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 Mother, Egress and Phoenix ... by Ragen Mendenhall... di Lunadicarta
 
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"Devi concentrarti interamente a ciascuna giornata, come se un fuoco infuriasse fra i tuoi capelli."

Deshimaru
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 19/11/2008 @ 04:58:30, in Magistratura, linkato 2632 volte)
un terzo, a tal fine provocando lo spostamento dell´udienza, analogamente a quanto previsto dall´art. 269 c.p.c. per il processo ordinario.

Non appare, poi, chiaro se il giudice possa rilevare d`ufficio ogni profilo d´incompetenza, anche quello per territorio semplice, che ai sensi dell´art. 38 c.p.c., non è rilevabile d´ufficio nel processo ordinario, per cui appare opportuna una ulteriore precisazione in merito.

Inoltre, atteso che, se non viene pronunciata la detta ordinanza d´incompetenza, è possibile che il giudice trasformi il procedimento sommario in processo ordinario fissando l´udienza di cui all´art. 183 c.p.c., resta il dubbio che, ai sensi dell´art. 38 c.p.c., il giudice possa in questa udienza rilevare ancora profili d´incompetenza per materia, valore o territorio inderogabile che prima non aveva rilevato. Insomma, se nel prosieguo il procedimento resta sommario, sembra che i profili d´incompetenza debbano essere rilevati subito dal giudice, al massimo nell´udienza di comparizione delle parti. Se, invece, il processo si trasforma, allora potrebbe essere possibile che il giudice, nell´udienza di cui all´art. 183 c.p.c., rilevi quei profili d´incompetenza che ai sensi del citato art. 38 egli può rilevare.

Si ravvisa necessaria un chiarimento dell´art. 702-quater, ove non viene effettuata alcuna precisazione per l´ipotesi in cui non vi sia la notificazione o comunicazione, ossia se debba qui valere il termine lungo per l´appello delle sentenze ovvero se il provvedimento non passi mai in giudicato.

Per quanto concerne le modalità di impugnazione del provvedimento conclusivo, la previsione dello strumento del reclamo in luogo dell´appello potrebbe servire a rendere l´istituto più coerente con lo scopo di farne una modalità alternativa, più duttile e flessibile, del rito ordinario di cognizione.

Infine, va osservato in relazione alla dettata disciplina dell´istruzione probatoria, secondo la quale sono ammessi nuovi mezzi di prova e nuovi documenti quando il collegio li ritiene rilevanti ai fini della decisione, ovvero la parte dimostra di non aver potuto proporli nel corso del procedimento sommario per causa ad essa non imputabile, che l´utilizzo del termine "rilevanti", invece di quello "indispensabili" non appare congruo in quanto, se l´intenzione era quella di introdurre una norma analoga a quella di cui all´art. 345, terzo comma, c.p.c., appare improprio l´uso del termine, per cui dovrebbe operarsi la relativa correzione, ed analoghe conclusioni deve pervenirsi se si intendeva consentire maggiori garanzie difensive, in quanto, non possono ammettersi mezzi di prova se non siano rilevanti, ossia se non riguardino fatti che rilevano al fine di decidere sulla domanda proposta.

Roma, 18 novembre 2008

La Giunta Esecutiva Centrale
dei riti processuali che erano state indicate quale assoluta priorità di intervento.

Non si è provveduto, infatti, all´abrogazione del rito societario, la cui inefficienza è ormai condivisa da tutti gli operatori del settore.

Dovrebbero essere, altresì, valorizzati gli strumenti conciliativi idonei a favorire la composizione dei conflitti, mediante la tempestiva adozione dei decreti legislativi in materia di mediazione e conciliazione in ambito civile e commerciale.

L´esame, poi, delle singole disposizioni del disegno di legge induce a ritenere che alcune appaiono condivisibili ed evidentemente adottate nell´ottica di snellimento delle controversie, quali in particolare:

Art. 54) Ordinanza sulla ricusazione

Può condividersi, al fine di migliorare gli istituti che devono attuare il valore costituzionale dell´imparzialità del giudice, la modifica dell´art. 54 c.p.c. che, rendendo meno rischiosa la proponibilità del ricorso rivolto ad ottenere la ricusazione del giudice, ha previsto che, in caso di dichiarazione d`inammissibilità o di rigetto dell´istanza di ricusazione, il giudice non debba necessariamente, ma possa condannare la parte che l´ha proposta ad una pena pecuniaria non superiore a 250 euro (prima 10 euro). Al più potrebbe inserirsi una clausola automatica di indicizzazione all´andamento dell´inflazione programmata, con delega al governo di provvedere con decreto ogni quinquennio.

Art. 83) Procura alle liti

Pienamente condivisibile è la modifica relativa alla costituzione del rapporto col difensore apportata, quanto al rilascio della procura speciale, al terzo comma dell´art. 83 c.p.c..

Opportuna sarebbe la contestuale modifica dell´art. 77 c.p.c. con l´aggiunta di un terzo comma del seguente tenore: "salvo quanto diversamente previsto da specifiche norme di legge, la rappresentanza processuale può essere conferita anche a chi non sia investito del potere di rappresentanza sostanziale", in modo da superare la regola, priva di giustificazione funzionale, e di origine esclusivamente giurisprudenziale, secondo cui la rappresentanza processuale di cui all´art. 77 c.p.c. può essere conferita solo a chi sia investito di un potere rappresentativo di natura sostanziale in ordine al rapporto dedotto in giudizio.

L´intervento sulla disciplina della rimessione in termini

Apprezzabile è l´intervento sulla disciplina della rimessione in termini, realizzato attraverso l´abrogazione del previgente art. 184 bis c.p.c. e con la contestuale novella dell´art. 153 c.p.c., al quale viene aggiunto un comma, la cui nuova collocazione, peraltro, rende ancora più evidente la circostanza che ci si trovi di fronte ad un istituto di carattere generale.

Art. 183) Prima comparizione delle parti e trattazione della causa

Va condivisa la modifica apportata all´art. 183, comma sesto, del codice di procedura civile.

Pur valutando le riserve espresse dall´avvocatura, deve rilevarsi che ogni forma di automatismo nel processo non ne consente l´adeguamento al singolo caso concreto ed impedisce non solo una trattazione più rapida del procedimento, ma anche una migliore efficacia dello strumento processuale.

