Il giudice non dovrebbe essere giovane; dovrebbe aver imparato a conoscere il male non dalla sua anima, ma da una lunga osservazione della natura del male negli altri; sua guida dovrebbe essere la conoscenza, non l'esperienza personale.
E' una sentenza - dice la Bongiorno - che non condivido. Che ritengo sbagliata. Come donna e come tecnico del diritto". L'onorevole Giulia Bongiorno, avvocato diventata famosa col processo Andreotti, ha fondato insieme a Michelle Hunziker "Doppia Difesa", una fondazione onlus per assistere le vittime di discriminazioni, violenze o abusi.
Condivido la nota conclusiva della breve intervista, nella quale la Bongiorno ribadisce un principio sacrosanto ed al di sopra di ogni tipo di appartenenza politica: la donna che subisce un atto di inaudita violenza quale lo stupro di gruppo ha necessità di essere consapevole di una risposta forte da parte delle Istituzioni, altrimenti il rischio è che neppure denunci. Un branco di persone capace di commettere atti di libidine violenta nei confronti di una persona indifesa, se lasciato libero non soltanto è capace di reiterare, ma anche di porre in essere gravi intimidazioni ai danni delle vittime sulle quali l'abuso è stato consumato e ai danni delle loro famiglie. Inoltre: chi difenderà gli stupratori dalla furia popolare?
E non è finita. Qualora i responsabili accertati di simili reati fossero collocati ai domiciliari, saranno praticamente liberi di navigare il web e i socialnetwork e di organizzare il prossimo stupro, adescando le vittime comodamente presso il proprio domicilio.
Già visto il caso Sergio Murolo, il cyberpedofilo che chattava su Facebook, nonostante le due condanne di primo e secondo grado per abusi sessuali in danno ai figli di 4, 10 e 13 anni, ristretto ai domiciliari e con tanto di pena sospesa (in carcere con ordinanza nr 39133 del 4 novembre 2010).
Violenza di gruppo, la Cassazione spiega "La nostra interpetazione è doverosa"
La precisazione della Corte dopo le polemiche sulla sentenza. "Tutto nasce da un verdetto della Consulta"
ROMA - La sentenza della Corte di Cassazione sullo stupro di gruppo - per il quale non sarebbe obbligatorio il carcere - contiene una "interpretazione doverosa" di una sentenza della Corte Costituzionale. L'alternativa sarebbe stata sollevare una questione di incostituzionalità, che avrebbe portato verosimilmente alla scarcerazione degli indagati per scadenza dei termini di custodia cautelare.
Lo precisa, in una nota, l'ufficio stampa della Corte di Cassazione a proposito della sentenza con la quale è stato stabilito, con effetto estensivo di una pronuncia della Corte Costituzionale, che le persone accusate di violenza sessuale di gruppo possano beneficiare, se sussistono i requisiti, anche di misure cautelari alternative rispetto alla detenzione in carcere. Una sentenza che ha suscitato polemiche e scatenato una ridda di critiche.
"La sentenza della Corte di Cassazione (n. 4377/12 della Terza Sezione penale) - dice la nota - non ha determinato alcuna conseguenza immediata sullo stato detentivo degli imputati. Essi restano in carcere fintanto che non si sarà concluso il giudizio di rinvio davanti al Tribunale del riesame di Roma, che potrebbe anche confermare la precedente valutazione di necessità della misura carceraria".
"La sentenza della Corte di Cassazione (n. 4377/12 della Terza Sezione penale) - dice la nota - non ha determinato alcuna conseguenza immediata sullo stato detentivo degli imputati. Essi restano in carcere fintanto che non si sarà concluso il giudizio di rinvio davanti al Tribunale del riesame di Roma, che potrebbe anche confermare la precedente valutazione di necessità della misura carceraria".
La Corte di Cassazione nella nota giustifica e conferma la propria decisione che è avvenuta per insufficenza di prove di colpevolezza e per la mancanza di dati sulla comprovata violenza sessuale degli indagati. Solo secondariamente è stata effettuata l'intrepretazione della sentenza n.265 del 2010 della Corte Costituzionale che prevede per i reati a sfondo sessuale, esclusi quelli di natura mafiosa, altri provvedimenti cautelari oltre la carcerazione.
Relativamente a questo secondo aspetto l'alternativa era quella di "investire la Corte Costituzionale", ovvero di dichiarare incostituzionale la sentenza del 2010. Ma la sospensione del procedimento fino alla decisione della Consulta avrebbe potuto determinare la scarcerazione degli imputati per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Caso che non si è verificato proprio per la decisone della Corte di Cassazione.(03 febbraio 2012)
Mi riprometto di scrivere all'ottimo pm bolognese in relazione a quanto realmente accade nel web e sul portale Facebook italiano, documenti alla mano. Io sola dal 2008, ma le associazioni a tutela dei minori e delle donne, nonché tutti i loro membri, soffrono dal 2009 degli effetti devastanti di una campagna pubblicitaria illegale e mistificatoria sul tema Donne e Minori, commissionate da alcune scaltre associazioni dallo statuto copia e incolla e da facoltosi studi legali. Basti dire che sono arrivati alla clonazione dei nomi e dei nomi a dominio web delle associazioni, onde mistificare i contenuti sfruttando la notorietà dei professionisti che vi operano a tutela delle donne e dei minori. Gente che vede l'associazionismo a tutela di Donne e Minori come l'obiettivo da abbattere e la magistratura come il proprio nemico. L.M.
Violenza di gruppo e informazione demagogica
La Cassazione ha stabilito che non deve applicarsi obbligatoriamente la misura cautelare della custodia in carcere per gli indagati del reato di violenza sessuale di gruppo. La notizia si è rapidamente sparsa sul web facendo ritenere che la Suprema Corte avrebbe detto che gli stupratori non devono più andare in carcere e così risultando in un’umiliazione per le donne o quanto meno in una grave e incomprensibile sottovalutazione di un delitto particolarmente odioso.
Ovviamente ne sono seguite le varie reazioni indignate in difesa delle donne. E chi non sta dalla parte della donna e della persona offesa in generale in fatti simili? La Cassazione allora è composta da maschilisti retrogradi e insensibili? Capisco che la notizia presentata così sia più appetitosa e stimoli maggiormente il populismo forcaiolo, ma le cose stanno diversamente e la Cassazione non solo non è impazzita ma ha applicato un principio addirittura di rango costituzionale. Proviamo a fare chiarezza.
Anzitutto qui non si sta parlando della pena, ma della misura cautelare applicabile. Quindi si tratta di capire quali misure applicare a indagati (non stupratori, ma indagati) ancora non dichiarati colpevoli con sentenza definitiva e che quindi godono ancora della presunzione di colpevolezza. L’ordinamento sacrifica parzialmente questo principio laddove qualcuno sia accusato di reati gravi e in presenza di due fondamentali e ulteriori presupposti: presenza di gravi indizi (che però appunto non sono prova certa e garanzia di condanna) e sussistenza di esigenze cautelari, ovvero se c’è il rischio che l’indagato commetta altri reati gravi oppure che si dia alla fuga o ancora che cerchi di inquinare le prove. Solo in presenza di questi rigidi presupposti è possibile infliggere una limitazione della libertà personale anche ad una persona ancora non giudicata in maniera definitiva colpevole.
E’ una scelta sempre difficile e anche dolorosa perchè la presunzione di non colpevolezza è una cardine del nostro diritto, ma di fronte a determinati rischi e pericoli si giustifica la scelta di applicare una misura cautelare. Ciò detto si tratta di decidere quale misura. Il codice ci fornisce una regola di fondo: “la custodia cautelare in carcere può essere disposta soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata”. Il carcere, insomma, è l’ultima spiaggia, e si deve ricorre a tale estremo strumento solo se ogni altra strada appare insufficiente. Quali sono le altre strade? Gli arresti domiciliari, l’obbligo di dimorare in un certo comune o di non andare in un certo posto, il divieto di vivere con la famiglia (per determinati reati “domestici”), ecc…
Può anche accadere che nonostante si tratti di un reato molto grave sia sufficiente una misura meno grave del carcere e vi faccio un esempio per farmi capire. Esiste un reato più grave e orribile che uccidere un neonato? Non credo, eppure Anna Maria Franzoni ha atteso la sentenza definitiva da persona libera e solo dopo è andata in carcere. Un paradosso? Non direi, e che si sia trattato di una scelta equilibrata lo dimostra il fatto che nel frattempo ella non ha commesso altri reati: quindi da questo punto di vista i giudici hanno giustamente ritenuto che non fosse necessario adottare misure restrittive nonostante l’estrema gravità del delitto e la presenza di indizi gravissimi che infatti poi hanno condotto alla condonna e alla pena detentiva.
