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Bomba a Di Landro, assemblea generale ANM
Di Loredana Morandi (del 28/08/2010 @ 18:19:48, in Magistratura, linkato 2079 volte)
Bomba a Di Landro,
assemblea generale ANM





Reggio Calabria - Una tempestiva risposta di solidarietà e vicinanza, un modo anche per esprimere la propria indignazione, l’ANM (Associazione Nazionale Magistrati) l’ha data convocando un’assemblea straordinaria al Ce.Dir. per riflettere sul gravissimo fatto di terrorismo mafioso compiuto ai danni del Procuratore Generale Salvatore Di Landro. L’incontro ha dato modo di discutere sulla situazione dell’ordine pubblico a Reggio e provincia. Si è invocata una precisa e decisa presa di posizione da parte di tutti e, in primis, delle istituzioni, chiamate ad assumere iniziative concrete ed efficaci per contrastare la ‘ndrangheta. “E’ ora di fare quadrato e dimostrare unità e compattezza, non servono sterili dichiarazioni di solidarietà fini a se stesse, ma fatti visibili e concreti”: è questo il coro unanime dei rappresentanti della giustizia reggina. Le tante personalità intervenute hanno tuonato: “non bisogna aspettare che uno di noi venga ammazzato!”. Affermazione, a dirla tutta, che fa pensare… come, del resto, fa pensare che l’organo di giustizia si trovi ad affrontare una situazione d’emergenza economica e normativa. È continua e ascendente, infatti, la richiesta agli altri organi istituzionalmente competenti di strumenti normativi e materiali per proseguire l’azione di contrasto ai poteri criminali organizzati e non. Durante l’assemblea dell’ANM è stato ribadito più volte: “no ai tagli esasperati alle spese!”. Come anche, costante, è stata l’affermazione di una compattezza fin qui mai vista all’interno del distretto magistratuale, a detta degli intervenuti e anche del PG oggetto dell’ultima intimidazione.

Tuttavia, l’impressione di un innalzamento spaventoso dello scontro tra forze della giustizia e criminalità è ormai consolidata. “Fare il proprio dovere a Reggio Calabria sta diventando sempre più difficile” ha dichiarato lo stesso Di Landro, che non si spiega l’innescarsi di tanta violenza: “Che cosa è successo alla Procura di Reggio?” ripete più volte nel suo emotivo “discorso a braccio”. Facendo riferimento agli altri tentativi di intimidazione, il PG ha detto: “Secondo le logiche mafiose doveva chiudersi lì la vicenda. E, invece, si è proseguito su quel solco”. Cosa avrà voluto dire Di Landro? Quello che è certo è che il procuratore originario di Bivongi ha tutta l’intenzione di continuare a fare bene il proprio lavoro. Come altrettanto certo, a detta di Enzo Macrì, ex Procuratore aggiunto della Dna, attualmente PG di Ancona, è che “vanno trovati rimedi più seri oltre alla solidarietà ed alle parole… vanno recisi i collegamenti con i poteri occulti, che tengono in vita la ‘ndrangheta! Altro che “bestia morente”, la ferocia è in crescendo! Attenzione a non cadere in errore!” ha tuonato ancora Macrì. Luciano Gerardis, Presidente del tribunale reggino, ha invece concentrato il suo intervento più che altro su un’analisi della situazione magistratuale, potendo contare in pianta organica “solo un terzo della dotazione normale”. Di alta rilevanza pure l’intervento del Procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo: che ha sottolineato ai colleghi l’importanza, “al di là delle contingenze estive, di contarsi e capire se il grado di torpore, di sottovalutazione dei segnali, tutti inquietanti e univoci, il grado di negazione dell’evidenza che purtroppo serpeggia non solo all’esterno, ma addirittura all’interno delle istituzioni ed anche della magistratura, è finalmente diminuito”. L’atmosfera sicuramente è pesante ed il pericolo è vero, “bisogna rendersi conto – ha chiuso Creazzo – che stiamo andando dritti verso una deriva di tipo palermitano, della Palermo anni 80 e 90, per intenderci”.

Federico Lamberti
Reggio TV - venerdì 27 agosto 2010  ore 19:41
http://www.reggiotv.it/news.php?id=15961