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 summer & autumn ... Do Duy Tuan... di Lunadicarta
 
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Quando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra.

Piero Calamandrei
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 07:39:38, in Politica, linkato 2072 volte)
Un eroe o un folle: Luigi Stifanelli, ex senza tetto perché vittima dell'usura bancaria è probabilmente già finito sotto il bavaglio della stampa. Questo probabilmente è un caso eccezionale, che richiede da parte della magistratura un ascolto più attento alle "povertà indotte". Lo dico perché anche io sono "povera", ma lo sono esclusivamente per le azioni di mobbing subite ad opera di una ex brigatista (la Morgantini voleva il mio "posto di lavoro" con i Giuristi Democratici per una sua amica, non sapendo che io ero  volontaria e membro eletto dai magistrati giuslavoristi che collaboravano originariamente con la nascente associazione. Da allora non ha mai smesso di ledere i miei diritti o di diffamarmi, giungendo nel 2009 ai rapporti interpersonali con un sito del porno commerciale e l'anonimo Sissimo Neuro della prima agenzia  legale italiana per pedofili) e per gli ultimi 25 mesi di stalking, subiti per aver salvato un bene di proprietà dello Stato presso l'Università di Napoli Federico II dalle grinfie della criminalità organizzata del p2p. Il caso vuole che tutto questo, sia ben noto e conosciuto anche al de Magistris. L.M.

De Magistris rinviato a giudizio
per omissioni in atti d’ufficio


Un coraggioso Salentino si ribella alle banche usuraie e ai giudici che archiviano.

Luigi De Magistris ex sostituto Procuratore di Catanzaro e ora europarlamentare dell’IDV è stato rinviato a giudizio davanti al Tribunale di Salerno.

De Magistris sarebbe imputato per il "delitto p. e p. dall'art. 328 co 1° CP perché, quale sostituto procuratore in servizio presso la Procura della Repubblica di Catanzaro ed assegnatario del procedimento penale n.2552/05/Mod.21 a carico dei magistrati di Potenza IANUARIO ROBERTA e IANNUZZI ALBERTO, omettendo di procedere alle indagini ordinate ai sensi dell'art.409 co. 4° CPP dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro...indebitamente rifiutava di compiere un atto del suo ufficio...".

Non si tratterebbe di un'omissione qualunque ma, di un'omissione di indagini su collusione fra magistrati di Lecce e magistrati di Potenza con ipotesi delittuose gravissime che vanno dall'associazione per delinquere, all'estorsione, al favoreggiamento di banche che applicano tassi usurari disinvoltamente ed impunemente e che gli erano state ordinate da un GIP.

Tutto ciò sarebbe scaturito da Luigi Sifanelli di Nardò (Puglia), commerciante, ex senza tetto a causa dell’usura bancaria subita. Stifanelli si potrebbe definire uno degli uomini più coraggiosi e determinati d’Italia, nonostante tutte le angherie subite ha continuato a cercare giustizia. Il nostro impavido commerciante, anni fa aveva denunciato i giudici di Lecce per una brutta storia legata alla sua vicenda sulle banche, le indagini arrivarono a Potenza ma anche lì non ebbe giustizia. Allora si rivolse a Catanzaro e denunciò anche i giudici di Potenza ma anche in questo caso i diritti di Stifanelli non furono rispettati.

L’indagine era di De Magistris, una delle tante sulle toghe lucane. Alla seconda richiesta di archiviazione però, Luigi Stifanelli che è ormai più esperto di un avvocato nel parlare di articoli dei codici e di procedure, prepara una querela e la manda a Salerno. Alla Procura di Salerno dopo aver ascoltato la parte offesa hanno acquisito la documentazione dalle Procure di Potenza e Catanzaro, dopo di che i magistrati hanno richiesto il rinvio a giudizio di De Magistris davanti al Tribunale di Salerno. L’udienza è prevista per il giorno 21 Febbraio 2011.

http://www.liberoreporter.it/NUKE/news.asp?id=5656

La Rassegna

E De Magistris il castigamatti si ritrova imputato

il Giornale - ‎29/ott/2010‎
Segnarsi la seguente data: 21 febbraio 2011, san Pier Damiani, quarto anniversario della caduta del secondo governo Prodi. Alle 9 precise di quel lunedì ...

De Magistris rinviato a giudizio per omissioni in atti d'ufficio.

LiberoReporter - ‎30/ott/2010‎
Luigi De Magistris ex sostituto Procuratore di Catanzaro e ora europarlamentare dell'IDV è stato rinviato a giudizio davanti al Tribunale di Salerno. ...

Rinvio a giudizio per Luigi De Magistris

Il Legno Storto (Blog) - ‎30/ott/2010‎
ho potuto vedere con i miei occhi il decreto che dispone il rinvio a Giudizio di Luigi De Magistris per il "delitto p. e p. dall'art. 328 co 1° CP perché, ...
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Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 07:19:44, in Magistratura, linkato 1658 volte)
Anche oltre le istanze presso il governo le procure e i tribunali italiani continuano a lavorare senza aiuti statali. Le iniziative di collaborazione con gli ordini professionali della avvocatura sono ammirevoli, ma foriere di alcuni inammissibili principi di sub-occupazione nel settore giustizia ed inoltre di ulteriori collaborazioni di personale esterno incontrollabile. Sono personalmente dello stesso avviso di Pina Todisco, responsabile nazionale giustizia della RdB USB, ma aggiungo che l'attuale trend italiano e la perduta consapevolezza deterrente per la popolazione di quei reati a "portata di mano" sono tali, da creare un mix esplosivo. Come in tutto il "pubblico", con esempi eccellenti tra gli amministratori e i politici, l'occasione può fare l'uomo "ladro" e il "piccolo" è incontrollabile, ad esempio, sulle fughe di notizie.  L.M.

Tribunale di Vasto in affanno:

4 mila procedimenti per 7 magistrati


Vasto - Un carico di tremila procedimenti civili e di un migliaio nel settore penale.

E a farvi fronte c'é un numero attuale di magistrati, sei più il presidente, che non appare sufficiente per la portata. Numeri, parole e considerazioni del presidente del Tribunale di Vasto, Antonio Sabusco, che in occasione della sottoscrizione di ieri mattina del protocollo d'intesa con il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati relativo all'innovazione nei servizi informatici ha fatto il punto della situazione sull'attività al Palazzo di Giustizia di via Bachelet.

