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 ...non solo neon ... (Ahura Mazda)... di Loredana Morandi
 
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La Giustizia brilla nelle capanne annerite dal fumo e onora la vita timorata.

Eschilo
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 17:38:39, in Sindacato, linkato 1440 volte)
Vulpio in difesa del collega
Amadori di Panorama



Vulpio ha scritto una lunga lettera sul caso Amadori a Dagospia, che la pubblica in data odierna con il titolo "Vulnus di Amadori - Vulpio fuori dal coro".

La mia unica premessa è che io non ho il benché minimo dubbio in merito al fatto che il pm Elio Ramondini, della Procura della Repubblica di Milano, farà esattamente il suo dovere, punto. Ed in seguito, oltre alle toghe rosse e altri incubi orrendi e reazionari più volte espressi dal premier, il giudizio non sarà fazioso, perché non esiste una guerra dei magistrati contro i giornalisti o contro chi fa opinione.

E' vero invece che esista una guerra, piuttosto serrata, tra i giornalisti. Tanto che, finora, io non ho visto neppure un solo comunicato della FNSI a sostegno del giornalista indagato. Vero è anche che il colpo furibondo di Masi contro Roberto Natale deve aver parzialmente messo knok out la redazione sindacale, aggiungendosi a tutti gli altri impegni associativi. (ora però devono tassativamente scrivere per l'iscritto Amadori).

Così, segnalo un mio sicuro gradimento allo scritto di Vulpio, specie quando cita le ambizioni "morali" della professione giornalistica. Il mestiere del giornalista è "informare la popolazione". Verità sacrosanta, ma troppo spesso abusata e resa commerciale da dozzine di casi analoghi.

Trovo inoltre che nelle parole di Vulpio vi sia una verità vera in merito ai fatti di Puglia, vero l'attacco di Vendola alla pm Digeronimo dato dall'ex poeta divenuto politico con modi fin berlusconiani, quando l'intera popolazione barese l'aveva già incontrato nei locali frequentati dalle escort di Tarantino, anche se a lui personalmente le escort non interessano. Vero, e questo lo dico io, che la sinistra giustizialista avrebbe dovuto insorgere per il trasferimento in parlamento dell'assessore pugliese alla Sanità, ma quasi contestualmente scoppiava il caso Marrazzo e le fin troppo opportune morti accidentali delle trans. Così chi doveva parlare non lo ha fatto.

Il caso Bari escort e sanità, purtroppo, trasformato per effetto dei media nazionali nella fiaba delle "mille e una notte al viagra", non ha informato neppure a sufficienza la popolazione. Tutto quanto ha contribuito alla "fiaba" mediatica ci ha fatto respirare a pieni polmoni un clima di efficace agire fuori dalla legalità. E avrebbero dovuto gridare all'orrore gli ambientalisti, per il disboscamento del territorio nazionale finalizzato al rifornimento delle manifatture cartarie presso le quali si è servito l'astuto editore, che ha pubblicato il testo "una escort a letto con il vecchietto bavoso".

A me Panorama o il gruppo Espresso non offriranno nessun tipo di collaborazione, forse a Vulpio sì. Ad ogni modo auspico che si giunga ad una verità equa in sede giudiziaria nei confronti del giornalista Amadori.

Delle parole di Vulpio farò tesoro in tema di compensi televisivi. 250 mila euro a Benigni sono una follia. 50 mila per una presenza di Saviano uno schiaffo alla povertà, perché egli è attore di un copione già pagato dai suoi padroni (tutti, senza distinzioni), ed inizio a pensare che si tratti di una bomba ad orologeria creata dal Premier ed incuneata nel fianco della sinistra.

In fondo, ragioniamo, di chi sono i diritti di riproduzione in lingua italiana del "Capitale" di Marx?

Loredana Morandi





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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 16:43:58, in Osservatorio Famiglia, linkato 1432 volte)
Nuovo appello/comunicato da Don Di Noto su quello che ritengo essere ancora il sito denunciato anche dagli animalisti. Ricevo e trasmetto con un consiglio a Don Di Noto: deve fare il nome dell'internet provider presso il quale è in hostato quel sito e/o il nome della società che lo copre. Solo così quel sito sarà spento o dovranno affrettarsi le autority italiane.  L.M.


PEDOFILIA/ METER DENUNCIA:
BAMBINE LEGATE E VIOLENTATE


Avola (SR), 20 ottobre 2010 ---- 700 i bambini di cinque anni con gatti e cani, violati dai pedofili e dagli animali; pedofili ripresi nell’incesto; bambini imbavagliati, legati. Non è una descrizione morbosa, ma è lo scempio quotidiano sui bambini. Sotto gli occhi di tutti e sembra che nessuno batta un colpo. Una tragedia immane. Una disumanità che grida “giustizia e maggiore impegno” per colpire duramente gli abusatori di bambini.È questo il portale (ancora attivo ) scoperto dai volontari dell’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto da sempre pioniere nella difesa dell’infanzia e immediatamente denunciato alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania e al Centro Nazionale contro la pedofilia online (CNCPO) di Roma.

DICHIARAZIONI. “Come diciamo spesso la lotta alla pedofilia non è solo in riferimento a quella dei preti, pur essendo un fenomeno grave. La riflessione e la provocazione deve essere che oggi c'è un vero e proprio scempio dei bambini, basti ricordare le nostre formali denunce alle autorità giudiziarie. Migliaia di bambini coinvolti in tenerà età, gli abusatori in tutte le salse, veri e propri book venduti con la velata complitictà dei circuiti finanziari. Una vera e propria criminalità organzizzata.”.

IL PORTALE PEDOFILO. Ma questo, per don Di Noto, non basta: “Ecco un portale segnalato oggi: 469 video, coinvolti circa 700 bambini. Si vendono film. Ecco i prezzi: accesso per un mese 200 dollari, 3 mesi 400, un anno 600. Immaginate quanto guadagnano”, spiega, mentre evidenzia: “Ogni video è descritto, un esempio: Age of models: 8-12 anni d’età, masturbazione e pose tra due ragazze. Ci sono bambine di 5 anni ‘leccate anche da gatti’”.

SUDDIVISIONE VIDEO. Non solo: “I video sono suddivisi secondo queste categorie: Lolite, Antiche, Bambini, Esotiche, incesto, Lesbiche, Realtà, Shock, Guardoni. È questa la vergogna sotto gli occhi di tutti ed è drammatico quello che si produce. 65 ore di film e 469 video, 700 bambini coinvolti: mi chiedo che cosa aspettano governi ed Onu a pronunciarsi in maniera severa contro la pedofilia e la pedopornografia”, conclude.

Associazione Meter onlus di don Fortunato Di Noto
... a tutela dell'infanzia ...
Via Ruggero Settimo, 56
96012 Avola (SR) - Italy
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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 11:16:09, in Politica, linkato 1400 volte)
E' strano che questo articolo sia stato scritto da Il Giornale, in fondo il governo caduto era il nostro. L.M.

