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 ... by Nakamura Daizaburo... di Admin
 
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Io non posso nascondere reati.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Un bel progetto, già attivo in parte per la verbalizzazione del processo civile. La cosa di grande interesse nel settore penale è che la macchina (computer e software) o meglio l'algoritmo che la anima è in grado di percepire anche le alterazioni della voce. Rammentate gli interrogatori degli androidi in Blade Runner? Le future applicazioni di queste tecnologie potranno aiutare gli inquirenti a rilevare il comportamento dell'interrogato, ed a stabilire se egli menta oppure no, ma senza avere l'invasività delle tecnologie precedenti. L.M.

Verbalizzare i processi penali, a Brindisi

la presentazione di un'idea innovativa

Saranno resi noti domani in tribunale i risultati della sperimentazione dell'azienda pugliese Cedat 85


BRINDISI - Un metodo innovativo per verbalizzare i processi penali. Saranno presentati il 18 novembre nel tribunale di Brindisi i risultati della sperimentazione condotta dall’azienda brindisina Cedat 85 Giovedì 18 novembre alle 16 nell'aula Falcone Borsellino del tribunale di Brindisi, saranno presentati i primi risultati della sperimentazione promossa dal Ministero della Giustizia presso i tribunali di Roma, Milano Torino e appunto Brindisi, sotto il coordinamento della Fondazione Ugo Bordoni di Roma. Si tratta della sperimentazione di nuovi strumenti tecnologici con lo scopo di riprogettare e migliorare l’attuale sistema di verbalizzazione del processo penale.

La sperimentazione – che ha avuto inizio lo scorso 15 settembre e terminerà il prossimo 3 dicembre – vede il Tribunale di Brindisi in prima fila nel dare il proprio contributo al raggiungimento degli obiettivi posti dal Ministero della Giustizia ed essenzialmente volti a migliorare il servizio di verbalizzazione del processo penale e a ridurne i costi. Una delle quattro aziende italiane che hanno partecipato al progetto è la Cedat 85, azienda brindisina nata a San Vito dei Normanni ormai 25 anni fa, da tempo operante a livello nazionale, con sede principale a Roma, nel settore del trattamento del linguaggio (Language Technologies) anche con strumenti automatici di ultima generazione.

Si tratta di una soluzione innovativa che consente di ottimizzare la procedura di lavorazione e di produrre quello che viene definito «il verbale multimediale»: un testo, che è frutto della trascrizione di quanto viene detto nel corso dell’udienza grazie a un sistema di riconoscimento automatico del parlato spontaneo, e che rimane legato in una simbiosi indissolubile con l’audio cui si riferisce. Il tutto per la sostanziale eliminazione del possibile errore causato dall’intermediazione umana.

Redazione online
17 novembre 2010
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Di Loredana Morandi (del 22/11/2010 @ 13:44:35, in Sindacato, linkato 1315 volte)
INFORMAZIONE:FLAMMINII MINUTO,
SU DIRITTO RIPARTIRE TUTTI DA ZERO


(AGI) - Roma, 17 nov. - Per riportare il sereno nell’informazione “dovremmo ripartire da zero. Il problema riguarda noi, la nostra societa’, gli strumenti a disposizione”. E innanzi tutto “bisogna allentare questa morsa di illiberalita’” che avvolge un pezzo per volta l’informazione. Lo ha detto l’avvocato Oreste Flamminii Minuto intervenendo oggi al convegno promosso dalla Fnsi su tema “Liberta’ d’informazione. Quanto costa e a chi? Diffamazione, risarcimento del danno, liti temerarie: un’altra forma di bavaglio”.

Un intervento che e’ suonato subito come una replica diretta al presidente dell’associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, che l’aveva preceduto e sostenuto tra l’altro che tra giornalisti e magistrati “e’ necessario un sano rapporto dialettico”, visto anche che “le critiche fatte sul reato di diffamazione finiscono con il coinvolgere i magistrati”, e che ognuno - Parlamento, stampa, magistratura - si assuma la propria responsabilita’, e comunque il giornalista a sua volta “deve riconoscere quello che non ha funzionato”, oltre che individuare la giusta linea di demarcazione nel gestire da una parte la liberta’ di stampa e dall’altra difendere l’onore di persone offese.

Flamminii Minuto ha avanzato due proposte. La prima e’ che venga attivato un centro di consulenze che avanzi suggerimenti a Parlamento e partiti la seconda, “visto che l’Anm ha sostenuto la vicinanza ai giornalisti - e non potrebbe essere diversamente in uno Stato democratico -, sarebbe disponibile a rendere pubbliche le sentenze e le motivazioni” dei processi ai giornalisti? E vediamo cosi’ chi si deve vergognare”. L’avvocato ha parlato anche di “difetto di struttura di giurisdizione”, rilevando pero’ che “gli stessi avvocati a volte ne approfittano”. (AGI) Vic


ANSA/INFORMAZIONE:GABANELLI,
CAUSE PESANO SU NOSTRO LAVORO AL 70%

SIDDI, BATTAGLIA CIVILE PER LIBERTA’;
FIEG, E’ RATING DEMOCRAZIA


(di Titti Santamato) (ANSA) - ROMA, 17 NOV - “Il vero problema della libertà di stampa è un problema che riguarda il diritto, non il politico di turno. Serve trovare uno strumento giuridico che limiti le cause di risarcimento. Per quel che mi riguarda pesano al 70% sul nostro lavoro”. Questa la testimonianza di Milena Gabanelli al convegno organizzato dalla Federazione nazionale della stampa a Roma, dal titolo ‘Liberta’ d’informazione quanto costa e a chì.