«Per avere una soddisfacente risposta in termini di efficienza e di rispetto dei tempi ci vorrebbero almeno 2, 3 magistrati in più in servizio a Vasto», ha detto, «l'organico del Tribunale é sottodimensionato rispetto ad un carico di lavoro rilevante ed un numero di procedimenti che continua a crescere».

 Soddisfazione, poi, per la collaborazione avviata con il Consiglio dell'Ordine degli avvocati, sia relativamente all'informatizzazione di parte del sistema (obiettivo prioritario la riduzione delle lunghe file in cancelleria), sia sul percorso avviato per il cosiddetto 'processo civile telematico'. In itinere anche una serie di accordi con alcune Università (Campobasso e Teramo in particolare) per l'affiancamento di giovani studenti di Giurisprudenza ai magistrati, soluzione positiva soprattutto per la formazione dei ragazzi. Il presidente Sabusco ha infine anche evidenziato le carenze in termini di logistica al Tribunale di Vasto, una struttura che a suo giudizio avrebbe bisogno di significativi interventi per il miglioramento degli spazi a disposizione e per una maggiore esigenza di sicurezza.

«Li chiediamo da tempo - ha concluso - ma non riceviamo supporti».

L’ACCORDO CON GLI AVVOCATI - Potrebbe snellirsi il lavoro alla cancelleria civile del Tribunale di Vasto grazie al protocollo d'intesa sottoscritto Antonio Sabusco e Nicola Artese, rispettivamente presidente del Tribunale e presidente dell'ordine forense.
A costo zero per l'amministrazione della giustizia, il consiglio dell'ordine ha assegnato al Tribunale 11 computer e un programma informatico, cui a breve si aggiungeranno scanner e stampanti, per la trasmissione telematica delle pratiche agli avvocati. L'obiettivo e' l'abbattimento dei tempi e la riduzione delle file che rallentano il lavoro della cancelleria.

26/10/2010 17.03
http://www.primadanoi.it/modules/articolo/article.php?storyid=1483
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Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 07:10:33, in Magistratura, linkato 1760 volte)
La geografia giudiziaria e i pericoli del falso giustizialismo nelle parole del presidente Palamara e del procuratore antimafia Grasso.. L.M.

Giustizia: Palamara,
in Italia troppi tribunali inutili



Bari, 28 ott. - (Adnkronos) - "E' un tema sul quale siamo molto sensibili. E' cruciale e fondamentale per dare al Paese una giustizia moderna. Occorre ridurre il numero dei tribunali, soprattutto di quelli inutili". Cosi' il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, ha commentato con i giornalisti, a margine di un convegno sulla giustizia a Bari, quanto aveva sottolineato il vicepresidente del Consigluio superiore della magistratura, Michele Vietti, sul numero eccessivo di circoscrizioni e uffici giudiziari in Italia.

"In Italia -ha aggiunto Palamara- troppi tribunali hanno meno di 20 magistrati, con una organizzazione che risale addirittura all''800. Il segnale della modernita' deve partire accorpando quelli inutili e creando situazioni di maggiore efficienza".


Grasso, enfatizzazioni di certe
indagini non mi riguardano

Bari, 28 ott. - (Adnkronos) - "Io trovo dovunque consenso su quello che noi facciamo. Ogni giorno si legge su tutti i gazzettini di operazioni antimafia. I latitanti vengono arrestati, i beni vengono sequestrati, quelli confiscati vengono ridati ai cittadini. Poi le enfatizzazioni giornalistiche di certe indagini e di certi processi non mi riguardano. Io vado diritto sulla mia strada, sul concreto".

Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, a margine di un convegno su come organizzare la giustizia in corso a Bari, rispondendo alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se le notizie dell'inchiesta su una presunta trattativa negli anni '90 tra mafia e Stato possano determinare una caduta di credibilita' della magistratura.

Giustizia: Grasso, spesso siamo delegittimati

Bari, 28 ott. (Adnkronos) - "Noi pensiamo di fare un servizio per i cittadini, anche se non ci viene riconosciuto, anzi spesso siamo delegittimati". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, parlando con i giornalisti a margine di un convegno in corso a Bari sulla giustizia.

Secondo Grasso e' con questo spirito di servizio che bisogna affrontare questo lavoro, "anche con poche risorse e pochi mezzi". Il procuratore ha messo l'accento sul fatto che "casi singoli non possono creare generalizzazioni sulla categoria. Ci sono tanti colleghi, tanti giovani poliziotti, carabinieri e finanzieri che fanno il loro lavoro perche' credono di partecipare a qualcosa di utile".

La Rassegna
 

Giustizia: Palamara, in Italia troppi tribunali inutili

Libero-News.it - ‎28/ott/2010‎
Bari, 28 ott. - (Adnkronos) - "E' un tema sul quale siamo molto sensibili. E' cruciale e fondamentale per dare al Paese una giustizia moderna. ...
 

Giustizia: Palamara, grazie a indipendenza pm possibili indagini ...

La Repubblica Bari.it - ‎28/ott/2010‎
 
 
Bari, 28 ott. - (Adnkronos) - "Non dimentichiamo mai che, grazie all'indipendenza dei pm, in Italia sono state possibili le indagini piu' delicate e ...

Mafia: Grasso, enfatizzazioni di certe indagini non mi riguardano

Libero-News.it - ‎28/ott/2010‎
Bari, 28 ott. - (Adnkronos) - "Io trovo dovunque consenso su quello che noi facciamo. Ogni giorno si legge su tutti i gazzettini di operazioni antimafia. ...

Giustizia: Grasso, spesso siamo delegittimati

La Repubblica Bari.it - ‎28/ott/2010‎
Bari, 28 ott. (Adnkronos) - "Noi pensiamo di fare un servizio per i cittadini, anche se non ci viene riconosciuto, anzi spesso siamo delegittimati". ...
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Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 07:08:04, in Magistratura, linkato 1454 volte)

Crotone, fiaccolata per legalità e giustizia


28 ottobre 2010, 17:46
 

CGIL CISL UIL e LIBERA di Crotone vogliono richiamare l’attenzione sulla necessità di continuare incessantemente a sostenere l’azione di contrasto alla lotta alla ndrangheta e ad ogni forma di criminalità organizzata da parte della magistratura e delle forze dell’ordine in una realtà dove gli sforzi finora profusi hanno inferto e portato a segno diversi e duri colpi alla malavita.

