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Vista la "cannibalizzazione telematica" di uno dei motti storici della Magistratura Associata, si informano Luigi de Magistris e Italia dei Valori che i nomi e i loghi di Artists Against War in Italia sono copyright della Associazione Argon.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/12/2010 @ 19:05:22, in Magistratura, linkato 1303 volte)

Yara Gambirasio, un’inchiesta decisamente al femminile


Posted by Direttore on dicembre 8, 2010


BERGAMO, 8 DIC. – Letizia Ruggeri e Vincenza Maccora: sono le due donne magistrato rispettivamente pm e gip dell’inchiesta sulla scomparsa di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni di Brembate sopra.

Il pm Ruggeri, che ha prima chiesto la convalida del fermo del marocchino Mohamed Fikri e la sua custodia cautelare in carcere, ha poi condotto la seconda fase delle indagini che ha portato alla sua scarcerazione.

Ex poliziotta, fisico esile, definita meticolosa dai colleghi, è stata pm ad Agrigento alla fine degli anni ’90. Si è occupata di traffico di droga e altri reati, mai di vicende legate ai mandamenti siciliani. Ha poi preso servizio alla Procura di Bergamo.

Di recente, tra i casi complicati che ha affrontato, le indagini sul ritrovamento del corpo di un neonato nel parcheggio di una discoteca a Bergamo e, prima ancora, il caso dell’omicidio di un egiziano ucciso e poi bruciato da un connazionale, condannato a 25 anni.

«L’unico pensiero è ritrovarla», ha ripetuto costantemente in queste giornate campali dell’inchiesta sulla sparizione della tredicenne bergamasca, una vicenda che la sta assorbendo «totalmente». È stato lo stesso pm, davanti a un quadro indiziario mutato radicalmente dopo il fermo o, per usare le sue parole, «alla luce dei sopravvenuti accertamenti effettuati», a chiedere la scarcerazione per il marocchino che ieri ha lasciato il carcere.

Vincenza Maccora, il gip che ha disposto la scarcerazione di Fikri, invece, è in magistratura dal ‘lontano 91. Ha lavorato per anni al Tribunale di sorveglianza di Milano per poi prendere servizio all’ufficio gip della capoluogo bergamasco. È stata presidente della Sesta commissione del Consiglio superiore della Magistratura (quella per gli incarichi direttivi) nella scorsa legislatura. Eziz Maccora è stata tra gli artefici del ‘Coordinamento giovani magistratì, che si è poi sciolto confluendo in parte in Movimenti riuniti e in parte in Magistratura democratica, i due correntoni di sinistra dell’Associazione nazionale magistrati. Il giudice Maccora è inoltre un esponente di spicco di Magistratura democratica e, in nove mesi, durante il suo mandato al Csm, aveva proposto la nomina di 40 donne a capo di uffici giudiziari, destinate in buona parte a guidare una Procura. Un dato che avrebbe portato dal 4 al 16 per cento la presenza di donne ai vertici della magistratura.

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Di Loredana Morandi (del 09/12/2010 @ 18:49:32, in Politica, linkato 1287 volte)
Thyssenkrupp, tre anni fa il rogo
a Torino e la morte di 7 operai


(Adnkronos) Nella notte tra il 6 e il 7 dicembre morirono 7 operai. Il ministro Sacconi: "Reazione istituzioni e forze sociali per migliorare le leggi".

Roma, 6 dic. (Labitalia) - Ricorre oggi, 6 dicembre, l'anniversario della tragedia della Thyssenkrupp di Torino, che esattamente tre anni fa, nella notte tra il 6 e il 7 dicrembre 2007, costò la vita a sette operai della fabbrica che rimasero ustionati a causa del rogo che investì la linea 5 sulla quale stavano lavorando.

Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, "la memoria di quanto accaduto tre anni fa deve costituire un ammonimento costante per rendere più intensa ed incisiva l'opera di prevenzione e la repressione di condotte illecite che pongono a rischio la sicurezza dei lavoratori".

Secondo il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, "a tre anni dalla tragedia della Thyssen, mentre giustizia deve essere fatta, possiamo constatare che la reazione delle istituzioni e delle forze sociali è stata operosa per migliorare l'impianto normativo e diffondere buone pratiche di collaborazione bilaterale. Il Testo unico è stato largamente attuato e gli ultimi atti sono destinati  a perfezionarsi nei primi mesi del prossimo anno".

Per Sacconi, "può essere utile aprire una riflessione circa l'opportunità di una procura nazionale 'esperta' e dedicata per la salute e sicurezza nel lavoro, data la complessità della materia e l'utilità di far convergere in un punto dello stesso sistema giudiziario tutte le conoscenze utili a giudicare i comportamenti patologici".


La Rassegna

L'eredità Thyssen: "Oggi di lavoro

La Stampa - ‎07/dic/2010‎
Mia figlia si voleva bene, aveva una gran voglia di vivere. Aveva appena aperto un'agenzia immobiliare. E invece è morta». Daniela, madre di una delle ...

Morire di lavoro, la strage continua "Inutile la lezione della ...

La Repubblica - ‎06/dic/2010‎
Settantasei morti nel 2008, 53 nel 2009, 36 quest'anno. I numeri degli infortuni sul lavoro descrivono una strage continua, un calo lento ma insufficiente. ...

