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 ..Gong Li come Marilyn..... di Lunadicarta
 
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Giustizia non esiste là dove non vi è libertà.

Luigi Einaudi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 26/01/2009 @ 13:06:31, in Magistratura, linkato 1463 volte)
I pm di Salerno all’ANM: “Il Csm è sconcertante”

Alla Giunta Sezionale dell’A.N.M. di Salerno

Al Comitato Direttivo Centrale dell’A.N.M. Roma

La notizia delle decisioni adottate della Sezione Disciplinare del CSM in data 19 gennaio 2009, nei confronti del Procuratore Della Repubblica di Salerno, Luigi Apicella, e dei Sostituti Procuratore Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, ha destato sconcerto e preoccupazione nei magistrati in servizio presso la Procura della Repubblica di Salerno.

La gravità e l’urgenza delle sanzioni cautelari adottate nei confronti dei predetti colleghi ha sconvolto non solo l’organizzazione della Procura della Repubblica di Salerno, ma anche le nostre coscienze, considerato che abbiamo potuto apprezzare la indiscutibile professionalità, serietà, onestà e correttezza degli stessi durante i lunghi periodi di lavoro comune.

Contrariamente a quanto affermato dal presidente dell’ANM all’indomani di dette decisioni, non ci sentiamo di sostenere con eguale convinzione che nel caso di specie “il sistema” abbia dimostrato di avere adeguati “anticorpi”, anche perché gli stessi provvedimenti di perquisizione e sequestro valutati negativamente in sede disciplinare hanno ricevuto, invece, un diverso giudizio in sede di impugnazione dal Tribunale competente che ne ha confermato la legittimità.

Ciò premesso ci chiediamo e vi chiediamo, non solo nella qualità di magistrati della Procura della Repubblica di Salerno, ma anche di cittadini italiani, quali siano gli attuali limiti della autonomia ed indipendenza della magistratura, se provvedimenti giudiziari vengono valutati così diversamente nelle deputate sedi processuali e disciplinari al punto da anticipare alla fase cautelare sanzioni tanto gravi, soprattutto la sospensione dalle funzioni di Magistrato del dott. Apicella, che non hanno certo numerosi precedenti simili nella storia della Sezione Disciplinare del CSM.

Non possiamo non esprimere, pertanto la nostra preoccupazione, non solo per il futuro di questa Procura, ma dell’intera magistratura e, quindi, chiediamo che chiediamo che venga al più presto convocata una assemblea urgente e straordinaria per confrontarci e chiarirci tutti insieme sugli attuali e futuri contenuti della autonomia e indipendenza della Magistratura Italiana.

Salerno, 20 gennaio 2009

I magistrati della Procura della Repubblica di Salerno

Enrico D’Auria
Erminio Rinaldi
Umberto Zampoli
Antonio Centore
Luigi D’Alessio
Rosa Volpe
Maurizio Cardea
Vallevardina Cassaniello
Mariella De Masellis
Angelo Frattini
Domenica Gambardella
Patrizia Gambardella
Vincenzo Montemurro
Rocco Alfano
Roberto Penna
Maria Carmela Polito
Vincenzo Senatore
Carmine Oliveri
Maria Chiara Minerva
Cristina Giusti
Ernesto Sassano
Elena Cosentino
Marinella Guglielmotti
Antonio Cantarella
Regina Elefante

(22 gennaio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 27/01/2009 @ 01:27:30, in Osservatorio Famiglia, linkato 1159 volte)
Nessun decalogo si può sostituire alla presenza dei genitori, cmq val la pena di passare parola...
DEDICATO A MINORI DI ANNI 7.

