\\ Home Page : Articolo : Stampa
ORDINAMENTO GIUDIZIARIO: Maxiemendamento elusivo e deludente
Di Loredana Morandi (del 26/10/2004 @ 19:56:07, in Magistratura, linkato 1638 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Il problema principale della giustizia è la crisi di efficienza: l’azione del Ministro della Giustizia,  responsabile dell’organizzazione del servizio, è del tutto inadeguata.

L’ANM  peraltro da sempre ha sostenuto che è necessaria  una riforma organica dell’ordinamento giudiziario che assicuri una migliore qualità della giustizia, nella salvaguardia dei principi costituzionali sulla indipendenza della magistratura e sull’equilibrio tra le istituzioni dello Stato.

Dopo la forzatura rappresentata dalla  conclusione  affrettata del dibattito in commissione giustizia del Senato, la decisione di non precedere alla “blindatura” del testo, unita alle aperture manifestate da autorevoli esponenti politici, aveva lasciato sperare che si volesse riaprire un approfondimento sui nodi problematici della riforma, sotto il profilo della funzionalità e della coerenza al disegno costituzionale.

Le valutazioni critiche mosse dall’ANM non muovono da  rivendicazioni di categoria, ma solo dalla consapevolezza, basata sull’esperienza, che la giustizia resa ai cittadini, con questa riforma, funzionerà molto peggio. Attraverso un  sistema di carriera, una struttura interna rigidamente gerarchizzata ed un sistema disciplinare fortemente condizionante si pone, di fatto, in discussione il diritto dei cittadini ad avere un giudice  indipendente da ogni altro potere e ad avere processi rapidi ed efficaci.

Non è un caso che le nostre critiche abbiano trovato il conforto di moltissimi  autorevoli professori universitari ed avvocati.

Il maxiemendamento presentato dal Governo è elusivo e deludente: esso si limita a correggere incongruenze tecniche ed errori formali, elimina il privilegio inaccettabile e palesemente incostituzionale per i magistrati ministeriali, ma non tocca alcuno dei problemi di fondo.

L’ANM, che si è sempre mossa in spirito di dialogo costruttivo, esprime sin d’ora  il più vivo sconcerto e l’allarme per questa posizione di chiusura ad approfondimenti reali e significativi.

L’ANM, nonostante tutto, continua ad  auspicare  fortemente  che il Governo, nel corso del dibattito al Senato, voglia   superare questa impostazione e riaprire un adeguato confronto parlamentare sulle questioni fondamentali. Se ciò non avvera sarà un danno non per la magistratura, ma per la giustizia resa ai cittadini.

La GEC dell’ANM delibera di convocare assemblee in tutti gli uffici giudiziari per mercoledì 27 ottobre p.v. dalle ore 12 alle ore 13 con temporanea sospensione delle udienze, sul tema “Crisi del servizio giustizia e controriforma dell’ordinamento giudiziario”.

Roma, 21 ottobre 2004
La Giunta Esecutiva Centrale