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 ... by Nakamura Daizaburo... di Admin
 
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Io non posso nascondere reati.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 13:54:24, in Magistratura, linkato 1508 volte)
Ebbene si, sono un Magistrato pentito

in risposta alle offese del premier

Vincenzo Maria Albano
pres. Tribunale di Torre Annunziata


Ho deciso, mi pento. Visto che sono stato scoperto e sono accusato di far parte di una "associazione per delinquere" da parte del presidente del Consiglio, mi pento. E, per lucrare i benefici previsti dalla legislazione premiale, comincerò con l'indicare precisamente i miei complici e fornire l'indicazione del programma criminoso che l'associazione, condotta tuttora perdurante, intende perseguire. Su questo ultimo punto bisogna dare atto che l'inquirente è stato generoso: avrebbe potuto contestare ben altri reati (l'associazione sovversiva o quella con finalità di terrorismo) ma non l'ha fatto.
I capi apparenti dell'organizzazione cambiano di frequente, ma gli ideologi veri del gruppo sono sempre gli stessi. Tutti si riconoscono in una "cupola" denominata Magistratura Democratica, a cui si deve obbedienza cieca.
Giova precisare che gran parte dell'ideologia eversiva di questo gruppo è penetrata poco alla volta nell'intero corpo degli associati, sino a diventare quasi un senso comune.
In pari tempo non si può non avvertire che, da un lato la stessa Magistratura Democratica sembra aver perso la sua ispirazione originaria, garantista e indipendente da qualsiasi potere, dall'altro buona parte dei magistrati (i soldati dell'associazione) va recuperando il sano corporativismo che l'ha sempre contraddistinta.
E' chiaro che l'associazione ha chiaramente scopi eversivi, in quanto si propone, niente popò di meno che applicare e inverare la Costituzione Repubblicana del 1948, come se il tempo si fosse fermato alla Resistenza e come se, in periodo di globalizzazione, questo paese dovesse rimanere ancorato alla legalità e alle promesse di emancipazione contenute in quel testo vetusto.
Risulta, poi, che, come nelle "migliori" organizzazioni criminali, tutti gli aderenti sono fidelizzati e, cioè, effettuano un vero e proprio giuramento sulla ricordata Costituzione. Che, poi, qualcuno di loro tradisca questo giuramento e, solo per fare un esempio, si iscriva alla cosiddetta loggia P3, è altro discorso...
Quanto detto può essere facilmente documentato: le librerie dei magistrati contengono o dovrebbero contenere gli scritti dei vari Calamandrei, Rossetti, Sturzo, Basso e altri simili mestatori.
C'è dii più. Attraverso un continuo pullulare di inchieste giudiziarie si tenta (spesso, per fortuna, con poco costrutto) di realizzare un altro fine eversivo: realizzare il principio che "la legge è uguale per tutti". Follia. Come dire che il presidente del Consiglio è uguale a Gennaro Esposito, netturbino.
Prepariamo tutti gli Scudi necessari, pensiamo a prescrizioni possibili, a processi brevi, ma evitiamoci quest'ultima ignominia.
Spero che questo mio, anche se tardivo, pentimento, mi salvi dalle mie responsabilità professionali e politiche o, quanto meno, dal "metodo Boffo".

L'Unità, pag. 9, ed. 30 ottobre 2010
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Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 13:35:11, in Magistratura, linkato 1424 volte)
Giustizia: tagli al personale


Sul Corriere di ieri leggo che il Ministro Brunetta annuncia, sembra di capire vantandosene, che entro il 2013 i dipendenti pubblici diminuiranno di circa 300.000 unità; posto che la riduzione si otterrà con il blocco del turn over, insieme con gli sprechi (che certamente in alcuni settori sussistono) verranno inevitabilmente tagliati anche i servizi essenziali offerti dalla Pubblica Amministrazione, cosa che del resto è già accaduta al ministero della Giustizia, dove dal 1999 non vengono più fatte assunzioni di personale amministrativo e quindi tale personale è diminuito di almeno il 25/30 %; le conseguenze di tale politica dissennata sono sotto gli occhi di tutti, ma nei prossimi anni si assisterà non solo a un ulteriore peggioramento e rallentamento del servizio giustizia, ma anche a una progressiva chiusura di interi settori di attività.

Massimo Meroni
Procuratore Aggiunto di Bergamo

Corriere sera, pag 57 ed. 30 ottobre 2010
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Quoto e sottoscrivo le parole di padre Lombardi: "La Chiesa deve per prima liberarsi dal male e dare il buon esempio della lotta contro gli abusi in se stessa, ma poi tutti dobbiamo combattere contro la piaga, sapendo che è una piaga immensa nel mondo di oggi, che si sviluppa più facilmente e meglio quanto più rimane nascosta, e anche oggi molti si rallegrano che l’attenzione si concentri sulla Chiesa e non su di loro, perché possono continuare più indisturbati". Tra l'altro il mio sospetto, fondato sulla storiografia di certi ambienti, è che su Savona sia in corso una vera strumentalizzazione della protesta per fini propri. Se l'abito non ha mai fatto il monaco, figuriamoci come possa la Tv o la notorietà. L.M.

«Lottiamo uniti contro la pedofilia»
La lettera di padre Lombardi


Ecco il testo integrale consegnato ai manifestanti

Le finestre del mio ufficio alla Radio Vaticana sono esattamente qui di fronte, a pochi metri di distanza, e quindi mi è sembrato giusto ascoltare e offrire un segno di attenzione al vostro raduno. La mia non è una partecipazione ufficiale, ma sono una persona profondamente inserita e identificata con la Chiesa cattolica e con la Santa Sede e penso di poter esprimere quindi sentimenti condivisi da molti nei confronti di ciò che manifestate. In ciò mi sento incoraggiato dall’atteggiamento più volte manifestato dal Papa, di ascolto delle vittime e di indicazione di impegno per fare tutto ciò che è necessario perché gli orribili crimini degli abusi sessuali non abbiano più luogo.

