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 1900 ...... di Loredana Morandi
 
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La Giustizia brilla nelle capanne annerite dal fumo e onora la vita timorata.

Eschilo
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 04/12/2008 @ 12:02:31, in Magistratura, linkato 1134 volte)

Catanzaro risponde all'inchiesta dei colleghi inquisendo sette magistrati di Salerno
Il presidente della Repubblica interviene sul caso dell'ex pm: "Vicenda senza precedenti"

De Magistris, guerra tra Procure
Napolitano chiede atti ai giudici

Anm preoccupata: "In gioco la credibilità della funzione giudiziaria"

Mancino sui presunti rapporti con Saladino: "Non l'ho mai chiamato"
ROMA - Sul caso De Magistris, interviene il presidente della Repubblica. Con una richiesta al procuratore generale di Salerno e a quello di Catanzaro, Giorgio Napolitano, che è anche presidente del Csm, chiede gli atti dell'indagine condotta dalla procura campana sulle presunte illegalità commesse dagli uffici giudiziari di Catanzaro nel sottrarre all'ex pm le indagini Why not e Poseidone.

Pg di Catanzaro: "Provvedimento eversivo". All'inchiesta di Caserta, risponde dura la procura di Catanzaro che annuncia di aver messo sotto inchiesta sette magistrati campani: "L'atto della procura di Salerno - ha detto il pg di Catanzaro Enzo Jannelli - è finalizzato alla destabilizzazione e all'eversione dell'istituzione dello Stato. Un attacco inaudito all'esercizio giurisdizionale così come non era mai accaduto nella storia. Si è cercato di espropriare un processo in corso a questa Procura".

Anm: "Sgomenti. In gioco la credibilità". Una bufera che preoccupa l'Associazione nazionale magistrati "sgomenta per quanto sta accadendo". "Ciò che è in gioco è la credibilità della funzione giudiziaria", ha detto il presidente dell'Anm Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini. "Ci sarà tempo per una compiuta valutazione del merito delle singole vicende. Ma in questo delicato momento non possiamo che chiedere a tutti il massimo senso delle istituzioni e il rigoroso rispetto delle regole".

"Implicazioni di carattere istituzionale". "E' una vicenda senza precedenti" è scritto nella lettera che il Segretario generale della presidenza della Repubblica, a nome di Napolitano, ha inviato al procuratore generale presso la Corte di appello di Salerno Lucio Di Pietro. Una scelta dirompente, quella del presidente della Repubblica, giustificata solo da quella che lui stesso giudica una vicenda che presenta aspetti di eccezionalità con rilevanti, gravi implicazioni di carattere istituzionale, "primo tra tutti quello di determinare la paralisi della funzione processuale".

Di Pietro: riserve sulla scelta di Napolitano. Comportamento, quello del presidente Napolitano, che ha trovato critico solo il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro: "Con il dovuto rispetto istituzionale, ma si rischia la criminalizzazione preventiva e preconcetta dell'attività di indagine che sta svolgendo la procura di Salerno", ha detto l'ex pm.

Inquisite sette toghe campane. A due giorni dalle perquisizioni negli uffici giudiziari di Catanzaro, dopo le dichiarazioni del procuratore generale che giudica l'indagine sui suoi uffici un vilipendio e gli accertamenti ordinati dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, è guerra tra Procure. Se Salerno indaga i colleghi di Catanzaro, il Pg calabrese risponde annunciando che sette magistrati di Salerno, tra cui il capo della Procura, sono inquisiti per abuso d'ufficio ed interruzione di pubblico servizio. Secondo i magistrati calabresi, sequestrare atti di inchieste tuttora in corso comporta un inevitabile blocco dell'attività di indagine.

Berlusconi: La guerra tra procure deve finire. "Sono cose che non devono accadere", ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riferendosi alla guerra tra le procure di Catanzaro e Salerno. "Su ciò che sta avvenendo nella magistratura, credo che il Csm si appresti ad intervenire".

"Trasferimento ingiusto". Nelle 1.700 pagine del decreto di perquisizione notificato ieri l'altro agli uffici giudiziari di Catanzaro, dove fino all'anno scorso lavorava Luigi De Magistris, la procura di Salerno sospetta che il trasferimento al Tribunale di Napoli dell'ex pm sia stato "ingiusto", giustificato solo dal desiderio di impedirgli di proseguire le indagini in cui erano rimasti coinvolti l'ex Guardasigilli Clemente Mastella e l'ex premier Romano Prodi.

