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GIUSTIZIA: PENALISTI, ANM FINGE DI NON CAPIRE MOTIVI SCIOPERO
Di Loredana Morandi (del 17/11/2011 @ 20:22:03, in Giuristi, linkato 2285 volte)
La conversazione tra Ucpi e Anm ha raggiunto il punto di incomunicabilità. Il comunicato di ucpi ripreso da Agi sembra in alcuni punti una richiesta di impunità, quando probabilmente vuol essere una richiesta di riconoscimento in clima di reprocità. Una richiesta che purtroppo perde a monte il requisito di reciprocità proprio nella enorme massa totale degli avvocati in Italia. L.M.

GIUSTIZIA: PENALISTI, ANM FINGE

DI NON CAPIRE MOTIVI SCIOPERO


(AGI) - Roma, 16 nov. - L’Anm “fa finta di non capire e interpreta le ragioni dell’astensione dei penalisti sul piano dei rapporti personali tra pm e giudici, mentre invece la questione che poniamo attiene all’equilibrio tra poteri e all’attuazione del precetto costituzionale della terzieta’ del giudice. Cio’ fa torto alla intelligenza nostra quanto a quella di chi critica il manifesto che abbiamo rivolto ai cittadini”.

L’Unione delle camere penali replica cosi’ alle critiche dell’Associazione nazionale magistrati sullo ’sciopero’ attualmente in corso: “La mancata separazione delle carriere e del relativo Csm - insiste l’Ucpi in una nota - fa si’ che il giudice condivida la carriera con il pm, e questo sia in termini di progressione sia in termini di disciplina. Se cio’ e’ offensivo, lo e’ per la terzieta’ del giudice, non altro”.

Dunque, avvertono i penalisti, “smetta l’Anm di assumere contegni sdegnati, espressione di una demagogia cui purtroppo sempre piu’ spesso quel sindacato indulge, e si confronti con la serieta’ che l’importanza del tema merita. E visto che ci siamo, risponda qualcosa sui temi oggetto dell’astensione: niente da dire sulle intercettazioni tra assistiti e avvocati? E sugli arresti nello studio di un avvocato di un assistito che si poteva fermare anche al portone? E sul segreto professionale?”.

Conclude l’Unione delle camere penali: “Chi difende la giurisdizione e la legalita’ dovrebbe essere in prima linea quando viene compulsato il diritto di difesa, perche’ dovrebbe sapere che soltanto nel pieno e libero esercizio di tale diritto puo’ celebrarsi un processo giusto e puo’ giungersi a un accertamento del fatto corretto. Strano che non ci sia nulla da dire”. (AGI) Pgi