Una iniziativa Comunicazione Perbene e Ubisoft

Minori, video-decalogo per un corretto uso del web

Dieci consigli a bambini, genitori e insegnanti per evitare le trappole di Internet

ultimo aggiornamento: 27 gennaio, ore 08:34
Roma, 27 gen. (Adnkronos) - Internet è come un bosco delle fiabe, meraviglioso, ricco di attrazioni, ma anche pieno d'insidie. Una metafora non lontana dalla realta' e dalla quale nasce l'idea di lanciare una vera e propria campagna per l'utilizzo sicuro del web, che utilizza il linguaggio dei bambini e sostenuta da Ubisoft. Una campagna ideata appositamente per la rete, realizzata con il contributo di esperti di vari settori (psicologi, pedagogisti, educatori, linguisti, mass mediologi, ecc) e che prende forma e vita grazie al primo video-decalogo per il corretto utilizzo della rete, rivolto non solo ai piu' piccoli ma anche a genitori e insegnanti.

Per la prima volta un videogioco diventa protagonista di una campagna di prevenzione contro i pericoli che possono nascere da Internet. Tutto cio' grazie all'impegno di Comunicazione Perbene, associazione no profit che si batte per l'etica della comunicazione nei confronti dei piu' piccoli, contro ogni forma di violenza, ''rumore'', eccesso nei contenuti presenti su vecchi e nuovi media. Un'iniziativa che ha raccolto il sostegno di Ubisoft, colosso internazionale dell'entertainment interattivo, che ha deciso di supportare l'iniziativa mettendo a disposizione la propria esperienza nel settore dell'intrattenimento per ragazzi e bambini con la serie di videogiochi Giulia Passione e il nuovo sito internet dedicato (www.giuliapassione.it).

''Internet rappresenta oggi un media con grandi opportunita', - spiega Saro Trovato, Presidente dell'Associazione Comunicazione Perbene - ma anche con altrettanti grandi pericoli, soprattutto per le fasce piu' deboli. Bisogna agire con forza nell'educare al giusto approccio della navigazione in rete, da cio' l'idea di un video-decalogo rivolto non solo ai bambini ma anche e soprattutto a genitori e insegnanti''.

Il successo del gioco Giulia Passione ha generato una community sul sito ufficiale (www.giuliapassione.it) che vede l'adesione di migliaia di bambine. Il sito sara' quindi il primo luogo a proporre il video ai propri piccoli visitatori, e invitera' tutti le bambine a divulgare, grazie al passaparola della rete, il filmato a quanti piu' utenti possibili. Ad interpretare il ruolo di Giulia, che da virtuale si trasforma in reale, una giovanissima ragazza milanese, anch'essa di nome Giulia, che ha deciso di prestare il proprio volto per l'importante fine che la campagna si propone. ''Noi abbiamo l'impegno di tutelare i nostri consumatori - afferma Alberto Coco, Direttore Marketing Ubisoft - e oggi sempre piu' appassionati di videogame si incontrano su Internet per condividere l'esperienza di ogni singolo videogame e dei loro eroi. Grazie a nuovi videogame come Giulia Passione, sono sempre di piu' i giovani utenti che arrivano nella nostra community e nasce l'esigenza di tutelarli avvertendoli, con un linguaggio adatto, dei pericoli che purtroppo possono trovarsi su Internet. Da qui la nostra decisione di sostenere Comunicazione Perbene per una campagna che puo' aiutare a fare una grande opera di prevenzione''.

Il video-decalogo realizzato da Ubisoft e Comunicazione Perbene si propone di parlare direttamente ai piu' piccoli in un linguaggio metaforico mutuato dalle fiabe e dai racconti per bambini. Lo scopo e' di proporre un decalogo quanto piu' comprensibile a quanti vogliono recepirne il significato e i suggerimenti. Guidati dalla voce di Giulia, saranno fortissimi i richiami alle principali e piu' conosciute fiabe che vanno da Cenerentola a Biancaneve fino ad Hansel e Gretel.

1) Internet e' come un bosco fatato in cui ci sono i fiori e l'arcobaleno ma ci possono essere anche dei pericoli come il lupo e la strega cattiva. Se vedi qualcosa di strano, parlane subito con mamma o papa'.

2) In internet puoi trovare musica, giochi e filmati bellissimi. Alcuni di questi, pero', possono essere come la mela di Biancaneve e avvelenare il tuo computer con dei virus. Fai attenzione a quello che scarichi da internet perche' potrebbe rovinare il tuo pc.

