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Ingroia e la polemica
Di Loredana Morandi (del 03/11/2011 @ 05:54:22, in Magistratura, linkato 1697 volte)

Il giovane pm, che appartenne al pool di Falcone e Borsellino, io ho avuto il piacere di conoscerlo di persona e intervistarlo tanti anni fa. Da allora lo seguo sempre con attenzione, ma è con tristezza che assisto all'escalation che ce lo porterà in politica. De Magistris, afflitto post elezioni dalle ingerenze delle logge siciliane ex DC e kossighiani vari, e pur discusso e combattuto è stato pm fino all'ultimo. Lo scivolone avvenne dopo l'elezione e solo ora sta raddrizzando il suo tiro, anche se c'è già sicuramente un ennesimo scivolone pronto per lui. Nelle azioni di Ingroia si avverte invece una stanchezza profonda, come dell'aver remato per molte miglia senza raggiungere la riva, quando si attende il garrito dal becco di un gabbiano per intuire la marea che ci condurrà alla costa.  Il giornalismo è il querulo gabbiano e non rappresenta mai il faro cui orientarsi, Ingroia invece è un magistrato e la sua professione è interamente costruita sulla Carta Costituzionale. Partigiano? Di questi tempi i magistrati o le persone oneste, quando consapevoli, lo sono tutti... L.M.

Giustizia Lo scontro Il commento

Quei Toni Sbagliati di una Toga in Prima Linea

Opportunità: Va considerata non la possibilità, ma l'opportunità dell' intervento


Il procuratore aggiunto a Palermo, Antonio Ingroia, lo dice apertamente: «Mi sento partigiano». Poi, precisa, «un partigiano della Costituzione». Ma la sua presenza al congresso del Pdci scatena ugualmente una tempesta di polemiche. Osserva che se l' aspettava, ma che ha voluto ugualmente accettare l' invito di Diliberto per parlare in quel contesto di giustizia. Liberissimo ovviamente di farlo. Ma non è questo il punto.

L' argomento da considerare in questo caso non è la possibilità, ma l' opportunità. Perché appare chiaro che un pm come Ingroia, in prima linea nella lotta alla mafia e, soprattutto, in alcune inchieste che riguardano anche uomini politici, dovrebbe evitare quanto meno di esporsi alle critiche. Che invece sono arrivate regolarmente, nella fattispecie dal Pdl. Ma sarebbe stata la stessa cosa se fosse andato a delle assise di formazioni considerate più moderate.

Anche perché ci sono magistrati ritenuti di centrosinistra ed altri di centrodestra. Tanto che la stessa Anm sembra ormai decisa a cambiare lo statuto introducendo dei paletti per chi ha cariche direttive nel sindacato e ricopre incarichi politici oppure è membro del Csm o svolge un ruolo apicale nei ministeri.

Quindi: ogni magistrato può scegliere se presentarsi o meno in politica. Ingroia dice che comunque «in questo momento non ci sono elezioni» e quindi prendersela con lui accusandolo di fare politica «è solo un pretesto». Aggiunge però che, in base alla legge, come tutti i cittadini anche «i magistrati hanno diritto sia all' elettorato attivo che a quello passivo». Ragionamento corretto e inappuntabile. Figuriamoci, in Parlamento ce ne stanno già tanti in quasi tutti i partiti, un celebre ex pm come Di Pietro ne ha persino fondato uno e anche l' attuale ministro della Giustizia Palma viene dalla magistratura. Ma occorrerà prima o poi riflettere sugli effetti che provocano certe scelte. E su come difendere al meglio il prestigio intrinseco della magistratura che risiede nell' imparzialità e nella terzietà.

Zuccolini Roberto

Pagina 13 (31 ottobre 2011) - Corriere della Sera
http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/31/Quei_Toni_Sbagliati_una_Toga_co_8_111031031.shtml