L’inchiesta Why not?
Un fiasco da 9 milioni firmato De Magistris


di Gian Marco Chiocci

La sentenza del gup demolisce i metodi dell’ex pm: "Ha cercato il clamore dei media senza avere prove"

La madre di tutte le inchieste ha partorito un’inchiesta senza capo né coda, «un’affascinante rappresentazione di inquietanti realtà occulte di poteri superiori». É la celeberrima «Why Not», istruita dall’ex pm catanzerese Luigi De Magistris, oggi parlamentare Idv, immaginata per abbattere il malaffare calabrese costituito da una sorta di Spectre sovrastrutturale - per dirla con l’ex portavoce della Marcegaglia - collegata a politici corrotti, avidi imprenditori, servizi deviati, massoneria occulta, toghe colluse. Un flop investigativo che portò alle dimissioni dell’allora Guardasigilli Clemente Mastella, alla caduta del governo Prodi, allo scontro fra le procure di Salerno e Catanzaro, alla carriera politica della toga che non voleva fare politica. Un procedimento che stando alle 944 pagine di motivazioni della sentenza emessa dal gup Abigail Mellace ha cercato solo la pubblicità dei media puntando sempre più in alto senza perseguire, dal basso, quei reati addebitabili al consorzio Brutium e alla società Why Not che risultavano solari sin dalle primissime fasi delle indagini preliminari. Un fiasco, insomma, che è costato all’erario decine di milioni di euro (9 solo in consulenze) e che ha procurato danni gravi a oltre 150 persone indagate e sputtanate a mezzo stampa, alle 34 al dunque rinviate a giudizio, alle 26 assolte. Tanto rumore per nulla: 8 condanne, e basta.

IL CLAMORE DEI MEDIA  E LA VERITA’ TELEVISIVA
Leggiamole, dunque, le pagine che disintegrano l’operato di Luigi De Magistris. Per il gup Mellace l’inchiesta Why Not è figlia dell’enorme «risalto mediatico che il procedimento ha avuto soprattutto nella fase delle indagini preliminari e che ha portato alla ribalta nazionale i suoi principali protagonisti divenuti nel frattempo veri e propri personaggi pubblici televisivi di grande notorietà». Ciò ha condotto, inevitabilmente, «a una distorta e infedele rappresentazione dall’esterno delle reali e obiettive risultanze delle fonti di prova». Un clamore che ha offuscato le finalità di un’inchiesta giustamente «salutata come la prima condanna di un sistema politico che mirava alla realizzazione dei propri interessi» collegati all’accaparramento illecito di fondi regionali. L’obiettivo iniziale, insiste il gup, «nel corso delle indagini è stato abilmente seppellito da chi aveva interesse a farlo, sotto una miriade di dichiarazioni, propalazioni, coraggiose rivelazioni volte a rappresentare la molto più avvincente, inquietante “televisiva” realtà di associazioni segrete, logge deviate, congiure di palazzo, accordi clandestini che dapprima operavano occultamente per monopolizzare la gestione degli appalti e delle risorse e che poi, a indagine avviata, tramavano per distruggere ed annientare da un punto di vista economico e di credibilità chi aveva avuto invece il coraggio di denunciare la realtà del malaffare».

LA SPECTRE SOVRASTRUTTURALE
L’ipotesi investigativa, tirate le somme, «non ha trovato alcun conforto probatorio essendo stato sconfessata già nella fase delle indagini preliminari» ed anzi «ha impedito di analizzare con la necessaria obiettività i vari e inconfutabili elementi di prova che emergevano sin da subito» nei confronti degli appalti e dei progetti concessi a Brutium e Why Not «in palese violazione di legge». Il panorama della Spectre transnazionale immaginato dall’ex pm «dopo anni di lunghe e costose indagini» non ha trovato «alcun conforto probatorio essendo stato sconfessato già nella fase preliminare».

DUE SUPERTESTIMONI «INCREDIBILI» E INATTENDIBILI
E che dire, poi, del testimone Giuseppe Tursi Prato i cui racconti appaiono «incredibili», «inconsistenti», finalizzati «a ottenere un beneficio personale», indirizzati a colpire alcuni magistrati che avevano redatto la sua condanna. E di Caterina Merante, supertestimone e architrave dell’inchiesta Why Not, indagata al contempo dalla procura di Paola?

PSICOFARMACI AI DIPENDENTI E L’ASSE COL MARESCIALLO
Il gup ha trasmesso gli atti alla procura generale per il mendacio e per l’«incredibile rapporto personale e confidenziale» col maresciallo che le è stato sempre vicino. «Un rapporto che ha inciso pesantemente sulla modalità di conduzione delle prime indagini, inquinando in modo irreversibile la genuinità di importanti risultanze investigative, rendendole radicalmente inutilizzabili». La signora voleva passare per debole «e soggiogata», quand’invece al telefono (intercettato) «coltivava una serie di rapporti con tutti quei soggetti che potevano, anche inconsapevolmente, coadiuvarla nel suo progetto».

VERBALI SCOMPARSI MAI REDATTI O MODIFICATI
Soggetti come il sottufficiale dell’Arma che per «gli atti più delicati» si affidava completamente a lei «attenendosi in primo luogo agli ordini della testimone e cercando, a tutti i costi, di trovare elementi di conferma della credibilità del suo narrato (...)». Di più. «La informava pedissequamente sugli sviluppi delle indagini», e la stessa «indicava al maresciallo i nominativi e gli indirizzi dei soggetti nei cui confronti dovevano essere dirette le investigazioni». In un caso un verbale della Merante non risulta mai redatto. In un altro «è stato completamente modificato, con l’aggiunta di fatti, dichiarazioni, precisazioni che spesso modificano completamente il significato delle prime dichiarazioni». Concludendo: «L’intero castello accusatorio della Merante è crollato in toto», ed è crollato anche il riferimento alla suggestiva loggia segreta di San Marina piena di «fratelli» politici. «Le dichiarazioni della Merante sono state ritenute inattendibili, non solo in quanto intrinsecamente incredibili, ma perché smentite dagli esiti delle attività investigative di riscontro compiute dagli inquirenti». Come quelle che attribuivano al feroce Saladino, al secolo Antonio Saldino, superiore gerarchico della Merante in Why Not, considerato da De Magistris il vero dominus dell’inchiesta, il ruolo di procacciatore di psicofarmaci da somministrare ai dipendenti. I quali, presi a verbale, hanno ovviamente smentito.

LE INTERCETTAZIONI INUTILI PER IL REATO «ASSOCIATIVO»
Come se non bastasse anche la contestazione del reato associativo cavalcata da De Magistris, basata su migliaia di intercettazioni telefoniche, è miseramente crollata: «Le risultanze captative - chiosa il gip - non forniscono alcuna prova dell’esistenza del sodalizio descritto al capo uno (riferito, appunto, all’associazione per delinquere, ndr) non ricavandosi dai colloqui intercettati la dimostrazione degli elementi costitutivi oggettivi di una qualsivoglia associazione dotata dei requisiti minimi strutturali previsti dall’articolo 416 bis». Se è vero che Saladino aveva rapporti coi politici che gli chiedevano posti di lavoro, è anche vero che ognuno di loro sollecitava assunzioni a titolo personale, senza dare nulla in cambio e soprattutto senza far parte del medesimo gruppo di potere ipotizzato e perseguito dal pm Luigi De Magistris.