Tutto ciò avviene nonostante l’ endemica carenza di magistrati presso il Tribunale di Crotone e per i quali si chiede al Ministero di Grazie e Giustizia di volerne rafforzare l’organico altrimenti l’affermazione della legalità e della giustizia diventa più problematica e zoppicante.

Ma anche la collaborazione e la testimonianza di giustizia si sono rivelati pilastri fondamentali nella lotta e nel contrasto alla ndrangheta e alla criminalità organizzata a tal proposito vanno garantiti i programmi di protezione e rivolgere una maggiore attenzione alle loro vite. Purtroppo quanto accaduto alla povera Lea Garofalo getta un segnale devastante verso coloro già coinvolti in queste scelte di vita e verso chi si accinge ad intraprendere tale scelte.

Con la fiaccolata di sabato CGIL CISL UIL e LIBERA intendono accedere i riflettori anche sulla necessita che nella gestione della testimonianza e della collaborazione di giustizia lo Stato debba rafforzare la propria azione al fine di mettere in atto programmi di protezione che tutelino con maggiori garanzie i testimoni di giustizia.

http://www.cn24.tv/news/13626/crotone-sabato-fiaccolata-per-legalit%C3%A0-e-giustizia.html

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Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 07:01:59, in Magistratura, linkato 1457 volte)
AMBIENTE: MAGISTRATI E MEDICI
A TRENTO SU CAMBIAMENTI CLIMATICI



(AGI) - Trento, 28 ott. - Magistrati, giuristi, medici e docenti universitari si riuniranno per la prima volta a Trento per il Congresso sui ‘Cambiamenti climatici’, organizzato dal Cirgis.

Il Centro Internazionale Ricerche Giuridiche Iniziative Scientifiche approfondira’ nell’incontro internazionale di venerdi’ 29, sabato 30 e domenica 31 ottobre il rapporto tra i cambiamenti climatici e l’uomo, alla luce degli sviluppi recenti dei sistemi urbani.

Tra i relatori il Procuratore Capo della Repubblica di Trento, Stefano Dragone, il presidente della Corte d’Appello di Roma, Giorgio Santacroce, il Procuratore Capo della Repubblica di Aosta, Marilinda Mineccia.

Secondo il dottor Dragone “E’ importante attivare collaborazione e dialogo con le istituzioni, anche riguardo il problema dell’inquinamento da Pm10, al fine di prevenire prima di reprimere, dato che il Diritto viaggia a pari passo con la scienza”.

Nella tre giorni per la salute umana collegata “all’economia, al turismo ed alle tutele giuridiche” sono previste relazioni scientifiche -anche sulla bioclimatologia medica- dei docenti delle universita’ di Milano-Bicocca, Pavia, Friburgo, Piacenza, Trento ed Innsbruck”. (AGI) Cli/Tn
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Nuovi modelli per gestire la giustizia
Laudati: «Bari, schema da esportare»

Piccinni, via ai tre giorni di convegno sul settore. 
Previsto il saluto del presidente Napolitano


BARI - Si comincia a lavorare, da oggi, per fare di Bari e della Puglia un «laboratorio della giustizia», come auspica il procuratore capo, Antonio Laudati. E l’appuntamento porta nel capoluogo pugliese i massimi rappresentanti istituzionali per affrontare i modelli di gestione delle procure distrettuali e per illustrare le sperimentazioni in materia di autofinanziamento. I lavori del convegno «Organizzare la giustizia», da questo pomeriggio alle ore 15, al teatro Piccinni, saranno introdotti da Laudati, da Vito Caferra, presidente della Corte d’Appello di Bari e dal presidente della Regione Nichi Vendola. Ha dato forfait, invece, proprio ieri sera, il ministro della Giustizia Angiolino Alfano, che era atteso per domani pomeriggio. La discussione partirà dai «modelli di gestione delle procure distrettuali ed efficienza della giurisdizione» e inizierà con il saluto trasmesso dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Gli interventi di apertura sono affidati al vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti e a Giovanni Salvi, sostituto procuratore generale in rappresentanza del Procuratore generale presso al Corte di Cassazione.

Attesi anche Italo Bocchino e Pierferdinando Casini. A moderare il dibattito sarà il direttore di Telenorba, Enzo Magistà. Un parterre di valore che terrà elevato il profilo del convegno. «Non ci vogliamo sentire relegati al solito ruolo di piagnoni che si lamentano per le poche risorse - assicura Laudati -, noi, per la prima volta in Italia, stiamo sperimentando nuovi metodi di autofinanziamento all’azione giudiziaria. Bari diventerà un punto di riferimento e un esempio per altre procure». La tre giorni dedicata alla giustizia vedrà anche il ritorno a Bari, a distanza di una settimana, del presidente della Camera, Gianfranco Fini. A lui, domani mattina, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, consegnerà le chiavi della città. «Per la sua difesa della Costituzione - spiega le motivazioni del provvedimento, il primo cittadino - per il tentativo di cercare di mantenere intatte le prerogative del Parlamento rispetto a un governo che lo costringe a un lavoro duro, complesso. E anche per il suo antico legame con Pinuccio Tatarella. Un segno di amicizia della città». La decisione di Emiliano ha però aperto una discussione tra i politici baresi, divisi sull’opportunità della concessione delle chiavi. «Non condivido l’iniziativa - dice Gero Grassi, parlamentare pd - non vedo cosa c’entri Fini con Bari».