Thyssen: a tre anni dalla tragedia Torino ricorda le 7 vittime

Libero-News.it - ‎06/dic/2010‎
orino, 6 dic. - (Adnkronos) - A tre anni dalla tragedia della ThyssenKrupp, costata la vita a sette operai che nella notte tra il 6 e il 7 dicembre si ...

SICUREZZA LAVORO: SACCONI, TESTO UNICO ATTUATO; ORA PROCURA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎06/dic/2010‎
(AGI) - Roma, 6 dic. - "Puo' essere utile aprire una riflessione circa l'opportunita' di una procura nazionale 'esperta' e dedicata per la salute e ...

Thyssenkrupp, tre anni fa il rogo a Torino e la morte di 7 operai

Adnkronos/IGN - ‎06/dic/2010‎
Nella notte tra il 6 e il 7 dicembre morirono 7 operai. Il ministro Sacconi: "Reazione istituzioni e forze sociali per migliorare le leggi". Roma, 6 dic. ...

Rogo Thyssen, Fini: "Tragedia assurda, sia monito per il futuro"

La Stampa - ‎06/dic/2010‎
Una «tragedia assurda» che «deve costituire un ammonimento costante per rendere più intesa e incisiva l'opera di prevenzione e la repressione di condotte ...

THYSSEN: CATTANEO, IMPEGNO ASSEMBLEA PIEMONTE PER PREVENIRE INCIDENTI

Agenzia di Stampa Asca - ‎06/dic/2010‎
(ASCA) - Torino, 6 dic - Nel terzo anniversario della tragedia alle acciaierie ThyssenKrupp di Torino, costata la vita a sette operai, il presidente del ...

Infortuni: Fini, tragedia Thyssen sia monito per costante prevenzione

Libero-News.it - ‎06/dic/2010‎
orino, 6 dic. - (Adnkronos) - "La memoria di quanto accaduto tre anni fa deve costituire un ammonimento costante per rendere piu' intensa ed incisiva ...

ThyssenKrupp non dimenticare

La Stampa - ‎05/dic/2010‎
Sono passati tre anni esatti dalla notte che ha cambiato Torino. Nella città dove è nato il movimento operaio e dove ancora oggi si detta la politica ...

ThyssenKrupp, il racconto dell'operaio ora deputato

Ultime Notizie - ‎07/dic/2010‎
«Nessuno di noi vuole e può dimenticare: dobbiamo imparare a convivere con il dolore. La tragedia è viva in noi e, quando arriva il 6 dicembre, ...

"Finisce la legislatura? Io sono disoccupato"

Quotidiano.net - ‎06/dic/2010‎
Roma, 7 dicembre 2010 - «Io, veramente, sarei disoccupato... se finisce di colpo la legislatura e il Pd non mi ricandida, sto in mezzo a una strada». ...

Tre anni fa il disastro della Thyssenkrupp

Corriere Canadese - ‎06/dic/2010‎
Cortei per ricordare i sette operai morti nel 2007. Il 14 dicembre dai pm le proposte di condanna TORINO - Sono passati tre anni ma Torino cerca di non ...

Thyssen, mai più

Europaquotidiano.it - ‎06/dic/2010‎
Ricordo come fosse oggi quel giorno di tre anni fa, il giorno della strage alla ThyssenKrupp. Ricordo il dolore che ho provato. Un dolore grande. ...

'Contro le morti bianche, rimettere il lavoratore al centro della ...

Il tacco d'Italia - ‎06/dic/2010‎
La notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007 si consumò, alla linea 5 dell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino, l'incidente che meglio rappresenta il dramma ...

Thyssen: non solo anniversario

ZipNews - ‎06/dic/2010‎
Celebrazioni per l'anniversario della tragedia Thyssen, anno terzo. E, per la prima volta, la commemorazione dei sette operai bruciati vivi in corso Regina ...

Tre anni fa l'incendio alla ThyssenKrupp. Ora il tempo della giustizia

Il Pane e le Rose - ‎06/dic/2010‎
l'incidente che è costato la via ad Antonio Schiavone, 36 anni, Rosario Rodinò (26 anni), Rocco Marzo (54 anni), Roberto Scola (32 anni), Angelo Laurino (43 ...

Thyssen/ Oggi elmetti gialli su statue Torino, l'8... -2-

Virgilio - ‎06/dic/2010‎
Torino, 6 dic. (Apcom) - E ancora la Regione,in collaborazione con 'Sicurezza e Lavoro', il periodico per la promozione della salute nei luoghi di lavoro ...

Thyssen/ Oggi elmetti gialli su statue Torino, l'8 manifestazione

Virgilio - ‎06/dic/2010‎
Fu come l'incendio di un pozzo di petrolio. Così il pm Laura Longo ha rievocato a fine novembre, nell'ultima udienza del processo per l'incendio ...

Morti bianche/ Boccuzzi: Ricordare tragedia Thyssen per cambiare

Virgilio - ‎06/dic/2010‎
Roma, 6 dic. (Apcom) - "Il ricordo è vivo come se fosse accaduto ieri. Stiamo cercando di imparare tutti insieme, io come i familiari, a convivere con il ...