Il Giornale
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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 10:28:36, in Sindacati Giustizia, linkato 1303 volte)
Perché a noi italiani non vengono bene le proteste come in Francia? A parte l'ultima, ennesima, pilotata protesta violenta per la "munnezza napoletana" e i pastori sardi a Cagliari, stante le rarissime ed eccellenti eccezioni alla regola tra i dirigenti delle oo.ss., il lavoratore medio sembra assopito, come anestetizzato di fronte allo stravolgimento e alla cancellazione dei suoi diritti. Forse, invece,  qui ci volevano le nuove Banlieue italiane.  Quindi non solo questo commercialissimo antiberlusconismo che cade sulla popolazione con effetto narcotico, ma una azione politica di rilevanza nazionale. L.M.

Ddl lavoro/ Via libera definitivo Aula Camera.

Diventa legge
Voti a favore 310 e contrari 204


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/slave-ship.jpg


Roma, 19 ott. (Apcom) - Dopo oltre due anni di iter parlamentare il ddl lavoro diventa legge.

L'Aula della Camera ha approvato, in settima lettura, il provvedimento che il 31 marzo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva rinviato alle Camere con messaggio motivato in cui aveva sottolineato alcune criticità, a partire dall'arbitrato.

Sotto accusa da parte del Capo dello Stato anche l'estrema eterogeneità di un testo, inizialmente di 9 articoli e lievitato a 50 articoli.


 I voti a favore sono stati 310 e i voti contrari 204. La maggioranza ha difeso le modifiche introdotte dopo il rinvio del testo da parte del presidente della Repubblica alle Camere, mentre il Pd e l'Idv hanno parlato di "restiling" che lascia senza risposte i rilievi sollevati da Napolitano.

Le principali misure vanno dall'arbitrato per le controversie sul lavoro (con l'esclusione dei licenziamenti) a paletti più stretti per l'arbitrato di equità (quando l'arbitro giudica su criteri più ampi legati al caso concreto in deroga a norme di legge); dai risarcimenti per le vittime dell'amianto sui Navigli di Stato (con lo stop su responsabilità penali degli ammiragli) all'apprendistato al posto dell'ultimo anno di scuola dell'obbligo. Nel testo anche deleghe al governo, tra cui quelle su lavori usuranti e ammortizzatori sociali.

La Rassegna

Via definitivo della Camera al Ddl sul collegato Lavoro

Il Sole 24 Ore - ‎15 ore fa‎
Via libera definitivo della Camera al disegno di legge collegato sul lavoro, rinviato il 31 marzo scorso alle Camere dal Capo dello Stato. ...

Il Collegato lavoro è legge

L'Occidentale - ‎19 minuti fa‎
Il Collegato lavoro è legge. Con 310 voti favorevoli (ci sono anche i voti dei deputati dell'Udc), 204 contrari e 3 astenuti, la Camera ha dato il via ...

Collegato Lavoro di nuovo al voto della Camera

PMI.it - ‎18 ore fa‎
Nuovo passo avanti nel tormentato iter parlamentare del Collegato lavoro: è in corso oggi alla Camera la discussione generale del testo, composto da 50 ...

Professione forense e collegato lavoro

The Front Page - ‎18/ott/2010‎
... Senato con la ripresa dell'esame della riforma della professione forense, e in Aula alla Camera con l'esame del “collegato lavoro” (C. 1441-quater-F). ...

DDL LAVORO: DAMIANO, CONTRORIFORMA CHE INDEBOLISCE I LAVORATORI

Agenzia di Stampa Asca - ‎14 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 19 ott - ''L'approvazione del cosiddetto collegato lavoro, che e' stato blindato dalla maggioranza, rappresenta un passo indietro per quanto ...

DDL LAVORO: DAMIANO, SU ARBITRATO E' FUORI DA INDICAZIONE NAPOLITANO

Agenzia di Stampa Asca - ‎18/ott/2010‎
(ASCA) - Roma, 18 ott - ''Continua la battaglia del Partito Democratico sul collegato lavoro: oltre alla presentazione di nuovi emendamenti, ...

La settimana parlamentare: economia e finanza

Archivio Radiocor - ‎19/ott/2010‎
Alla Camera (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 18 ott - Ddl collegato lavoro L'Aula della Camera avvia oggi alle 15 la discussione sul Ddl collegato sul ...

Arbitrato lavoro approvato o quasi: funzionamento e cosa cambia ...

Business Online - ‎22 ore fa‎
La battaglia del Partito Democratico sul collegato lavoro continua: oltre alla presentazione di nuovi emendamenti, il Pd ha presentato la pregiudiziale di ...

Collegato lavoro in dirittura d'arrivo. Ecco i pro ei contro dell ...

Il Sole 24 Ore - ‎18/ott/2010‎
Ha preso il via in aula alla Camera la discussione generale sul collegato lavoro. Il testo, di 50 articoli, arriverà al voto definitivo mercoledì, ...

Economia e finanza: gli orari di Camera e Senato -2-

Archivio Radiocor - ‎19/ott/2010‎
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 18 ott - Mercoledi' 20 Camera 9,00 delibera Cipe su fondo Ambiente e Ll.Pp. Infrastrutture 10,30 e 16 Ddl collegato lavoro ...

Economia e finanza: gli orari di Camera e Senato

Archivio Radiocor - ‎19/ott/2010‎
Lunedi' 18 Camera 15,00 Ddl collegato lavoro Aula Martedi' 19 Camera 13,00 Assogestioni su libro Ue pensioni Lavoro 13,00 Ddl auto senza emissioni CO2 ...

Ddl lavoro: via libera definitivo Camera ad articolo 31 su arbitrato

Archivio Radiocor - ‎23 minuti fa‎
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 19 ott - La Camera ha approvato l'articolo 31 del Ddl collegato sul lavoro, quello relativo all'arbitrato, ...

Ddl lavoro: Camera respinge pregiudiziale costituzionalita' Pd

Archivio Radiocor - ‎24 minuti fa‎
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 19 ott - La Camera ha respinto al pregiudiziale di costituzionalita' del Pd sul Ddl collegato sul lavoro, rinviato alla ...
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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 10:02:32, in Magistratura, linkato 1304 volte)
'Ndrangheta, arrestato esperto di esplosivi
E' ritenuto l'esecutore degli attentati


REGGIO CALABRIA - Antonio Cortese, 48 anni, affiliato alla cosca Lo Giudice arrestato dalla polizia a Reggio Calabria, è accusato di essere l'esecutore materiale degli attentati contro i magistrati di Reggio Calabria.

Cortese, in particolare, è ritenuto il responsabile degli attentati dinamitardi compiuti il 3 gennaio e il 26 agosto contro la Procura generale e contro l'abitazione del procuratore generale Salvatore Di Landro e di avere fatto trovare un bazooka il 5 ottobre scorso davanti gli uffici della Dda.