Per tornare al reato di violenza sessuale di gruppo, il legislatore aveva tentato di obbligare i magistrati a tenere sempre in carcere gli indagati per taluni reati (tra cui quelli di violenza sessuale). La Corte Costituzionale ha bocciato una simile scelta, priva di razionalità giuridica e di buon senso: la presunzione di innocenza non può essere gettata alle ortiche e dovrà sempre valutarsi caso per caso e persona per persona se è necessario applicare una misura e quale tra le varie misure sia la più idonea e quella comunque sufficiente a garantire le esigenze cautelari.
Aggiungo solo che lo Stato ogni anno paga svariati milioni di euro per risarcire persone ingiustamente detenute, ovvero che sono state tenute in carcere e poi assolte nel processo: questo dato, che non sto qui adesso a commentare, ci dice quanto meno che anche in fase cautelare ci si può sbagliare e quindi serve grande equilibrio. Equilibrio nel saper tutelare e proteggere la persona offesa e la sicurezza pubblica in generale da un lato, garantendo però i diritti dell’indagato e difendendo i principi fondamentali dello Stato di diritto, che non deve mai cedere alla paura.
Che l’ex ministro Carfagna dica che così “si manda un messaggio sbagliato” la dice lunga sul senso del diritto di certa politica: i magistrati con i loro provvedimenti non mandano messaggi, ma accertano fatti e applicano la legge e la Costituzione a casi specifici e persone specifiche. Esistono sistemi in cui le persone vengono usate per mandare messaggi tramite provvedimenti esemplari e non calibrati sul caso specifico: sono i sistemi fascisti e illiberali.
Marco Imperato
Il Fatto Quotidiano 3/02/2012 http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/violenza-gruppo-informazione-demagogica/188802/
In questi giorni sta montando sui giornali una polemica contro una sentenza della terza sezione penale della Cassazione in materia di misure cautelari applicabili a chi sia gravemente indiziato del delitto di violenza sessuale di gruppo.
Tutti i provvedimenti giudiziari sono frutto di decisioni adottate pubblicamente e rese trasparenti dalla motivazione che le giustifica. Proprio per questo loro carattere di pubblicità e di trasparenza i provvedimenti giudiziari possono essere incisivamente criticati da chi abbia cognizione di causa. E la critica pubblica, oltre che un diritto costituzionale incomprimibile, è un potente fattore che stimola la crescita della cultura della giurisdizione e l’evoluzione della giurisprudenza.
Non è questo il caso della polemica – a prescindere – trascinata dalle dichiarazioni sdegnate delle onorevoli Alessandra Mussolini e Mara Carfagna, personaggi politici notoriamente impegnati a difendere la dignità della donna sul fronte di Arcore, che adesso si erigono a vindici della dignità della donne italiane calpestata dalla Cassazione.
Non sarebbe il caso di interessarsi di tali polemiche se non fosse per il fatto che alimentano un’informazione sbagliata e quindi impediscono all’opinione pubblica di conoscere i termini della questione e di esercitare il diritto di critica con cognizione di causa.
Chi sostiene che la sentenza della Cassazione ha depotenziato la gravità del reato di violenza sessuale di gruppo, aprendo le porte del carcere a chi è responsabile di tali odiose condotte, evidentemente ignora o mistifica l’oggetto della decisione che non riguarda la gravità in astratto od in concreto di un reato e la sua punibilità, ma esaurisce la sua funzione nell’ambito delle modalità di applicazione delle misure cautelari valutate alla luce dei principi costituzionali e della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo.
Le misure cautelari, vale a dire quei provvedimenti coercitivi che limitano la libertà personale dell’imputato non ancora condannato (normalmente la carcerazione preventiva o gli arresti domiciliari, salvo altre misure meno afflittive), non possono costituire una anticipazione della pena detentiva che sarà inflitta all’imputato se riconosciuto colpevole. Per ragioni di ordine costituzionale (la presunzione di innocenza ed i limiti della carcerazione preventiva ammessi dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo) che attengono alla tutela dei diritti fondamentali della persona, le misure cautelari sono consentite soltanto quando sussistano le c.d. “esigenze cautelari”, cioè quando si tratta di impedire che l’imputato possa sottrarsi al processo o possa compiere gravi reati, vale a dire atti fortemente dannosi per la società.
E’ compito istituzionale dei giudici giudicare quando – in concreto – sussistono le esigenze cautelari ed applicare la custodia in carcere quando ogni altra misura risulti inadeguata.
Poiché nel nostro paese esistono fenomeni gravissimi di criminalità mafiosa, in questi casi il legislatore ha introdotto un regime eccezionale che solleva i giudici dall’obbligo di valutare caso per caso, introducendo una presunzione assoluta di pericolosità sociale dell’imputato ed imponendo il ricorso alla carcerazione preventiva al posto di ogni altra misura meno afflittiva.
Sia la Corte Costituzionale, sia la Corte di Strasburgo hanno ritenuto che per i delitti legati alla criminalità organizzata e mafiosa tale eccezionale regime sia compatibile coi principi costituzionali e con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in relazione alla speciale gravità e pericolosità degli illeciti.
In seguito, con uno dei tanti decreti rientranti nell’orbita del c.d. “pacchetta sicurezza” del Ministro Maroni, questo regime eccezionale è stato esteso ad una serie di altri reati, fra cui l’omicidio, la prostituzione minorile prevista dal primo comma dell’art. 601 bis del codice penale, (il secondo comma è quello contestato a Berlusconi per il caso Ruby) ed i delitti di violenza sessuale.
La Corte costituzionale, con tre differenti sentenze ha censurato le nuove norme introdotte da Maroni, ritenendole contrastanti con i principi costituzionali che tutelano i diritti fondamentali.
In particolare, con la sentenza n. 265/2010, la Corte ha dichiarato incostituzionale la legge Maroni “nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui agli artt. 600- bis , primo comma, 609- bis e 609- quater cod. pen., è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure”.
Con la successiva sentenza n. 164/2011 la Consulta ha pronunziato, per gli stessi motivi, l’incostituzionalità della legge Maroni con riferimento al reato di omicidio volontario. Infine con la sentenza n. 231/2001, la Consulta ha dichiarato l’incostituzionalità con riferimento al reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. In particolare con quest’ultima sentenza la Corte ha ribadito che: “la gravità astratta del reato, considerata in rapporto alla misura della pena o alla natura dell’interesse protetto, è elemento significativo in sede di giudizio di colpevolezza, particolarmente ai fini della determinazione della sanzione, ma inidoneo a fungere da elemento preclusivo della verifica del grado delle esigenze cautelari e all’individuazione della misura concretamente idonea a farvi fronte”.
Insomma la Corte Costituzionale ha restituito ai giudici l’onere di giudicare, di valutare caso per caso se sussistono le esigenze cautelari che richiedano la misura della carcerazione preventiva e se tali esigenze possano essere soddisfatte anche con una misura meno afflittiva.
In questo contesto è intervenuta la sentenza della Cassazione che ha applicato i principi ribaditi dalla Corte Costituzionale anche al reato di violenza sessuale di gruppo, stabilendo che nel caso concreto i giudici hanno il dovere di giudicare e di applicare la misura cautelare più idonea a soddisfare le esigenze sociali con il minimo sacrificio della libertà individuale.
In sostanza è una sentenza che ci dice che la libertà individuale può essere sacrificata solo con il controllo del giudice. Cosa c’è di scandaloso in tutto questo?
LUPO: EMENDAMENTO NON HA NULLA A CHE VEDERE CON SENTENZA EUROPEA'
Roma, 3 feb. (Adnkronos) - "La responsabilita' del giudici, in linea di principio, limita sempre l'indipendenza. Questo e' fuori discussione". Lo sottolinea il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, a margine di un convegno organizzato a piazza Cavour sulla giustizia civile.
Al di la' dell'enunciazione di principio, il primo presidente della Cassazione tiene a precisare che l'emendamento approvato ieri alla Camera sulla responsabilita' civile delle toghe "in ogni caso non ha nulla a che vedere con la sentenza della Corte di giustizia europea del novembre del 2011" richiamata per altro dallo stesso presidente Lupo nella relazione con cui ha aperto l'anno giudiziario in Cassazione.
