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 dandelions... di Lunadicarta
 
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Non ci sono dubbi che la deprivazione prolungata di cure subita da un bambino può avere effetti gravi e prolungati sul suo carattere e in tal modo su tutta la vita futura. I bambini deprivati delle cure sopratutto materne, specialmente se cresciuti in istituzioni da un’età inferiore ai sette anni, possono essere colpiti nel loro sviluppo fisico, intellettuale, emozionale e sociale; inoltre un bambino emotivamente deprivato genera un circolo vizioso che si autoperpetua generando un genitore trascurante di domani.

John Bowlby, psicoanalista inglese
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 27/11/2010 @ 17:19:08, in Indagini, linkato 1541 volte)
I prossimi a cadere sono il politic bureau sardo della multinazionale ...


Condannati in Appello i fondatori di Pirate Bay


Peter Sunde, Fredrik Neij e Carl Lundström, il trio dei fondatori del sito "The Pirate Bay" sono stati condannati dalla Corte d'Appello svedese a pene detentive in carcere rispettivamente per 10, 8 e 6 mesi di reclusione. Grande assente il quarto pirata, l'imprenditore Gottfrid Svartholm , il cui caso sarà discusso in sede successiva.

Il risarcimento per i danneggiamenti all'indotto professionale dell'industria audiovisiva stabilito dalla Corte si aggira intorno ai 6.5 milioni di dollari, da dividere tra i tre fondatori.

Le major festeggiano, naturalmente, ma i media ancora non forniscono il dato fondamentale alla popolazione sulla baia e il suo gioco delle scatole cinesi: il file sharing solleva volumi di scambio illegale tali da ottenere nel pur piccolo pianeta Italia il fallimento di società come Blockbuster e la perdita di centinaia di posti di lavoro.

Nonostante la campagna mediatica, simile in tutto a quella della Maria Antonietta decapitata per l'uso sconsiderato delle brioshes che ha portato il partito "pirata" dal 7% delle europee al tonfo dell' 1.4% delle recenti politiche in Svezia, il file sharing in quanto anti- mercato ha spessissimo mostrato il suo vero volto di "mercato".

Quanto valgono in pubblicità i siti del file sharing illegale?

L'esempio internazionale più eclatante è certamente quello della tentata vendita dell'intero archivio di Pirate Bay alla Global Gaming Factory (GGF), una trattativa economica stimata 60 milioni di corone svedesi, 7.7 milioni di dollari. Un accordo saltato per l'apparente mancanza di fondi per l'acquisizione, che avrebbe originato una spregiudicata operazione fortemente sospettabile di inside trading.

Infatti, la Corte svedese ha condannato Pirate Bay nelle persone di  tre uomini il cui libero pensiero sullo sviluppo sostenibile si è esplicato berlusconianamente nella realtà con la fondazione della società Reservella Ltd, ubicata alle isole Seychelles, al fine di tutelare il pacchetto clienti e i propri interessi economici.

Esatto: una società off-shore. La pirateria informatica come la P3.

Nessuna sorpresa, quindi, che in Italia l'identica espressione di ciò, ovvero lo sfruttamento in peculato dei server del centro elettronico dell'Università Federico II di Napoli durato 4 anni fino all'intervento della Morandi e del quotidiano Epolis, abbia di fatto partorito una società di capitali a responsabilità limitata (una SRL l'equivalente italiano della limited - ltd) con sede in Roma, piazza della Libertà. (sfido chiunque a dimostrare che io non l'abbia detto o scritto in modo intellegibile e fruibile a chiunque, a meno che il lettore non fosse dotato di orecchie e occhi coperti da "prosciutto" illegale).

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/sequestro_piratebay.jpg

Le vicende italiane le rammentiamo tutti, dal sequestro operato dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza su richiesta del pubblico ministero Giancarlo Mancusi e ordine del Tribunale di Bergamo (R.G.n.r. 3277/08) alla la sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha dato ragione all'eccezionale pm (Cass. sez. III pen., 23 dicembre 2009, n. 49437/09).

Ma la strada dei tre svedesi condannati è ancora lunga. Infatti non si arrendono ed intervistati replicano dichiarando l'intenzione di fare ricorso presso la Corte Suprema. Poi fuggiranno fisicamente all'estero, naturalmente, probabilmente prima della celebrazione della sentenza in terzo grado di giudizio.

Anche i pirati italiani non si arrendono e hanno già annunciato la prossima grande festa del "Partito Pirata"  che non si terrà più a Roma ma a Cagliari, in Sardegna, presso il grande salone da ballo del complesso di Buoncammino. Ospite d'eccezione il fantastico stalkerista telematico Sergio Murolo e la sua band, in permesso premio direttamente dal palco circondariale di Santa Maria Capua Vetere, che ha promesso per i prossimi nove anni ai suoi fan di non voler mai più violare i domiciliari con partner istituzionali d'eccezione e l'ausilio di linee telefoniche, sistemi informatici e social network.


Loredana Morandi
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XXX Congresso della Associazione Nazionale Magistrati