Un dibattito al quale, oltre alla conduttrice di Report, programma simbolo del giornalismo ‘piu’ espostò, hanno dato il loro contributo i presidenti della Federazione degli editori e dell’Associazione nazionale magistrati, Carlo Malinconico e Luca Palamara, ma anche Guido Columba, presidente dell’Unione nazionale cronisti e l’avvocato Oreste Flammini Minutolo. A fare gli onori di casa Franco Siddi e Roberto Natale, segretario e presidente Fnsi.

“Oramai quando ci arriva una querela io stappo una bottiglia, perché oramai non ci querela più nessuno - ha detto ironicamente la Gabanelli -. Ci sono solo cause civili di risarcimento: si sta a bagnomaria per anni sottraendo tempo al lavoro, al diritto dei cittadini a essere informati e soldi all’azienda. Se sei un piccolo editore non ce la fai. In 13 anni di vita di Report - ha aggiunto - abbiamo accumulato cause civili insostenibili da un punto di vista fisico. E posso dire con certezza cha la maggior parte di queste sono intimidatorie, non hanno fondamento”. La giornalista ha poi spiegato che non chiede “nessuna immunità ma che, prima di infilarsi in una causa lunga, ci sia un filtro, un magistrato che valuti”, e ha citato il diritto anglosassone dove “le cause pretestuose sono condannate con sanzioni esemplari”. La Gabanelli ha poi portato l’esempio della prossima puntata di Report, che si occuperà di Finmeccanica: “Tutti i soggetti coinvolti nell’inchiesta sono stati contattati - ha detto - ma ci hanno risposto attraverso i legali che vedranno la trasmissione e poi eventualmente si rivarranno”.

“Ogni volta che i centri di potere sono toccati da notizie vere reagiscono con azioni che intimidiscono e puniscono chi si sta occupando di questi fatti e non c’é sempre la forza o la base economica per resistere - ha osservato Siddi -. In questi anni abbiamo subito molti attacchi e proposte di legge portate a estreme conseguenze, fino all’introduzione di bavagli. Occorre pensare a nuove norme, anche rivedere la legge sulla stampa, bisogna riflettere sulla funzione del giornalismo in un paese civile. Dobbiamo essere forti noi, i nostri direttori e i nostri editori”.

“Io credo nell’autoregolamentazione dei giornalisti - dice, chiamato in causa, Malinconico della Fieg - perché se non c’é disciplina di autoregolamentazione c’é il rischio che venga posta dall’esterno. La nostra percezione è che la libertà di stampa ci sia ma c’é anche il timore dell’affermarsi di interventi come la legge sulle intercettazioni: bisogna evitare che l’editore sia chiamato a fare opera di censura preventiva. Valori come la libertà di stampa sono un rating della democrazia”.

“Anch’io credo nell’autoregolamentazione - sottolinea Palamara - e credo anche nella necessità che ciascuno nei suoi ambiti, giornalista, magistratura, Parlamento, debba assumersi le sue responsabilità. Sulla diffamazione l’Anm può svolgere un ruolo di sensibilizzazione culturale come ha fatto per la legge sulle intercettazioni”. (ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 22/11/2010 @ 13:31:20, in Osservatorio Famiglia, linkato 1176 volte)
In Italia la stima si aggira intorno ai 10 milioni di utenti, tra coloro che trascorrono almeno una mezz'ora al giorno su Facebook. Gli utenti sono soprattutto uomini tra i 18 e i 45 anni. L.M.

INTERNET: USA;

AIR FORCE AVVISA TRUPPE,
EVITATE FACEBOOK

(ANSA) - NEW YORK, 18 NOV - L’ Aeronautica militare americanea ha diffuso una circolare interna ai suoi comandanti avvertendoli di limitare tra le truppe l’utilizzo di Facebook o di altri social network similari. Il loro utilizzo, dice, potrebbe consentire al nemico di rivelare esattamente la loro posizione sul terreno, esponendoli dunque a rischi. Lo riportano oggi alcuni siti americani, precisando che l’avviso è stato pubblicato dall’Air Force all’inizio del mese, ed è stato successivamente inviato ai comandanti. L’Aeronautica militare avvisa che “l’uso disattento di questi siti può avere effetti devastanti sulla sicurezza delle operazioni, oltre che implicazioni sulla privacy”. Per questo i comandanti sono stati invitati a istruire le truppe al riguardo: siano consapevoli che attraverso Facebook è possibile localizzare in modo esatto dove si trova la persona in quel momento collegata, e che ciò potrebbe comportare seri rischi alla sicurezza di operazioni in corso. (ANSA).