Mancino: "Lascerò se screditato". Reagisce alle indiscrezioni sull'indagine di Salerno anche il vicepresidente del Csm chiamato in causa dai magistrati campani che gli attribuiscono presunti rapporti con Antonino Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere in Calabria, al centro delle inchieste Why Not e Poseidone. Mancino, che ha raccolto la solidarietà dei colleghi del Csm, minaccia le dimissioni: "Sono pronto a lasciare se sarò screditato".

"Non fui io a chiamare". Dai tabulati telefonici acquisiti da De Magistris, è risultato che da un numero di telefono in uso al vicepresidente del Csm, il 30 aprile 2001 partì una telefonata verso il cellulare di Saladino. Mancino però nega che sia stato lui a telefonare. Nonostante siano trascorsi sette anni, il vicepresidente del Csm è riuscito a ricostruire con precisione la giornata grazie alle sue agende: "Fu un mio collaboratore a telefonare", Angelo Arminio, allora nello staff della mia segreteria. Con Saladino - ripete Mancino - non ho mai avuto rapporti".

(La Repubblica 4 dicembre 2008)

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Di Loredana Morandi (del 04/12/2008 @ 12:59:41, in Politica, linkato 1043 volte)
CATANZARO: CASO DE MAGISTRIS, PROCURA GENERALE BLOCCA SEQUESTRO DOCUMENTI

Catanzaro, 4 dic. (Adnkronos) - La Procura Generale di Catanzaro ha bloccato con un provvedimento il sequestro degli atti che martedi' era stato disposto dalla Procura di Salerno che sta indagando sul caso dell'ex pm Luigi De Magistris in relazione alle inchieste Why not e Poseidone. Da quanto si apprende, il Pg Enzo Jannelli avrebbe firmato l'atto e sette avvisi di garanzia nei confronti dei colleghi salernitani. Sui particolari c'e' stretto riserbo. Uscendo dal Palazzo di Giustizia, Jannelli ha ribadito che l'ufficio ha sempre lavorato nel rispetto della legalita' e i magistrati si sono ritenuti offesi dall'inchiesta della Procura di Salerno. (Ink/Gs/Adnkronos) 04-DIC-08 16:10

CATANZARO: CASO DE MAGISTRIS, AVVOCATI PROCLAMANO SCIOPERO DI 3 GIORNI

Catanzaro, 4 dic. - (Adnkronos) - L'ordine degli avvocati di Catanzaro ha proclamato uno sciopero di tre giorni per protestare sulla vicenda che ha investito la Procura del capoluogo di regione. A partire da domani e poi ancora il 9 e l'11 dicembre gli avvocati si asterranno dalle udienze tra le 11 e le 11.30. Contestualmente chiederanno di allegare ai verbali delle udienze in cui sono impegnati il documento espresso dal Consiglio dell'ordine in cui esprimono ''sconcerto, preoccupazione e apprensione per l'iniziativa dei pm di Salerno''. (Ink/Pn/Adnkronos) 04-DIC-08 20:05

CATANZARO: QUIRINALE, GRAVE PREOCCUPAZIONE PER ASPRO CONTRASTO FRA PROCURE


Roma, 4 dic. (Adnkronos) - "L'iniziativa assunta dalla Procura generale di Catanzaro a seguito del sequestro di suoi atti processuali disposto dalla Procura della Repubblica di Salerno ha introdotto elementi di ulteriore, grave preoccupazione sul piano delle conseguenze istituzionali, configurando un aperto, aspro contrasto tra Uffici giudiziari". E' quanto sottolinea una nota del Quirinale, a proposito dei recenti eventi legati al caso De Magistris. Pertanto, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra -che aveva gia' richiesto, "su incarico del Capo dello Stato, nell'esercizio delle sue funzioni di garanzia, ogni utile informazione sulla vicenda al Procuratore generale di Salerno"- ha rivolto analoga richiesta al Procuratore generale di Catanzaro. "Specifiche iniziative dirette a superare la paralisi della funzione processuale, ripristinando le condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione -si specifica poi nella nota del Quirinale- restano affidate agli organi di vertice dell'ordine giudiziario, nell'ambito delle attribuzioni previste dalle disposizioni vigenti". (Bon/Gs/Adnkronos) 04-DIC-08 19:37