L’intervento del presidente della Camera al convegno sulla giustizia è previsto per domani. Quando a Bari arriveranno anche il ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, e il direttore dell’ufficio coordinamento attività internazionali del ministero della Giustizia, Stefano Dambruoso. «Se saremo in grado di cogliere gliaspetti scientifici più profondi delle sei sessioni di lavoro - dice Laudati - e se i protagonisti della tre giorni saranno in grado di tradurre le parole in fatti, questi uffici giudiziari potrebbero davvero costituire un modello di organizzazione ed efficienza dell’azione giurisdizionale». Naturalmente sono in programma le relazioni di molti procuratori in arrivo dalle altre sedi: i numero uno delle procura di Bologna, Roberto Alfonso, di Potenza, Giovanni Colangelo, di Napoli, Giovandomenico Lepore, e poi il procuratore della direzione nazionale antimafia, Pietro Grasso. Tra i politici previsti il segretario dell’Idv Antonio Di Pietro. Atteso il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Adriana Logroscino
Corriere del Mezzogiorno - 28 ottobre 2010

La Rassegna

BARI - Di sicuro, i capi delle procure meridionali condividono le ...

Corriere della Sera - ‎29/ott/2010‎
BARI - Di sicuro, i capi delle procure meridionali condividono le difficoltà di andare avanti con poche risorse e giganteschi buchi di organico. ...

TG 28.10.10 Bari, convegno giustizia, Grasso: "Bisogna credere ...

ANTENNA SUD - ‎29/ott/2010‎
Il procuratore capo Laudati ha partecipato all'inaugurazione, questo pomeriggio nel teatro Piccinni di Bari, della tre giorni giuridica dedicata alla ...

Giustizia: procuratore Bari, in carenza di mezzi utilizziamo leggi ...

Libero-News.it - ‎28/ott/2010‎
Bari, 28 ott. - (Adnkronos) - "Il laboratorio 'Bari' significa che, in carenza assoluta di mezzi, abbiamo cominciato a utilizzare le leggi vigenti". ...

Giustizia: procuratore Bari, in carenza di mezzi utilizziamo leggi ...

Libero-News.it - ‎28/ott/2010‎
(Adnkronos) - Secondo Laudati "questa e' la dimostrazione che spesso si discute senza dare soluzioni e invece le soluzioni concrete ci sono. ...

Giustizia: procuratore Bari, catturare non solo latitanti ma anche ...

Libero-News.it - ‎28/ott/2010‎
(Adnkronos) - Secondo Laudati si puo' parlare "di cattivo funzionamento della giustizia quando l'imputato acquisisce la consapevolezza dell'impunita'". ...

GIUSTIZIA: PROCURATORE BARI, SERVONO NUOVI MODELLI DI EFFICIENZA

Agenzia di Stampa Asca - ‎28/ott/2010‎
(ASCA) - Bari, 28 ott - ''Siamo arrivati a pene che non vengono eseguite. Abbiamo una giustizia dalla parte del torto che ha per conseguenza l'acquisizione ...

Bari - Sibilia tra i presenti all'incontro sulla Giustizia

Irpinia News - ‎29/ott/2010‎
Anche il senatore Cosimo Sibilia sta partecipando alla tre giorni di Bari sulla Giustizia. Ai convegni che si stanno susseguendo nel capoluogo pugliese ...

GIUSTIZIA: PROCURATORE BARI, CATTURARE FIDUCIA DEI CITTADINI

Informatica-oggi - ‎28/ott/2010‎
(AGI) - Bari, 28 ott. - “Non dobbiamo solo catturare io latitanti ma catturare la fiducia dei cittadini”. Il Procuratore della Repubblica di Bari Antonio ...

Giustizia: procuratore Bari, catturare non solo latitanti ma anche ...

La Repubblica Bari.it - ‎28/ott/2010‎
Bari, 28 ott. - (Adnkronos) - "Non dobbiamo solo catturare latitanti ma anche la fiducia dei cittadini". Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica ...

Bari, anche Sibilia al convegno sulla giustizia

Irpiniaoggi.it - ‎30/ott/2010‎
Il presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, ha partecipato al convegno “Organizzare la Giustizia”, in programma a Bari da giovedì scorso fino a oggi. ...

Riforma della Giustizia, Sibilia in trasferta a Bari

www.lunaset.it - ‎30/ott/2010‎
(30 ottobre 2010) Il presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, ha partecipato al convegno “Organizzare la Giustizia”, in programma a Bari da giovedì ...

Convegno giustizia a Bari, Bocchino: "Lodo Alfano rischia di ...

Giornale di Puglia - ‎28/ott/2010‎
BARI. "Non dobbiamo solo catturare latitanti ma anche la fiducia dei cittadini". Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica del Tribunale di Bari". ...
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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 19:53:30, in Magistratura, linkato 2046 volte)
Pm Nello Rossi: anche noi
amiamo vita e siamo buoni

Ma troppi quelli per cui nessuno telefona a polizia


(Ansa) NAPOLI, 31 ottobre 2010, 13:13 - ''Anche noi amiamo la vita e gli amori. Non siamo dei moralisti. E qualcuno si spinge sino all'estremo di avere buon cuore''. Ma ''non ci va bene che una posticcia filosofia dell'amore serva a coprire la faccia odiosa di uno Stato troppo spesso violento e feroce'' con gli ''ultimi, quelli per i quali nessuno telefona alla polizia''.

Il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi fa un'allusione indiretta alla vicenda di Ruby nel corso del suo intervento al congresso di Magistratura democratica, mentre punta l'indice contro uno Stato ''sistematicamente feroce nei confronti di tutti i detenuti'' e che ''a volte'' lo e' anche verso ''arrestati e custoditi: gli Aldovrandi, i Cucchi e gli altri che sono rimasti senza nome, sepolti da un burocratico disinteresse''.

Uno Stato ''che considera un successo ogni espulsione, anche se irrispettosa del diritto di asilo o della salute degli espulsi''. Testimonianza ne sono gli ''orrori grandi e piccoli'' ,dice ancora Rossi citando il caso del ''sequestro della somma di 3 euro e 15 centesimi a una mendicante'' per un ''fantasioso addebito: abuso della credulita' popolare perche' tremava nel chiedere l'elemosina e quindi ingannava il popolo dei passanti''.
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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 19:24:42, in Magistratura, linkato 3923 volte)
Questa è una notizia da non fraintendere. Il magistrato, infatti, non è un dinamitardo stile post bellico, ma un collezionista. Alla luce delle sue ultime indagini e della storiografia personale tutta la storia, però, sembra un po' "persecutoria". L.M.