Thyssen: tre anni fa la tragedia

ZipNews - ‎06/dic/2010‎
Il 6 dicembre del 2007 ci fu il rogo alla Thyssenkrupp. Torino ricorda le sette vittime con una corona al cimitero monumentale e, alle 11, con una targa in ...

Thyssen, a 3 anni dal rogo di Torino

L'Essenziale - ‎06/dic/2010‎
Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2008 un rogo scoppiato all'interno dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino ha ucciso 7 persone, tutti operai ...

Thyssen, tempo di giustizia

NewsInter.it - ‎05/dic/2010‎
«Venite, sono tutti morti». Correva a chiamare aiuto Antonio Boccuzzi su una sgangherata bicicletta la notte del sei dicembre 2007. Aveva appena visto sette ...
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Di Loredana Morandi (del 09/12/2010 @ 18:46:48, in Sindacati Giustizia, linkato 1206 volte)

GIUSTIZIA: FUGHE NOTIZIE,

INTERDETTA IMPIEGATA TRIBUNALE MESSINA



(AGI) - Messina, 7 dic. - La Guardia di Finanza ha notificato un’ordinanza di applicazione di misure cautelari interdittive nei confronti di una dipendente del ministero della Giustizia, addetta all’ufficio del Casellario del Tribunale di Messina.

Il provvedimento e’ stato firmato dal gip Maria Teresa Arena su richiesta dei pubblici ministeri Vito Di Giorgio e Fabrizio Monaco. Secondo l’esito delle indagini, la donna, approfittando del proprio ruolo, avrebbe divulgato notizie in suo possesso, violando gli obblighi di riservatezza. (AGI) Rap
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Di Loredana Morandi (del 09/12/2010 @ 18:42:09, in Magistratura, linkato 1556 volte)
Il Guardasigilli: "Sprint straordinario all'informatizzazione dei nostri uffici"

'e-Giustizia', da gennaio la notifica di atti agli avvocati via sms e mail


Roma - (Adnkronos/Ign) - Brunetta e Alfano presentano 'Vivifacile', piattaforma elettronica già attiva per scuola e automobilisti, che sarà disponibile anche per i cittadini che vorranno utilizzarla

Roma, 6 dic. (Adnkronos/Ign) - Da gennaio gli avvocati potranno ricevere via sms o e-mail avvisi relativi a decisioni del giudice: decreti, ordinanze, sentenze, comunicazioni su atti, notifiche e qualsiasi informazione di routine. E' quanto prevede la piattaforma elettronica 'Vivifacile', già attiva per il mondo della scuola e per gli automobilisti. Un servizio che sarà operativo anche per i cittadini che lo desiderano.

Si tratta di una novità che si aggiunge al processo di digitalizzazione della giustizia, dai tribunali alle procure, avviato due anni fa con l'intesa dei ministri per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta e il Guardasigilli Angelino Alfano. Sono stati proprio loro, oggi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, a presentare il nuovo servizio per avvocati, cancellieri ma anche semplici cittadini.

La piattaforma 'Vivifacile' accessibile al sito www.vivifacile.gov.it, a disposizione di ogni ufficio giudiziario, partirà dalla giustizia civile. "Ma siamo in grado di far funzionare il sistema anche per la giustizia penale - hanno assicurato i ministri Brunetta e Alfano - negli uffici giudiziari partiremo con tutti i procedimenti civili di contenzioso, volontaria giurisdizione, esecuzioni civili e giudici di pace, il tutto gratuitamente ma anzi con minori costi e con risparmio di tempo".

Alfano ha ricordato che a fronte di "28 milioni di notifiche l'anno cartacee, ben 5.000 persone vengono impiegate, su 40.000 dipendenti del ministero della Giustizia, oltre il 10% quindi, per compiti che possono essere svolti per via telematica e che quindi potranno essere impiegati ad altre funzioni".

Il Guardasigilli ha poi fatto il punto sul processo di informatizzazione del sistema giudiziario. Al tribunale di Milano l'anno scorso si è arrivati a risparmiare 2,4 milioni di euro solo con vari accorgimenti: dall'utilizzo della posta elettronica certificata all'avvio del processo civile telematico. Inoltre, nel 2010, il numero degli avvocati abilitati al processo civile telematico è aumentato del 70%. Alfano ha enumerato una serie di dati, aggiornati a giugno 2010, precisando che anche se non si è ancora raggiunto l'"Eldorado' informatico" tuttavia "abbiamo dato uno sprint straordinario all'informatizzazione dei nostri uffici".






La Rassegna

'e-Giustizia', da gennaio la notifica di atti agli avvocati via ...

Adnkronos/IGN - ‎07/dic/2010‎
Roma, 6 dic. (Adnkronos/Ign) - Da gennaio gli avvocati potranno ricevere via sms o e-mail avvisi relativi a decisioni del giudice: decreti, ordinanze, ...

Per gli avvocati da gennaio gli avvisi degli atti giudiziari ...

Il Sole 24 Ore - ‎06/dic/2010‎
Da gennaio gli avvocati riceveranno gratuitamente per mail o per sms l'avviso che gli atti giudiziari ai quali sono interessati (decreto, ...

Con Vivifacile la sentenza viaggia sul web

RaiNews24 - ‎06/dic/2010‎
Dal prossimo mese di gennaio gli avvocati ei giudici potranno servirsi del web o del telefonino per le comunicazioni di atti formali come decreti, ...