Nel dettaglio, il primo presidente di piazza Cavour ricorda che "questa sentenza ha condannato l'Italia perche' ha limitato eccessivamente la responsabilita' dello Stato per l'attivita' giudiziaria, ma cio' e' ben diverso dalla responsabilita' diretta del giudice".
Giudici in rivolta: una ritorsione, pronti allo sciopero
ROMA - «Intimidazione», «ritorsione», «vendetta»: è durissima la reazione dei magistrati alla notizia del voto della Camera sulla responsabilità civile dei giudici, al punto che i vertici dell'Anm non escludono proteste «immediate» ed «estreme» come lo sciopero. Né i toni si abbassano con il passare delle ore e malgrado il richiamo del segretario del Pd Pierluigi Bersani a evitare «eccessi» nel dialogo tra istituzioni. L'Anm fa sapere che «valuterà ogni iniziativa per contrastare questa mostruosità giuridica» che «non ha paragoni in nessun paese europeo e in nessun ordinamento democratico al mondo», osserva il segretario Giuseppe Cascini, aggiungendo che «in ballo non ci sono gli interessi dei magistrati ma la difesa della libertà dei cittadini». La decisione sarà presa martedì dal Comitato direttivo centrale, subito convocato. Ma anche i giudici amministrativi fanno sentire la loro voce contro la norma «iniqua» che li riguarda: «È un attacco ingiusto e ingiustificato alla magistratura nel suo complesso» dice il segretario dell'Anm Giampiero Lo Presti.
Le toghe non si aspettavano che 'l'emendamento-Pini' sarebbe stato riesumato e approvato, per di più da una maggioranza così ampia. Appresa la notizia, sulle mailing list è partito il tam tam della protesta perché la norma è «incostituzionale» e «ritorsiva». Molti, come Nello Rossi, procuratore aggiunto di Roma e componente del Cdc, hanno chiesto alla giunta dell'Anm di proclamare lo stato di agitazione e di convocare d'urgenza il parlamentino delle toghe. «Non ci si può limitare a sperare che il Senato corregga o che la Consulta dichiari in un lontano futuro l'illegittimità della norma - ha detto Rossi -. Occorre che la magistratura, attraverso adeguate iniziative, inclusa la proclamazione di uno sciopero immediato, faccia comprendere anche ai più sordi l'entità della posta in gioco».
A giugno dell'anno scorso, sull'emendamento-Pini era piovuta la stroncatura del Csm perché la norma minerebbe l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Il testo votato ieri è stato in parte modificato, ma resta il principio della responsabilità diretta delle toghe, a cui il cittadino potrà rivolgersi senza più il filtro dello Stato. Un unicum in Europa, aveva ricordato il Csm, sia a livello di legislazione che di giurisprudenza, compresa la Corte di giustizia Ue invocata dalla Lega per giustificare la norma. I giudici di Lussemburgo, infatti, non hanno chiesto all'Italia di modificare la legge 117 dell'88, ma hanno stabilito che in caso di manifesta violazione del diritto europeo lo Stato deve comunque risarcire il danno a chi lo ha subito, indipendentemente dal dolo o dalla colpa grave del giudice responsabile. È dunque lo Stato a rispondere del danno (anche perché «il diritto dell'Unione conosce un solo responsabile, lo Stato»), fermo restando il suo diritto di rivalsa nei confronti del magistrato, sempre che abbia agito con dolo o colpa grave e con esclusione di qualunque forma di responsabilità per «l'attività di interpretazione di norme di diritto». Secondo il Csm, in questi termini si sarebbe dovuto muovere il legislatore per garantire autonomia e indipendenza al magistrato e per impedire il proliferare del contenzioso sulla base di una norma che chiunque si senta insoddisfatto dell'esito del giudizio potrebbe usare come arma «per incutere timore al giudice». Osserva Cascini: «La responsabilità diretta è uno strumento nelle mani della parte forte del processo per condizionare il giudice e la sua decisione». (D. St.)
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-02/giudici-rivolta-ritorsione-pronti-223401.shtmlLeggi anche: Via libera alla norma sulla responsabilità delle toghe
La Commissione politiche Ue della Camera ha approvato l'emendamento al disegno di legge Comunitaria 2010 che ampia la responsabilità civile dei magistrati legandola non più a dolo o colpa grave ma alla «violazione manifesta del diritto». ha quindi ottenuto il via libera l'emendamento del relatore del Carroccio, Gianluca Pini, nella sua formulazione originale. Anche se Pini ha già annunciato che il testo sarà parzialmente corretto durante il passaggio in aula tenendo conto delle osservazioni della commissione Giustizia della Camera. Poi la commissione ha dato il via libera al ddl comunitaria 2010, con il mandato al relatore Gianluca Pini. Il testo sarà in aula da lunedì 28 marzo.
"Articolo 12-bis Attuazione della sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 13 giugno 2006, Traghetti del Mediterraneo SpA (Causa C-173/03) e adeguamento alla procedura di infrazione 2009_2230
All'articolo 2 della legge 13 aprile 1988, n. 117, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) Al comma 1 le parole "con dolo o colpa grave" sono sostituite dalle seguenti " in violazione manifesta del diritto" b) il comma 2 è soppresso."
ROMA - Complice il voto segreto chiesto dalla Lega, passa alla Camera, tra le pieghe della legge comunitaria, l'emendamento del bossiano Pini a favore della responsabilità civile dei magistrati, che in caso di «manifesta violazione del diritto» o di ...
ROMA - «Chi sbaglia, paga»: lo slogan brandito contro i magistrati dall'ex guardasigilli Angelino Alfano non più di otto mesi fa ha trovato alla Camera un'ampia maggioranza. Ieri, complice il voto segreto, è stato infatti approvato l'emendamento del ...
La vicenda dell'emendamento approvato a sorpresa alla Camera da Pdl e Lega sulla responsabilità civile dei magistrati è un piccolo episodio illuminante. In un certo senso, tutti hanno ragione e tutti hanno torto. Non c'è dubbio che il partito di ...
ROMA - «Intimidazione», «ritorsione», «vendetta»: è durissima la reazione dei magistrati alla notizia del voto della Camera sulla responsabilità civile dei giudici, al punto che i vertici dell'Anm non escludono proteste «immediate» ed «estreme» come lo ...
Roma, 3 feb. (TMNews) - Un tuffo nel passato: un voto segreto della Camera, proposto dalla Lega ed evidentemente 'non sgradito' al Pdl, ricompatta gli antichi alleati, spacca la fragile maggioranza che sostiene il Governo Monti e riporta i magistrati ...
L'esecutivo va sotto: l'aula approva a scrutinio segreto un emendamento della Lega sulle conseguenze di provvedimenti errati dei magistrati. Severino: "Spero che il Senato corregga". L'Anm: vendetta contro i giudici, martedì decidiamo sullo sciopero.
(AGI) - Roma, 2 feb. - Pd, Fli e Idv insorgono contro la Lega e il Pdl. Piu' cauto l'Udc. I democratici chiedono l'intervento del premier Mario Monti, i dipietristi invitano il Capo dello Stato a riflettere prima di firmare una legge simile.
ROMA (Reuters) - La Camera ha approvato oggi con voto segreto un emendamento della Lega Nord alla legge comunitaria che introduce la responsabilità civile diretta dei magistrati, sul quale il governo aveva dato parere negativo.
E' scontro aperto alla Camera dopo il via libera, con voto segreto, dell'emendamento targato Carroccio sulla responsabilità civile dei magistrati. E il governo per la quinta volta viene battuto in una votazione dopo aver espresso parere negativo Roma, ...
Dura anche la reazione dell'Associazione nazionale magistrati. La norma è "con tutta evidenza un tentativo di intimidazione nei confronti della magistratura", ha affermato il segretario dell'Anm,Giuseppe Cascini. E', aggiunge, "una norma ...
Roma - (Adnkronos/Ign) - Passa alla Camera con 264 sì e 211 no l'emendamento della Lega sulla responsabilità civile dei magistrati. Polemica sui franchi tiratori. Il ministro della Giustizia: ''Sbagliati interventi spot''. Catricalà: ''Non ci saranno ...
Passato l'emendamento del leghista Pini. Il ministro Severino: mi auguro che il Senato corregga la norma. Pd, Idv e Fli contro Roma, 2 feb. (TMNews) - E' polemica dopo il via libera della Camera all'emendamento che introduce la responsabilità civile ...
Governo battuto alla Camera nelle votazioni sul Ddl comunitaria 2011. Con il parere contrario dell'Esecutivo e del comitato dei nove, l'Aula ha approvato a scrutinio segreto un emendamento di Gianluca Pini (Lega) sulla responsabilità civile dei ...