Rimesso in libertà il giudice di Molfetta,
aveva un’arma da guerra in casa



Interrogato dal Gip il magistrato, noto collezionista di armi, ha spiegato la vicenda, frutto di una sua leggerezza nell’acquisto della carabina, fatto in buona fede


BARI - Il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis,
posto agli arresti domiciliari giovedì, in flagranza di reato, con l'accusa di detenzione illegale di una carabina da guerra è tornato libero.
A prendere questa decisione è stato il gip del tribunale di Trani Maria Grazia Caserta che ha convalidato l'arresto. La decisione è stata condivisa dai Pm inquirenti Francesco Giannella e Antonio Savasta che hanno deciso di non chiedere più la misura cautelare perché De Benedictis avrebbe fornito "ampie spiegazioni" sull'acquisto dell'arma.
Infatti, il magistrato di Molfetta ha risposto a tutte le domande e dall’interrogatorio di garanzia è emersa una sua leggerezza e buona fede in questa vicenda che lo ha visto protagonista.
Il magistrato è un noto collezionista di armi, ne avrebbe oltre mille nella sua abitazione. Ed è proprio a casa sua che mercoledì notte è avvenuta la perquisizione dei carabinieri, che avevano trovato un’arma da guerra, la cui detenzione è illegale.
Il giudice avrebbe acquistato l’arma qualche giorno prima in un’armeria di Caserta. Accortosi subito che si trattava di una carabina illegale, De Benedictis avrebbe telefonato all’armeria affermando che si sarebbe trattato di un errore e che avrebbe provveduto a restituire l’oggetto. Ma la perquisizione è avvenuta prima che tale restituzione avvenisse e quindi è scattato l’ordine di arresto, anche perché l’armeria del casertano era sotto inchiesta.

Quindici online - Molfetta



- Il precedente -


Arrestato il giudice De Benedictis di Molfetta:
aveva in casa un’arma da guerra



Si trova ai domiciliari nella sua abitazione, dove in passato sostava sempre un’auto di scorta. Il magistrato aveva acquistato la carabina a Caserta, ma tornato a casa aveva scoperto che si trattva di un'arma da guerra e aveva telefonato all'armeria per restituirla

BARI, giovedì 28 ottobre 2010 – E’ stato arrestato oggi il giudice molfettese del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis (foto), su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere. L’accusa è di detenzione di arma da guerra. Il magistrato si trova agli arresti domiciliari nella sua casa di Molfetta.
De Benedictis avrebbe dovuto decidere sulla questione dei suoli di Punta Perotti ed è noto per essere l’autore della sentenza che accusa gli ex ostaggi italiani in Iraq (Maurizio Aliana, Didri Forese e Umberto Cupertino) di essere dei mercenari.
Tra le inchieste di cui si è occupato in passato, anche quella del giugno del 2005 quando chiese l'arresto per l'ex governatore della Puglia Raffaele Fitto per una presunta tangente di 50mila euro che gli sarebbe stata data dall'imprenditore Gianpaolo Angelucci.
Il magistrato fece anche arrestare Filippo Pappalardi,  padre dei fratellini caduti nella cisterna, Francesco e Salvatore,  con l’accusa di omicidio e l'occultamento dei cadaveri dei suoi figli (poi l’uomo risultò estraneo ai fatti contestatigli).
Il magistrato era un noto collezionista di armi, ne avrebbe oltre mille nella sua abitazione. Ed è proprio a casa sua che questa notte è avvenuta la perquisizione dei carabinieri, che hanno trovato un’arma da guerra, la cui detenzione è illegale.
Da una prima ricostruzione dei fatti, sembra che il giudice avrebbe acquistato l’arma qualche giorno fa in un’armeria di Caserta. Accortosi subito che si trattava di una carabina illegale, De Benedictis avrebbe telefonato all’armeria affermando che si sarebbe trattato di un errore e che avrebbe provveduto a restituire l’oggetto. Ma la perquisizione è avvenuta prima che questa restituzione avvenisse e quindi è scattato l’ordine di arresto, anche perché l’armeria del casertano è sotto inchiesta.
"E' un episodio molto triste e che dimostra come il problema di organizzare la giustizia nasce dall'interno della magistratura" ha detto il procuratore capo della Repubblica del Tribunale di Bari, Antonio Laudati, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di un convegno sulla giustizia nel capoluogo pugliese.
"La magistratura - ha aggiunto - deve avere credibilità. Auspico che nel più breve tempo possibile le autorità preposte facciano la massima chiarezza. Sicuramente è un episodio doloroso che capita anche in un momento particolare".
L'inchiesta, ha spiegato Laudati, "come prevede il codice, in pochissime ore sarà trasferita alla Procura di Lecce".
L’udienza di convalida dell’arresto si terrà domani mattina davanti al Gip del Tribunale di Trani.

Quindici online Molfetta


La Rassegna

La cattiveria "storiografica" di Cossiga.

Arresto Gup, il presidente emerito della Repubblica
Francesco Cossiga disse: lo manderei in Iraq



BARI – Il giudice barese Giuseppe De Benedictis, arrestato oggi per detenzione illegale di un’arma da fuoco non comune, nel 2004 fu al centro di aspre polemiche per aver definito «fiancheggiatori delle forze della coalizione» anglo-americana e «mercenari» i quattro italiani sequestrati in Iraq: Salvatore Stefio, Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Fabrizio Quattrocchi. Il giudice rivolse pesanti critiche ai quattro italiani nell’applicare il divieto di espatrio a Giampiero Spinelli, accusato assieme a Salvatore Stefio di aver arruolato ed inviato in Iraq Didri Forese e gli ex ostaggi Agliana e Cupertino.

Il provvedimento fu poi annullato dal tribunale del Riesame e gli imputati sono stati assolti in primo grado dalla corte d’assise di Bari l’estate scorsa. Le critiche più aspre nei confronti di De Benedictis le rivolse nell’aprile 2008, dopo il rinvio a giudizio di Spinelli e Stefio, il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. «Se contassi qualcosa – disse il senatore a vita - prenderei il gup di Bari, il pm a lei collegato ed il gip Giuseppe De Benedictis, che vogliono sbattere in galera Salvatore Stefio con un’accusa ridicola, e li manderei in Iraq e in Afghanistan: pregando i taleban e Al Qaeda, in cambio della liberazione di qualche detenuto nelle carceri, di catturarli». Dopo di questo – secondo Cossiga – bisognerebbe «fingere di adoperarsi per la loro liberazione, in realtà fregandosene altamente. Sarebbe un ottimo avvio di riforma dell’ordinamento giudiziario».

