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ANM Bruti Liberati : I Numeri della Ex Cirielli
Di Loredana Morandi (del 03/10/2005 @ 11:14:14, in Magistratura, linkato 1427 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

I NUMERI SULLA CIRIELLI
 
Magistratura e avvocatura  hanno lanciato l’allarme per il disastro che sarebbe determinato sul sistema penale dalla legge  ex Cirielli. Il Ministro Castelli  ha il dovere di fornire al Parlamento, ma anche all’opinione pubblica e agli operatori del diritto l’analisi di impatto della normativa proposta.

Con circolare prot. 157/DS del 2.2.2005 la Direzione generale di Statistica del Ministero della Giustizia   ha chiesto a tutte le Corti di Appello di fornire  entro il 9.2.2005  una serie dettagliata di dati relativi ai procedimenti pendenti  alla data del 31.12.2004. Per la tenuta dei registri in 16 Distretti è utilizzato il software ministeriale Re.Ca, in altre 4 un sofware non ufficiale, nelle restanti 9 il  registro cartaceo.

Le Corti hanno risposto tempestivamente, sebbene con un diverso livello di accuratezza.  In particolare  per le Corti che usano il sistema Reca (  oltre 2/3 del numero totale dei procedimenti)  in molti casi la casella “data di prescrizione” non era tenuta aggiornata, ma poiché per ogni singolo procedimento risultava il titolo del reato e la data di commissione, il Ministero disponeva comunque  dei dati necessari per procedere alla elaborazione.  Inoltre tra le Corti che usano software non ufficiale, la più grande, Bologna, dispone di  dati completi sulla prescrizione.

Nella materia della  tenuta dei registri, il Ministro al quale in base all’art. 110 cost  spettano  “l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia” è il vertice gerarchico ed il responsabile politico; quando il Ministro  necessita di dati  “ordina” che gli siano trasmessi, se i dati trasmessi sono incompleti ha il dovere di “ordinare” che essi siano integrati.

Risulta che il Ministro, salvo il caso di  Roma dove vi è stata una collaborazione diretta tra i funzionari ministeriali e quelli della locale Corte di appello, da aprile  ad oggi, e sono passato oltre cinque mesi, non ha fatto più nulla, non ha rivolto alcun sollecito, alcuna richiesta di integrazione dei dati mancanti.

Eppure sarebbe stato  agevole ottenere dati più completi. Basti un esempio:  a Cagliari ( in una delle sedi in cui i registri ufficiali sono ancora cartacei)  in due giorni  i rappresentanti  dell’Anm  hanno raccolti il dato della  prescrizione per  2434 procedimenti.

Il Ministro è inadempiente a fronte della responsabilità che la Costituzione gli affida.

Peraltro i dati trasmessi, pur se incompleti, potevano e dovevano essere utilizzati  come base per ulteriori elaborazioni e analisi di impattto.

Il Ministro, nella sua risposta del 20 settembre u.s. alla Commissione giustizia della Camera,   ha parlato di un campione del 12%;  evidentemente fa riferimento ai  soli procedimenti  delle Corti informatizzate con Re.Ca per i quali era pervenuto il dato già completo con la data di prescrizione calcolata.  Se si aggiungono i dati della Corte di Bologna, forniti in modo completo, si arriva ad una campione di  quasi il 20 %.

Nonostante  il Ministro colpevolmente non abbia fatto nulla per  sollecitare informazioni più complete e quindi ottenere  una più ampia base dei dati da elaborare, il campione  a disposizione è  più che significativo, perché copre  le Corti  di Appello più  grandi, ma anche alcune piccole, è equilibrato geograficamente tra nord e sud, tra sedi  che si caratterizzano per criminalità organizzata e  altre per reati economici finanziari.

E’ ragionevole ritenere che  siano confermate le più pessimistiche previsioni, che vedono a rischio  tra il 30%  ei il 40% dei procedimenti, con una triplicazione delle prescrizioni rispetto alla situazione attuale. L’affermazione di amnistia generalizzata è dunque del tutto pertinente e per di più particolarmente preoccupante per la tipologia dei reati a rischi prescrizione.

Si aggiunga che il Ministro non dispone di dati sulla Cassazione per la semplice ragione che non li ha chiesti; per i processi già pendenti in cassazione , la norma transitoria  ( peraltro formulata in modo incomprensibile) non è in grado di risolvere il problema e per di più il rischio prescrizione sarà elevatissimo per quei processi già decisi in appello e che non sono ancora pervenuti in cassazione in attesa dei dovuti adempimenti.

Noi come magistrati ci impegniamo se la legge verrà approvata a fornire e pubblicizzare periodicamente i dati dei processi che la legge ex-Cirielli, che ormai a buon diritto si potrà chiamare Legge Castelli, avrà destinato alla prescrizione e dunque dei  reati che Castelli avrà voluto rimangano  impuniti.

Roma 2 ottobre 2005
Edmondo Bruti Liberati