Nei giorni scorsi il boss Antonino Lo Giudice, che ha iniziato a collaborare con la giustizia, si era assunto la responsabilità delle due bombe. L'arrestato viene definito dagli investigatori "esperto nel maneggio e nel confezionamento di esplosivi".  I dettagli dell'operazione saranno comunicati nel corso di una conferenza stampa convocata alle 16 alla Questura di Reggio Calabria.

fonte la Repubblica
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Primo sì al lodo Alfano retroattivo (con i finiani).
Napolitano: non entro nel merito


di Donatella Stasio
20 ottobre 2010


ROMA - Gianfranco Fini prende tempo sulla riforma della giustizia e congeda il ministro Angelino Alfano dandogli appuntamento a quando avrà messo nero su bianco il testo, per verificare che nelle nuove norme costituzionali non vi sia alcuna «ingerenza» del governo sulla magistratura, altrimenti quelle norme sarebbero «inaccettabili». Testi alla mano, i finiani diranno sì o no, come hanno fatto con il lodo Alfano bis, di cui ieri hanno votato, nonostante le polemiche dell'opposizione, il primo punto cruciale, ovvero l'applicazione dello scudo giudiziario "ristretto" al presidente della Repubblica e al presidente del consiglio anche nei processi su fatti «antecedenti» l'assunzione della carica.

Una norma «assurda, indecorosa e vergognosa», secondo il segretario del Pd Pierluigi Bersani, che preannuncia «barricate» e accusa i finiani di incoerenza; una «scelta sbagliata», dice Pierferdinando Casini, che poi aggiusta il tiro spiegando che «la retroattività è un errore, ma giustificato dall'anomalia italiana», per cui l'Udc «non metterà veti» ma si asterrà sul provvedimento; una «norma scellerata» sostiene l'Idv, chiedendo al Quirinale di «starne fuori» e puntando il dito contro il «finto ritorno alla legalità» di Fli. In serata, una nota del Colle ribadisce (lo aveva già detto il 7 luglio) la propria «estraneità» al dibattito parlamentare su proposte di legge, o su singole norme, specialmente se sono proposte di legge costituzionale o di iniziativa parlamentare: il lodo Alfano bis è l'una e l'altra cosa e, fra l'altro, arriverà nelle mani di Giorgio Napolitano soltanto dopo il referendum confermativo, necessario qualora il testo non raggiunga (com'è assai probabile) la maggioranza dei 2/3.
Il voto del senato sul lodo ha rotto la magia tra i finiani e l'opposizione, rimasta gelida sui paletti del presidente della camera alla riforma della giustizia.

La norma della discordia
L'emendamento approvato in commissione è del presidente e relatore Carlo Vizzini (Pdl) e risale a fine settembre. Prevede che i processi al premier e al capo dello stato, «anche relativi a fatti antecedenti l'assunzione della carica», possano essere sospesi con deliberazione parlamentare. I voti a favore sono stati 15 (13 di Pdl e Lega, più il finiano Maurizio Saia e il senatore dell'Mpa), 7 i contrari. Un «mostro giuridico», dice l'opposizione. Ma anche il popolo della rete vicino a Fli si è scatenato contro la retroattività dello scudo, esprimendo delusione, sorpresa, preoccupazione, sebbene Filippo Rossi, direttore di Farefuturo web magazine, avesse spiegato che «sul lodo i finiani hanno fatto quel che hanno sempre detto».

L'articolo prosegue su Il Sole 24 ore


La Rassegna

I finiani spiegano
A difesa della «coerenza», è scesa in campo direttamente Giulia Bongiorno, plenipotenziaria di Fini, definendo «insensate» le polemiche. Prima di lei, Saia aveva spiegato che «già venti giorni fa» si era deciso che la linea di Fli sarebbe stato il sì alla retroattività, confermata dal voto di ieri. Il capogruppo a Montecitorio, Italo Bocchino, però, aveva preferito non sbilanciarsi, dicendo che della questione si occuperà «quando verrà alla camera», mentre Adolfo Urso sottoscriveva le parole di Saia e preannunciava il voto favorevole anche alla camera. «La finalità del lodo - chiarisce la Bongiorno - è salvaguardare la serenità nello svolgimento delle funzioni da parte delle alte cariche dello stato che, ovviamente, potrebbe essere compromessa se non venissero sospesi i processi per fatti antecedenti all'assunzione della carica». Ergo: «le polemiche non sono condivisibili». E Fini, da quanto è filtrato, le ha prese come attacco personale, e una pressione a puntare ancora di più i piedi sulla riforma della giustizia.

La riforma della giustizia
Prima di incontrare il presidente della camera, Alfano aveva visto quello del senato Renato Schifani: a entrambi ha illustrato solo le «linee guida» della riforma, rinviando a un giro successivo la presentazione dei testi. Fini gli ha ribadito che Fli si muove in uno «spirito costruttivo» ma che non accetterà (lo ha scritto in una nota dopo l'incontro) «ingerenze del potere esecutivo su quello giudiziario». L'enunciazione dei principi è una cosa, scrivere le norme, un'altra. Dunque, è essenziale leggere il testo della separazione tra giudici e pm, ma soprattutto del nuovo Csm (e dell'Alta Corte di disciplina) nonché le norme sul ruolo che si vuole attribuire al ministro. Di toccare la Consulta, poi, non se ne parla proprio. Né a Fini è piaciuta l'idea di inserire nella riforma l'elezione dei magistrati onorari con funzioni di pm. Insomma, no a un testo dal sapore «punitivo». Giudizio sospeso, quindi. E questo ha riferito Alfano, in serata, a Silvio Berlusconi, nell'incontro serale a palazzo Grazioli con Niccolò Ghedini. La strada della riforma, quindi, è tutta in salita.

Il Sole 24 ore

Primo sì al lodo Alfano retroattivo

Il Sole 24 Ore - ‎54 minuti fa‎
ROMA - Gianfranco Fini prende tempo sulla riforma della giustizia e congeda il ministro Angelino Alfano dandogli appuntamento a quando avrà messo nero su bianco il testo, per verificare che nelle nuove norme costituzionali non vi sia alcuna «ingerenza» ...

Lodo Alfano retroattivo. Fini aiuta Berlusconi

Il Secolo XIX - ‎3 ore fa‎
Una giornata ad altissima tensione: a metà pomeriggio, la commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato un emendamento al “Lodo Alfano” (lo scudo giudiziario per il Presidente della Repubblica e del Consiglio) estendendo in maniera ...

Blitz sul lodo Alfano retroattivo: c'è il sì anche dei finiani

Il Salvagente - ‎2 ore fa‎
Lo ha deciso ieri la commissione Affari costituzionali, approvando l'emendamento del relatore Carlo Vizzini in base al quale "i processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti ...

