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Pedopornografia Virtuale: Prima Condanna a Milano
Di Loredana Morandi (del 24/11/2010 @ 12:51:10, in Osservatorio Famiglia, linkato 1641 volte)
La sentenza della nona sezione del Tribunale di Milano, che GQ attende trepidante per gennaio, scrive un passo importantissimo per il diritto in rete e per l'antipedopornografia. Per questo è giusto esprimere un sincero Grazie alla pm, al Collegio giudicante della Nona penale sezione, e grazie anche (se non ho compreso male) ai Carabinieri dello staff che ha collaborato alle indagini.
Il materiale audiovisivo di provenienza dal mercato cinematografico di animazione giapponese E' l'oggetto principe dell'adescamento, e prodotto ambito e curatissimo per i pedofili collezionisti. Così è per l'intera categoria del "doujin", ad esempio, cioè le copie hard anche originali dai cartoon anime più famosi. La legge è fin troppo raffinata, perché non considera di trattare con l'equivalente tecnologico del "bruto" che: inizia prima dei 25 anni e prosegue la propria escalation attraverso una sorta di "assuefazione", in cui anche il più comune "saabisu", il fanservice  cioè le scene di "nudo" suggerite dalla produzione dell'audiovisivo, possono divenire cult e molto altro . Wikipedia italia  pubblica alcune foto, ma potrei indicare ad esempio le silouette e le vertiginose minigonne delle tante eroine d'animazione, da Sailor Moon in poi.
Nel caso analogo che riguarda la Morandi: Azzurra.org procedeva al delink di Unina e alla chiusura dei chan dei Fansub ben un mese dopo l'articolo di Ciro Pellegrino, quando cioè io pubblicavo sul mio blog Lunadicarta su piattaforma Il Cannocchiale gli Fserver e i bot IRC per il file sharing.  Purtroppo, Tutta la pornografia è  prodotto. Così, dite pure voi, a vostro insindacabile giudizio, a quale fine la chat hard di un sito "sardo" di stoccaggio e scambio di pornografia procedeva con l'associare al proprio gruppo di utenti una intera crew Fansub (un cast amatoriale di post produzione ed editing cinematografico) e un Raw Hunter (letteralmente un cacciatore di file audiovideo originali), connesso anche h24 su Winny, la rete giapponese del peer to peer creata da Isamu Kaneko. L.M.


Pedopornografia Virtuale:
la Prima Condanna a Milano



La prima condanna in Italia
- Nel pc aveva materiale pedopornografico, ma di carattere virtuale, ossia immagini e video con scene disegnate come cartoni animati ed elaborate al computer, che riproducevano rapporti sessuali con bambini fino al punto di sembrare vere.
L'uomo è stato condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione e quella emessa dal tribunale di Milano, a quanto si è appreso, è il primo caso di condanna per pornografia virtuale, in base a una legge introdotta nel 2006.

File e video pedopornografici - Nel corso di una perquisizione avvenuta nei mesi scorsi nell'abitazione dell'uomo che ha 47 anni, gli inquirenti avevano trovato nel suo computer una ingente quantità di video e files pedopornografici. In seguito a una consulenza disposta dal pm di Milano, Giancarla Serafini, che ha coordinato l'inchiesta, l'accusa aveva contestato la detenzione e la diffusione di un video e 1.635 files pedopornografici (che erano cancellati), con immagini reali.
Inoltre, il pm aveva contestato la detenzione di 6.990 immagini e 36 video di carattere pedopornografico ma virtuale. In sostanza, si trattava di scene stilizzate e disegnate come cartoni animati, ma a tal punto elaborate da apparire vere, anche se non reali. Stando alle indagini l'uomo avrebbe scaricato le immagini virtuali condividendole in alcuni siti di file sharing.

La sentenza del tribunale dei Minori - Nei giorni scorsi, la nona sezione del tribunale di Milano lo ha condannato a due anni e due mesi con rito abbreviato, riconoscendo anche il reato di pornografia virtuale, introdotto dalla legge 38 del 6 febbraio 2006. In particolare, il 'reato 600 quater' stabilisce che le norme sulla pornografia minorile "si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori (...) o parti di esse, ma la pena è diminuita di un terzo".
Il nuovo reato chiarisce inoltre che "per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualita' di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali".

Tg 24 Sky