3) Su internet ci sono dei siti che somigliano al Gatto e la Volpe. Non fare l'errore di Pinocchio. Fai attenzione a quanti ti propongono l'albero dalle monete d'oro, potresti finire per perdere i tuoi soldini. Se vuoi ''scaricare'' qualcosa verifica sempre con mamma o papa'.

4) Ci sono alcuni posti dove e' meglio non andare. Non fare come Hansel e Gretel che per entrare nella casa di zucchero finirono nel pentolone della strega. In internet ci sono posti non adatti alla tua eta'. Se vedi la scritta vietato ai minori di 18 anni non entrare.

5) Internet e' immenso e misterioso come l'oceano: ci sono cose belle come le conchiglie, ma anche cose brutte come i pirati, per questo devi fare attenzione quando parli o conosci qualcuno in chat. Se qualcuno ti chiede di incontrarlo dillo a mamma e papa'. Dall'altra parte del monitor puo' esserci qualcuno che fa solo finta di essere tuo amico.

6) Su internet evita di raccontare i tuoi segreti agli sconosciuti. Ricordati di Cappuccetto Rosso e del lupo cattivo. Ecco perche' e' meglio non dare agli sconosciuti informazioni su di te e la tua famiglia, non lasciare il tuo indirizzo o il tuo numero di telefono.

7) Evita di mettere in internet la tua foto o altre informazioni personali. La rete e' come lo specchio magico della strega di Biancaneve e qualcuno lo puo' usare per fare finta di essere te.

8) Internet e' come il paese delle meraviglie di Alice: per entrare in questo mondo fantastico ci sono password, codici e altri numeri che non devi rivelare a nessuno, devono essere il tuo piccolo segreto. Questo lo puoi condividere solo con mamma e papa'.

9) A volte con internet e il computer i grandi sono dei veri pasticcioni, pero' su certe cose sono piu' esperti di noi. Potresti fare un gioco: tu insegni a mamma e papa' a usare internet e accetta i loro consigli anche se sono un po' brontoloni.

10) Internet e' proprio bello. ''Navigare in rete'' e' come essere su un galeone magico! Lo puoi usare per divertirti, per giocare, ma anche per studiare. Pero' non devi passarci troppo tempo: nella vita ci sono tante altre cose belle da fare.
Adnkronos
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Di Loredana Morandi (del 27/01/2009 @ 02:16:26, in Estero, linkato 994 volte)

Per non dimenticare l'Olocausto e quello che è avvenuto dopo la shoa.

Per non negare nulla, soprattutto la verità.

 

Olocausto

la Giornata della Memoria

 

http://img144.imageshack.us/img144/1432/olocaustoll8.jpg

Clicca qui

e scarica nel formato originale

 

Il collage fotografico è opera di un artista/studioso e molto diffuso in rete. Il materiale fotografico sulla tematica della Germania nazista è di archivio o da testi. Il materiale fotografico inerente le condizioni del popolo palestinese e i suoi rapporti con lo stato di Israele ed il suo esercito è recentissimo, e prodotto delle agenzie fotografiche della stampa internazionale.

L'intera documentazione fotografica è diffusa alla fonte al solo scopo storico e informativo.

 

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Di Loredana Morandi (del 27/01/2009 @ 06:36:38, in Associazioni Giustizia, linkato 1171 volte)
Ass.Naz.Familiari Vittime di Mafia:
Gli attacchi a Genchi? Segno di paura del potere.
Domani in Piazza Farnese per difendere la Costituzione.