Ma ora la maggioranza pensa a ritoccare il legittimo impedimento

La Stampa - ‎2 ore fa‎
È ripartita la marcia del lodo Alfano in forma di ddl costituzionale. Al Senato da ieri la maggioranza ha cominciato a votare compatta una raffica di emendamenti; passa anche il principio che lo scudo al premier avrà validità per tutti i procedimenti, ...

Lodo Alfano, via libera di FiniPremier protetto da tutti i processi

Quotidiano.net - ‎3 ore fa‎
«BUONO, buono», si lascia andare Silvio Berlusconi. La tensione si scioglie sul suo volto quando gli comunicano che la commissione affari costituzionali del Senato ha approvato la cosiddetta retroattività del Lodo Alfano, che così gli potrà fare da ...

Lodo Alfano retroattivo con il sì dei finiani

SKY.it - ‎1 ora fa‎
La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato l'emendamento per cui la sospensione dei processi si applica anche per fatti antecedenti all'assunzione della carica. Forti critiche dall'opposizione. GUARDA LA RASSEGNA STAMPA Insieme a Pdl ...

Lodo Alfano retroattivo: il si' di tutta la maggioranza

NanoPress - ‎37 minuti fa‎
Il Lodo Alfano, che prende il nome da Angelino Alfano, Ministro della Giustizia italiano, ha un nuovo emendamento, che e' stato approvato da ieri da tutta la maggioranza. Si tratta della proposta Vizzini, una proposta osteggiata caldamente ...

Lodo Alfano: «Retroattivo lo scudo al premier»

Avvenire.it - ‎56 minuti fa‎
Via libera della commissione Affari costituzionali del Senato alla "retroattività" del lodo Alfano. Sulla giustizia, ieri, c'era attesa soprattutto per l'accelerazione sulla riforma da parte del Guardasigilli, che ha incontrato i vertici di Camera e ...

Lodo Alfano, via libera alla retroattività. Il Quirinale si sfila ...

(ami) Agenzia Multimediale Italiana - ‎12 minuti fa‎
La prova della verità si avrà a novembre quando, in Senato, si voterà la prima lettura del testo sul Lodo Alfano che ieri è stato licenziato dalla commissione Affari costituzionali. La norma è stata emendata dall'esponente del Pdl Carlo Vizzini e ...

Lodo Alfano/ Quirinale: Sempre estraneo a proposte... -2-

Virgilio - ‎13 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Apcom) - Già qualche mese fa il Quirinale aveva precisato con una nota ufficiale la propria estraneità al dibattito sul cosiddetto Lodo Alfano 'costituzionalizzato' e alle soluzioni individuate. "Il presidente della Repubblica ...

Sul Lodo Alfano il Colle si chiama fuori

Giornale Radio Rai - ‎41 minuti fa‎
Primo via libera in commissione, al Senato, all'emendamento del Popolo della libertà sullo 'scudo giudiziario' per le alte cariche dello Stato, anche retroattivo, col via libera dei finiani. Il Pd: daremo battaglia; l'Idv attacca Futuro e Libertà. ...

Lodo Alfano, si punta all'immunità

Terra - ‎1 ora fa‎
GIUSTIZIA. Con il voto favorevole di tredici senatori del Pdl e Lega più il licet del membro finiano Maurizio Saia e del senatore dell'Mpa, è passato l'ultimo emendamento al progetto di legge ormai noto come Lodo Alfano. Si preannunciava tranquilla la ...

Dalla Commissione l'ok al Lodo Alfano retroattivo

RomagnaOggi.it - ‎12 ore fa‎
ROMA - Via libera della commissione Affari costituzionali alla "retroattività" del lodo Alfano. L'emendamento del relatore Carlo Vizzini è stato approvato con 15 voti a favore e 7 contrari. Hanno votato a favore del provvedimento i 13 senatori di Pdl e ...

Fini: su Lodo Alfano Fli coerente

L'Unità - ‎11 ore fa‎
Giudizio sospeso sulla bozza di riforma della giustizia fino a che non sarà riempita di contenuti: i “titoli” non bastano se poi verranno stravolti da emendamenti o norme «controverse o addirittura inaccettabili». Sarebbe la posizione di Gianfranco ...

Lodo: Colle non entra merito Camere

ANSA.it - ‎12 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 19 OTT - Sul Lodo Alfano il Quirinale ribadisce che la Presidenza della Repubblica resta sempre rigorosamente estranea alla discussione, nell'una e nell'altra Camera, di qualunque proposta di legge e di sue singole norme. ...

«Stop retroattivo ai processi»

GD notizie - ‎2 ore fa‎
Il lodo Alfano che sospende i processi per il premier e per il Capo dello Stato avrà effetto retroattivo. Varrà cioè anche per fatti precedenti il conferimento del mandato. Il primo sì è arrivato dalla commissione Affari costituzionali al Senato anche ...

Il retroscena L'aria è cambiata: spiragli anche sulla Consulta

il Giornale - ‎30 minuti fa‎
RomaIl messaggio è stato recapitato al Cavaliere qualche giorno fa, quand'era ancora in quel di Villa Certosa. Niente di definitivo, certo. Perché la materia è delicata e soprattutto perché anche la forma vuole la sua parte. ...

Lodo Alfano: Bersani, "non passerà". Dal PD pronte barricate

italiah24.it - ‎1 ora fa‎
Roma, 20 ottobre 2010 - Promette battaglia il PD sul Lodo Alfano; Bersani si scaglia contro avvertendo che saranno alzate vere e propri barricate in Parlamento, poi dichiara: "Viaggiamo ai limiti dell'assurdo. Credo che sia indecoroso e vergognoso ...

Sì della commissione Affari costituzionali alla retroattività del ...

In dies - ‎2 ore fa‎
Dal Quirinale è stato subito chiarito di essere "estranei alla discussione" parlamentare dell'uno o dell'altro ramo del Parlamento. Bersani ha detto che si tratta di un provvedimento "scandaloso" e ha promesso le "barricate". Antonio Di Pietro ha tira ...

Lodo Alfano/ Davigo: E' prematuro preoccuparsi, l'iter è lungo

Virgilio - ‎12 ore fa‎
"E' prematuro preoccuparsi, perché la riforma costituzionale prevede una doppia approvazione da ciascuna delle due Camere e se non c'è la maggioranza dei due terzi la legge è sospesa fino a referendum confermativo". Così il consigliere di Cassazione ...

Lodo Alfano può essere retroattivo blitz della maggioranza in ...

La Repubblica - ‎16 ore fa‎
L'opposizione ha definito l'emendamento, presentato dal relatore Vizzini, "un mostro giuridico". Bersani: "E' una vergogna, faremo le barricate". Bongiorno conferma il via libera Fli: "Non condivido le polemiche". Alfano incontra Fini: "Spirito ...

Lodo Alfano, arriva il 'sì' dei finiani L'opposizione: "E' un ...

L'Unione Sarda - ‎2 ore fa‎
La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato con 15 voti a favore e 7 contrari l'emendamento del Pdl al lodo Alfano, che sancisce la retroattività delle norme contenute nel provvedimento sulla sospensione dei processi al presidente del ...