Intervento del Vicepresidente del
Consiglio Superiore della Magistratura

On. Michele Vietti


Ho accettato con piacere l’invito del Presidente Palamara ad intervenire al XXX Congresso dell’ANM, non solo per le ragioni istituzionali connesse al mio ruolo di Vice Presidente del C.S.M., ma soprattutto perché si tratta di un’occasione importante per chiunque sia interessato ad una riflessione seria sui temi della giustizia e della magistratura. E’, quindi, con sincera simpatia che vi porgo il mio personale saluto e quello dell’Organo che rappresento e sono fiducioso che questo congresso potrà fornire un contributo significativo al rinnovamento della magistratura e della giustizia italiana, obiettivo che, pur nella distinzione dei ruoli, condividiamo.
Questo vostro appuntamento cade senza dubbio in un momento particolarmente delicato per la situazione politica che l’Italia sta attraversando.
Solo qualche giorno addietro il Rettore dell’Università Bocconi ha ricordato che la crescita economica italiana subisce un costante rallentamento dovuto anche alla diffusa cultura dell’illegalità, che riduce l’efficacia della giustizia e ostacola il buon funzionamento delle Istituzioni, sottolineando che invece i paesi dove le istituzioni tipiche di uno stato di diritto, ed in particolare la giustizia, funzionano meglio tendono a specializzarsi nei settori produttivi più sofisticati.
Al proposito è doveroso ricordare che la legalità è garantita dalla giurisdizione la quale fa capo ad un corpo di magistrati a cui la Costituzione affida consapevolmente la funzione più alta: quella di incarnare il volto stesso dello Stato di diritto, di rendere le formule della legge fonte di protezione effettiva dei beni e degli interessi e strumento di tutela dei più deboli.
L’evidenza dei nostri giorni spiega quanto sia importante la conservazione di questo valore.
La giustizia è amministrata dai giudici e ad essi ed alla loro funzione si deve rispetto, un rispetto talora troppo trascurato in ossequio ad un malinteso senso di libertà dai ruoli e dalle regole. Non si tratta, certo, di un rispetto acritico, ma non va dimenticato che è il processo, i1 suo esito, il momento nel quale la legge diventa regola del caso concreto e sanzione delle condotte cariche di disvalore sociale che purtroppo ci sono, non vanno sottovalutate ma contrastate.
Se è vero che il dibattito politico fatica -non sempre per ragioni disinteressate- a riconoscere alla magistratura il titolo a partecipare al circuito di produzione del “diritto vivente”, occorre, però, ammettere che il tema della legittimazione della magistratura a partecipare a tale attività di sostanziale produzione normativa non è del tutto peregrino, né frutto esclusivamente della volontà prevaricatrice della politica.
Secondo una visione ideologica per la quale tutti i poteri pubblici devono essere direttamente riconducibili all’investitura della sovranità popolare, anche la giurisdizione dovrebbe essere ricondotta alla volontà della maggioranza del popolo, in una concezione sostanzialmente “giacobina” dello Stato e dei suoi poteri.
L’approccio liberaldemocratico, viceversa, rifiuta questo approccio, facendosi carico della necessità di sottrarre la materia dei diritti e della loro tutela alla logica maggioranza/minoranza, per dare piena effettività alle ragioni che hanno condotto a legiferare: la garanzia dei cittadini contro gli abusi e le oscillazioni dell’autorità e della maggioranza.
Ciò nondimeno resta un principio della democrazia che le norme giuridiche dovrebbero emanare da autorità rappresentative, cioè periodicamente soggette alla approvazione e alla riprovazione del voto popolare.
In più occasioni ho ricordato come la giurisprudenza svolge un ruolo necessario e ineludibile di progressiva e costante vivificazione ed aggiornamento dell’ordinamento alle esigenze della società, in una prospettiva di rispetto dei valori costituzionali. E non è solo il mio pensiero, ma una constatazione che ogni operatore giuridico accorto può fare: dalla risarcibilità del danno biologico, alla tutela ambientale, una molteplicità di diritti che sono entrati a far parte del patrimonio individuale e collettivo confermano la fertilità di questo circuito.
Tuttavia tale ruolo è, in definitiva, un ruolo “politico” ed in quanto tale confligge con il principio democratico secondo cui la produzione normativa è riconducibile soltanto alla volontà popolare ed è fonte di frizione, perché i giudici - si sa - non sono organi rappresentativi.
La giustificazione dell'eccezione che qui si impone al principio democratico la si trova nella presunzione che i giudici, selezionati per le loro competenze tecniche e sottratti all'impatto diretto delle competizioni elettorali politiche, siano meglio capaci di interpretare e far valere esigenze profonde di giustizia, e operino quindi per una "razionalizzazione" complessiva del sistema normativo. Rimane in ogni caso il fatto che tra principio democratico e "politicità" della giurisprudenza, intesa come capacità di innovare mediando fra valori diversi o confliggenti, vi è ineliminabile tensione.
In alcuni ordinamenti questo problema viene risolto prevedendo l'elezione popolare dei magistrati, soluzione che non ritengo compatibile con la nostra tradizione. In altri si prevede la soggezione del P.M. al potere esecutivo, ma anche questa –per le ragioni più volte e più ampiamente richiamate - non mi sembra una strada percorribile.
Nel nostro impianto costituzionale io credo che la fonte della legittimazione faccia piuttosto riferimento ad un rigoroso sistema di "certificazione di qualità" che garantisca il più possibile la rispondenza dell'operatore al delicato modello del moderno magistrato.
La legittimazione democratica dell'attività giudiziaria va dunque individuata in elementi ulteriori e diversi rispetto al sistema di nomina: nella qualificazione professionale, aggiornata e continua, nella responsabilizzazione del magistrato, nella esposizione al controllo dell'opinione pubblica, nell’attento rispetto delle regole del processo, nella effettiva imparzialità e indipendenza, nella rigorosa deontologia, nella sobrietà del comportamento.
Centrale diventa, così, il “controllo interno di qualità”, facendo rientrare in questo concetto tutte le diverse sfaccettature e segmentazioni che attraversano il tema della professionalità del magistrato: le valutazioni di professionalità, la selezione dei dirigenti, la deontologia, ecc..
Sotto questo profilo il C.S.M. – con l’autorevolezza che gli deriva dalla duplice veste di custode dei valori e dei precetti costituzionali del Presidente della Repubblica che lo presiede- ha un decisivo ruolo istituzionale, che deve interpretare con forza e senza timidezze, abbandonando talune pratiche lottizzatorie o clientelari che hanno talvolta caratterizzato un passato ancora troppo vicino e di cui abbiamo potuto avere conferma anche in recenti inchieste giudiziarie.
La “certificazione di qualità del magistrato” che la Costituzione e l’Ordinamento Giudiziario consegnano al Consiglio è oggi il risultato finale di una verifica e di una selezione che l’ordinamento impone rigorosa e che finalmente consente di effettuare con strumenti efficaci e non formali, diversamente da quanto accadeva nel passato.
In particolare il puntuale e rigoroso controllo nelle numerose valutazioni di professionalità, con esiti che la legge ha voluto tutt’altro che scontati e che consentono anche di dispensare dal servizio i magistrati non idonei, è un momento decisivo di questo percorso: il Consiglio deve raccogliere la sfida e dimostrare la capacità di utilizzare fino in fondo i nuovi strumenti a disposizione. Credo che questo Congresso stia opportunamente dedicando una specifica riflessione a questo aspetto.
La esclusiva valorizzazione delle attitudini e del merito e l’eliminazione del criterio dell’anzianità, in occasione del conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi, costituisce un altro decisivo tassello di questo percorso.
Il C.S.M. deve avere la forza e la capacità di resistere alle incrostazioni culturali che -comprensibilmente, nelle passate epoche di schieramenti ideologici pregiudiziali- spinsero la magistratura a chiudersi in una logica egualitaria e a considerare il criterio dell’anzianità senza demerito un presidio di garanzia, così limitando, forse, talune discriminazioni, ma consegnando la dirigenza di uffici giudiziari sempre più complessi in mani talora stanche e non all’altezza della sfida. Su questo terreno occorre resistere alla tentazione di tornare indietro per il contraccolpo culturale che il cambiamento inevitabilmente produce. Non bisogna avere rimpianti verso un passato che nel complesso, sotto lo specifico profilo della dirigenza degli uffici giudiziari, non merita di essere difeso.
Anche con riferimento al segmento disciplinare il C.S.M. ha davanti a se una sfida stimolante, ancorché non priva di insidie.
La riforma varata con il D.Lgs. 109/06 ha affidato al Consiglio uno strumento potente di controllo della correttezza deontologica dei magistrati.
I risultati si vedono. Nel corso del 2008 sono sopravvenuti al C.S.M. 131 procedimenti disciplinari; nel corso del 2009 ne sono sopravvenuti 142; nel corso dei soli primi sette mesi del 2010 ne sono sopravvenuti ben 132! Andamento non dissimile hanno avuto anche le pronunzie di condanna. Nei soli primi sette mesi del 2010 vi sono state 36 sentenze di condanna, cui vanno aggiunte due sentenze miste (condanna e assoluzione) e soprattutto 22 fra sentenze e ordinanze di non luogo a procedere per cessazione dall’appartenenza all’Ordine giudiziario. 
Ma la qualità di un controllo non si misura solo dalle sentenze di condanna. Il controllo disciplinare ha anche le sue insidie, che il Consiglio ha il dovere di non sottovalutare. Da un lato il nuovo codice disciplinare ha tipizzato alcuni illeciti che – come ho potuto constatare per diretta esperienza- possono interferire, se non correttamente applicati, con l’attività di interpretazione della legge. Dall’altro le attuali concrete condizioni di lavoro e di funzionamento degli uffici giudiziari possono esporre anche i giudici più impegnati sul lavoro al rischio di ritardi nel deposito dei provvedimenti. 
Analogamente a quanto si va affermando -in una logica moderna- in altri segmenti del nostro ordinamento, un corretto processo di valorizzazione ed affermazione della qualità, della trasparenza e della professionalità non può affidarsi solo alla logica sanzionatoria, dovendogli preferire quella promozionale ed incentivante dei comportamenti virtuosi, così che la condotta professionalmente corretta diventa per il magistrato un’opportunità. Si tratta di una prospettiva che potrebbe trovare applicazioni interessanti anche nei segmenti di nostra competenza. Basti pensare non solo alle progressioni e alle promozioni, ma anche al problema delle lunghe permanenze fuori ruolo di taluni magistrati in certi incarichi di scarsissima utilità per la giurisdizione, il cui prolungamento potrebbe essere forse più agevolmente contrastato dalla promozione di scelte differenti, piuttosto che dall’imposizione di rientri forzosi.
Il C.S.M. da poco insediato ha davanti a sé la possibilità di dimostrare di essere all’altezza della complessità di queste sfide. L’avvio di consiliatura sembra muoversi in questa direzione, evidenziando l’aspirazione di tutti di affrancarsi da schieramenti precostituiti e di muoversi nel circuito istituzionale con libertà e vivacità.
Ma la declinazione dell’autoriforma non si limita certo al C.S.M.. Essa investe l’intera magistratura e soprattutto l’Associazione Nazionale Magistrati.
Da questo punto di vista voglio esprimere un sincero apprezzamento per il discorso del Presidente Palamara, ma prima ancora per l’azione svolta da questa Giunta, che si è sforzata di cogliere i temi all’ordine del giorno e fra di essi quello centrale del cambiamento rispetto alle logiche del passato: “La Forza del Rinnovamento”.
Il Presidente della Repubblica, sin dal giugno 2009, ha richiamato la magistratura ad una “aperta, seria, non timorosa riflessione critica su se stessa e alla conseguente apertura alle necessarie autocorrezioni quale modo migliore per prevenire qualsiasi tentazione di sostanziali lesioni dell’indipendenza della magistratura”.
Negli ultimi quindici anni sono entrati in magistratura circa 4000 nuovi magistrati; poco meno della metà della magistratura ha, dunque, preso servizio dopo la stagione di “mani pulite” e addirittura più della metà dopo la caduta del muro di Berlino.
La magistratura associata si deve confrontare col significato profondo di questi cambiamenti e deve saper separare il contributo individuale che ciascun magistrato opportunamente apporta sul piano culturale con il proprio impegno e la propria partecipazione associativa, dalla promozione professionale e di carriera dei singoli o dei propri adepti. La partecipazione alla vita associativa è un arricchimento per l’intera magistratura, ma affinché ogni iscritto costituisca una risorsa e non un peso questa partecipazione deve restare all’interno del momento culturale e non trasporsi nei momenti valutativi, favorendo pratiche lottizzatorie. La logica delle “casacche” e dello schieramento va sostituita a favore della obiettiva “certificazione di qualità”, la quale deve guidare non soltanto il C.S.M., ma anche l’approccio dell’A.N.M., ad esso -inutile nasconderselo- indissolubilmente legata, pur nella diversità dei ruoli e delle funzioni.
Questo non significa, non deve significare, la fine dell’associazionismo giudiziario e neppure la fine di quelle che con termine troppo sbrigativamente negativo vengono chiamate “le correnti”.
E’ miope -e tipico di chi ha una scarsa conoscenza dei meccanismi della politica e delle relazioni umane in generale- pensare che l’eliminazione del dibattito sulle idee possa rendere la magistratura migliore. E la diversificazione ed aggregazione sulle idee è il corollario inevitabile di quel dibattito.
Ciò che, invece, costituisce una zavorra di cui sbarazzarsi è la logica di apparato e di difesa totalmente corporativa, che va combattuta e che fortunatamente pare oramai avere scarso respiro anche fra i magistrati.
L’associazionismo, dunque, deve continuare a svolgere un prezioso ruolo culturale, in mancanza del quale si impongono logiche diverse: territoriali, professionali, amicali, clientelari, autoreferenziali, che finiscono per peggiorare le cose. Una reale vocazione culturale dell’associazionismo costituisce ostacolo ad una deriva di pura e sterile difesa corporativa, che non ha futuro.
L’A.N.M. deve svolgere, dunque, fino in fondo questo ruolo di promozione culturale e di dibattito sulle idee in tema di giustizia, senza farsi relegare in una pura logica sindacale priva di respiro. Ciò non vuole dire, ovviamente trascurare di fare valere il punto di vista dei magistrati e le loro aspettative professionali, ma significa mantenere la consapevolezza che i magistrati e la magistratura svolgono una delicatissima e peculiare funzione sociale e non solo un mestiere, e non perdere mai di vista il senso complessivo del servizio che sono chiamati a rendere.
Non credo di dover essere io a ricordare a voi che l’associazionismo giudiziario ha una storia importante, fatta di elaborazioni culturali colte, capaci di innovare e di promuovere la tutela dei diritti e di fare crescere in senso democratico la consapevolezza del ruolo della magistratura, della sua indipendenza, della sua autonomia. Questa prospettiva va conservata e vivificata costantemente.
Ciò significa innanzitutto continuare a partecipare, come avete fatto finora a pieno titolo, con tutto il vostro patrimonio culturale ai temi che caratterizzano l’agenda politica sulla giustizia, senza pregiudizi corporativi.
Posto, ovviamente, che un’agenda politica sulla giustizia esista e non sia un espediente propagandistico per distrarre l’attenzione da altri temi o un alibi per eludere i drammatici problemi della gestione ordinaria o un espediente per risolvere singole situazioni.
A questa condizione accetto di parlare anche delle ipotizzate riforme costituzionali per ribadire la mia personale contrarietà alla prospettiva di separare le carriere di PM e giudici e di creare due CSM distinti. La nostra Costituzione ha collocato il PM nell’ordine giudiziario, rendendolo compartecipe della funzione giurisdizionale, come ricordato in particolare dall’art. 102, comma 1, Cost.. Nel nostro ordinamento e nella nostra antica cultura giuridica il PM è posto all’interno della magistratura e partecipa dell’autonomia e dell’indipendenza dell’ordine cui appartiene da ogni altro potere dello Stato.
Esso è coerentemente sottoposto al controllo ed al governo del CSM, al pari dei giudici.
Anche attraverso l’unicità del CSM, il PM è ricondotto, dunque, ad un ruolo di garante del rispetto della legge  e della legalità e condivide con la magistratura giudicante la cultura della giurisdizione, la professionalità, la formazione, la deontologia.
Al di fuori di questo circuito il PM cadrebbe facile preda di logiche del tutto autoreferenziali o di contingenze politiche altrimenti non evitabili, quanto meno nel lungo periodo, con la conseguenza che non potrebbe che porsi seriamente, presto o tardi, il problema del suo controllo.
Ma ben altre sono le emergenze che incombono e da troppo tempo attendono risposta.
Occorre innanzitutto rivedere le circoscrizioni giudiziarie con coraggio. La geografia giudiziaria italiana, con i suoi circa 1500 uffici giudiziari, risale ad un’epoca in cui ci si spostava a cavallo, in un contesto essenzialmente agricolo: il terzo millennio è un altro mondo e non può essere affrontato con strutture irrazionali e antieconomiche; peraltro il nostro raffinato sistema processuale determina un tale numero di incompatibilità da rendere indispensabile l’eliminazione di uffici al di sotto di adeguate dimensioni d’organico. D’altro canto vi sono discipline specialistiche che sarebbe utile trattare con l’alta specializzazione che solo la sede distrettuale può offrire. Sulla revisione delle circoscrizioni il precedente CSM aveva predisposto una accurata risoluzione che potrebbe costituire un punto di partenza.
La scelta di escludere in via di principio i magistrati di prima nomina dalle procure della Repubblica e dagli uffici monocratici penali, sta scardinando la giustizia in zone molto esposte alla criminalità organizzata, producendo il paradossale effetto indotto di aprire ai neo-magistrati le sedi più ambite del paese.
Va apprezzata la scelta che ha consentito di derogare a questo divieto per i magistrati di cui al D.M. 2.10.09, ma occorre rivedere un divieto che è nato già datato, frutto di una preoccupazione che non si coniuga con l’attuale strutturazione ordinamentale del P.M. e che, in ogni caso, rende non governabile la situazione degli uffici meridionali. I trasferimenti d’ufficio – pur da percorrere - non risolvono il problema, ma lo spostano, in quanto scoprono le sedi limitrofe, a prescindere dagli altri profili. Il problema delle scoperture e dei trasferimenti dei magistrati si risolve solo con la copertura degli organici.
Invece sembra andarsi in direzione opposta. A fronte di ben 1200 scoperture di organico negli uffici giudiziari, l’intervento finanziario varato con il decreto legge n. 78/2010 sta facendo ulteriormente precipitare la situazione con oltre 400 pensionamenti immediati. Per non parlare degli organici del personale amministrativo (non si assume da moltissimi anni) e delle dotazioni di mezzi di qualsiasi genere: gli uffici giudiziari sono oramai senza più risorse.
E’ un obiettivo primario incentivare la deflazione del contenzioso, sia civile che penale.
 Nel settore civile è indispensabile pensare anche ad una tutela non giudiziale di alcuni diritti, forse alla eliminazione delle residue competenze monocratiche in primo grado, alla individuazione di procedure specifiche per determinate questioni seriali, a meccanismi conciliativi efficienti in linea con il Decreto Legislativo sulla mediazione, alla razionalizzazione ed alla “bonifica” di alcuni settori del contenzioso previdenziale. Occorre puntare sulla specializzazione, che favorisce la prevedibilità delle decisioni e realizza economie di scala nei risultati.
Il nostro paese ha costruito un impianto penale sostanzialmente ridondante di fattispecie incriminatorie e ricco di raffinate garanzie processuali, sol che si consideri lo spropositato numero di magistrati che si occupano di ogni singolo processo. E’ del tutto evidente che uno strumento così articolato e costoso non può servire ad affrontare le molte questioni “bagatellari” che soffocano il nostro sistema. Inoltre il carcere,  con un sovraffollamento che ha raggiunto livelli non degni di un paese civile, non può essere l’unica risposta, anche per i costi economici che esso comporta. Oltre che depenalizzare è indispensabile dare rilevanza estintiva alle condotte riparatorie e pensare a pene alternative.
I cittadini sono oramai consapevoli che una giustizia efficiente è un fattore di crescita, mentre una giustizia inefficiente è una zavorra che nessun paese moderno può permettersi. La politica con la P maiuscola, quella capace di elaborare idee e visioni complessive delle cose, suscettibili di trovare ampie condivisioni e di durare nel tempo, dovrà pur un giorno tornare. Speriamo che questo giorno non tardi, perché la giustizia non può aspettare ancora a lungo. Per quel giorno l’Associazione Nazionale Magistrati e la magistratura tutta devono farsi trovare pronte con una propria visione dei problemi e delle soluzioni, aperta verso la società ed il cambiamento, capace di confrontarsi con le sfide poste dai cittadini e dai problemi concreti, così da non subire il rinnovamento, ma da viverlo come protagonista.  