In definitiva, appare rilevante l´intento di rafforzare il principio della potenziale completezza degli atti introduttivi attraverso l´eliminazione dell´automatismo nella concessione delle memorie ex art. 183 comma sesto nonchè di prevedere un meccanismo di garanzia per la difesa che consenta alle parti di modificare o precisare le domande ed integrare le istanze istruttorie tutte le volte che tale eventualità sia giustificata da gravi motivi.

Invero, la sostituzione, ad opera della Camera dei Deputati, del termine "giusti motivi" con "gravi motivi" risponde all´esigenza di evitare che la concreta applicazione della norma venga elusa mediante l´utilizzo, nella prassi, di formule di stile che consentano di ripristinare, di fatto, l´odierno meccanismo automatico.

La gravità dei motivi richiesti per la concessione delle memorie implica, infatti, inevitabilmente che queste ultime devono considerarsi eccezionali e consentite nell´esclusiva ipotesi di richiesta adeguatamente motivata.

Le modifiche previste per il giudizio di appello

Può valutarsi in modo sostanzialmente positivo, soprattutto alla luce del principio della ragionevole durata del processo espresso dall´art. 111, secondo comma, Cost., la modifica, dettata in generale per tutti i mezzi di impugnazione ordinari, dell´art. 327 c.p.c. che ha ridotto il termine lungo per le impugnazioni ordinarie da un anno a sei mesi.

Peraltro, la parziale riscrittura del terzo comma dell´art. 345 c.p.c., con la precisazione che "non possono essere prodotti nuovi documenti", sancisce opportunamente in maniera definitiva un principio affermato dalla Sezioni Unite della S.C. nelle note sent. nn. 8202 ed 8203 del 2005.

Ulteriori norme appaiono, invece, non condivisibili, quali:

Art. 257 bis) Testimonianza scritta


Si è già evidenziato nel documento dell´ANM dell´1 ottobre 2008 che la disposizione appare in contrasto con l´art. 111, comma due, Cost., la quale prevede lo svolgimento del processo innanzi ad un giudice terzo ed imparziale.

Invero, nel nostro sistema processuale i poteri discrezionali del giudice coesistono con quelli delle parti di rivolgere istanze o di essere genericamente sentiti, ma anche di concorrere alla formazione della prova, in attuazione della suindicata norma costituzionale e dell´art. 24 della stessa Carta Fondamentale, cui si ricollega il diritto di poter fornire la dimostrazione delle proprie deduzioni.

Inoltre, la norma ha una portata deflattiva solo apparente e, al più, limitata ad alcuni casi marginali, e, cioè, alle ipotesi incompatibili con la frequente esigenza di consentire chiarimenti e precisazioni in ordine ai capitoli di prova nel corso dell´assunzione.

Occorre, poi, evidenziare con fermezza che la disciplina prevista per l´assunzione risulta assai complessa e tale da creare pericoli di completa inattendibilità e mancanza di veridicità o, quanto meno, di scarsa intelligibilità delle risposte.

In definitiva, il sistema del "modello di testimonianza", sebbene posto a garanzia di uniformità e autenticità, appare farraginoso e poco chiaro e tale, quindi, da non assicurare una maggiore celerità del processo, soprattutto laddove foriero di eccezioni e controeccezioni ad opera delle parti e nella misura in cui, in assenza del consenso delle stesse, si sottrae la formazione della prova al contraddittorio.

Art. 360 bis) Ammissibilità del ricorso in Cassazione


L´introduzione di un "filtro" di ammissibilità per i ricorsi risponde indubbiamente all´esigenza, ampiamente condivisa, di ridurre il gravoso carico di lavoro della Suprema Corte, attraverso un rigoroso meccanismo di selezione dei ricorsi al fine di valorizzare la funzione nomofilattica della Cassazione.

In tale ottica si ravvisa corretta l´opzione di prevedere che ai ricorsi aventi ad oggetto censure manifestamente fondate o infondate sia riservata una decisione caratterizzata dalla sommarietà delle forme e di stabilire per legge che la manifesta fondatezza o infondatezza della censura proposta sia valutata con riferimenti ai precedenti della Corte nonché la volontà di ridurre la richiesta di sindacato del giudice di legittimità sull´accertamento del fatto e sulla sua motivazione.

Tuttavia, nella nuova normativa il filtro appare concepito quale limite all´accesso al processo di legittimità a fattispecie che dovrebbero essere, invece, inquadrate nella categoria della manifesta fondatezza o infondatezza.

Peraltro, dalla formulazione della disposizione sembrerebbe essere prefigurato un carattere vincolante dei precedenti della S.C. rimesso alla valutazione della medesima e le ulteriori ipotesi di ammissibilità appaiono eccessivamente generiche ed indeterminate, tale da sembrare una inutile duplicazione dell´attuale procedimento previsto dagli artt. 375 e 380 bis c.p.c.

Art. 616) L´intervento sul processo di esecuzione


Va evidenziato che l´abrogazione dell'ultimo periodo dell´art. 616 c.p.c., ove è previsto che le opposizioni all'esecuzione vengano decise con sentenza non impugnabile, induce la riemersione della distinzione tra opposizioni alle esecuzione ed opposizioni agli atti esecutivi, per le quali ultime permane invece l´esclusione dell'impugnabilità ai sensi dell´art. 618 c.p.c., con il conseguente aumento del contenzioso insito nella difficoltà di individuare, nei casi concreti, i confini tra le due forme di opposizione.

Né può sfuggire come, in contrasto con le esigenze di semplificazione ed efficienza del processo esecutivo, l'abolizione degli ultimi due commi dell'art. 624 c.p.c., porterebbe a vanificare anche la prospettiva, perseguita con le modifiche della disciplina processuale introdotte solo qualche anno fa, di consentire l'estinzione del pignoramento e la liberazione dal vincolo dei beni assoggettati ad esecuzione, evitando che la situazione restasse cristallizzata in pendenza dell´intero giudizio di opposizione, tutte le volte che il provvedimento di sospensione disposto dal giudice dell'esecuzione non fosse stato reclamato ovvero avesse ricevuto conferma in sede di reclamo.

Altre disposizioni suscitano perplessità e richiederebbero correzioni e miglioramenti.

Al riguardo vanno evidenziate le seguenti:

Art. 7) Competenza del giudice di pace


L´aumento della competenza, seppur in termini inferiori rispetto all´originaria proposta governativa che assegnava a tali giudici le cause relative a beni mobili di valore non superiore a EUR 7.500,00, quando non attribuite per legge alla competenza di altro giudice, e quelle di risarcimento del danno prodotte dalla circolazione dei veicoli e di natanti fino ad EUR 25.000,00, è stata effettuata in assenza della previsione di incidenza della riforma, in termini di efficacia e funzionalità, sui vari uffici, nonchè di interventi volti a garantire una adeguata professionalità ed il potenziamento della relativa valutazione e dei criteri di organizzazione degli uffici medesimi.