GIUSTIZIA: ARRIVA VIVIFACILE, SERVIZIO ONLINE PER AVVOCATI E GIUDICI

Agenzia di Stampa Asca - ‎06/dic/2010‎
(ASCA) - Roma, 6 dic - Basta con le lunghe code alle cancellerie dei tribunali, con le marche da bollo e con i faldoni impolverati: arriva ...

Prosegue la sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione

Ragionpolitica.it (Blog) - ‎07/dic/2010‎
Sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione avanti tutta. Dopo Linea Amica, il contact center di tutte le PA che risolve i problemi del cittadino ...

Vivifacile, dal 2011 avvisi per atti giudiziari via sms

PubblicaAmministrazione.net - ‎07/dic/2010‎
Decreti, ordinanze o sentenze depositati in cancelleria, da gennaio, saranno segnalati automaticamente via sms o email. Si tratta del "modulo giustizia" ...

Giustizia, da gennaio notifica telematica di sentenze e decreti

AGO - Agenzia Giornalistica Online - ‎06/dic/2010‎
A partire da gennaio 2011 gli avvocati riceveranno gratuitamente sul loro terminale o sul telefono cellulare gli avvisi relativi a decreti, ...

Giustizia: Alfano, non ancora Eldorado informatico ma sprint ...

University.it (Comunicati Stampa) - ‎06/dic/2010‎
Roma, 6 dic. (Adnkronos) - Al tribunale di Milano l'anno scorso si e' arrivati a risparmiare 2,4 milioni di euro solo con vari accorgimenti dall'utilizzo ...

GIUSTIZIA: ALFANO,SPRINT DECISIVO VERSO INFORMATIZZAZIONE SISTEMA

Informatica-oggi - ‎06/dic/2010‎
(AGI) - Roma, 6 dic. “Non e' L'Eldorado informatico, ma uno sprint straordinario nel processo di digitalizzazione degli uffici giudiziari”. ...

Brunetta e Alfano presentano Vivifacile-Giustizia

Corriere Informazione - ‎06/dic/2010‎
Il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e il Ministro della Giustizia Angelino Alfano hanno presentato oggi, nel corso di una conferenza ...

GIUSTIZIA: AVVOCATI, VIA SMS GLI AVVISI SU DECRETI E SENTENZE

Cellulari-oggi - ‎06/dic/2010‎
(AGI) – Roma, 6 dic. – A partire da gennaio gli avvocati riceveranno gratuitamente sul loro pc o sul telefonino gli avvisi relativi a decreti, ...

P.A./ Da gennaio con Vivifacile giustizia online per ... -2-

Virgilio - ‎06/dic/2010‎
Roma, 6 dic. (Apcom) - "Si tratta di una piattaforma elettronica - ha detto il ministro Brunetta - che consentirà a cittadini, avvocati, procure, ...

POL - Pa, 'Vivifacile' operativo anche per la Giustizia. Notifiche ...

Il Velino - ‎06/dic/2010‎
Roma, 6 dic (Il Velino) - "Gran parte dei problemi della giustizia sono di carattere organizzativo. Passare all'on-line ha dei tempi, dei costi e dei luoghi ...
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Di Loredana Morandi (del 09/12/2010 @ 18:21:03, in Magistratura, linkato 1306 volte)
Il doppio stipendio dei magistrati fuori ruolo
L'inchiesta di Report sulla legge che permette ad alcuni magistrati di accumulare stipendi per lavori che non fanno.

Ogni puntata di Report è, tra molte altre cose, un album degli sprechi e delle cose che non funzionano in Italia. La puntata di ieri, oltre all’inchiesta sulla Croce Rossa, conteneva un’inchiesta più breve che è praticamente un caso di scuola: racconta di come in Italia alcuni magistrati, prestati temporaneamente ad altri incarichi, continuano a percepire lo stipendio -- spesso sontuoso: centinaia di migliaia di euro l’anno -- relativo alla loro precedente professione.

Per non parlare del fatto che quel “temporaneamente” spesso significa anni, a volte decenni. Per non parlare del fatto che una legge del governo Berlusconi permette a questi magistrati, che vengono definiti “fuori ruolo”, di usufruire degli scatti di anzianità e delle promozioni per gli incarichi che non svolgono.

Il tutto è spiegato in meno di un quarto d’ora, e non manca la consueta carrellata di personaggi imbarazzati e imbarazzanti.

Rivedi alcuni brani della puntata su Il Post
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Arriva un "codice rosa" per
classificare le violenze in famiglia


di Patrizia Maciocchi

Gharbi Nabila ha ucciso il marito con una coltellata dopo aver subito per anni la sua violenza. Il tribunale di Roma, per presentare il suo protocollo contro la violenza in famiglia al Salone della Giustizia di Rimini, sceglie di raccontare la storia di trentottenne tunisina che da vittima è diventata la "carnefice" di un marito-padrone, italiano, da cui aveva avuto due figli. Ad armare la mano di Nabila era stato proprio l'amore per i suoi due bambini, affidati ai servizi sociali, perché la coppia era stata giudicata, a causa del carattere violento del padre, non adatta a prendersi cura di loro. L'omicidio è avvenuto il 28 dicembre 2006, proprio alla vigilia di un atteso incontro tra Gharbi e i suoi figli. Un appuntamento che la mamma tunisina ha visto sfumare quando il marito è rientrato a casa, per l'ennesima volta, ubriaco e pronto a far esplodere la sua furia.

