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SERVENTI LONGHI FNSI LETTERA A RIVIEZZO A.N.M.
Di Loredana Morandi (del 13/07/2005 @ 13:32:02, in Sindacato, linkato 1238 volte)

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 12 luglio 2005
Prot. n. 165/C

Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha inviato al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Dott Ciro Riviezzo, la seguente lettera:

“Egregio Presidente,

nell’imminenza dello sciopero nazionale dei magistrati proclamato dalla Sua Associazione per giovedì 14 luglio, Le esprimo la solidarietà alla categoria che Ella guida, il cui ruolo e la cui autonomia rappresentano elementi fondamentali per la certezza del diritto. La stessa Costituzione della Repubblica ne fissa i contorni e ne stabilisce i principi essenziali.
Ritengo pertanto necessario che la riforma dell’ordinamento giudiziario in discussione in Parlamento proceda con un’ampia consultazione e con il consenso della Magistratura. Sarebbe assurda una approvazione del provvedimento che non tenga conto delle preoccupazioni espresse dall’Associazione Nazionale Magistrati circa gli aspetti di incostituzionalità e di ingestibilità . D’altra parte lo stesso Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è più volte intervenuto per sottolineare le esigenze di autonomia della magistratura.
Proprio in queste settimane anche i giornalisti sono impegnati in una dura battaglia per difendere l’indipendenza e la qualità della loro professione più volte sottoposta ad attacchi dai diversi poteri. Così come i magistrati, anche i giornalisti sono stati costretti ad azioni di sciopero motivate dalla posizione delle imprese pubbliche e private nelle vertenze contrattuali.
Ella ha avuto modo di sottolineare l’amarezza con la quale l’ANM ha deciso di ricorrere allo strumento dello sciopero, che è e resta un atto estremo, sia per i magistrati sia per i giornalisti. Nella consapevolezza, però,  che la responsabilità di entrambe le categorie non consente di evitare questa forma di lotta per difendere diritti e libertà.
I giornalisti, poi, hanno un motivo di ulteriore preoccupazione sulla riforma  per quanto attiene all’esercizio della libertà di informazione e del diritto di cronaca. Non condividiamo infatti la norma, contenuta nel Disegno di legge del Governo, che prevede che le informazioni sulle attività dell’ufficio del pubblico ministero debbano essere attribuite esclusivamente e personalmente al Procuratore della Repubblica. I magistrati in contrasto con questa disposizione sarebbero poi perseguiti disciplinarmente. Riteniamo che ciò determinerebbe un’informazione giudiziaria controllata direttamente dal Procuratore Capo della Repubblica e, per questo, sarebbe limitativa della libertà del cronista giudiziario di avere chiarimenti e notizie direttamente dai singoli magistrati dell’ufficio. Un ‘informazione, quindi, che rischierebbe di essere reticente.
Nella speranza che le preoccupazione dell’ANM e quelle della Fnsi vengano recepite dal legislatore, La ringrazio per l’attenzione e Le auguro i migliori auguri di riuscita dello sciopero dei magistrati”.