Art. 38, 39, 40, 42 e ss.) Incompetenza, litispendenza e continenza di cause, connessione e disciplina del regolamento di competenza

Appare condivisibile l´equiparazione del rilievo dell´eccezione di incompetenza, con la previsione che la stessa, sia che afferisca alla materia, al valore che al territorio, debba essere sempre proposta, a pena di decadenza, nella comparsa di costituzione e risposta, tempestivamente depositata, in quanto palesemente ispirata all´esigenza di accelerare le relative decisioni.

Tuttavia, la legge contiene un´incongruenza nel momento in cui stabilisce che il convenuto che rilevi l´incompetenza per territorio abbia sempre l´onere, se non vuole che l´eccezione si abbia per non proposta, d´indicare quale sia il giudice da lui ritenuto competente, senza distinguere a seconda che si tratti di competenza per territorio derogabile o di competenza per territorio inderogabile.

Invero, l´indicazione, da parte del convenuto, del giudice ritenuto munito di competenza è imposta solo al fine di favorire la formazione di un accordo endoprocessuale sulla competenza, come previsto dall´ultima parte della disposizione, che non è, invece, ipotizzabile nei casi previsti dall´art. 28 c.p.c.

E´ auspicabile, peraltro, nell´ottica di velocizzazione della procedura, che nel corso dell´ulteriore discussione del disegno di legge in esame, venga ridimensionato anche il rilievo ufficioso della incompetenza, nelle ipotesi, materia, valore e territorio inderogabile, in cui ciò è tuttora possibile, di cui al terzo comma del ridisegnato art. 38 c.p.c., mantenendolo soltanto per quella per materia, ed al più per territorio inderogabile.

Espressione del medesimo intento in precedenza evidenziato sono, poi, le condivise previsioni in base alle quali da un lato, tutte le decisioni in materia di competenza, litispendenza, continenza e connessione, siano adottate con ordinanza, anziché con sentenza, e quindi motivate in forma più sintetica, dall´altro, che la riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente, in assenza di apposito termine all´uopo fissato dal giudice nella suddetta ordinanza, avvenga nel termine di tre mesi dalla comunicazione di detto provvedimento.

Restano, in argomento, due situazioni dubbie che meriterebbero di essere risolte.

La prima riguarda il trattamento della questione di competenza innanzi al Giudice di pace.

La sopravvivenza dell´art. 46 c.p.c., da molti messa in precedenza in discussione, ma confermata dalla giurisprudenza, sembra ancora oggi avvalorata dal fatto che nessuna disposizione abrogativa lo sopprime, per cui sarebbe opportuna una specifica precisazione normativa volta a chiarire se continuare a ritenere, o meno, che il giudice di pace debba pronunciarsi sulla questione di competenza in ogni caso con sentenza impugnabile secondo gli ordinari mezzi d´impugnazione.

La seconda concerne i rapporti tra giudice statale e giudice privato.

Invero, la legge in commento non richiama in questo ambito anche l´art. 819-ter c.p.c., che disciplina l´eccezione d´incompetenza del giudice statale in ragione dell´esistenza di una convenzione di arbitrato, per cui andrebbe normativamente precisato se su detta eccezione il giudice statale dovrà continuare a decidere con sentenza o con ordinanza.

Del tutto immotivata, infine, appare l´eliminazione delle norme che avevano abrogato il regolamento di competenza, effettuata dalla Camera dei Deputati all´originaria proposta governativa che aveva previsto l´abolizione del regolamento di competenza sostituendolo con il più snello meccanismo del reclamo disciplinato dal formulato nuovo testo dell´art. 44 c.p.c.

Risulta, allora, più che opportuna la reintroduzione della descritta originaria previsione governativa sul punto, in quanto idonea non soltanto a velocizzare i processi ma anche ad alleggerire il carico della Corte di Cassazione.

Artt. 91, 92 e 96) Gli interventi sulla disciplina delle spese processuali


L´ articolo 91, primo comma, c.p.c. prevede, quale novità, la condanna al pagamento delle spese del processo della parte che ha rifiutato senza giustificato motivo la proposta conciliativa tempestivamente formulata nell´ipotesi in cui la domanda venga accolta in misura non superiore alla proposta medesima, facendo salvo quanto disposto dal secondo comma dell´art. 92.

L´operato rinvio al secondo comma dell´art. 92 c.p.c. è conseguente alla nuova formulazione della norma che stabilisce la compensazione parziale o per intero delle spese processuali, oltre che nel caso di soccombenza reciproca, anche nell´ipotesi in cui "concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione".

La finalità della norma di indurre le parti a concludere una conciliazione, con la minaccia di dover pagare le spese per colui che, dopo aver rifiutato una proposta conciliativa, vinca la causa nei termini della stessa proposta conciliativa, salvo che quel rifiuto non fosse sorretto da un giustificato motivo appare del tutto condivisibile.

Tuttavia il nuovo articolo 91, primo comma, è eccessivamente generico nella parte in cui utilizza l´avverbio tempestivamente.

Pertanto, al fine di evitare che la norma, dettata da evidenti finalità deflattive, si trasformi, invece, in uno strumento che aumenti i contrasti tra le parti, è opportuno che si individui il momento fino al quale una siffatta proposta possa essere considerata tempestiva, sia pure ai soli fini della condanna alle spese della parte che la rifiuti senza giustificato motivo in ipotesi di una sua successiva soccombenza entro i termini di detta proposta, salva, cioè, rimanendo, in ogni caso, la possibilità di addivenire anche successivamente a tale momento ad una conciliazione, ma con regolamentazione delle spese rimesse questa volta alla valutazione del giudice.

Il limite potrebbe essere individuato nell´udienza ex art. 183 cod. proc. civile.

Occorrerebbe, poi, un´ulteriore riformulazione della norma con la precisazione che l´accollo delle spese a carico della parte che abbia rifiutato una proposta conciliativa, qualora la domanda venga accolta in misura non superiore a tale proposta, non possa che riguardare le sole spese maturate dopo la formulazione della proposta medesima.

