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Escort: le carte a Bari
Di Loredana Morandi (del 29/09/2011 @ 19:08:16, in Magistratura, linkato 3107 volte)
CASO TARANTINO

Inchiesta escort, gli atti a Bari
Il procuratore Laudati si fa da parte

I pm baresi dovranno decidere se iscrivere Berlusconi nel registro degli indagati e se emettere una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Lavitola. Il procuratore di Lecce: "Nessuna connessione"

di GIULIANO FOSCHINI

Inchiesta escort, gli atti a Bari Il procuratore Laudati si fa da parte Valter Lavitola
La Procura di Roma ha deciso di inviare gli atti dell'inchiesta sul caso escort alla magistratura di Bari, indicata dal Tribunale del Riesame di Napoli competente sul caso. La decisione è stata presa stamani nel corso di una riunione tra il Procuratore Giovanni Ferrara e l'aggiunto Pietro Saviotti. La decisione sarebbe legata alla necessità di definire la posizione di Valter Lavitola, il giornalista latitante nei confronti del quale pende un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dai pm napoletani e che rischia di decadere se non rinnovata entro 20 giorni a partire dal deposito delle motivazioni del riesame di Napoli.

La procura di Bari aspetta di leggere ufficialmente gli atti. Ma ha già deciso - in una serie di incontri avuti nei giorni scorsi - di dichiararsi competente. Per evitare conflitti, infatti, si asterrà il procuratore Antonio Laudati che è indagato a Lecce. Del fascicolo se ne occuperà così uno degli aggiunti, probabilmente il sostituto Anna Maria Tosto. Una volta arrivato il fascicolo, i pm baresi dovranno decidere se iscrivere il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ed eventualmente dovranno decidere anche se emettere una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Lavitola.

Il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, in merito alla posizione di Laudati e alla competenza dell'inchiesta tra le
diverse procure che si sono interessate del caso, ritiene che "non vi sia alcuna connessione" tra l'indagine istruita a Napoli sui soldi che Berlusconi ha elargito a Tarantini e l'inchiesta in corso nel capoluogo salentino sul procuratore di Bari. Secondo Motta, "sulla base degli articoli 11 e 12 del Codice di procedura penale la connessione è da escludere, noi pertanto non chiederemo gli atti" dell'inchiesta istruita a Napoli. Il procuratore fa anche notare che "non spetta al pubblico ministero, in questa fase, stabilire la competenza ad indagare, perchè vi sono già provvedimenti di magistrati giudicanti, che sono gli unici titolati a pronunciarsi sulla competenza dei pubblici ministeri".
 

(29 settembre 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/29/news/inchiesta_escort_gli_atti_a_bari-22407051/

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INCHIESTA ESCORT

Il Riesame di Napoli accusa
“Sottovalutate le prove dei reati”

“Dalla D’Addario alla Montereale, il premier sapeva”. Le toghe di via Nazariantz: le donne erano lo scambio per la corruzione. Al vaglio l’iscrizione fra gli indagati del presidente del consiglio nel fascicolo stralcio sugli appalti relativi a Finmeccanica e Protezione civile

di GIULIANO FOSCHINI

Il Riesame di Napoli accusa “Sottovalutate le prove dei reati”
Le intercettazioni telefoniche contenute nel fascicolo di Bari "documentano incontrovertibilmente la consapevolezza del Presidente della natura mercenaria dei suoi rapporti sessuali", nonché "la qualità di escort delle ragazze presentategli dall'imprenditore barese". Non solo: dimostrano che Tarantini "nelle dichiarazioni rese all'autorità giudiziaria di Bari il 29 e 31 luglio del 2009 fu certamente reticente relativamente al coinvolgimento del Premier e, a tratti, addirittura mendace". E' questo il passaggio probabilmente più forte dell'ordinanza del tribunale del Riesame di Napoli con la quale i giudici l'altra notte hanno rimesso in libertà Tarantini e sua moglie Nicla. Ed è anche il passaggio che suona più di ogni altro come un atto di accusa per il lavoro dei colleghi baresi che non hanno ritenuto di iscrivere nel registro degli indaganti il presidente Silvio Berlusconi. "Nessun reato commesso dal premier" disse il procuratore Laudati il giorno del suo insediamento.

