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MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA: L'ANM E LO SCIOPERO
Di Loredana Morandi (del 26/10/2004 @ 19:10:08, in Magistratura, linkato 1359 volte)

La riunione di ieri della G.E.C. allargata ai dirigenti dei Gruppi associativi ha confermato quanto peraltro ribadito oggi con il nuovo comunicato dell'ANM, emesso dopo aver potuto prendere visione del testo ufficiale del nuovo maxi emendamento del Governo: la nostra azione di protesta e di intransigente critica al pessimo progetto di (contro)riforma dell'ordinamento giudiziario - così come decisa con il deliberato del CdC del luglio scorso - non può che essere portata avanti senza tentennamenti né timidezze di alcun genere, di fronte al perdurare di un atteggiamento che, al di là delle dichiarazioni di facciata, continua a coltivare un progetto di gerarchizzazione della magistratura e burocratizzazione del servizio giustizia, moltiplicandone le inefficienze e i ritardi a discapito dei cittadini e della loro domanda di giustizia.

Le assemblee distrettuali di mercoledì prossimo serviranno a ribadire queste posizioni, ad informare tutti i partecipanti e gli operatori dell'andamento dei lavori parlamentari ed a preparare i conseguenti ineludibili sviluppi conclusivi della presente fase, nell'eventualità, che si deve purtroppo sempre più fondatamente temere, di una approvazione acritica e senza sostanziali modifiche del Senato dell'attuale testo normativo. In tal caso infatti non potranno non essere immediatamente indicate la data e le modalità dello sciopero (e delle congiunte azioni di protesta) già proclamato con le richiamate deliberazioni.

In questo senso si è sempre espressa e continua ad essere fermamente impegnata ad esprimersi la posizione del Movimento per la Giustizia.

Siamo convinti che esse non sarà sterile e vana ma dovrà necessariamente portare, anche nella malaugurata ipotesi di una approvazione e promulgazione della legge delega, e quindi nella successiva fase della decretazione esecutiva, all'inevitabile trionfo della ragione, e dei principi costituzionali così gravemente oggi minacciati
21/10/2004                 

il Presidente
Nino Condorelli