Con riferimento, invece, alla nuova dicitura dell´art. 92 c.p.c. secondo cui il giudice può compensare parzialmente o per intero le spese, oltre che nel caso di soccombenza reciproca, quando "concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione", non può non rilevarsi che il riportato nuovo dato testuale rischia di compromettere, in concreto, le possibilità di una pronuncia di compensazione delle spese processuali anche in peculiari ipotesi in cui il soccombente non necessariamente abbia proposto una domanda, oppure abbia resistito in giudizio, in modo prima facie ingiustificato: si ritiene, quindi, preferibile che venga ripristinato il testo attualmente vigente della norma in esame nella parte in cui, consentendo la compensazione delle spese processuali anche in presenza di "altri giusti motivi esplicitamente indicati nella motivazione", permetterebbe al Giudice un esercizio di un siffatto potere più agevolmente rapportabile alle singole fattispecie.

Infine, sull´ulteriore comma aggiunto all´art. 96 c.p.c. si condivide, espressamente invocandosene il mantenimento, la possibilità di una siffatta condanna anche d´ufficio, senza l´istanza di parte.

Art. 101) Principio del contraddittorio


L´aggiunta di un comma all´art. 101, nel testo licenziato dalla Camera dei Deputati, del seguente tenore "Se si ritiene di porre a fondamento della decisione una questione rilevata d´ufficio, il giudice riserva la decisione, assegnando alle parti, a pena di nullità, un termine, non inferiore a venti giorni e non superiore a quaranta giorni dalla comunicazione, per il deposito in cancelleria di memorie contenenti osservazioni sulla medesima questione", tende evidentemente ad incrementare il principio del contraddittorio che impone la parità di posizione, non solo tra le parti, ma anche tra le parti ed il giudice, in particolare laddove sancisce che quest´ultimo non può porre a fondamento della sua decisione una questione rilevata d´ufficio se prima non ha dato alle parti la possibilità d´interloquire su di essa.

Allo stesso fine sono già dettati il quarto comma dell´art. 183 c.p.c., ai sensi del quale alla prima udienza il giudice deve indicare alle parti le questioni rilevabili d´ufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione, ed il terzo comma dell´art. 384 c.p.c., che enuncia lo stesso principio nell´ambito del giudizio di cassazione.

Ne consegue che dovrebbe essere chiaramente specificato che il nuovo comma aggiunto all´art. 101 c.p.c. vada riferito soltanto all´ipotesi in cui la questione sia rilevata d´ufficio in fase di decisione, in quanto solo in tale momento il giudice deve concedere un termine per memorie sospendendo la decisione sulla questione.

Art. 115) Disponibilità delle prove

Nel ddl S1082, al secondo comma dell´art. 115 c.p.c., è previsto che il giudice possa porre a fondamento della decisione i fatti ammessi o non contestati. Si tratta di innovazione che recepisce l´orientamento della giurisprudenza di legittimità, mentre ben più incisiva era la modifica proposta dal Governo, che consentiva di porre a fondamento della decisione anche i fatti contestati in modo generico.

Appare, pertanto, opportuno reintrodurre la precedente previsione, in quanto consentirebbe di non dare rilievo alle formule di stile solitamente inserite dai difensori in chiusura degli atti e che hanno come unico effetto di ingigantire l´istruttoria senza alcuna reale utilità.

La necessità di contestazione specifica, invece, costringe il difensore a prendere posizione su ogni fatto e rende più facile il controllo sul leale comportamento delle parti nel corso del processo.

In tale ottica andrebbe anche reintrodotto il terzo comma dell´art. 88, stralciato alla Camera ("Le parti costituite debbono chiarire le circostanze di fatto in modo leale e veritiero").

Occorrerebbe, altresì, regolare la non contestazione anche nel processo contumaciale, magari mediante l'espressa previsione, in siffatta ipotesi, dell'obbligo del giudice di disporre l´interrogatorio formale del contumace e della equivalenza automatica ad ammissione dei fatti in caso di mancato rendimento da parte di quest´ultimo del menzionato mezzo istruttorio (l´ordinanza andrebbe notificata ex art. 292 c.p.c., con facoltà del giudice di ordinarne la rinnovazione anche qualora appaia probabile che il contumace non ne abbia avuto conoscenza (es. notifica in corso di periodo feriale).

L´eventuale appello andrebbe infine limitato ai soli casi di errores in procedendo.

Artt. 120 e 132) Pubblicità e contenuto della sentenza

Accanto ad una modifica inerente alla pubblicità della sentenza, ve ne sono altre miranti a semplificarne la stesura.

Per quanto riguarda la pubblicità della sentenza, appare ampiamente condivisibile il nuovo primo comma dell´art. 120 c.p.c., mentre appaiono poco soddisfacenti gli interventi miranti alla semplificazione della motivazione della sentenza.

Invero, l´eliminazione dello svolgimento processuale non è sufficiente a realizzare un concreto e consistente alleggerimento della decisione.

Inoltre, la motivazione succinta, con riferimento a precedenti conformi di una giurisdizione superiore, che era prevista inizialmente nel primo comma dell´art. 118, è stata poi spostata al quarto comma e limitata alle sole domande manifestamente fondate o infondate.

L´appello a decisioni più snelle è ormai generalizzato, ma dovrebbe essere affermato con chiarezza anche dal legislatore. A tal fine potrebbe essere utile riformulare l´art. 132 n. 4 c.p.c. analogamente a quanto previsto, nell´ambito del cd. rito societario, dall´art. 16, comma quinto, del d.lgs. n. 5/2003, laddove si afferma che la sentenza può essere sempre motivata in forma abbreviata, mediante il rinvio agli elementi di fatto riportati in uno o più atti di causa e la concisa esposizione delle ragioni di diritto, anche in riferimento a precedenti conformi, riformulandosi, per conseguenza, anche il testo dell´art. 118 delle disposizioni di attuazione.

Artt. 191 e 195) Nomina del consulente tecnico, processo verbale e relazione

L´art. 191 introduce una norma senza dubbio condivisibile, che riproduce una prassi abbastanza consolidata presso i tribunali.

In reazione all´art. 195 si ravvisa, invece, necessario anticipare il momento del contraddittorio dei ctp, che deve naturalmente collocarsi all´interno delle operazioni peritali, per quanto concerne gli aspetti tecnici. Allora, sembra maggiormente rispondente ad un´ottica semplificatoria ed acceleratoria, prevedere che le osservazioni alla ctu debbano essere fatte necessariamente prima del deposito definitivo della relazione. Il ctu, cioè, al termine delle operazioni in contraddittorio con i ctp dovrà predisporre una relazione provvisoria da inviare (possibilmente per posta elettronica) ai ctp, concedendo termine (7-15 gg.) per il deposito di memorie di osservazioni. Scaduto il termine, il CTU redigerà la relazione finale e definitiva, in cui risponderà anche alle osservazioni delle parti.