La Gazzetta del mezzogiorno - 28 Ottobre 2010

Bari, rimesso in libertà il gup

TGCOM - ‎29/ott/2010‎
Giuseppe De Benedictis, il gup del tribunale di Bari arrestato giovedì con l'accusa di detenzione illegale di armi, è tornato in libertà. ...

Armi in casa, De Benedictis risponde e viene rimesso in libertà

La Repubblica - ‎29/ott/2010‎
E' tornato il libertà il gup del tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, posto agli arresti domiciliari ieri, in flagranza di reato, con l'accusa di ...

ALLARME BOMBA IN TRIBUNALE CASERTANO, BONIFICA IN CORSO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎29/ott/2010‎
(AGI) - Caserta 29 ott. - Allarme bomba al tribunale casertano di Santa Maria Capua Vetere. Questa mattina le aule del tribunale sono state sgomberate ...

In cella il gip fissato con le armi Nella sua casa c'era un arsenale

il Giornale - ‎28/ott/2010‎
BariNella sua casa di Molfetta, una quarantina di chilometri da Bari, ha oltre mille armi da fuoco: forse 1200, forse di più, tutte comunque regolarmente ...

BARI - Il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis è stato ...

Corriere della Sera - ‎28/ott/2010‎
BARI - Il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis è stato arrestato per detenzione illegale di armi. Il provvedimento è stato disposto dalla ...

Arrestato il gip De Benedictis, aveva una carabina da guerra

ANSA.it - ‎28/ott/2010‎
(ANSA) - BARI, 28 OTT - Il gip del tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis e' stato posto agli arresti domiciliari per detenzione di un'arma da guerra. ...

ARRESTATO GIP DI BARI: L'ACCUSA, DETENZIONE DI ARMI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎28/ott/2010‎
(AGI) - Bari, 28 ott. - Il giudice Giuseppe De Benedictis, in servizio presso la Procura di Bari, e' stato arrestato in esecuzione di un provvedimento ...

Bari, arrestato il giudice De Benedictis. L'accusa è detenzione ...

Adnkronos/IGN - ‎28/ott/2010‎
Bari, 28 ott. (Adnkronos/Ign) - Il gup del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis, è stato arrestato per detenzione illegale di armi. ...

Il giudice con la passione per le armi

La Repubblica - ‎28/ott/2010‎
Giuseppe De Benedictis è un giudice molto noto a Bari. Portano la sua firma alcuni dei provvedimenti giudiziari più eclatanti degli ultimi anni. ...

Arrestato il giudice De Benedictis aveva delle armi nell'abitazione

La Repubblica - ‎28/ott/2010‎
Il giudice del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis è stato arrestato su ordine della procura di Santa Maria Capua Vetere per detenzione di una pistola ...

TORNA LIBERO IL MAGISTRATO ACCUSATO DI DETENZIONE ILLEGALE DI ARMI

Go Bari - ‎30/ott/2010‎
BARI - Torna in libertà il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, dopo essere stato posto agli arresti domiciliari con l'accusa di detenzione ...

Rimesso in libertà il giudice di Molfetta, Giuseppe De Benedictis ...

Quindici - Molfetta - ‎29/ott/2010‎
BARI - Il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis (foto), posto agli arresti domiciliari giovedì, in flagranza di reato, con l'accusa di detenzione ...

Torna in libertà il gup De Benedictis

MolfettaLive - ‎29/ott/2010‎
Nella serata di ieri l'interrogatorio di garanzia. Il magistrato molfettese era ai domiciliari per detenzione illegale di armi Giuseppe De Benedictis, ...

Liberato stasera il giudice barese De Benedictis arrestato ieri ...

BariSera - ‎29/ott/2010‎
TRANI – Il giudice del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis arrestato ieri per detenzione illegale di arma da fuoco su ordine della procura di Santa ...

non ferma il processo

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎29/ott/2010‎
BARI – E' confermata per il 4 novembre prossimo l'udienza del giudice del tribunale di Bari sulla richiesta di revoca della confisca dei suoli su cui ...

Gip rimette in liberta' Gup di Bari

euronews - ‎29/ott/2010‎
(ANSA) – TRANI, 29 OTT – E' tornato il liberta' il gup deltribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, posto agli arrestidomiciliari ieri, in flagranza di ...

In casa un arsenale e armi da guerra, arrestato gip di Bari

Ultime Notizie - ‎29/ott/2010‎
Nella sua collezione di 1.350 armi – tutte perfettamente oleate e funzionanti – spiccavano una carabina che spara a raffica. Proprio a causa di quella ...

SICUREZZA: COMUNE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE, RICONOSCIMENTO DI ...

AgenParl - Agenzia Parlamentare - ‎29/ott/2010‎
(AGENPARL) - Caserta, 29 ott - Santa Maria Capua Vetere scelto dalla Fondazione POLIS come Comune virtuoso nelle politiche integrate di sicurezza. ...

CASERTA: ALLARME BOMBA TRIBUNALE S. MARIA CV, EVACUAZIONE PER ...

CasertaSette.com - ‎29/ott/2010‎
SANTA MARIA CAPUA VETERE, CASERTA, 29 OTTOBRE 2010 - L'attività nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere è rimasta interrotta per poco più di un'ora per un ...

Gip di Bari compra arma da guerra a Caserta: agli arresti domiciliari

Il Mattino - ‎29/ott/2010‎
S. MARIA CAPUA VETERE (29 ottobre) L'acquisto di una pistola, un'arma considerata da guerra perché spara a raffica, probabilmente avvenuto con leggerezza, ...

Allarme bomba al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

PUPIA - ‎29/ott/2010‎
SANTA MARIA CV. Allarme bomba al tribunale casertano di Santa Maria Capua Vetere. Venerdì mattina le aule del tribunale sono state sgomberate dopo una ...

