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Vulpio in difesa del collega Amadori di Panorama
Di Loredana Morandi (del 20/10/2010 @ 17:38:39, in Sindacato, linkato 1450 volte)
Vulpio in difesa del collega
Amadori di Panorama



Vulpio ha scritto una lunga lettera sul caso Amadori a Dagospia, che la pubblica in data odierna con il titolo "Vulnus di Amadori - Vulpio fuori dal coro".

La mia unica premessa è che io non ho il benché minimo dubbio in merito al fatto che il pm Elio Ramondini, della Procura della Repubblica di Milano, farà esattamente il suo dovere, punto. Ed in seguito, oltre alle toghe rosse e altri incubi orrendi e reazionari più volte espressi dal premier, il giudizio non sarà fazioso, perché non esiste una guerra dei magistrati contro i giornalisti o contro chi fa opinione.

E' vero invece che esista una guerra, piuttosto serrata, tra i giornalisti. Tanto che, finora, io non ho visto neppure un solo comunicato della FNSI a sostegno del giornalista indagato. Vero è anche che il colpo furibondo di Masi contro Roberto Natale deve aver parzialmente messo knok out la redazione sindacale, aggiungendosi a tutti gli altri impegni associativi. (ora però devono tassativamente scrivere per l'iscritto Amadori).

Così, segnalo un mio sicuro gradimento allo scritto di Vulpio, specie quando cita le ambizioni "morali" della professione giornalistica. Il mestiere del giornalista è "informare la popolazione". Verità sacrosanta, ma troppo spesso abusata e resa commerciale da dozzine di casi analoghi.

Trovo inoltre che nelle parole di Vulpio vi sia una verità vera in merito ai fatti di Puglia, vero l'attacco di Vendola alla pm Digeronimo dato dall'ex poeta divenuto politico con modi fin berlusconiani, quando l'intera popolazione barese l'aveva già incontrato nei locali frequentati dalle escort di Tarantino, anche se a lui personalmente le escort non interessano. Vero, e questo lo dico io, che la sinistra giustizialista avrebbe dovuto insorgere per il trasferimento in parlamento dell'assessore pugliese alla Sanità, ma quasi contestualmente scoppiava il caso Marrazzo e le fin troppo opportune morti accidentali delle trans. Così chi doveva parlare non lo ha fatto.

Il caso Bari escort e sanità, purtroppo, trasformato per effetto dei media nazionali nella fiaba delle "mille e una notte al viagra", non ha informato neppure a sufficienza la popolazione. Tutto quanto ha contribuito alla "fiaba" mediatica ci ha fatto respirare a pieni polmoni un clima di efficace agire fuori dalla legalità. E avrebbero dovuto gridare all'orrore gli ambientalisti, per il disboscamento del territorio nazionale finalizzato al rifornimento delle manifatture cartarie presso le quali si è servito l'astuto editore, che ha pubblicato il testo "una escort a letto con il vecchietto bavoso".

A me Panorama o il gruppo Espresso non offriranno nessun tipo di collaborazione, forse a Vulpio sì. Ad ogni modo auspico che si giunga ad una verità equa in sede giudiziaria nei confronti del giornalista Amadori.

Delle parole di Vulpio farò tesoro in tema di compensi televisivi. 250 mila euro a Benigni sono una follia. 50 mila per una presenza di Saviano uno schiaffo alla povertà, perché egli è attore di un copione già pagato dai suoi padroni (tutti, senza distinzioni), ed inizio a pensare che si tratti di una bomba ad orologeria creata dal Premier ed incuneata nel fianco della sinistra.

In fondo, ragioniamo, di chi sono i diritti di riproduzione in lingua italiana del "Capitale" di Marx?

Loredana Morandi