Art. 702 bis e ss.) Il nuovo procedimento sommario di cognizione

Nella scheda di proposta sul processo civile consegnata al Ministro, l´A.N.M. ha auspicato l´introduzione di un rito sommario non cautelare di cognizione in un quadro di semplificazione e riduzioni dei riti.

Per come in concreto strutturato il nuovo procedimento, può agevolmente affermarsi che si tratti una domanda rivolta ad ottenere la tutela piena del diritto in via sommaria che consente pervenire all´accertamento del diritto con efficacia di cosa giudicata ai sensi dell´art. 2909 cod. civile, che consentirà di snellire la trattazione dei procedimenti meno complessi e la relativa motivazione.

Inoltre, l´ambito applicativo concerne le cause nelle quali il Tribunale giudica in composizione monocratica, laddove l´originaria previsione governativa, di cui viene in questa sede chiesto il ripristino, lo limitava alle domande di condanna al pagamento di somme di danaro, anche se non liquide, ovvero alla consegna o rilascio di cose.

Nel merito si ravvisa una sostanziale disparità di trattamento per il convenuto che soggiace alle scelte ed alle determinazioni altrui, e che in concreto potrebbe non avere la possibilità di pretendere un processo a cognizione piena, atteso che è rimesso al giudice decidere, a seguito dell´impulso del ricorrente, se proseguire nella cognizione sommaria o disporre la trasformazione del processo come instaurato in ordinario.

Inoltre, in caso di conversione del rito, il convenuto ha a disposizione il termine di trenta giorni per approntare le sue difese, ben più breve rispetto a quello di novanta giorni previsto dall´art. 163 bis c.p.c., per cui al riguardo si imporrebbe una espressa precisazione.

Peraltro, per come strutturato, anche in relazione alle modalità di introduzione, non appare realmente differente dal rito ordinario, anche quale risultante dalle modifiche introdotte dal disegno di legge, che rendono eccezionale la concessione dei termini di cui all´art. 183 c.p.c. e considerata la possibilità di fare ricorso all´art. 281 sexies c.p.c.

Addirittura il convenuto può complicarlo oggettivamente, proponendo domanda riconvenzionale, e/o soggettivamente chiamando in garanzia
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Di Admin (del 19/11/2008 @ 05:03:35, in Magistratura, linkato 1757 volte)


Le riforme che servono

Contributo ad una modernizzazione del sistema penale



PRESENTANO L’INIZIATIVA

Giorgio Santacroce, Presidente della Corte di Appello di Roma,

Paolo De Fiore, Presidente del Tribunale di Roma.

Coordina:

Paolo Auriemma, Presidente della Associazione Nazionale Magistrati di Roma

Introducono il tema :

Franco Coppi, Professore Ordinario di Diritto Penale presso l’Università “La Sapienza” di Roma,

Vittorio Grevi, Professore Ordinario di Procedura Penale, presso l’Università di Pavia,

Ne discutono:

Antonello Mura, Sostituto Procuratore generale presso la Corte di Cassazione,

Nello Rossi, Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Roma

Carlo Sabatini, Giudice presso il Tribunale di Roma

Alessandro Cassiani Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma

Intervengono:

Luca Palamara, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati

Giuseppe Cascini, Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Magistrati

e tutti coloro che intenderanno fornire il proprio contributo.

Il convegno si svolgerà giovedì 20 Novembre 2008, dalle ore 15,00,
presso l’Aula magna della corte d’Appello di Roma via Romeo Romei .

La Giunta della Associazione Nazionale Magistrati di Roma

update

Un resoconto dell'evento e gli interventi possono essere ascoltati su
Radio Radicale
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Di Admin (del 19/11/2008 @ 06:16:13, in Politica, linkato 1876 volte)
Infanzia: si' Cdm a ddl garante
Carfagna, spero si approvi in sede legislativa

(ANSA) - ROMA, 19 NOV - Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge per l'istituzione del garante nazionale dell'Infanzia e per l'adolescenza. 'Ora il testo passa all'esame del Parlamento', ha detto il ministro per le Pari opportunita' Mara Carfagna. Il ministro chiede 'alle opposizioni di approvare in sede legislativa il provvedimento in modo che diventi al piu' presto legge'. Carfagna rappresentera' l'Italia al congresso mondiale sullo sfruttamento dei minori che si terra' la prossima settimana. 2008-11-19 11:57


Infanzia. Livia Turco, disponibili ad approvazione garante

“Riservandomi di verificare il merito del provvedimento, posso dire che da parte nostra non c’è nessuna difficoltà ad approvare celermente il disegno di legge che istituisce il Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza”. Lo ha detto l’on. Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.
“Per quanto se ne può sapere adesso, è un provvedimento che va nella direzione giusta. Già 10 anni fa come ministro degli Affari sociali ho presentato un disegno di legge che prevedeva una figura di garanzia per i bambini e da allora abbiamo sempre portato avanti questa proposta. Se adesso è possibile approvarla è una buona notizia per tutti” conclude Turco.
Roma, 19 novembre 2008


DDL SICUREZZA: PROCACCI (PD), "TASK FORCE FORMATIVA CONTRO DEVIANZA MINORILE".