Napolitano chiede atti anche alla procura calabrese
(Bon /Gs/Adnkronos) 04-DIC-08 19:33


CATANZARO: COSSIGA, COMPETENZA NON SPETTA A CAPO STATO NE' A CSM

Roma, 4 dic. - (Adnkronos) - ''Ho grande rispetto e nutro un'antica amicizia nei confronti di Giorgio Napolitano, come politico e capo dello Stato, e, cosa che conta molto di piu', come persona. Ho molto meno rispetto e stima per una parte della magistratura ordinaria e per il Consiglio superiore della magistratura, strana istituzione che dobbiamo alla poca esperienza istituzionale democratica dei cattolici dell'Assemblea Costituente contro la volonta' del Pci; e non ne ho nessuno, salvo qualche eccezione, per l'Associazione nazionale magistrati. Percio' forse diro' cose che non sembreranno coerenti con la mia linea''. Lo scrive in una nota il senatore a vita Francesco Cossiga, parlando della guerra delle Procure tra Catanzaro e Salerno, alla luce della preoccupazione espressa dal capo dello Stato sul caso De Magistris. Il presidente emerito della Repubblica sottolinea che ne' il Colle, ne' il Csm ''sono competenti a occuparsi di queste vicende''. Continua Cossiga: ''Comprendo tutta la gravita' di quanto sta avvenendo negli uffici giudiziari, o per essere piu' esatti, negli uffici delle Procure della Calabria e di Salerno: una 'guerra' che da un certo punto di vista e' una garanzia per gli spazi di liberta' dei cittadini!Certo -avverte- cio' puo' avvenire solo in Italia a causa della 'Repubblica dei procuratori': non in Francia, negli Stati Uniti, nel Bund e nei Lander germanici, poiche' in quei Paesi le procure sono gerarchizzate e vi e' un Procuratore Generale che mantiene l'ordine! Ma in Italia non e' cosi'! E i magistrati inquirenti hanno lo stesso status dei magistrati giudicanti''. (Pol/Pn/Adnkronos) 04-DIC-08 18:57

CATANZARO: BERLUSCONI, CREDO CHE CSM INTERVERRA'


Roma, 4 dic. (Adnkronos) - ''Credo che il Csm si appresti a intervenire, perche' sono cose che non dovrebbero accadere''. Cosi', durante la presentazione del logo del G8 alla Maddalena, il premier Silvio Berlusconi risponde a una domanda sulla guerra delle Procure tra Catanzaro e Salerno e sulla preoccupazione espressa dal capo dello Stato sul caso De Magistris. (Leb/Gs/Adnkronos) 04-DIC-08 18:24

CATANZARO: VELTRONI, BENE INIZIATIVA NAPOLITANO SOLIDALI CON MANCINO

Roma, 4 dic. - (Adnkronos) - ''Intendo manifestare piena solidarieta' e stima al vicepresidente del Csm Nicola Mancino, che ha svolto e svolge il suo alto e difficile incarico con equilibrio e senso delle istituzioni, in questo momento in cui e' oggetto di una fuga di notizie incontrollata e priva di qualsiasi riscontro. L'autorita' giudiziaria svolga fino in fondo il suo lavoro ma lo faccia con equilibrio e in modo da salvaguardare la segretezza delle indagini impedendo cosi' la delegittimazione dell'operato delle persone, delle istituzioni e anche della magistratura. E va sottolineata l'importante solidarieta' giunta al vicepresidente Mancino dall'intero Csm". Lo dice il segretario del Pd Walter Veltroni. "Per tutti questi motivi -aggiunge- appare importante e positiva l'iniziativa assunta dal presidente Napoletano, che ha chiesto chiarimenti alla Corte d'Appello di Salerno. Questo al fine di garantire, come e' nei suoi compiti istituzionali, il regolare funzionamento dell'attivita' giudiziaria oggi messo in forse e la totale trasparenza e correttezza delle iniziative della magistratura, specie in presenza di atti d'indagine che presentano, come dice il Quirinale, 'aspetti di eccezionalita', con rilevanti implicazioni di carattere istituzionale'". (Red-Pol/Pn/Adnkronos) 04-DIC-08 17:32

