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ANM : Lettera Aperta al Ministro di Giustizia sull'articolo 17
Di Loredana Morandi (del 06/10/2005 @ 17:55:58, in Magistratura, linkato 1559 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Signor Ministro,  

raccogliendo l’allarme che proviene da vari uffici giudiziari, sentiamo il dovere di segnalarLe che le disposizioni contenute nell’art. 17 della L. 31 luglio 2005 n. 155 di conversione del D.L. 27/7/2005 n. 144 sulle misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale minacciano di produrre in breve tempo ulteriori gravi disfunzioni nel funzionamento del servizio giustizia. Sappiamo che sono state invocate ragioni che hanno indotto il Parlamento a recuperare forze per la lotta al terrorismo internazionale, ma non possiamo esimerci dal notare che lo stato attuale della giustizia non consente la sottrazione di ulteriori risorse, per cui ogni misura riduttiva deve necessariamente essere accompagnata da altre quantomeno compensative.

Gravi, in particolare, rischiano di essere le conseguenze delle norme che privano gli uffici giudiziari della possibilità  di avvalersi, per le notificazioni urgenti, della polizia giudiziaria. Ciò comporterà l’inevitabile dilatazione della durata dei processi, dovendo, anche nei casi urgenti, ricorrersi agli ufficiali giudiziari, i cui tempi, anche per le croniche carenze di organico, non consentiranno più rinvii a breve termine. Peraltro, una semplificazione della normativa sulle notificazioni, attraverso una ragionata ed organica revisione dell’elefantiaco e paralizzante sistema oggi in vigore, sembra improcrastinabile.

Le previsioni riguardanti l’impossibilità di svolgere funzioni di P.M. da parte degli ufficiali di polizia giudiziaria creeranno un grave vuoto fra i soggetti idonei a ricoprire tali funzioni nei procedimenti di competenza del giudice di pace e nei dibattimenti dinanzi ai giudici ordinari monocratici. Ciò comporterà, in molte realtà territoriali, gravi disagi nei suddetti uffici di primo grado, per l’impossibilità, da parte degli uffici di procura, di inviare il proprio rappresentante a tutte le udienze; tale vuoto, peraltro, non sembra realisticamente  colmabile con il ricorso alle categorie di studenti e pensionati, previsto dalle nuove norme.

Le chiediamo, pertanto, di sollecitare le misure legislative ed adottare quelle organizzative atte a scongiurare i rischi sopra indicati.

Roma, 5 ottobre 2005
La Giunta Esecutiva Centrale dell’A.N.M.