Michele Vietti, Vicepresidente del CSM
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Di Loredana Morandi (del 27/11/2010 @ 14:44:04, in Magistratura, linkato 1493 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/ANM_XXX_Congresso.jpg

XXX Congresso della Associazione Nazionale Magistrati


''Il 14 dicembre non sappiamo se avremo la fiducia''

Alfano all'Anm: no al pm sotto l'esecutivo
Giustizia in affanno? Abbiamo pochi soldi



Roma - (Adnkronos/Ign) - Il ministro della Giustizia al 30esimo congresso nazionale dell'Associazione nazionale magistrati: "Non intendiamo arrivarci neppure surrettiziamente con la polizia giudiziaria''.
Anm, ''giustizia in Italia al collasso''. Napolitano: recuperare la fiducia dei cittadini. Berlusconi: martedì l'approvazione della riforma. Csm: "Ai giudici si deve rispetto"

Roma, 27 nov. (Adnkronos/Ign) - "Noi non vogliamo sottoporre in alcun modo il pm all'esecutivo". Lo ha assicurato il ministro della Giustizia Angelino Alfano ospite del 30° congresso nazionale dell'Anm. "Non intendiamo arrivarci neppure surrettiziamente con la polizia giudiziaria. Il pm dispone di essa - assicura il Guardasigilli - per la via diritta o traversa ripeto che non intendiamo violare il sacro recinto della giurisdizione. Siamo unicamente interessati a far sì che il sistema processo funzioni".

Perché la giustizia funzioni, servirebbero risorse. "Tutti vorremmo essere ministri che prendono i voti per fare il bene comune ma se non ci sono soldi... abbiamo quest'olio per friggerci", risponde il ministro a chi gli ricorda di quanto il sistema giustizia sia in affanno per la scarsità dei mezzi. Quanto alle lamentele che i magistrati si sentono spesso rivolgere, cioè di essere dei fannulloni, Alfano - guadagnando mugugni in sala - dice: ''Io non vi ho mai attaccato. Ho nei confronti della magistratura il più grande rispetto per un mestiere difficile e che non è strapagato".

Durante l'intervento, il Guardasigilli ha sottolineato che c'è un campo sul quale politica e magistratura si troveranno uniti e compatti. "E' il campo dell'organizzazione - ha osservato Alfano - è una sfida che ci unisce tutti: siamo pronti a misurarci sapendo che quel terreno è la sfida della giustizia del futuro".

Inoltre, Alfano dice basta al blocco degli uditori nelle sedi disagiate, strappando applausi al 30° congresso nazionale dell'Anm. "Io ci tengo alle sedi disagiate - ha sottolineato - del resto anche io vengo da una sede disagiata. Ma visto che è stato tutto inutile per risolvere il problema e che io le ho provate tutte, i miei detrattori di centrodestra sappiano che il sottoscritto è al bivio: o le sedi disagiate le lascio scoperte o bisogna ripristinare la possibilità che cui vadano gli uditori. A questo punto dico: ci vadano gli uditori". Annuncio accolto con applausi dalla platea di magistrati riuniti al Teatro Capranica nella Capitale e che fa riferimento al fatto che i giovani magistrati fino ad ora non potevano andare nelle sedi disagiate.

E conclude: "Il 14 dicembre non sappiamo se avremo la fiducia e se continueremo a governare. Se la otterremo continueremo ad impegnarci in questa direzione" ha sottolineato il ministro della Giustizia. Dal precedente congresso, come ha ricordato lo stesso Guardasigilli, sono passati due anni e mezzo, e ora "siamo al giro di boa della legislatura. Mi illusi quando venni per la prima volta e dissi che il vostro era il mio programma. Ora ci sono letture differenti. Voi difendete l'autonomia e l'indipendenza, noi, sappiatelo, non intendiamo violarla".

La Rassegna

AMB - Alfano all'Anm: Non vogliamo mettere i Pm sotto l'esecutivo

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Roma, 27 nov (Il Velino) - "Noi non vogliamo sottoporre il pm al potere esecutivo, e non intendiamo arrivarci surrentiziamente tramite la polizia ...

GIUSTIZIA: ALFANO, IO NON HO MAI ATTACCATO I MAGISTRATI

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GIUSTIZIA: ALFANO, LEGGI CONTESTATE MAI STATE APPROVATE

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(AGI) - Roma, 27 nov. - Le proposte di legge piu' contestate, processo breve, intercettazioni e riforma del processo penale, “non sono diventate leggi”. ...

Alfano all'Anm: “Poche risorse per giustizia”

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"Noi non vogliamo sottoporre in alcun modo il pm all'esecutivo". A dichiararlo è il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che intervenendo al 30° ...

Giustizia/ Alfano: Poche risorse, quest'olio abbiamo per friggere

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Roma, 27 nov. (Apcom) - Non si può rendere efficiente il sistema della giustizia stanziando maggiori risorse finanziarie, perchè non ce ne sono: il ministro ...

GIUSTIZIA: ALFANO, REVISIONE CIRCOSCRIZIONI NON E' PANACEA

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(AGI) - Roma, 27 nov. - La revisione delle circoscrizioni giudiziarie non deve essere "evocata come panacea di tutti i mali". Lo ha rilevato il ministro ...

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(AGI) - Roma, 27 nov. - "Ricevo telefonate da diversi magistrati che mi dicono che manca la benzina per le auto blindate: pure la macchina del ministro si ...

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La legge che vietava alle giovani toghe di ricoprire funzioni monocratiche, e dunque anche quella di pubblico ministero negli uffici con gravi scoperture di ...

Alfano: "No a Pm sotto esecutivo".Sedi disagiate, stop a blocco ...

TGCOM - ‎47 minuti fa‎
"Non vogliamo sottoporre i Pm al potere esecutivo, né intendiamo arrivare surrettiziamente a questo risultato intervenendo sulla polizia giudiziaria". ...

Giustizia: Alfano, non vogliamo pm sotto esecutivo

ANSA.it - ‎1 ora fa‎
ROMA - ''Non vogliamo sottoporre il Pm al potere esecutivo, ne' intendiamo arrivare surrettiziamente a questo risultato intervenendo sulla polizia ...

Alfano contestato. Tavolo su mediazione

Il Denaro - ‎1 ora fa‎
Violente polemiche sulla normativa che introduce la mediazione/conciliazione, ieri, al congresso nazionale forense di Genova, durante l'intervento del ...

GIUSTIZIA: ANM, ALFANO PARLA DI SEDI DISAGIATE, APPLAUSI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) Roma - Per il ministro Alfano, "bisogna ripristinare la possibilita' che gli uditori giudiziari vadano nelle sedi disagiate". ...

Giustizia: Alfano, non ci sono soldi abbiamo quest'olio per friggerci

Adnkronos/IGN - ‎1 ora fa‎
Roma, 27 nov. (Adnkronos) - "Tutti vorremmo essere ministri che prendono i voti per fare il bene comune ma se non ci sono soldi... abbiamo quest'olio per ...

ALFANO A ANM: AVETE AGGREDITO SOVRANITŔ PARLAMENTO

IMGpress - ‎1 ora fa‎
(27/11/2010) - In questi due anni e mezzo di legislatura "voi avete percepito aggredita la vostra indipendenza, noi abbiamo percepito aggredita la sovranità ...

Avvocati divisi sul futuro. Presentate 58 mozioni

Il Sole 24 Ore - ‎2 ore fa‎
Reduci da un dibattito proseguito fino alle 3 di stanotte, che continua tuttora, gli avvocati riuniti a congresso nazionale sulla Costa Concordia di Genova, ...

Cgil: Bersani e Bindi a corteo Roma

Il Secolo XIX - ‎3 ore fa‎
Roma, 27 nov. (Adnkronos) - Tra i manifestanti che da piazzale dei Partigiani stanno percorrendo le strade della Capitale per arrivare fino a piazza San ...

Dagli avvocati cartellino rosso ad Alfano

Il Sole 24 Ore - ‎7 ore fa‎
«Se voi avvocati chiedete più risorse per la giustizia siete come l'Anm». «La riforma dell'avvocatura è stata ostacolata dai poteri forti». ...

Il premier vuole una legge manifesto “Ci servirà per la campagna ...

Juventuslive.it - ‎8 ore fa‎
ROMA — Riforma delle carriere e del Csm? «Un fantasma» dicono seccamente al Quirinale. Nello staff di Napolitano nessuno ne sa nulla. ...

Allarme Anm: indipendenza toghe a rischio

Juventuslive.it - ‎8 ore fa‎
ROMA — Per i magistrati è «il grande assente», per gli avvocati «il nemico» da fischiare agitando inviti listati a lutto e cartellini rossi. ...

01:44 Giustizia/A Genova tensione Alfano-Avvocati: Non fate come Anm

APCOM - ‎12 ore fa‎
Genova, 26 nov. (Apcom) - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano è stato contestato questa sera a Genova al trentesimo Congresso Nazionale Forense. ...

Giustizia. Alfano sfida un congresso degli avvocati sul piede di ...

Blitz quotidiano - ‎17 ore fa‎
Alla fine era senza voce, Angelino Alfano, che nel teatro della nave da crociera Costa Concordia ha tentato di convincere gli avvocati, riuniti per il XXX ...

Giustizia: avvocati, cartellini rossi contro ministro Alfano

ANSA.it - ‎17 ore fa‎
(ANSA) - GENOVA, 26 NOV - I cartellini rossi sono stati sventolati per tutto il tempo del discorso del ministro della Giustizia Angelino Alfano, ...

Avvocati contro Alfano Urla e fischi al ministro

La Repubblica - ‎18 ore fa‎
Il Guardasigilli interrotto più volte durante il suo discorso al XXX° Congresso nazionale forense."La legge sulla conciliazione è una legge truffa". ...

Giustizia: Alfano, no alle elezioni, riforma andra' in porto

La Repubblica Genova.it - ‎18 ore fa‎
Genova, 26 nov. - (Adnkronos) - Applausi, molti fischi e cartellini rossi hanno accolto il ministro della Giustizia Angelino Alfano al suo ingresso intorno ...

GIUSTIZIA, ALFANO CONTESTATO DAGLI AVVOCATI A CONGRESSO GENOVA (3)

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎19 ore fa‎
(AGI) - Genova, 26 nov. - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha toccato per ultimo il tema piu' sentito dagli avvocati italiani: la media ...

GIUSTIZIA, ALFANO CONTESTATO DAGLI AVVOCATI A CONGRESSO GENOVA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎19 ore fa‎
(AGI) - Genova, 26 nov. - Cartellini rossi sventolati, fasce nere a lutto per protesta contro la riforma dell'avvocatura nella sala congressi della nave da ...

Il ministro Alfano fischiato dai "colleghi" avvocati

L'Unità - ‎19 ore fa‎
“Crociera” amara per Angelino Alfano. A Genova per il 30esimo congresso nazionale forense, ospitato sulla nave ribattezzata Law Boat, il Guardasigilli ...

Il ministro Alfano fischiato dai "colleghi" avvocati

L'Unità - ‎19 ore fa‎
“Crociera” amara per Angelino Alfano. A Genova per il 30esimo congresso nazionale forense, ospitato sulla nave ribattezzata Law Boat, il Guardasigilli ...

Il ministro Alfano contestato a Genova

Il Secolo XIX - ‎19 ore fa‎
Nella seconda giornata del 30° Congresso Nazionale Forense che si svolge a Genova sulla nave Costa Concordia, il ministro di Giustizia Angelino Alfano è ...

Gli avvocati applaudono Alfano per la riforma della professione ...

Il Sole 24 Ore - ‎19 ore fa‎
Fra applausi e fischi. Il ministro della giustizia Angelino Alfano, avvocato, è accolto a Genova da un'Avvocatura che, secondo le parole di Guido Alpa, ...

Alfano al Congresso avvocati: non vogliamo il voto

Il Secolo XIX - ‎20 ore fa‎
«Noi abbiamo un progetto chiaro: vogliamo portare avanti la legislatura, non vogliamo andare al voto». Lo ha detto il ministro della giustizia, ...

Giustizia, martedì il varo della riforma separazione delle ...

Juventuslive.it - ‎26/nov/2010‎
ROMA — Č lapidario Berlusconi. Giusto alla vigilia del congresso dell'Anm che si apre oggi a Roma presente Napolitano. In due occasioni il premier ribadisce ...

