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CASTELLI INVIA GLI ISPETTORI SUL PROCESSO ALLA CELLULA ISLAMICA
Di Loredana Morandi (del 25/01/2005 @ 20:03:29, in Indagini, linkato 1584 volte)

ISLAMICI PROSCIOLTI A MILANO, CASTELLI INVIA ISPETTORI
 
ROMA - In un'intervista a Radio Padania, il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha detto di aver dato incarico ai propri ispettori di valutare se c'e' ''stata ignoranza o grave travisamento dei fatti'' nella sentenza del Gup di Milano che ha prosciolto i cinque islamici accusati di terrorismo.
''Ricordo - ha detto Castelli - che esiste oggi soltanto una giurisprudenza, poi esiste anche nel progetto di legge dell' ordinamento giudiziario che noi abbiamo fatto, la possibilita' di andare ad esercitare un' azione disciplinare presso quei magistrati che patentemente non applicano le leggi dello Stato. Cito ad esempio un punto dell'ordinamento giudiziario che dice che 'e' materia di azione disciplinare la grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile, travisamento dei fatti determinato da negligenza inescusabile'''.

TOGATI DI SINISTRA CHIEDONO INTERVENTO DEL CSM
Il Csm intervenga a tutela del gup di Milano. E' quanto chiedono i consiglieri togati delle correnti di sinistra, che ritengonono si siano superati i limiti della ''legittima critica'' e si sia invece trascesi in ''attacchi alla persona''. ''Le reazioni all'ordinanza del GUP di Milano in un procedimento in materia di terrorismo internazionale hanno superato i limiti della legittima critica alla decisione del giudice e si sono trasfuse in attacchi alla persona e in denigrazione della funzione'' scrivono i consiglieri di Magistratura Democratica e del Movimento per la Giustizia in un documento che hanno presentato al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli. Per questo chiedono ''l' apertura di una pratica'' sugli attacchi rivolti nei confronti del magistrato ''che consenta un approfondito esame della questione''.
L'iniziativa e' stata sottoscritta da tutti i componenti dei due gruppi: Ernesto Aghina, Paolo Arbasino, Maria Giuliana Civinini, Giuseppe Fici, Luigi Marini, Francesco Menditto, Giuseppe Salme', Giovanni Salvi.

ANM: NO A DENIGRAZIONE GUP DA ALTE CARICHE POLITICHE
No agli ''attacchi personali'' al gup di Milano ''giunti in taluni casi sino al livello della denigrazione da parte di soggetti investiti di alte cariche politiche''. A schierarsi contro queste reazioni e' l' Associazione Nazionale Magistrati.
Questi attacchi - afferma il presidente Edmondo Bruti Liberati - ''non solo costituiscono una inaccettabile lesione del rispetto dovuto alla indipendenza della magistratura ma indeboliscono la reazione contro il terrorismo che trova la sua forza nell'essere condotta rigorosamente entro le regole del giusto processo di uno stato democratico''.

CASINI: SENTENZA INCREDIBILE
La sentenza di Milano ''appare veramente incredibile''. Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, a margine dei lavori della Internazionale democristiana (Idc), commenta il pronunciamento dei giudici di Milano, affermando di condividere ''le perplessita' forti espresse dal ministro degli Esteri''.
''Le sentenze della magistratura vanno sempre rispettate, ma questo non significa non poterle commentare'', sottolinea Casini, che invita ''ad un approfondimento da parte del legislatore, per capire se vi sono esigenze normative nuove, per evitare che fatti di questo tipo rischino di vanificare la preziosa azione dell'intelligence e delle forze dell'ordine''.

GASPARRI: IL CAPO DELLO STATO FACCIA SENTIRE LA SUA VOCE
Una decisione incredibile sulla quale dovrebbe intervenire il Csm, e per la quale anche il capo dello Stato dovrebbe far sentire la sua voce: cosi' il ministro delle Comunicazioni ha commentato la decisione del Gup di Milano di non procedere con l'accusa di terrorismo internazionale verso alcuni islamici. ''Una decisone incredibile, sconcertante e allarmante - ha detto Gasparri a margine di un convegno - fuori da ogni schema razionale, basata su una scelta ideologica''. ''Oggi vive gente che si trova al di fuori del mondo - sottolinea Gasparri - e non si ricorda che c'e' stato un evento terribile come l'11 settembre. Mi auguro che ora l'organo di controllo della Magistratura, il Csm, intervenga per analizzare quanto successo''. ''Spero - conclude - che il Presidente della Repubblica che del Csm e' il presidente, e che ha dimostrato sempre molta sensibilita' al tema della lotta al terrorismo, faccia ora sentire la sua voce''.

GUP FORLEO: DECISIONE SOFFERTA OSSERVANDO LEGGE
''Sono serena. E' stata una decisione sofferta ma ho osservato la legge e ho seguito la mia coscienza, come sempre in tutte le mie decisioni e per qualsiasi imputato''. Lo ha detto il gup Clementina Forleo, in relazione alle polemiche sulla sentenza con la quale, ieri, ha assolto un gruppetto di islamici, accusati di terrorismo internazionale, sostenendo che ''le attivita' violente o di guerriglia'', in un contesto bellico, ''non possono essere perseguite neppure sul piano del diritto internazionale'' e non sono incasellabili in quelle di terrorismo.
 