"Dopo la sospensione del Procuratore Luigi Apicella ed il trasferimento dei Sostituti che insieme a lui avevano proseguito le inchieste già avocate al Pm Luigi De Magistris, l'oligarchia che governa la nazione ci da un nuovo motivo per manifestare il 28 gennaio in Piazza Farnese; l'attacco spregiudicato al Dott. Gioacchino Genchi, consulente del PM De Magistris". Sono state queste le dure parole di Sonia Alfano, presidente dell' Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia che domani sarà a Roma, in Piazza Farnese, insieme ai componenti dell' associazione che presiede ma anche a Beppe Grillo, Marco Travaglio, Antonio Di Pietro, Carlo Vulpio, Salvatore Borsellino e molti altri esponenti della società civile, per manifestare contro la decisione del CSM di punire i magistrati di Salerno. "Le assurde ed infondate accuse che da più parti sono state avanzate nei confronti di Gioacchino Genchi - ha spiegato Sonia Alfano - sono l'ennesima prova che le inchieste inaugurate da Luigi De Magistris contengono la chiave di lettura per spiegare parte degli abomini che da decenni la classe dirigente compie sulla pelle degli italiani. Tanta smodata ferocia nell'attaccare un consulente che ha solo svolto il suo dovere è un segno di paura e preoccupazione da parte di un criminoso sistema di potere.
E' ormai chiaro che stiamo vivendo una delle stagioni più buie della storia di questa nazione e che la Costituzione su cui dovrebbe fondarsi l' Italia è divenuta lettera morta.
Noi familiari delle vittime di mafia abbiamo il dovere di scendere in piazza e di ribellarci alla vanificazione del sacrificio dei nostri cari la cui vita è stata donata per difendere i valori contenuti nella Costituzione di questo paese. Per questo domani, 28 gennaio alle ore 9, saremo a Roma, in Piazza Farnese per pretendere che venga ripristinata la legalità costituzionale e per difendere quanti sono stati puniti per aver compiuto il proprio dovere intaccando, loro malgrado, gli interessi del potere".


Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia
www.familiarivittimedimafia.com
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Di Loredana Morandi (del 27/01/2009 @ 07:33:45, in Magistratura, linkato 1207 volte)
La testimonianza di Ilda Boccassini.«Il titolare delle inchieste è uno solo»

«Il problema sono i Pm nelle mani dei consulenti»

di Lionello Mancini
Il Sole 24ore 27 gennaio 2009

«Insistere ancora oggi sulla figura di Genchi è un modo per evitare i temi veri all'origine di questo polverone. E i temi veri sono: il ruolo del Pubblico ministero nelle inchieste e l'eccezionale utilità dell'analisi dei tabulati in ogni tipo di indagine». Così Ilda Boccassini, Sostituto procuratore della Repubblica a Milano, delimita il terreno di conversazione sul caso del consulente palermitano al centro della tormenta politico/mediatica del momento. Limiti rigorosi, anche se non ha difficoltà a confermare ciò che è arcinoto: nel 1992, quando accettò l'applicazione in Sicilia per indagare sulle stragi di Capaci e via D'Amelio, conobbe l'allora dirigente di Ps Gioacchino Genchi, uno dei primi esperti in tlc, specialità all'epoca rara come rari erano certi apparecchi e certe tecniche d'indagine. Dopo qualche mese, però, ne chiese l'allontanamento e lo ottenne dall'allora capo della Polizia, Vincenzo Parisi. Perché? «Inutile entrare nel dettaglio di episodi così lontani. Ma una riflessione vale ancora oggi: un'inchiesta procede e va a buon fine se il magistrato che deve dirigerla fa il suo lavoro. Innanzitutto scegliendo con cura i collaboratori e anche assumendo decisioni impopolari, se necessarie». Rifacendosi alla sua esperienza nella conduzione delle inchieste più delicate dell'ultimo ventennio - dalla criminalità organizzata a Mani pulite, al terrorismo brigatista - il magistrato mette in guardia sulle origini di fenomeni alla Genchi: «Il Pm deve saper coordinare Polizia giudiziaria e consulenti, deve affidarsi ad altre competenze, ma anche verificare che fine fanno le deleghe assegnate».

Per tornare a 15 anni fa, date le sue competenze, a Genchi vennero affidati incarichi che egli iniziò a svolgere, ma senza convincere i titolari dell'inchiesta. Parisi decise di destinarlo ad altro incarico ma per arrivare a ciò, Boccassini dovette mettere sul tavolo quel «o lui o io», rivendicando il rispetto di quei ruoli che oggi sembra vacillare.