FRANCIA: CAPO POLIZIA AD AGENTI,
OCCHIO A FACEBOOK

‘SOCIAL NETWORK METTE A RISCHIO NOSTRA REPUTAZIONE’

PARIGI, 19 NOV - Non siate troppo disinvolti nell’utilizzare Facebook, il celebre social network che ha conquistato il mondo: questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dal capo della polizia francese, Frederic Pechenard, in una nota interna inviata a tutti gli agenti di Francia, secondo quanto si legge sul sito internet del quotidiano Le Figaro. Nella missiva, Pechenard osserva che “numerosi poliziotti” sono iscritti al social network. In particolare, secondo le statistiche di Facebook, tra gli utenti francesi sono circa un migliaio a dichiarare di appartenere alla polizia o alla gendarmeria. E alcuni di essi risultano essere troppo chiacchieroni, magari rivelando alcuni “dettagli della loro vita personale o professionale”, ammonisce il capo della polizia, ricordando a tutti gli agenti che ogni violazione delle regole della deontologia può comportare conseguenze “penali e disciplinari”. Le informazioni pubblicate su Facebook, prosegue, possono infatti “esporre gli interessati ad eventuali azioni criminali” o “pregiudicare” la loro “reputazione” e quella della polizia in generale. L’anno scorso, un agente che non aveva espresso su Facebook la sua passione per le botte, dicendosi apertamente di “estrema destra”, è stato sospeso per un mese dalla polizia. Ma anche all’estero le forze dell’ordine si confrontano agli stessi problemi. Il capo della polizia londinese, già nel 2008, si scagliò duramente contro gli agenti che pubblicavano foto di incidenti automobilistici sui social network, commentandoli in modo divertito. Mentre in Belgio sono state chieste spiegazioni a un poliziotto che pubblicava sul web le foto dei suoi interrogatori. Per l’aeronautica militare Usa, un “uso imprudente” dei social network può avere “conseguenze devastanti sulla sicurezza delle operazioni e sulla vita privata”.


INTERNET: AUSTRALIA; CRIMINOLOGI,
RETI SOCIALI ‘MANNA’ PER FRODI

(ANSA) - SYDNEY, 19 OTT - I siti web di interazione sociale come Facebook, Twitter e MySpace costituiscono vere e proprie miniere di informazioni di cui i cyber-criminali si servono per rubare l’identità delle loro vittime. L’avvertimento viene dal presidente della Commissione australiana anticrimine John Lawler, intervenuto a una conferenza internazionale su crimine in corso a Melbourne, a cui partecipano esponenti dell’Fbi, dell’Ufficio droga e crimine dell’Onu e dell’Agenzia britannica per i crimine organizzato. “I giovani spesso costruiscono profili online che includono interessi, relazioni, piani di viaggio e storie di vita. I criminali possono estrarre queste informazioni per ottenere credito con la frode”, ha detto Lawler. “Spesso le vittime non sporgono denuncia alle autorità ma si limitano a riportare i fatti ai gestori dei siti. Questo ci priva di una quantità enorme di informazioni sui delitti informatici. Il mio appello é semplice: denunciate le frodi alla polizia”, ha aggiunto. All’ordine del giorno della conferenza oltre 40 argomenti, fra cui analisi di organizzazioni criminali come le mafie italiane e russe, i cartelli colombiani e le triadi cinesi, il traffico di persone, il nesso fra crimine organizzato e terrorismo, la condivisione di informazioni e la lotta alla corruzione. (ANSA)
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Di Loredana Morandi (del 22/11/2010 @ 05:59:32, in Indagini, linkato 1314 volte)

Cartoon su Facebook:
un monito antibufala
alla antibufala poco corretta



(***)  Ritorno in argomento per chiarire alcuni punti sul flame innestato su Facebook dalla questione Cartoni animati. Dico già che mi son presa la briga di telefonare all'autore della pagina CheckBlackList, che in un suo scritto ha correttamente evidenziato la potenziale violazione del copyright di tale operazione di viral marketing.

E fin qui è ok, ma sulla questione pedofili in rete l'autore di checkblacklist ha scritto un commento estremamente superficiale. Un consulente informatico, come lo è il pur ottimo Claudio Cerroni di Hunch.it,  NON è MAI competente su argomenti di grave allarme sociale come la Pedofilia in rete, neppure e forse soprattutto quando la consulenza è allargata al marketing.

Altri invece, già patrocinanti clamorose sviste equiparabili ad insuccessi, dovrebbero fare più attenzione a quello che dichiarano. Mi riferisco al circuito Protezione Account, che ricomprende anche Facebook Inside e altre pagine, che pur diede un contributo sensibile al furto subito da Franceschetti ereditando, di fatto, il pacchetto dei 27.000 utenti del gruppo a favore delle cellule staminali restituito dopo un mese intero di "sequestro" al legittimo proprietario.

Perché parlo di insuccessi, allora? Perché evidentemente gli autori del circuito Protezione Account intrattengono con i loro utenti un rapporto superficiale, caratterizzato dal mero elemento di calcolo sul campione di popolazione interessato a questa o quella notizia. Anche se la notizia stessa è gestita decorosamente, come nel caso delle staminali, gruppo cui io sono iscritta da allora.

Superficiale. Così è per la pagina "giustizialista" del circuito, ispirata alle Forze dell'Ordine, se l'autore non è in grado di rilevare l'elemento rischio nella operazione di viralmarketing proposta in Italia dalla agenzia fotografica per modelle PhotoLab di Quartu, per la firma di Daniele Ugone, anche suggerendo loro una adeguata ponderatezza nell'agire come ho fatto io.

Superficiale per chi, come me, ha appena finito il giro per stampare e salvare in immagine e html tutte le pagine e i profili, che sta monitorando per necessità e a seguito di gravissime minacce. 25 mesi di stalking  ai miei danni, cui corrispondono circa 15 mesi di adescamento telematico ai danni della utenza minorile di Facebook.