Devo dire che, anche se non condivido tutte le vostre dichiarazioni e posizioni, trovo in diverse di esse degli elementi su cui si può sviluppare un impegno che ci trova solidali e concordi. È vero che la Chiesa deve essere molto attenta perché i bambini e i giovani che si affidano alle sue attività educative crescano in un ambiente totalmente sicuro. Ieri mattina centomila ragazzi erano presenti in questi stessi luoghi per una grande festa della loro fede e della loro giovinezza, e sono una piccola parte dei giovani che partecipano con fiducia ed entusiasmo alla vita delle comunità della Chiesa. Dobbiamo assolutamente fare in modo che la loro crescita sia sana e serena e trovino tutta la protezione a cui hanno diritto. Abbiamo tutti una grande responsabilità per il futuro della gioventù del mondo. È vero che le procedure di indagine e di intervento devono essere sempre più rapide ed efficaci, sia da parte della Chiesa, sia da parte delle autorità civili, e che ci deve essere una corretta collaborazione fra esse, che tenga conto delle leggi e situazioni dei diversi paesi.

L'articolo prosegue su Corriere Sera

So che voi pensate che la Chiesa deve fare di più e accelerare il passo. Naturalmente dal mio punto di vista sono convinto che – anche se certo si può e si deve sempre fare di più – la Chiesa ha fatto e sta facendo molto. Non solo il Papa con le sue parole e il suo esempio, ma anche molte comunità della Chiesa in diverse parti del mondo hanno fatto e stanno facendo molto, sia nell’ascolto delle vittime, sia nella prevenzione e nella formazione. Personalmente mi tengo in contatto con molte persone che operano in questo campo in diversi Paesi e sono convinto che stanno facendo molto. Si deve continuare a fare di più. Certamente. E il vostro grido è un incoraggiamento a fare di più. Ma gran parte della Chiesa è già sulla buona strada. La massima parte dei crimini appartiene a situazioni passate che sono molto cambiate. La realtà di oggi e il domani sono molto più incoraggianti. Aiutiamoci a camminare speditamente nella giusta direzione.

Ma la cosa più importante che volevo dirvi è la seguente, e mi sento incoraggiato a dirvela, perché mi pare che anche voi ne siate consapevoli. La piaga degli abusi sessuali, anzitutto nei confronti dei minori, ma anche più generalmente, è una delle grandi piaghe del mondo di oggi. Ha coinvolto e tocca la Chiesa cattolica, ma sappiamo benissimo che ciò che è avvenuto nella Chiesa è una piccola parte di ciò che è avvenuto e avviene nel mondo. La Chiesa deve per prima liberarsi dal male e dare il buon esempio della lotta contro gli abusi in se stessa, ma poi tutti dobbiamo combattere contro la piaga, sapendo che è una piaga immensa nel mondo di oggi, che si sviluppa più facilmente e meglio quanto più rimane nascosta, e anche oggi molti si rallegrano che l’attenzione si concentri sulla Chiesa e non su di loro, perché possono continuare più indisturbati. La battaglia dobbiamo farla sempre più insieme, unendo le nostre forze contro la diffusione della piaga, che oggi usa mezzi e vie nuove per diffondersi, facilitata da internet e dalle nuove forme di comunicazione, dalla crisi delle famiglie, dal turismo e dal traffico sessuale che sfrutta la povertà della gente nei diversi continenti. Ciò che la Chiesa impara in questi anni – anche sotto la spinta data da voi e da altri gruppi - e le iniziative che può prendere per purificarsi e diventare un luogo modello di sicurezza per i giovani, deve diventare utile per tutti. Per questo vi invito a vedere la Chiesa sempre di più come un’alleata possibile o – secondo me – un’alleata già oggi attiva per gli scopi più nobili delle vostre battaglie.

padre Federico Lombardi
01 novembre 2010
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Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 09:57:09, in Osservatorio Famiglia, linkato 1635 volte)
Effetti del bunga bunga?


Direi proprio di si, io l'avevo già ipotizzato, ma non sono imputabili a Berlusconi, bensì alla incredibile diffusione via web del video dell'arrangiamento di Elio e le storie tese intitolato alla recentissima vicenda di cronaca giudiziaria che riguarda il Premier, il "Bunga Bunga" sulla musica del Waka waka di Shakira. Di chi è la colpa? Molto oltre  le trite tematiche della audience televisiva ciò che non è ancora ben chiaro in Italia è l'enorme potenziale del web, una enorme calderone contenente una marea di psicopatici e violenti. Il video di Youtube ha infatti centinaia di migliaia di visitatori, alcuni profili hanno ottenuto addirittura oltre ottocento mila visualizzazioni, cliccare qui per credere.

Così Mamma Rai, per mezzo della trasmissione "Parla con me" di e con Serena Dandini del 28 ottobre scorso e per l'esposizione di ampie porzioni di coscia lunga africana, ha veicolato lo strumento di istigazione all'atto di violenza ai danni di una nigeriana avvenuto nella notte tra sabato e domenica.

Basta con i corpi delle donne! Integrazione? Mi dispiace, non è costume della Rai neppure sul Tre.


E no, non si può andare avanti così con la comunicazione politica di destra e di sinistra e la contestuale mercificazione del corpo delle donne, anche considerando l'impennata che subirà lo sfruttamento della prostituzione delle nigeriane e altre donne di colore sui marciapiedi di tutta Italia. Dopo poco più di cento anni di "stato" e poco più di 60 anni di Repubblica, dimenticato il grande referendum contro la monarchia e consegnate solo ai corrotti dei gruppi eversivi le armi della resistenza, la politica italiana si scrive tutta nelle cinque lettere del prodotto più osceno e commerciale: il "Sesso".

Mi dichiaro personalmente grata alla dottoressa Ilda Boccassini, per aver lavorato anche in un giorno festivo come il primo novembre. Lei lo ha fatto anche per tutte le possibili vittime di violenza.

Loredana Morandi

di seguito l'articolo..