La Corte d'Appello di Roma ha riconosciuto alla donna l'attenuante della provocazione condannandola, nel maggio 2009, a una pena di 8 anni che sta scontando in un carcere di Civitavecchia, in attesa di potersi ricongiungere con i figli. «Non avevamo precedenti specifici su cui basare la nostra decisione - spiega il relatore della sentenza Piero de Crescenzio, attuale presidente di sezione del Tribunale penale di Roma - abbiamo però considerato l'effetto di un accumulo negli anni di situazioni di prevaricazione». Era stata la stessa Gharbi Nabila a spiegare il suo calvario ai giudici della Corte d'Appello con un racconto sgrammaticato ma pieno di sentimenti che, grazie a una liberatoria del tribunale, verrà riproposto questa sera dall'attrice Paola Gassman presso lo stand del Tribunale di Roma.

L'occasione è la presentazione di un protocollo messo a punto dal Tribunale di Roma, e sottoscritto da istituzioni e ospedali, per contrastare la violenza in famiglia che ha come destinatari donne e bambini. Una rete di cooperazione che deve imbrigliare un fenomeno tanto diffuso quanto taciuto dalle stesse vittime. «Il Tribunale di Roma, che è il più grande d'Europa ha avuto nel 2010 solo 13 ricorsi per l'ottenimento di misure di protezione - spiega il consigliere Luciana Sangiovanni, referente della sezione civile per il protocollo - un dato che contrasta con i numeri delle statistiche sulla violenza. Lo scollamento nasce dalla vergogna, paradossalmente provata dalla vittima, di denunciare i soprusi subiti. Per questo il nostro protocollo, nato in seguito a un incontro con il Consiglio superiore della magistratura, prevede la creazione di una rete assistenziale che entri in azione prima, dopo e durante la violenza».

Un ruolo importante è svolto dagli ospedali. Nelle numerose strutture romane che hanno aderito al protocollo, tra cui il Policlinico Umberto I e il pediatrico Bambino Gesù, sarà introdotto un «Codice rosa» per classificare le situazioni di violenza familiare: fisica, psicologica, sessuale o di sfruttamento. Il codice fa scattare i contatti con le forze dell'ordine e i centri antiviolenza. Tribunale, Procura e Tribunale dei minorenni si impegnano a prendere in carico i casi e a intervenire in tempo reale quando gli atti persecutori lo richiedono, l'idea è quella di mettere in atto prassi virtuose, dall'abbattimento dei tempi di fissazione dell'udienza al filo diretto con le forze dell'ordine. Nella rete "interforze" è inserita anche la Ong «Differenza donna» con compiti che vanno dalla formazione degli operatori all'impegno a fornire notizie alle donne e sulle donne, spesso prigioniere di rapporti vittima-carnefice che solo raramente vengono denunciati.

http://www.ilsole24ore.com/

Leggi anche:

In casa o in guerra, nel mondo sono ancora troppe le donne vittima di violenza. Le iniziative

I dati sono sconfortanti. E non vige la regola che vuole i paesi meno sviluppati anche i meno rispettosi dei diritti umani. Nella Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne, ci si accorge che questa violenza è ancora una pratica troppo diffusa in tutto il mondo. Ecco dei numeri: più del 50% delle donne in paesi come ...

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Di Loredana Morandi (del 09/12/2010 @ 16:50:36, in Magistratura, linkato 1211 volte)
GIUSTIZIA: CONFERMATO CERTIFICATO
QUALITA' PROCURA BOLZANO


(ANSA) - BOLZANO, 4 DIC - E' stato confermato il certificato di qualita' Iso 9001:2000 per la procura di Bolzano. Nel 2004 la procura, allora ancora sotto la guida di Cuno Tarfusser, nel frattempo passato alla corte di giustizia dell'Aia, aveva elaborato e avviato un progetto pilota per la riorganizzazione e l'ottimizzazione dei servizi per garantire al cittadino un sistema giustizia piu' efficace ed efficiente.

Il procuratore capo Guido Rispoli ha ora potuto prendere in consegna il certificato di riconferma. Obiettivi di questo progetto sono il miglioramento dei processi attuati e della comunicazione interna, la razionalizzazione delle spese attraverso un'analisi costante del processo di erogazione del servizio che tenga conto delle risorse disponibili e dei vincoli di bilancio, e la diffusione dell'esperienza pilota agli altri uffici giudiziari attraverso un progetto interregionale e transnazionale di trasferimento di ''buone pratiche''. (ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 09/12/2010 @ 16:41:21, in Magistratura, linkato 1357 volte)

Aggiornamento doveroso... L.M.

Le prime ammissioni di Lombardi ai magistrati


Dopo Arcangelo Martino, anche l'ex giudice tributario Pasquale Lombardi decide di collaborare con i pm di Roma che indagano sulla P3, la presunta organizzazione segreta che avrebbe fatto capo a Flavio Carboni. Interrogato ieri nel carcere milanese di Opera dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, Lombardi ha iniziato a fare le prime ammissioni.