"L'impiego di una task force di docenti, adeguatamente preparata, che intervenga nella formazione dei giovani, nelle zone a rischio sicurezza del nostro Paese individuate congiuntamente dal Ministero dell'istruzione e dal Ministero, come già sperimentato in Francia". E' la proposta per arginare il fenomeno della devianza minorile che il senatore Pd Giovanni Procacci ha fatto questa mattina durante il dibattito sul decreto sicurezza nell'Aula di Palazzo Madama.
"Il grave problema della devianza minorile - afferma il parlamentare del Pd - non può essere più ignorato. Questo governo e questa maggioranza hanno dimostrato, prima con il decreto Gelmini poi con la discussione sul decreto sicurezza, di avere una scarsissima attenzione per la prevenzione e la soluzione di questo drammatico fenomeno sociale che affligge una parte dei nostri giovani".
"Non c'è un rigo - prosegue il senatore - né nel primo decreto né nel disegno di legge, su questo problema, sulla prevenzione e sulla possibilità e la capacità dello Stato di prevenire, soprattutto curando la formazione dei giovani".
"L' esperienza francese - sottolinea Procacci - può fare da esempio. Essa infatti prevede le cosiddette teste di cuoio della formazione: nelle zone a rischio possono insegnare, nelle classi particolari o nelle zone dove il fenomeno della devianza minorile è fortemente radicato, solo docenti che hanno svolto egregiamente un corso di eccellenza di uno o due anni e quindi sono nelle condizioni di affrontare e formare i giovani difficili".
"Può sembrare una proposta qualunque - sottolinea il senatore - ma è invece centrale perché non abbiamo altro strumento per combattere la devianza minorile. Non si tratta soltanto di aiutare i giovani, di fornire loro un'opportunità, ma si tratta di aiutare la società intera. Pertanto, chiedo che su questo tema sia posta un'attenzione particolare e che si possa, quando ci si sarà liberati da questo ingorgo di decreti-legge che sta rendendo la vita del Senato e della Camera poco ordinaria, si trovi il modo di affrontare concretamente questo tema. Quando si è tentato di farlo attraverso il decreto-legge Gelmini ci si è trovati di fronte soltanto ad un'imbarazzante e devastante silenzio".
"E' importante, invece - conclude il senatore Procacci - cercare, con il contributo di tutti, di mettere a fuoco un'idea che serve al Paese e che dovremmo concretizzare nell'interesse della nostra Italia".
Roma, 19 novembre 2008
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ISTITUTO COMPRENSIVO W.A. MOZART"
V.LE CASTELPORZIANO 516 - 00124 ROMA

STUDIO MEDICO - "PIANETA INDACO"
V. LEOPOLDO MUGNONE  13 A - 00124 ROMA

INCONTRO DIBATTITO

BULLI E VITTIME:
ANALISI ED INTERVENTO
SULLE CONDOTTE AGGRESSIVE
NELLA SCUOLA



Introduzione ai Lavori:

Dirigente scolastico I.C. W.A. MOZART
P.ssa Giuseppina Palazzo

Relatori:

D.ssa Stefania Pagliani
Psicologa - psicoterapeuta
Consulente tecnico Tribunale Civile di Roma

D.ssa  Tatiana De Santis
Psicologa Clinica Spec. in Sessuologia

Dott. Gennaro Francione
magistrato e drammaturgo

QUANDO:
                                              
23 NOVEMBRE 2008
ORE 10,00

DOVE:

SALA TEATRO DELL'I.C. W.A. MOZART
V.LE CASTEL PORZIANO 516 - 00124 ROMA


Per informazioni telefonare a D'Angelo Rita al 392-136351  oppure allo 06-50931860

Per altre informazioni locandina etc.
http://www.pianetaindaco.com/

Comunicazione  a cura di
ADRAMELEK THEATER: http://www.antiarte.it/adramelekteatro
UNIONE EUROPEA GIUDICI SCRITTORI(EUGIUS): http://www.antiarte.it/eugius
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Sopralluogo della Digos

Palermo, bambola insanguinata recapitata a redazione Adnkronos

Il pacco giunto con una raccomandata spedita ieri era all'interno di una scatola di scarpe dentro un involucro trasparente pieno di sangue. Il mittente è 'Forza nuova' che poi spiega: ''Un messaggio choc per riaprire il dibattito sulla 194, le polemiche erano previste''. Fiore: ''Rivendico l'iniziativa, non c'è nessuna intimidazione''. La Procura aprirà un'inchiesta.

Palermo, 19 nov.- (Adnkronos/Ign) - Una bambola senza gambe e insaguinata è stata recapitata questa mattina alla redazione palermitana dell'Adnkronos.

Il mittente scritto sul pacco è 'Forza nuova' di Palermo. La bambola era all'interno di una scatola di scarpe dentro un involucro trasparente pieno di sangue.

Il pacco è giunto in redazione con una raccomandata spedita lunedì pomeriggio. In una busta trasparente, di tipo alimentare, è racchiuso un bambolotto sporco di sangue a cui sono state staccate gambe e braccia. Sotto c'è una lettera in cui si parla dell'abrogazione della 194 che reca la firma di Giuseppe Provenzale coordinatore regionale siciliano di Forza Nuova, dove si legge: ''Siamo di fronte ad un genocidio legalizzato''.

La Digos della Questura di Palermo ha fatto un sopralluogo presso la redazione, in via Principe di Villafranca, per effettuare gli accertamenti sulla scatola contenente la bambola.

E la Procura di Palermo aprirà un'inchiesta . A darne conferma è il Procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo. "Stiamo in attesa degli altti che ci porteranno le forze dell'ordine - ha spiegato il numero uno del pool antimafia - e poi avvieremo formalmente l'inchiesta, che è un atto dovuto".

A spiegare poi con maggiore chiarezza all'Adnkronos il senso del pacco recapitato stamane è stato lo stesso Provenzale: "Un messaggio choc per riaprire il dibattito sulla 194. E' in corso un genocidio, sono cinque milioni i bambini non nati in Italia - aggiunge Provenzale - Se fa orrore un bambolotto con frattaglie di pollo in una scatola, bisognerebbe pensare cosa si può provare davanti ad un bambino massacrato e abortito".

"Non penso si possa parlare di reato - prosegue il coordinatore regionale di Fn -. Il mittente era chiaramente espresso e le polemiche che ne scaturiranno erano in preventivo. Si tratta di piccolo sacrificio per evitare che la questione continui a passare ancora sotto silenzio. Di abrogazione della legge 194 non parla più nessuno e questo è un modo per farne nuovamente parlare".

Già in passato Forza Nuova aveva organizzato delle iniziative per riaprire il dibattito sulla 194 con volantinaggi negli ospedali e con una manifestazione il primo novembre a Catania.

E a rivendicare ''in pieno la responsabilità dell'azione" è il leader nazionale d el movimento, Roberto Fiore, che non solo non nega l'invio del pacco alla redazione palermitana dell'Adnkronos ma ne assume la paternità politica a sostegno di un'iniziativa, spiega, del gruppo femminile 'Evita Peron' di Forza Nuova Palermo.

"Non c'è nessuna intimidazione - afferma Fiore - sono le donne di Forza Nuova che hanno voluto sollevare la questione della legge 194 chiedendo cosi' la riapertura del dibattito sull'aborto". Fiore aggiunge che l'iniziativa "non era diretta al responsabile della redazione, uomo o donna che sia, ma agli organi di informazione". Il leader aggiunge di trovare "singolare che qualcuno si impressioni per una bambolina sporca di sangue animale quando ci si dovrebbe indignare per i bambini che ogni giorno vengono macellati negli ospedali italiani".

Fini, invece, non perde mai l'occasione per tacere.

