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Magalli il "Normalizzatore" Due: lo strano caso di Antonella Flati
Di Loredana Morandi (del 23/04/2011 @ 13:06:30, in Sindacato, linkato 3563 volte)
Magalli il "Normalizzatore" Due:
lo strano caso di Antonella Flati


Come avevo intuito nel mio scritto precedente, in merito alle giustificazioni assurde sul femminicidio "passionale" esposte dal noto conduttore della sempre più gerontofila tv di Stato, giustificatosi solo poi come "frainteso" ad alcune bloggers della rete, il piccolo e tondeggiante Giancarlo Magalli ha deciso di supportare il separato Tiberio Timperi con l'invitare la signora Antonella Flati al suo desco televisivo.

Antonella Flati ha recentemente pubblicato una autobiografia con la Marte Edizioni, ma la sua storia pur triste qui non c'entra e dichiaro senz'altro che io non leggerò il suo libro, affatto, fintanto che la signora non cambi bandiera. Ed attenzione: la bandiera non è politica, perché il suo affidarsi a certa gente è un errore madornale, che diviene socialmente inaccettabile per coloro che conoscono bene le politiche  sposate. Politiche come la P.A.S., la falsa teoria dello psichiatra forense americano difensore dei pedofili, che condurranno centinaia di bambini di ogni età ad essere strappati dalla propria madre e condotti alla residenza in un istituto, e/o a convivere con un genitore (di solito maschio) violento o abusante.

Mi creda signora Antonella: lei nei confronti dei minori abbandonati, insieme con quella gente, ricopre il ruolo di Maria Antonietta durante la Rivoluzione Francese, e recita solo la più famosa risposta ad una richiesta di pane per il popolo affamato della storia.

Mi sento di assicurarla del fatto che, inoltre, ella non li conosce affatto bene i suoi utenti, per "poch' issimi" che siano, in 10 minuti, io le ho trovato in prima pagina un wallpaper in tema Lolicon, si tratta di pornografia virtuale su minori ed è reato detenerne in Italia: vedere per credere e.. chissà cos'altro c'è in quel computer!?

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-23_161157_pornografiavirtuale.jpg

E che dire di questa maschionissima "Fata Morgana" capace di usare "proxify.co.uk", mentre voi donne si vede che siete inesperte, e quando per quell'anonimizzatore di connessione ad URL occorre una "registrazione", che una persona normale non farebbe mai?

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-23_163539_fata_morgana.jpg

Questi qui, invece, sono i comportamenti scorretti e criminosi (si legge stalking), che io denuncio abitualmente. Tanto, che anche questo entrerà a pieno titolo nella denuncia circostanziata del webmaster, dei suoi presidenti pregiudicati (sui quali pende già un esposto con richiesta di ammonimento presso il Questore di Roma) e anche di qualche leguleio "avvisato" a mezzo telegramma. Attenzione: Pirate Bay docet e la povera Ines Maria è in buona compagnia, con una madre coraggio, due rappresentanti delle forze dell'ordine, il presidente di una associazione e un procuratore aggiunto e un presidente di Cassazione.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-23_170916_segnalazioni_Ines_Maria.jpg

Nonostante ciò, sono a sua completa disposizione per incontrarla, chiarire e pubblicare le sue opinioni su questo sito, nonché pubblicare una mia recensione al suo libro, ma: prima di usare o rappresentare qualcosa che proviene da quel circuito ci pensi bene. Googlare vuol dire "non dover mai dire mi dispiace" e le teorie di Gardner, padre della P.A.S. e della pedofilia, le trova pubblicate in lingua inglese su tutti i siti dell'apologia del reato di pedofilia in Rete e sui siti "colti" del boy love day e dell'alice day (le due ricorrenze dei pedofili di genere).

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-23_173245_ines_maria_url.jpg
stampato pro denuncia alle ore 17:35 del 23.04.2011


Il circuito cui ha aderito Magalli, invitato da Tiberio Timperi anche a seguito delle scottanti dichiarazioni assolutorie nei confronti degli autori dell' "uxoricidio - femminicidio" a "casa Perego", si chiama "Falsi Abusi".

Una rete fondata originariamente da 12 associazioni, oggi probabilmente cresciuta di numero con gli statuti "copia incolla" e il misero costo di 200 euro, da corrispondersi all'erario per la registrazione e il rilascio di codice fiscale e partita iva.