ACQUE AGITATE SOTTO LA NAVE DEGLI AVVOCATI

Toplegal.it (Abbonamento) - ‎25/nov/2010‎
C'è poco da applaudire. E a Genova, durante l'apertura dei lavori del XXX Congresso nazionale forense, che si tiene su una nave da crociera, ...
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Di Loredana Morandi (del 27/11/2010 @ 06:45:06, in Magistratura, linkato 1478 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/ANM_XXX_Congresso.jpg

XXX Congresso della Associazione Nazionale Magistrati

I MAGISTRATI E
LA  FORZA  DEL
RINNOVAMENTO

Il programma di Sabato 27 novembre 2010


9:00  ORGANIZZAZIONE
          presiede: Anna Canepa
          La giustizia come risorsa: presentazione di
          un caso per l'eliminazione delle cause inutili
          Giovanni Salvi
          Vincenzo Di Cerbo
          Antonio Mastrapasqua
          tavola rotonda
          modera: Lionello Mancini
          introduce: Silvana Sica
          partecipano: Guido Alpa, Claudio Castelli,
          Luciano Gerardis, Aniello Nappi, Alessandro Pepe,
          Giuseppe Pignatone, Renato Romano

11:30  dibattito
            presiede: Claudio Cerroni

13:30  colazione di lavoro

15:00  LA QUESTIONE MORALE
            presiede: Gaetano Sgroia
            Le modifiche al codice etico della magistratura
            Antonello Ardituro
            Aldo Morgini
            Raffaele Sabato
            tavola rotonda
            modera: Bruno Manfellotto
            introduce: Piergiorgio Morosini
            partecipano: Giulia Bongiorno,
            Giancarlo De Cataldo, Riccardo Fuzio,
            Carlo Federico Grosso, Ezia Maccora

20:30  serata lounge

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GRANDE PARTECIPAZIONE DEL PERSONALE GIUDIZIARIO
ALLO SCIOPERO PROCLAMATO DALLA RDB/USB P.I.

http://www.giustiziaquotidiana.com/public/rdb_nonequestalagiustizia.jpg

NON E' QUESTA LA GIUSTIZIA CHE VOGLIAMO 
 


Grande partecipazione del personale giudiziario allo sciopero nazionale proclamato oggi dalla RDB/USB P.I. Giustizia.

In molte sedi (Roma, Catania, Palermo, Torino, Nuoro, Viareggio, Lodi, Perugia, ecc.) si sono tenuti presidi sindacali, dove la folta presenza di centinaia di lavoratori ha lamentato a gran voce la totale assenza dell’Amministrazione Centrale e la scarsa sensibilità di tutto il mondo politico sulle gravi condizioni di lavoro del personale giudiziario.

Nel corso dello sciopero, i lavoratori, con indosso l’adesivo “Non è questa la giustizia che vogliamo”, hanno svolto un’opera di sensibilizzazione e coinvolgimento degli utenti sui problemi della Giustizia. Una Giustizia che, al pari di altri importanti settori della P.A., subisce le scellerate scelte di un Governo che riduce gli organici, blocca le assunzioni ed il turn-over, impoverisce i salari dei dipendenti e ne mortifica l’esperienza professionale.

A Roma, circa un migliaio di lavoratori ha “invaso” il piazzale antistante l’ingresso del Tribunale Civile, lanciando slogan ed accuse contro i responsabili, politici ed amministrativi, del profondo degrado del sistema giudiziario.

La RdB/USB P.I. invita tutto il personale giudiziario a proseguire nelle azioni di protesta e nell’astensione dalle prestazioni di lavoro straordinario, proclamata dal 15 novembre al 14 dicembre 2010.

In assenza di concrete determinazioni da assumere in sede politica a sostegno del personale amministrativo dell’organizzazione giudiziaria, la RdB/USB P.I. promuoverà inoltre tutte le necessarie e conseguenti iniziative di lotta a tutela della dignità, dei diritti e del salario.

Sul nostro sito una ricca rassegna stampa e la gallerria fotografica di tutti i presidi.

Saluto tutti

Giovanni Martullo
Rappresentanze di Base - Pubblico Impiego



26 novembre 2010 - Corriere della Sera
Lavoro e diritti. Sgombero dopo il corteo dei sindacati
Roma - Momenti di tensione ieri pomeriggio nella sede della Regione Lazio. Una delle aule, la «sala Liri», è stata infatti occupata da una delegazione di manifestanti dell'Unione sindacale di base che in mattinata avevano dato vita a un corteo da Porta San Paolo. Secondo gli organizzatori uno degli occupanti è stato colto da malore e accompagnato in ospedale con un'ambulanza quando la polizia è intervenuta per sgomberare l'aula. La decisione di restare nella sede della Giunta era stata presa al termine dell'incontro fra i manifestanti e alcuni rappresentanti della Regione. Per l'Usb Lazio al corteo avrebbero partecipato circa 10 mila persone fra lavoratori, movimenti per i diritti sociali e per l'ambiente. «Questo non è che l'inizio di un confronto "a muso duro" con la Regione», hanno annunciato gli organizzatori dell'iniziativa.

26 novembre 2010 - L'Eco di Bergamo
Ieri la protesta
Tagli alla giustizia. Sciopero in tribunale
Bergamo - L'Unione sindacale di base (Usb) del Tribunale di Bergamo ha organizzato ieri due ore di sciopero, con presidio davanti al Palazzo di Giustizia in via Borfuro. Motivo della protesta, le riforme non condivise sulla giustizia, in particolare il taglio delle risorse e delle piante organiche, con il blocco di nuove assunzioni.

26 novembre 2010 - Il Cittadino
Bandiere e volantini contro i tagli: la rabbia dei lavoratori del tribunale
Lodi - Bandiere rosse, quelle dell’Unione sindacale di base, ieri mattina davanti al palazzo di giustizia di Lodi per il presidio con volantinaggio attuato da personale amministrativo che ha accompagnato le due ore di sciopero contro i continui tagli del ministero della Giustizia e la mancanza di investimenti importanti, nell’informatica come nel riconoscimento delle professionalità.Anche se a Lodi il sindacato di base non ha finora eletto un proprio rappresentante nelle rappresentanze sindacali di procura o tribunale e l’adesione è stata solo parziale, era difficile nei giorni scorsi trovare qualche lavoratore che se la sentisse di prendere le distanze dalle motivazioni dello sciopero.Rdb pubblico impiego e Usb contestano ormai da mesi il sistema delle "pagelle", ideate per sostituire la "quattordicesima" con riconoscimenti economici basati sul merito e sul rendimento nel lavoro, ma di fatto di difficile attuazione in strutture, come ad esempio il tribunale di Lodi, dove manca, ed è stato addirittura eliminato dalla pianta organica, un direttore del personale e dove ogni ufficio ha carichi e incombenze difficilmente comparabili con gli altri. Proprio il fallimento del tentativo di conciliazione sul nuovo contratto integrativo "meritocratico" aveva innescato la protesta nazionale che prevede anche il blocco degli straordinari fino al 14 dicembre e che ieri ha portato ai picchetti davanti a molti tribunali italiani. Blocco delle assunzioni, difficoltà o impossibilità negli avanzamenti di carriera e anche le frequenti situazioni di emergenza, per la disponibilità di materiale di cancelleria o guasti ai computer, sono indicati come i mali più evidenti di una giustizia che, secondo i sindacati di base della categoria, non è lenta per colpa dei lavoratori ma perché è stata da troppo tempo sottovalutata e dequalificata, mentre intanto in alcuni Paesi emergenti si celebrano già da anni i processi telematici.(Car.Cat.)

26 novembre 2010 - La Nuova Sardegna
GIUSTIZIA Tribunale, impiegati ancora in sciopero
NUORO - Nuova protesta ieri davanti al tribunale dei dipendenti aderenti all RdB-Unione sindacale di base del settore giustizia, che hanno proclamato il blocco degli straordinari. Le ragioni nazionali della protesta, che ieri ha portato a due ore di sciopero (dalle 1030 alle 12.30), riguardano quello che viene definito un disastro generale per l’amministrazione della giustizia, falcidiata dai tagli con le riduzioni delle piante organiche che hanno fatto passare i dipendenti dai 53 mila del 1995 agli attuali 40mila, con tutte le conseguenze sul funzionamento e le carenze croniche del personale. A Nuoro si aggiungono poi motivazioni locali, come le tanto contestate valutazioni fatte dei dipendenti ritenuti tutti "adeguati" senza alcuna distinzione. (si.se.)
GIUSTIZIA Due ore di sciopero degli iscritti alla RdB
ORISTANO - Una decina di dipendenti del tribunale hanno scioperato per due ore ieri mattina, così come accaduto in altri palazzi di giustizia d’Italia. Sono gli iscritti alla RdB del pubblico impiego occupati negli uffici giudiziari. Anche in piazza Aldo Moro, coordinata da Luciano Ghiani, c’è stata attività di volantinaggio, dalle 10.30 alle 12.30, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini e di informarli sulle politiche di smantellamento della giustizia «in atto da quindici anni», che oltre a creare disagi a chi lavora, fanno nascere inevitabili problemi tra i cittadini. Nutrito l’elenco delle richieste del sindacato.

26 novembre 2010 - Il Giorno
PROTESTA IN TRIBUNALE
Lavoratori della giustizia in sciopero: vogliamo più assunzioni e investimenti
PICCHETTO Il presidio dei lavoratori dalle 10,30 alle 12,30 all'ingresso del tribunale di Lodi (Borella)
LODI - I LAVORATORI giudiziari dell'RdB hanno incrociato le braccia ieri dalle 10,30 alle 12,30 per protestare contro l'attuale assetto del sistema giustizia in Italia. Giovanni Martullo, del coordinamento nazionale del pubblico impiego settore giustizia ha detto: «Le ultime riforme hanno creato un guazzabuglio di competenze inaudito. Chiediamo assunzioni e più investimenti nel comparto giudiziario».

26 novembre 2010 - L'Unione Sarda
Tribunale. Due ore di sciopero dei dipendenti: «No alle pagelle»
Nuoro - «Non è questa la giustizia che vogliamo». È lo slogan adottato dai lavoratori del Tribunale aderenti alla Rdb, che protestano contro l'introduzione del sistema di valutazione dei dipendenti e che ieri si sono astenuti per due ore dal lavoro, scendendo in strada per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Protestano contro le cosiddette pagelline , introdotte di recente dal ministero, che prevedono che il loro lavoro venga classificato come adeguato o più che adeguato, valutazioni che poi dovrebbero essere utilizzate come criterio per la distribuzione degli incentivi economici previsti dal Fondo unico di amministrazione. Il personale di Nuoro è stato valutato con il giudizio di adeguato, quindi il minimo, e questo non è andato giù a molti di loro.
«Non si riconosce lo sforzo quotidiano - dicono - di chi, con enormi sacrifici, cerca di garantire il buon funzionamento degli uffici, nonostante le croniche carenze e strutture». I dipendenti hanno messo in rilievo la situazione precaria in cui sono costretti a lavorare: «L'enorme carenza di personale, la difficoltà a reperire gli strumenti di lavoro (computer, carta, penne e altro); un ambiente di lavoro spesso fatiscente e insicuro, rendono non più accettabile la condizione di lavoro».

26 novembre 2010 - Il Mattino di Padova
Tribunale, sciopero degli aderenti alle RdB
Padova - Anche a Padova molti dipendenti del Ministero della Giustizia aderenti alle RdB (rappresentanze sindacali di Base) hanno scioperato ieri, per due ore, con una mini-manifestazione davanti all’ingresso del tribunale. «Non è questa la giustizia che vogliamo... e che serve al Paese» lo slogan. «Dopo 15 anni di politiche di smantellamento del servizio Giustizia, la situazione è sotto gli occhi di tutti: riforme schizofreniche che hanno dilatato i tempi e aumentato i carichi di lavoro; riduzione delle piante organiche, tagli ai bilanci di funzionamento degli uffici, blocco delle assunzioni» si legge in una nota delle RdB padovane. Gli amministrativi che lavorano a Palazzo di Giustizia sono stanchi: «Mentre i politici si sentono liberi di distruggere il servizio Giustizia - continua la nota - i lavoratori sono costretti quotidianamente a chiedere scusa per lo sfascio e a pagare, insieme ai cittadini, il prezzo dei disagi». Fino al 14 dicembre proseguirà l’astensione dal lavoro straordinario.(c.g.)

26 novembre 2010 - La Repubblica
La protesta. "Giustizia in panne" Sit-in dei lavoratori
Palermo - I lavoratori del palazzo di giustizia di Palermo che aderiscono all´Unione sindacale di base si sono fermati ieri mattina, per due ore. Slogan dell´iniziativa è: «Non è questa la giustizia che vogliamo, e che serve al Paese». Già dal 15 novembre i lavoratori del settore giustizia sono in stato di agitazione: fino al 14 dicembre hanno deciso l´astensione dal lavoro straordinario. Chiedono «l´assunzione di personale a fronte di gravi carenze di organico, investimenti in strutture, strumenti e tecnologia, il blocco delle esternalizzazioni e della privatizzazione del servizio, la valorizzazione delle professionalità». Dice Sandro Cardinale, del coordinamento Sicilia dell´Usb: «Mentre i politici si sono sentiti liberi di distruggere il servizio giustizia, i lavoratori sono costretti quotidianamente a chiedere scusa per questo sfascio».