Se già allora le forze di Polizia arrivarono ai colpevoli di Capaci, riflette la Pm, possono ben farlo adesso, con i mezzi e le nuove tecnologie a loro disposizione. «Proprio non capisco - dice - perché tanti colleghi, specie quelli delle grandi sedi come Milano, Palermo, Roma o Reggio Calabria, scelgano consulenti privati, quando dispongono di personale investigativo di altissima qualità e dotato dimezzi ormai sofisticatissimi». E se il problema, come dice qualcuno, è che i privati sono più efficienti «siamo proprio noi magistrati che dovremmo pretendere dallo Stato mezzi e aggiornamento adeguati per la nostra Polizia giudiziaria».

Ancora, è grave se «un Pm non segue passo a passo, non definisce il lavoro degli ausiliari di Pg, tanto più se si tratta di privati. E può persino accadere che i colleghi si lascino soppiantare nella direzione delle indagini, accettando relazioni obiettivamente irricevibili» perché invece di risposte ai quesiti dell'Autorità giudiziaria, trovano spazio «ipotesi, collegamenti e deduzioni che la legge riserva al Pubblico ministero». E che dire della tendenza mostrata da molte Procure, di rivolgersi ai costosi servizi dei privati quando potrebbero ricorrere a risorse interne? «Ci sono materie in cui questo è indispensabile, come le consulenze mediche o di tipo ingegneristico. Ma nelle mie inchieste, quando ho dovuto affrontare analisi finanziarie e analisi di tabulati, ho lavorato con la polizia giudiziaria. E con ottimi risultati». Quando è indispensabile rivolgersi all'esterno, «chiedo preventivi e discuto i prezzi, perché sto spendendo soldi pubblici, soldi dei contribuenti». Ma l'esperienza porta Ilda Boccassini a sentirsi decisamente più garantita dal rapporto con la Pg «perché attingono dati da database molto completi, mentre un privato non può o non potrebbe avere a disposizione dati riservati come quelli dello Sdi o archivi storici». E a quanto risulta, Genchi svolge i suo lavoro da privato, ancorché sia un poliziotto in aspettativa da 13 anni.

L'altro punto che allarma non poco il magistrato, riguarda le possibili limitazioni all'utilizzo dei tabulati. «Potrei fare molti esempi, ma è facile intuirlo: stabilire attraverso le tracce elettroniche del cellulare, della carta di credito, dei telepass, dove si trova una persona a una certa ora; se telefona o no a qualcuno, se chiama o è chiamato più o meno spesso da una certa utenza, sono tutti elementi che formano prove documentali importantissime. Prove da collegare ad altre risultanze, ma sono ormai indispensabili sia per individuare un colpevole sia per scagionare un innocente. Ed è successo, succede in continuazione...».
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Di Loredana Morandi (del 27/01/2009 @ 08:37:14, in Giuristi, linkato 1430 volte)
Bozza

Illustri Giuristi del Foro di Cagliari

Esprimo la mia più sincera sorpresa dal constatare che:

a) io non sia stata affatto convocata dall'Ordine di Cagliari, pur essendomi io recata a Cagliari, per incontrare il Questore Mulas, la Stampa e il Sindaco di Selargius, ed avendo dato la mia piena disponibilità.

b) l'Ordine degli Avvocati di Cagliari non rilevi elementi di rilevanza disciplinare per la copertura data a tutto tondo ad un Reato di Peculato ai Danni dello Stato Italiano, presso Università di Napoli, e all'utilizzo del server universitario per il file sharing di materiali audio video vietati dalla legge per la durata di 4 anni.

c) altresì è da ritenersi censurabile, nonché davvero disdicevole professionalmente parlando, l'atto di mentire su norme comuni del diritto commerciale, quali la registrazione dei Nomi delle Società Commerciali in Nome Collettivo e loro pubblicazione presso le Camere di Commercio Italiane (C.C.I.A.A.) a beneficio e tutela del privato cittadino, spacciandone per vera la privacy.