Si' a emendamento Lega a scrutinio segreto (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 02 feb - Governo battuto alla Camera nelle votazioni sul Ddl comunitaria 2011. Con il parere contrario dell'Esecutivo e del comitato dei nove, l'Aula ha approvato a scrutinio ...
Nei giorni scorsi la Camera dei Deputati ha dato il via libera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati. La norma, un emendamento alla Legge Comunitaria, prevede che il magistrato risarcisca chi è stato danneggiato da un suo ...
Il governo ha subito la prima sconfitta alla Camera (con uno scarto di oltre 50 voti) su un emendamento del leghista Gianluca Pini al Ddl comunitaria 2011, emendamento che modifica il concetto di responsabilità civile dei magistrati.
La Lega difende il suo emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati passato ieri alla Camera e respinge le critiche. La Lega difende il suo emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati passato ieri alla Camera e respinge le critiche ...
Responsabilità civile, passa la linea Ue ma al governo non va. De' Manzoni su LiberoTv: "I giudici non si fidano dei giudici" Sulla responsabilità civile la Camera vota in linea con l'Europa, facendo passare un emendamento della Lega che prevede la ...
(AGENPARL) - Roma, 03 feb - “Sulla responsabilità civile dei magistrati Lorenzo Cesa, piuttosto che parlare di forzature della Lega, dovrebbe prendersela con i deputati dell'Udc e degli altri partiti della maggioranza che con il loro voto hanno fatto ...
La Lega è riuscita a spuntarla sul governo con un emendamento, presentato dal leghista Gianluca Pini sulla responsabilità civile dei magistrati. Secondo il testo: “Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un ...
Clamoroso voto trasversale alla Camera, passa un emendamento della Lega che di fatto prevede la possibilità per i cittadini di citare in giudizio i magistrati, per dolo, colpa grave o manifesta violazione della legge. Governo battuto, scricchiolio per ...
Responsabilità civile dei magistrati: strappo alla Camera. Governo battuto su un cavallo di battaglia del centrodestra, da sempre favorevole a norme più severe, per sanzionare gli errori delle toghe. Montecitorio, nonostante il parere contrario ...
Con la norma votata ieri alla Camera il nostro sistema giudiziario rischia il caos. All'estero forti tutele per le toghe L'emendamento leghista che ieri ha incassato il parere favorevole della Camera e che mira ad introdurre la responsabilità civile di ...
ROMA, 3 FEBBRAIO 2012- L'emendamento del maroniano Pini passa alla Camera, con un mucchio di 264 sì contro i 211 No. L'oggetto, la Responsabilità Civile per i giudici, l' avevano già preso in considerazione i nostri padri, con un Referendum-successone, ...
Dalla Camera arriva il via libera sulla norma con la quale si introduce la responsabilita' civile dei magistrati. A Montecitorio e' stato, infatti, approvato un emendamento presentato dal leghista Gianluca Pini: il voto, a scrutinio segreto, ...
Angelino Alfano se la cava con una battuta su Twitter: “Chi sbaglia paga, anche i magistrati” ma qui coloro che sbagliano sono per l'ennesima volta quelli del Pdl che con la complicità della Lega e qualche aiuto da sinistra hanno votato ieri alla ...
Una norma punitiva per le toghe, che minacciano lo sciopero, inserita a sorpresa nella legge comunitaria. Quando era in minoranza il Pd riuscì a fermarla. Alla camera passa la proposta leghista sulla responsabilità civile dei magistrati.
La Camera ha approvato l'emendamento che introduce la responsabilità civile dei magistrati. Nel post ti spieghiamo che cosa cambia per i giudici. E' stato approvato, a scrutinio segreto, nonostante il parere negativo del Governo, un emendamento della ...
Roma- Il governo tecnico di Monti perde il sostegno della maggioranza parlamentare nelle votazioni sul ddl comunitaria 2011. La Camera ha approvato a scrutinio segreto un emendamento della Lega sulle conseguenze di provvedimenti errati dei magistrati.
– Governo battuto sull'emendamento del leghista Gianluca Pini sulla responsabilità civile dei magistrati. 261 voti a favore, 211 contrari. L'esecutivo era contrario all'emendamento che prevede che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un ...
– Governo battuto sull'emendamento del leghista Gianluca Pini sulla responsabilità civile dei magistrati. 261 voti a favore, 211 contrari. L'esecutivo era contrario all'emendamento che prevede che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un ...
Il provvedimento dovrà passare anche dal Senato. È passata con 264 sì, 211 no e un astenuto, 34 franchi tiratori da centrosinistra, Udc e Fli. La magistratura è in rivolta È passata la legge sulla responsabilità civile dei magistrati con 264 sì, ...
L'emendamento proposto dal leghista Pini e che ha ottenuto 264 sì introduce il principio per cui «chi ha subito un danno ingiusto da un magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave» possa chiedere il risarcimento non solo ...
Il leghista Gianluca Pini, autore dell'emendamento - approvato alla Camera con 264 voti contro 211 - sulla responsabilità civile dei magistrati, dichiara in una intervista a Libero: "È un'assoluta vittoria di civiltà del Parlamento che, paradossalmente ...
Responsabilità civile dei magistrati: governo battuto alla Camera. Emendamento Lega in linea con l'Ue, ma la questione è politica Sulla responsabilità civile la Camera vota in linea con l'Europa, facendo passare un emendamento della Lega che prevede la ...
Il governo ieri è stato battuto alla Camera su un emendamento sulla giustizia. Discutendo la legge comunitaria, infatti, il deputato della Lega Nord Gianluca Pini aveva proposto un emendamento volto a introdurre la responsabilità civile dei giudici, ...
Il voto segreto alla Camera sulla responsabilità civile dei magistrati manda sotto il governo e ripropone l'asse Lega/Pdl, aiutato però dai Radicali e da un buon numero di altri “franchi tiratori” sparsi tra il terzo polo e il centrosinistra.
C'è da capire perché si invoca una legge che in teoria esiste già, capire, cioè, perché 21 milioni di italiani votarono per la responsabilità civile dei giudici (referendum del 1987, sull'onda del caso Tortora) ma ancora si parla di introdurre una ...
Nonostante il parere negativo del governo, è passato l'emendamento leghista che introduce la responsabilità civile dei magistrati - L'Anm minaccia lo sciopero - L'Idv se la prende con i traditori di Pd e Terzo polo - Bersani denuncia il riemergere ...
RomaE cinque. In poco più di due mesi e nonostante la maggioranza bulgara e bipartisan di cui gode, il governo Monti viene nuovamente battuto alla Camera. E questa volta con almeno 200 franchi tiratori, visto che all'emendamento del leghista Gianluca ...
Pessime notizie in arrivo per il governo che ieri è stato battuto alla Camera sulla giustizia e ha visto la maggioranza andare in pezzi. L'Aula di Montecitorio ha infatti approvato a scrutinio segreto un emendamento della Lega sulla responsabilità ...
Per il momento niente. Perché l'emendamento approvato ieri alla Camera, per iniziativa del deputato leghista Pini, potrà diventare legge solo se sarà votato, definitivamente (quindi, senza cambiare nemmeno una virgola) anche dal Senato.
Bersani: «E' stata la Destra. A rischio il salvataggio dell'Italia». Prudente il Ministro della Giustizia: «Confidiamo che in seconda lettura si possa discutere qualche miglioramento» ROMA - Un tuffo nel passato: un voto segreto della Camera, ...
Nonostante le aperture bipartisan delle scorse settimane, una riforma condivisa della giustizia sembra ancora piuttosto lontana. È bastato infatti l'emendamento alla legge comunitaria del leghista Gianluca Pini, sulla responsabilità civile dei ...
ROMA - I giudici, come tutte le altre persone, devono pagare per i loro errori. Silvio Berlusconi ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia e così, nonostante il Pdl avesse firmato insieme con Pd e Terzo polo un ordine del giorno che impegnava ...
Dopo il voto nel cda Rai, l'asse Lega-Pdl colpisce ancora e vota contro il parere del governo a favore dell'emendamento del leghista Gianluca Pini: 261 i sì e 211 i no. Immediate le polemiche nella maggioranza che sostiene il governo Monti.
Il governo è stato battuto sull'emendamento del leghista Gianluca Pini che prevede la responsabilità civile dei magistrati. I voti a favore sono stati 261, 211 i contrari. L'esecutivo aveva espresso parere contrario all'emendamento che prevede, ...
