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Montagne di prove...
Di Loredana Morandi (del 01/06/2011 @ 18:28:35, in Osservatorio Famiglia, linkato 1506 volte)
Montagne di prove...


Così si è espressa la Procura di Taranto, che è pronta per chiudere le indagini sull'omicidio della quindicenne Sarah Scazzi, uccisa dalla cugina e dalla zia, sorella della mamma.
Un caso molto italiano, proveniente dalla antica, tragica tradizione contadina, in cui gli attori saranno tutti saranno. Sabrina, per aver posto in essere il gesto scellerato dettato da una folle gelosia, Cosima sua madre per aver avuto una partecipazione attiva all'omicidio e ideologica nei molteplici depistaggi, Michele per l'occultamento del cadavere della bambina e per il reato di autocalunnia, che ha cagionato un grave intralcio alle indagini.

Sempre nuove testimonianze si fanno strada per dar chiarezza al tragico svolgersi dei fatti. Così il Corriere della Sera, che inoltre anticipa gli avvisi di chiusura indagini:

"Si attende solo il via libera della Germania all'interrogatorio di Vanessa Cerra che, prima di trasferirsi là, raccolse (e riportò alla madre, che lo disse ai pm) le confidenze del suo capo fiorista su una scena. Forse tra gli ultimi istanti di vita della quindicenne. Le disse «di aver notato il 26 agosto Sarah correre in lacrime, proveniente da via Deledda» e «sopraggiungere con la sua autovettura Cosima: la quale presa con la forza la nipote l'aveva presa per i capelli e l'aveva fatta entrare a forza in auto». Ma non accettò il consiglio di dirlo ai carabinieri e le chiese di tacere."

Dalle montagne ai macigni delle testimonianze contro Restivo, considerato ormai senz'ombra di dubbio l'omicida di Elisa Claps e della sarta inglese Heather Barnett. In corso il processo anglosassone, dove la magistratura ha chiesto e ottenuto la testimonianza in video conferenza di parenti e amici di Elisa, gli stessi che testimonieranno al processo italiano.
Tutti i molteplici i frammenti di verità, a lungo nascosti per l'occultamento del corpo della vittima, stanno riaffiorando. Finanche altre vittime, ancora sconosciute e scampate alla furia seriale assassina del Restivo, rammentano. Ricordano come se fosse oggi delle molestie ricevute, il taglio dei capelli nel buio di un cinema molti anni fa, e di come egli fosse agitato nelle ore successive al suo primo "femminicidio", della mano ferita e della fronte sudata.

A Brembate è stato finalmente tumulato il corpicino martoriato della piccola Yara e la Procura è sempre al lavoro per rintracciare dal DNA la persona che l'ha uccisa.

Si indaga sempre per l'omicidio di Melania Rea, giunto a spezzare la vita di una giovane mamma e l'omertà del nonnismo "alternativo" nella "caserma delle donne". Nello stesso tempo la memoria di un'altra coraggiosa madre partenopea viene profanata, ancora e ancora, tramite il web del socialnetwork più famoso del mondo: Facebook. Gli autori di tale profanazione? Sempre gli stessi. Le stesse persone di cui io narro da 34 mesi, vivendo io in regime di minacce e reiterato stalking in associazione per delinquere, che sono costretta a monitorare con costanza e metodo.

http://stliq.com/c/ls/2/2c/10812901_chi-ha-visto-su-raitre-la-edizione-0.jpg

Per la mia giornata di oggi, ringrazio la redazione della trasmissione "Chi l'ha visto?" di Rai 3 e lo staff della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai, cui ho scritto e telefonato in merito ai contenuti della puntata in onda tra poche ore.

Loredana Morandi