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Vietti boccia le riforme del governo "Non risolvono i problemi generali"
Di Loredana Morandi (del 03/10/2011 @ 20:24:23, in Politica, linkato 1452 volte)

Vietti boccia le riforme del governo
"Non risolvono i problemi generali"

Dal vicepresidente del Csm parole dure sulle scelte dell'esecutivo: "Iniziative di corto respiro che complicano il processo". E sulle intercettazioni avverte: "Serve un punto di equilibrio". Il ministro Palma: "Serve stop alle esternazioni della magistratura"


ROMA - Basta con le leggi ad personam. L'altolà arriva dal vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Michele Vietti nel corso del suo intervento al plenum di Palazzo dei Marescialli alla presenza del ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma. Quelle messe in cantiere sino ad oggi dalla maggioranza, lamenta Vietti, sono state "iniziative legislative per lo più incompiute, settoriali e di corto respiro, proposte di volta in volta per tentare di risolvere problemi difficilmente riconducibili agli interessi generali ed alla coerenza del sistema".

Per il vicepresidente del Csm si tratta di "interventi con le gambe corte, taluni dei quali vediamo con preoccupazione ancora all'ordine del giorno del Parlamento, come il cosiddetto processo lungo e breve. Ma figli della stessa logica sono apparsi anche la più gran parte delle proposte di riforma del processo penale, mirate per lo più a complicare piuttosto che a semplificare il processo". Allo stesso tempo Vietti chiede che si ponga fine allo "scontro istituzionale", "la contrapposizione tra politica e magistratura". Perché così si rischia "la reciproca delegittimazione". Da la richiesta rivolta dal vice presidente del Csm Michele Vietti al Guardasigilli Nitto Palma affinché venga aperta "una nuova stagione".

Quanto al tema più caldo del momento, quello delle intercettazioni telefoniche, secondo Vietti è necessario "trovare un punto di equilibrio
tra le esigenze da tutelare", ovvero tra il "mantenere questo strumento insostituibile di indagine, senza il quale la concreta incisività del controllo di legalità risulterebbe pregiudicata" e quello di "garantire la libertà di stampa e il diritto all'informazione dei cittadini; rispettare la riservatezza, soprattutto nei confronti dei terzi non coinvolti, per fatti che non hanno rilevanza penale". "Toccherà al Parlamento trovare la formula più opportuna nell'interesse generale", ha concluso il vicepresidente del Csm.

Nel corso del plenum ha preso la parola anche il miniostro Palma per sollevare il problema che deriva "dal frequente rilascio di dichiarazioni agli organi di informazione da parte di magistrati" quando queste "appaiono trascendere dai doveri funzionali e dai principi etici". Un fenomeno al quale secondo il Guardasigilli occorre porre un freno anche attraveros una normativa disciplinare vigente che "presenta delle carenze" tali da richiedere "una rivisitazione". Le esternazioni dei magistrati, ha sottolineato, introducono spesso "giudizi di valore, espressioni pesanti e irriguardosi, allusioni che denotano precise prese di posizione" e nelle quali "non c'è traccia di compostezza e sobrietà che, secondo il comune sentire, si auspicano connesse alla figura del magistrato". Il ministro ha poi richiamato i casi accaduti nell'esperienza disciplinare quando "dichiarazioni rese alla stampa da un magistrato siano risultate totalmente prive di continenza e di misura" e nonostante questo "per la mancanza al riguardo di una specifica fattispecie di illecito, non sono state sanzionate, né sono sanzionabili, tranne nel caso estremo che integrino gli elementi costitutivi di un illecito penale".

Palma ha quindi invitato il Csm e i giudici a "dare corso a un forte e significativo sforzo comune per giungere all'allentamento delle tensioni che, da troppo tempo ormai, caratterizzano il rapporto tra la politica e la magistratura". Occorre, ha aggiunto, "avviare un percorso di pacificazione tra le istituzioni coinvolte in queste tensioni" per evitare il rischio di una "disistima che colpisce entrambi le parti in causa, cioè la politica e la magistratura". Sul capitolo intercettazioni il ministro ha ricordato che queste per il ministero della Giustizia "hanno un costo complessivo annuo di circa 450 milioni di euro a fronte di una dotazione del relativo capitolo di imputazione di 180 milioni di euro".

La Repubblica 03 ottobre 2011


http://www.repubblica.it/politica/2011/10/03/news/vietti_personam-22629249/