Passa alla Camera un emendamento della Lega. L'esecutivo aveva detto no. Il premier incontra Alfano, Bersani e Casini. Al secondo tentativo la Lega la spunta e riesce a far passare all'interno della Comunitaria, in un'Aula piena di assenti (non votano ...
Via libera della Camera alla responsabilità civile dei magistrati: passa l'emendamento della Lega sui risarcimenti delle toghe. L'Anm attacca: "tentativo di intimidazione" La Camera ha approvato oggi, con voto segreto, una norma che introduce la ...
Chi sbaglia paga, meglio se si tratta dei giudici. Col via libera della Camera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati, Silvio Berlusconi ha messo a segno un altro colpo. Il Cavaliere ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di ...
La Camera ha approvato la legge sulla responsabilità civile dei giudici: viene meno l'indipendenza della magistratura. La Camera oggi ha approvato con voto segreto un emendamento del deputato leghista Gianluca Pini, che sancisce la responsabilità ...
La Camera ha approvato un emendamento della Lega Nord alla legge comunitaria che introduce la responsabilità civile diretta dei magistrati, sul quale il governo aveva dato parere negativo. I voti a favore sono stati 264, i no 211 e 1 astenuto.
Battuto il governo di Mario Monti nell'Aula della Camera dei Deputati, su un emendamento alla Legge Comunitaria che introduce la responsabilità civile dei giudici. La norma, a firma del deputato leghista Gianluca Pini, è stata approvata nonostante il ...
L'emendamento approvato oggi alla Camera presentato dall'onorevole Pini (Lega) recita che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione ...
Il governo battuto alla Camera nel voto sulla responsabilità civile dei magistrati. Nello scrutinio segreto il Pdl, che aveva garantito voto contrario, si unisce alla Lega. Di Pietro: “Un delitto, ma il popolo alzerà i forconi”.
A proposito di Casta, ce n'è una d'intoccabili almeno dall'epoca di Tangentopoli in poi. Si tratta dei magistrati, per i quali non vale il principio del chi sbaglia paga. Ed è proprio singolare che per una categoria di soggetti che si trovano spesso ...
Tutti possono sbagliare e soprattutto pagare meno i magistrati. Almeno questo è stato lo status dei togati difeso strenuamente da una certa parte politica e dai salotti intellettualoidi. Da oggi non è più così, seppur per qualche giorno.
(AGENPARL) - Roma, 02 feb - “Non è certo l'Anm che deve giudicare della costituzionalità delle leggi votate dal Parlamento, ma questa ovvietà evidentemente non è ancora chiara a tutti. Se poi Cascini, preannunciando forme di protesta estreme, ...
E-ilmensile - Via libera della Camera all'emendamento che prevede la responsabilità civile dei giudici con 264 voti favorevoli e 211 contrari. L'emendamento era stato presentato dal leghista Gianluca Pini e prevede, in particolare, che “chi ha subito ...
Governo sotto alla Camera sulla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati. L'Aula di Montecitorio ha approvato l'emendamento del leghista Gianluca Pini alla legge comunitaria. I voti a favore sono stati 264, 211 i contrari.
Roma, 2 feb. (Adnkronos/Ign) – A scrutinio segreto, con 264 voti a favore e 211 contari, con il parere contrario del governo, la Camera ha approvato l'emendamento alla legge comunitaria, presentato dal leghista Gianluca Pini, che prevede modifiche ...
Giornata intensa oggi alla Camera dove è passato un emendamento scottante del leghista Gianluca Pini. Con 264 voti favorevoli e 211 contrari i deputati hanno dato il via libera alla norma che introduce la responsabilità civile per i magistrati.
ROMA - L'emendamento Pini alla legge comunitaria passato oggi alla Camera introduce una norma sulla responsabilità civile diretta dei magistrati che era stata già sonoramente bocciata lo scorso anno dal Consiglio superiore della magistratura.
A sorpresa, e contro il parere del governo, sì alla Camera un emendamento della Lega sostenuto anche dal Pdl che introduce la responsabilità civile dei giudici. L'Aula della Camera ha approvato la legge Comunitaria, che contiene la norma sulla ...
Favorevoli 264 voti, contrari 211: la Camera dice sì all'introduzione della norma che introduce la responsabilità civile per i magistrati. Se fino ad ora, in caso di errore giudiziario, a risarcire i cittadini era il solo Stato, da oggi anche i ...
ROMA. Con 264 voti favorevoli e 211 contrari, la Camera ha dato il via libera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati. Sull'emendamento, che riprende uno dei punti della riforma della giustizia dell'ex ministro Guardasigilli ...
2 febbraio 2012 - La Camera ha approvato la norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati, votando favorevolmente un emendamento alla legge comunitaria presentato dal leghista Gianluca Pini. I voti a favore sono stati 264, 211 i contrari.
La Camera dei Deputati ha votato, con procedura segreta, questa mattina, la norma che prevede la responsabilità civile dei magistrati nell'esercizio delle loro funzioni, approvando la mozione ed un emendamento promosso dal rappresentante della Lega, ...
Con il voto a scrutinio segreto Montecitorio ha approvato un emendamento del leghista Pini con 264 voti favorevoli e 211 contrari, nonostante il parere negativo del Governo. Di Pietro parla di vendetta della casta contro i giudici mentre il Pd si ...
Con 264 voto favorevoli e 211 contrari è arrivato il via libera, da parte della Camera, a un emendamento della Lega Nord alla legge comunitaria circa la responsabilità civile dei magistrati. L'approvazione arriva nonostante sull'emendamento il Governo ...
Scontro aperto, battaglia di civiltà, promesse di forconi e governo battuto. Il discusso via libera della Camera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati si è portato dietro una valanga di polemiche. PDL, TRUCCO DEL VOTO SEGRETO ...
(2 febbraio 2012) ROMA – La Camera dà il via libera all'emendamento apposto alla legge comunitaria sulla responsabilità civile dei giudici. La proposta di legge, approvata con 264 voti favorevoli e 211 contrari, passerà, ora, al vaglio del Senato, ...
ROMA - "La richiesta avanzata dalla Lega Nord, che ha consentito il voto segreto sull'emendamento Pini che introduce la responsabilità civile dei magistrati, restituisce finalmente al Parlamento la propria dignità istituzionale".
Monecitorio ha approvato l'emendamento alla legge comunitaria presentato dalla Lega - L'Esecutivo aveva espresso parere contrario - Severino: "Confidiamo in miglioramenti al Senato". Governo battuto alla Camera sulla responabilità civile per i ...
“E' con tutta evidenza l'ennesimo tentativo di intimidazione nei confronti della magistratura”. Questo il commento del segretario dell'Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Cascini, dopo l'approvazione alla Camera della norma sulla respons…
ROMA - Blitz di Pdl e Lega alla Camera dei Deputati: un emendamento alla legge comunitaria, proposto dal leghista Gianluca Pini, è passato con 261 voti favorevoli e 211 contrari, nonostante il parere contrario del governo.
Via libera della Camera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati. L'Aula ha dunque approvato l'emendamento presentato dal leghista Gianluca Pini alla legge comunitaria con 264 sì e 211 contrari. Un deputato si è astenuto.
La Camera ha approvato un emendamento leghista che dà il via libera alla responsabilià civile dei giudici. La votazione si è svolta a scrutinio segreto ed il Pdl dopo aver rassicurato il governo sul suo no, vota compatto per l'approvazione.
ROMA – La norma approvata alla Camera sulla responsabilita' civile delle toghe e' ”con tutta evidenza un tentativo di intimidazione nei confronti della magistratura”. Lo dice all'Ansa il segretario dell'Anm,Giuseppe Cascini. E', aggiunge, ”una norma ...
Governo battuto nell'Aula di Montecitorio su un emendamento alla Legge Comunitaria che introduce la responsabilità civile dei giudici. La norma, a firma del deputato leghista Gianluca Pini, è stata approvata nonostante il parere negativo della ...
E' stata approvata alla Camera dei Deputati l'emendamento alla legge comunitaria che prevede modifiche riguardo alla responsabilità civile dei magistrati. La proposta, presentata dal leghista Gianluca Pini è stata approvata con 264 voti a favore e 211 ...
La Camera ha approvato l'emendamento della Lega sulla responsabilita' civile dei magistrati con 264 si'. Sono stati 211 i voti contrari. Il governo e' andato sotto alla Camera. Il ministro Enzo Moavero Milanesi aveva dato infatti parere negativo.
