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Facebook e lo sfruttamento commerciale dei nomi "famosi"
Di Loredana Morandi (del 18/10/2010 @ 09:11:09, in Indagini, linkato 1480 volte)
Facebook e lo sfruttamento
commerciale dei nomi famosi


La vicenda di cui mi accingo a narrare è un "antibufala" ed ha evidenti riscontri penalistici, non intendo farne mistero, perché coinvolge gli ATU per i quali il mio lavoro ha prodotto l'interrogazione parlamentare dei senatori campani Armato, Incostante e De Luca nel febbraio 2009.

Premessa:  personalmente aborro ogni tipo di pubblicità e non ne troverete su queste pagine. A meno che non si voglia considerare pubblicità il link al feed rss del blog di Bruno Tinti (che conservo per uso personale) e i link al blog "Uguale per Tutti" e all'associazione contro la mafia "Ammazzateci tutti".

Altri, ed entro nel vivo del contendere, come il professor Fabio Bravo sembrano cultori del mio medesimo pensiero e contrari alla pubblicità fine a se stessa.

Oggi, dalla mia rapidissima navigazione del socialnetwork Facebook, è uscito questo strano orpello:


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_085454_COPIONE.jpg

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Così ho voluto approfondire e, sorpresa, l'articolo è pubblicato su un sito gratuito, installato in un circuito altrettanto gratuito quanto commerciale su Altervista. E, rullo di tamburi, il sito che ripubblica lo scritto del prof. Bravo è pieno di pubblicità: dalla adsl Fastweb ai viaggi Alpitour.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_090207_COPIA.jpg

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Per completezza pubblico il link all'articolo originale, che come potete vedere appare ordinato, professionalmente composto e soprattutto privo di pubblicità. Il link per leggere il commento del prof Fabio Bravo, che investiga con occhi nuovi lo strumento di morte e stalking denominato Facebook, è QUI. Niente link ai siti dello sfruttamento commerciale e nessuna citazione leggibile ai motori di ricerca su questo sito per certa gente.

Peculiare al voler far quattrini sulla pelle di un giurista è che il copia incollatore ricopi il reato e anche la punizione. Scrive infatti il professor Bravo:

Va tenuto presente che:

a) tecnicamente è relativamente facile risalire all’identità del soggetto che ha posto in essere tale condotta, salvo l’uso di accorgimenti tecnici volti ad anonimizzare la navigazione in rete o, come in caso di utilizzo di server proxy, a far apparire un ip diverso da quello effettivamente usato;

b) la condotta, ove effettivamente sia stata posta in essere da un soggetto diverso da Sabrina Misseri, potrebbe ricadere nel reato previsto e punito dall’art. 494 c.p., rubricato “Sostituzione di persona”:


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-18_085840_PUNIZIONE.jpg

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Sorge d'obbligo l'invito al professor Fabio Bravo, ad approfondire le sue investigazioni sul mondo dei media gratuiti e dei socialnetwork, con il conoscere alcuni elementi del suo essere in corso di commercializzazione.

In merito all'articolo 494 del Codice Penale, caro professore, ella può seduta stante visionare quanto è pubblicato nel corso di ben 25 mesi ai miei danni su "biagioquotidiano" il blog che mi minaccia di morte, o sui blog della clonatrice dell'unico soprannome che uso nel web cioè "Lunadicarta"  (link 1 e link 2). La invito inoltre a visionare, Sessochannel.it,  un sito del porno commerciale sardo che si indicizza sul mio "buon nome". Una volta sul sito riceverà l'invito "Hai già visto il nostro blog ?", accetti e avrà idea di come la Legge sulla Privacy è rispettata in Italia.

Tranquillo. Io con questi non ho nulla a che fare, sono cattolica e non frequento siti pornografici. L'unica colpa e contestuale successo è stato l'aver strappato i server dell'Università Federico II di Napoli dalle mani della criminalità organizzata del file sharing illegale (articolo).  Tutto quello che vede è l'operazione di dossieraggio, stalking, minaccia e diffamazione a mezzo pubblicazione su web, posta in essere per imbavagliarmi.

L'avverto però che l'imposizione e lo sfruttamento commerciale che ella subisce è intimamente legata a questo circuito. L'autore del sito pieno di pubblicità è anche autore di due cloni "malefici" del mio sito: questo e quest'altro.

Avrà inoltre agio di notare che lo scritto "La vera storia dei rapporti tra Loredana Morandi e il comitato Atu", reca i link alle violazioni art. 494 cp di cui sopra. Segno questo degli affettuosi e solidali rapporti personali con gli autori di un sito che mi minaccia di morte dal 23 ottobre 2008.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-01-05_070713_RITAGLIO.jpg


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Come giustamente rilevava ella stesso: "è relativamente facile risalire all'identità del soggetto". Infatti nel caso che le sottopongo non sussiste il minimo dubbio: colui che sfrutta commercialmente lei e colui che diffama e stalkizza me sono la stessa identica persona. Questo nel web, ma certo più evidente quanto accaduto su Facebook. Un consiglio, se ne liberi! Nella foto l'oggetto del presente studio con  il suo account principale.

Concludendo. E' complesso stabilire un proprio giudizio sui fenomeni che accadono nel web, io avevo predetto con esattezza un subitaneo trasloco di certe manovalanze alle schiere della criminalità comune del web. Nonostante ciò non potevo neppur lontanamente immaginare allora, che la prima vittima sarei stata proprio io, dopo aver lavorato tanto, per tutti, inoltre vedendomi sottrarre il minimo frutto del lavoro da una  ragazzetta bionda sbucata dal nulla e nota solo per i miei comunicati alla stampa.

Cordialmente

Loredana Morandi