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Bari Escort e Sanitŕ: Chiusura indagini, su Alberto Tedesco pende la richiesta d'Arresto
Di Loredana Morandi (del 29/09/2011 @ 08:21:20, in Magistratura, linkato 1986 volte)
D'Alema certamente andava a Bari in gita di piacere ... L.M.

INCHIESTA SANITA’: BARI,

CHIUSURA INDAGINI PER TEDESCO E ALTRI 4O



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(AGI) - Bari, 28 set. - E’ stata notificata questa sera a Bari la chiusura delle indagini sulla sanita’ pugliese che vedono coinvolto il senatore Alberto tedesco ed altre 40 persone. Secondo la Procura della Repubblica di Bari, l’ipotesi di reato e’ associazione a delinquere finalizzata a realizzare “un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione, dalla turbativa di gara d’appalto, alla concussione all’abuso d’ufficio” come si legge nel provvedimento. Tra gli indagati dai PM di Bari Desiree Di Geronimo, Marcello Quercia e Francesco Bretone, vi sono numerosi dirigenti ed ex dirigenti delle Asl, oltre a esponenti politici come il capogruppo del Pd alla regione Puglia Francesco De Caro che, secondo i Pm avrebbe tentato di favorire un parente in un concorso pubblico all’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Puglia.

Secondo l’atto degli inquirenti baresi, Tedesco, all’epoca dei fatti contestati assessore regionale alla Sanita’ nella prima giunta guidata da Nichi vendola orientava “l’esercizio della funzione pubblica degli uffici delle Asl pugliesi, inserendo ai vertici delle Asl direttori generali di propria fiducia i quali, in accordo con i referenti politici, nominavano a loro volta, su indicazione dei referenti politici, come direttori amministrativi e sanitari (secondo livello) e come primari (terzo livello) persone legate al Tedesco in modo da costituire urta rete che era in grado di controllare forniture e gare di appalto”. (AGI) Ba2

Su Tedesco pende richiesta d'arresto


BARI – Nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti della sanità in Puglia, chiusa con 41 indagati, la Procura di Bari aveva chiesto per l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco l’autorizzazione a procedere all’arresto per i reati di concussione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta e concorso in falso, ma la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, il 20 luglio scorso, non aveva accolto la richiesta.

Quando, l’8 agosto scorso, il Tribunale del riesame di Bari ha accolto l’appello dei pm, riconoscendo a carico del senatore il reato di associazione per delinquere e quindi emettendo una nuova ordinanza d’arresto ai domiciliari, gli atti sono stati inviati per la seconda volta al Senato per una nuova valutazione. I difensori di Tedesco, però, hanno presentato ricorso in Cassazione. Solo all’esito della decisione della Suprema Corte, laddove fosse confermata la tesi del Riesame e quindi della Procura, la Giunta potrà tornare ad esprimersi sull'autorizzazione a procedere.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=2699&IDNotizia=458689

Puglia, appalti pilotati nella sanità
"Tedesco finanziava illecitamente il Pd"

Chiusa l'inchiesta dei pm di Bari: c'era un'associazione a delinquere. Rischiano il processo il senatore, ora iscritto al Gruppo misto, e altri 40. Inseriti ai vertici delle Asl manager di propria fiducia in modo da costituire una rete

di GIULIANO FOSCHINI

BARI - Per due anni, dal 2008 al 2009, la sanità pugliese è "stata gestita da un'associazione a delinquere guidata dall'allora assessore Alberto Tedesco, oggi senatore del Partito democratico". Un'associazione che - per il tramite di una sere di manager delle Asl - avrebbe gestito appalti, nominato dirigenti nelle aziende sanitarie, spostato primari come fossero pedine. Il tutto per favorire imprenditori amici, indirizzare pacchetti di voti e finanziare illecitamente i partiti del senatore Tedesco: prima una sua lista autonoma di socialisti e poi il Partito democratico, nel quale era confluito.