Si tratta di persone che lavorano insieme dal 2005, affidando gli incarichi in modo da guadagnarci tutti, tanto che dal 2009 il Webmaster ha l'incarico di curare una spietata campagna fatta di clonazioni, diffamazione e quant'altro fosse utile a veri e propri arrampicatori sociali. Ad iniziare con la registrazione del dominio: falseaccuse.it..

La persona di cui sto parlando è colui che ha creato il "contenitore", ovvero la persona fisica e giuridica che ha registrato le due pagine del sedicente "movimento femminile per la "parità genitoriale" (il gruppo e la pagina su Facebook, ovvero 2 di 374 pagine identiche che mistificano i contenuti sulla violenza ai danni delle donne e dei minori), nonché il dominio "donnecontro.info" per la signora Flati.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-23_164304_grazie_gianni.jpg
"grazie Gianni"... clicca per allargare l'immagine


La persona è il Ceo di una società di hosting di Firenze, titolare di uno o più server affittati o in housing presso la webfarm Aruba spa. Ovvero all'indirizzo degli stessi dns sui quali erano navigabili ed intestati  "stesse persone" siti come "Seghe.net" e "Fottimi.net" oggi albergano le mistificazioni pseudo sociopolitiche dell'alienazione genitoriale.

Infatti, il sito navigabile con il dominio "donnecontro.info" è stato registrato il 17 marzo 2011, coabita sul server insieme ad altri 18 siti, tutti amministrati e registrati dalla stessa persona, tra i quali c'è anche il famigerato "feminazileaks.info", un sito nato per diffamare l'avvocato generale di una associazione nazionale di donne e che ha gli stessi dns del vecchio "fottimi.net", in auge fin dal 2000, in merito al quale ho pubblicato l'intera "apologia" e le confessioni del "webmaster", che per l'occasione ha anche un profilo fb falso.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-23_165044_reverse_IP.jpg

E non finisce qui, perché il famoso sito "bigenitorialita.net" è su quel server, e con quello c'è una vera e propria mistificazione ai danni della credulità popolare: il dominio cafm.it, ovvero il clone cattivo dell'iniziativa di una  Associazione di Firenze, cioè la falsificazione di un centro ascolto, ma senza alcuna sede e nessun tipo di attività reale. Concludendo sì, il webmaster è un ex volpone della pornografia, riciclatosi in una operazione di mistificazione nel web sociale.

I reati che si vedono dalla campagna pubblicitaria iniziano con le violazioni al DL 70/2003 (commercio elettronico), per giungere rapidamente alle violazioni a carattere professionale in tema di pubblicità personale per medici e avvocati. In mezzo c'è lo stalking, il dossieraggio, la diffamazione e finanche il favoreggiamento personale di pregiudicati agli arresti domiciliari, di cui è stato sfruttato il "lavoro" su web per stalkizzare e minacciare donne, finanche con figli già abusati da pedofili in carcere.

La situazione clinica giudiziaria delle associazioni sorelle non è migliore. Il webmaster è in attesa di processo presso il Tribunale penale di Firenze, i più normali si son visti allontanare dai tribunali per stalking ai danni delle ex partners, i più criminali tra i presidenti e gli iscritti sono in carcere a scontare pene determinate dalla Cassazione per reati di pedofilia. In fine, tra gli avvocati c'è un indagato per concorso in omicidio e corruzione in atti giudiziari, mentre tra i consulenti lato psicologia forense il reato è quello tipico professionale: la subornazione dei testimoni avversi nei processi contro i pedofili più famosi d'Italia. Ovvero la subornazione delle vittime.

A beneficio della editrice Marte informo, che gli stessi han tentato con gli autori di un testo edito dalla Rizzoli. Per questo testo han prodotto due clonazioni di un famosissimo pubblico ministero milanese. E' intervenuta la Polpost di Milano, su incarico della Procura da me sollecitata. Poi la Rizzoli, altrettanto avvisata, deve aver detto basta, infatti  hanno smesso. Ma non tanto in fretta dal non essere indagati per lo sfruttamento dei loghi della Ferrero Spa e per lo stalking ai danni di numerosi operatori dell'antipedofilia.

In TV, dove il potere corrompe, c'è di tutto. Dai trans di Marrazzo, al processo per reati di abuso a minori a Rignano Flaminio, passando per Fede e lo sfruttamento della prostituzione minorile, fino all'omicidio. Timperi  stesso è stato indagato e prosciolto per percosse e altre violenze in famiglia, un genere di reato di non facile dimostrazione in giudizio, specie se non si ha cura di farsi refertare in pronto soccorso. Così val la pena di domandarsi romanamente "Magalli, di che parrocchia sarà!?"

Loredana Morandi