L'indagato, che ha compiuto ad agosto 77 anni e che è in carcere dall'8 luglio, avrebbe fornito risposte che hanno lasciato soddisfatto il magistrato. Tra i temi toccati ci sono le pressioni sui giudici della Consulta chiamati a decidere sul Lodo Alfano, le riunioni che si sarebbero svolte a casa del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, e le manovre per aggiustare il ricorso in Cassazione della Mondadori per un contenzioso tributario con l'Agenzia delle Entrate. L

ombardi è stato anche chiamato a chiarire la natura dei rapporti che, secondo quanto riferito dall'imprenditore Martino, si sarebbe vantato di avere con il premier Silvio Berlusconi e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che hanno sempre smentito. «Lombardi – aveva raccontato Martino – mi disse che doveva incontrare Berlusconi, che lo doveva portare dal premier l'onorevole Nunzia De Girolamo. Disse anche che lui era in credito con Berlusconi e Letta».

All'ex giudice tributario i pm hanno anche chiesto conto dello pseudonimo "Cesare" che gli indagati, secondo i carabinieri del Ros, avrebbero utilizzato per il premier. Per Lombardi potrebbero adesso presto dischiudersi le porte del carcere. Martedì i suoi legali presenteranno al gip istanza di scarcerazione, confidando nel parere favorevole della Procura.

Domenico Lusi per Il Sole 24 ore


La Rassegna


Le prime ammissioni di Lombardi ai magistrati

Il Sole 24 Ore - ‎03/dic/2010‎
Dopo Arcangelo Martino, anche l'ex giudice tributario Pasquale Lombardi decide di collaborare con i pm di Roma che indagano sulla P3, ...

P3: sentito Lombardi, fatte ammissioni

ANSA.it - ‎03/dic/2010‎
(ANSA) - ROMA, 3 DIC - Alcune ammissioni sarebbero arrivate da Pasquale Lombardi, giudice tributario ed uno dei principali indagati nell'inchiesta sulla ...

P3, da Lombardi prime ammissioni a magistrati

Reuters Italia - ‎03/dic/2010‎
ROMA (Reuters) - Il giudice amministrativo Pasquale Lombardi starebbe collaborando con i magistrati che indagano sulla cosiddetta P3 e potrebbe lasciare tra ...

P3, le prime ammissioni di Lombardi

La Stampa - ‎03/dic/2010‎
Alcune ammissioni sarebbero arrivate da Pasquale Lombardi, giudice tributario ed uno dei principali indagati nell'inchiesta sulla cosiddetta P3. ...

P3/ Nuovo interrogatorio per Lombardi, prime ammissioni

Affaritaliani.it - ‎03/dic/2010‎
Dopo Arcangelo Martino, l'imprenditore napoletano tornato in liberta' il 2 ottobre scorso, anche il geometra-giudice Pasquale Lombardi potrebbe presto ...

P3/ Interrogato a Milano Pasquale Lombardi, principale indagato ...

Il Sussidiario.net - ‎04/dic/2010‎
P3 INTERROGATORIO MILANO – Pasquale Lombardo, giudice tributario e tra principali indagati nell'inchiesta P3, è stato interrogato ieri nel carcere di Opera ...

P3: sentito Lombardi, fatte ammissioni

euronews - ‎03/dic/2010‎
(ANSA) – ROMA, 3 DIC – Alcune ammissioni sarebbero arrivateda Pasquale Lombardi, giudice tributario ed uno dei principaliindagati nell'inchiesta sulla ...

Inchiesta P3: interrogato a Milano Pasquale Lombardi

University.it (Comunicati Stampa) - ‎03/dic/2010‎
Roma, 3 dic. - (Adnkronos) - Interrogatorio, nel carcere di Opera a Milano, per Pasquale Lombardi, indagato insieme con l'affarista Flavio Carboni e con ...

P3/ Prime ammissioni di Pasquale Lombardi davanti al pm. Il ...

DailyBlog.it (Blog) - ‎03/dic/2010‎
Roma, 3 dic. (Apcom) – Prime ammissioni di Pasquale Lombardi davanti agli inquirenti della Procura di Roma. E l'inchiesta sulla cosiddetta P3 potrebbe ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 09/12/2010 @ 16:37:34, in Magistratura, linkato 1233 volte)

Giustizia: Csm, Murone trasferito da Catanzaro a Roma


Lo ha deciso il plenum dopo ordinanza sezione disciplinare

(ANSA) - CATANZARO, 9 DIC - Il plenum del Csm ha approvato all'unanimita' il trasferimento del procuratore aggiunto di Catanzaro Salvatore Murone alla Corte d'Appello di Roma con funzioni di consigliere.

La decisione fa seguito a quella della sezione disciplinare del Csm che aveva deciso il trasferimento provvisorio di sede e di funzioni. Il procedimento disciplinare cautelare origina dalle dichiarazioni rese alla Procura di Salerno dall'ex pm Luigi de Magistris, adesso eurodeputato Idv, che denuncio' l'esistenza di un presunto complotto ai suoi danni quando conduceva le inchieste Poseidone e Why not. (ANSA).