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/bunga.bunga.jpg

Nigeriana stuprata dal branco

fermati 2 italiani, caccia ad altri 6


La donna, 33enne, accetta un passaggio in albergo dopo il lavoro in un night di Melfi. I due fermati, 25enni del posto, la portano in campagna per picchiarla e violentarla. A loro si aggiungono altri sei uomini, lei si difende strenuamente. Poi viene soccorsa dai carabinieri, avvertiti da una segnalazione

POTENZA - Sequestrata, picchiata e violentata da un branco. E' la notte da incubo vissuta tra sabato e domenica da una ballerina nigeriana a Melfi, in provincia di Potenza. Una storia di brutalità per la quale i carabinieri hanno già arrestato due 25enni del posto e indagano per identificare almeno altre sei persone. In via di accertamento anche eventuali responsabilità dei gestori del night, aperto da poche settimane. Il fermo dei due giovani, accusati di sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo e lesioni personali, è stato disposto dal pm di Melfi, Renato Arminio.

Leggi l'articolo su La Repubblica

I particolari dell'operazione sono stati illustrati stamani dai comandanti dell'Arma a Potenza e Melfi, che hanno sottolineato come il pronto intervento dei carabinieri sul luogo della violenza sia stato possibile grazie a una segnalazione. Secondo la ricostruzione, nella notte tra sabato e domenica scorsi, al termine di uno spettacolo in un night di Melfi, i due arrestati hanno convinto la donna, una 33enne nigeriana, a salire su un'auto.

I due si erano offerti di accompagnata in albergo, invece si sono diretti in una zona periferica di Melfi, in contrada Crocifisso. Intuito il pericolo, la donna ha cercato di avvertire una sua amica, ma i due le hanno strappato di mano il cellulare, a cui hanno tolto la batteria. Fermata l'auto in aperta campagna, i giovani hanno intimato alla donna di uscire all'aperto e hanno cominciato a picchiarla e a violentarla.

Sul posto sono poi giunti altri sei uomini, a bordo di due vetture, per partecipare alla violenza. La donna, raccontano i carabinieri, si è "difesa strenuamente" e uno degli otto aggressori, impietosito o forse molto più semplicemente spaventato dalla violenza che "avrebbe potuto portare a conseguenze molto più gravi", convince gli altri ad andar via. Forse è stato proprio lui a telefonare ai carabinieri per dare indicazioni sul luogo in cui si trovava la vittima dello stupro.

I militari hanno trovata la donna in lacrime, in evidente stato di shock e l'hanno accompagnata all'ospedale "San Giovanni di Dio" di Melfi. Diagnosticata una prognosi di sette giorni. Sulla base della descrizione degli aggressori fatta dalla nigeriana, i militari hanno poi acquisito e visionato i filmati del circuito di video-sorveglianza del night club e sono riusciti a identificare due degli aggressori, V.M. e B.V., entrambi 25enni di Melfi e noti agli inquirenti.

(01 novembre 2010)
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Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 09:01:04, in Magistratura, linkato 1946 volte)
Noblesse oblige, alla Procura di Milano si lavora anche i festivi. Ora i giornalisti saranno più tranquilli e soprattutto più rispettosi, ed anche io sono più serena. Sospetto di avere un feeling telepatico con la Procura di Milano, infatti solo l'altro ieri io ho scritto dell'intervento dei carabinieri citando proprio la mitica pubblico ministero. L.M.

Al lavoro anche nei festivi

pur di incastrare Berlusconi


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/ilda2.jpg

Procura Il pm Boccassini ieri ha ascoltato come testimone l'ex questore di Milano nell'inchiesta sulla ragazza marocchina

Quando c'è da «incastrare» il presidente del Consiglio, i magistrati non si fermano nemmeno il giorno di Ognissanti. Se poi a dover fare gli straordinari è il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, c'è da aspettarsi che qualcosa salterà fuori.

Ieri l'alto magistrato ha sentito come testimone l'ex questore di Milano Vincenzo Indolfi su quanto accaduto la notte tra il 27 e il 28 maggio scorso quando la ragazza marocchina Ruby venne trattenuta in via Fatebenefratelli e poi affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti dopo l'arrivo di una telefonata da Palazzo Chigi. All'audizione di Indolfi ha partecipato anche il pm Antonio Sangermano, che in prima battuta si è occupato del caso Ruby e che ora sta seguendo l'inchiesta insieme a un altro procuratore aggiunto, Piero Forno.

Il nome della ragazza, Karima El Mahroug, (in «arte» Ruby Rubacuori) compariva in un'indagine sulla prostituzione d'alto borgo, in atto a Milano sin dal 2009. L'indagine, che avrebbe avuto sviluppi dalle recenti dichiarazioni di Ruby e coinvolgerebbe Lele Mora e Nicole Minetti, riguarda un giro di escort legate al mondo dei vip dello spettacolo, delle paparazzate e dei locali più alla moda di Milano. Il nome di Karima, secondo quanto si è appreso, appare in alcuni accertamenti tecnici che evidenzierebbero suoi incontri con imprenditori in un hotel di lusso del centro. Incontri a pagamento, che non sarebbero stati isolati o d'iniziativa ma coordinati all'interno di una più ampia rete di conoscenze e amicizie gestite, secondo le accuse, da alcuni nomi noti e meno noti. Quella della ragazza marocchina, stando a quanto emerge dalla ricostruzione del fascicolo relativo alle pratica amministrativa avviata dai Tribunali per i Minorenni di Messina e di Milano, è stata una vita da fuggiasca.