Nel caso in cui:

- le minacce di lesioni e di morte, la clonazione dei nomi propri, personali ed associativi ai danni di privati ed associazioni, il furto degli account personali e/o email, il file sharing illegale ai danni di Minori e Multinazionali, la diffamazione e l'istigazione a delinquere via web, la pubblicazione di foto, indirizzi e telefoni di privati, adulti e minori,

- nonché tutti gli altri atti ai danni di minori, delle persone fisiche e delle Associazioni coinvolte loro malgrado nella pubblicizzazione di un sito del porno commerciale, registrato in Selargius, prov. di Cagliari,

corrispondano a reati in Italia,

non ho alcun dubbio, che l'etica e la professionalità dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari vorrà prontamente attivarsi per un nuovo fascicolo a carico del professionista di via Cugia, in Cagliari, che non affronti con superficialità la tipologia delle indagini.

In merito al potenziale di rendita sul commercio di pornografia via web e sulla spregiudicatezza dei venditori di un mercato asfittico per i milioni di Giga Byte di pornografia gratuita, invito alla lettura dei quotidiani cartacei e web, nonché a prendere visione delle battaglie contro il Boy Love Day della testata giornalistica EPolis, con sede in Cagliari.

Nello stesso modo consiglio alla Dirigenza dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari, a titolo di utile informazione, la lettura approfondita dei casi web trattati dalle Associazioni: Meter, Save the Children e Telefono Arcobaleno.

Altresì in merito al caso sono rilevabili a vista le violazioni Legge Privacy, nonché nell'evidenza della associazione di fatto del Cartello e di una società commerciale prestanome i reati punibili dai quattro codici e le evidenti violazioni punibili decreto legislativo 70/2003.

Alla luce di tutto ciò, sono convinta che l'intera dirigenza dell'avvocatura cagliaritana e le Camere Penali converranno sulla necessità di monitorare attentamente: chi e cosa lavora in quel web, la cui quinta parte sulla base del territorio nazionale viene prodotta a Cagliari, proprio da Tiscali S.p.A. e l'emergenza di veder sorgere un "parco giochi" del terzo tipo proprio sotto casa.

Concludendo, informo tutti gli illustri Giuristi del foro di Cagliari, che il mio unico scopo è tutelare l'infanzia, nonché la gioventù "scapestrata" cooptata dalle società collegate a via Cugia, nonché in osservanza al mandato le Associazioni della Società Civile italiana che rappresento, in qualità di presidente.

La mia prossima visita a Cagliari sarà certamente per incontrare il Pubblico Ministero, voglio augurarmi di poter incontrare in quella data anche i dirigenti dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari.

Distintamente.

Loredana Morandi


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Di Loredana Morandi (del 27/01/2009 @ 09:05:49, in Sindacato, linkato 1136 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma,  27 gennaio 2009
Prot. n. 015/C

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

Intercettazioni: Fnsi, divieto informare incompatibile con libera stampa e giustizia europea

“Il confronto ripreso in queste ore  su “ddl intercettazioni” non può diventare motivo di cancellazione della cronaca giudiziaria, né dell’introduzione di impropria limitazione al diritto dei cittadini all’informazione su come procedono le inchieste e sui loro contenuti. Immaginare di punire, di volta in volta, con pesanti sanzioni, i giornalisti o gli editori equivale ad una invocazione del delitto di omissione che non trova alcuna giustificazione nei Paesi in cui la stampa libera contraddistingue i caratteri dei sistemi democratici. Gli anticorpi agli eventuali orrori di stampa esistono e se gli strumenti attuativi non funzionano al meglio, occorre semmai correggere questi e non introdurre bavagli ingiustificati.
Le notizie di rilevanza penale e comunque di pubblico interesse, se conosciute da un giornalista, debbono essere pubblicate: lo impone la legge e l’etica professionale, lo richiede il buon senso. Con specifico riferimento alle intercettazioni va osservato che, quelle legittime, sono disposte dalla Magistratura e quando finiscono in atti giudiziari diventano atti pubblici. Il segreto deve essere limitato nel tempo. Ma il pubblico interesse all’informazione (come dimostrano molti casi di giustizia lenta, insufficiente e talvolta ingiusta) non può essere negato sui fatti e le circostanze di rilevanza civile. Questo principio è di valore assoluto e innegabile, come ha sentenziato  la Corte di Giustizia Europea.”
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Di Loredana Morandi (del 27/01/2009 @ 09:22:37, in Giuristi, linkato 1106 volte)
SCIOPERO PENALISTI FERMA TUTTE LE UDIENZE A PALERMO