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Di Admin (del 19/11/2008 @ 07:22:23, in Osservatorio Famiglia, linkato 1863 volte)
Un bimbo su quattro vittima del bullismo
Il Tempo - 2 ore fa
I ragazzi contro i ragazzi. La paura di essere picchiati, a volte addirittura rapiti. Rischiando di rinchiudersi dietro la virtuale compagnia di un ...
Minori sempre più tecnologici, tra bullismo e vecchie paure
Adnkronos/IGN - 18 nov 2008
Rapporto Eurispes-Telefono Azzurro: il 73,4% dei bambini ha un computer, il 60,6% ha, in casa, una console portatile/videogioco mentre il 58,6% dispone di ...
I bimbi italiani tra bullismo e nuove paure
La Stampa - 18 nov 2008
Per il 59,9% dei bambini il bullismo è una prepotenza contro un compagno più debole che si ripete spesso; per il 17,7% si tratta di un’azione che va contro ...
UN BAMBINO SU QUATTRO VITTIMA DEL BULLISMO
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 20 ore fa
Roma - Cosa e' il bullismo? Per il 59,9% dei bambini, stando al rapporto Eurispes-Telefono azzurro, il bullismo e' una prepotenza contro un compagno piu' ...
MINORI: RAPPORTO EURISPES-TELEFONO AZZURRO - MINORI TECNOLOGICI ...
Clandestinoweb - 22 ore fa
18 nov. - I piccoli italiani sono sempre piu' 'tecnologici': il 73,4% dei bambini ha un computer, il 60,6% ha, in casa, una console portatile/videogioco, ...

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Di Admin (del 19/11/2008 @ 07:30:23, in Politica, linkato 1722 volte)
Dopo le polemiche tra gli alleati del Pdl e 'altolà della Lega

Rinvio per ddl 'messa in prova', La Russa: ''Proposta tutta da esaminare''

Slittata l'approvazione del provvediento che cancella i reati fino a 4 anni in 'cambio' di un lavoro socialmente utile. Il ministro della Difesa: ''Bisogna riflettere molto''

Roma, 19 nov. (Adnkronos/Ign) - Dopo le polemiche tra gli alleati del Pdl e l'altolà della Lega, è slittata in Consiglio dei ministri l'approvazione del controverso ddl Alfano che prevede la 'messa in prova' per gli incensurati: un meccanismo che, per condanne fino a quattro anni, può cancellare il processo e estinguere il reato in 'cambio' di un lavoro socialmente utile svolto bene dall’imputato.

"E' ancora una proposta tutta da esaminare", ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa (nella foto), lasciando Palazzo Chigi. "Tra l'altro -insiste il reggente di An- ho visto che oggi è stata anche letta male. Ne parlavo con Alfano: prima di formularla bisogna riflettere molto. Nessuno ha sottolineato che la novità di questo disegno di legge è quella che riguarda la condizionale. Oggi chi ottiene la condizionale la incassa senza obblighi, mentre con il nuovo provvedimento dovrà fare lavori socialmente utili per un periodo di tempo che arriverà ad essere pari anche alla durata della pena. Questa è la vera novità''.

Eppure, ribadisce l'esponente di An, "i riflettori della stampa" sono stati tutti puntati sull'altra parte, cioè sulla cosiddetta 'messa in prova per gli imputati'. "Io esprimo solidarietà ad Alfano che ha studiato questo aspetto con molta attenzione. In Italia, infatti, è difficile fare delle cose senza che siano prima formulate. Appena fai qualcosa già c'è qualcuno che crocifigge le intenzioni".

La Russa difende il suo collega Roberto Maroni: "Se fosse come è scritto sui giornali, io sono sulle stesse posizioni di Maroni. Maroni, riguardo alla versione di alcuni quotidiani ha detto: 'Ma quand'è così ci mettiamo ad inseguire loro?'. Io sono d'accordo con lui. Comunque, bisogna approfondire meglio il testo e poi leggerlo anche con attenzione", insiste il reggente di An punzecchiando di nuovo la stampa. Il varo del ddl Alfano, dunque, viene rinviato: "Bisogna riflettere molto non solo sul testo ma anche sul suo impatto. Abbiamo tempo".

Si veda anche la dichiarazione del Sen. F. Casson.
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Di Admin (del 19/11/2008 @ 08:12:21, in Indagini, linkato 2031 volte)
English

Telegram N°: 002/7A - 23/10/2008 - 7.38

To
Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Tivoli - Roma
Giuristi Telematici dott. Luca Ramacci

News Crime I mistrust: Your PROMOTUX Gallus Giovanni Battista From Died Threats, Pornographic Defamation, Instigation To Commit a Crime, Probative Pollution My Website, Crime Embezzlement University of Naples. I Asks Warnings Reads.

Today: I am very frightened, above all after the publication of my house address and the photo of my sons.

Loredana Morandi


Italian

Telegramma N°: 002/7A - 23/10/2008 - 7.38

Alla
Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Tivoli - Roma
Giuristi Telematici dott. Luca Ramacci

Notizia Criminis. Diffido Vostro PROMOTUX Gallus Giovanni Battista da Minacce di Morte, Diffamazione Pornografica, Istigazione Delinquere, Inquinamento Probatorio Miei Website Reato di Peculato Università di Napoli.

Oggi: Sono molto spaventata, soprattutto dopo la pubblicazione del mio indirizzo di casa e delle foto dei miei figli.

Loredana Morandi

Originale Telegramma - Original Telegram




Immediately you look at:

Photo of sons

My photo

My address

Pornographic defamation only for me

And ...

the name of my mother

It is ashamed Italian criminals !

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Di Admin (del 19/11/2008 @ 09:48:26, in Magistratura, linkato 1856 volte)
Comitato di Coordinamento fra le Magistrature e l’Avvocatura di Stato



A RISCHIO L’INDIPENDENZA DELLE MAGISTRATURE


Nel disegno di legge sul lavoro pubblico approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato sono state introdotte rilevanti modifiche alla composizione e ai poteri del Consiglio di Presidenza della Corte dei conti, organo di autogoverno della Magistratura contabile.

Le norme approvate dalla Commissione riducono drasticamente il numero dei componenti elettivi (da 10 a 4), che diventano minoranza rispetto a quelli di nomina politica.

Si prevede, inoltre, un rilevante trasferimento di poteri sullo status dei magistrati dall’organo di autogoverno al Presidente della Corte dei conti, nominato dal Governo.