CATANZARO: CASTELLI, NAPOLITANO FERMI GUERRA PER BANDE

Roma, 4 nov. - (Adnkronos) - "Il presidente Napolitano fermi immediatamente quella che rischia di diventare una guerra per bande. A prescindere da chi abbia ragione, e' evidente che l'unica considerazione da fare e' che la magistratura calabrese va profondamente rinnovata''. Lo dice il senatore della Lega Robero Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture ed ex ministro della Giustizia. (Red-Pol/Pn/Adnkronos) 04-DIC-08 17:01

E' iniziata la strumentalizzazione ...
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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:24:30, in Magistratura, linkato 986 volte)

De Magistris: i magistrati di Salerno e Catanzaro dal Csm


5 DICEMBRE 2008

Il Consiglio superiore della magistratura ha convocato per domani i responsabili dei due uffici protagonisti dello scontro tra procure sulle inchieste "Why Not" e "Poseidone" condotte in merito a ipotesi di truffe all'Ue e a fondi per l'ambiente in Calabria da De Magistris, il magistrato trasferito e censurato in gennaio dallo stesso Csm.
Saladino, principale indagato dell'inchiesta Why Not, ha detto di non aver mai nemmeno conosciuto Mancino, vicepresidente del consiglio superiore della magistratura.

Le audizioni dei vertici degli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro, convocati domani dal Csm, sono una «decisione autonoma» presa «d'intesa con il Capo dello Stato». Un'attività che «non interferisce» con le inchieste giudiziarie in corso. A precisarlo è il vicepresidente dell'organo di autogoverno della magistratura, Nicola Mancino, che stamattina ha interrotto la seduta della sezione disciplinare a Palazzo dei Marescialli proprio per decidere le iniziative da mettere in campo dopo lo scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro, seguito agli sviluppi dell'inchiesta sul caso dell'ex pm calabrese Luigi De Magistris.
La convocazione dei capi delle Corti d'appello e delle Procure di Salerno e Catanzaro è stata «una decisione autonoma, d'intesa - spiega Mancino - con il Capo dello Stato». «L'indagine deve essere approfondita all'interno della delimitazione delle nostre competenze, che non interferiscono con quelle degli uffici giudiziari». Mancino non si sbilancia sui tempi dell'inchiesta del Csm: «Siamo solo all'inizio», si limita ad osservare.

Il Sole 24 ore
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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:27:50, in Politica, linkato 983 volte)
GIUSTIZIA: ALFANO, ACCERTAMENTI PRELIMINARI SU PROCURA SALERNO

 (ASCA) - Roma, 3 dic - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, in data odierna, con riferimento a una nota del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Catanzaro del 2 dicembre, con la quale si segnalavano le perquisizioni e i sequestri eseguiti dalla Procura della Repubblica di Salerno - in merito ai procedimenti cosiddetti ''Why not'' e ''Poseidone'' - ha disposto, tramite l'Ispettorato Generale, accertamenti preliminari, chiedendo al Procuratore generale di Salerno di acquisire ogni utile dato conoscitivo. Questo al fine di verificare, all'esito, l'eventuale sussistenza di condotte rilevanti sotto il profilo disciplinare. red/mcc/lv


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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:29:33, in Politica, linkato 894 volte)
GIUSTIZIA: MASTELLA, SE C'E' COMPLOTTO SU DE MAGISTRIS IO CHE DEVO DIRE?
 
(ASCA) - Roma, 3 dic - ''La mia fiducia nella giustizia e' stata messa a dura prova. Uno che come me viene archiviato da un procuratore che viene dal di fuori, da un gip che non conosco, quando non sono piu' candidato al Parlamento, non sono piu' ministro, non sono piu' nulla. Ebbene, arrivano altri magistrati che dicono che e' irregolare l'archiviazione: mi si e' scossa la mia concezione della giustizia. Io so la mia verita', io so di essere una persona perbene. A questo punto mi chiedo: ma un cittadino a chi deve credere piu'? Leggo sui giornali che ci sarebbe un complotto su De Magistris, ed io cosa dovrei dire allora?''.
E' quanto ha affermato Clemente Mastella, segretario dei Popolari-Udeur nel ''faccia a faccia'' di oggi a Radio3 Rai.
Alla domanda di tornare a fare, per ipotesi un giorno, il ministro della Giustizia, Mastella ha risposto: ''Lo rifarei, ma alle stesse condizioni: nel senso che io ho tentato di mettere d'accordo politica e magistratura, non sull'idea di una strana connivenza, di stabilire che i politici andavano esentati dalle colpe qualora le avessero avute. No, assolutamente no. Pero', che ci sia questo scontro costante tra potere politico e potere giudiziario, francamente questo finisce per creare problemi al cittadino''. min/min