(AGI) - Palermo, 27 gen. - Adesione massiccia, da parte degli avvocati palermitani, allo sciopero nazionale dei penalisti, indetto per oggi e domani dall'Unione delle Camere penali. Nel capoluogo siciliano sono saltati quasi tutti i processi, anche quelli con imputati detenuti. Fra questi, il procedimento "Winston", in corso con il rito abbreviato. "La partecipazione dei colleghi all'astensione - ha detto il presidente della Camera penale palermitana, Roberto Tricoli, testimonia la volonta' degli avvocati di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla deriva autoritaria legata a leggi che tendono a ridurre lo spazio delle garanzie in favore del cittadino, anche in violazione palese dei principi costituzionali". Tricoli critica l'abrogazione delle norme che tutelano i cittadini dagli abusi dei pubblici ufficiali ("Erano in vigore fin dalla caduta del fascismo"). Criticata anche la "paventata eliminazione della sospensione condizionale della pena. In un momento di confusione - conclude il presidente della Camera penale - che vede ancora aperta la questione morale, anche nei confronti di ampi settori dello Stato, di ogni colore politico, sottoporre il cittadino a misure draconiane appare una operazione soltanto di facciata".
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Di Loredana Morandi (del 27/01/2009 @ 09:25:23, in Magistratura, linkato 1207 volte)
IL PROCURATORE GENERALE DI VENEZIA DIVENTA AVVOCATO

(AGI) - Venezia, 27 gen. - Il procuratore generale di Venezia, Ennio Fortuna, che tra poco andra' in pensione, appendera' al chiodo la toga di magistrato e indossera' quella di avvocato.
  La domanda per essere iscritto all'albo dei legali e' stata gia' presentata e verra' deliberata dal consiglio lagunare con ogni probabilita' la prossima settimana. Lo ha annunciato il presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati di Venezia Daniele Grasso in occasione della cerimonia con cui i professionisti veneziani, hanno voluto salutare ieri sera, all'ex convento di Sant'Apollonia, il procuratore prossimo collega.
  "L'ordinamento riconosce il diritto, a chi abbia dei titoli di prerogativa come i suoi, di potersi iscrivere all'albo senza dover sostenere gli esami - ha detto Grasso - in pratica e' un titolo acquisito. Il procuratore ha gia depositato la domanda che verra' deliberata dal consiglio una volta che formalmente sara' andato in pensione, quindi, la prossima settimana. Anche se spesso siamo stati su fronti diversi, i rapporti con lui sono sempre stati ottimi".
  Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti dell'ordine, della fondazione Feliciano Benvenuti e delle associazioni territoriali. "Non era mai successo in tutta la storia della avvocatura - ha detto l'avvocato Antonio Franchini - che tutte le associazioni si ritrovassero per salutare un magistrato che va in pensione. E questo e' un segno del rispetto che portiamo verso il procuratore". Rispetto ricambiato da Fortuna. "Ho sollecitato io stesso questo incontro, perche' i rapporti con gli avvocati sono sempre stati splendidi anche se, sul piano istituzionale, sono agli antipodi".
  A dividere Fortuna dagli avvocati, in particolare, e' la questione della separazione delle carriere che per il procuratore sarebbe una sciagura. "Credo che serva il rapporto tra pubblico ministero e giudice, perche' il giudice si fida del pubblico ministero. Del resto non ho mai visto un avvocato chiedere la condanna del suo cliente". Fortuna ha anche espresso la sua opinione sui colleghi magistrati. "Ho visto crescere la magistratura e quella di oggi e' molto meglio di quella di ieri, perche' e' piu' vicina alla gente".
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Di Loredana Morandi (del 27/01/2009 @ 09:28:03, in Politica, linkato 1144 volte)