Alla Camera passa un emendamento della Lega Nord favorevole alla introduzione della norma. Il ministro Severino: "Spero che il Senato corregga". Ira dell'Anm: "E' incostituzionale, decideremo se attuare agitazioni o scioperi" La Camera, ...
Passa la responsabilità civile dei magistrati. La Camera, a scrutinio segreto, vota un emendamento della Lega alla legge comunitaria. La responsabilità civile dei magistrati è approvata con 264sì, 211no e 1 astenuto. Il governo, che si era …
ROMA – La Lega ha chiesto il voto segreto sull'emendamento alla Comunitaria, firmato da Gianluca Pini, che introduce nell'ordinamento la responsabilita' civile dei magistrati. Segui le notizie di politica? Allora "vota" Blitz: resta sempre aggiornato ...
(AGI) Roma - Il Comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati e' stato "convocato d'urgenza", per martedi' prossimo, 7 febbraio, alle ore 13: in quella sede l'Anm decidera' se proclamare uno sciopero per chiedere il ritiro ...
Al secondo tentativo la Lega la spunta e riesce a far passare all'interno della Comunitaria, in un'Aula piena di assenti (non votano in 124), la norma sulla responsabilità civile dei magistrati: quella che prevede la responsabilità diretta delle toghe ...
Passato l'emendamento del leghista Pini. Severino: mi auguro che il Senato corregga la norma. Bersani: a rischio salvataggio Italia Roma, 2 feb. (TMNews) - Un tuffo nel passato: un voto segreto della Camera, proposto dalla Lega ed evidentemente non ...
Ok alla norma della Lega sulla responsabilità civile dei Magistrati, scambio di accuse con il PD. Di certo, l'esecutivo Monti non ne è uscito bene e questo nonostante lo stesso sottosegretario, Antonio Catricalà, si dica sicuro che non ci sarà «nessun ...
Di certo, l'esecutivo Monti non ne è uscito bene e questo nonostante lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, si dica sicuro che non ci sarà "nessun problema per la maggioranza". Di fatto, comunque, il Pdl torna ad ...
Responsabilità civile dei magistrati, Aula approva emendamento Lega a voto segreto: 264 sì. Governo, parere negativo Sì alla responsabilità civile dei magistrai. La Camera ha approvato l'emendamento presentato dal leghista Gianluca Pini votando contro ...
Approvato a scrutinio segreto l'emendamento del leghista Pini. L'esecutivo aveva dato parere contrario. Severino: "Il Senato Corregga". Bersani: "Ma il fronte trasversale e' una cazzata" ROMA - L'aula della Camera 'approva' l'emendamento del deputato ...
L'Aula di Montecitorio ha approvato un emendamento in questo senso del leghista Gianluca Pini alla legge comunitaria. I voti a favore sono stati 264, 211 i contrari. Un deputato si è astenuto. Il voto è stato segreto. BERSANI, DA PDL VOTO CON VECCHIO ...
Colpo di mano in aula del Pdl che aveva garantito al governo il voto contrario. Di Pietro: "E' stato commesso un delitto, siamo tornati a venti anni fa ma il popolo alzerà i forconi" La Camera ha approvato l'emendamento della Lega sulla responsabilità ...
In rappresentanza dei magistrati italiani il 30 gennaio 2010 ho alzato con orgoglio la Costituzione italiana a testa alta e con la schiena dritta.
In rappresentanza dei magistrati italiani ho confessato, il 29 gennaio 2011, la nostra eversione a difesa di quella Costituzione.
È arrivato oggi il momento, finalmente, di poter e dover guardare dentro di noi.
Dentro di noi abbiamo già trovato e troveremmo ancora non solo i collusi con i potenti, i venduti al miglior offerente, ma anche chi semplicemente s'inchina alle chiamate del politico, anche se quel politico offende la nostra dignità o getta fango su chi, come noi, ha giurato fedeltà alla Costituzione.
Dentro di noi abbiamo già trovato coloro che intendono il proprio ruolo, la propria notorietà, la propria carriera, la propria nomina a Presidente o a Procuratore non come un servizio, un'assunzione di responsabilità ulteriore, ma un motivo di prestigio personale, di sfoggio d'importanza ed autorità, per ottenere piccoli o grandi vantaggi negli esercizi commerciali o nelle località turistiche, nell'utilizzo delle auto di servizio o del personale dell'amministrazione.
Dentro di noi troveremmo talvolta la nostra incapacità a confrontarci con l'altra faccia dell'indipendenza: la responsabilità. Quella responsabilità che imporrebbe l'utilizzo scrupoloso delle scarse risorse, di seguire l'esito dei processi, il numero di coloro che, prima arrestati, sono stati poi assolti ed hanno quindi ingiustamente sofferto privazioni della libertà personale. Non per censurare o sanzionare, ma per registrare anomalie, per migliorarsi e per sapere ammettere i nostri errori, eventualmente chiedendo scusa. Quella responsabilità che imporrebbe di valutare il nostro lavoro più sulle conciliazioni tra i contendenti che non sulle pubblicazioni delle nostre sentenze nelle riviste giuridiche, sentenze che fanno sfoggio di erudizione molto spesso fine a se stessa.
Dentro di noi abbiamo già trovato per anni violazioni delle convenzioni sui diritti umani e del diritto comunitario da parte dei giudici di merito, da parte della Cassazione. Un ritardo culturale per il quale nessuno ha chiesto scusa, neanche chi, ai vertici della giurisdizione, quelle violazioni delle pronunzie delle corti europee ha perpetrato.
Dentro di noi troveremmo ancora sentenze nelle quali leggere che «in claris non fit interpretatio», che «ubi lex voluit dixit ubi noluit tacuit», nelle quali s'individua senza incertezze la volontà del legislatore o la sicura ratio della norma. Parole e formule magiche che rendono il nostro dire un linguaggio per pochi, perché di chiaro ci sono solo i nostri pre-giudizi da essere umani e da cui, con quelle formule, dimostriamo solo di non saperci liberare; perché nessuna legge è chiara, nessun linguaggio astratto s'incastra automaticamente alla vita che dobbiamo giudicare. Dovremmo umilmente ammettere che quello che oggi ci pare essere l'applicazione più ragionevole, domani potrebbe non più esserla, che quando cerchiamo di adattare la legge ai fatti potremmo essere condizionati dal nostro vissuto, dalla nostra cultura, dai nostri ideali, di cui non dobbiamo aver paura, ma che dobbiamo avere il coraggio di esternare se vogliamo veramente essere indipendenti e responsabili.
Dentro di noi troveremmo coloro che privano della libertà personale con motivazioni apparenti, fatte solo di pagine e pagine di frasi dette da altri, che dimostrano abilità nel trasferimento dei caratteri da un file ad un altro, con le stesse sottolineature, lo stesso grassetto, lo stesso corsivo, dall'informativa di polizia giudiziaria all'ordinanza di custodia cautelare, alla sentenza.
Dentro di noi troveremmo chi ci fa vergognare di portare la sua stessa toga, coloro che urlano e strepitano, che utilizzano le sentenze per denigrare gratuitamente il lavoro dei colleghi, coloro per cui l'udienza è solo un loro palcoscenico, che non si mettono mai nei panni del cittadino imputato, che non si rendono conto di cosa vuol dire essere giudicato. Troveremmo coloro che vogliono non solo giudicare il singolo caso, ma impartire precetti di vita o dare lezioni di professionalità, che non si preoccupano di limitare i disagi di chi rende il servizio di testimone e che mai adotteranno l'unico atteggiamento consono a qualsiasi magistrato, quello per cui non siamo per definizione migliori di chi stiamo giudicando, qualunque cosa egli possa aver commesso, e che giudicare un'azione, una serie di condotte, non ci dà alcun diritto di giudicare la vita delle persone.
Dentro di noi troveremmo un autogoverno che non sempre è capace di liberarsi dai vincoli di amicizie e di appartenenza, a discapito del bene della magistratura, a svantaggio dei cittadini. Rialzerei ancora la Costituzione, oggi, a nome della magistratura italiana, a testa alta e con la schiena dritta, perché quello che di male abbiamo visto dentro di noi non è stata e non è, per fortuna, la magistratura italiana, fatta in prevalenza di passioni, ideali costituzionali, sacrificio, umiltà ed ammissione dei propri errori. Quella testa, però, ogni tanto vale la pena abbassarla, non di fronte al potente, ma per guardare dentro di noi, per non peccare di superbia, per sapere chiedere scusa, perché dobbiamo imparare a guardare anche ciò che di noi non ci piace. Quando la rialzeremo, quella testa sarà in grado di stare più in alto di prima.
