\\ Home Page : Articolo : Stampa
I magistrati stringono su Caliendo e Dell'Utri
Di Loredana Morandi (del 20/07/2010 @ 10:01:23, in Magistratura, linkato 1352 volte)
I magistrati stringono su Caliendo e Dell'Utri


Dino Lisi

ROMA, Mentre il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo è impegnato in Svizzera per una serie di rogatorie utili a individuare i soldi spariti della vicenda Digint, prosegue l'attività istruttoria sulla cosiddetta P3. I pm potrebbero presto indagare alcuni dei politici e magistrati tirati in ballo nelle intercettazioni. La posizione più delicata sarebbe quella del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo.

Intanto dalle audizioni di Pierfrancesco Guarguaglini e del dg di Finmeccanica, Giorgio Zappa, davanti ai pm di Roma che indagano sull'affare Digint emerge che i due dirigenti incontrarono a distanza di pochi giorni Lorenzo Cola, l'ex consulente del Gruppo arrestato l'8 luglio, e l'avvocato di Singapore Rhandir Chandra, uomo vicino a Gennaro Mokbel, senza essere a conoscenza dei rispettivi incontri.

L'inchiesta P3 si allarga: il numero degli indagati è destinato a salire. I pm stanno valutando la posizione di tutte le persone chiamate in causa: da Caliendo, al governatore lombardo Roberto Formigoni, passando per il capo degli ispettori di via Arenula, Arcibaldo Miller, e i magistrati per le cui nomine la P3 esercitò pressioni sul Csm. Ieri i pm hanno interrogato per il filone sull'eolico Marcello Garau, uomo vicino a Flavio Carboni (il gip ne ha disposto il trasferimento in un centro clinico) indagato per concorso in corruzione. Reato che potrebbe presto essere contestato al senatore Marcello Dell'Utri, già indagato per associazione segreta.

La vicenda Digint: Guarguaglini e Zappa, ascoltati come testi, hanno negato di avere saputo dei rispettivi incontri. Guarguaglini ha detto che durante la riunione non si parlò di Digint. Si sarebbe accennato alla possibilità di costituire per conto di Finmeccanica una agenzia di prodotti per la sicurezza in Asia. Progetto a cui teneva Mokbel e del quale si parlò anche nell'incontro del 6 maggio 2008 tra Zappa, Cola, Randhir e il braccio destro di Mokbel, Marco Toseroni, che avrebbe voluto partecipare anche al faccia a faccia con Guarguaglini, salvo essere dissuaso da Cola. Che ha ammesso di avere in Svizzera conti per 10 milioni versati da Finmeccanica. Per lui il Gruppo non sapeva nulla dell'ingresso di Mokbel in Digint. Negli ultimi interrogatori in carcere, l'ex senatore Nicola Di Girolamo ha invece sostenuto che Mokbel gli diceva che Guarguaglini era informato.

Il Sole 24 ore