ISLAMICI ASSOLTI: 'GUERRIGLIERI, NON TERRORISTI'
MILANO - Non avevano programmato attivita' terroristiche che miravano ''a seminare terrore indiscriminato'' tra i civili ma semmai ''attivita' di guerriglia'' in concomitanza con la guerra in Iraq, senza violare i diritti umanitari. Per questo il gup di Milano Clementina Forleo, durante il processo con rito abbreviato, ha assolto dall'accusa di terrorismo internazionale tre dei cinque islamici ritenuti dalla Procura componenti di una cellula legata ad Ansar Al Islam, condannandoli pero' per reati minori.

Sempre per il reato di terrorismo internazionale, il Gup ha revocato la custodia cautelare per gli altri due imputati di cui ha stralciato la posizione inviando gli atti per competenza a Brescia. Tutti restano comunque in carcere ad eccezione di uno, Mohammed Daki, che uscira' per decorrenza termini nei prossimi giorni.

E proprio dal provvedimento con cui il giudice ha deciso di stralciare la posizione di Noureddine Drissi e Khamel Hamrahui, si desumono i motivi che hanno portato a smontare la tesi dell' accusa e, dunque, all'assoluzione dal cosiddetto 270 bis di Boujaha Maher, Ali Ben Sassi Toumi e Mohammed Daki, condannandoli per reati minori, i primi due a tre anni e il terzo a un anno e 10 mesi di carcere. Pene ben piu' miti rispetto a quelle chieste dal procuratore aggiunto Armando Spataro e dal pm Elio Ramondini: dai 10 ai sei anni di carcere. Sui motivi dell'assoluzione dal reato di terrorismo internazionale il gup, oltre a parlare di ''inutilizzabilita' patologica'' di una serie di prove (le cosiddette 'fonti di intelligence', ossia ''i numerosi dati provenienti da 'acquisizioni informative' o 'investigative' non meglio precisate''), fa una disquisizione articolata a sostegno della sua tesi.

Afferma con ''certezza'' che le cellule alle quali appartenevano gli imputati, una che gravita su Milano e l'altra su Cremona, avevano come scopo il finanziamento e il sostegno di strutture di addestramento paramilitare in zone del Medio Oriente e presumibilmente nel nord dell'Iraq. Tant'e' che erano stati organizzati la raccolta e l'invio di somme di denaro e l'arruolamento di volontari ''in concomitanza dell'attacco statunitense all'Iraq avvenuto come noto nel marzo del 2003 ma notoriamente previsto come altamente probabile all'indomani del conflitto in Afghanistan, nel quale pure tali gruppi risultano essere stati attivi''. In pratica gli imputati avevano il compito di aiutare i 'fratelli' nelle zone del conflitto sia dal punto economico sia ''rinforzando i contingenti armati attraverso l'invio di combattenti'' anche se ''non risulta (...) che le due 'cellule' in questione fossero legate all'organizzazione 'Al Tawid' della quale sarebbe vertice il noto terrorista al Zarqawi''. Pero' per il giudice non c'e' prova ''nonostante gli encomiabili sforzi investigati compiuti, che tali strutture paramilitari prevedessero la concreta programmazione di obiettivi trascendenti attivita' di guerriglia da innescare'' in questi o in altri ''prevedibili contesti bellici e dunque incasellabili nelle attivita' di tipo terroristico''. Per questo, osservando che la nozione di terrorismo ''diverge da quella di eversione'', il giudice nel suo provvedimento cita la Convenzione Globale dell'Onu sul Terrorismo del 1999. Convenzione dalla quale ''si ricava che le attivita' violente o di guerriglia'' compiute ''nell'ambito di contesti bellici'' anche se da forze armate diverse da quelle istituzionali, ''non possono essere perseguite neppure sul piano del diritto internazionale a meno che (...) non venga violato il diritto internazionale umanitario''. A meno che non siano ''dirette a seminare terrore indiscriminato verso la popolazione civile in nome di un credo ideologico e/o religioso ponendosi dunque come delitti verso l'umanita'''. Per il giudice questa impostazione e' confortata dal significato della norma introdotta dopo l'attacco alle Torri Gemelle nel codice penale con l'articolo 270 bis, cioe' quello sul terrorismo internazionale: ''ha evidentemente perseguito - osserva - la finalita' di creare una sorta di diritto penale sovrannazionale con il quale tutelare i singoli Stati da attentati terroristici di ampio spettro, speculari di strategie autonome e risolutive''. E qui un altro dei passaggi chiave dell'ordinanza: ''L'estendere tale tutela penale anche agli atti di guerriglia, per quanto violenti, posti in essere nell'ambito di conflitti bellici in atto in altri Stati e a prescindere dall'obiettivo preso di mira, porterebbe inevitabilmente a una ingiustificata presa di posizione per una delle forze in campo, essendo peraltro notorio che il conflitto bellico in questione, come in tutti i conflitti dell'era contemporanea, strumenti di altissima potenzialita' offensiva sono stati innescati da tutte le forze in campo''. Per il gup Clementina Forleo dunque ''non puo' ritenersi provato'' che le due cellule al centro del processo che si e' concluso oggi ''pur gravitando in aree notoriamente contrassegnate da propensione al terrorismo, avessero obiettivi trascendenti quelli di guerriglia come sopra delineati''. Mentre i difensori degli imputati sono rimasti soddisfatti della sentenza e Ali Ben Sassi Toumi uscendo dall'aula ha esultato ''Grazie alla giustizia italiana, Allah e' grande'', il procuratore aggiunto Spataro si e' limitato a dire: ''E' andata male, malissimo''. 25/01/2005 18:26