Inaugurazione anno giudiziario "Prescrizione è agente patogeno"
Giovanni Canzio, presidente della Corte d'Appello di Milano: «incentiva strategie dilatorie della difesa»
Milano, 28 gennaio 2012 - Al palazzo di giustizia di Milano è il momento della cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario. Presenti, tra gli altri, il sindaco Giuliano Pisapia, il presidente della Provincia, Guido Podestà, il presidente della Regione, Roberto Formigoni e l'arcivescovo Angelo Scola. Numerosi i punti toccati dalla relazione del presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio.
PRESCRIZIONE - Un primo argomento affrontato è quello relativo alla prescrizione. «Non è sostenibile - ha detto Canzio - l'attuale disciplina sostanziale della prescrizione del reato, nella parte in cui estende i suoi effetti sul processo penale» perché «si rivela in realtà come un agente patogeno » e «incentiva strategie dilatorie della difesa». Prosegue Canzio: «Lo Stato italiano si caratterizza nel panorama europeo per il maggior numero di condanne della corte di Strasburgo per irragionevole durata del processo penale da un lato, e per il più alto numero di declaratorie di estinzione del reato per prescrizione dall'altro (circa 200mila l'anno)».
IMMIGRATI - Per gli extracomunitari irregolari non serve la minaccia della sanzione pecuniaria "ma al suo posto è meglio ampliare le "ipotesi di espulsione’’. Spiega Giovanni Canzio, presidente della Corte d’appello di Milano in uno dei passaggi nella sua relazione per l’ inaugurazione dell’anno giudiziario. "La minaccia della sanzione pecuniaria - osserva Canzio - difficilmente costituirà un deterrente per i cittadini extracomunitari, solitamente privi di risorse economiche ma l’ampliamento delle ipotesi di espulsione (...) potrebbe garantire meglio l’effettiviità del precetto penale".
SOVRAESPOSIZIONE - "La ‘speciale’ e obiettiva sovraesposizione, che negli anni più recenti ha caratterizzato gli uffici giudiziari milanesi, sul piano dei rapporti con i media e con la politica, per la particolare importanza e rilevanza sociale sia dei fatti sia delle persone coinvolti in indagini e processi, è destinata a stemperarsi - ha spiegato Canzio - E’ necessario che ‘’tutti’’ osservino ‘’le regole deontologiche’’.
Il Giorno http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/01/28/660464-inaugurazione_anno_giudiziario.shtml
L'osservazione arriva dal Procuratore della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, che nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario si sofferma sulla questione della prescrizione del reato, un aspetto della procedura ...
... realtà come un agente patogeno» e «incentiva strategie dilatorie della difesa»: questo, in estrema sintesi, il contenuto della relazione letta da Giovanni Canzio, presidente della Corte d'Appello di Milano, all'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Milano, 28 gennaio 2012 - Al palazzo di giustizia di Milano è il momento della cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario. Presenti, tra gli altri, il sindaco Giuliano Pisapia, il presidente della Provincia, Guido Podestà, il presidente della ...
E' un passaggio della relazione del presidente della Corte d'appello di Milano Giovanni Canzio, letta all'inaugurazione dell'anno giudiziario milanese. Un intervento apprezzato anche dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ...
Così all'inaugurazione dell'anno giudiziario milanese sono ritornati alla ribalta i temi più delicati e di stretta attualità del sistema giustizia. Temi dietro ai quali è stato possibile percepire lo strascico di vecchie e mai sopite ruggini fra ...
Corriere del Giorno di Puglia e Lucania - 28/gen/2012
E' questa una delle considerazioni fatte dal primo presidente della Corte di Appello di Roma, Giorgio Santacroce, nel corso della cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario del distretto della Capitale. “Un cambio radicale di agenda – continua ...
È quel che ha sostenuto nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario il presidente della Corte d'Appello di Milano Giovanni Canzio. Facile vedere in queste parole un riferimento al processo Mills, prossimo alla prescrizione, ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 28/gen/2012
Cosi' il Governatore lombardo Roberto Formigoni definisce la relazione del presidente della corte d'appello di Milano, Giovanni Canzio, alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Oggi e' una giornata importante e luminosa - continua ...
Oggi 28 gennaio alle ore 9,30, nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano si e' inaugurato l'Anno Giudiziario 2012 del Distretto della Corte d'Appello di Milano. Tribunale di Milano, cerimonia di Inaugurazione dell'anno giudiziario.
E' uno dei passaggi della relazione del procuratore della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Secondo il magistrato, "l'attuale disciplina sostanziale della prescrizione del reato non e' ...
Ora la questione potrebbe tornare al centro del dibattito dopo le affermazioni del Presidente della Corte d'appello di Milano Giovanni Canzio, che all'inaugurazione dell'anno giudiziario ha attaccato duramente sulla prescrizione, uno degli aspetti più ...
Da Milano a Caltanissetta, Guardasigilli e magistrati sono d' accordo. Riformare per sopravvivere. Sulle sfide è più complicato. Da Catania, il ministro indica l' «efficienza» come obiettivo principale di una giustizia riformata: «Rendere il magistrato ...
... La politica non comprometta con la critica l'indipendenza della magistratura. e' uno dei richiami contenuti nella relazione del presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario.
Milano, 28 gen. - (Adnkronos) - Bisogna tornare alla normalita' dei rapporti tra politica e giustizia. E' quanto auspica il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, oggi presente alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario a Milano.
Lo ha affermato Riccardo De Corato, vice presidente del Consiglio Comunale di Milano ed ex vice sindaco, interviene sulla parte della relazione del Presidente della Corte d'Appello Giovanni Canzio, letta all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano...
E' quel che e' scritto in sintesi nella relazione del presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, che leggera' all'inaugurazione dell'anno giudiziario che comincera' tra poco. SANTACROCE: IL CLIMA E' CAMBIATO - "Sul fronte ...
(TMNews) - Nel giorno della protesta degli avvocati contro le liberalizzazioni, che hanno disertato le cerimonie distrettuali di inaugurazione dell'anno giudiziario, o come a Napoli hanno abbandonato l'aula con la bocca coperta da un cerotto, ...
Tra avvocati imbavagliati, ministri debuttanti e togati esasperati, l'inaugurazione dell'anno giudiziario è stata dedicata alla ricerca degli agenti patogeni della giustizia italiana. Nella vana attesa di ossimoriche “soluzioni condivise”, ...
Stessa cosa hanno fatto il procuratore generale presso la corte d'appello di Firenze («in questa inaugurazione dell'anno giudiziario c'è un clima ben diverso da quello che ci ha rattristato negli ultimi anni»), il presidente dell'Associazione ...
Sono i due aspetti che e' tornato a sollecitare il ministro della Giustizia Paola Severino che per l'inaugurazione dell'anno giudiziario ha scelto Catania, come ''citta' simbolo'', per esprimere ''apprezzamento per tutte le citta' e le zone d'Italia ...
Lo ha dichiarato il presidente della corte d'appello Giovanni Canzio nella relazione per la cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario. Secondo Canzio, "è necessario, quindi, da un lato irrobustire fortemente la griglia delle premialità negoziali ...
Lo ha dichiarato il Procuratore della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario. Severino: "Prescrizione non è un tabù" 9.10 "La prescrizione non è un tabù. Piuttosto, si deve valutare se ...
"Altrimenti -conclude- la proposta sostenuta oggi all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano, cadra' nuovamente nel vuoto e gli irregolari se la caveranno con una semplice pena pecuniaria restando a delinquere in Italia ea Milano, come dimostra ...
Così il presidente della corte d'appello di Roma, Giorgio Santacroce, ha esordito nella sua relazione sull'amministrazione della giustizia in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. «Sul fronte dell'amministrazione della giustizia, ...
Lo ha dichiarato il Presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario. Per Canzio, occorre restituire dignità al processo, introducendo il principio di 'lealtà processuale'" dei singoli ...
Il procuratore della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario parla di "strategia dilatoria della difesa". E intanto gli avvocati protestano La prescrizione è un “agente patogeno”, ...
E' stato uno dei passaggi più incisivi della relazione del Procuratore Generale, Antonio Pizzi, all'inaugurazione dell'Anno Giudiziario nell'aula magna della Corte d'Appello di Bari. Prima in sintonia col ministro Severino, che da Catania indicava le ...