In realtà - spiegano oggi fonti investigative - l'impostazione della procura di Bari non è diversa da quella dei colleghi napoletani. I pm baresi sono consapevoli che Berlusconi sapesse che molte delle donne portate da Tarantini fossero escort, tanto che lui stesso le pagava. "Ma questo - è il ragionamento degli inquirenti - non basta a iscriverlo nel registro degli indagati per prostituzione, altrimenti dovremmo denunciare tutti i clienti di prostitute". L'ipotesi è più
raffinata e assai più preoccupante per il premier: quelle escort potrebbero rappresentare uno "scambio di favori" tra Berlusconi e Tarantini, la prova di una corruzione. Ecco perché i pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia stanno valutando l'iscrizione del presidente del consiglio nel fascicolo stralcio sugli appalti di Finmeccanica e Protezione civile. Fascicolo al quale sono allegate una serie di intercettazioni telefoniche nelle quali è evidente che il premier pagava le ragazze.

Berlusconi a Tarantini
Ad ammettere la circostanza era, d'altronde, lo stesso presidente del Consiglio al telefono con Tarantini. Siamo nei primi giorni del 2009, i due discutevano del capodanno passato a Villa Certosa dal Cavaliere insieme con una trentina di ragazze, tutte alloggiate nei bungalow della villa. "Ho la fila fuori..." si schermiva al telefono Berlusconi con Gianpi. Per poi spiegare: "Sai, sono ben foraggiate. Le devo m andare via con le cannonate: il prezzo è buono, il vitto anche".

Vanessa Di Meglio
"Chi paga?" chiede "l'amica" di Tarantini a Gianpi prima di trascorrere una "serata elegante" con il presidente del Consiglio. "Chiediamo a lui (ndr, Berlusconi) o a te?". La mattina dopo informa Gianpi: "Mi ha fatto un regalo. Ma le altre ragazze hanno chiesto. Io no"

Patrizia D'Addario
"Guarda mi dispiace io avrò portato almeno cento donne... Ma è la prima volta che succede, che non dà la busta". Gianpaolo Tarantini è mortificato con Patrizia D'Addario: il Cavaliere aveva dimenticato di ricompensarla dopo la notte d' amore. Patrizia era arrabbiatissima: "Tu avevi detto che c' era una busta, no? (...) Beh, a tutte ha lasciato la busta!".
Tarantini: "A tutte!".
D.: "Cinquemila euro?".
T.: "A chi 5, a chi 10, a chi 3, a chi 15, a chi 20, a chi gli ha regalato la macchina...".
D.: "Ah, la macchina addirittura ? A me mi ha lasciato questo.... Aspetta, te lo faccio vedere: la tartarughina".
Dino (autista di Tarantini): "Mò , è bellissima!".
D.: "E non vale un cazzo, che ci devo fare con questa ? (...) Sono gioielli rifatti, che lui spacciava per Tiffany (...)".
T.: "(...)Guarda mi dispiace io avrò portato almeno cento donne... Ma è la prima volta che succede, che non dà la busta".

Barabara Montereale
Parla di una busta anche Barbara Montereale, ospite a Villa Certosa.
 Tarantini: "Ma poi non abbiamo parlato, ma che ha detto lui, rimase contento si?".
Montereale: "Si è rimasto contento mi ha dato la busta.. e il pensierino che... il bracciale che io volevo che non c' era la sera prima alla festa ".

Ioana Visan
 Tarantini è intercettato in ambientale con Ioana Visan, una delle sue ragazze. E si informa com' è andata la serata.
Tarantini: "Pure a Barbara ha dato i soldi si? E alla brasiliana?". Visan: "Si, si".
T.: "E' generoso, lui comunque".
 

(28 settembre 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/28/news/il_riesame_di_napoli_accusa-22332718/