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Consulta: Legittimo impedimento il comunicato stampa ufficiale
Di Loredana Morandi (del 14/01/2011 @ 06:04:36, in Magistratura, linkato 1497 volte)
Corte Costituzionale
Ufficio Stampa

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/legittimo_impedimento_dispositivo_13.01.2011.jpg


Legge 7 aprile 2010, n.51 (sul “legittimo impedimento”)



La Corte costituzionale, giudicando delle questioni di legittimità costituzionale relative alla legge n. 51 del 2010, in materia di impedimento a comparire in udienza del Presidente del Consiglio dei ministri, ha deciso quanto segue:

-    Č illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 138 della Costituzione, l’art. 1, comma 4, relativo all’ipotesi di impedimento continuativo e attestato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri;

-    Č illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 138 della Cost., l’art. 1, comma 3, nella parte in cui non prevede che il giudice valuti in concreto, a norma dell’art. 420-ter, comma 1, del codice di procedura penale, l’impedimento addotto;

-    Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale relative all’art. 1, comma 1, in quanto tale disposizione venga interpretata in conformità con l’art. 420-ter, comma 1, del codice di procedura penale;

-    Sono inammissibili le ulteriori questioni di legittimità costituzionale, relative alle disposizioni di cui all’art. 1, commi 2, 5 e 6, e all’art. 2.

dal Palazzo della Consulta,13 gennaio 2010



Costituzione

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Č compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


Revisione della Costituzione. Leggi costituzionali.

Art. 138.

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti


Art. 420-ter CPP.

Impedimento a comparire dell'imputato o del difensore.

Quando l'imputato, anche se detenuto, non si presenta all'udienza e risulta che l'assenza è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice, con ordinanza, anche d'ufficio, rinvia ad una nuova udienza e dispone che sia rinnovato l'avviso all'imputato, a norma dell'articolo 419, comma 1.



Legittimo impedimento, il testo della legge

LEGGE  7 aprile 2010, n. 51
    
Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza. (10G0076) (GU n. 81 del 8-4-2010)

Art. 1

  1.  Per  il  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell'articolo 420-ter del  codice  di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti  penali, quale  imputato,  il  concomitante  esercizio  di  una o  più  delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti e in  particolare dagli articoli 5, 6 e 12 della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  e successive modificazioni,  dagli  articoli  2,  3  e  4  del  decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, e dal regolamento interno del Consiglio dei Ministri, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10  novembre  1993,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre  1993,  e  successive modificazioni,    delle    relative    attività    preparatorie    e consequenziali, nonché di ogni attività comunque coessenziale  alle funzioni di Governo.

  2. Per i Ministri l'esercizio delle attività previste dalle  leggi e dai regolamenti che ne
disciplinano  le  attribuzioni,  nonché  di ogni  attività  comunque  coessenziale  alle  funzioni  di  Governo, costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell'articolo 420-ter del codice  di  procedura  penale,  a   comparire   nelle   udienze   dei procedimenti penali quali imputati.

  3. Il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono  le  ipotesi di cui ai commi precedenti rinvia il processo ad altra udienza.

  4. Ove  la  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  attesti  che l'impedimento è continuativo  e  correlato  allo  svolgimento  delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo  a udienza successiva al periodo indicato, che non può essere superiore a sei mesi.

  5. Il corso della prescrizione rimane sospeso per  l'intera  durata del rinvio, secondo quanto previsto dell'articolo 159,  primo  comma, numero 3), del codice  penale,  e  si  applica  il  terzo  comma  del medesimo articolo 159 del codice penale.

  6. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano  anche  ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla  data  di entrata in vigore della presente legge.

Art. 2  

  1. Le disposizioni di cui all'articolo 1  si  applicano  fino  alla data di entrata in  vigore  della  legge  costituzionale  recante  la disciplina organica delle prerogative del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e dei Ministri, nonché della disciplina attuativa delle modalità di  partecipazione  degli  stessi  ai  processi  penali  e, comunque, non oltre diciotto mesi dalla data  di  entrata  in  vigore della presente legge, salvi i casi previsti  dall'articolo  96  della Costituzione, al fine di consentire al Presidente del  Consiglio  dei Ministri e ai Ministri il  sereno  svolgimento  delle  funzioni  loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge.

  2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.