Murone riprende servizio
in attesa della pronuncia del Csm sulla nuova sede

Venerdì, 03 Dicembre 2010 21.40

E' rientrato oggi in ufficio alla Procura della Repubblica di Catanzaro, dopo un lungo periodo di assenza per malattia, il procuratore aggiunto Salvatore Murone, che attende da un giorno all'altro di sapere dal Consiglio superiore della Magistratura quale sara' la sede cui e' destinato a seguito del provvedimento di trasferimento cautelare emesso a suo carico ad ottobre dalla sezione disciplinare dell'organo di autogoverno delle toghe. Si tratta di un trasferimento di sede e non di funzioni, e cio' significa che Murone potra' continuare a fare il pubblico ministero, anche se da un'altra parte e, a tal proposito, il magistrato avrebbe indicato la Capitale come sua preferenza per lo spostamento.
Il provvedimento cautelare e' giunto poco dopo la richiesta di rinvio a giudizio di Murone - e di vari indagati tra i quali altre toghe - avanzata dalla Procura della Repubblica di Salerno (competente sui procedimenti che coinvolgono magistrati in servizio a Catanzaro) per gravi reati, tra cui la corruzione in atti giudiziari, che secondo l'accusa sarebbero stati commessi nella presunta illecita sottrazione di inchieste all'ex pubblico ministero Luigi de Magistris, il quale ha dato il via all'inchiesta campana con le sue denunce. Per lo stesso Murone, infine, e' ancora aperta anche la questione relativa alla sua richiesta di conferma nell'incarico dirigenziale di procuratore aggiunto. Alla naturale scadenza del periodo stabilito per l'incarico, nelle scorse settimane il magistrato ha avuto dalla relativa Commissione del Csm il diniego a proseguire in quel ruolo, cosa che comporta il suo ritorno in servizio come semplice sostituto procuratore, ma un vizio di forma ha reso necessario annullare quella prima decisione, cui adesso dovra' seguirne una nuova.
Per il momento, comunque, Murone e' tornato al palazzo di giustizia del capoluogo calabrese, dove attendera' di conoscere l'esito delle varie vicende che lo riguardano.

http://www.catanzaroinforma.it/pgn/news.asp?M1=1&news=26260
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Di Loredana Morandi (del 09/12/2010 @ 09:51:34, in Osservatorio Famiglia, linkato 1269 volte)
Mi spiace di non poter approfondire, di seguito la rassegna per gli aggiornamenti... L.M.

Continuano le ricerche in un deposito di ghiaia vicino a dove lavora il padre

Yara, si segue la pista del «conoscente»

La ragazza non si sarebbe mai allontanata dalla palestra con degli sconosciuti. Le anomalie della scomparsa

La ragazza non si sarebbe mai allontanata dalla palestra con degli sconosciuti. Le anomalie della scomparsa

MILANO - Yara Gambirasio si fidava di chi l'ha aggredita o sequestrata. È questa la pista che prende sempre più piede tra gli investigatori che dal 26 novembre scorso indagano sulla scomparsa della 13enne di Brembate di Sopra. Dopo la scarcerazione di Mohammed Fikri, il marocchino che in un primo tempo era stato sospettato di avere avuto un ruolo nella vicenda, le ricerche ripartono dalla ricostruzione di quanto accaduto il pomeriggio da cui di Yara non si sono più avute notizie: da quando cioé, in pochi minuti, la giovane promessa della ginnastica ritmica lascia la palestra in via Morlotti, distante 700 metri dalla sua abitazione in via Rampinelli. È proprio in palestra che, secondo gli investigatori, c'è la prima anomalia della vicenda. Yara, dopo aver consegnato uno stereo alle sue istruttrici, utilizza un'uscita che è nella direzione opposta a quella di casa e i tre cani specializzati, utilizzati nella ricerca, hanno puntato tutti verso quella uscita. Nessuno ha notato la giovane lasciare l'impiato e secondo gli inquirenti sarebbe difficile pensare ad un'aggressione passata del tutto inosservata (la ragazza, infatti, avrebbe gridato e richiamato l'attenzione). Di conseguenza, è il ragionamento, la 13enne si è allontanata sicuramente con qualcuno che conosceva. Anche perché la giovane non aveva segreti e nulla di anomalo è uscito dall'analisi del suo cellulare e del suo computer.

IL TELEFONINO E IL CANTIERE - Pochi, a giorni di distanza, gli elementi certi da cui ripartire. Alle 18.49 il telefonino della 13enne aggancia la cella di Mapello, dove è in costruzione un grande centro commerciale e dove lavora come operaio il 22enne marocchino scarcerato. Un'area isolata distante circa tre chilometri dal punto di partenza e dove le tracce di Yara si perdono. Chi ha spento il cellulare, pochi minuti dopo, non si è limitato, probabilmente, a quello: ha tolto la batteria impedendo finora il ritrovamento. L'ultima certezza arriva, anche in questo caso, dai cani addestrati: tutti fiutano le tracce della 13enne fino al cantiere. Impossibile che Yara abbia percorso da sola quelle strade buie e isolate, improbabile che abbia accettato un passaggio da uno sconosciuto per percorrere i 700 metri che la separavano da casa.