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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:32:13, in Politica, linkato 1254 volte)
da L'Espresso

La superteste Merante: Saladino mi ha detto di aver incontrato Mancino

di Riccardo Bocca
Caterina Merante, manager della società Why not e superteste dell’inchiesta calabrese Why Not: Saladino mi ha detto almeno in tre occasioni di aver incontrato Mancino 

«Non posso esimermi dal dire che nel corso di questi anni in almeno tre occasioni Antonio Saladino ha avuto modo di riferirmi di incontri da lui avuti con Nicola Mancino, anche quando questi era presidente del Senato».

A parlare come persona informata dei fatti è Caterina Merante, manager della società Why not e superteste dell'inchiesta calabrese Why Not. Frasi che si trovano a pagina 441 del decreto di perquisizione degli uffici dei magistrati di Catanzaro, emesso dalla Procura di Salerno. A firmare l'atto, con il procuratore Luigi Apicella, sono il sostituto procuratore Dionigio Verasani e il sostituto procuratore Gabriella Nuzzi. Il loro obiettivo, nel corso dell'interrogatorio, è approfondire le caratteristiche dei presunti incontri tra l'attuale vicepresidente del Csm Mancino e l'ex presidente della Compagnia delle Opere Antonio Saladino, indagato numero uno nell'indagine del pm Luigi De Magistris. «Le costa», viene chiesto a Caterina Merante, «quali fossero i motivi degli incontri tra il senatore Mancino e il dott. Saladino?». La risposta è dettagliata: «Per quanto dettomi dallo stesso Saladino, i motivi degli incontri erano relativi alla Compagnia delle Opere, in quanto Mancino era considerato nell'ambiente della predetta Compagnia un riferimento istituzionale importante». Non solo: «Preciso», aggiunge Merante, «che di questa circostanza sono a conoscenza anche altre persone della Compagnia delle Opere». A questo punto, i magistrati chiedono a Merante se «può essere più precisa sul punto», e lei risponde direttamente con i nomi e cognomi di coloro che sarebbero al corrente della questione: «Eugenio Conforti (ex direttore della Compagnia delle Opere), mio marito Arturo Zannelli (ex direttore della Compagnia delle Opere), credo Giancarlo Franzé (ex socio della Why not- ex presidente della Compagnia delle Opere)».

La gravità di tali dichiarazioni è evidente. Ancor più al termine di una giornata in cui l'imprenditore Antonio Saladino ha dichiarato di avere avuto «rapporti con moltissimi rappresentanti delle Istituzioni, ma esclusivamente per fini leciti e collegati alla mia attività lavorativa». Aggiungendo: «Di sicuro non ricordo di avere mai conosciuto o avuto rapporti con l'onorevole Mancino». Una dichiarazione che è stata accolta con soddisfazione dal viceprensidente del Csm, il quale ha commentato: «Saladino dice la verità. Qualche volta la dice anche chi è sottoposto a indagini». Quanto a Caterina Merante, Mancino ha dichiarato: «Questa signora non la conosco, non so chi sia e in ogni caso Saladino dice una cosa diversa».
(05 dicembre 2008)
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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:36:38, in Politica, linkato 1137 volte)

Gli atti - l'inchiesta dei pm di salerno

Saladino, spunta l'agenda
con i nomi dei politici

La testimone: «In almeno tre occasioni Antonio mi parlò di incontri avuti con Mancino»


Il pm Luigi De Magistris (Ansa)
ROMA — Stavolta a dirlo sono le carte della procura di Salerno e le agende di Antonio Saladino. Luigi De Magistris aveva puntato le indagini verso un intreccio potente di interessi. Un grumo di affari, potere, amicizie eccellenti che metteva d'accordo politici di maggioranza e opposizione, magistrati e imprenditori contigui alla mafia, generali e vescovi con l'aiuto di raffinati tessitori. Per questo le sue inchieste «Why Not», «Poseidone » e «Toghe Lucane» dovevano essere sottratte a lui, frantumate e disperse.

