutta evidenza che in presenza di una carenza di organico significativa presso la Procura della Repubblica di Foggia il territorio e i suoi livelli istituzionali debbano attrezzarsi per garantire ai cittadini il pieno funzionamento della macchina giudiziaria. Grazie a questa convenzione noi saremo in grado di far fronte a questa situazione di difficoltà, peraltro avvalendoci di professionalità di valore indubbio e riconosciuto. Lo faremo con un salto di qualità evidente sul piano sociale, morale e culturale. Oggi sigliamo un esempio di buone prassi amministrative e facciamo un passo in avanti della direzione della collaborazione e della sinergia istituzionale”.


Redazione Stato Quotidiano
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Di Loredana Morandi (del 19/10/2010 @ 09:05:05, in Osservatorio Famiglia, linkato 1337 volte)
Caso ThyssenKrupp:
giustizia dopo l’inferno


Sendung vom 14. Oktober 2010

Alle battute finali il processo. La sentenza forse entro dicembre. Con noi parla Antonio Boccuzzi scampato alla tragedia di Torino in cui persero la vita sette operai.

Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, nell'acciaieria della ThyssenKrupp di Torino un incendio provocò la morte di sette operai: Antonio Schiavone, Angelo Laurino, Rocco Marzo, Roberto Scola, Antonio Santino, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi. Scattò immediata l'inchiesta del procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello. Dopo pochi mesi il gup di Torino, Francesco Gianfrotta, rinviò a giudizio sei dirigenti della multinazionale tedesca a cominciare dall'amministratore delegato, Herald Espenhahn, accusato di omicidio volontario con dolo eventuale e incendio doloso. Il 5 ottobre scorso Guariniello nella sua arringa finale ha ribadito le accuse ad Espenhahn e agli altri dirigenti. Ai nostri microfoni Antonio Boccuzzi, l'operaio scampato alla tragedia e oggi deputato alla Camera del Pd, si auspica una sentenza esemplare ma allo stesso tempo accusa i sindacati di aver abbandonato i familiari delle vittime.

Radio Colonia

AUDIO

  •  Ascolta il servizio di Enzo Savignano
  •  Ascolta l'intervista a Antonio Bocuzzi
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    Di Loredana Morandi (del 19/10/2010 @ 08:43:40, in Indagini, linkato 1204 volte)

    http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_212353.jpg



    Natura non facit saltus, Gioacchino.




    Mostrami dove guardi e ti dirò chi sei.



    [2010-01-31_104159_istigazione_delinquere.jpg]


    Fomenta coloro che usi e lo sarai.




    Natura non facit saltus, Gioacchino.





    fatto vero da contatto telefonico, inizio 28 settembre 2010




    fatto vero, contatto solo telefonico




    Naturalmente. Unica differenza dal resto d'Italia è che  io non sono ricattabile, perché non ho niente da nascondere. Infatti sono minacciata, anche di morte, insieme ai miei Figli, alla mia Famiglia Tutta allargata a quella di mio Marito e agli Artisti della mia Associazione.

    Per completezza: Gioacchino Genchi non è il primo massone di cui divulgo le "appartenenze", ma soprattutto non è affatto il primo nella mia vicenda di stalking in associazione per delinquere, bensì il terzo che scopro da Cagliari a Palermo, passando per una tentata vendita alla P3 su Napoli.

    In corso di consegna alla Procura della Repubblica di Roma.

    L.M.
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