Giustizia, Berlusconi accelera

di Barbara Fiammeri


Silvio Berlusconi vuole arrivare rapidamente alla stretta sulle intercettazioni. Finora le resistenze di An e Lega glielo avevano impedito. Per convincere gli alleati riottosi, il premier cavalca apertamente il caso Genchi, che definisce «lo scandalo più grande della Repubblica». La vicenda del vicequestore della Polizia (attualmente in aspettativa) Giocchino Genchi, consulente di numerose procure (tra cui quella di Catanzaro all'epoca di De Magistris) per le quali ha esaminato il traffico telefonico di migliaia utenze, è la "bomba" con cui il Cavaliere conta di ottenere dagli alleati il via libera alla sua linea: un'ulteriore restrizione nell'uso delle intercettazioni da parte dei Pm, rispetto alle limitazioni già previste nel testo all'esame della commissione Giustizia della Camera.
«Bossi è con me, mi ha assicurato che seguiranno quello che riteniamo più giusto», ha detto Berlusconi. Che può contare sulla disponibilità dell'Udc e su una posizione attendista di Walter Veltroni («aspettiamo approfondimenti»). E anche Alleanza nazionale sembra avere assunto un atteggiamento più elastico. Ieri il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che è anche reggente di An, a proposito del caso Genchi ha sentenziato: «È un ulteriore conferma che l'abuso delle intercettazioni è arrivato a livelli inaccettabili. È necessario un giro di vite».

L'accordo – si dice – è ormai questione di ore. A Palazzo Grazioli, residenza romana di Berlusconi, si svolgerà oggi un nuovo vertice di maggioranza cui parteciperanno, assieme al Guardasigilli Angelino Alfano, l'avvocato del premier Niccolò Ghedini, il presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno (An) e per la Lega Matteo Brigandì.
Intanto, però, il superconsulente Genchi smentisce tutto, a partire da un eventuale coinvolgimento di Berlusconi nelle inchieste di De Magistris («non c'entra nulla»), parla di una «grande mistificazione», nega l'esistenza di un archivio e assicura che lui in tutta la sua vita non ha svolto una sola intercettazione. La tesi del vicequestore è che qualcuno ha messo in giro ad arte nomi altisonanti che «non ci azzeccano con la realtà», mentre sono rimasti nell'ombra «i nomi dei pochi magistrati, giornalisti e appartenenti ai servizi sui quali effettivamente era incentrata l'attenzione di De Magistris».

Sull'attività di consulenza di Genchi sta facendo accertamenti anche il Copasir. Francesco Rutelli, presidente del comitato parlamentare per la sicurezza, ieri ha incontrato il presidente del Senato Renato Schifani e stamane vedrà quello della Camera Gianfranco Fini. «È prematuro definire questa vicenda come uno scandalo o una fandonia; ma, tra un'affermazione e l'altra, consiglierei di collocarsi in una posizione intermedia», ha dichiarato Rutelli, sottolineando che il caso Genchi non deve avere un legame diretto con «una nuova possibile normativa sulle intercettazioni telefoniche».
Il presidente del Copasir si è invece mostrato possibilista sulla proposta di una commissione d'inchiesta avanzata dal capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchito, ma ha anche ribadito che le intercettazioni «non possono essere né impedite, né limitate per reati importanti come quelli contro la pubblica amministrazione». Anche se – ha evidenziato – «i tabulati del traffico telefonico (di cui si è occupato Genchi, ndr) non sono meno rilevanti in termini di privacy delle intercettazioni». Il Copasir ascolterà il consulente venerdì. Lo stesso giorno davanti al comitato sfileranno anche Luigi De Magistris, il garante della Privacy Franco Pizzetti, i responsabili di Tim e Vodafone e i vertici dei Servizi segreti.

Il Sole 24 ore

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Grasso: «No all'esclusione dalle intercettazioni di reati di contrasto alla criminalità»
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