Le accuse
L'inchiesta che scuote il mondo politico e istituzionale fino al Colle riparte da lì. Dalle accuse del magistrato, nel frattempo spogliato delle indagini e trasferito a Napoli. Poi ripercorre il filo delle sue inchieste che si incentrano sulla figura di Antonio Saladino, «punto apicale di Cl e della Compagnia delle Opere della Calabria». E tra i vorticosi contatti spunta il nome del vicepresidente del Csm, che ha sempre sostenuto di aver incontrato Saladino una sola volta nell'85, presentatogli da un giovane candidato alle elezioni. C'è la telefonata «di ben 183 secondi » partita dall'utenza di Mancino e giunta a Saladino, che l'ex presidente del Senato ha precisato venne compiuta da un suo collaboratore. Ma di lui parla anche Caterina Merante, socia di Saladino: la testimone dalla quale è scaturita tutta l'indagine. «Nel corso di questi anni in almeno tre occasioni Antonio Saladino ha avuto modo di riferirmi di incontri da lui avuti con Nicola Mancino, anche quando era presidente del Senato».

Le agende di Saladino
Il 26 febbraio 2008 De Magistris ricostruisce la rete di relazioni di Saladino attraverso la consultazione delle agende che lui stesso aveva sequestrato durante una perquisizione all'indagato. Le agende sono poi state trasmesse alla procura di Salerno. Dagli appuntamenti emerge un quadro molto più ramificato di quanto si era pensato ai tempi dell'indagine su Prodi quando spuntarono i nomi del senatore di Forza Italia Pittelli, di Luigi Bisignani, del generale della GdF Poletti. Saladino aveva rapporti bipartisan. Si va da «La Torre, numero progressivo 04, credo esponente ds molto vicino all'on. D'Alema». Interessante per il pm l'incontro La Torre e Valerio Carducci «collegamento del Saladino con gli ambienti politici romani». Al numero 07 «il generale della Guardia di Finanza Adinolfi. Sul quale — riferisce De Magistris — stavamo concentrando l'attenzione proprio quando è intervenuta l'avocazione». Al numero 09 il nominativo «ritengo, dell'onorevole Minniti». Poi vicino a quello di Carducci. Il 12 luglio appuntamento con Mastella. E un «incontro con un vescovo». Il 26 ottobre «riferimento all'ex ministro dell'Interno Pisanu, all'europarlamentare Sandro Gozi (vicino a Prodi). Nelle agende anche i nomi dei «coniugi Bassolino» (n.85). Il fratello dell'ex ministro Antonio Marzano (96). E dell'attuale ministro Renato Brunetta. Al numero 115 si annota: «Carducci da Corrias/ Alemanno; Pisanu Angelo X Ancitel; Poletti».

I politici
Nello svolgimento delle indagini emergono molti altri politici contattati da Saladino. Si va dall'ex segretario ds Nicola Adamo a Francesco Rutelli, ai presidenti della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti e Agazio Loiero, ai quali Saladino promette voti. De Magistris parla anche della società Tesi, «riconducibile alla moglie dell'ex segretario Ds» che aveva avuto commesse nell'informatica, nella sanità e nell'ambiente. In essa figurano «rappresentanti di quasi tutti i partiti politici. Dalle sinistre «alla famiglia Abramo, Sergio già sindaco di Forza Italia, Why not, riconducibile all'epoca a Saladino il quale aveva rapporti di affari stretti e intensi con la cosiddetta Loggia di San Marino e gli ambienti molto vicini al presidente del Consiglio Prodi».
A far scalpore sono però soprattutto le accuse di De Magistris ai colleghi. Non ha risparmiato nessuno. Rammaricandosi anche per il mancato intervento del presidente della Repubblica «un intervento che avevo auspicato pubblicamente». Nelle 1800 pagine di decreto di perquisizione e sequestro, le accuse sono tutte nero su bianco.

