\\ Home Page : Articolo : Stampa
Riciclaggio, la Cassazione: ''Furono legittimi gli arresti per Scaglia e Mokbel''
Di Loredana Morandi (del 26/06/2010 @ 16:11:18, in Economia, linkato 1338 volte)
I legali dell'ex ad: ''Persa occasione per valutare specifiche posizioni''

Riciclaggio, la Cassazione: ''Furono legittimi gli arresti per Scaglia e Mokbel''


Roma - (Adnkronos) - Respinti i ricorsi presentati dai difensori. L'ex fondatore di Fastweb resta ai domiciliari e l'imprenditore in carcere. Confermato ok a 23 misure cautelari, nuovo esame per i tre dirigenti Sparkle

Roma, 26 giu. (Adnkronos) - Sono legittimi gli arresti inflitti dal Tribunale del Riesame di Roma a Silvio Scaglia, ex fondatore e ad di Fastweb e all'imprenditore Gennaro Mokbel nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio delle compagnie telefoniche.

Lo ha stabilito la terza sezione penale della Cassazione che ha respinto i ricorsi presentati dai difensori di Scaglia e di Mokbel. In questo modo l'ex fondatore di Fastweb resta ai domiciliari e l'imprenditore Mokbel in carcere.

L'inchiesta romana per la quale Scaglia è accusato di associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale riguarda tra l'altro un riciclaggio di 2 miliardi di euro.

La Cassazione, nell'ambito dell'inchiesta sull'operazione di riciclaggio delle compagnie telefoniche, ha confermato la legittimità di 23 custodie cautelari (26 i ricorsi in totale) mentre ha disposto un nuovo esame "limitatamente alla custodia cautelare" per i tre dirigenti Sparkle indagati. Si tratta di Massimo Comito, Stefano Mazzitelli e Antonio Catanzariti le cui posizioni saranno riviste dal Tribunale del riesame di Roma.

La Terza sezione penale, oltre a confermare la legittimità degli arresti di Scaglia e Mokbel, ha altresì confermato la validità delle misure cautelari degli altri indagati tra i quali Giorgia Ricci, la moglie di Mokbel detenuta in carcere; Antonio Ricci, fratello di Giorgia, ai domiciliari. Misure cautelari confermate anche per il maggiore della Gdf Luca Berriola, e per gli ex dirigenti Fastweb Mario Rossetti e Bruno Zito.

Bocciata, in sostanza, dalla Cassazione la linea difensiva secondo la quale sarebbe stata "molto labile" la supposizione sulla quale si fondano le accuse riconducibili, a detta dei legali, alla formula del "non poteva non sapere".

''Si è persa nuovamente l'occasione di valutare le specifiche posizioni - commentano i legali di Scaglia, Piermaria Corso e Antonio Fiorella -. La sensazione è che si continui nello schema del blocco monolitico senza distinguere posizioni, come quella di Scaglia, ben lontane dall'illecito. Scaglia come pure Fastweb, sono vittime della truffa''.

''La formula 'non poteva non sapere' - rilevano i difensori di Scaglia - contrasta con i principi del nostro ordinamento. Troveremo chi ci saprà ascoltare. Il prossimo appuntamento per noi è il 6 luglio al Tribunale del Riesame per l'appello contro l'ordinanza del Gip che ha concesso gli arresti domiciliari''.

''Sull'esito dell'udienza - continuano Corso e Fiorella - ha pesato il fatto che la Corte Suprema di Cassazione abbia dovuto ancorare il suo giudizio alla situazione probatoria esistente al 17 marzo, situazione ampiamente superata da nuovi fatti quali l'interrogatorio di Silvio Scaglia con i pm del 12 aprile e la relativa produzione documentale depositata per l'occasione. Inoltre, non sono emersi, nel frattempo, nuovi elementi utilizzabili dall'accusa''.