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Sarah uccisa in casa, ecco le dieci prove - rassegna dal Corriere del Mezzogiorno
Di Loredana Morandi (del 03/06/2011 @ 22:45:14, in Osservatorio Famiglia, linkato 1697 volte)
Sarah uccisa in casa, ecco le dieci prove

Il 26 agosto non scese in garage: le analisi dei pm
La strategia emerge dall'arresto per le due donne


AVETRANA - Secondo i magistrati che indagano sul giallo di Avetrana, sono ben dieci i motivi per i quali Sarah Scazzi il 26 agosto non può aver scelto volontariamente di scendere nel garage di via Deledda. Per cui la sua uccisione sarebbe avvenuta in casa con l’inevitabile coinvolgimento di tutti e tre i componenti della famiglia Misseri. Il decalogo contenuto nella richiesta degli inquirenti per l’applicazione delle misure cautelari nei confronti di Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri, inizia con una puntigliosa ricostruzione di ciò che può essere accaduto quel pomeriggio di fine agosto. «E’ evidente - si legge - che Sarah faceva quello che sempre aveva fatto nei giorni precedenti: suonava al citofono che Cosima non poteva non sentire atteso che il ricevitore era vicino al suo letto dove riposava insieme a Sabrina ed entrava in casa». Partendo da questo presupposto, l’accusa elenca così i dieci elementi indiziari che conformerebbero la loro tesi. Al primo punto i magistrati consolidano l’assunto secondo cui «come dimostrato, nel garage, al suo arrivo (di Sarah, ndc) non vi era nessuno: i tre Misseri erano in casa». Al secondo compare una domanda: «Perché Sarah doveva entrare senza alcun motivo in quel luogo impervio, disordinato e buio quale il garage?».

Nel suo percorso naturale, scrivono i pm al terzo punto, la ragazza incontrava prima il cancello d’ingresso e poi il portone della cantina. L’arma del delitto (una cintura con cuciture, scrive il medico legale), non poteva trovarsi nel garage ma solo in casa. «Ove l’arma fosse stata nel garage come doveva essere se l’omicidio fosse stato commesso in garage e quindi nella piena disponibilità di Michele Misseri - scrivono al quinto punto - questi l’avrebbe fatta ritrovare come faceva con le altre cose». Sarah, inoltre (sesta considerazione), era attesa da Sabrina che ovviamente non si poteva trovare nel garage ma in casa. Ad insospettire gli investigatori, inoltre, il fatto che in tutto l’appartamento non sono state trovate tracce di Sarah (settimo punto) «tracce che comunque dovevano esserci indipendentemente dall’azione omicidiaria». All’ottavo punto scrivono che «il portone era chiuso all’arrivo della ragazza». Al nono posto gli inquirenti mettono la prova delle tracce lasciate dal telefonino di Sarah e captate dalle celle esaminate in seguito dai Ros. Secondo queste ricerche, l’apparecchio della quindicenne è rimasto in superficie, vale a dire nell’appartamento, dalle 14,28 (orario dello squillo a Sabrina), sino a poco prima delle 14.42 (ultimo squillo prima dello spegnimento definitivo o dello stacco della batteria), quando il segnale emesso lo colloca nel garage.

All’ultimo punto le carte dell’accusa mettono lo sfogo solitario di Michele Misseri intercettato da una cimice il 5 ottobre scorso, vigilia dell’interrogatorio in cui confesserà l’occultamento e l’omicidio, poi ritrattato. Quella mattina il microfono nascosto registra questo ambientale: Michele (che il giorno prima era stato già messo sotto torchio dagli investigatori che lo invitavano a presentarsi in caserma il giorno dopo), parla da solo con tono di voce molto basso e senza avviare il motore dell’autovettura pronuncia le seguenti frasi: «Mi dispiace per la mia famiglia... (pausa di circa tre secondi) ci onu (incomprensibile) io mo li scoprirò...(pausa di cinque secondi) ce ola diciuni, diciunu quiri, è sciuta cussì, ce bolunu, fannu, fannu...a fijata...iu no li creu… (pausa di 45 secondi) ci unu non c’era ulutu cu bai…». Questa la traduzione dei termini dialettali riportata anche nell’ordinanza del gip. «Mi dispiace per la mia famiglia, se vanno (incomprensibile), io mo li scoprirò, cosa vogliono dire dire quelli...è andata così, che vogliono fare fanno a tua figlia... io non li credo... se uno non avesse voluto andare...».

Nazareno Dinoi
03 giugno 2011
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/3-giugno-2011/sarah-uccisa-casa-ecco-dieci-prove-190789614926.shtml