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Unicredit, Profumo indagato per frode fiscale. Sequestrati 245 mln
Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 18:39:52, in Economia, linkato 2108 volte)

Unicredit, Profumo indagato per frode fiscale.

Sequestrati 245 mln

Milano - (Adnkronos) Secondo gli inquirenti la maxi cifra sarebbe il profitto di una frode fiscale, messa in atto dall'Istituto con l'aiuto di Barclays, nelle dichiarazioni relative all'anno fiscale 2007 e 2008. In tutto sono una ventina gli indagati, tra cui l'ex ad del Gruppo. Portavoce di piazza Cordusio: ''Molto sorpresi per iniziativa della Procura''

Milano, 18 ott. - (Adnkronos) - Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha disposto il sequestro di 245 milioni di euro a Unicredit. Secondo gli inquirenti la maxi cifra sarebbe il profitto di una frode fiscale di vaste proporzioni messa in atto dall'istituto di credito attraverso una operazione finanziaria che le era stata proposta da Barclays. Nell'indagine sono stati iscritti nel registro degli indagati una ventina di persone tra le quali il banchiere Alessandro Profumo.

Ad autorizzare il maxi sequestro preventivo è stato il gip di Milano Luigi Varanelli. Secondo l'inchiesta condotta dalla procura Unicredit avrebbe sottratto al fisco italiano 745 mln di euro di imponibile nelle dichiarazioni relative all'anno fiscale 2007 e 2008 di Unicredit Corporate Banking Spa e Unicredit Banca Spa, e in quelle del 2008 di Unicredit Banca di Roma Spa.

Da piazza Cordusio si commenta con sorpresa la notizia. "Unicredit è molto sorpresa per questa iniziativa, che non cambia la convinzione della banca circa la correttezza del proprio operato e di quella dei propri dipendenti", ha affermato un portavoce di Unicredit.

Secondo gli inquirenti l'istituto di credito avrebbe 'concordato' a tavolino con Barclays l'operazione finanziaria in base alla quale l'istituto bancario italiano avrebbe dovuto pagare le tasse sul 100% degli interessi di un deposito interbancario e invece ha potuto pagare solo il 5% sui dividendi dell'operazione apparentemente presentata, secondo l'accusa, come 'pronti contro termine', che per legge sono deducibili al 95%. In questa inchiesta Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit all'epoca dei fatti risponde di dichiarazione fiscale fraudolenta mediante altri artifici.