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Rignano, mamma: mia figlia descrisse il corpo di un imputato. La replica: bufale
Di Loredana Morandi (del 23/02/2011 @ 21:52:33, in Osservatorio Famiglia, linkato 1359 volte)
E' consumata abitudine di questo secolo buio l'atto di infangare la vittima, sia esso donna o minore. Il caso di Rignano Flaminio è controverso per l'effetto dei media, ma ricomprende ambienti che producono corruzione a tutti i livelli a getto continuo e si sa che una corruzione vale l'altra. I bambini, come alle volte gli adulti dalla memoria "visiva", sono dotati di una memoria prevalentemente "fotografica". Personalmente credo alla dichiarazione della madre della minore che ha riconosciuto Bendit, perché la bambina potrebbe anche averne visto il volto su di un tabloid durante la celebrazione di atti che ella "non può dimenticare". Peculiare ai tempi "nazionali" che corrono, che il caso Rignano si sia di volta in volta illuminato di ville misteriose, escort/mistress straniere e politici locali fin troppo puntuali, se li consideriamo nell'anticipazione di altri fatti di cronaca costellati delle morti, altrettanto misteriose, degli attori/attrici transgender del caso concomitante. E' mia opinione che quel che si giocherà nella brutta partita mediatica del caso Rignano stante  le molte prove veritiere e le testimonianze valide è l'assenza e/o il mancato ritrovamento di elementi riconducibili ad un collezionismo e alla sua potenziale distribuzione. Nel Lazio purtroppo i testimoni hanno vita brevissima, visto che li ammazzano in quattro e quattr'otto. Figuriamoci con quale velocità si possano formattare gli hard disk, anche senza dover ricorrere all'atto di dar fuoco all'hardware dei pc.  Quindi no ai voli pindarici su materiale che potrebbe essere ritrovato mai o tra 10 anni. La setta? Si c'è, sempre. E' quella delle raccomandazioni in Rai. L.M.


A Tivoli un'altra udienza del processo sui presunti
casi di pedofilia nella scuola Olga Rovere


TIVOLI - Una bambina della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio che avrebbe subito abusi sessuali descrisse alla madre particolari anatomici di uno degli imputati. È emerso questo dalla deposizione in aula di uno dei genitori-testimoni, davanti al tribunale penale di Tivoli, nel processo che vede cinque persone (le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, l'autore tv Gianfranco Scancarello e la bidella Cristina Lunerti), a vario titolo e a seconda delle posizioni, sotto processo per violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza. Il senso delle parole della madre (costituita parte civile) sono state rese note dal suo legale, l'avvocato Mirko Mariani.

Quattro i genitori sentiti oggi in aula; tutti hanno confermato quanto hanno denunciato in passato. Secondo quanto si è appreso, oggi è stato anche il giorno in cui uno degli imputati, la maestra Marisa Pucci, ha rilasciato dichiarazioni spontanee; avrebbe sostenuto che la "Casa degli orrori" indicata dai bambini che avrebbero subito gli abusi non sarebbe la sua.

Lasciando la sede giudiziaria, la Pucci non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione; una sola frase: «È tutta una bufala». «Oggi - ha commentato l'avvocato Roberto Borgogno, difensore dei coniugi Scancarello-Del Meglio - abbiamo avuto una madre che ha detto che per lei è credibile tutto ciò che le ha detto la figlia, compreso cose molto improbabili come quella che la figlia abbia riconosciuto in foto un leader politico europeo dei Verdi, Cohn-Bendit, dandolo come presente a casa della maestra Patrizia. I carabinieri hanno ovviamente appurato che non vi era alcun legame. Lascio a voi il commento».

«Abbiamo sentito in aula 20 genitori - ha commentato l'avvocato di parte civile Antonio Cardamone - e, a meno che qualcuno non voglia sostenere che sono tutti bugiardi, i fatti di reato indicati emergono sicuramente provati. Le testimonianze sono tutte univoche e concordanti; i genitori hanno descritto tempi e modalità di fatti di cui sono venuti a conoscenza dalla viva voce dei figli». Prossima udienza il 21 marzo.

Il Messaggero Lunedì 21 Febbraio 2011 - 19:21    Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Febbraio - 19:07