\\ Home Page : Articolo : Stampa
RIFORMA FORENSE. UCPI: BENE, MA SU SPECIALIZZAZIONE C’E’ PASSO INDIETRO
Di Loredana Morandi (del 23/11/2010 @ 22:19:48, in Giuristi, linkato 1247 volte)
RIFORMA FORENSE. UCPI: BENE,
MA SU SPECIALIZZAZIONE C’E’ PASSO INDIETRO


“Modifiche Senato snaturano norme a tutela cittadino e qualità processo, meglio testo originario”

Roma, 23 nov. L’Unione delle camere penali accoglie con “soddisfazione” il via libera del Senato alla riforma forense esprimendo tuttavia “perplessità” per il “pesante intervento modificatore” dell’aula che “rischia di snaturare ispirazione e funzionalità” della nuova disciplina della professione d’avvocato, specie sul punto della ‘specializzazione’, “una delle novità più qualificanti” – secondo i penalisti – a tutela dei cittadini e a garanzia della migliore difesa e della qualità del processo. “Invitiamo tutta l’avvocatura – si legge in una nota della giunta dell’Ucpi – a sostenere il progetto di legge originario nel successivo passaggio parlamentare, con particolare riguardo per la specializzazione secondo il regolamento già adottato dal Consiglio nazionale forense che rappresenta il migliore punto di convergenza possibile”.

Entrando più nel dettaglio, a giudizio dell’Ucpi “l’esigenza ineludibile di garantire al cittadino un servizio qualificato richiederebbe uno sforzo ulteriore verso un controllo dell’accesso all’esercizio della professione che, in luogo di costituire un’area di parcheggio per giovani laureati in attesa di qualsiasi occupazione e dunque non sostenuti dalla necessaria motivazione, sia capace di garantire la massima professionalità”. E dunque, sotto questo profilo, “l’iscrizione all’albo automatica e indiscriminata da parte di ex magistrati e professori universitari – sottolineano gli avvocati penalisti – sottende un’idea dell’idoneità a esercitare la funzione difensiva erronea, perché legata alla mera conoscenza teorica delle norme giuridiche.

Non è dubitabile, infatti, che difendere, sostenere l’accusa e giudicare implicano attitudini e persino conoscenze differenti”. Ma non solo: proprio nel segno della qualità – segnala l’Ucpi – “se può definirsi specialista colui che ha approfondito una disciplina non solo attraverso lo studio ma attraverso una pratica affinata per un tempo congruo, non è davvero ragionevole consentire l’accesso ai percorsi specializzanti, come vuole l’attuale testo, a chi sia iscritto all’albo da un solo anno. Così come affidare la preparazione dei giovani specializzandi ‘prioritariamente alle facoltà di giurisprudenza’ – conclude la giunta dell’Ucpi – confessa una visione troppo teorica del percorso specializzante ed evoca la fallimentare esperienza delle cosiddette ‘scuole Bassanini’, pacificamente inidonee a formare l’avvocato specialista”.


Fonte: Ufficio stampa UCPI