LAVORO. RDB: ALTA ADESIONE A SCIOPERO PERSONALE GIUDIZIARIO
"A ROMA CIRCA MILLE DIPENDENTI DAVANTI AL TRIBUNALE CIVILE"
(DIRE) Roma, 25 nov. - "Grande partecipazione del personale giudiziario allo sciopero nazionale proclamato oggi dalla Rdb/Usb Pubblico Impiego Giustizia". E' quanto si legge in una nota del sindacato, che aggiunge: "In molte sedi (Roma, Catania, Palermo, Torino, Nuoro, Viareggio, Lodi, Perugia, ecc.) si sono tenuti presidi sindacali, dove la folta presenza di centinaia di lavoratori ha lamentato a gran voce la totale assenza dell'Amministrazione Centrale e la scarsa sensibilita' di tutto il mondo politico sulle gravi condizioni di lavoro del personale giudiziario". Nel corso dello sciopero, i lavoratori, "con indosso l'adesivo 'Non e' questa la giustizia che vogliamo', hanno svolto un'opera di sensibilizzazione e coinvolgimento degli utenti sui problemi della Giustizia". Una giustizia che, "al pari di altri importanti settori della Pa, subisce le scellerate scelte di un Governo che riduce gli organici, blocca le assunzioni ed il turn-over, impoverisce i salari dei dipendenti e ne mortifica l'esperienza professionale". A Roma, spiega ancora il sindacato, "circa un migliaio di lavoratori ha 'invaso' il piazzale antistante l'ingresso del Tribunale Civile, lanciando slogan ed accuse contro i responsabili, politici ed amministrativi, del profondo degrado del sistema giudiziario". In conclusione, la RdB/Usb P.I. invita tutto il personale giudiziario "a proseguire nelle azioni di protesta e nell'astensione dalle prestazioni di lavoro straordinario, proclamata dal 15 novembre al 14 dicembre 2010. In assenza di concrete determinazioni da assumere in sede politica a sostegno del personale amministrativo dell'organizzazione giudiziaria, la Rdb/Usb P.I. promuovera' inoltre tutte le necessarie e conseguenti iniziative di lotta a tutela della dignita', dei diritti e del salario".

GIUSTIZIA: RDB, GRANDE PARTECIPAZIONE A NOSTRO SCIOPERO
A ROMA PRESIDIO DI UN MIGLIAIO DI LAVORATORI
(ANSA) - ROMA, 25 NOV - C'e' stata ''grande partecipazione'' da parte del personale giudiziario allo sciopero di due ore proclamato dalla RDB/USB Pubblico impiego Giustizia. A sostenerlo e' la stessa rappresentanza di base che segnala che ''in molte sedi (Roma, Catania, Palermo, Torino, Nuoro, Viareggio, Lodi, Perugia,) si sono tenuti presidi sindacali'' e ''centinaia di lavoratori'' hanno protestato contro ''la totale assenza dell'Amministrazione Centrale e la scarsa sensibilità di tutto il mondo politico sulle gravi condizioni di lavoro del personale giudiziario''.La punta massima a Roma,dove circa un migliaio di lavoratori scandendo slogan ''contro i responsabili, politici ed amministrativi, del profondo degrado del sistema giudiziario. I lavoratori in sciopero, con indosso l'adesivo "Non è questa la giustizia che vogliamo", hanno anche sensibilizzato gli utenti sui problemi della giustizia, che come ''altri importanti settori della pubblica amministrazione, subisce le scellerate scelte di un Governo che riduce gli organici, blocca le assunzioni ed il turn-over, impoverisce i salari dei dipendenti e ne mortifica l'esperienza professionale''.

25 novembre 2010 - La Nuova Sardegna
Sciopero nazionale, volantinaggio delle Rdb-Usb
Servizio giustizia, oggi il sit-in davanti al tribunale e al Corso
NUORO - Oggi, dalle 10.30 alle 12.30, davanti al Palazzo di giustizia e al corso Garibaldi, ci sarà un volantinaggio organizzato dall’Rdb-Usb in occasione di uno sciopero nazionale organizzato per salvare il servizio giustizia. Nelle stesse ore, è previsto anche uno sciopero.
«Il caos negli uffici giudiziari - scrive il sindacato - è sotto gli occhi di tutti. Ai problemi strutturali che si trascinano da anni, come il blocco delle assunzioni, la carenza di strumenti, gli aumenti dei carichi di lavoro, si è aggiunto un contratto integrativo che modifica i profili professionali, non dà le risposte alle legittime aspettative di carriera, e fa piombare gli uffici in una indefinitezza di ruoli e di funzioni che i lavoratori giudiziari dovrebbero assolvere. Tutto questo aggravato dalla totale inerzia e dal silenzio tombale di un ministero della giustizia asservito alle logiche di smantellamento della cosa pubblica».

25 novembre 2010 - Corriere di Novara
DALLE ORE 10,30 ALLE 12,30
Oggi sciopero nazionale negli uffici giudiziari
Novara - (i.m.) "RdB - Unione sindacale di base" - federazione di Novara, settore Giustizia annuncia che oggi, giovedì 25 novembre, ci sarà uno sciopero nazionale di due ore in tutti gli uffici giudiziari, dalle ore 10,30 alle 12,30. "L'astensione dal lavoro sarà accompagnata da numerose iniziative in tutta Italia - spiega una nota - mirate a coinvolgere i cittadini nella difesa e nel rilancio di una funzione fondamentale dello Stato" La protesta dei lavoratori è per: "le riforme schizofreniche che hanno dilatato i tempi e aumentato i carichi di lavoro; riduzione delle piante organiche passate dalle 53.000 unità del 1995 alle attuali 40.000; tagli al bilancio di funzionamento degli uffici; blocco delle assunzioni reiterato da tutte le Finanziarie". Si chiede: "semplificazione delle procedure e formazione; assunzione di personale; investimenti in strutture, strumenti e tecnologia; blocco delle esternalizzazioni e della privatizzazione del servizio; valorizzazione delle professionalità.

25 novembre 2010 - Il Cittadino
Presidio di protesta davanti al tribunale: oggi scioperano i "cobas" della giustizia
Lodi - Sciopero di due ore e presidio davanti al palazzo di giustizia di Lodi, stamane dalle 10.30 alle 12.30, per i lavoratori dell’Unione sindacale di base e delle Rappresentanze di base del pubblico impiego. Dopo l’assemblea della scorsa settimana, alla presenza di alcune decine di lavoratori di viale Milano, questa è la prima azione di lotta contro le recenti riforme che secondo il ministero della Giustizia dovrebbero premiare i lavoratori meritevoli ma che invece secondo i sindacati si sono solamente tradotte nell’ennesimo allontanamento degli stipendi dal crescente costo della vita. Così, con lo slogan "più confusione, meno salario", nelle due ore di sciopero del personale degli uffici giudiziari saranno garantiti solamente i servizi relativi a provvedimenti restrittivi della libertà personale o a quelli cautelari urgenti, piuttosto che i processi con detenuti o a rischio di prescrizione. A occuparsene un presidio di lavoratori appositamente costituito. Nel mirino i tagli del personale, sceso nel comparto da 53mila a 40mila unità teoriche, carenze nelle dotazioni strutturali e informatiche e 15 anni di riforme legislative «schizofreniche».

25 novembre 2010 - L'Eco di Bergamo
Sindacati di base in presidio
Bergamo - Oggi dalle 10 alle 12,30 presidio del settore giustizia del sindacato di base Rdb/Usb, davanti al Tribunale in via Borfuro, nell'ambito di una vertenza nazionale che riguarda fra l'altro gli organici.

25 novembre 2010 - Il Giornale di Vicenza
SCIOPERO IN TRIBUNALE
Vicenzza - Oggi, dalle 10.30 alle 12.30, i sindacati Rdb/Usb del settore Giustizia hanno proclamato uno sciopero che interesserà anche il tribunale di Vicenza. «Mentre i politici hanno distrutto la Giustizia, che è un servizio al cittadino, i lavoratori sono costretti quotidianamente a chiedere scusa per lo sfascio mentre i cittadini pagano il prezzo dei disagi. È necessario assumere personale, semplificare le procedure, investire in tecnologia».

GIUSTIZIA: SINDACATI DI BASE,
GIOVEDI' PERSONALE GIUDIZIARIO IN SCIOPERO
Roma, 23 nov. - (Adnkronos) - Sciopero di due ore (dalle 10,30 alle 12,30) giovedi' del personale giudiziario in tutta Italia, con volantinaggi, presidi davanti ai tribunali, a Roma e a Torino, e assemblee aperte ai cittadini. La protesta e' promossa da Rdb/Usb Pubblico impiego, settore Giustizia, che punta l'indice contro ''riforme schizofreniche che hanno dilatato i tempi e aumentato i carichi di lavoro'', la ''riduzione delle piante organiche passate dalle 53mila unita' del 1995 alle attuali 40mila'', i tagli al bilancio di funzionamento degli uffici, il blocco delle assunzioni ''reiterato da tutte le Finanziarie''. ''Mentre i politici si sono sentiti liberi di distruggere il servizio Giustizia - e' la denuncia - i lavoratori sono costretti quotidianamente a chiedere scusa per lo sfascio mentre, insieme ai cittadini, pagano il prezzo dei disagi''. Semplificazione delle procedure e formazione del personale; assunzione di personale a fronte delle gravi carenze di organico; investimenti in strutture, strumenti e tecnologia; blocco delle esternalizzazioni e della privatizzazione del servizio; valorizzazione delle professionalita': questa la piattaforma che la Rdb proporra' all'utenza attraverso le iniziative di giovedi' prossimo.

GIUSTIZIA: RDB, GIOVEDI' SCIOPERO PERSONALE GIUDIZIARIO
(ANSA) - ROMA, 23 NOV - Sciopero di due ore (dalle 10,30 alle 12,30) giovedi' prossimo del personale giudiziario,in tutta Italia; volantinaggi, presidi davanti ai tribunali (a Roma e a Torino) e assemblee aperte ai cittadini. A promuovere la protesta e' RdB/USB Pubblico impiego, settore Giustizia,che punta l'indice contro ''riforme schizofreniche che hanno dilatato i tempi e aumentato i carichi di lavoro'', la ''riduzione delle piante organiche passate dalle 53.000 unit del 1995 alle attuali 40.000'', i tagli al bilancio di funzionamento degli uffici, il blocco delle assunzioni ''reiterato da tutte le Finanziarie''. ''Mentre i politici si sono sentiti liberi di distruggere il servizio Giustizia- denuncia la Rdb- i lavoratori sono costretti quotidianamente a chiedere scusa per lo sfascio mentre, insieme ai cittadini, pagano il prezzo dei disagi''. Semplificazione delle procedure e formazione del personale; assunzione di personale a fronte delle gravi carenze di organico; investimenti in strutture, strumenti e tecnologia; blocco delle esternalizzazioni e della privatizzazione del servizio; valorizzazione delle professionalit : questa la piattaforma che la Rdb proporra' all'utenza attraverso le iniziative di giovedi' prossimo.

GIUSTIZIA: IL 25 NOVEMBRE SCIOPERO NAZIONALE LAVORATORI
(AGI) - Roma, 23 nov. - Nell'ambito delle iniziative di lotta proclamate dalla RdB/USB P.I. settore Giustizia, giovedi' 25 novembre in tutti gli uffici giudiziari, verra' effettuato uno sciopero nazionale di due ore, dalle 10.30 alle 12.30. Lo riferisce una nota dell'Unione Sindacale di Base. L'astensione dal lavoro sara' accompagnata da numerose iniziative in tutta Italia, mirate a coinvolgere i cittadini nella difesa e nel rilancio di una funzione fondamentale dello Stato. Dopo 15 anni di politiche di smantellamento del servizio Giustizia la situazione e' sotto gli occhi di tutti: riforme schizofreniche che hanno dilatato i tempi e aumentato i carichi di lavoro; riduzione delle piante organiche passate dalle 53.000 unita' del 1995 alle attuali 40.000; tagli al bilancio di funzionamento degli uffici; blocco delle assunzioni reiterato da tutte le Finanziarie. E mentre i politici si sono sentiti liberi di distruggere il servizio Giustizia, i lavoratori sono costretti quotidianamente a chiedere scusa per lo sfascio mentre, insieme ai cittadini, pagano il prezzo dei disagi. Semplificazione delle procedure e formazione del personale; assunzione di personale a fronte delle gravi carenze di organico; investimenti in strutture, strumenti e tecnologia; blocco delle esternalizzazioni e della privatizzazione del servizio; valorizzazione delle professionalita': questa la piattaforma che i lavoratori della Giustizia con RdB/USB P.I. proporranno all'utenza attraverso volantinaggi, presidi davanti ai tribunali, assemblee aperte ai cittadini, con l'obiettivo di saldare la lotta dei lavoratori della Giustizia alle legittime aspettative dell'utenza, ingiustamente penalizzata da una gestione irriguardosa del diritto costituzionalmente garantito. Fra le iniziative previste in occasione dello sciopero: a Roma presidio davanti al Tribunale Civile di Viale Giulio Cesare; a Torino presidio davanti al Palazzo di Giustizia; a Palermo presidio in Piazzetta della Memoria, tutte fra le 10.30 e le 12.30. Prosegue intanto l'astensione dal lavoro straordinario, indetta dalla RdB/USB P.I. dal 15 novembre al 14 dicembre.