Santa Maria Capua Vetere, falso allarme bomba al tribunale

NapoliToday - ‎29/ott/2010‎
Disposta l'immediata evacuazione della struttura per consentire a polizia e carabinieri di ispezionare l'intero edificio. L'attività è ripresa regolarmente ...

Minoranza vergognosa, Giudicianni giustamente esulta

Interno18 - ‎29/ott/2010‎
Tanti gli assenti (da Mattucci a Troianiello, da Russo ad Adelini) per una schiacciante vittoria della maggioranza. Bocciata la mozione sul Tribunale. ...

DETENZIONE ILLEGALE DI ARMI: GUP DEL TRIBUNALE DI BARI IN ARRESTO

Go Bari - ‎29/ott/2010‎
BARI - Giuseppe De Benedictis, il gup del Tribunale di Bari, è stato arrestato per detenzione illegale di armi. Il magistrato, che ora si trova ora ai ...

Bari, arrestato giudice De Benedictis per detenzione illegale armi

Notizie Fresche - ‎28/ott/2010‎
La passione per le armi lo ha fatto finire nei guai e questa volta si è trovato lui, magistrato, nei panni di chi viene arrestato in flagranza di reato. ...

Voleva restituire una pistola illegale ma non fa in tempo: i ...

BariSera - ‎28/ott/2010‎
Il giudice del Tribunale Di Bari, Giuseppe De Benedictis, è stato arrestato per detenzione illegale di armi e attualmente si trova ai domiciliari nella sua ...

Arrestato il gup Giuseppe De Benedictis per detenzione illegale di ...

InfoOggi - ‎28/ott/2010‎
Giuseppe De Benedictis, gup del tribunale di Bari, è stato arrestato per detenzione illegale di arma e ora è ai domiciliari. L'arresto è stato disposto ...

Arrestato il giudice De Benedictis di Molfetta: aveva in casa un ...

Quindici - Molfetta - ‎28/ott/2010‎
Si trova ai domiciliari nella sua abitazione, dove in passato sostava sempre un'auto di scorta. Il magistrato aveva acquistato la pistola a Casera, ...

Santa Maria Capua Vetere, il sindaco Giudicianni incassa il ...

www.lunaset.it - ‎28/ott/2010‎
(28 Ottobre) - Il sindaco di Santa Maria Capua Vetere Giancarlo Giudicianni ha incontrato questa mattina il coordinatore provinciale, nonché vice segretario ...

Bari, arrestato il giudice De Benedictis: detenzione illegale di ...

Barimia - ‎28/ott/2010‎
È destinata sicuramente a durare molto l'eco di quanto è accaduto oggi a Bari, dove il giudice per le udienze preliminari, Giuseppe De Benedictis, ...

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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 19:07:26, in Magistratura, linkato 3671 volte)
31/10/2010 - il personaggio

L'ultima udienza del pm dei brigatisti

A 72 anni Alberto Bernardi
lascia la magistratura


Alberto Gaino

Torino - A mezzanotte e un minuto non sarò più un magistrato», ripeteva ieri Alberto Bernardi nel suo ufficio di ex procuratore capo di Cuneo aspettando l’ultima sentenza. Non importante come altre, tante altre nei 43 anni di vita con la toga sulle spalle. Ma pur sempre importante: gli è costata quattro anni di indagini per riuscire a far processare e condannare un colonnello della Guardia di Finanza, ex capo ufficio operazioni del comando di corso IV novembre (Maurizio Caboni), e l’attuale presidente della Federazione italiana sport invernali che a Torino era stato a capo della security Crt (Giovanni Morzenti).

L’orologio alla parete è fermo, alla porta c’è un’affettuosa fila di collaboratori che vogliono salutarlo. Bernardi: «E’ stata un’inchiesta per tangenti molto faticosa, non volevo lasciare un fardello così pesante ai più giovani colleghi, così sono tornato un semplice sostituto procuratore, il ruolo che avevo più di vent’anni fa. Mentre aspetto la sentenza metto via la mia roba. Vado in pensione lo stesso giorno di mia moglie Flora. La prima domenica da pensionati la festeggiamo con i nostri 4 figli e nipoti, dopo farò altro. Soprattutto farò il nonno di quattro bambini».

Finalmente sorride: a 72 anni attende con ansia vera anche quest’ultima sentenza, come un qualsiasi pm alle prime armi. Lui, che un qualsiasi magistrato non è lo è stato: pretore e dopo pochi anni alla Procura della Repubblica di Torino, è tra i primissimi ad occuparsi di terrorismo e continua a farlo per un decennio. Il 1° aprile 1980, nella caserma dei carabinieri di Cambiano, Giancarlo Caselli, Mario Griffey (giudici istruttori) e Alberto Bernardi (pm) si sedettero di fronte a Patrizio Peci, il capo della colonna torinese e componente della direzione nazionale delle Bierre. Aveva deciso di collaborare.

«Sono stati tre giorni e tre notti decisive per la lotta al terrorismo. Peci sapeva tutto e tutto cominciò a dirci. Noi avevamo pensato sino ad allora che dietro i killer ci fossero i grandi vecchi, scoprimmo che non esistevano. Ricordo ancora oggi con emozione la contabilità delle vittime che Peci ci andava snociolando con la meticolosità di un archivista. Cominciava: “Abbiamo ucciso quello, eravamo io... “. Poi, ci tracciava gli schizzi che comprendevano i dettagli degli agguati». Bernardi si interrompe per inseguire un suo pensiero. «Ricordando ho fissato ciò che anche oggi più mi colpisce di quei giorni: ascoltare un pentito che raccontava le sue “gesta” di morte in cui ancora credeva, tale era la vivacità delle sue terribili descrizioni».

Peci guidò i magistrati a Sandalo «che voleva passare da Prima Linea alle Br». Sandalo si pentì all’istante e rovesciò sui taccuini di Bernardi centinaia di nomi, fra cui quello del figlio di Carlo Donat Cattin, fra i leader storici della Dc. Fu uno scandalo di quegli anni: Cossiga ministro dell’Interno che avverte il collega di partito. Bernardi ricorda come fosse ieri anche quel fatto: «Da Torino inviammo gli atti alla Commissione Inquirente e in risposta ci misero sotto inchiesta disciplinare tutti, compresi i capi dell’ufficio istruzione, Mario Carassi, e della procura, Bruno Caccia. Ero talmente indignato che, convocato per rispondere della mia condotta, mi rifiutai. Scrissi una memoria che ho ancora qui, fra le mie carte», indica gli scatoloni in attesa come lui di lasciare il palazzo di giustizia di Cuneo.