Il Lodo Alfano sarà retroattivo. Sì dei finiani

Libero-News.it - ‎16 ore fa‎
La norma che tutela anche da fatti antecedenti all'assunzione della carica vale solo per il Capo dello Stato e per il premier. Bersani: "E' vergognoso, daremo battaglia" l Lodo Alfano sarà retrattivo. Con 15 voti a favore e 7 contrari è stato approvato ...

Nuovo Lodo Alfano, Bersani: “Viaggiamo ai limiti dell'assurdo”

Newnotizie - ‎10 ore fa‎
"Una vergogna": è senza mezze misura la critica del Partito Democratico alla riformulazione del Lodo Alfano, costituzionale, retroattivo, uscito dalla Commissione Giustizia e appoggiato da Pdl, Lega, e Fli e Mpa - l'intero arco di maggioranza, dunque. ...

Lodo Alfano/ Bersani: Da Fli grosso deficit di coerenza

APCOM - ‎12 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Apcom) - Il voto da parte di Fli della norma sulla retroattività del Lodo Alfano dimostra "un grosso deficit di coerenza". E' questo il commento del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che osserva: "Loro hanno sempre detto che ...

Lodo Alfano retroattivo, sì anche dai finiani a Senato

Reuters Italia - ‎15 ore fa‎
ROMA (Reuters) - Dopo una gestazione di cinque mesi, la commissione Affari costituzionali del Senato è entrata oggi nel vivo del ddl costituzionale sull'immunità del presidente del consiglio, il cosiddetto lodo Alfano, approvando uno degli emendamenti ...

Lodo Alfano/ Orlando: Odiosa impunità, grave responsabilità Fli

Virgilio - ‎14 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Apcom) - "L'emendamento approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato fa cadere ogni ipocrisia a proposito del cosiddetto lodo Alfano. Questa modifica rende ancor più evidente che il lodo non è concepito per tutelare il ...

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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 09:18:28, in Varie, linkato 1186 volte)
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Nota:  Un pochino di umorismo ci vuole, anche su GQ, di tanto in tanto.

Questo testo "apocrifo" me lo spedisce via facebook Giglioli, il noto giornalista del blog "Piovono Rane" de L'Espresso, che riceve il "tag" dal grafico pubblicitario "Andrea Vanacore". Dal numero di denigratori e mediocri che sparla in rete sarei portata a credere che il Vanacore ne sia anche l'autore, visto che la trovata è intelligente e creativa e lui offeso anche in termini di pornografia commerciale.

Prossimamente: come GQ sito è stato cannibalizzato da un paio di arrampicatori nulla pensanti e nulla facenti.

L.M.


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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 07:40:07, in Politica, linkato 1485 volte)
Corruzione: no della Camera
all’autorizzazione a procedere contro Lunardi


19 ottobre 2010

La maggioranza alla Camera salva l’ex ministro del Pdl Pietro Lunardi dal processo per corruzione nato dall’inchiesta sulla “cricca”, ma la partita che lo riguarda non è ancora del tutto chiusa. Per ora la Camera ha rispedito al mittente, in quanto «carente», la richiesta di autorizzazione a procedere contro Lunardi formulata dal tribunale dei ministri di Perugia: 292 voti favorevoli al rinvio delle carte, venuti dai banchi di Pdl, Lega e anche da quelli dei finiani che però fanno capire di essere pronti a votare in modo diverso se la questione dovesse tornare all’attenzione della Camera.

La vicenda per la quale l’ex ministro è finito nel mirino dei magistrati riguarda l’acquisto a prezzo di favore di un palazzetto di via dei Prefetti, in una zona centralissima di Roma alle spalle della Camera: 960 metri quadrati di proprietà di Propaganda Fide, la congregazione del Vaticano per l’evangelizzazione, che diventarono di Lunardi per la cifra di 4,16 milioni di euro. Indagando sulla «cricca», i magistrati di Perugia sono arrivati alla convinzione che Lunardi avesse ottenuto il palazzo grazie a un accordo con l’allora prefetto della congregazione, l’attuale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe: in cambio del «megasconto», Lunardi, nella sua qualità di ministro, avrebbe concesso due milioni e mezzo di finanziamento per la ristrutturazione della sede di Propaganda Fide a piazza di Spagna. Di qui l’indagine su Lunardi e Sepe, entrambi accusati del reato di corruzione.

A differenza dei parlamentari, che possono essere indagati e mandati sotto processo senza che le Camere debbano concedere l’autorizzazione, per i reati ministeriali è ancora necessario il voto del Parlamento. Il tribunale dei ministri di Perugia ha mandato tutte le carte riguardanti Lunardi con la convinzione che le prove fossero così schiaccianti da «costringere» la giunta per le autorizzazioni e l’aula della Camera a dire di sì. Ma la maggioranza si è appigliata al fatto che nel plico arrivato a Montecitorio non c’erano gli atti riguardanti il cardinale Sepe. Secondo l’interpretazione proposta dalla maggioranza (ma respinta dal tribunale dei ministri) le Camere devono infatti pronunciarsi anche sulla posizione dei coimputati di un procedimento che riguarda un ministro. E per questo ha deciso di rimandare indietro tutto il materiale.

Ora bisognerà aspettare la nuova decisone del tribunale dei ministri, anche se sembra difficile che si pieghino al volere della Camera dopo aver esplicitamente detto di essere contrari alla tesi della maggioranza; per questo, tra le strade possibili per uscire dall’impasse si profila quella del sollevamento del conflitto di attribuzioni presso la Corte Costituzionale, che sarebbe chiamata a dirimere l’intricata questione.

I finiani, nel frattempo, fanno sapere di non aver voluto salvare l’ex ministro. Come spiega il `futurista´ Nino Lo Presti, «la questione è soltanto rinviata: Fli con il voto di oggi ha solo chiesto il rispetto della legge e non ha pronunciato un giudizio di assoluzione nei confronti di Lunardi». Certo che se oggi avessero votato con l’opposizione, le carte su Lunardi non avrebbero preso la via di Perugia. Ma l’opposizione non si fida e teme che alla fine la maggioranza toglierà Lunardi dai guai. «È un brutto giorno per la giustizia», si indigna la democratica Donatella Ferranti, secondo la quale la maggioranza «vuole bloccare tutta l’indagine». Protesta anche l’Idv: «L’aula della Camera - dice il capogruppo Massimo Donadi - ormai è l’aula delle impunità».

Il Secolo XIX

La Rassegna

Appalti G8 Salvo Lunardi, la Camera ferma i giudici

il Giornale - ‎2 ore fa‎
La Camera ha negato l'autorizzazione a procedere contro il deputato Pdl ed ex ministro alle Infrastrutture Pietro Lunardi. Indagato per corruzione insieme ...

Presentata oggi fine restauro del palazzo di Propaganda fide

APCOM - ‎8 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Apcom) - Viene concluso a fine ottobre il restauro del palazzo di Propaganda fide, a Roma, costato oltre 15 milioni di euro e destinato ad ...

Corruzione: no della Camera all'autorizzazione a procedere contro ...