23 novembre 2010 - Targato CN
Contro il caos negli uffici giudiziari
RdB/UsB indice 2 ore disciopero per giovedì 25 novembre
Problemi strutturali, blocco delle assunzioni e contratto integrativo che modifica i profili professionali, sono alla base dello sciopero della Rappresentanza di Base
La Rappresentanza di Base/ Unione sindacale di Base per il Pubblico Impiego, ha indetto per la giornata di giovedì 25 novembre 2 ore di sciopero degli uffici giudiziari ( dalle 10.30 alle 12.30 ) per denunciare oltre agli annosi problemi strutturali – blocco delle assunzioni, carenza di strumenti, aumenti dei carichi di lavoro – anche il nuovo contratto integrativo che modifica i profili professionali senza offrire risposte alle legittime aspettative di carriera e facendo piombare gli uffici, e conseguentemente il lavoro degli impiegati, in una indefinitezza di ruoli e funzioni. La RdB/UsB denuncia il blocco dei contratti per i prossimi tre anni, i tagli ai bilanci dei ministeri e del FUA, la riduzione degli spazi di democrazia sindacale e la forte erosione dei diritti dei lavoratori. Per difendere la dignità dei lavoratori, la RdB/UsB P.I. ha quindi indetto uno sciopero nazionale per il 25 novembre dalle 10.30 alle 12.30, con iniziative di posto di lavoro e presidi.(c.s.)

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Penalisti a Anm,
basta chiusure
riforma va discussa


Spigarelli: “La vostra indipendenza ci sta a cuore quanto a voi”




Roma, 26 nov. “Autoriforma? Vuole semplicemente dire che se ci riformiamo noi va bene, ma se una riforma viene dall'esterno va male. Ecco, l'Anm dovrebbe iniziare a discutere di riforme di struttura sulla separazione delle carriere senza un automatico riflesso di chiusura”.

Intervenendo al congresso dell'Anm, il presidente dell'Unione camere penali, Valerio Spigarelli, chiede un passo in più ai magistrati e contesta le cifre sul disciplinare fornite stamattina da Luca Palamara: "I dati comparativi sono sbagliati quanto agli avvocati perchè prendono in considerazione solo i casi in appello, e sono illogici quanto ai magistrati perchè sommano i numeri di dieci anni.

Si forzano i numeri per dimostrare che qualcosa rispetto al passato è cambiato". Il presidente dell'Ucpi, insomma, invita i magistrati ad affrontare a viso aperto la riforma della giustizia perchè “nessuno – assicura – vuol mettere in gioco l'indipendenza della magistratura.

Anzi, non c'è categoria che ha più a cuore la vostra indipendenza degli avvocati, tanto che i giudici di sorveglianza attaccati dai media per decisioni impopolari sul 41 bis – rivendica Spigarelli - li abbiamo difesi noi”. Infine il leader dei penalisti auspica che non si riduca il tema della ragionevole durata dei processi semplicemente a una “cattiva organizzazione per evitare che si finisca come sulla necessità del rinnovamento giudiziario che oggi tutti vogliono riformare ma che 4 anni fa era intoccabile.

Non dobbiamo aspettare qualche lustro per scoprire che in Italia non c'è solo un problema di quantità dei processi ma anche di qualità”.
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Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 26 novembre 2010
Prot. n. 261



Una delegazione della Fnsi guidata dal Segretario Generale e dal Presidente, Franco Siddi e Roberto Natale, ha seguito stamane con interesse l’apertura dei lavori del XXX Congresso dell’Anm. Al termine della mattinata il Segretario Generale, Franco Siddi, ha avuto un cordiale colloquio con il Presidente e il Segretario dell’Anm, Luca Palamara e Andrea Cascini, e ha poi così commentato la relazione introduttiva:

Anm: Siddi (Fnsi), buona difesa delle autonomie,
lealtà e trasparenza dei comportamenti.


“Quella del Presidente Luca Palamara – che abbiamo ascoltato stamani in apertura del congresso dell’ANM - è una relazione rigorosa sulla terzietà del potere giudiziario e, nello stesso tempo, una riflessione aperta e apprezzabile sul rispetto delle funzioni di controllo nella società democratica. La severità con cui sono state trattate la difesa dell’indipendenza e dell’autonomia della Magistratura dagli assalti del potere politico, soprattutto quello di questa stagione, e le scelte di campo nette in termini di comportamenti etici e incompatibilità sono questioni di grande rilevanza che ci fanno sentire molto vicini all’Associazione Nazionale dei Magistrati; se non altro perché anche i giornalisti su questi temi sono, nel loro specifico ovviamente, colpiti e interpellati in eguale misura.
Certo i ruoli sono differenti e momenti di conflitto sul lavoro continuano, purtroppo, a non mancare, ma dalla relazione di Palamara emerge con nettezza il tema della trasparenza e della lealtà dei comportamenti. Ai giornalisti non si potrà mai chiedere di non pubblicare notizie di pubblico interesse e per questa ragione continuiamo a dire che l’ordinamento, ma anche certe azioni giudiziarie specifiche, non garantiscono a sufficienza il diritto di cronaca. Tuttavia, la relazione di Palamara fa intravedere un percorso di chiarezza e responsabilità di adeguato profilo per i Magistrati, che sicuramente merita una riflessione anche da parte dei giornalisti. Le nuove norme del codice deontologico dell’ANM, ad esempio sui processi televisivi con utilizzo di forme di copione filmico, mentre sono in corso i procedimenti giudiziari, suggeriscono una profonda riflessione. Sicuramente, però, appare quanto mai urgente una riforma – che nessuno pare voler fare – che spazzi via in origine tendenze fuorvianti e eccessi di protagonismo: la pubblicabilità degli atti non più segreti e un tempo limitato per un segreto giudiziario. Sarebbe meglio per la giustizia, ne guadagnerebbe la qualità dell’informazione, recupererebbe serenità la dialettica civile, anche nell’asprezza della legittima competizione politica e culturale. La Fnsi, su questi termini, tiene aperto il confronto operoso con la ANM e il dialogo permanente per la tutela dei poteri e delle funzioni di controllo della nostra democrazia”.
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Di Loredana Morandi (del 26/11/2010 @ 18:00:06, in Magistratura, linkato 1483 volte)
GIUSTIZIA: PALAMARA,
AFFRONTARE TEMA
AUTORIFORMA MAGISTRATURA
 

(ASCA) - Roma, 26 nov - L'autoriforma della magistratura e' un tema che i magistrati devono ''avere il coraggio di affrontare''. Lo afferma il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, nel suo intervento al 30.mo congresso dell'Associazione.
Per Palamara ''difendere l'autonomia e l'indipendenza della magistratura passa infatti anche attraverso il coraggio di cambiare interrogandosi su quello che non ha funzionato nell'esercizio del potere diffuso, nel sistema dell'autogoverno e dell'associazionismo giudiziario''.
Il presidente dell'Anm sostiene che questa riflessione ''e' necessaria'' per ''evitare che l'esercizio del potere giudiziario possa rappresentarsi all'esterno come arbitrario, sganciato da regole, incomprensibile ai piu'''. La credibilita' della funzione giudiziaria e la sua legittimazione democratica, sottolinea Palamara, ''si fondono esclusivamente sull'applicazione di regole secondo criteri di ragione''.
L'autonomia e l'indipendenza dei magistrati, infatti, ''trova la sua sola giustificazione nella riferibilita' delle decisioni giudiziarie a una regola interpretata e applicata sulla base di criteri razionali''.
Per questo motivo in questo trentesimo congresso, conclude Palamara, ''vogliano richiamare un modello del magistrato nel quale riconoscerci: moderno, responsabile, professionalmente apprezzato, che non frequenta o partecipa a squallide consorterie e la cui credibilita' non possa essere dunque in alcun modo attaccabile''. fdv/sam/bra


COSIMO FERRI (MAGISTRATURA INDIPENDENTE)
REPLICA A LUCA PALAMARA (UNICOST)

26 novembre 2010  - Cosimo Maria Ferri, magistrato, già componente del Consiglio superiore della Magistratura ed esponente di punta di Magistratura indipendente, replica a stretto giro di posta al presidente dell’associazione magistrati, Luca Palamara, in occasione della celebrazione del XXX congresso nazionale che si è aperto oggi e si concluderà domenica. Secondo Ferri “Servono fatti e non parole. Più di un anno fa, in occasione del centenario della nostra associazione, Palamara aveva preso un impegno esplicito contro le correnti che condizionano le carriere e per combattere la disaffezione nei confronti dell’Anm da parte dei colleghi giovani e in generale nei confronti della base e aveva parlato della necessità che l’Anm non fosse avvertita come ‘corpo politico’. Fonte PoliticaOggi.it


Penalisti a toghe: Autoriforma
non basta, serve riforma

Roma, 26 nov. (Apcom) - Il presidente dei penalisti, Valerio Spigarelli, è piuttosto aspro nel commentare la relazione di Luca Palamara al congresso dell'Anm. "C'è stata l'analisi del fallimento del sistema delle correnti, ma non c'è la logica conseguenza, cioè una riforma complessiva del sistema". Insomma, per Spigarelli i magistrati "si contraddicono con se stessi. Bene l'idea di autoriforma, ma se è accompagnata da una riforma organica tanto meglio", altrimenti "le buone intenzioni non si traducono in contenuti".

La Rassegna

Giustizia, Fini: "La politica sostenga i magistrati"<br /> Anm ...

il Giornale - ‎25 minuti fa‎
Il presidente della Camera: "Compito delle istituzioni democratiche è quello di sostenere l'operato della magistratura". Palamara: "Giustizia al collasso, ...

Palamara: “Riforme governo limitano autonomia magistratura”

Il Fatto Quotidiano - ‎43 minuti fa‎
Processi lenti, poche risorse e organizzazione inefficiente. E' la fotografia della giustizia italiana scatta dal presidente dell'Anm Luca Palamara, ...

GIUSTIZIA: PALAMARA, AFFRONTARE TEMA AUTORIFORMA MAGISTRATURA

Agenzia di Stampa Asca - ‎55 minuti fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - L'autoriforma della magistratura e' un tema che i magistrati devono ''avere il coraggio di affrontare''. Lo afferma il presidente ...

Riforma della giustizia. Berlusconi annuncia il varo. Napolitano ...

Dazebao - ‎1 ora fa‎
Al centro del dibattito la tanto discussa riforma della giustizia: dovrebbe essere varata martedì prossimo, cosi come annunciato giovedì da Silvio ...

Si è aperto al Capranica a Roma il XXX Congresso dei magistrati

DirettaNews.it - ‎1 ora fa‎
- Voltare pagina, andare oltre le sterili polemiche degli ultimi tempi e affrontare finalmente in maniera costruttiva i tanti nodi della giustizia italiana: ...

Giustizia/ Palamara: Da Napolitano parole che ci confortano

Virgilio - ‎1 ora fa‎
Dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sono arrivate "parole che ci confortano" e sono "motivo di orgoglio". ...

16:21 Giustizia/ Anm: Serve credibilità, no toghe tra lobby e salotti

APCOM - ‎1 ora fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - Occorre "recuperare completamente la credibilità" della magistratura, credibilità che le "gravissime" recenti vicende "hanno ...

CONGRESSO ANM: COSIMO FERRI (MAGISTRATURA INDIPENDENTE) REPLICA A ...

PoliticaOggi - ‎1 ora fa‎
Cosimo Maria Ferri, magistrato, già componente del Consiglio superiore della Magistratura ed esponente di punta di Magistratura indipendente, ...

ANM Conforta richiamo Napolitano a rispetto toghe

Il giornale di Pachino - ‎1 ora fa‎
“Ci conforta che più volte il Capo dello Stato abbia sottolineato come la rigorosa osservanza delle leggi, il più severo controllo della legalità, ...

Napolitano: Anm interlucutore essenziale della politica

Il giornale di Pachino - ‎1 ora fa‎
“Ho apprezzato in modo particolare, ascoltando la relazione del Presidente Palamara, l'impegno dell'ANM per l'autoriforma della magistratura e la ...

