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TURISMO SESSUALE, UN ENTE TURISTICO SU 5 EVADE LA LEGGE
Di Loredana Morandi (del 28/09/2010 @ 18:55:45, in Osservatorio Famiglia, linkato 1368 volte)
Questa notizia mi sembra veramente grave.. L.M.

TURISMO SESSUALE,
UN ENTE TURISTICO SU 5 EVADE LA LEGGE


UN OBBLIGO EVIDENZIARE REATI - CONDANNE NEI MATERIALI PUBBLICITARI


(DIRE - Notiziario Minori) Roma, 28 set. - In Italia, un quinto degli enti turistici infrange la legge (la numero 38/2006) che prevede per "gli operatori turistici l'obbligo di inserire sempre in maniera evidente nei materiali propagandistici, nei programmi, nei documenti di viaggio consegnati agli utenti, nonche' nei propri cataloghi generali o relativi a singole destinazioni, l'avvertenza che la legge italiana punisce con la reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se commessi all'estero". Lo ha denunciato Stefano Landi, membro del direttivo di Aitr (Associazione italiana turismo responsabile) e consigliere dell'Ecpat, intervenuto a Roma alla presentazione del corso anti-turismo sessuale realizzato da Ecpat. Il dato e' ricavato dallo studio dell'Osservatorio nazionale per l'applicazione della legge nel settore turismo, che per il 2010 registra comunque un miglioramento: sono il 5% in piu' i tour operator che rispettano la legge rispetto al 2009.

Sul web, pero', la musica cambia: solo il 2,4% infatti mette l'avvertenza in home page come previsto dalla legge.

C'e' un concetto, pero', che dovrebbe far si' che le imprese, in futuro, siano piu' attente. Si tratta della "responsabilita' sociale d'impresa", oggetto sempre piu' frequente dei dibattiti in ambito internazionale. Alfredo Ferrante, direttore della divisione Responsabilita' sociale d'impresa presso il ministero del Lavoro, spiega che "il concetto si perde nel calderone del 'sociale', ma in realta' sta a significare che le imprese non devono limitarsi al profitto, ma tenere conto dell'impatto che hanno le loro attivita'". In altri termini, su di esse pesa una responsabilita'. Allo Stato poi sta il compito di monitorare sulla rete di interrelazioni fra le imprese, gli utenti e il non profit. "La chiave di volta- conclude Ferrante- sta nella responsabilita' e nella collaborazione".

Questa nuova cultura del turismo, consapevole e collaborativo, comincia a fare breccia soprattutto all'interno delle singole aziende turistiche. Sempre a quanto dice lo studio dell'Osservatorio nazionale per l'applicazione nel settore turismo, infatti, il personale coinvolto nella sensibilizzazione al tema del turismo sessuale nel giro di un anno passa dal 38% al 47%, in particolare attraverso briefing interni (71,4% dei casi).

Un notevole balzo in avanti contraddistingue anche l'attivita' di comunicazione nei confronti dei fornitori locali, passata dal 15% al 22,7% degli operatori; una attivita' svolta il piu' delle volte con l'inserimento di specifiche clausole nei contratti (48% dei casi).

(Wel/ Dire)