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Bruti Liberati attacca “I corrotti saranno salvati grazie alla prescrizione”
Di Loredana Morandi (del 30/07/2011 @ 12:31:13, in Magistratura, linkato 2106 volte)
Bruti Liberati attacca
“I corrotti saranno salvati grazie alla prescrizione”

Milano, il procuratore: impossibile chiudere i processi


Giovanna Trinchella


Corruzione, prescrizione. Fanno rima il reato più gettonato della politica italiana e l’istituto giuridico che permette di fronte al troppo tempo trascorso di non procedere più giudiziariamente. E così il giorno prima della presentazione in Senato del «processo lungo» il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, con il suo Bilancio Sociale della Procura dal I luglio 2010 al 30 giugno 2011, lancia il suo messaggio nella bottiglia.

Sulla prescrizione Bruti ricorda che «l’inadeguatezza della disciplina italiana» impedisce di arrivare a combattere, con processi definitivi, il fenomeno della corruzione, sempre più trasversale, e la piaga dell’evasione fiscale, sempre in cima alle classifiche dei fascicoli processuali milanesi: il «vigente regime di prescrizione non consente, nella maggioranza dei casi di rilevante gravità e complessità, di giungere a sentenza definitiva» anche perché la ex Cirielli, «oggetto di severe valutazioni e raccomandazioni del Rapporto di valutazione del Consiglio d’Europa», fa ancora danni.

In Parlamento giace la legge sull’uso e abuso delle intercettazioni e anche su questo Bruti ha da dire la sua: con il 10% di magistrati in meno rispetto all’organico ufficiale, la Procura ambrosiana ha però ottimizzato l’utilizzo di quello che è ritenuto strumento essenziale da tutti i suoi aggiunti che hanno contribuito a stilare 58 pagine sul lavoro di un anno. E il dato sorprende; a Milano, in un solo anno, c’è stato un taglio del 32,5 per cento con una riduzione dei costi - a intercettazione - di poco più del 40 per cento: «Significa che abbiamo fatto tutte le intercettazioni necessarie, ma solo quelle necessarie. Drastico intervento di controllo sulle proroghe e drastica riduzione della spesa.

In soldoni questi i numeri: da 13.654 a 9.249 bersagli (i soggetti intercettati, ndr), con una contrattazione con le aziende di intercettazione tino a ridurre il costo del 50 per cento, per un risparmio totale che si aggirerà sul 35 per cento. Tutto questo mentre la criminalità economica - «in Italia in costante e allarmante aumento» - continua a gonfiarsi come un blob che ingloba reati aumentati del 34,35 per cento.

Ci sono i fallimenti, le frodi e il riciclaggio con il fenomeno delle “bad company” in prima linea con imprese

che stralciano asset con il personale per tenere e incamerare asset fatti per lo più di patrimoni immobiliari.

Nel rendiconto della Procura le bancarotte fraudolente sono passate da 302 a 537 con un aumento deI 77 per cento, da 223 a 431 (cioè più 93 per cento) le bancarotte societarie, quelle semplici sono diventate 174 nell’ultimo anno a fronte di un dato che era fissato a 92 per i dodici mesi precedenti, quindi più 89 per cento.

In tutto questo non si può dimenticare come la legge deI 2002 sul falso in bilancio abbia depenalizzato «l’infedeltà dei manager». Mentre i reati fiscali, che giungono a punte del più 400 per cento, sono destinati all’archiviazione. Bruti elenca processi e propone esempi, ma nella sua lista manca il processo più mediatico dell’anno con rito immediato, per prostituzione minorile e concussione, con imputato Silvio Berlusconi per l’affaire Ruby: «E’ un caso abbastanza ordinario, che non ha creato particolari problemi, e dunque non ho ritenuto di doverlo citare» risponde Bruti, che ricorda i processi per corruzione in atti giudiziari Mills, e per reati fiscali e societari Mediaset e Mediatrade: «Ho citato questi tre processi in quanto rilevanti per il rischio prescrizione. Mentre il caso Ruby è rilevante solo in relazione alla tematica del rito immediato, che viene molto usato dalla Procura soprattutto nella prostituzione minorile».


fonte:  La Stampa, ed del 27 luglio 2011