Secondo Severino l'innovazione organizzativa, tecnologica, informatica e digitale "è il futuro della Giustizia; un futuro in linea con i migliori sistemi giudiziari europei". Un percorso "non semplice né agevole" per il quale ha promesso "un razionale ...
(Adnkronos) - Secondo il magistrato, "l'attuale disciplina sostanziale della prescrizione del reato non e' sostenibile nella parte in cui estende i suoi effetti sul processo penale 'usque ad infinitum', proporzionandone il grado di ineffettivita' e ...
Si è celebrato questa mattina all'Auditorium della guardia di finanza dell'Aquila l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Un occasione come vuole la tradizione per fare anche il punto sull'anno oramai alle spalle.
E nella relazione del presidente vicario della Corte d'Appello, Augusto Pace, non pochi sono i motivi di allarme, ma anche di fiducia: Nel 2011, tanto per cominciare in Abruzzo sono aumentati i reati di associazione di tipo mafioso, soprattutto per l'attività di ricostruzione nel cratere del terremoto, definito il cantiere più grande d'Europa. Se però aumentano le iscrizioni al registro degli indagati e i procedimenti penali, questo significa anche che l'attività di contrasto è efficace.
Estrema fiducia ha espresso il presidente vicario Pace anche per le azioni preventive: otre tremila sono infatti le aziende appaltanti nel cratere sismico oggetto di attento screening, in stretta collaborazione con la prefettura e le forze dell'ordine. Allargando lo sguardo oltre al cratere ecco altri dati significativi: aumentano i reati contro la pubblica amministrazione, in particolare a Pescara ed Avezzano. Desta preoccupazione l'incremento che hanno subito i processi per reati di violenza sessuale e stalking.
Questo significa però che le donne vittime di violenza sempre più numerose trovano il coraggio di denunciare. In Marsica e sulla costa si registra poi un incremento per procedimenti per spaccio di droga. Il presidente e Pace ha anche ricordato la difficile situazione nelle carceri abruzzesi a causa del soprannumero della popolazione carceraria, raddoppiata dal 2007, ma con a disposizione i medesimi spazi di detenzione.
E nell'occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario non si poteva non affrontare la questione delle liberalizzazioni che coinvolgono in particolare gli avvocati.
E il presidente dell'ordine Antonello Carbonara, ha abbandonato l'aula in segno di protesta contro le ultime norme governative. ''In Italia gli avvocati sono 230mila, il mercato è saturo – spiega Carbonara, liberalizzare significa creare una jungla,e mortificare la professione. Non possiamo mettere un banchetto per strada nel quale fare pubblicità, offrendo due cause al posto di una oppure promuoverci con insegne luminose installate fuori dai nostri studi''
Abruzzo 24 ore Tv http://www.abruzzo24ore.tv/news/Inaugurazione-anno-giudiziario-In-Abruzzo-aumentano-i-reati-per-mafia/68521.htm
Il procuratore generale: il nuovo clima tra politica e giustizia fa ben sperare. E ammonisce: attenti alle infiltrazioni della 'ndrangheta
Il clima più sereno fa ben sperare nelle riforme della giustizia. Si possono chiudere i piccoli tribunali ma non bisogna toccare i pool, che non sono centri di potere ma uffici che svolgono un servizio prezioso. Ed è importante vigilare sul pericolo rappresentato dalla diffusione della 'ndrangheta. Lo ha detto il procuratore generale Marcello Maddalena intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.
"L'insolita e singolare situazione politica del Paese e il clima fortunatamente più sereno che si comincia a respirare nei rapporti tra sistema politico e sistema giudiziario - ha detto Maddalena - mi inducono a sperare che finalmente si possano realizzare almeno alcune delle riforme per dare l'efficienza e la credibilità necessarie perché il sistema giustizia si trasformi da fattore di eventuale danno a fattore di rilancio".
Sulla chiusura dei piccoli tribunali il procuratore si è detto "favorevole, anche in Piemonte e Valle d'Aosta, dove non è pensabile avere 18 diverse sedi giudiziarie e altrettante procure. Tuttavia, finché la chiusura non avviene è sbagliato lasciare sguarniti tali uffici giudiziari, che a volte arrivano a contare soltanto un sostituto procuratore".
Il magistrato ha poi affrontato il tema dei gruppi specializzati come quello coordinato da Raffaele Guariniello, alludendo alla norma che obbliga i loro componenti a cambiare funzione dopo un certo numero di anni: "Quello che viene definito un centro di potere, nella realtà
è un centro di servizi. Il procuratore capo Caselli è riuscito a salvare da questa furia distruttrice proprio il dottor Guariniello e a mantenerlo nella stessa funzione". Anche se possono esserci anomalie nel sistema e non si può negare "vi siano stati dei casi di malcostume", ha aggiunto Maddalena, "la reazione è stata spropositata e alla fine, per il servizio, grandemente lesiva". Infatti per il procuratore generale la specializzazione resta un valore aggiunto, mentre invece "il motto dello Stato in questo caso è stato e continua a essere colpirne cento per educarne uno!".
"Mi sembra necessario - ha concluso Maddalena soffermandosi sulle operazioni Minotauro e Albachiara condotte l'anno scorso contro la criminalità oprganizzata calabrese in Piemonte - un forte richiamo ai doveri di attenzione e di vigilanza da parte di tutte le istituzioni e i cittadini onesti di fronte al pericolo della diffusione di un fenomeno così pericoloso per la civile convivenza". (28 gennaio 2012)
Lo ha detto alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, a Torino. ''Tuttavia - ha precisato Maddalena - finche' la chiusura non avviene e' sbagliato lasciare sguarniti tali uffici giudiziari, che a volte arrivano a contare soltanto un ...
Torino, 28 gen. (Adnkronos) - "Quello che viene definito un centro di potere nella realta' e' un centro di servizi". Lo ha precisato Marcello Maddalena, procuratore generale di Torino, durante il suo intervento all'inaugurazioneanno giudiziario a ... dell'
Torino, 28 gen. - (Adnkronos) - "L'insolita e singolare situazione politica che il Paese tra attraversando in questo ultimo anno di legislatura e il clima fortunatamente piu'' sereno che si comincia a respirare nei rapporti tra ordine giudiziario e ...
Lo ha detto il procuratore generale Marcello Maddalena intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. "L'insolita e singolare situazione politica del Paese e il clima fortunatamente più sereno che si comincia a respirare nei ...
Torino, 28 gen. (Adnkronos) - "Solidarieta'" e' stata espressa dal presidente della Corte d'Appello di Torino, Mario Barbuto, agli avvocati che oggi hanno disertato l'inaugurazione dell'anno giudiziario in corso al Palazzo di Giustizia di Torino, ...
... le liberalizzazioni decise dal governo Monti, gli avvocati della Camera penale del Piemonte e della Valle d'Aosta sono usciti dall'aula del Palazzo di Giustizia di Torino non appena e' cominciata la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.
Lo ha detto il presidente della Corte d'appello di Torino, Mario Barbuto, nella sua relazione all'inaugurazioneanno giudiziario. Barbuto ha fatto presente che nel processo Thyssen per la prima volta "è stato ravvisato l'omicidio volontario con ... dell'
Torino Oggi Notizie (Comunicati Stampa) (Blog) - 28/gen/2012
Torino - Il presidente della Corte d'Appello di Torino, Mario Barbuto, ha espresso solidarietà agli avvocati che questa mattina hanno disertato l'inaugurazione dell'anno giudiziario in corso al Palazzo di Giustizia di Torino. Quest'ultimi, in polemica ...
Lo ha detto il presidente della Corte d'Appello di Torino, Mario Barbuto, nel suo intervento all'inaugurazioneanno giudiziario al Palazzo di Giustizia di Torino. Barbuto si e' chiesto se Monti si sia scordato della giustizia penale, ... dell'
Lo ha detto Mario Barbuto, presidente della Corte d'Appello di Torino, durante il suo intervento all'inaugurazioneanno giudiziario a Torino. Sono "strutture molto efficienti" ha spiegato commentando le prime azioni del Governo Monti sulla ... dell'
Questa la tesi espressa dal presidente della Corte d'Appello di Torino, Mario Barbuto, per commentare positivamente l'istituzione dei Tribunali delle im… “Se non sapremo creare giudici per il mercato, avremo prima o poi un mercato senza giudici”.
Questa la tesi espressa dal presidente della Corte d'Appello di Torino, Mario Barbuto, per commentare positivamente l'istituzione dei Tribunali delle imprese da parte del governo Monti. "E' un'ottima riforma", ha aggiunto Barbuto che poi si è riferito ...