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Facebook e la pedofilia - il caso del minore che incitava allo stupro dei bambini
Di Loredana Morandi (del 07/09/2010 @ 07:30:23, in Osservatorio Famiglia, linkato 1351 volte)
Prendo lo spunto dall'operazione condotta dagli ottimi Carabinieri di Bolzano per la guida del pubblico ministero Axel Bisignano per mostrare come nascono queste situazioni e come gruppi senza pretese si trasformano in strumenti di istigazione a delinquere.

Tutto accade per l'ingerenza e per il raggiro posto in essere ad opera di pedofili o ideologi della pedofilia (i consulenti), membri in più casi di associazioni famosissime o noti nel web per la loro partecipazione alle discussioni con gli hacker sui forum di Punto Informatico.

L'esempio è concreto e alcuni degli account presenti sono denunciati presso la Procura della Repubblica di Terni per il reato di stalking, altri sono denunciati da me presso la Procura della Repubblica di Roma. Io sono sempre a disposizione della A. G. per fornire prove e quant'altro di utile.

IL GRUPPO

Smarrita scimmia a Balduina, nei pressi di Largo Lucio Apuleio (link).

12 membri (link)

I MEMBRI (clicca per allargare l'immagine)


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/gruppo_scimmia_evidenziato.jpg


I personaggi sospetti sono evidenziati. Vitriol Scoop e Macte Ocio prendono i loro nick dal mio lavoro di decifrazione del portale seicentesco nel reatino. Il primo deve essere un account recentissimo, il secondo invece è l'account anonimo denunciato per stalking presso la Procura di Terni.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-09-07_075112_luca_lampo.jpg

I più interessanti sono certamente gli anonimi "Luca Lampo" e "Leoluca Zero" ma, anche se il personaggio tratto dai cartoni animati giapponesi è più interessante e su di lui ho salvato anche le conversazioni con una apparentemente intimidita ma informata Nicoletta Grieco della FP Cgil, vi mostro soltanto il primo perché sono evidentissimi i rapporti con "_P_" dell'acronimo PVF del sito pornografico di Selargius. Una evidenza determinata dai due amici: Barbara, una speaker di Radio Mondo Web (sedicente antica conoscente di "Princo-scr") e Murolo, già amministratore della pagina Facebook dal manifesto contro Loredana Morandi sul sito del porno sardo.

Dietro a questi due personaggi ci sono due organizzazioni: Falsi Abusi e gli autori dei Gruppi dell'Odio contro le donne (associazione Gesef). Leoluca Zero, inoltre, appare legato agli ATU meridionali che nel corso del 2009 hanno assoldato gli stalker del porno ai miei danni.

Concludendo, il mio consiglio al pm e al suo ottimo staff è indagare sugli account anonimi, sono loro che fanno istigazione a delinquere. Come visibile, il gruppo di cui narro è già soggetto a pressioni affinché diventi l'ennesima arma ai miei danni. Purtroppo il reato di "plagio" non esiste più, sostituito credo con l'articolo che delinea i requisiti della "truffa", ma è e resta pur sempre inconfondibile e questa gente lavora da molti mesi sui "grandi numeri".

Loredana Morandi

L'Articolo

Incita online a stupro bimbi, preso
Bolzano, minorenne il responsabile


Aveva formato un gruppo su Facebook incitando alla violenza sui bambini. Adesso il promotore di questa "community", scoperta il 18 agosto dai carabinieri del Comando provinciale di Bolzano, è stato identificato: si tratta di un minorenne. La Procura della Repubblica di Bolzano ha infatti aperto un'indagine, risalendo così all'utenza telefonica utilizzata per la connessione Internet dal giovane che ha aperto il gruppo di discussione, poi chiuso.

A un paio d'ore dall'attivazione, il gruppo contava già 51 contatti da parte di vari utenti della rete, alcuni favorevoli all'iniziativa, altri critici. Dopo essersi messi in comunicazione con la direzione del "social network", negli Stati Uniti, i carabinieri bolzanini hanno ottenuto la chiusura del sito in brevissimo tempo.

Sull'episodio è stata dunque avviata un'indagine dalla Procura della Repubblica di Bolzano che è riuscita a risalire all'utenza telefonica del giovane.

Nei giorni scorsi, carabinieri del reparto operativo di Bolzano e del Gruppo di Monreale, in provincia di Palermo, sulla base di un ordine del pm Axel Bisignano della procura altoatesina, hanno infatti effettuato una perquisizione, identificando un minorenne come autore del fatto e sequestrando un computer. Al momento non è noto il movente del giovane, ma altri accertamenti sono in corso sul materiale sequestrato.

Ultimo aggiornamento ore 19:46
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo490228.shtml