LEGGI "C'era lo statuto Tedesco"

È questa l'accusa durissima che muove la procura di Bari alla gestione della sanità nella prima parte dello scorso governo pugliese, guidato da Nichi Vendola. Ieri i carabinieri del comando provinciale di Bari hanno notificato quarantuno avvisi di conclusione delle indagini, firmate dai sostituti procuratori Desirèe Digeronimo, Francesco Bretone e Marcello Quercia, oltre che dal procuratore Antonio Laudati. Sedici pagine e una vera bufera giudiziaria che si abbatte su un management che la politica aveva comunque già provveduto a rimuovere nei mesi scorsi: nessuno dei manager (fatta eccezione per l'attuale commissario dell'Oncologico di Bari, Luciano Lovecchio) è ancora alla guida di una Asl. Secondo l'accusa il "gruppo Tedesco" era contrapposto a quello guidato da Gianpaolo Tarantini. Le due fazioni si sarebbero spartite (guerreggiando) la grande torta della sanità pugliese. Da una parte c'era quindi un politico che faceva pressioni sui dirigenti delle Aziende sanitarie per favorire imprenditori amici e guadagnare pacchetti di voti. Dall'altro, invece, imprenditori che corrompevano la politica per vincere appalti.

Tedesco e i suoi uomini avrebbero commesso "un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione (abuso di ufficio, concussione, turbativa delle gare di appalto) orientando l'esercizio della funzione pubblica degli uffici delle Asl pugliesi, inserendo ai vertici delle Asl direttori generali di propria fiducia i quali nominavano a loro volta, su indicazione dei referenti politici, come direttori amministrativi e sanitari (secondo livello) e come primari (terzo livello) persone legate al Tedesco".

L'obiettivo, sostengono gli investigatori, era "costituire una rete in grado di controllare forniture e gare di appalto che venivano pilotate verso imprese facenti capo ad imprenditori collegati da interessi familiari ed economici con i referenti politici e che erano in grado di controllare rilevanti pacchetti di voti elettorali da dirottare verso il Tedesco in occasione delle competizioni elettorali". In particolare Tedesco avrebbe favorito il genero (Elio Rubino), titolare di un'azienda di protesi sanitarie e il re dei rifiuti pugliesi (Carlo Colummella) per motivi "economici o familiari". L'organizzazione, secondo l'accusa, era capillare. "Da un lato l'assessore spingeva per nominare primari persone di sua fiducia, dall'altro influiva sui vertici amministrativi delle singole Asl per destituire dal loro incarico persone che non obbedivano ai suoi ordini".

I fatti citati sono una ventina. E riguardano le Asl di Bari (la più grande d'Italia), Lecce, Brindisi e quella della Bat: è indagato tutto il vecchio management, compresa Lea Cosentino, "Lady Asl", coinvolta (e per questo sostituita) anche nell'inchiesta su Tarantini. Ha ricevuto l'avviso di garanzia anche il capogruppo del Partito democratico in Regione, Antonio Decaro, accusato di aver procurato a un parente le tracce per un concorso all'Arpa, l'Agenzia regionale per l'ambiente. Ad accusarlo un'intercettazione ambientale nello studio di Tedesco. "Ma parlavamo - si difende Decaro - non del concorso ma di una banale occupazione di suolo pubblico".

Per gli stessi fatti per cui ora si appresta a chiedere il processo, la procura di Bari qualche mese fa aveva domandato l'arresto di Tedesco. Il Senato, però, aveva votato contro l'autorizzazione a procedere. "Sono contento che finalmente ora si potrà discutere di questa vicenda in un'aula di tribunale - ha commentato ieri il senatore, che dopo lo scandalo si è sospeso dal partito - Potrò finalmente dimostrare l'insussistenza delle accuse e dei fatti che mi vengono addebitati". (29 settembre 2011)

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/29/news/tedesco_sanit-22385132/




INCHIESTA SANITA'

Il Riesame: "C'era lo statuto Tedesco"
il senatore: "I vertici Asl sono diversi"

Le motivazioni della sentenza che ha portato alla nuova richiesta di domiciliari per il parlamentare

di FRANCESCA RUSSI

Esisteva un'associazione a delinquere con uno "statuto", una "gerarchia piramidale" e una "cabina di regia". Un accordo "stabile", "duraturo" e "necessario" per la gestione di tutte le forniture e le gare di appalto della sanità pugliese. È questa la tesi sostenuta dalla Procura di Bari e ribadita dal Tribunale del Riesame.