Il Secolo XIX - ‎10 ore fa‎
La maggioranza alla Camera salva l'ex ministro del Pdl Pietro Lunardi dal processo per corruzione nato dall'inchiesta sulla “cricca”, ma la partita che lo ...

Lunardi: atti tornano a Perugia

ANSA.it - ‎11 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 19 OTT - Tornano al Tribunale dei ministri di Perugia gli atti relativi all'inchiesta sull'ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi, ...

Inchiesta su corruzione la Camera salva …

La Repubblica - ‎11 ore fa‎
ROMA - La Camera ha negato l'autorizzazione a procedere nei confronti di Pietro Lunardi. L'ex ministro delle Infrastrutture, oggi deputato del Pdl, ...

Grandi Eventi, Camera nega autorizzazione procedere per Lunardi

Reuters Italia - ‎13 ore fa‎
ROMA (Reuters) - La Camera dei deputati ha negato oggi pomeriggio l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro del centrodestra Pietro ...

Appalti, la Camera nega l'autorizzazione a procedere per l'ex ...

Adnkronos/IGN - ‎14 ore fa‎
Roma - (Adnkronos/Ign) - Secondo la Giunta delle Autorizzazioni i magistrati non hanno offerto "una completa prospettazione dell'episodio corruttivo". ...

La Camera nega l'autorizzazione a procedere per l'ex ministro ...

Il Sole 24 Ore - ‎14 ore fa‎
L'Aula della Camera salva l'ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi, oggi deputato del Pdl, indagato - nell'ambito dell'inchiesta sugli ...

Camera: tornano a giudici Perugia atti su Lunardi

ANSA.it - ‎14 ore fa‎
ROMA - Tornano al Tribunale dei ministri di Perugia gli atti relativi all'inchiesta sull'ex ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi al Tribunale dei ...

LUNARDI: ATTI RINVIATI A TRIBUNALE MINISTRI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎14 ore fa‎
(AGI) Roma - La Camera ha negato l'autorizzazione a procedere contro Pietro Lunardi e rinviato gli atti al tribunale dei ministri. ...

Camera nega autorizzazione a procedere per Lunardi

Libero-News.it - ‎15 ore fa‎
'Aula della Camera ha salvato Pietro Lunardi, ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, oggi deputato del Popolo della libertà, restituendo gli atti ...

CAMERA: RESTITUITI A TRIBUNALE MINISTRI ATTI INCHIESTA SU LUNARDI

Agenzia di Stampa Asca - ‎15 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 19 ott - La Camera dei deputati ha deciso di restituire al Tribunale dei ministri di Perugia gli atti giudiziari, con la richiesta di ...

CAMERA: NO ALL'AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE PER LUNARDI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎15 ore fa‎
AGI) - Roma, 19 ott. - La Camera ha negato l'autorizzazione a procedere nei confronti di Pietro Lunardi. Gli atti dell'indagine sull'acquisto di un ...

Indagini su Lunardi, la Camera dice no

Corriere della Sera - ‎15 ore fa‎
ROMA - L 'Aula della Camera «salva» l'ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi, oggi deputato del Pdl, indagato per corruzione insieme ...

La Camera salva Lunardi dalle indagini

Il Tempo - ‎1 ora fa‎
La maggioranza di Pdl, Lega e Fli si compatta in Aula alla Camera per salvare l'ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, indagato per corruzione ...

Lunardi: “Negata l'autorizzazione a procedere”

quinews - ‎6 ore fa‎
La Camera dei Deputati con 292 voti a favore di Pdl, Lega e Fli, 254 contrari e due astenuti nega l'autorizzazione a procedere al Tribunale dei ministri di ...

Lunardi, la Camera dice no all'autorizzazione a procedere

Corriere di Aversae Giugliano - ‎6 ore fa‎
La Camera dei deputati ha negato l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro Pietro Lunardi, indagato dalla Procura di Perugia per ...

Appalti: Pd, Lunardi ha agito per fini personali e non per ...

Ultime Notizie - ‎10 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Adnkronos) – “La Camera avrebbe potuto negare l'autorizzazione solo se Pietro Lunardi avesse agito per la tutela di un interesse pubblico e ...

Corruzione, Lunardi salvato alla Camera. Anche dai finiani

Giornalettismo - ‎12 ore fa‎
A Montecitorio la maggioranza l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro delle Infrastrutture. Ma tra le fila di FLI non tutti votano. ...

Inchiesta G8/ Maggioranza salva Lunardi, ma 10 finiani non... -2-

Virgilio - ‎13 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Apcom) - La posizione ufficiale di Fli tuttavia è quella illustrata in Aula da Nino Lo Presti che condivide quello che alcuni all'opposizione ...

Ex ministro Lunardi indagato: la Camera si oppone

Barimia - ‎13 ore fa‎
Torna il sereno sopra la testa dell'ex ministro Pietro Lunardi, titolare del dicastero delle Infrastrutture all'epoca del secondo Governo Berlusconi. ...

Fli, Pdl e Lega. La maggioranza si ricompatta e la Camera salva l ...

Il Fatto Quotidiano - ‎14 ore fa‎
Montecitorio rimanda gli atti al tribunale dei Ministri. Decisivi i voti dei finiani che parlano di un atto formale, perché mancano le carte del coindagato ...

Corruzione: la Camera nega autorizzazione a procedere per Pietro ...

Italia News - ‎14 ore fa‎
Gli atti di indagine saranno dunque trasferiti al Tribunale dei Ministri di Perugia. In favore dell'orientamento della Giunta per le autorizzazioni a ...

Corruzione, Lunardi 'salvato' dalla Camera. E il palazzetto di ...

Blitz quotidiano - ‎14 ore fa‎
Ricordate il palazzetto di Propaganda Fide venduto ad un prezzo di favore con l'intercessione del cardinale Crescenzio Sepe? E la conseguente accusa di ...

Fli, Pdl e Lega. La maggioranza si ricompatta e salva Lunardi

Trentinoweb - ‎14 ore fa‎
Il Fatto Quotidiano – Con 292 voti a favore, 254 contrari e due astenuti su 548 presenti, la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere ...

CAMERA: NEGATA AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE NEI CONFRONTI ON ...

AgenParl - Agenzia Parlamentare - ‎14 ore fa‎
(AGENPARL) - Roma, 19 ott - La Camera nega l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro Pietro Lunardi, oggi deputato Pdl. La proposta della ...

Inchiesta G8/ Lunardi: Oggi passo importante per fare chiarezza

Tendenze Online.Info - ‎14 ore fa‎
Roma, 19 ott. (Apcom) - "Oggi è stato fatto un primo passo importante per fare chiarezza". Lo ha detto il deputato del Pdl Pietro Lunardi, commentando il ...

CORRUZIONE: CAMERA RESPINGE AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE PER LUNARDI

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎15 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 19 OTT - La Camera ha respinto l'autorizzazione a procedere verso il deputato del Pdl, Pietro Lunardi, ex ministro delle Infrastrutture. ...