Loro, i pedofili, la foto con i cartoon ce l'hanno - T U T T I - e quelli che non l'avevano l'han messa per l'occasione. Ma per capire dovreste vedere Topolino, Pippo & Co. con tutti i Sette Nani e anche Biancaneve con i coniglietti e Cenerentola con i topolini fare adescamento sulle pagine web di Facebook gestite da minori.  Così per la Walt Disney, tra gli ultra cinquantenni, e vi risparmio i trentenni e l'elenco degli Anime e dei Manga giapponesi.
 
L'esempio di superficialità del non vedere il rischio calzante nei ragazzi di Protezione Account è proprio il caso Sergio Murolo, un detenuto agli arresti domiciliari con divieto assoluto di avere contatti con minori, cioè sotto misura cautelare per le violenze sessuali perpetrate ai danni dei minori suoi figli, sdoganato attraverso la catena di sant'antonio degli account tra altre centinaia di persone. E per gestirle tutte Sergio Murolo aveva ben 3 account "ufficiali", con nome e cognome.

Nel caso Sergio Murolo, Protezione Account non poté quindi affatto essere una reale "protezione delle persone", perché quell'account con la foto di Sergio detenuto fu proprio il primo, che richiedeva l'amicizia a seguito della   segnalazione dei ritorni dagli account disabilitati.

Si, siamo stati usati. Alcuni sono stati usati, ma non tutti. Io mi interesso da anni di vertenze sindacali della magistratura e dei lavoratori del comparto giustizia, ma evidentemente non avevo mai visto una divisa da carcerato italiana. Altri invece, specie le associazioni a favore dei detenuti, non possono neppur dichiarare di non conoscerle come dicevamo con il Nicola Trisciuolo del movimento cattolico Uomo Nuovo.

Tra gli autori di Protezione Account addirittura non c'è neppure un avvocato, e per questo non ritengo appropriato assegnar loro una qualsiasi credibilità in merito al cosa fanno e al cosa non fanno le aggregazioni di pedofili su Facebook.

La richiesta di "aiuto" proveniente da Sabrina Misseri risulta ancor oggi  tra i loro "post più letti", un falso mediatico accettato senza possibilità di verifica che invitava l'utenza a "cercare Sarah", mentre il suo povero corpo di bambina già marciva in una tomba d'acqua.

Un caso quello di Avetrana, che durante l'intera pantomima su Facebook mi ha provocato una vera e propria repulsione, inducendomi a darne la notizia per ultima in Italia. I miei timori, certo.  E le minacce ai miei figli, nelle stesse date in cui Sergio Murolo subiva l'arresto pubblicato dalla stampa per l'ordinanza di Cassazione e in concomitanza con la data di un convegno della ANM cui ho partecipato comunque. Sicuro! Ma anche la consapevolezza viscerale, conclamata dai fatti, di una pesante strumentalizzazione in corso.

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Io sono stata una vittima "desiderata" e "pre-ordinata" di Sergio Murolo, lo dichiarano platealmente le sue frequentazioni non solo telematiche con Cagliari, patria di SessoChannel e Pirate Bay. Un napoletano con due condanne per reati di pedofilia e la misura cautelare degli arresti domiciliari con espresso divieto di frequentare minori è stato solo "braccia da lavoro criminale", una volta messo a capo della pagina Facebook del commerciante in servizi per il "sesso", ed ivi sobillato proprio da cagliaritani, anche orribilmente donne.

Pagine quelle denunciate da me e denunciate con Protocollo del Ministero dell'Interno Ufficio per le Relazioni con il Pubblico, cioè l'ufficio stampa del Prefetto Manganelli, quando io dovetti ricorrere all'ANSA per proteggere l'immagine di "Agente Lisa", che appariva tra le pagine preferite onde accreditare certi account.

La questione morale a Cagliari è ormai improcrastinabile, ed io provvederò al mio dovere di dar vita ad indagini ed ipotesi di reato che si concluderanno con arresti illustri, diversi dal mio singolo caso illustre di per se, a buon conto tra anni.

Ma su Facebook il caso Sergio Murolo deve insegnare a TUTTI che la presunzione di "sapienze" solo millantate è sbagliata, ed alla resa dei fatti codesti crediti millantati costituiscono un comportamento fin omertoso, che favorisce la criminalità al 100%.


A tutt'oggi nessuno ha fatto un vero mea culpa sul caso Sergio Murolo, anche sapendo che erano centinaia le persone da lui raggirate e dozzine quelle che appaiono dai tabulati telefonici della sua utenza in uscita ed in entrata, Cagliari più utenze compresa. Ciò favorisce oggi l'apologia dei suoi reati. Ma c'è di più...

Ad onor di cronaca: soltando io e Lara Cardella ne abbiamo parlato del Murolo in forma scritta, ma solo io ho avuto il coraggio di fare i nomi e di spezzare il clima omertoso intorno all'uomo. Altri invece non lo faranno mai, perché non c'erano come Marinella Saiu e perché ella è testimone di una discussione sul suo profilo  in cui io avvisavo a ragione e in forma scritta della presenza di personaggi tali e quali a Sergio Murolo (tutto salvato). Sui danneggiamenti è stampato, salvato e pubblicato: la Aliberti. E che certa gente si faccia processare!