RICERCHE TRA LA GHIAIA - Intanto la polizia e i vigili del fuoco sono tornati nel deposito di ghiaia Roncelli, vicino alla ditta presso cui lavora il padre di Yara Gambirasio, per continuare le ricerche cominciate ieri. I pompieri si sono messi al lavoro per pompare l'acqua e dragare gli scantinati. In un'area boschiva della stessa zona ma a decine di metri da entrambe le aziende sono stati recuperati dei reperti, tra cui un motorino e, pare, un giubbotto, che non dovrebbero avere alcun collegamento con le indagini in corso sulla scomparsa della ragazzina. Nel deposito Roncelli, dove si trovano cumuli di sabbia, terra e sassi che poi vengono frantumati come materiale edile, ieri in un bidone la polizia aveva già trovato un vecchio cellulare, anche questo ritenuto del tutto inutile ai fini delle indagini.

LA VISITA ALLA FAMIGLIA - Intanto sia il comandante dei carabinieri di Bergamo, il colonnello Roberto Tortorella, sia il questore Vito Ricciardi hanno compiuto una «visita di cortesia» ai familiari della ragazza scomparsa. L'ufficiale ha spiegato che «si stanno valutando tutte le ipotesi» sulla scomparsa della ragazza ma non ha voluto aggiungere di più.

Corriere Sera online
08 dicembre 2010(ultima modifica: 09 dicembre 2010)
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    molestie prima della scomparsa

    Resiste anche l'ipotesi del conoscente: "La tredicenne si è fidata di chi l'ha portata via"
    La testimonianza di una vicina: "Quella sera ho visto due uomini che litigavano in strada"

    dai nostri inviati PAOLO BERIZZI e DAVIDE CARLUCCI

    BREMBATE DI SOPRA - Il conoscente o il maniaco. Ecco le due piste battute ora dagli investigatori per risolvere il giallo di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa dal 26 novembre. Dissolto il castello giudiziario che pendeva su Mohamed Friki, il muratore marocchino scarcerato due giorni fa, gli accertamenti partono da un'analisi minuziosa della vita quotidiana della ragazza. I carabinieri hanno simulato il percorso che Yara faceva ogni giorno per andare a scuola a Bergamo dalle Orsoline, accompagnata dalla sorella maggiore. Risentendo e raccogliendo informazioni su tutti quelli che la incrociavano in autobus. Con un'idea: che qualcuno, magari confuso tra i passeggeri, possa aver "puntato" la piccola campionessa di ginnastica ritmica, preparandosi ad agganciarla in seguito. Uno o più molestatori come quelli segnalati a Brembate e nei paesi vicini nei giorni precedenti la scomparsa.

    I genitori di Yara in caserma Il furgone lascia il carcere Il deposito perquisito La ragazza scomparsa Il primo testimone

    Ai carabinieri di Almè, pochissimi chilometri da Brembate, la scorsa settimana era arrivata una denuncia: un uomo aveva tentato di far salire una bambina sulla sua auto fuori dalla scuola elementare. A riferire di un episodio simile, questa volta fuori dalla scuola di Brembate, è un ragazzo: una macchina con un uomo alla guida era stata notata nella settimana che aveva preceduto la sparizione di Yara fuori dalla scuola del paese. Poi, sabato scorso, di quell'auto non si era più avuta traccia. Stando ai tabulati telefonici, è poco dopo l'uscita dalla palestra che Yara diventa irreperibile. Qualcuno che già girava in paese nei giorni precedenti poteva averla presa di mira e ha colto l'occasione  -  lei che tornava sola a casa in un giorno in cui non aveva allenamenti  -  per portarla via? La ginnastica ritmica è ritenuta, come gli sport femminili di palestra, un mondo potenzialmente alla portata di guardoni e pedofili: le gare sono aperte a tutti e i video dei saggi sono diffusi anche su Internet.

    Cercare nella cerchia dei conoscenti e degli amici di Yara  -  l'altra pista  -  significa invece approfondire meglio il mondo della ragazzina. Si sta studiando il suo diario, valutato, a una prima analisi, come quello di una ragazza tutta sport e famiglia, senza amicizie o contatti che potessero far pensare. "Conosceva chi l'ha portata via" insistono alcuni investigatori. Ora ogni confidenza, ogni annotazione viene riletta con la massima attenzione, alla ricerca di riferimenti a possibili nuove conoscenze che possano aver attirato Yara verso l'ignoto. L'ipotesi, suffragata dalle tracce fiutate dai cani, che la ragazza possa essere uscita dalla direzione opposta a quella di casa sua, magari accettando un passaggio da qualcuno, va in questa direzione.

    Con entrambe le ricostruzioni  -  ma soprattutto con la prima  -  si accorda la testimonianza del 19enne Enrico Tironi, che dice di aver visto la ragazza parlare con due uomini in auto la sera della scomparsa. Ieri un'altra vicina di casa, Marina Ambeni, intervistata dal Tg5, ha ricordato qualcosa di simile, parlando di due uomini che litigavano in italiano, così come ha riferito, qualche giorno fa, una guardia giurata. Ieri al comando provinciale dei carabinieri e in questura non sembrava un giorno di festa: gli investigatori erano al lavoro come sempre, facendo setacciare l'area industriale, le strade e un boschetto vicini. Ma il ritrovamento di un giubbotto, uno scooter, una tenda e un telefonino non hanno schiarito il buio sulle sorti della ragazza.

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