Giustizia: Palamara, parole di Napolitano stimolo e conforto per Anm

Adnkronos/IGN - ‎2 ore fa‎
Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - "Ho apprezzato molto le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che per noi sono motivo di conforto". ...

Anm Palamara “Giustizia al collasso Le riforme colpiscono l ...

Diritto.net - ‎2 ore fa‎
“Le riforme vogliono colpire la nostra indipendenza”. Con queste parole il presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) Luca Palamara ha ...

Giustizia/ Anm: No a ritorno in toga per chi sceglie politica

APCOM - ‎2 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - E' "indispensabile" evitare "indebite commistioni" tra magistratura e politica. Per questo servono "regole rigorose", ...

Anm, Napolitano: Indispensabile recuperare fiducia cittadini

Il Velino - ‎2 ore fa‎
Roma, 26 nov (Il Velino) - No a riforme mirate “a limitare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura”. E ancora, un allarme sullo stato della ...

GIUSTIZIA: PALAMARA, SIAMO AL COLLASSO. DOPO RUANDA, GHANA E ZAMBIA

Agenzia di Stampa Asca - ‎3 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - ''La giustizia in Italia e' al collasso'' ed e' il suo ''cattivo funzionamento'' che pone, fra le altre cose, il nostro paese ...

Giustizia/ Napolitano: Confronto per ritrovare fiducia

APCOM - ‎3 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - "Ho apprezzato in modo particolare, ascoltando la relazione del presidente Luca Palamara, l'impegno dell'Anm per l'autoriforma della ...

Giustizia/ Palamara: Voltiamo pagina, serve coraggio di cambiare

APCOM - ‎3 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - "Voltare pagina", avendo anche "il coraggio di cambiare". E' il messaggio che lancia il presidente dell'Anm, Luca Palamara, ...

GIANFRANCO FINI: “INDISPENSABILE AUTONOMIA DELLA MAGISTRATURA

We-News - ‎3 ore fa‎
Alla critica del presidente dell'ANM Luca Palamara, risponde in perfetta aderenza il presidente della camera e leader del FLI Gianfranco Fini. ...

Giustizia/Palamara: Basta riforme per risolvere singoli processi

APCOM - ‎3 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - Sulla giustizia ci sono stati "una serie di interventi episodici", progetti di riforme dettati "dall'esigenza di risolvere ...

Giustizia/ Palamara: E' al collasso, per imprese peggio di Zambia

APCOM - ‎4 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - In Italia la giustizia è "al collasso", con "gravi conseguenze di disservizio" sui cittadini. E nella classifica dei Paesi in cui è ...

Fini: fondamentale autonomia toghe

euronews - ‎4 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 26 NOV – 'L'autonomia della magistraturacostituisce un presupposto della sua stessa indipendenza e nerappresenta il fondamento'. ...

POL - Giustizia, Anm: No a riforme che limitano indipendenza ...

Il Velino - ‎4 ore fa‎
Roma, 26 nov (Il Velino) - “Abbiamo assistito a una serie di interventi episodici e contingenti dettati dall'esigenza di risolvere situazioni legate a ...

Giustizia, Napolitano:quale riforma?Governo non mi ha aggiornato

Reuters Italia - ‎4 ore fa‎
ROMA (Reuters) - "Quale riforma? Non sono aggiornato su cosa farà il governo". Ha risposto così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ...

Giustizia/ Penalisti a toghe: Autoriforma non basta, serve riforma

Virgilio - ‎4 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - Il presidente dei penalisti, Valerio Spigarelli, è piuttosto aspro nel commentare la relazione di Luca Palamara al congresso ...

Giustizia/ Cascini: Magistratura non più sola a difendersi

Virgilio - ‎4 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - Il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, guarda con fiducia al presidente della Repubblica ea come questi ha accolto la relazione ...

LUCA PALAMARA: “DAL GOVERNO INSIDIOSI TENTATIVI DI AGGRESSIONE ...

We-News - ‎4 ore fa‎
La politica sulla giustizia del Governo è messa sotto torchio dall'invettiva del presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati Luca Palamara, ...

Anm, ''la giustizia in Italia è al collasso''. Napolitano ...

Adnkronos/IGN - ‎4 ore fa‎
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il presidente Palamara denuncia una ''assurda campagna di denigrazione'': c'è una pratica quotidiana di insulto e dileggio. ...

Giustizia/ Palamara: Voltiamo pagina, serve coraggio di... -2-

Virgilio - ‎4 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - "L'obiettivo - dice il presidente dell'Anm - è che da questo congresso esca una nuova idea di associazionismo giudiziario incentrato ...

Aperto il XXX congresso dei magistrati

Romauno - ‎4 ore fa‎
Voltare pagina e affrontare il maniera costruttiva i problemi che in questi anni la magistratura ha avuto con la politica e con la società civile: è questo ...

Palamara: "La Giustizia è al collasso"

La Stampa - ‎4 ore fa‎
La giustizia in Italia «è al collasso». Il «cattivo funzionamento del servizio» e, quindi, «il mancato rispetto della ragionevole durata del processo ...

GIUSTIZIA: LUSSANA (LN), BENE PALAMARA SU NO A COMMISTIONI CON ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎4 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - ''Ho apprezzato le sue parole e concordo pienamente con il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, ...

Fini: fondamentale autonomia toghe

ANSA.it - ‎4 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 26 NOV - 'L'autonomia della magistratura costituisce un presupposto della sua stessa indipendenza e ne rappresenta il fondamento'. ...

Napolitano: Anm e' interlocutore essenziale

CremonaOnLine - ‎4 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 26 NOV - 'L'Anm resta, e piu' che mai appare, un interlocutore rappresentativo ed essenziale in una fase difficile nella quale e' ...

GIUSTIZIA: SCHIFANI, ANM CORAGGIOSA. EVITARE CORTO CIRCUITI SU RIFORMA

Agenzia di Stampa Asca - ‎4 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - Quello di Luca Palamara, presidente di ANM, ''e' stato un discorso coraggioso, denso di contenuti che non va affatto sottovalutato ...

Napolitano: non sono aggiornato sulla riforma della giustizia ...

Il Sole 24 Ore - ‎5 ore fa‎
Nel 2009 le tangenti nel nostro Paese hanno inciso sulle tasche degli italiani per circa 60 miliardi di euro»: a sottolinearlo il presidente dell'Anm, ...

Toghe:"Riforme minano indipendenza" "Non limitare l'autonomia dei ...

TGCOM - ‎5 ore fa‎
I magistrati mettono sotto accusa la politica della giustizia del governo. Lo fanno attraverso le parole del presidente Luca Palamara al XXX congresso ...

Giustizia/ Bocchino: Da Palamara relazione corraggiosa

Virgilio - ‎5 ore fa‎
La relazione che ha svolto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, in apertura del congresso della magistratura associata è piaciato a Italo Bocchino ...

MAGISTRATURA/ Palamara (Anm) La giustizia è al collasso. 1210 ...

Il Sussidiario.net - ‎5 ore fa‎
LA GIUSTIZIA AL COLLASSO - La giustizia italiana è al collasso. Lo ha detto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara Il presidente ...

GIUSTIZIA: NAPOLITANO, ANM ESSENZIALE IN FASE DELICATA

Stato-oggi - ‎5 ore fa‎
(AGI) - Roma, 26 nov. - “L'associazione nazionale magistrati resta, ed e' piu' che mai, un interlocutore rappresentativo ed essenziale in una fase delicata” ...

GIUSTIZIA: NAPOLITANO, RIFORMA? QUALE? NON SONO AGGIORNATO...

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - ''Quale riforma? Non sono aggiornato su quello che fara' il governo...''. Cosi' il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ...

Giustizia/ Palamara: Politica decida se rientrodurre immunita'

Virgilio - ‎5 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - La scelta se rientrodurre l'immunità parlamentare spetta alla politica. Lo dice il leader dell'Anm Luca Palamara, dal palco del ...

Giustizia: Fini "Politica sostenga i magistrati"

Corrispondenti.net - ‎5 ore fa‎
Nell'attuale fase politica tutte le forze politiche devono difendere l'operato e l'autonomia della magistratura, “la cui azione riveste un ruolo centrale ...

CORRUZIONE: ANM, PIAGA DIFFUSA, IN 2009 E' COSTATA 60 MLD

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎5 ore fa‎
(AGI) Roma - Una 'piaga diffusa': nel 2009 le tangenti nel nostro Paese "hanno inciso sulle tasche degli italiani per circa 60 miliardi di euro". ...

Giustizia: Napolitano, rapporto tra magistratura e politica sia ...

Libero-News.it - ‎5 ore fa‎
oma, 26 nov. - (Adnkronos) - Il rapporto tra la magistratura e la politica deve viaggiare lungo i binari della correttezza, anche per recuperare la fiducia ...

Giustizia: Napolitano, la riforma del governo? Non sono aggiornato

Adnkronos/IGN - ‎5 ore fa‎
Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - "Quale riforma? Non sono aggiornato su quello che fara' il governo...". Si limita a rispondere con queste parole il presidente ...

GIUSTIZIA: NAPOLITANO, BENE ANM SU AUTORIFORMA MAGISTRATURA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎5 ore fa‎
(AGI) Roma - Apprezzamento da Giorgio Napolitano al ruolo dell'Anm essenziale in una fase delicata per cui auspica confronto. ...

ANM: BOCCHINO, PALAMARA CORAGGIOSO. POLITICI RISPETTINO MAGISTRATURA

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - ''Da uomo politico dico che dobbiamo evitare che si puo' sostenere che i magistrati sono un'associazione a delinquere''. ...

ANM, GIUSTIZIA AL COLLASSO NAPOLITANO, FASE DELICATA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎5 ore fa‎
(AGI) - Roma, 26 nov. - "E' indispensabile il recupero della fiducia del cittadino nel sistema giudiziario, anche attraverso un corretto rapporto tra ...

Giustizia/ Napolitano: Riforma governo? Non sono aggiornato

Il Cittadino di Monza e Brianza - ‎5 ore fa‎
Giustizia/ Napolitano: Riforma governo? Non sono aggiornato Di quale si parla? Non so cosa farà l'esecutivo Roma, 26 nov. (Apcom) - "Quale riforma? ...

Anm: riforme per limitare indipendenza

euronews - ‎5 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 26 NOV – 'Abbiamo assistito a interventi dettatidall'esigenza di risolvere situazioni legate a singole vicendeprocessuali e sempre mirati a ...

NAPOLITANO: BENE ANM SU CONFRONTO. SERVE RECUPERO FIDUCIA GIUSTIZIA

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - In questa ''fase delicata'' e' ''indispensabile il recupero della fiducia del cittadino nel sistema giustizia''. ...

GIUSTIZIA: ANM, CHI ENTRA IN POLITICA NON TORNI TRA TOGHE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎5 ore fa‎
(AGI) - Roma, 26 nov. - "Bisogna fissare regole rigorose finalizzate a evitare commistioni improprie tra la funzione giudiziaria e l'impegno politico", ...

GIUSTIZIA: CAPEZZONE, ANM PARLA COME SE FOSSE PARTITO POLITICO

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - ''Cambiano le stagioni, ma resta un'anomalia tutta italiana. L'Anm continua ad esprimersi, in questo caso attraverso le parole del ...

Giustizia/ Anm: No a ritorno in toga per chi sceglie politica -2-

Virgilio - ‎5 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - Palamara punta il dito anche contro la "degenerazione del correntismo" all'interno della magistratura, "un male da combattere e da ...

GIUSTIZIA: ANM, 5,5 MLN CAUSE CIVILI E 1,5 MLN PENALI PENDENTI

Stato-oggi - ‎5 ore fa‎
(AGI) - Roma, 26 nov. - Giustizia “ritardata equivale a giustizia denegata”. Lo rileva il presidente dell'Anm, Luca Palamara, secondo cui l'aspetto critico ...

GIUSTIZIA: ANM, INSULTI E DENIGRAZIONE DA PARTE DI ESPONENTI ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - Il presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati, Luca Palamara, denuncia, nel suo discorso di apertura del 30* congresso ...

Anm: riforme per limitare indipendenza

ANSA.it - ‎5 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 26 NOV - 'Abbiamo assistito a interventi dettati dall'esigenza di risolvere situazioni legate a singole vicende processuali e sempre mirati a ...

GIUSTIZIA: ANM, NON SIAMO AVVERSARI MA NO RIFORME CHE LIMITANO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎6 ore fa‎
(AGI) - Roma, 26 nov. - Quello dei magistrati "non e' un ruolo di 'avversari'" della politica, ma il rapporto tra le toghe e "gli altri poteri" deve ...

Le toghe (con Fini) attaccano il governo

Libero-News.it - ‎6 ore fa‎
e toghe tornano all'attacco, e Fini non fa mancare il suo appoggio. "Le riforme vogliono colpire la nostra indipendenza". Questa l'accusa del segretario ...