Già visto su Facebook: i soliti gruppi del mobbing account hanno bruciato immediatamente quello di una donna coraggiosissima che fermò un pedofilo. Volete vedere che sappiamo chi sono?

E' arrivata l'ora della verità. Non tardate oltre a fare ammenda nei confronti dell'utenza.

Loredana Morandi

(***) la foto in alto è quella dell'avatar di un apologo della pedofilia.
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Se queste sono le medie europee, finalmente, l'argomento pedofilia e preti è divenuto accademico e certa gente farebbe bene a smettere di imbrattar carte ingolfando la Procura competente, con gli esposti di gente che ha 70 anni. Sono i bambini da proteggere, non i vecchi. L.M.


Pedofilia/ Consiglio d'Europa:
in Ue un bimbo su 5 subisce abusi


Autori delle molestie nel 70-85% dei casi una persona conosciuta

Roma, 20 nov. (Apcom) - Un bambino su cinque in Europa ha subito abusi sessuali. Il dato, sconvolgente, emerge da una nuova ricerca del Consiglio d'Europa che viene anticipata da "Gente", in edicola lunedì 22 novembre.

"I dati di Strasburgo - spiega il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna - prendono in esame i minori europei di 18 anni. E quando parliamo di molestie ci riferiamo a ogni forma di abuso, qualunque sia l'entità: un'attenzione 'particolare' o una violenza".

Autori delle molestie, sottolinea ancora la ricerca, nel 70-85% dei casi sono persone conosciute dalle piccole vittime, che godono della loro fiducia.

Conferma Maud de Boer Buquicchio, prima donna vice-segretario generale del Consiglio d'Europa: "Mentre diffidiamo degli estranei, il pericolo, a qualsiasi livello sociale e culturale, viene soprattutto da coloro con cui i bimbi sono in contatto, spesso addirittura in famiglia".

Per questo il 29 novembre partirà dall'Italia "Uno su cinque - Qui non si tocca", campagna di sensibilizzazione voluta dal Consiglio d'Europa e diffusa dal ministero per le Pari opportunità.

"Si rivolge alle famiglie, ma soprattutto ai più piccoli - spiega Carfagna - per invitarli a raccontare, far capire loro cosa è giusto e cosa sbagliato e che non esistono segreti 'buoni' o 'cattivi': che con i genitori si può e si deve parlare di tutto".

15:12 - CRONACA- 20 NOV 2010

La Rassegna

Pedofilia/ Consiglio d'Europa: in Ue un bimbo su 5 subisce abusi

APCOM - ‎6 ore fa‎
Roma, 20 nov. (Apcom) - Un bambino su cinque in Europa ha subito abusi sessuali. Il dato, sconvolgente, emerge da una nuova ricerca del Consiglio d'Europa ...

INFANZIA: DOMANI GIORNATA DIRITTI BAMBINO, IN UE 1 SU 5 SUBISCE ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎19/nov/2010‎
(ASCA) - Roma, 19 nov - Si celebra domani la giornata internazionale dei diritti del bambino, in occasione della convenzione Onu sui diritti dell'infanzia ...

MINORI: CONSIGLIO D'EUROPA, DIRETTIVE SU GIUSTIZIA ADEGUATA AI BAMBINI

Agenzia di Stampa Asca - ‎18/nov/2010‎
(ASCA) - Strasburgo, 18 nov - Il Comitato dei Ministri dei Consiglio d'Europa ha varato le nuove direttive sulla giustizia adattata ai bambini, dando, ...

Quando l'etoile balla per i diritti dei bambini

Giornale Radio Rai - ‎8 ore fa‎
Si celebra oggi la Giornata internazionale per l'infanzia e dell'adolescenza, nel ventunesimo anniversario della Convenzione Onu alla quale l'Italia ha ...

Un'esistenza piena di rischi

Terra - ‎12 ore fa‎
EVENTI. In corrispondenza dell'anniversario della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, si celebra oggi in tutto il mondo la ...

PARTE DA ROMA CAMPAGNA EUROPEA CONTRO ABUSI SESSUALI

IMGpress - ‎19/nov/2010‎
(19/11/2010) - Circa un bambino su cinque in Europa è vittima di abuso sessuale: questo il testo che apparirà sui 200 manifesti che il Comune di Roma ...
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Di Loredana Morandi (del 20/11/2010 @ 21:43:33, in Magistratura, linkato 1387 volte)
Procura di Genova
Lalla va in pensione
e lascia una querela


20 novembre 2010
Matteo Indice - Graziano Cetara

SETTE ANNI vissuti da equilibrista, tra le macerie las ciate dal G8 e i veleni che hanno lacerato la “sua” Procura. Ora l’addio, senza decise prese di posizione, pratica con cui non ha mai avuto grande dimestichezza. Una sola frase pronunciata al telefono, alla vigilia del suo ultimo giorno di lavoro: «Me ne vado con l’aiuto di Tremonti». Francesco Lalla, il procuratore capo di Genova, da domani in ferie e tra una settimana in pensione, non aggiunge altro.