Inchiesta G8/ Fli: No ad autorizzazione a procedere per Lunardi

Virgilio - ‎15 ore fa‎
Futuro e Libertà voterà a favore della decisione della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio di restituire al tribunale di Perugia gli atti che ...

Appalti G8, la Camera salva Lunardi "Niente autorizzazione a ...

La Stampa - ‎11 ore fa‎
È ormai scontro tra la Camera dei Deputati e il Tribunale dei Ministri di Perugia sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ...
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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 07:33:04, in Magistratura, linkato 1509 volte)
Sentite condoglianze alla famiglia. L.M.

Lecco: è morto il giudice

Luciano Tommaselli


19 ottobre 2010

LECCO - Magistrato per una vita. E da magistrato se ne è andato nella notte tra lunedì e martedì 19 ottobre, stroncato all'ospedale Manzoni da un male che non perdona. Luciano Tommaselli aveva 69 anni, trentaquattro dei quali passati a palazzo di Giustizia. Pubblico ministero prima e presidente della sezione penale poi, attuale consigliere della Corte di Appello di Milano, lascia una famiglia in lacrime e tanti amici che hanno voluto ricordarne la figura. Mercoledì 20, alle 14.30 la cerimonia funebre nella basilica di San Nicolò, prima della tumulazione nel cimitero monumentale di via Parini. Tommaselli era ormai lecchese a tutti gli effetti. Aveva lasciato Allignano (Caserta), dove era nato il 2 gennaio 1941, per vivere i momenti più rilevanti della sua carriera qui sul lago. Una sola parentesi: i due anni e mezzo da giudice del lavoro a Pescara (da metà 1986 a inizi 1989) e l'ultimo periodo in Corte d'appello civile a Milano, dall'estate 2006 all'autunno 2008. Uomo mai domo e per nulla disposto a coltivare amicizie interessate, a fini di ambizioni personali o di affermazioni di carriera, dicono tutti in coro. E aggiungono: quella porta al primo piano del "palazzaccio", sempre aperta a tutti, nessuno la può dimenticare. E lo ricordano, colleghi ed avvocati, come un "conservatore illuminato, grande lavoratore, giudice capace di depositare sino a 900 e passa sentenze all'anno; attento alle prescrizioni. Lasciava la politica fuori dal palazzo".

Quarant'anni di carriera nella magistratura, di cui 34 tra Procura della Repubblica e Tribunale in via Cornelio. Esordì come uditore nel primo incarico presso la Procura della Repubblica di Milano. A soli 27 anni il primato nell'inizio di carriera, con lo sbarco sulle rive del Lario nel 1968, anzitutto come giovanissimo sostituto del procuratore Arcangelo Miceli. Poi sostituto con i procuratori Barboni, Mele e Franchina. C'è chi lo ricorda impegnatissimo sul fronte della presenza, 24 ore su 24, con i carabinieri e i poliziotti, per contrastare le varie e efferate “Anonime sequestri” che rapirono tra gli altri: Giovanni Stucchi il 16 ottobre 1974 a Olginate; Francesco Sella il 22 aprile 1977 al circolo Enal con uccisione di un amico. Intervenne il 10 febbraio 1975 a Casatenovo, quando i carabinieri liberarono il giovane Astrua Testori dai carcerieri ai quali i militari evitarono il linciaggio della folla inferocita. Si dedicò alle indagini per fare piena luce su diversi omicidi, tra i quali quelli dell'uomo carbonizzato in un'auto, abbandonata e incendiata nel bosco a Lissolo di Perego. L'identità dell'uomo venne stabilita grazie ad una parrucchiera che riconobbe la collana, con una medaglia, che portava al collo. Poi la malattia che aveva affrontato con grande dignità, con la grande rinuncia di dover rinviare le serate della sua "grande Inter" insieme ad amici, avvocati e cronisti. I tanti amici che si sono stretti intorno alla moglie Wilma, alle figlie Francesca e Clara, al genero, ricordano in queste ore di grande dolore inconsolabile, la felicità di Luciano Tommaselli diventato tre anni or sono nonno di Alessandro. Il nipotino che in questi mesi gli aveva alleggerito le sofferenze di un male che raramente dà scampo.

http://www.laprovinciadilecco.it/stories/Cronaca/162129_lecco__morto_il_giudice_luciano_tomaselli/
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Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 07:28:58, in Magistratura, linkato 1371 volte)
P3: Carbone a pm, io vittima di millantatori


L'ex primo presidente di Cassazione indagato per corruzione

(ANSA) - ROMA, 19 OTT - 'Vittima di millantatori'. Cosi' Vincenzo Carbone, nel corso dell'interrogatorio in Procura a Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta P3. 'Il nostro assistito ha dato risposte puntuali e corrette a tutte le domande', hanno precisato i suoi avvocati, Balducci e Fiorella.

L'ex primo presidente di Cassazione, a riposo da mesi, e' indagato per corruzione. Carbone non ha rilasciato dichiarazioni ma i legali hanno detto di aver spiegato il meccanismo decisionale della Suprema Corte.


La Rassegna

P3: Carbone a pm, io vittima di millantatori

ANSA.it - ‎13 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 19 OTT - 'Vittima di millantatori'. Cosi' Vincenzo Carbone, nel corso dell'interrogatorio in Procura a Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla ...

P3 EOLICO, CARBONE AI PM: "VITTIMA DI MILLANTATORI"

Leggo Online - ‎14 ore fa‎
«Vittima di millantatori». Così Vincenzo Carbone, nel corso dell'interrogatorio in Procura a Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta P3. ...

P3/ Vincenzo Carbone a pm: da me nessun intervento illecito

Virgilio - ‎14 ore fa‎
Ha risposto "in modo puntuale e corretto a tutte le domande" Vincenzo Carbone, secondo le parole di uno dei suoi difensori, l'avvocato Paola Balducci. ...

P3: CARBONE SENTITO DA PM, VITTIMA DI MILLANTATORI INATTENDIBILI

IMGpress - ‎14 ore fa‎
(19/10/2010) - La Procura di Roma lo accusa di concorso in corruzione per aver spostato senza giustificato motivo la causa Mondadori dalla sezione ...

P3, indagato ex presidente Cassazione Carbone, a breve dai pm

Reuters Italia - ‎15/ott/2010‎
ROMA (Reuters) - L'ex presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone è indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3, ...

Cassazione, ex primo presidente Carbone sotto inchiesta a Roma per ...

Il Messaggero - ‎15/ott/2010‎
ROMA (15 ottobre) - Adesso Vincenzo Carbone è formalmente indagato per corruzione. Quell'intercettazione in cui chiedeva a Pasquale Lombardi, ...

P3/ Interrogatorio a breve per altro indagato, Vincenzo Carbone

Virgilio - ‎15/ott/2010‎
Sarà interrogato quasi certamente la settimana prossima l'ex primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone indagato per corruzione nell'ambito ...

P3, Vincenzo Carbone indagato per corruzione

SKY.it - ‎15/ott/2010‎
Vincenzo Carbone, ex primo presidente della Corte di Cassazione, è indagato per corruzione a Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta nuova loggia P3 ...
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