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Sanitŕ pugliese, archiviazione per Vendola
Di Loredana Morandi (del 26/02/2011 @ 07:28:02, in Magistratura, linkato 2063 volte)
A Vendola regaleremo una targa con su scritto "però non ho fatto niente per impedirlo", per celebrare il vero fallimento della politica. Ancora buon lavoro al gip Di Paola e ai pm il cui valore qui è indiscusso. L.M.

"Non ha commesso reati"

Sanità pugliese, archiviazione per Vendola

Si è autosospeso dal gruppo del Pd il senatore Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità pugliese, per il quale c'è una richiesta di autorizzazione a procedere alla cattura.

Bari, 25-02-2011 - Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non ha compiuto alcun reato. Non ha fatto ne' pressioni ne' ha costretto i direttori generali delle Asl pugliesi a nominare i direttori sanitari e amministrativi e i primari graditi al governo regionale. O perlomeno le presunte pressioni non hanno nulla di penalmente rilevante. E' contenuta in sette pagine la decisione del gip di Bari Sergio Di Paola che, accogliendo una richiesta della procura del marzo 2010, fa uscire definitivamente di scena Vendola dall'inchiesta sulla gestione delle nomine nella sanita' pugliese.

Una indagine scaturita da quella che ieri ha portato a cinque arresti, a due interdizioni e alla richiesta, inoltrata al Senato, di autorizzazione a procedere alla cattura del senatore del Pd, Alberto Tedesco, ex assessore pugliese alla sanita'.

Tedesco oggi si e' autosospeso dal gruppo del Pd al Senato e passera' al gruppo Misto.

Lo ha fatto - spiega - "per consentire al mio partito, al mio gruppo, e al Senato tutto di valutare con grande serenita' ed equita' le circostanze e le richieste che sono state avanzate a mio carico". Valutazioni che la giunta per le autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama comincera' a fare il primo marzo quando sara' esaminata la richiesta di arresto per il senatore.

La magistratura barese ritiene che Tedesco debba essere condotto in carcere perche' e' capace di reiterare i reati che gli vengono contestati: concussione, corruzione, falso, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. A suo carico - ragionano gli inquirenti - esistono esigenze cautelari perche' la sola circostanza che l'ex assessore Tedesco "sia oggi un senatore della Repubblica e' gia' di per se' sintomatica della notevole ed indiscussa influenza che l'indagato puo' a tutt'oggi esercitare sul tessuto politico e amministrativo, sia a livello locale che nazionale, perpetuando cosi' le medesime condotte illecite realizzate al tempo in cui lo stesso era ai vertici della sanita' regionale".

Il giudice che ha chiesto l'arresto di Tedesco, Giuseppe De Benedictis, nel provvedimento cautelare spiega che alla Regione Puglia non ha agito un'associazione per delinquere, cosi' come sostiene la procura, "ma solo un consolidato sistema di malaffare incancrenito nel 'sottosistema' della sanita' regionale". E sottolinea, a conferma del suo ragionamento, che "'i metodi' dell'ex assessore Tedesco erano spesso utilizzati (...) in maniera del tutto identica da altri assessori (regionali e comunali) e da altri uomini politici e, come nel caso di Tedesco, finalizzati a favorire altri gruppi imprenditoriali che, ovviamente, avrebbero pagato l'uomo politico con quello che maggiormente desiderava, ossia il sostegno elettorale".

Quello stesso sostegno elettorale che, almeno inizialmente, la procura riteneva che volesse cercare il presidente Vendola con le quattro presunte concussioni attribuitegli. Poi, dagli atti, non e' emerso nulla di tutto cio' e si e' deciso di chiedere al gip l'archiviazione. Il giudice Di Paola ha accolto ieri la richiesta dei pm spiegando che "in nessuna delle vicende scandagliate ed esaminate risulta positivamente l'esistenza di elementi di fatto riconducibili alle nozioni di 'minaccia' o 'costrizione' penalmente rilevante". Tutt'al piu' - conclude il gip - le nomine dei direttori amministrativi e sanitari "appaiono frutto di contrasti tra esponenti politici che si fronteggiano, non senza asprezza e commenti ironici, sulla capacita' di raggiungere determinati risultati".

Sullo sfondo dell'indagine restano i cinque arresti e le due interdizioni eseguite di ieri (sulle 24 richieste dalla procura) e le dichiarazioni degli indagati che, oggi, davanti al giudice, hanno protestato la propria innocenza.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=150430