Lascia che siano gli atti, i documenti, a parlare. E una delle carte conclusive, firmate in queste settimane di bilanci e strette di mano, rischia d’essere una delle più clamorose: una denuncia per diffamazione contro un altro giudice. Non uno tra i tanti, ma un personaggio noto e per certi versi scomodo di palazzo di giustizia ovvero Salvatore Sinagra, presidente di sezione della Corte di appello, anch’egli ai suoi ultimi giorni di lavoro. È colui che lesse la condanna ai vertici della polizia per il raid alla Diaz durante il G8, e che ieri ha firmato la sentenza sui malaffari dell’Isola d’Elba condannando un giudice e due prefetti. La pietra dello scandalo? Un’intervista pubblicata dal Secolo XIX lo scorso 2 luglio. Sinagra definiva «dei Celestino V» (il Papa che rinunciò al pontificato quattro mesi dopo l’elezione al Sacro Collegio) i colleghi che come Lalla, anziché scioperare, si trovavano in ferie nel giorno dell’astensione dal lavoro proclamata dall’Associazione nazionale magistrati, e non si videro decurtata la retribuzione.

Per quell’articolo, anche il cronista è stato querelato. Ma è il confronto-scontro tra magistrati il cuore della vicenda. Lalla, che con il presidente della Corte di appello Mario Torti non era in servizio per un periodo di ferie programmato, spiega così: «L’accusa, che vorrebbe apparire ispirata a rigore morale, è in realtà squallida, ignobile, diffamatoria e soprattutto falsa. Chi scrive e il presidente Torti erano infatti impegnati da mesi a occupare la settimana in cui cadeva il primo luglio - data scelta solo in tempi recentissimi dall’Anm per lo sciopero - al seguito di una squadra di calcio amatoriale, cui dedicano parte del loro tempo libero da quasi quarant’anni (sic!)».

Le indagini sono state aperte e chiuse in tempi record dalla Procura di Torino. E ora si è in attesa di un eventuale richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione per il giudice e il giornalista.

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2010/11/20/AMaqD8GE-procura_querela_pensione.shtml
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Di Loredana Morandi (del 20/11/2010 @ 13:40:24, in Indagini, linkato 1783 volte)

Sergio Murolo: i dispositivi delle Sentenze




Attualmente è ancora in corso via facebook e tramite alcuni blog su web l'apologia dei reati commessi dal  pedofilo Sergio Murolo, che rammento è reo di aver seviziato i propri figli e detenuto presso il Carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Pubblico, a beneficio dei miei lettori e di quelli che capitano qui casualmente, i dispositivi delle sentenze comminate dai giudici al Sergio Murolo, già admin della pagina facebook intitolata al sito cagliaritano SessoChannel.

FACEBOOK: alcune pagine, gruppi e/o profili privati proseguono con l'opera gravissima di apologia dei reati di quest'uomo, condannato per ben 3 volte e senza replica per i reati di abuso ai danni dei tre figli minori.

Sergio Murolo ha avuto molti complici, ma per la pura e semplice carità nei suoi confronti devo dire che almeno egli agiva con il suo vero nome. I complici, che vi hanno negato l'informazione primaria sul suo status di detenuto ai domiciliari e sul genere di reato di cui l'uomo si era macchiato, sono TUTTI di gran lunga peggiori di lui e animati certo da cattive intenzioni e motivi personalistici.

I complici di Sergio Murolo, in quanto scandalo di grave allarme sociale, NON sono persone da frequentare neppure via socialnetwork.

Loredana Morandi

Nota: la cosa che rilevo come "allucinante" è che all'epoca del primo arresto (anno 2007) il Murolo facesse uso di tintura per capelli, come si evince dalla foto sopra al confronto della foto più attuale diffusa in occasione dell'arresto. Particolare questo che non può non accentuare la visione della miseria morale e sociale in cui si sono celebrati tutti gli abusi.


SENTENZA DI PRIMO GRADO

RG Sent 1950 del 14 luglio 2008

R.G. PM 59345/2005 - + - R.G. GIP 1721/2007




http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Murolo_dispositivo_primogrado.jpg


SENTENZA DI SECONDO GRADO (APPELLO)

R.G. App. 6777 del 14 ottobre 2009 - deposito 5 novembre 2009


http://1.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/TN_I4uL1ZuI/AAAAAAAABFA/ArscrwIGQ6I/s1600/rg.app.1.jpg

http://2.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/TN_JCBaEqbI/AAAAAAAABFI/fArqD5pDwk4/s1600/rg.app.2.jpg


Il beneficio della detenzione domiciliare

Il magistrato

http://2.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/TN_QxuUWjsI/AAAAAAAABFY/zr4yLLCdeKE/s1600/prot.domiciliari.jpg



La Direzione della Casa Circondariale
(verbale di diffida e accettazione obblighi degli arresti domiciliari)

http://1.bp.blogspot.com/_6m98GHCM8dk/TN_OYP6badI/AAAAAAAABFQ/5n3z1cTQXHI/s1600/accettazione_domiciliari.jpg

I precedenti da Giustizia Quotidiana:

FaceBook: La psicosi collettiva, da una vecchia diffamazione


Qui sotto lo screen shot dall'originale (clicca per allargare l'immagine)
che allego per evitare inutili azioni di hacking.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-11-20_140458_GQ_originale_foto_murolo.jpg
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Di Loredana Morandi (del 20/11/2010 @ 12:57:54, in Magistratura, linkato 1240 volte)
Solidarietà al dott. Di Matteo. Per la sua sicurezza dico: è  per lui necessario distaccarsi del tutto dall'operazione delle "scorte civiche" nata su Facebook. L.M.