In capo al Presidente della Corte, poi, vengono accentrati poteri finora svolti in maniera autonoma dalle singole sezioni, ivi comprese le funzioni di controllo sull’attività del Governo.

Misure analoghe erano già state introdotte per la magistratura amministrativa con il decreto legge n. 112 del 2008, con il quale una serie di poteri sono stati trasferiti dall’organo di autogoverno della magistratura amministrativa al Presidente del Consiglio di Stato.

Si tratta di interventi palesemente in contrasto con i principi costituzionali di indipendenza delle magistrature, principi che, è bene ricordarlo, non sono un privilegio dei magistrati ma costituiscono una garanzia per l’eguaglianza e la libertà dei cittadini.

Le associazioni delle magistrature esprimono vivo allarme e preoccupazione per un disegno complessivo volto ad una riduzione dell’autonomia e dell’indipendenza di tutte le magistrature e alla introduzione di un sistema di controllo politico dei magistrati.

Roma, 19 novembre 2008

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI AMMINISTRATIVI
ASSOCIAZIONE MAGISTRATI DELLA CORTE DEI CONTI
ASSOCIAZIONE UNITARIA AVVOCATI E PROCURATORI DELLO STATO
COORDINAMENTO PER UNA NUOVA MAGISTRATURA AMMINISTRATIVA

Asca 19.11.2008
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Di Admin (del 19/11/2008 @ 11:16:51, in Politica, linkato 1973 volte)
Barbareschi e Pagano Santi subito !!!

PEDOFILIA: BARBARESCHI, CONCLUSO ITER ISTITUZIONE GIORNATA NAZIONALE
 
(ASCA) - Roma, 19 nov - ''Tra breve la giornata nazionale contro la pedofilia sara' una realta'. Eprimo una grande soddisfazione per la sensibilita' dimostrata, nelle Commissioni competenti, dai colleghi parlamentari che hanno contribuito alla felice conclusione dell'iter parlamentare''.
Ad affermarlo e' Luca Barbareschi, deputato Pdl, che sottolinea come ''l'istituzione di una data simbolica rappresenta il punto di partenza per la creazione di una coscienza nazionale sul problema dell'aggressione sessuale nei confronti dei minori e delle problematiche collegate anche massiccia e crescente diffusione delle nuove tecnologie''.
''La Rete spesso finisce, infatti, per trasformarsi nella tela che sempre piu' di frequente cattura le nuove generazioni: si rendono indispensabili delle campagne -conclude Barbareschi- che impegnino l'opinione pubblica e le Istituzioni per la soluzione di questo gravissimo problema''.

min/mcc/ss

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PEDOFILIA: ARRIVA UN SOFTWARE PER PROTEGGERE I MINORI SU INTERNET
 
(ASCA) - Roma, 13 nov - Si installa il browser sul computer e quando un bambino cerca una parola ''proibita'' arriva al genitore un sms sul cellulare e il programma blocca la pagina. Si chiama ''Clicksicuro.it'' ed e' il software contro la pedopornografia on-line che e' stato presentato questa mattina dal presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia, Alessandra Mussolini, e dalla vice presidente, Gabriella Carlucci.
Uno strumento che potra' essere usato da genitori e insegnanti a partire dal 15 dicembre, giorno in cui verra' installato sul sito del ministero delle Comunicazioni e potra' essere scaricato.
Perche', come sottolineato da Alessandra Mussolini, ''internet non e' solo virtuale perche' attraverso la rete si fanno degli incontri reali''. E allora, grazie a questo programma, gli adulti potranno decidere delle parole chiave e dei siti internet da ''bandire'' ai propri figli, ma non solo. ''A fine navigazione - ha aggiunto Carlucci - i genitori potranno controllare i siti visitati dai ragazzi''.
Il browser puo' essere disattivato solo con una password e sara' l'unico programma disponibile sul pc interessato per la navigazione in internet.

map/dnp/alf

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INFANZIA: PD, PROPOSTA LEGGE PER DIRITTO BAMBINI EDUCAZIONE 0-6 ANNI
 
(ASCA) - Roma, 19 nov - Un cambiamento di rotta di 180 gradi e' quello proposto dal Pd in tema di infanzia, con un passaggio dall'asilo nido 'fornito' su richiesta individuale ad un servizio educativo programmato socialmente per il periodo che va dai zero ai sei anni. Il tutto racchiuso in una proposta di legge che significativamente e' stata definita ''proposta zerosei''.
Proposta che alla vigilia della giornata mondiale dei diritti dell'infanzia, e' stata presentata in una conferenza stampa da Enrico Letta ministro del welfare del governo ombra del Pd, Anna Serafini (responsabile infanzia), Maria Coscia (responsabile scuola) e dai parlamentari Daniela Sbrollini e Antonio Rusconi.
La proposta del Pd, ha spiegato la Serafini, non e' riducibile al solo aumento degli asili nido che pure e' una cosa essenziale, ma nel cambiamento della loro funzione, ovvero nel loro inserimento in un processo edicativo che si spinge fino ai 6 anni.
Una impostazione, ha aggiunto, che risponde alle indicazioni dei maggiori studiosi del mondo, concordi nell'affermare che i primi 3 anni di vita sono decisivi per lo sviluppo del bambino e per la sua socializzazione anche nell'adolescenza e oltre, nella fase adulta. Di qui l'importanza di una rete di asili nido come servizio alle famiglie ''possibile solo se si raccorda pubblico e privato''. Un'operazione che per sua natura e' una materia concorrente tra Stato e Regioni, chiamati a cooperare se si vogliono rispettare gli obiettivi posti dall'Unione europea.
Obiettivo indicato nel 30% di accoglienza per il 2010, mentre vede il nostro paese fermo oggi al 12%. Il progetto di crescita degli asili nido -in chiave educativa- prevede un investimento di 2.250 milioni divisi in tre anni: 500 milioni di euro per il 2009, 750 nel 2010 e 1.500 nel 2011 con un sostanziale raddoppio degli asili nido con il raggiuingimento dell'obiettivo europeo.
Durante la conferenza stampa sono stati offerti una serie di dati che mettono in evidenza come gli asili nido (pubblici e privati) abbiamo una presenza diffusa e abbastana omogenea al centro-nord mentre sono del tutto insufficienti al sud.
Sull'iniziativa del Pd, e' stato sottolineato che e' una proposta aperta alla condivisione ''perche' la sfida non e' tra centrosinistra e centrodestra ma per l'innovazione e la modernizzazione a favore dei bambini e delle famiglie''.

min/mcc/ss
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