L'articolo prosegue su Il Tempo

Leggi la  Rassegna

Il 30 giugno scorso Karima venne affidata dal Tribunale per i minorenni di Milano al Comune di Milano e contemporaneamente a quello di Letojanni, il paese in Sicilia dove viveva e vivono tuttora i suoi genitori, in quanto al Tribunale dei minori di Messina era aperto un procedimento nell'interesse della minorenne fin dal 2008. Il procedimento era stato avviato già due anni fa perché Karima, a partire dal 2006, era fuggita diverse volte da casa. Nel 2007 è stata ospite in una comunità di Mondo X a Badolato, in provincia di Catanzaro in seguito all'interessamento dei servizi sociali di quella zona. Quando nel 2008 comincia ad interessarsi il Tribunale per i minorenni di Messina Karima, anche su sua richiesta, viene collocata in una comunità a Galati, da dove se ne va nel novembre 2008. Nel gennaio 2009 fugge da una comunità in provincia di Messina. Il mese dopo viene collocata in un'altra comunità sempre in quella zona e da lì fugge nel maggio del 2009. Karima fa perdere le sue tracce fino al marzo di quest'anno quando viene rintracciata a Taormina e riconsegnata al padre a Letojanni e affidata al Comune del paesino dove abita la sua famiglia per essere ospitata ancora in una comunità. Il 27 maggio scorso attorno alle 19 viene portata in Questura a Milano. Intanto Ruby è scappata almeno tre volte dalla comunità dove era ospite, fughe che non avranno replica dato che ieri è diventata maggiorenne, quindi libera non solo di parlare ma anche di fare ciò che vuole. Anche e soprattutto di nascondere il luogo dove si terrà la sua festa di compleanno. La festa del compleanno? «La farò in un posto che non immaginereste mai. Ma ti do un indizio: non sarà in una discoteca e nemmeno in un locale. Sarà un posto che non immagini», scherzava ieri giocando alla «femme fatale». Quindi, niente maxifesta giovedì alla discoteca Albikokka di Genova? «No, non sarà lì». E niente cena a Portofino. Non ha rivelato nulla Ruby, dal momento che ha venduto, per una considerevole cifra, l'esclusiva delle foto della sua festa. Nessuna reticenza, però, sul look per la serata che la deve vedere protagonista. Abituata ormai alle passerelle, non dimentica alcun particolare: «Vestirò verde smeraldo, Versace, con le cuciture in oro». Pausa. «I capelli saranno acconciati a banana. Chic, no?».

Na.Pie. - Il Tempo

***

Sul caso Ruby interrogato l'ex questore Indolfi
Ultimatum Pdl a Fini: con noi o apra la crisi



di Raffaella Calandra
02 novembre 2010 alle ore 06:38.

All'ex questore di Milano, Vincenzo Indolfi, ieri il pm Ilda Boccassini ha posto due domande centrali: furono pressioni quelle di Palazzo Chigi? E le disposizioni della procura dei minori sono state rispettate? Intorno ai due quesiti si è sviluppato il colloquio del pubblico ministero con il neo prefetto – è stato promosso il 7 ottobre – arrivato in Jaguar negli uffici della polizia giudiziaria e uscito dopo due ore di mezzo. Un incontro per ricostruire tutti i passaggi e verificare se davvero «la procedura è stata rispettata» come assicura il ministro dell'interno proprio in base a una relazione dello stesso Indolfi, trasmessa la settimana scorsa al capo della polizia, Antonio Manganelli, e fatta propria dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha assicurato: «Non c'è nulla da eccepire». Il problema – non sul piano giudiziario – è che quella relazione è anche una traccia scritta, anzi un resoconto documentale, di una telefonata del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, non proprio ordinaria nei contenuti.

E il Cavaliere certo non è entusiasta di fronte al Viminale per un atto del genere, anzi. Indolfi davanti al pm ha affrontato una sequenza complessa e difficile di domande, viste le contraddizioni tra la versione della questura e quella della procura minorile. E anche la sua posizione potrebbe complicarsi, mentre fino a ieri era considerato persona informata sui fatti. Il procuratore aggiunto Boccassini, insieme al pm Antonio Sangermano, punta a stabilire se la telefonata di Silvio Berlusconi prima e del suo caposcorta poi si siano tradotte tra il 27 e il 28 maggio in un'alterazione delle procedure.

Boccassini, magistrato di lunga esperienza, è nell'inchiesta da una settimana, dopo l'arrivo nel dipartimento che fa a lei capo, la direzione distrettuale antimafia (Dda), di Sangermano, titolare del fascicolo su Ruby. Sangermano aveva chiesto l'anno scorso di passare alla Dda: la sua domanda è rientrata nel giro di spostamenti di 15 magistrati, iniziato prima dell'estate e ultimato la settimana scorsa. E per questo ora ad affiancarlo c'è il suo nuovo procuratore aggiunto. Oltre alla questione delle due telefonate di Palazzo Chigi, un passaggio chiave dell'interrogatorio dell'ex questore è l'autorizzazione per l'affido alla consigliera regionale Nicole Minetti. Un nome citato, insieme a quello di Lele Mora – entrambi indagati per favoreggiamento della prostituzione – anche in un'altra indagine del 2009, su giri di escort tra vip, che coinvolge Ruby. E una Karima M. (proprio come Ruby) è stata sentita pure nell'inchiesta sui locali della movida, Hollywood e The Club. Di quella notte del 27 maggio, un altro nodo da sciogliere è se l'identificazione dell'allora minorenne sia avvenuta solo con fotosegnalamento o con copia del documento inviato dalla comunità di Messina, da dove era scappata. «Siamo reperibili anche di notte, ma non sono mai capitate urgenze per pratiche, piuttosto per persone» dice Maria Celeste Celi, referente della Comunità Cirs.

La politica trema anche per un'altra inchiesta, per ora smentita dalla procura di Palermo, sempre su un giro di escort. Con gli inquirenti sta parlando una giovane trafficante di stupefacenti con un passato da assistente parlamentare: Perla Genovesi, 32 anni. Genovesi riferisce le confidenze di un'amica, un'escort italiana di 28 anni, su presunti party a base di cocaina e sesso a cui avrebbero partecipato anche uomini vicini al presidente del consiglio. Assistente parlamentare dell'ingegnere Enrico Pianetta, ex senatore di Forza Italia ora deputato Pdl, Genovesi è stata arrestata per narcotraffico a luglio, insieme ad altre 13 persone, e scarcerata subito dopo perché madre di una bimba di due anni.