GIUSTIZIA: DI MATTEO, IN ATTO OPERA

DESTABILIZZAZIONE DEMOCRAZIA


(AGI) - Palermo, 20 nov. - “Io credo che bisogna criticare i magistrati quando sbagliano. Quelli che frequentano i salotti buoni della politica per fare carriera, ad esempio. E’ giusto tenere alta l’attenzione pubblica, quasi col fucile puntato, fare anche censure negative.

Ma la critica e’ una cosa, altra cosa e’ la campagna politica e di stampa che dura da anni per delegittimare non i singoli magistrati, ma l’intera magistratura.

Quando si definisce la magistratura un cancro, un macigno che pesa sull’intero sistema, che vuole sovvertire il voto popolare, si e’ di fronte a dichiarazioni destabilizzanti del sistema democratico fondato sulla divisione dei poteri”.

Lo ha detto il pm Nino di Matteo, presidente dell’Anm di Palermo, nel corso del presidio del Popolo delle Agende rosse e delle scorte civiche davanti al palazzo di giustizia di Palermo, a sostegno di Di Matteo e dei magistrati siciliani “attaccati dal governo”, affermano gli organizzatori.

Di Matteo era stato censurato dal ministero della Giustizia dopo che aveva contestato, quale presidente dell’Anm di Palermo, “la sistematica e violenta opera di denigrazione e di isolamento di quei magistrati che credono ancora nel principio dell’uguaglianza davanti alla legge”.

“Ritengo - ha aggiuto stamane - che anche nella qualita’ di presidente dell’Anm, non solo abbia il diritto di replicare, ma sia anche mio dovere farlo. E’ piuttosto il silenzio delle altre istituzioni a colpire negativamente. Bisogna far valere i principi costituzionali sui quali abbiamo tutti giurato. E’ troppo comodo stare sempre in silenzio e sopportare, ma non e’ tempo di stare zitti”. (AGI) Mrg
 
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Di Loredana Morandi (del 20/11/2010 @ 12:55:38, in Magistratura, linkato 1630 volte)
Csm, su Pg Napoli slitta decisione.
C'è il nodo Martusciello


Napoli, 19 nov (Il Velino/Il Velino Campania) - Se sotto l'albero di Natale i magistrati di Napoli troveranno la nomina del nuovo Procuratore Generale, è per ora presto a dirsi. La decisione è slittata. La quinta commissione del Csm non ha ancora iniziato a discutere la questione che appare comunque controversa e complessa. Non solo perché si stratta della nomina alla guida di uno dei più importanti uffici giudiziari d'Italia, ma perché restano sul tavolo alcuni elementi di valutazione che potrebbero creare un go down di ricorsi e contro ricorsi. A fine novembre a Palazzo dei Marescialli circolava l'ipotesi ottimistica di nominare il successore di Vincenzo Galgano entro il 20 novembre o al massimo per la fine del mese. Le priorità sono state altre fin ad oggi e la prossima sarà “settimana bianca” cioè senza plenum. Insomma la discussione inizierà il 29 novembre. La vicenda è, come riferiscono fonti autorevoli di palazzo, “ingarbugliata”. I membri dell'organo d'autogoverno della magistratura dovranno discutere molto, soprattutto dopo aver ristretto il cerchio. Il primo nodo da sciogliere è rappresentato da Vittorio Martusciello. Classe '41, in carriera dal '65, soltanto ad aprile nominato Avvocato Generale in Cassazione. E' proprio questo il punto. Al Csm ci sono due scuole di pensiero in merito. C'è chi sostiene che la recente nomina, faccia “automaticamente decadere ogni altra domanda”. A tal proposito l'Ufficio Studi di Palazzo dei Marescialli in data 28 luglio 2010, ha fornito un suo parere, non vincolante però, che avalla questa tesi. Dunque Martusciello non potrebbe concorrere per la guida della Procura Generale di Napoli. Ma stando a quanto trapela, il magistrato avrebbe depositato una memoria che in qualche modo “sconfessa” il parere dell'Ufficio Studi.
Il Csm decaduto ad agosto, sembrava non voler prendere in considerazione l'ipotesi. I nuovi membri del Consiglio Superiore della Magistratura invece la vedrebbero diversamente. Secondo quanto apprende il VELINO, l'orientamento della quinta commissione è mantenere in corsa Vittorio Martusciello e, visto che i requisiti ci sono tutti, portare anche il suo nome al Plenum per incardinare poi la discussione. Su tutto giocano oltre che i meriti anche le correnti interne della magistratura e i possibili ricorsi rispetto ad una scelta che andrebbe nella direzione opposta al parere dell'Ufficio Studi. In corsa restano oltre all'attuale Avvocato Generale della Cassazione, nomi di primissimo piano. Aldo De Chiara classe '45, in magistratura dal '71, procuratore aggiunto di Napoli che vanta nel suo curriculum tutto ciò che lo condurrebbe dritto alla nomina. Resta in corsa, seppur con meno anzianità professionale rispetto a De Chiara, Alessandro Pennasilico, Procuratore Aggiunto Antimafia a Napoli. Non è certo tagliato fuori Alfredo Rossini, capo dei pm dell'Aquila. E infine Santi Consolo, numero due del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. Un'altra posizione che divide il Csm è quella di Ettore Ferrara. Classe '51, in carriera dal '77, per due anni alla guida della Corte di Appello di Potenza. Un incarico di rilievo ma dal quale è stato sollevato con tanto di sentenza del Consiglio di Stato secondo cui il Csm nella valutazione di Ferrara, aveva dato “Troppo peso agli incarichi extra giudiziali” (è stato alla guida del Dap e capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia) a discapito di altri magistrati. Uno di questi, Matteo Casale, ha presentato e vinto il ricorso. Dunque Ferrara non è più a Potenza, ma i due anni trascorsi in Basilicata valgono nella valutazione complessiva. Tutto questo potrebbe non contare. Né la sentenza del Consiglio di Stato, né l'assenza di funzioni requirenti sarebbero infatti elementi determinanti. Il Csm decide in autonomia esponendosi però, a ricorsi di fatto già annunciati. Insomma su Martusciello, Ferrara e De Chiara, molti sono pronti a fare la loro scommessa. Ma tutto è in gioco. C'è una scadenza da rispettare: l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Sembra lontana visto che si tratta di fine gennaio, ma i tempi non sono poi tanto brevi perché dalla nomina il nuovo Pg prenda possesso della poltrona lasciata libera a luglio da Vincenzo Galgano. L'obiettivo, filtra dal palazzo, è nominare il nuovo Pg entro Natale.
 