Il sodalizio criminale messo in piedi dall'ex assessore alla sanità pugliese Alberto Tedesco aveva le sue regole a cui tutti gli "adepti" dovevano obbedire. Primi fra tutti i manager Asl che costituivano il primo anello della catena di comando. "Al momento dell'accettazione della carica dirigenziale illecitamente ottenuta - scrivono i giudici del Tribunale del Riesame che hanno accolto il ricorso della Procura di Bari e hanno chiesto un nuovo arresto per Tedesco per l'accusa di associazione per delinquere - era necessario assicurare la disponibilità alla gestione della cosa pubblica in violazione di legge secondo gli ordini dell'assessore, rinunciando alla propria autonomia di giudizio, così in sostanza aderendo alla rete e al programma criminoso".

La presidente del Riesame Francesca La Malfa, nelle 45 pagine del provvedimento depositato lunedì mattina, ci va giù pesante. "Per quanto incredibile possa essere - scrive - ogni richiesta dell'assessore Tedesco veniva eseguita dai dirigenti suoi adepti". La cupola di cui il senatore ex Pd sarebbe stato a capo, aveva un vero e proprio "statuto dell'associazione

a delinquere" declamato il 21 novembre 2008 da un uomo dall'accento leccese rimasto non identificato. La teoria si basava su "una politica di occupazione delle poltrone". "Tu ti prendi - spiega la voce leccese in ufficio con l'assessore - non sto scherzando, 10, 15, 20 mila voti in più... oltre a quelli che prendi normalmente; siccome tra qui e quando faremo le elezioni c'è tempo, occorre che tu ti prendi una persona semplice di cui ti fidi (...) e devi avere un collegamento in ogni Asl e in ogni ospedale; (...) questa rete sarà utilizzata di persone, medici, infermieri, quelli che siano, quindi queste persone saranno, poi, la struttura, l'intelaiatura della tua campagna elettore immediatamente successiva".

Dai colloqui registrati nelle indagini, prosegue il Riesame, emerge "l'assoluta tracotanza di poter impunemente violare la legge nella presunzione di non essere soggetto ad alcun controllo". Emblematica, secondo i giudici, è un'intercettazione tra il braccio destro di Tedesco Mario Malcangi e l'imprenditore Diego Rana. "A Felice (De Pietro, direttore amministrativo della Asl) gli ho detto che noi abbiamo dei progetti... quindi tutto deve essere funzionale se riusciamo a raggiungere i nostri disegni (....) la Asl deve essere prona ai nostri desideri e voleri, piaccia o non piaccia chiaro?".

Intanto ieri il senatore Tedesco ha incontrato a Bari i suoi avvocati e ha annunciato il ricorso in Cassazione. "Nessuno dei vertici delle Asl che avrebbero fatto parte dell'associazione di cui sarei stato a capo, secondo i giudici del Riesame e la tesi della procura, guidava le Asl in cui sarebbero stati commessi i reati - spiega Tedesco - E allora dov'è la rete? E dove sono i reati? L'unica novità sono alcune dichiarazioni dell'ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino sull'esistenza di un manuale Cencelli nella nomina dei manager della sanità ma di questo bisogna chiedere a Vendola. È singolare che mi si notifichi questo provvedimento l'8 agosto, così da costringere i miei legali a presentare ricorso praticamente a cavallo di Ferragosto. Dov'è l'urgenza? Non è forse anche questo fumus persecutionis?"
 
(09 agosto 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/08/09/news/tedesco-20242744/index.html?ref=search