Contro i colleghi
Il 12 novembre 2007 De Magistris accusa i colleghi: «Togliendomi Poseidone mi hanno voluto lanciare un messaggio per cercare di fermarmi perché ancora non sapevano ancora del livello che avevano raggiunto Toghe Lucane e Why Not».
Per questo «hanno dovuto accelerare la mia richiesta di trasferimento cautelare e qui si innestano poi, evidentemente, anche delle sinergie istituzionali perché è ovviamente inquietante il silenzio istituzionale sulla vicenda, per esempio, del trasferimento cautelare e in qualche modo il coinvolgimento di Prodi e Mastella (indagati da De Magistris ndr)... Io credo che non si sia mai visto che un Ministro della Giustizia chieda il trasferimento cautelare di un magistrato che indaga sul Presidente del Consiglio di cui lui è ministro e che regge in modo determinante la maggioranza che è un po' fragile e soprattutto che chiede il trasferimento di chi sta lavorando in qualche modo su di lui... e il ministro Mastella lo sapeva benissimo, intercettazioni che lo riguardavano direttamente... quindi vuol dire che necessariamente si è disposti anche a mettere sul tappeto il rischio di una rottura istituzionale sui rapporti tra esecutivo e Magistratura o anche una rivolta dell'opinione pubblica o dei magistrati a fronte di un atto così grave...».

I legami d'affari
Il pm De Magistris denuncia anche legami di tipo affaristico che si consolidano attraverso la costituzione dell'Istituto per il turismo del Sud e la nuova Merchant spa con il supporto della Banca Nuova Spa con sede in Palermo. «È questo il caso della Free foundation for research on european economy».

Virginia Piccolillo
Corriere Sera 05 dicembre 2008

RISSA TRA PROCURE

Caso De Magistris

Csm convoca i pm di Salerno e Catanzaro

Saranno ascoltati i magistrati dei due uffici protagonisti dello scontro. Le reazioni politiche

Luigi de Magistris (Ansa)
Luigi de Magistris (Ansa)
ROMA - Il Consiglio superiore della magistratura ha convocato per i capi di Corte e i procuratori di Salerno e Catanzaro. La decisione di ascoltare i magistrati dei due uffici protagonisti dello scontro è stata presa dalla I commissione di Palazzo dei Marescialli riunita in seduta straordinaria.

LE AUDIZIONI - Inizierà già sabato mattina l'istruttoria della prima commissione del Csm sul caso De Magistris. Dalle 10 in poi, infatti, saranno sentiti in audizione davanti alla Prima Commissione i procuratori generali, i presidenti di Corte e i procuratori della Repubblica di Catanzaro e Salerno. La commissione, dunque, ascolterà i pg Lucio Di Pietro ed Enzo Iannelli, nonché i presidenti di corte Matteo Casale (vicario a Salerno) e Pietro Sirena. Nel pomeriggio poi, saranno sentiti i procuratori capo Apicella e Lombardo.

ALFANO MANDA ISPETTORI ANCHE A CATANZARO - «L'unica soluzione - secondo Angelino Alfano - è fare immediatamente delle riforme che pongano una nuova fase per la giustizia italiana. Intanto - ha aggiunto il ministro della Giustizia - ho inviato gli ispettori per accertamenti preliminari a Catanzaro, così come avevo fatto a Salerno».

IL PROCURATORE: «NON È UNA GUERRA» - «Questa non è una guerra» ha detto il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, sulle ultime vicende relative ai sequestri degli atti delle richieste Why Not e Poseidone. «Le guerre si fanno in Iraq - ha aggiunto - mentre in Italia ci sono regole che vanno rispettate. Questo non significa che c'è un conflitto. Noi abbiamo controbattuto un provvedimento che era destabilizzante delle istituzioni. Se non avessimo agito in tal modo, nel rispetto del diritto, avremmo commesso una sorta di violazione».

BOCCHINO - E sulla vicenda non mancano di certo le reazioni politiche. «L'atto eccezionale del Presidente Napolitano è la spia che una riforma della giustizia condivisa da politici e toghe è ormai ineluttabile e non più rinviabile». Lo afferma Italo Bocchino del Pdl. «Al di là delle responsabilità dei singoli e delle ragioni della procura di Salerno o di quella di Catanzaro - spiega - emerge un clima di diffidenza reciproca all'interno di settori della magistratura e tra il potere giudiziario e quello politico. Tale situazione rende non rinviabile un profondo processo di riforme che non deve assolutamente diventare una resa dei conti della politica con i giudici, ma che deve stabilire in maniera chiara i confini tra potere politico e potere giudiziario, accelerare i processi e garantire la certezza della pena».