(bm) 19 nov 2010 16:49
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1244594
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Di Loredana Morandi (del 20/11/2010 @ 08:28:58, in Indagini, linkato 2029 volte)
Chi c'è dietro ai cartoni animati sui profili Facebook?



L'iniziativa nasce via Facebook come "ricordo/ritorno" all'infanzia, in nome della Giornata Mondiale del Diritto dei Bambini.

Come nei molti casi dolosi subiti personalmente, già visti in rete o attualmente in corso via Facebook, l'occasione della odierna giornata dedicata al Diritto dei "Bambini" si macchia forse anche con intenti benevoli di "commercio". Purtroppo lo fa lasciando fuori le vere organizzazioni dei volontari che si occupano della tutela dei minori e senza la loro consulenza, perché come leggerete poi un gruppo fb "amico" non basta a tutelare gli organizzatori, stante la loro buona volontà, figuriamoci i bambini.


Dal primigenio evento a larghissima diffusione via socialnetwork (88.500 partecipanti, 5.700 in forse e 230.000 in attesa di risposta) è già nata l' "Official Fans Page", che conta ad oggi poco più di 14.000 iscritti.

L'operazione di viral marketing nasce come già detto forse anche a fin di bene, ma cosa ne faranno di circa 250.000 contatti il buon Daniele Ugone, al "secolo di Facebook" Hitch Daniel titolare della agenzia per modelle e modelli PhotoLab di Quartu, ed i cagliaritani avvocato Daniele Condemi (rappresentante legale per l'agenzia) e l'anonimo Alessandro Donald Luz Loi?

Nulla di male, almeno fino ad ora. Però attenzione al non fare agli altri quello che non vorreste mai accadesse a voi, o anche solo "accanto" a voi.

Il mondo dei cartoon, ed in particolare quello della editoria e della cinematografia di animazione giapponese (Anime & Manga) è tra i più gettonati argomenti tra i pedofili, che via socialnetwork e più in generale via web fanno adescamento ai danni dei minori.

Il mio è veramente solo un avvertimento e l'idea accattivante dell'organizzazione marketing di Quartu, in provincia di Cagliari, può aver innestato una reazione a catena per loro stessi davvero incontrollabile, dato che sono attualmente oltre 260 i gruppi e le pagine italiane su Facebook che fomentano e lavorano la rete in apologia di tutti i reati connessi con la pedofilia.

Un pasto luculliano per un certo tipo di criminalità del web, da monitorare con estrema attenzione per l'agenzia dei book fotografici. Perché, purtroppo, centinaia di nuovi account  di falsi teenagers potranno essere accreditati tra i minori tramite le loro pagine.

Occhio così ai vostri primi contatti. Finanche i primi "arrampicatori sociali", che busseranno alla vostra porta  attirati dalla popolarità dell'iniziativa, potrebbero essere personaggi interessati a vario titolo, finanche illegale.

Niente paura, quello che probabilmente accade a voi è proprio la prassi. Lo hanno fatto anche con il profilo di Agente Lisa e sono stata io a dare l'allarme tramite Ansa, come fu per la distribuzione delle password del sito hackerato del MOIGE in occasione del lancio della campagna contro gli SMS pedopornografici.

Augurandovi un buon lavoro, mi permetto un ultimo consiglio: interessate la Polizia Postale e consegnate loro tutti gli elenchi, stampati e in formato cliccabile html. Potrebbero rivelarsi eccezionalmente utili in seguito, per lo storico dei nuovi account.
 

Loredana Morandi

PS: googlando Loredana Morandi troverete per prime le pagine del sito cagliaritano SessoChannel, poi i blog dei pornoattori prezzolati su Blogspot. Niente di quanto affermano è vero. Ad oggi quelle pagine che nascono dagli insuccessi in Cassazione di un leguleio del file sharing illegale che tentava di coprire un reato di peculato ai danni dello Stato imbavagliando me, hanno già partorito un detenuto definito a 9 anni di reclusione presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere per gli abusi sessuali ai danni dei figli minori che, in violazione degli obblighi domiciliari, chattava su Facebook.

Calcisticamente: Morandi vs Criminalità = Due a Zero. (la stima è un saldo buonistico, perché conto "uno" per il server generale di una Università dello Stato)
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