Ai pm ha pure segnalato di aver conosciuto Renato Brunetta, quando non era ancora ministro, al quale avrebbe presentato una cubista ventottenne italiana, anch'essa un'escort, che si sarebbe rivolta a Brunetta per un problema di affidamento del figlio di pochi mesi. Lo stesso Brunetta ieri ha detto di aver fatto una semplice cortesia «per aiutare una donna in difficoltà» a cui stavano per portare via un figlio di pochi mesi. La tensione intanto dilaga in parlamento, dove al Copasir (il comitato per la sicurezza della Repubblica) Carmelo Briguglio (Fli) ed Ettore Rosato (Pd) chiedono di sentire i vertici di palazzo Chigi e dell'interno sulle chiamate di quella sera del caposcorta di Berlusconi – un dirigente dell'Aisi, ex Sisde – alla questura di Milano. La questione sarà posta domani ed è probabile che i tre componenti Pdl, più il rappresentante della Lega, se si opporranno, finiscano per soccombere di fronte alla posizione di maggioranza del resto del Copasir guidato da Massimo D'Alema.

Interrogato l'ex questore Indolfi  Il Sole 24 Ore


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MILANO - Una falsità certa. Un'altra affermazione o non corrispondente al vero o confinante con la sciatteria. Un rimpallo di versioni. ...

Caso Ruby, in arrivo nuovi avvisi di garanzia

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Quella che inizialmente era stata descritta come una procedura «nel rispetto di tutti i crismi del regolamento» (ex questore Indolfi alla Stampa) per ...

Il pm truffato non ci sta "Basta con le bugie"

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MILANO - In via Leopardi, sede del palazzo giudiziario dei Minori, il fastidio è palese: "Ma quale accordo? Accordo? E con chi? ...

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Non ci fu un accordo tra la Questura e il pm dei minori di turno per l'affidamento di Ruby la notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi, quando la minorenne ...

Caso Ruby: su affidamento no comment questura Milano

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Milano, 31 ott. - (Adnkronos) - "No comment" dalla questura di Milano sui nuovi sviluppi del caso Ruby descritti oggi sui principali quotidiani. ...

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Non solo la pm di turno non diede l'autorizzazione ad affidare Ruby alla consigliere regionale Pdl Nicole Minetti, ma nessuno gliela chiese. ...

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RUBY: QUESTURA MILANO, PM D'ACCORDO SU AFFIDAMENTO A MINETTI

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(AGI) - Milano, 30 ott. - "Essendo presente in ufficio il consigliere regionale Nicole Minetti veniva informato il magistrato di turno presso il Tribunale ...

Ruby fu affidata a una comunità, non a Nicole Minetti

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Una telefonata che il capo di gabinetto della Questura di Milano Pietro Ostuni non dimenticherà mai. Corriere della Sera e Messaggero pubblicano stralci ...

RUBY: PM DISPOSE TRASFERIMENTO COMUNITA', NO COMMENT MINETTI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎30/ott/2010‎
(AGI) - Milano, 30 ott. - Nessun commento per ora da parte di Nicole Minetti, consigliere regionale della Lombardia che prese in custodia la minorenne Ruby ...

Ruby: pm minori la invio' in comunita'

ANSA.it - ‎30/ott/2010‎
(ANSA) - MILANO, 30 OTT - Il pm dei minori di Milano Annamaria Fiorillo, che era di turno quando Ruby venne fermata e portata in Questura, ...

Ruby, per il pm dei minori doveva andare in comunità

La Repubblica - ‎30/ott/2010‎
Annamaria Fiorillo era di turno il 27 maggio quando la ragazza venne fermata. Poi arrivò la telefonata da palazzo Chigi e la minorenne venne affidata a ...

Ruby, Milano indaga su due ipotesi di reato

Il Secolo XIX - ‎30/ott/2010‎
Nasce da due spunti investigativi diversi l'indagine della Procura di Milano per favoreggiamento della prostituzione, con al centro Ruby, la marocchina che ...

Ruby, il giallo delle foto ricordo delle feste in villa

Il Messaggero - ‎30/ott/2010‎
MILANO (30 ottobre) - Come per tutti i bei momenti trascorsi in allegria, anche le serate ad Arcore raccontate da Rubi Rubacuori sono corredate da foto ...

Ruby, ecco la telefonata di Berlusconi. Il questore conferma: «Mi ...

Il Messaggero - ‎30/ott/2010‎
ROMA (30 ottobre) - Una delle telefonate che forse Pietro Ostuni, capo di gabinetto della Questura di Milano, non dimenticherà mai, arriva alle undici di ...

CASO RUBY: CORSERA E MESSAGGERO PUBBLICANO TESTO TELEFONATA BERLUSCONI

Agenzia di Stampa Asca - ‎30/ott/2010‎
(ASCA) - Roma, 30 ott - Corriere della Sera e Messaggero pubbliano oggi il testo della telefonata che il 27 maggio scorso il preidente del Consiglio Silvio ...

La verità nei tabulati telefonici. Al vaglio dei pm le chiamate ...

Il Sole 24 Ore - ‎30/ott/2010‎
Il finale è noto quasi tutto: le telefonate di Palazzo Chigi in questura, la foto segnaletica, Nicole Minetti (consigliere regionale e igienista dentale del ...

Ruby, Berlusconi: ecco il testo della telefonata a Ostuni

Affaritaliani.it - ‎30/ott/2010‎
LA TELEFONATA DI BERLUSCONI... - "Dottore (il capo di gabinetto Pietro Ostuni, ndr) volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto ...

"Silvio mi disse: vai in questura e chiedi di prenderla in affido"

La Repubblica - ‎30/ott/2010‎
MILANO - «Come sto? Provi lei a immaginare lo stato d'animo di una che legge sui giornali che è indagata per favoreggiamento della prostituzione... Cioé. ...

«Conosciamo questa ragazza non portatela in un centro»

Corriere della Sera - ‎29/ott/2010‎
ROMA - Fu Silvio Berlusconi a dichiarare al capo di gabinetto della questura di Milano che Ruby era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. ...

L'abuso di potere / 2

La Repubblica - ‎29/ott/2010‎
NON è successo niente, vuol fare credere Berlusconi. È vero, telefona al capo di gabinetto della questura di Milano, lo fa per tirare fuori dai guai la sua ...

Bufera Ruby sulla questura di Milano

Il Secolo XIX - ‎29/ott/2010‎
La Procura di Milano vuole acquisire i tabulati delle telefonate fatte e ricevute dalla questura del capoluogo lombardo il 27 maggio scorso. ...