D’ALEMA: «SERVE RIFORMA GIUSTIZIA» - La vicenda De Magistris «ci dimostra che il problema della giustizia è arrivato ad un punto allarmante e che il rischio che i cittadini perdano fiducia è altissimo» perciò «servirebbe una riforma delle Istituzioni che comprenda quella della giustizia». Lo ha detto Massimo D’Alema durante il seminario promosso da Red, «Le riforme della speranza», giornata di studio per ricordare tre grandi riforme varate nel 1978. Secondo D’Alema «il tema di una riforma della giustizia non riguarda solo i rapporti con la politica ma il rapporto con i cittadini», questa riforma dovrebbe a suo avviso rientrare «in una grande riforma istituzionale accompagnata da una nuova legge elettorale».

CASINI E DI PIETRO - Per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini: «È una guerra di bande nella magistratura. Apprezzo - ha aggiunto Casini - il presidente Napolitano, che ha fatto sentire la voce delle istituzioni. Serve una riforma della giustizia e di questo devono prenderne atto tutti. L'unico che non lo capisce è l'on. Di Pietro perché lui è affezionato ad un'idea della magistratura che sta producendo il caso calabrese». E proprio Antonio Di Pietro precisa sul suo sito: «Con Saladino ci sono stati - sottolinea l'ex pm - solo incontri elettorali, senza alcun altro fine. E allora ribadisco che estremamente necessario ricostruire fatti e rapporti di persone citate nell'inchiesta. Chi, come me, non ha nulla da nascondere non può che auspicare che «why not» vada avanti. Anzi, buon senso vorrebbe che a proseguire le indagini fosse proprio De Magistris, il magistrato che, avendo iniziato l'indagine, conosce a menadito tutte le carte e ogni risvolto processuale».


05 dicembre 2008

Caso De Magistris, si muove il Csm convocati i pm di Salerno e Catanzaro

19:20   CRONACHE Saranno ascoltati i magistrati protagonisti dello scontro che avvelena la magistratura. Il Guardasigilli Alfano dispone altre ispezioni. D'Alema: crisi drammatica, urgente riforma 

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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:46:53, in Magistratura, linkato 1026 volte)
De Magistris: nessuna documentazione a Napoli

Al momento nessun atto relativo al sequestro della documentazione dell'inchiesta Why Not è stato trasmesso dalla procura di Catanzaro a quella di Napoli, che è l'ufficio competente ad indagare nei confronti dei magistrati del distretto di Salerno. A quanto si è appreso, neppure in via informale fino al tardo pomeriggio tale eventuale iniziativa è stata annunciata al procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore.

Fonti della procura partenopea fanno sapere che in ogni caso, dal momento che risulta in questa vicenda come il giudice Luigi De Magistrisparte offesa e denunciante, il procedimento verrebbe immediatamente trasferito a Roma: De Magistris infatti é in servizio al Tribunale del Riesame di Napoli, e l'autorità giudiziaria della capitale è competente per i casi in cui figurano, in qualità di parte lesa o indagati, i magistrati del distretto di Napoli.

Tele Reggio Calabria

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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:53:29, in Politica, linkato 1116 volte)
De Magistris, Csm: "Affronteremo di petto il Caso"

Il Csm intende "affrontare di petto" e "nel più breve tempo possibile" la guerra tra le procure di Salerno e Catanzaro. Lo assicura il consigliere Dino Petralia (Movimento per la Giustizia) che oggi ha presieduto la riunione della Prima Commissione che ha convocato le audizioni dei magistrati di quegli uffici giudiziari.

"Il Csm interviene con tutta l'immediatezza di cui dispone. Una seduta straordinaria della Prima convocata ad horas ha fissato un calendario di audizioni da un giorno all'altro- dice Petralia- Domani infatti la Commissione affronterà di petto i caso Salerno-Catanzaro con le audizioni dei capi di Corte e dei procuratori interessati".

Lo scopo dichiarato "non è solo fare chiarezza, ma farlo nel più breve tempo possibile, anche a costo del sacrificio di incombenze ordinarie e anche urgenti che nascono dalla stragrande maggioranza dei magistrati".

Tele Reggio Calabria
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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:58:48, in Magistratura, linkato 1289 volte)
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