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Associazione Magistrati: Sulla Giustizia Civile - anno 2011
Di Loredana Morandi (del 28/02/2011 @ 18:59:19, in Magistratura, linkato 2376 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

 
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L’ANM SULLA GIUSTIZIA CIVILE


La giustizia civile versa in una gravissima crisi di funzionalità per l’oggettiva impossibilità di far fronte all’imponente numero di procedimenti che sopravvengono annualmente con le attuali dotazioni di personale e di risorse materiali.

Un dato può ritenersi ormai acquisito: la capacità di smaltimento degli affari civili da parte dei giudici è elevatissima, sì da consentire una sensibile riduzione delle pendenze.

Tuttavia, è indubbio che per diminuire il contenzioso civile non basta l’aumento della produttività dei giudici, che non può ulteriormente richiedersi a scapito della qualità delle decisioni. 

Inoltre, è stato dimostrato che iniziative legislative frammentarie e disorganiche che operino esclusivamente sul piano delle modifiche processuali non servono a risolvere i problemi della giustizia civile in mancanza di interventi sul piano organizzativo, dei mezzi e delle strutture.

In tale prospettiva dobbiamo ribadire che, nonostante i facili ottimismi, le riforme adottate dal legislatore non hanno consentito affatto di dipanare i reali nodi del sistema.

Al riguardo, l’ANM ha formulato numerose proposte, sul piano normativo e organizzativo, riprese anche nel recente Congresso di Roma. In particolare:

a)     l’istituzione di un ufficio del giudice quale stabile struttura di supporto al magistrato, al quale resta affidato il compito istituzionale della decisione della causa, che rappresenterebbe uno strumento strategico per la riduzione degli arretrati e per una migliore funzionalità del sistema giudiziario.

b)     La revisione delle circoscrizioni giudiziarie, con l’abolizione dei tribunali minori e l’accorpamento alle sedi limitrofe, che consentirebbe di recuperare risorse umane e materiali.

c)     La informatizzazione degli uffici giudiziari, da realizzare uscendo dalla attuale fase delle sperimentazioni limitate ad alcune sedi e con investimenti in termini di risorse umane e materiali  estesi a tutto il territorio nazionale. In particolare è urgente e non più differibile la estensione a tutti gli uffici del processo civile telematico;

d)     La organica e completa semplificazione dei riti processuali, finora realizzata solo in maniera parziale e insufficiente.

e)     Interventi sul piano amministrativo e organizzativo per ridurre l’eccesso di contenzioso, tema sul quale l’ANM in occasione del recente Congresso ha presentato uno studio esemplificativo relativo alle controversie aventi come controparte l’INPS.

f)       Una riforma organica della magistratura onoraria, che riconosca il fondamentale ruolo nel sistema giudiziario dei giudici onorari.

In tale prospettiva il recente disegno di legge del Governo recante “Interventi in materia di efficienza del sistema giudiziario” pur contenendo alcune previsioni condivisibili, accanto ad altre sulle quali permangono forti perplessità, costituisce solo un timido passo del tutto provvisorio e insoddisfacente.

Più in particolare la previsione della redazione da parte dei capi degli uffici di un programma per la gestione del contenzioso civile pendente con l’indicazione degli obiettivi e delle priorità è certamente condivisibile, anche se la stessa è già oggetto di disposizioni contenute nelle circolari del C.S.M. in tema di formazione delle tabelle.

Analogamente è apprezzabile la disposizione che consente stabilmente ai capi degli uffici giudiziari la stipula di apposite convenzioni con le facoltà universitarie di giurisprudenza, con le scuole di specializzazione per le professioni legali e con i consigli degli ordini degli avvocati per lo svolgimento presso gli uffici giudiziari medesimi del primo anno del corso di dottorato di ricerca, del corso di specializzazione per le professioni legali o della pratica forense per l’ammissione all’esame di avvocato, con compiti di assistente di studio di un magistrato ordinario, sebbene sarebbe auspicabile una esplicitazione dei compiti da assegnare agli stessi.

Forti perplessità destano, invece, le disposizioni sulla c.d. motivazione a richiesta e sulla necessità della parte di presentare un’istanza di trattazione entro un termine perentorio, pena l’estinzione della procedura. Si tratta di previsioni che non consentiranno  una effettiva riduzione dei tempi di definizione delle controversie, essendo ampiamente prevedibile che la quasi totalità degli interessati avanzerà entrambe le  richieste e che rischiano comunque di determinare solo un aggravio per i cittadini che attendono una decisione ormai da lunghi anni.

Appare, infine, discutibile la introduzione di un giudice ausiliario per la definizione delle cause più risalenti, in assenza di una organica riforma della magistratura onoraria, con il rischio di introdurre una ulteriore anomala e indefinita figura professionale.

Roma, 23 febbraio 2011

La Giunta Esecutiva Centrale