Bersani su Ruby, "Chiarire i rapporti fra questura di Milano e ...

La Repubblica - ‎29/ott/2010‎
Il leader del Pd a Parma per incontrare i simpatizzanti del partito torna all'attacco sul caso Ruby "Rubacuori", la ragazza marocchina delle feste "bunga ...

Caso Ruby, Berlusconi: "Io aggredito" E lei: "Mi ha aiutata, è un ...

il Giornale - ‎29/ott/2010‎
Dopo gli attacchi delle procure, il premier smentisce tutte le accuse montate dai quotidiani: conferma di essere intervenuto solo per trovare una persona a ...

RUBY: BERSANI, VOGLIAMO SAPERE TUTTO SU TELEFONATA QUESTURA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎29/ott/2010‎
(AGI) Roma - Bersani ha chiesto la verita' sulla telefonata per la giovane Ruby che sarebbe stata fatta da Palazzo Chigi. "A noi non interessa la sua vita ...

Caso Ruby: per marocchina possibile permesso soggiorno fini giustizia

Libero-News.it - ‎29/ott/2010‎
Milano, 29 ott. (Adnkronos) - Diventera' maggiorenne tra pochi giorni Ruby, allo stato Karima, marocchina e senza un lavoro. Restare in Italia, per lei, ...

RUBY: RISCHIA ESPULSIONE MA PROBABILE PERMESSO TEMPORANEO

Agenzia di Stampa Asca - ‎29/ott/2010‎
(ASCA) - Milano, 29 ott - Extra-comunitaria, senza fissa dimora e senza lavoro. Con questo curriculum, almeno sulla carta, una volta compiuta la maggiore ...

Berlusconi: Non ho influenzato nessuno a favore di Ruby

APCOM - ‎29/ott/2010‎
Roma, 29 ott. (Apcom) - Prima dà appuntamento in Italia ai giornalisti al seguito al vertice Ue di Bruxelles sul caso Ruby e l'attualità politica. ...

Ruby, Berlusconi e le diverse verità a confronto

Il Sole 24 Ore - ‎29/ott/2010‎
Sull'affaire di Ruby, del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, di Emilio Fede, Lele Mora, Nicole Minetti e della Questura di Milano tenta di far ...

Nei guai anche Nicole Minetti "Indagata? A me non risulta"

Il Resto del Carlino - ‎29/ott/2010‎
Parla l'igienista dentale riminese che ha ridato il sorriso a Berlusconi. Tirata in ballo dai giornali nell'ultimo sexy scandalo, ribatte: "Ruby non è mai ...

Berlusconi chiamò la polizia e la minorenne fu lasciata libera

Corriere della Sera - ‎28/ott/2010‎
ROMA - La nota della Questura di Milano diramata ieri sera per assicurare di non aver concesso a Ruby «alcun privilegio o trattamento di favore dopo la ...

Sul premier torna l'incubo-minorenni "Ma sarà un boomerang per i ...

La Repubblica - ‎28/ott/2010‎
Il Cavaliere è apparso demoralizzato ai suoi fedelissimi: "Non ho fatto niente di cui vergognarmi". Si teme una mozione ad hoc in Parlamento: che farebbero ...

CASO RUBY: BERSANI, SE BERLUSCONI HA COSI' TANTO BUON CUORE...

Agenzia di Stampa Asca - ‎28/ott/2010‎
(ASCA) - Roma, 28 ott - ''Se ha cosi' tanto buon cuore... ci sono alcune migliaia di fermati per furto nelle questure. E che fa? Li lascia abbandonati cosi' ...

CASO RUBY: MINETTI, LA CONOSCO MA MAI OSPITATA A CASA MIA

Agenzia di Stampa Asca - ‎28/ott/2010‎
(ASCA) - Milano, 28 ott - Ruby? ''La conosco'' ma ''non l'ho mai ospitata a casa mia''. La precisazione arriva da Nicole Minetti, consigliere regionale ...

MINORENNE MAROCCHINA: MINETTI, MAI OSPITATO RUBY A CASA MIA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎28/ott/2010‎
(AGI) - Milano, 28 ott. - "Stupita". Questo il commento di Nicole Minetti, consigliere regionale della Lombardia per il PdL, in seguito alle notizie ...

Telefonata del premier Il questore conferma

Avvenire.it - ‎14 minuti fa‎
Ha confermato che negli uffici di polizia arrivò la telefonata di Silvio Berlusconi. Per oltre due ore Vincenzo Indolfi (che oggi lascia l'incarico di ...

RUBY, BUON COMPLEANNO: “MIGLIOR REGALO NON TI POTEVI COSTRUIRE!”

Nebrodi e Dintorni (Blog) - ‎55 minuti fa‎
02/11/2010 – Ruby Rubacuori da Letojanni è tornata. E' tornata in Facebook nel giorno del suo compleanno, forse per festeggiare la maggiore età con i 463 ...

Indagini su Ruby dal 2009, l'ex questore ascoltato dai pm

GD notizie - ‎1 ora fa‎
Nel giorno del suo diciottesimo compleanno Ruby Rubacuori, al secolo Karima El Mharoung, la giovane marocchina ospite delle feste ad Arcore al centro ...

Ruby: già vendute foto per festa di compleanno

Giornale di Montesilvano (Blog) - ‎1 ora fa‎
Le foto del compleanno di Ruby sarebbero gia' state vendute in esclusiva a un noto settimanale di gossip. Continuano con il procuratore aggiunto di Milano ...

Ruby era coinvolta già dal 2009 nell'inchiesta sulle escort

L'Unità - ‎1 ora fa‎
Non una minorenne sbandata e senza punti di riferimento, ma una escort della Milano del lusso. Sarebbe questa la vera identità di Ruby Rubacuori, ...

Al lavoro anche nei festivi pur di incastrare Berlusconi

Il Tempo - ‎3 ore fa‎
Quando c'è da «incastrare» il presidente del Consiglio, i magistrati non si fermano nemmeno il giorno di Ognissanti. Se poi a dover fare gli straordinari è ...