L’ultima sua requisitoria è stata di 4 ore. Quella al maxi-processo dei Catanesi durò 15 giorni. In seguito diventò giuidice, presidente di sezione, la «volante rossa» definì scherzosamente l’avvocato Zancan il collegio formato da Bernardi, Paolo Borgna e dal compianto Franco Giordana, tutti di Magistratura democratica. «Ci assegnarono un solo processo contro uomini politici, di maggioranza e opposizione: l’unico che condannammo fu un esponente del pci». Personaggio di indiscussa verve, Bernardi si concede un po’ di polemica: «Ogni giorno sento e vedo in tv i vari Cicchitto gridare ai complotti politici della magistratura. Noi vorrei ricordare quanto e come siamo sempre stati liberi da condizionamenti».

Non dice altro, per pudore. Evoca appena, su nostra insistenza, un paio di episodi della lotta al terrorismo. Quando Sandalo rivelò di aver fatto visita ai portinai di Bernardi in preparazione ad un attentato contro il magistrato. Ad un secondo il neopensionato sfuggì per un soffio: un capo piellino, Zambianchi, fu casualmente arrestato poco prima di sparagli. «Lo seppi dopo, allora non si aveva nemmeno il tempo per pensare di avere paura».

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/373321/
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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 19:03:33, in Magistratura, linkato 2140 volte)
Il magistrato di turno:
Non ho mai autorizzato il rilascio di Ruby


di Gianni Trovati
31 ottobre 2010 alle ore 15:33.

Non solo la pm di turno non diede l'autorizzazione ad affidare Ruby alla consigliere regionale Pdl Nicole Minetti, ma nessuno gliela chiese. Dalle fonti giudiziarie emergono oggi nuovi particolari, che rendono ancora più intricata la ricostruzione della notte nella questura milanese vissuta dalla minorenne marocchina tra il 27 e il 28 maggio scorso.

Le versioni finora illustrate concordavano sul fatto che la giovane, priva di documenti, avrebbe dovuto essere portata in una comunità di accoglienza. A cambiare le carte intervenne la telefonata del premier da Parigi (seguita, come si è appreso oggi, da una successiva chiamata "di controllo" da parte del caposcorta), che sostenne la parentela di Ruby con il presidente egiziano Hosni Mubarak e chiese di consegnarla alla Minetti.

Il pm di Turno, Annamaria Fiorillo, secondo i nuovi particolari, non ha mai dato l'autorizzazione al rilascio di Ruby. In effetti a quanto è emerso, venne dapprima cercata per la giovane marocchina una sistemazione presso una comunità di accoglienza della zona, ma quella sera non fu possibile trovare un posto disponibile. In questi casi, le procedure prevedono che il fermato sia trattenuto presso la Questura, scelta che la Fiorillo confermò anche dopo aver appreso della telefonata in cui si sosteneva la parentela di Ruby con Mubarak. Le istruzioni date quella sera dalla pm si fermano lì, anche perché sembra che nessuno chiese al magistrato l'autorizzazione al rilascio della ragazza. Autorizzazione che non sarebbe potuta scattare nemmeno se nel frattempo fossero giunti in Questura i documenti, cosa che non è avvenuta.

L'articolo prosegue su Il Sole 24 ore

Dal momento che la versione del magistrato emerge dal rapporto di polizia, resta allora da comprendere chi, e in virtù di quale potere, abbia lasciato andare la ragazza assieme alla consigliere regionale Nicole Minetti. Tanto più che, come è stato confermato, la Minetti non ha condotto Ruby a casa con sé, ma l'ha lasciata nelle mani di una brasiliana con cui la ragazza pochi giorni dopo ha avuto un violento alterco, che ha richiesto un nuovo intervento della polizia.

I contatti di Ruby con le forze di sicurezza, del resto, non si fermano qui. A settembre è la volta della polizia di Genova, che identifica Ruby in piazza Caricamento in compagnia di un uomo di 44 anni, residente in Valbisagno. L'uomo ha giustificato la situazione dicendo di aver conosciuto la ragazza, credendola maggiorenne, in una discoteca di Nervi (l'Albikokka, per la precisione), e di averla anche accompagnata negli studi di Milano 2 dove la giovane avrebbe ricevuto 5mila euro in contanti dal segretario di Lele Mora. Busta che in effetti era nella borsa della ragazzina.

«Un'incredibile strumentalizzazione di una banale telefonata». Nelle parole di Niccolò Ghedini, parlamentare Pdl e avvocato di Berlusconi, l'intreccio del Rudy-gate assume invece una dimensione molto più modesta, quella di «una vicenda assolutamente priva di ogni connotazione negativa. Quando saranno resi noti gli atti documentali e testimoniali - promette Ghedini - sarà agevole comprendere la risibilità di alcuni assunti giornalistici». La sicurezza nell'approccio non impedisce però a Ghedini di temere qualche strascico giudiziario sulla vicenda: «Sarebbe gravissimo - conclude l'avvocato -, anche se contro il presidente Berlusconi si è assistito nel corso degli anni alle più assurde fantasie».

Sul versante politico, invece, gli strascichi sono certi e ad ampio raggio. Al di là delle scontate prese di posizione di Di Pietro («basta con il governo del bunga bunga») e Pd, che chiedono al premier di non rimanere a Palazzo Chigi «un minuto di più», è da registrare anche una durezza inedita in area centrista. «Le dimissioni del governo a questo punto sono inevitabili - chiarisce in una nota il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa -, perché bisogna al più presto uscire da questa melma. Dal 1994 a oggi i governi guidati da Silvio Berlusconi mai erano caduti così in basso: minimizzare non ci sembra intelligente, senz'altro non è utile all'Italia e agli italiani». Concorda nei toni anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, che parlando domenica mattina ai circoli romani del Pdl inizialmente se la cava con un «speriamo che non sia vero», ma aggiunge subito che la vicenda rende «sconfortante l'immagine dell'Italia all'estero».

Il Sole 24 ore
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