Giustizia/ Palamara: Contro toghe insulti quotidiani, denigrano

APCOM - ‎6 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - Contro i magistrati c'è "un pesante clima di aggressione", soprattutto quando "indagini e processi che hanno 'toccato il potere' ...

GIUSTIZIA: ANM,NON SIAMO FANNULLONI SUPER PAGATI O DIFENSORI CASTA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎6 ore fa‎
(AGI) - Roma, 26 nov. - I magistrati non possono "accettare" di essere considerati "gli unici responsabili di un sistema in crisi e, ancora peggio, ...

GIUSTIZIA: ANM, CI CONFORTA IL SOSTEGNO DI NAPOLITANO

Stato-oggi - ‎6 ore fa‎
(AGI) - Roma, 26 nov. - “Ci conforta che piu' volte il Capo dello Stato abbia sottolineato come la rigorosa osservanza delle leggi, il piu' severo controllo ...

ANM: NAPOLITANO AL XXX CONGRESSO NAZIONALE

Stato-oggi - ‎6 ore fa‎
(AGI) - Roma, 26 nov. - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e' appena giunto al Teatro Capranica per assistere ai lavori del XXX Congresso ...

GIUSTIZIA: ANM, ASSURDA CAMPAGNA DENIGRAZIONE CONTRO TOGHE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎6 ore fa‎
(AGI) Roma - Nei rapporti tra politica e toghe si e' assistito ad "un'assurda campagna di denigrazione" tesa a "minare la credibilita' della magistratura ...

Giustizia/ Palamara: Riportare la corruzione tra priorità riforme

Virgilio - ‎6 ore fa‎
E' "essenziale" riportare la lotta alla corruzione tra "le priorità dell'agenda delle riforme". E' la sollecitazione di cui si fa interprete il presidente ...

Giustizia/ Palamara: Basta riforme per risolvere singoli... -2-

Virgilio - ‎6 ore fa‎
"La crisi politica degli ultimi mesi sembra, però, aver bloccato qualsiasi ipotesi di riforma e la giustizia - osserva Palamara nella relazione con cui apre ...

Giustizia/ Palamara: Toghe non sono avversari, basta antagonismi

Virgilio - ‎6 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - L'Anm "si riconosce nei principi di leale collaborazione e di reciproco rispetto tra le istituzioni", "il terreno di scontro nel ...

Mafia/ Palamara: Arresti grazie a lavoro e sudore magistrati

Virgilio - ‎6 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - E' "doveroso" ricordare che "dietro le più importanti operazioni antimafia" degli ultimi giorni, delle quali "alcuni esponenti ...

L'Anm: «Giustizia al collasso»

Corriere della Sera - ‎6 ore fa‎
MILANO - La giustizia in Italia «è al collasso». Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, nella sua relazione introduttiva al ...

Anm: giustizia al collasso riforme limitano le toghe

ANSA.it - ‎6 ore fa‎
ROMA - ''Abbiamo assistito, a una serie di interventi episodici e contingenti dettati dall'esigenza di risolvere situazioni legate a singole vicende ...

Giustizia: Fini, istituzioni e partiti sostengano magistratura

Adnkronos/IGN - ‎6 ore fa‎
Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - "Viviamo una fase politico-istituzionale assai delicata. Compito delle istituzioni democratiche e di tutte le forze politiche ...

ANM: PALAMARA, E' ORA DI VOLTARE PAGINA AI RAPPORTI POLITICA ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎6 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - I rapporti, spesso difficili, tra magistratura e politica debbono cambiare, e' ora di ''voltare pagina'' e intervenire su cio' che ...

GIUSTIZIA:FINI, MAGISTRATI RISPONDANO A CRITICHE CON IMPEGNO E ...

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(ASCA) - Roma, 26 nov - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un messaggio inviato al congresso dell'Associazione nazionale magistrati chiede che ...

Giustizia/ Napolitano arriva al congresso dell'Anm

Virgilio - ‎6 ore fa‎
Roma, 26 nov. (Apcom) - Il presidente dell Repubblica Giorgio Napolitano è arrivato pochi minuti prima delle 11 al congresso dell'Anm, dove è stato accolto ...

GIUSTIZIA: FINI, FORZE POLITICHE E ISTITUZIONI SOSTENGANO MAGISTRATURA

Agenzia di Stampa Asca - ‎6 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - ''Viviamo, come noto una fase politica istituzionale assai delicata. Compito delle istituzioni democratiche e di tutte le forze ...

Al via il congresso dell'Anm Fini: "Sostenere la magistratura"

La Repubblica - ‎6 ore fa‎
Presente al 30mo Congresso dell'associazione dei magistrati Giorgio Napolitano, accolto da un applauso: "Indispensabile recuperare fiducia nella giustizia". ...

Giustizia: Napolitano al congresso Anm con Schifani

Adnkronos/IGN - ‎6 ore fa‎
Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e' giunto al Teatro Capranica di Roma per presenziare al congresso ...

GIUSTIZIA: NAPOLITANO AL CONGRESSO ANM

Agenzia di Stampa Asca - ‎6 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 26 nov - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e' giunto da pochi minuti al Teatro Capranica di Roma dove e' prevista la due ...
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Di Loredana Morandi (del 26/11/2010 @ 17:11:31, in Magistratura, linkato 2248 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/ANM_XXX_Congresso.jpg

XXX Congresso della Associazione Nazionale Magistrati

I MAGISTRATI E
LA  FORZA  DEL
RINNOVAMENTO

La geografia giudiziaria in Italia

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm.geografia_giudiziaria.jpg

La proposta dell'Anm

La geografia giudiziaria nel nostro Paese risale al 1861.

Dall'Unità d'Italia a oggi nessun tribunale è stato soppresso, mentre ne sono stati istituiti altri fino agli anni '90 (Gela '91, Torre Annunziata '92, Tivoli '99) .

Rivedere l'anacronistica geografia giudiziaria è tra gli interventi più urgenti per incidere sulle inefficienze del sistema giustizia.

20 magistrati (tra Procura e Tribunale) è il numero minimo necessario per assicurare il buon funzionamento di un ufficio giudiziario.

In Italia ben 59 Tribunali hanno un organico inferiore alle 20 unità.
Tra essi ve ne sono addirittura due che coincidono con capoluoghi di Corte d'Appello (L'Aquila e Campobasso).

15 Tribunali hanno un organico inferiore alle 10 unità.

Il risultato cui tendere è la razionalizzazione della geografia degli uffici giudiziari intervenendo su quelli la cui sopravvivenza non appare giustificabile sotto il profilo dell'efficienza.

L'ANM propone:

nell'immediato unificare gli uffici di minime dimensioni con altri che hanno  consistenza numerica superiore alle 10 unità (salve le peculiarità del territorio su cui operano);

a regime effettuare ulteriori accorpamenti per arrivare alla dimensione ottimale di 20 unità.

VISUALIZZA LE MAPPE DELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA

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Di Loredana Morandi (del 26/11/2010 @ 12:51:00, in Magistratura, linkato 2534 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/ANM_XXX_Congresso.jpg

XXX Congresso della Associazione Nazionale Magistrati


Roma, 26 nov. 2010.
Ripresa della sessione mattutina. Il vice presidente della ANM Gioacchino Natoli chiama i relatori e lascia la parole al presidente Giorgio Santacroce.

Il programma degli interventi della prima mattinata del trentesimo congresso della ANM ha subito una sensibile modifica, dovuta probabilmente alla assenza di Gabriela Albuquerque, il relatore speciale per le Nazioni Unite. Nonostante ciò e grazie agli interventi di Giorgio Santacroce, presidente della Corte d'Appello di Roma, del dott. Giacomo Oberto segretario generale aggiunto della UIM e di Vito Monetti, presidente di Medel (Magistrat Européen pour le Démocratie et le Liberté) il congresso ha potuto respirare l'aria internazionale che merita la magistratura italiana. Io mi permetto un breve riassunto dei principali interventi.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm.giorgio.santacroce.jpg

Il presidente Santacroce, riagganciandosi alla relazione di Palamara, con una dialettica chiara e trasparente ha voluto porre in essere l'interrogativo principale del "Rinnovamento" a tema del congresso. Che cosa è materialmente possibile rinnovare alla magistratura della magistratura stessa? Nel paese lo scontro è durissimo, un incendio "divampa" e la perdita della "legalità" sembra essere l'obiettivo prioritario. Il presidente Santacroce, rilevando le oggettive difficoltà di comunicare all'associazionismo giudiziario internazionale il "caso italia" che, nonostante i molti pregi strutturali e giuridici pur sempre ammirati, non cessa di raccogliere lo "stupore" delle assemblee e dei comitati scientifici. La soluzione è quella del "resistere" e lavorare ad un sistema giudiziario che abbia una forte capacità di risultato "legittimante".

La dottoressa Evelina Canali dell'Admi (Associazione Donne Magistrato Italiane) è uno degli esempi tutti italiani dell'impegno addirittura duplice delle donne in magistratura. L'associazione delle Donne Magistrato Italiane è poco conosciuta, ma non è affatto contrapposta alla ANM, infatti tutte le sue iscritte sono anche iscritte alla ANM. Una duplice militanza che è simbolo stesso del "lavoro" e che si prefige di promuovere le pari opportunità in seno all'associazionismo giudiziario. Una associazione di donne rappresenta un "valore" in se e il valore di rappresentanza (mirror rapresentation), che nasce in una organizzazione prettamente maschile. Oggi dopo anni di lavoro l'Amdi ha costituito i propri comitati delle pari opportunità in seno a tutte le principali Corti d'Appello e finanche in seno alla Suprema Corte di Cassazione. Nonostante ciò le donne rappresentano una grande risorsa inutilizzata dall'associazionismo giudiziario. Una preoccupazione che sento anche io di dover condividere, come semplice cittadina di questa Italia dove muore una donna ogni 2 giorni (dato Istat sul quinquennio 2000 - 2005, 1.190 omicidi in famiglia dei quali 1.081 donne).

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/amn.vito.monetti.jpg

Idealmente al tema dei diritti in Italia e sul piano internazionale prende poi la parola il dottor Vito Monetti, presidente di Medel, pubblico ministero a suo dire "da tutta la vita" e pg relatore della prima sentenza di Corte di Cassazione in tema di stalking, di ritorno dalla propria partecipazione al congresso dell'avvocatura in Genova. Il presidente Monetti è latore della notizia nella notizia del trentesimo congresso della Magistratura, perché con il collega Giacomo Oberto (segretario generale aggiunto della UIM - Unione Internazionale Magistrati) ha divulgato l'iniziativa fondamentale della Magna Carta sulla indipendenza della magistratura, redatta dal CCJE (il consiglio Consultivo dei Giudici Europei), e la  12° Raccomandazione del Consiglio dei Ministri agli Stati Membri del Consiglio d'Europa sui "Giudici", in tema di indipendenza, efficacia e responsabilità (adottata il 17 novembre u.s. nel corso della 1098^ riunione dei Delegati).

La grande novità contenuta dalla Magna Carta e dalla Raccomandazione nr 12 agli Stati Membri è quella della necessaria "indipendenza del pubblico ministero", alla quale tutti i paesi europei si spera vogliano adeguarsi. A ciò il dott. Monetti reca due esempi di grave repressione nei confronti della magistratura associata: la Serbia dove il governo con un escamotage legislativo ha falcidiato, tecnicamente licenziando, ben 1 terzo della magistratura nazionale ad iniziare con i delegati dell'associazionismo. Nelle stesse condizioni la magistratura di Tunisia, nei confronti della quale è la locale Avvocatura a farsi portavoce della vertenza determinata da sconsiderati trasferimenti finalizzati ad un allontanamento logistico dalla Capitale, onde impedire l'associazionismo stesso.

Nei giorni 8 e 9 dicembre Medel festeggerà i propri 25 anni dalla fondazione con un congresso a Bruxelles. Ma la storia dell'impegno internazionale della magistratura italiana è fin più antico nella figura associativa della UIM, che fondata nel 1953 ha come fine principale la salvaguardia dell'indipendenza dell’ordine giudiziario, in quanto condizione essenziale della funzione giurisdizionale a garanzia dei diritti umani e delle libertà. L'UIM comprende oggi 74 associazioni o gruppi rappresentativi nazionali provenienti dai cinque Continenti. Il Consiglio Centrale dell'UIM è il suo organo deliberante e si riunisce una volta all'anno, sempre in un diverso paese. Ogni associazione ha in esso due rappresentanti. I legami della UIM con l'ANM sono antichi, solidi e proficui, come ribadisce il dott. Giacomo Oberto. Il sistema giudiziario italiano, al quale si rifà la nascita di un Consiglio Superiore della Magistratura in Germania  identico nella struttura al nostro CSM, nonostante tutto e nonostante il "caso Italia", continua ad essere motivo di plauso tra le fila della magistratura internazionale. Infatti, la sede generale della UIM è permanentemente ubicata in Italia.

Loredana Morandi
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