Escort di lusso nei locali della movida, spunta il nome di Ruby

chenotizia.it - ‎3 ore fa‎
E' dal 2009 che il nome di Ruby, o meglio quello reale, Karima El Mahroug, è noto agli inquirenti milanesi. Sarebbe, infatti, comparso nell'ambito di ...
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Politica | 01/11/2010 | ore 13.52 »

Giustizia: Castelli (Md), lodo?
'No' a interventi contrari a principio uguaglianza



Roma, 1 nov. - (Adnkronos) - "Non entriamo nelle questioni direttamente politiche ma e' evidente che qualsiasi intervento che vada contro il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge ci vede contrari".

E' quanto afferma all'Adnkronos il presidente di Magistratura democratica, Claudio Castelli che, nel giorno in cui si chiudono i lavori del XVIII Congresso Nazionale di Magistratura democratica a Castel dell'Ovo, a Napoli, parla cosi' del lodo Alfano.

Castelli preferisce tuttavia non commentare il 'no' del leader di Futuro e Liberta', Gianfranco Fini, alle leggi ad personam: "riguarda il terreno della polemica politica sulla quale noi restiamo fuori".
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Giustizia: Borraccetti (Md),
riforma allo studio non migliora il servizio



Roma, 1 nov.- (Adnkronos) - La riforma della giustizia, allo studio del governo, non serve a "migliorare il servizio ai cittadini" ma, anzi, con l'ipotizzata separazione delle carriere dei magistrati e i due Csm finirebbe per ridurre "l'incisivita' della funzione giudiziaria". E' quanto sottolinea Vittorio Borraccetti, esponente di Magistratura democratica e membro del Csm, parlando dell'annunciata riforma della giustizia nel giorno di chiusura del XVIII Congresso Nazionale di Magistratura democratica a Castel dell'Ovo, a Napoli. "Bisogna aspettare di conoscere i testi ma, da quanto e' stato preannunciato, non mi sembra che sia una riforma utile a migliorare la giustizia per migliorare il servizio ai cittadini - ha sottolineato all'Adnkronos Borraccetti - Mi riferisco in particolare alla questione dei due Csm, alla separazione delle carriere e all'alta corte sui magistrati". "Sulla separazione delle carriere e sui 2 Csm ho la stessa idea di Vietti", afferma Borraccetti concordando con la posizione del vicepresidente del Csm. "Oggi come oggi - spiega - nel contesto storico che vive l'Italia, separare i pm dall'ordine dei giudicanti significa porre le premesse perche' il pm finisca alle dipendenze del potere politico e dell'esecutivo". Secondo Borraccetti, quello di "un pm separato dall'ordine giudicante e con un proprio consiglio superiore finirebbe per essere un ordine troppo potente che non potrebbe rimanere indipendente". Secondo Borraccetti, inoltre, "il Csm come giudice disciplinare ha dimostrato di essere rigoroso e severo: non c'e' nessun ordine professionale che puo' essere, quanto a rigore, paragonato al Csm". (segue)

Politica | 01/11/2010 | ore 17.27 »

Giustizia: Borraccetti (Md), riforma allo studio non migliora il servizio (2)

(Adnkronos) - Secondo Borraccetti, "nonostante le parole dette in contrario" queste preannunciate riforme perseguono lo scopo "di ridurre l'ambito della funzione giudiziaria e l'incisivita'".
In questo senso si inserisce, secondo l'esponente di Magistratura democratica e membro del Csm, anche la volonta' di attenuare "la dipendenza della polizia giudiziaria dal pm". "Allora i conti tornano - osserva - l'intento e' rendere meno incisiva l'azione del pm e meno autonomo l'esercizio dell'azione penale". "Una riforma sbagliata - commenta - mentre continua a essere trascurata la riforma necessaria che dovrebbe dare efficienza e che dovrebbe partire da leggi sostanziali e puntare su mezzi e strumenti".
Per Borraccetti la priorita' dovrebbe essere quella di "razionalizzare l'ordinamento normativo. Per quanto riguarda i processi sarebbe necessaria una semplificazione molto forte e investire evitando gli sprechi perche' le dotazioni di uomini e mezzi siano conformi alle esigenze del servizio ai cittadini". Infine, sui due punti della "riforma delle circoscrizioni giudiziarie per ridisegnare gli uffici secondo le esigenze dell'Italia di oggi, e sugli investimenti per l'informatica da parte del governo non e' arrivata nessuna risposta esaustiva", ha concluso.
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Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 08:52:57, in Magistratura, linkato 1570 volte)
Giustizia: Pm Ingroia, con riforma
a rischio indipendenza magistratura



Palermo, 1 nov.- (Adnkronos) - L'annunciata riforma della giustizia "mette a rischio l'indipendenza della magistratura". Ne e' convinto il Procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, che si trova a Napoli dove e' in corso lo scrutionio per eleggere il nuovo Presidente di Magistratura democratica. "Per Ingroia "e' necessaria la tutela dell'indipendenza della magistratura, invece con i nuovi progetti legislativi, tra cui la separazione delle carriere, la nostra indipendenza e' seriamente a rischio".

Giustizia: Pm Ingroia, con riforma a rischio indipendenza magistratura (2)

Palermo, 1 nov.- (Adnkronos) - Il Procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, ha poi ribadito l'importanza delle intercettazioni telefoniche e ambientali. "Tra i tanti segnali all'orizzonte - ha spiegato - c'e' un intervento che rischia di togliere efficacia a tante inchieste per potere contrastare i poteri criminali forti".

Infine, nel corso del congresso di Magistratura democratica, e' stata ribadita la "necessita'" di un "forte sostengo soprattutto ai giovani magistrati, che spesso di trovano ad affrontare situazioni difficili soprattutto nelle zone meridionali d'Italia". Lo scrutinio per eleggere il nuovo Presidente di Md dovrebbe chiudersi intorno alle 15 di oggi. Il candidato piu' accreditato a sostituire Claudio Castelli e' Luigi Marini, magistrato di Cassazione.
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Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 08:34:28, in Magistratura, linkato 2090 volte)
Solo a sensazione io direi Aldo De Chiara. Nel caso in cui si trattasse di una preveggenza, l'ho scritto oggi 2 novembre 2010. L.M.

Procura Generale, tra 15 giorni

il successore di Galgano


Inizia la prossima settimana la votazione presso la quinta commissione del Csm. Sei i papabili tra cui Vincenzo Martusciello, Aldo De Chiara, Ettore Ferrara, Santi Consolo, Alessandro Pennasilico e Gennaro Marasca.

Silvia Miller

Entro il 15 novembre si conoscerà il nome di chi potrebbe prendere il posto di Vincenzo Galgano alla guida della Procura Generale. Il 2 novembre, infatti, la quinta commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, presieduta da Pina Casella, giudice del tribunale del Riesame di Napoli, inizia le votazioni per decidere chi dei 16 candidati abbia più titoli per prendere il posto di Galgano.

Una poltrona ambita, quella della Procura Generale, che per il momento è guidata dall'avvocato generale Luigi Mastrominico, tornato a Napoli dopo aver guidato il tribunale di Salerno.

Dei 16 candidati 6 sono i papabili: Vittorio Martusciello, che di recente è stato nominato avvocato generale in Cassazione; Ettore Ferrara, tra il 2006 e il 2008, ex capodipartimento dell'amministrazione penitenziaria; l'attuale numero due del Dap Santi Consolo; due procuratori aggiunti, il coordinatore della sezione Ecologica Aldo De Chiara e il coordinatore del gruppo di lavoro del pool anticamorra che indaga sui clan della città di Napoli, Alessandro Pennasilico; e il sostituto pg in Cassazione Gennaro Marasca, che agli inizi degli anni '90 è stato anche assessore comunale nella prima giunta guidata dal sindaco Antonio Bassolino.

Su Vittorio Martusciello pende il parere negativo dell'Ufficio Studi del Csm. Essendo stato nominato da poco avvocato generale in Cassazione, non potrebbe essere più in gara per la Procura generale, dal momento che la legge stabilisce che debbano trascorrere almeno tre anni tra un incarico direttivo e l'altro.
Tuttavia, il parere dell'Ufficio Studi non ha valore vincolante e potrebbe, quindi, non essere seguito dalla quinta commissione, che può decidere autonomamente.

Il Denaro num. 203 - pag. 28
http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=612643
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Di Loredana Morandi (del 02/11/2010 @ 08:22:10, in Magistratura, linkato 2377 volte)

La moria, più e più volte sottolineata con apprensione dai comunicati della ANM, è iniziata.. L.M.

Tarquini e Quaranta, addio alla toga


MAGISTRATI IN PENSIONE. Entrambi dopo quasi mezzo secolo di servizio hanno deciso di concedersi un po' di riposo. Il primo è stato a capo della Procura di Brescia il secondo della Procura per i minori in via Malta

01/11/2010
 
Giancarlo Tarquini, a capo della Procura di Brescia dal 1997 al 30 giugno 2008, sabato scorso ha lasciato la magistratura, dopo quasi mezzo secolo di servizio.
Settanta anni, nativo di Reggio Emilia, Giancarlo Tarquini era arrivato a Brescia dalla Procura di Parma, dove negli anni Ottanta si era occupato anche del caso di Alceste Campanile, il giovane di Lotta continua ucciso nel 1975 con due colpi di pistola alla periferia di Reggio Emilia.
Anche il lavoro compiuto dal procuratore capo Giancarlo Tarquini a Brescia è stato molto intenso, dall'«affaire» con al centro le inchieste contro il giudice Di Pietro al sequestro Soffiantini; e tante inchieste sulla mafia ramificata nel Nord e sugli omicidi che hanno segnato la cronaca nera nel Bresciano in quest'ultimo decennio: dall'omicidio di Desirè Piovanelli a Leno, a quello dei coniugi Donegani a Brescia, fino all'assassinio di Clara Bugna, moglie di Bruno Lorandi.
Giancarlo Tarquini ha sempre ricoperto l' incarico con competenza e sobrietà. Magistrato di poche parole, non ha mai fatto mancare la propria competenza nelle conferenze sulla giustizia e i fatti di cronaca tenute negli auditori e nelle scuole della nostra città.
Figlio di un impiegato della Questura, il giudice Giancarlo Tarquini, una moglie e tre figli, quando non era preso dai suoi impegni di magistrato amava ascoltare musica classica, forse anche per calmarsi i nervi per le delusioni che ultimamente gli sono derivate dalla situazione degli Uffici giustiziari nella nostra città, con pochi magistrati, pochi impiegati e troppe pratiche per il personale ridotto ai minimi termini. Ora, dopo aver tentato senza successo di concorrere all'incarico di procuratore generale a Brescia o a Bologna, Giancarlo Tarquini ha deciso di lasciare per sempre la magistratura. Con lui la nostra città perde un magistrato di valore e un uomo di grande equilibrio.

Il secondo magistrato che lascia il servizio è il dott. Emilio Quaranta, passato in 43 anni di impegno dalla Pretura di Salò al vertice della Procura per i minori, incarico che ha ricoperto nell'Ufficio di via Malta della nostra città dal 2001 fino ad oggi. Uomo originario del Sud Italia, Emilio Quaranta ha sempre lavorato a Brescia, occupandosi pure lui di delitti eccellenti che hanno coinvolto minori, come Desirè Piovanelli, straziata dal «branco», e la pachistana Hina Seleem, uccisa dal padre.P.M.

Brescia Oggi

La Rassegna

Tarquini e Quaranta lasciano la magistratura

Qui Brescia - ‎21 ore fa‎
(red.) Giancarlo Tarquini, a capo della Procura di Brescia dal 1997 al 30 giugno 2008, ha lasciato la magistratura, dopo quasi 50 anni di servizio. ...

Tarquini e Quaranta, addio alla toga

Brescia Oggi - ‎31/ott/2010‎
MAGISTRATI IN PENSIONE. Entrambi dopo quasi mezzo secolo di servizio hanno deciso di concedersi un po' di riposo Giancarlo Tarquini, a capo della Procura di ...
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